Angolo del Gigio

luglio 17, 2011

Val di Susa: Fantasmi della realtà e potere dei banchieri! (via Angolo del Gigio)

Val di Susa: Fantasmi della realtà e potere dei banchieri! Fantasmi della realtà e potere dei banchieri  di Ida Magli – ItalianiLiberi http://www.italianiliberi.it/ Si stanno rappresentando in questi giorni, in diversi paesi d’Europa, straordinarie commedie dell’assurdo. Gli attori più in vista sono gli uomini di Governo – in Francia, in Spagna, in Grecia, in Germania, in Italia – ma sono coadiuvati talmente bene in questa recita da tutti gli altri responsabili della vita politica e sociale, e prima di t … Read More

via Angolo del Gigio

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giugno 5, 2009

Tutti nudi a Villa Certosa… Ma Silvio si fa consolare (lui è pisellino)

Il Quotidiano Spagnolo “El Pais” che non è di Rupert Murdock, che non centra nulla con Sky, con l’iva e con i complotti tirati in ballo, almeno sino adesso (non mi stupirei se Silvio se ne uscisse con un nuovissimo complotto fatto da ETA + Gianni Morandi e Pino Daniele).

IL PUTTANIERENelle foto si intravedono uomini nudi (uno è forse propio il cavaliere, il pisellino è turgido e potrebbe essere il suo che da moscio non misura più di 3 centimetri come si può vedere da foto precedentemente diffuse via internet in tempi non sospetti e senza troppi scheletri nell’armadio da nascondere di furia ricorrendo al garante della privacy, alla procura tarocca e corrotta di Roma, la stessa che a comando sequestra gli archivi del Gioacchino Genchi dissequestrandoli pochi giorni dopo in quanto non certo frutto di illegalità, anzi.. comunque.. continuiamo a stare a vedere), il caballero assieme a dolci ragazzine che affettuasamente gli tengono il braccio attorno al collo in posa affettuosa di figliale innocenza, del resto lui è o non è il “Papi”?!?

In altre c’è Silvio con qualche altro vecchiaccio e tante sgallettate con stivali e abbigliamento invernale (saranno quelle di capodanno, almeno i vecchiardi in queste non sono nudi come vermi….)  E in altre ancora, sgallettate e guardie armate di mitra AK47 in mimetica, roba da governi del terzo mondo, dove il negus vive attorniato da sgherri armati di tutto punto fino ai denti, e il vegliardo assieme al suo Harem di zoccolette più o meno ninfe se la spassa governando sui morti di fame che compongono la sua corte, bastonandoli quando è di cattivo umore, e premiandoli con la carota quando serve (lui userà più il pisello, ma lasciamo perdere… con Lele Mora in giro qualcheduno potrebbe anche pensar male, e come dice l’altro vegliardo Presidente, l’Andreotti per intenderci, quasi sempre ci si azzecca..

Che spettacolo indecoroso sentire Silvio che racconta in tv davanti a giornalisti che i voli di stato possono benissimo trasportare lui assieme a chi vuole, e nessuno dei “Presunti” giornalisti gli fa notare che lui li ha usati per scarrozzare squibzie ninfette e cantautori vegliardi mentre lui aspettava spaparazzato nudo come un verme in piscina…. Ma siamo tutti alla corte del Negus, e l’Italia è il terzo mondo d’Europa ormai, al pari della Turchia, il Berlusconistan è servito, ci volete l’oliva?

QUI TROVATE LE FOTO, IO NON LE PUBBLICO!! IN UNO STATO DI POLIZIA COME IL BERLUSCONISTAN C’E DA TEMERE IL LAGHER, PROPIO OGGI GLI AMICI DEL NEGUS HANNO MANDATO UN MESSAGGIO PROIETTILE A SANTORO… CAPISCI A ME’…..

http://www.elpais.com

agosto 20, 2008

Guerra in Georgia? Russia Vs. Sion

Guerra in Georgia?
Russia Vs. Sion
Marcello Pamio – 12 agosto 2008

La storia inizia quando l’Ossezia del sud, una regione della Georgia, reclama la propria indipendenza.
La Russia sta a guardare ammiccando, anche perché fa molto comodo avere all’interno di uno “Stato nemico”, comprato dalle due potenze atomiche Usa e Israele, un satellite che crea destabilizzazione.
La Georgia (totalmente filo israelostatunitense) non ci sta e bombarda nella notte e alle prima ore dell’alba dell’8 agosto la Repubblica dell’Ossezia.[1]
La Russia a questo punto non sta più a guardare, e forse era proprio quello che aspettava: invia l’aviazione e inizia lo scontro armato.
Si parla già di oltre 2000 morti, ma le cifre come sempre accade in questi casi, sono destinate a salire.

