Angolo del Gigio

luglio 17, 2011

Val di Susa: Fantasmi della realtà e potere dei banchieri! (via Angolo del Gigio)

Val di Susa: Fantasmi della realtà e potere dei banchieri! Fantasmi della realtà e potere dei banchieri  di Ida Magli – ItalianiLiberi http://www.italianiliberi.it/ Si stanno rappresentando in questi giorni, in diversi paesi d’Europa, straordinarie commedie dell’assurdo. Gli attori più in vista sono gli uomini di Governo – in Francia, in Spagna, in Grecia, in Germania, in Italia – ma sono coadiuvati talmente bene in questa recita da tutti gli altri responsabili della vita politica e sociale, e prima di t … Read More

via Angolo del Gigio

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giugno 10, 2011

Berlusconi, un corruttore a capo dell’anticorruzione.. “BOCCIATO!!” – Si faccia Processare!

Anticorruzione, governo battuto due volte
Lega, no a giuramento su Costituzione

Passo falso prima sull’emendamento del senatore Pdl Lucio Malan e poi su quello Spadoni Urbani. E in commissione cultura scoppia il caso Responsabili.

Bersani:Esecutivo senza prospettive, ne tragga le conseguenze

ROMA –  Governo e maggioranza fanno i conti con gli inciampi in Aula al Senato sul ddl anticorruzione. Prima tocca all’emendamento del senatore Pdl Lucio Malan, interamente sostitutivo del primo articolo e relativo all’istituzione di un comitato di coordinamento delle iniziative anticorruzione presieduto dal presidente del Consiglio. Poi, sempre al Senato, (131 no, 129 sì, 4 astenuti) anche sull’emendamento della Pdl Spadoni Urbani, sulla rotazione dei dirigenti nelle amministrazioni dirette centrali e periferiche.

A quel punto il governo ha deciso di presentare un emendamento aggiuntivo” che ripropone il coordinamento anticorruzione attraverso un comitato presso la Presidenza del Consiglio “con il Pg della Cassazione, il presidente delConsiglio di Stato, il Pg della Corte dei Conti, i comandanti di Carabinieri e Finanza” e tutti coloro che hanno competenza in materia. “Si va avanti, occorre dare una
risposta al paese questa settimana” commenta il presidente del Senato, Renato Schifani. Mentre L’opposizione protesta e chiede il ritorno del testo in commissione.

Responsabili assenti.
Altro problema per la maggioranza in commissione cultura della Camera. Dove la seduta, durante la quale si stava prendendo in esame parte del dl Sviluppo, è stata sospesa. Mancavano, infatti, due commissari dei Responsabili. ‘Sollevazione’ generale, a questo punto, da parte delle opposizioni che hanno fatto osservare che la sospensione sarebbe stata causata dalla certezza da parte del Pdl di non avere la maggioranza.

Esulta l’opposizione. “Il governo è senza prospettive, traga le conseguenze”, dice il segretario del Pd Pierluigi Bersani. “Abbiamo battuto il governo e la maggioranza su un punto qualificante – aggiunge la capogruppo Anna Finocchiaro – un emendamento che riorganizzava il punto essenziale di questa disciplina contro la corruzione proposta dall’esecutivo, che è anche il punto su cui c’era maggiore dissenso”. Sull’emendamento poi Finocchiaro spiega: “Mentre loro propongono che contro la corruzione provveda un comitato presso la presidenza del Consiglio dei ministri, presieduto dallo stesso presidente, noi vogliamo un’autorità indipendente”. Insomma, “per farlo capire a tutti, non vogliamo la volpe a guardia del pollaio”. E Felice Belisario, capo dei senatori dell’Idv aggiunge: “Il governo è stato battuto perché ormai è sotto la tenda ad ossigeno e la maggioranza gli sta togliendo quella poca aria che gli è rimasta. La caduta dell’articolo 1 del ddl governativo anticorruzione certifica che siamo ai titoli di coda della Legislatura”.

Lega e Costituzione.
Durante l’esame del provvedimento scoppia un altro caso politico. La Lega Nord ha votato contro un emendamento bipartisan al ddl anticorruzione che obbliga “coloro che occupano cariche pubbliche o assumono pubblici impieghi” a giurare fedeltà alla Costituzione italiana al momento dell’assunzione. L’emendamento è passato con 214 sì, 30 no e 11 astenuti.

(08 giugno 2011) – Tratto da: Il corruttore a capo del comitato anticorruzione (l’Asino che da ripetizioni allo studente, insomma)

maggio 22, 2011

Referendum 2011 – PERCHE VOTARE SI – Sempre e solo “SI” per il bene dei nostri figli!!

