Angolo del Gigio

giugno 25, 2010

Ministro da meno di una settimana e vai col legittimo impedimento! Bravo Silvio Berlusconi.

Come volevasi dimostrare

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La difesa di Aldo Brancher, ministro da qualche giorno e imputato a Milano in uno stralcio del processo sul tentativo di scalata ad Antonveneta da parte di Bpi, ha chiesto il legittimo impedimento per il proprio assistito. L’udienza era in calendario per sabato prossimo, 26 giugno. Brancher è stato nominato ministro venerdì scorso.

Che tempestività!

Ciò a cui stiamo assistendo, non si chiama solo conflitto d’interessi, ma si chiama ladrocinio di Stato portato avanti da persone che sono andate al potere solo per poter rubare legalmente. Questa mattina avevo pregato il ministro Bondi di chiedere al ministro Tremonti di non buttare via qualche milioncino di euro per costruire un ministero solo per permettere ad Aldo Brancher, che avrebbe dovuto presentarsi dal giudice, di farla franca, eccependo il legittimo impedimento.

L’ho detto all’alba, quando ancora la richiesta di appellarsi al legittimo impedimento da parte di Brancher non era stata avanzata. Ai cittadini vogliamo ricordare che il legittimo impedimento non è altro che un provvedimento ad personam che ha voluto Berlusconi per garantire l’improcessabilità a lui e ai suoi ministri. Un provvedimento che serve, è servito e sta servendo soltanto per assicurare a delle persone la propria impunità, spendendo per la costituzione di un nuovo ministero quei soldi che, invece, dovrebbero essere destinati alla parte più povera del Paese, ai lavoratori precari, a quelli del mondo della cultura, dello spettacolo, della scuola, ai giovani in cerca d’occupazione, al comparto sicurezza.

Quello che è accaduto questa mattina fa pendant con un’altra notizia: il legittimo impedimento è stato usato anche da Silvio Berlusconi che, insieme ad altre undici persone, è coinvolto nel processo Mediatrade.

GLI ILLEGITTIMI IMPEDITI !!

Si dice che la giustizia perde tempo, che i suoi tempi sono lunghi. Certo, se si fanno delle leggi ad hoc per non farsi processare, se si diventa ministri per sfuggire alla giustizia, ecco è questa la conseguenza.

Vergognatevi! State attuando un ladrocinio di Stato.

Dal Blog di Antonio Di Pietrowww.antoniodipietro.it

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maggio 11, 2009

Coca nel bagaglio: arrestata segretaria Lega Nord

E`una dipendente del Parlamento italiano una delle due persone arrestate, lo scorso due aprile a Lugano, con otto chili di cocaina in valigia. Insolito sequestro, quello avvenuto il 2  Si tratta, infatti, della segretaria del gruppo parlamentare della Lega Nord a Roma. Insieme a lei, lo ricordiamo, è stato arrestato anche un uomo. Entrambi provenivano dal Brasile.

Le Guardie di confine hanno scovato lo stupefacente stipato in alcune vaschette di alimenti. Non è chiaro se la droga fosse destinata al mercato ticinese, oppure se dovesse rientrare in Italia passando per lo scalo luganese, dove forse la coppia – di 40 e 50anni – sperava in controlli meno severi. In ogni caso, i due non avrebbero mai avuto alcun legame col Ticino.

Fonte: www.rsi.ch

ottobre 24, 2007

FORZA ITALIA prepara l’invasione extracomunitaria dell’Europa, altro che l’idraulico Polacco il Frattini.. ci sarà da ridere con la Lega-Nord!

Franco Frattini (FI)La «carta blu» dell’Europa
per gli immigrati di talento

Il rilascio in un mese, consentirà anche l’arrivo dei familiari. Gli «specializzati» chiamati da un’azienda, alla faccia dei nostri “Bamboccioni”