In maniera sincronica, come sempre accade in questi casi, parte la propaganda mediatica, e le immagini che circolano nei telegiornali di Regime sono esclusivamente le immagini di distruzione e morte provocate dall’aviazione russa in Georgia. Ma non arrivano invece le immagini del fuoco georgiano che avrebbe provocato nelle sole prime ore 1600 morti e pesanti devastazioni.[2]

Come mai le foto e i video si concentrano sulle vittime della controffensiva russa a Gori o in altre città maggiori georgiane, quando almeno tre quarti dei 40.000 profughi censiti dalla Croce Rossa risultano essere osseti?[3]

Chi ha il potere di controllare i media occidentali?

Per quale motivo si fa passare solo una parte della verità amplificandola ad hoc? Domande retoriche, la cui risposta è presto detta, tanto più quando si viene a sapere chi c’è dietro l’affaire

Fin dall’inizio, sul sito www.debkafile.com molto vicino al Mossad israeliano, si evince che anche in questo scontro armato il piccolo stato di Sion gioca un ruolo importante, naturalmente oltre a l’onnipresente America.

L’anno scorso scrive il Mossad il presidente georgiano ha assoldato da aziende di sicurezza private israeliane varie centinaia di consulenti militari, circa un migliaio, per addestrare le forze armate georgiane in tattiche di combattimento (commando, aria, mare, mezzi armati e artiglieria). Hanno inoltre offerto al regime centrale istruzioni sull’intelligence militare e la sicurezza. Tbilisi ha acquistato anche armi, intelligence e sistemi elettronici per la pianificazione dei combattimenti da Israele. Questi consulenti sono di sicuro profondamente coinvolti nella preparazione dell’esercito georgiano alla conquista della capitale osseta di questo venerdì.

Nulla di nuovo all’orizzonte: il democratico stato d’Israele, possessore di centinaia di testate atomiche, vende armi e fornisce consulenza d’intelligence e militare a tutti paesi considerati “amici” o semplicemente “utili” per qualche scopo…

map of pipeline routeIn questo caso la “Gerusalemme non proprio Celeste” deve difendere i propri interessi petroliferi nell’oleodotto Baku-Ceyhan, costruito per non passare nei territori russi, dopo che Vladimir Putin ha rifiutato la collaborazione di un progetto per portare gas ai porti israeliani di Ashkelon e Eilat dalla Turchia.[4] Una pipeline lunga migliaia di chilometri, che partendo da Baku sul Mar Caspio arriva fino a Ceyhan in Turchia senza toccare la Russia.

Un piccolo tratto di Mediterraneo separa il porto di Ceyhan ad Haifa.

In questo progetto ovviamente la Georgia deve rimanere indipendente dal vecchio orso russo e soprattutto non avere secessioni che potrebbero creare problemi al proprio interno.

Ricorda molto da vicino la triste vicenda dell’Afghanistan, quando i talebani erano finanziati, addestrati e armati dall’intelligence militare USA per combattere l’invasione delle truppe sovietiche al confine. Tutto ha iniziato a incrinarsi non a seguito della false-flag dell’11 settembre, ma quando gli “studenti del Corano” hanno iniziato a mettere i bastoni tra le ruote alla costruzione dell’oleodotto (da 1 milione di barili di petrolio al giorno) della statunitense Unocal che doveva passare proprio per il loro Paese. Risultato: i talebani, assieme a decine di migliaia di civili innocenti, sono stati massacrati e le città e i villaggi, rasi al suolo!

Il 10 agosto del 2008 il quotidiano israeliano Yediot Aharonot ha pubblicato un articolo dove spiega dettagliatamente la questione:

«Il combattimento che è iniziato nel fine settimana tra Russia e Georgia ha portato alla luce il profondo coinvolgimento di Israele nella regione. Questo coinvolgimento include la vendita di armi avanzate alla Georgia e l’addestramento di forze di fanteria dell’esercito georgiano. Il ministro della difesa [israeliano] ha tenuto un incontro speciale questa domenica per discutere delle varie vendite di armi israeliane in Georgia, ma finora non è stato annunciato nessun cambiamento di politica. “La questione è tenuta sotto stretto controllo”, hanno detto fonti del Ministero della Difesa. “Non operiamo in nessun modo che possa contrastare gli interessi israeliani. Abbiamo declinato molte richieste che implicavano vendite di armi alla Georgia; e quelle che sono state approvate sono state analizzate scrupolosamente. Finora non abbiamo posto limitazioni alla vendita di misure protettive.”[5]

Questa collaborazione, tra Georgia e Israele, non è certo strana
se vediamo chi sono gli attori principali.

Il Ministro georgiano Temur Yakobashvili è ebreo come pure il Ministro della Difesa David Kezerashvili, anzi quest’ultimo è un ex cittadino israeliano.[6]

Il sito sionista Ynet.news elenca anche altri personaggi israeliani che hanno approfittato della situazione georgiana: «l’ex ministro (israeliano) Roni Milo e suo fratello Shlomo, direttore delle Military Industries, il brigadiere-generale
(in congedo) Gal Hirsch e il General Maggiore (anche lui in congedo) Yisrael Ziv».[7]


Roni Milo per esempio ha condotto affari in Georgia per la Elbit Systems e le Industrie Militari, e col suo aiuto le industrie militari israeliane hanno venduto alla Georgia droni, torrette automatiche per veicoli blindati, sistemi antiaerei, sistemi di comunicazione, munizioni e missili.

Molto probabilmente c’è anche un altro losco individuo dietro lo scontro Georgia-Russia, l’israelita (ungaro-statunitense)

George Soros: uomo di punta dell’Impero britannico, nonché agente europeo della famiglia Rothschild. Uno dei più potenti e soprattutto pericolosi speculatori planetari ha certamente le mani in pasta nella rivoluzione georgiana.

La sua fondazione Beckley (una delle tante), usata per ” propagandare la liberalizzazione della droga ” [8], proprio a maggio scorso ha pubblicato un rapporto dal titolo emblematico, “Antidroga in Georgia: i test antidroga e la riduzione del consumo“. Con quel rapporto Soros in pratica lodava la politica del Presidente georgiano Mikail Saakashvili e invece criticava l’operato del presidente Eduard Shevardnadze.[9] Quest’ultimo viene attaccato perché iniziò negli anni ’70 una dura campagna di misure contro la droga e contro coloro che ne facevano uso: cosa questa assai pericolosa per i narco-speculatori internazionali.

Saakashvili, il beneficiario della “rivoluzione rosa“, finanziata anche da Soros, potrebbe aver promesso al suo mentore, di arrivare in un futuro alla liberalizzazione nel suo paese! Immaginate che cosa significherebbe per la Russia, già pesantemente compromessa dalle ondate di eroina proveniente dall’Afghanistan…[10]

Nonostante la falsità mediatica con la quale il Regime è abituato a riempirci la testa, anche in questo caso, ma possiamo dire, come nella totalità degli scontri militari, di attacchi terroristici, di false-flag, esiste sempre un interesse economico (e di controllo) dietro.
Le domande che dobbiamo porci per cercare di capire gli accadimenti, a prescindere da come ci vengono raccontati o romanzati in tivù e nei giornali, è: Cui Prodest? Cui Bono? A chi giova? Chi ne beneficia?

Ecco alcune immagini della Reuters che dimostrano la propaganda mediatica –> Immagini false della Reuters

Per approfondire l’argomento:

“La Georgia e l’Israel connection”,
www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=4908

“Governo georgiano, ministri israeliani”
http://www.effedieffe.com/content/view/4135/166/

“Georgia: ha perso Israele”
http://www.effedieffe.com/content/view/4130/166/

“ Israel backs Georgia in Caspian Oil pipeline battle with Russia”
www.debka.com/article.php?aid=1358


[1] “Il Caucaso in fiamme. La Georgia bombarda l’Ossezia del sud”, Radio Vaticana, 8 agosto 2008
[2] “Una guerra, due verità”, Alessandro Logroscino, Ansa, 11 agosto 2008
[3] Idem
[4] “ La Georgia e l’Israel connection”, www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=4908
[5] Idem
[6] “Governo georgiano, ministri israeliani”, Maurizio Blondet, Effedieffe
[7] “ La Georgia e l’Israel connection”, www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=4908
[8] “Dove c’è droga c’è Soros”, http://www.movisol.org/08news174.htm
[9] Idem
[10] Idem