BRUXELLES — Tanti, dall’Africa o dal-l’Asia, finiscono a Lampedusa o su altre scogliere mediterranee, senza una vera speranza né la capacità o l’istruzione per costruirne una: e possono far pena, o paura, a chi li vede arrivare. Ma tanti altri no, una speranza ce l’hanno già ben salda, con una laurea o un diploma, e hanno anche molto da offrire. Da trent’anni e più, ormai li calamita la Silicon Valley in California, o la bianca Sydney d’Australia, o qualche laboratorio di Toronto: laggiù trovano rispetto, buoni stipendi, una casa, la possibilità di ricostituire le loro famiglie. Ma ora, gli ingegneri elettronici, i chirurghi o i genetisti di Bangalore o Durban potrebbero scegliere Milano, Francoforte o Bruxelles, attirati dalle stesse porte spalancate e da una vita forse ancora migliore: senza depredare però di cervelli e capacità i loro Paesi natii, e senza imporre ai Paesi ospitanti una presenza non gradita, in competizione con le risorse locali. Tutto questo spera di realizzare l’Europa, anagraficamente sempre più vecchia e affamata di lavoro specializzato, con le due proposte di direttive comunitarie sull’immigrazione legale che oggi approdano sui tavoli della Commissione. Messe insieme, sono il primo concreto passo verso la Carta blu europea, in risposta alla mitica Green card o Carta verde americana: cioè un permesso unico di lavoro e residenza, concesso rapidamente, e riservato agli immigrati extracomunitari altamente qualificati.

I DIRITTI — La carta potrà essere rilasciata con una speciale procedura nel giro di un mese, al massimo due nei casi più complicati. E non sarà solo un documento burocratico: perché darà diritto a un salario adeguato — almeno il triplo di quello minimo vigente nelle varie nazioni — e a tutti i diritti comuni ai lavoratori del posto, come quello di avere un’assicurazione sociale, o iscriversi a un sindacato. Soprattutto, la Carta blu consentirà la ricongiunzione familiare: senza ulteriori formalità, il neo-assunto potrà chiamare accanto a sé la moglie, o il marito. «L’Europa si apre così al talento e al merito, in concorrenza con Stati Uniti, Canada e Australia — spiega il vicepresidente della Commissione Franco Frattini, architetto e mediatore dell’iniziativa — e anzi credo che la Carta blu potrà essere più attrattiva della stessa Green card. Ma non sarà un cavallo di Troia per far entrare anche chi non ne ha diritto».

LE CONDIZIONI — Per ottenerla, ci sarà infatti una serie di condizioni precise: la richiesta di assunzione da parte di un’azienda; la laurea o il diploma specialistico con almeno 3 anni di esperienza professionale nello stesso campo; naturalmente, una fedina penale pulita; e il rispetto delle quote numeriche che toccherà a ogni singolo Paese decidere annualmente, in base alle proprie esigenze di mercato e nel quadro della precedenza sempre assicurata ai cittadini comunitari. La Carta blu avrà valore per tutto il tempo del contratto di lavoro firmato, entro un periodo massimo di due anni. Quindi potranno essere concessi 3 mesi di «franchigia». E infine, il lavoratore qualificato potrà tornare al proprio Paese o emigrare in un altro Paese europeo, per poi anche rientrare nel primo, purché siano rispettate le condizioni di partenza.

LE QUOTE NUMERICHE Ogni Paese stabilirà ogni anno le quote numeriche di accesso di lavoratori con Carta blu dopo quello della Commissione: l’Euromed, o vertice dei ministri degli Esteri, il vertice Europa- Africa, il Parlamento di Strasburgo, il Consiglio europeo. Il testo del provvedimento potrà essere modificato. Vi sono segnali di malumore da parte di alcuni sindacati, o dei governi tradizionalmente più timorosi delle «interferenze » europee», come quello austriaco. Inoltre fuori d’Europa, a Pechino o a Mumbai, resta sempre alta la diffidenza contro i presunti «ladri di cervelli» basati in Occidente. Ma intanto la svolta c’è già, nell’approccio al problema, ed era una svolta attesa da molto. In Australia, gli immigrati sono il 9,9 per cento dei lavoratori altamente qualificati, negli Usa il 3,2% e in Canada il 7,3%. In Europa, solo il 2,3%. E in Europa, fra una quarantina d’anni, un terzo dei cittadini avrà più di 65 anni. Perfino in un’economia «giovane» come la Polonia, mancano braccia e cervelli: milioni di polacchi sono emigrati all’estero, ma nell’ultimo anno e mezzo l’11,5% delle piccole e medie imprese locali — lo ha svelato proprio ieri uno studio commissionato dalla Confindustria polacca— ha cercato di assumere dei lavoratori qualificati, senza trovarne.

Luigi Offeddu
23 ottobre 2007 – Corriere.it

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