Tratto da: www.Disinformazione.it

ottobre 21, 2007

Berlusconi: Clemente passa con noi, tu sei come noi “Delinquente”

Mastella, scontro con Di Pietro. Vado con Silvio, lui è come me, siamo Delinquenti

NAPOLI – Scontro tra Antonio Di Pietro e Clemente Mastella. Il ministro della Giustizia rilancia sulla crisi di governo e torna a difendersi sul caso De Magistris all’indomani della avocazione da parte della Procura generale delle indagini “Why Not” condotte finora dal pm per il quale lo stesso ministro (che risulta indagato) ha chiesto il trasferimento al Csm. Poi Mastella tira in ballo Di Pietro definendolo un “analfabeta del diritto” e suscita la reazione dell’ex pm che scrive a Prodi chiedendogli una “assunzione di responsabilità”. “Ci troviamo – scrive Di Pietro in una lunga nota – di fronte ad un bivio che, se non affrontato subito e con determinazione, ci travolgerà tutti”. Insomma, una richiesta esplicita di allontanamento dall’esecutivo di Mastella.

L’inchiesta. “Sono io a volere che l’inchiesta vada avanti con celerità, non ho alcuna difficoltà, voglio che vada avanti e mi tolga di dosso gli schizzi di fango che mi sono arrivati – ha detto il ministro della Giustizia – non invocherò cavilli. Potrei invocare il fatto che, essendo parlamentare, appena visto che c’era il mio nome nel tabulato dovevano interrompere e chiedere l’autorizzazione. Ma non mi appellerò a questo”.

L’attacco a Di Pietro. Duro l’attacco contro il collega di governo Antonio Di Pietro, che non “capisce di diritto, è un analfabeta della materia e se leggesse qualche libro eviterebbe le gaffe”. Mastella, a margine della Messa celebrata dal Papa in piazza del Plebiscito a Napoli, ricorda al ministro delle Infrastrutture che “avocazione non significa interruzione dell’inchiesta”. “Di sicuro non debbo rispondere di 100 milioni, né della Mercedes”, conclude riferendosi a una vecchia inchiesta giudiziaria che aveva coinvolto l’ex pm di Mani pulite poco prima della sua discesa in campo.

La replica. Passano poche ore e Di Pietro risponde. Il leader dell’Idv scrive: “Non è scaricando contumelie ed insulti su di me che il ministro della Giustizia può pensare di riuscire a sfuggire alla responsabilità politica di aver provocato un corto circuito politico giudiziario che ha provocato una caduta di credibilità delle istituzioni e che rischia di travolgere l’intero governo”. Poi la conclusione: “Ci troviamo di fronte ad un bivio che, se non affrontato subito e con determinazione, ci travolgerà tutti, giacché, così facendo, stiamo rischiando di mettere in pericolo lo Stato di diritto, come giustamente hanno fatto e fanno osservare oramai molti autorevoli osservatori e la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica”.

De Magistris. Ma Mastella non si è limitato ad attaccare Di Pietro. ha rispostao anche a de Magistris che, dopo aver perduto l’inchiesta, ha detto di temere per la sua sicurezza. “Quanto ai toni esasperati, il tritolo eccetera, quasi che qualcuno di noi o qualcuno legato a bande possa mandar tritolo, stesse tranquillo”, ha detto Mastella. E ancora: “Mi ha iscritto scientemente perché sapeva che iscrivendomi gli veniva tolta l’inchiesta e diventava un eroe nazionale. Probabilmente voleva dare l’idea che è molto più facile esaltarsi nel dire ‘mi hanno tolto la cosa’”.

Al voto. Poi il ministro torna a minacciare la crisi: “Laddove non si possa tenere in piedi la maggioranza, io non sono per governi tecnici di larghe o strette intese: si vada al voto”. “Non ho detto che la maggioranza non c’è – precisa – la regola aurea nel bipolarismo dice che laddove la maggioranza non è in piedi e il capo dello Stato consulti le parti, bisogna andare al voto. Io non sono per governi tecnici, né per governi di piccole, grandi e medie intese. Io sono per andare al voto.

Tutto qui“.

(21 ottobre 2007)

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