PERCHE VOTARE SI – Sempre e solo “SI

1° REFERENDUM: LEGGITTIMO IMPEDIMENTO:

La legge sul cosiddetto legittimo impedimento è da annoverarsi tra le leggi ad personam – 37 per l’esattezza – che, dal 1994 ad oggi sono state varate dal centrodestra favorendo di fatto la posizione processuale del premier Silvio Berlusconi, delle sue aziende e dei suoi stretti collaboratori. Nonostante questa assoluta vergogna, che non ha riscontro in nessun Paese civile, il partito-azienda del Cavaliere, che può contare ormai sull’apporto permanente dei “padani”, allargato a un manipolo di deputati pronti a tutto pur di rimanere incollati alle poltrone (i cosiddetti “responsabili”), mercoledì scorso ha approvato alla Camera la legge sul processo breve, compresa una norma che accorcia i tempi di prescrizione per gli incensurati, la 38esima “legge vergogna”.
Per salvarsi dal processo Mills, nel quale è imputato, il presidente del Consiglio ha deciso di mandare al macero ben 15 mila procedimenti giudiziari (secondo l’Associazione nazionale magistrati), lasciando impuniti migliaia di malfattori e togliendo la speranza di ottenere giustizia a tantissime vittime di soprusi e illegalità.
In fondo per questo Governo la legalità è una parola vuota e non ha mai rappresentato la bussola delle sue scelte. Senza dover scorrere una per una le leggi ad personam approvate in questi anni, è però utile soffermarsi su alcuni provvedimenti di legge che, nel favorire il presidente del Consiglio, hanno di fatto inciso pesantemente sull’ordinamento giuridico.
2001, ROGATORIE INTERNAZIONALI: il governo Berlusconi fa approvare una legge che complica le procedure e stabilisce i “nuovi” requisiti per gli atti richiesti all’estero dai magistrati italiani e che sono ritenuti necessari alle indagini. La legge quindi impone “l’inutilizzabilità di tutti i documenti trasmessi da giudici stranieri che non siano in originale o autenticati con apposito timbro.”, anche se l’imputato non ha mai eccepito la loro autenticità. Si tratta di uno sfacciato tentativo di annullare per legge le prove raccolte dai magistrati nel processo in cui è imputato l’avvocato Cesare Previti, accusato di corruzione di alcuni giudici.
2002, FALSO IN BILANCIO: i decreti delegati emanati all’inizio del 2002 abbassano le pene (rendendo la prescrizione più breve), rendono il falso perseguibile solo a querela del socio, azionista o creditore, fissano soglie amplissime di non punibilità. Il risultato è che tutti i processi del premier per falso in bilancio vengono cancellati o perché “il fatto non è più previsto dalla legge come reato” o perché il reato è estinto grazie alla prescrizione ormai lampo.
2002, CIRAMI: introduzione del concetto di “legittima suspicione”, in base al quale i processi vengono spostati dalle procure più scomode .
2003, LODO SCHIFANI: è il primo tentativo di far passare una sospensione dei processi per le più alte cariche dello Stato: Presidente della Repubblica, del Senato, della Camera , del Consiglio e della Corte Costituzionale. Nel gennaio 2004 il lodo viene giudicato incostituzionale.
2005, EX CIRIELLI: riduce la prescrizione per gli incensurati e trasforma la detenzione in custodia cautelare per gli ultrasettantenni. La legge prescrive circa 150.000 processi: la prescrizione per frode fiscale passa da 15 anni a 7 e mezzo, per la corruzione, anche giudiziaria, passa da 15 a 10.
2008, LODO ALFANO: altro tentativo di sospensione dei processi, alla vigilia del processo Mills, delle più alte cariche dello Stato. Il lodo viene bocciato nel 2009 come incostituzionale.
2010, LEGITTIMO IMPEDIMENTO: il disegno di legge “Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza” viene licenziato dal Senato, dopo il sì della Camera, il 10 marzo 2010. Chiamata ad esprimersi sui dubbi di incostituzionalità della legge, Il 14 gennaio 2011, la Corte Costituzionale si esprime per il mantenimento della stessa, con una sentenzia interpretativa che ne ha però abrogato alcune parti considerate incompatibili con gli art. 3 e 138 della Costituzione.
Con il legittimo impedimento l’intento è quello di riservare una zona franca, una zona di privilegio al premier, in contraddizione con il principio di uguaglianza davanti alla legge sancito dall’art. 3 della Costituzione.
Votare SI al referendum sul legittimo impedimento è la grande occasione che ha il popolo italiano di stabilire democraticamente che davvero tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, che non ci sono zone d’ombra nell’ordinamento giuridico italiano. Votare SI significa anche aprire una seria prospettiva di cambiamento rispetto all’attuale Governo, che tiene immobilizzato il Parlamento e l’intero Paese per risolvere le questioni giudiziarie del premier, senza alcun interesse per le emergenze che drammaticamente affliggono la maggioranza dei cittadini italiani.

2° REFERENDUM :PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA

Il Governo – cercando di rendere nullo il referendum – punta infatti sull`astensionismo, ma il referendum sull`acqua è davvero importante.
Cosa vogliamo abrogare e perché?
Gli articoli che vogliamo eliminare sono:
– l`art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008 (privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica).
– l`art. 154, comma 1 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006.
Il primo articolo che vogliamo abrogare stabilisce che il servizio idrico deve necessariamente essere affidato a soggetti privati o a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato detenga almeno il 40%.
In pratica il Governo vuole che, anche se una amministrazione gestisce bene il servizio idrico, deve appaltarlo ai privati. A costi più alti.
Il secondo consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.
Per i privati è più conveniente di un investimento in Borsa, ma il rischio sulla qualità del servizio è tutto a carico dei cittadini. Bel modo di fare capitalismo!
Noi crediamo che ci siano alcuni pochi servizi fondamentali in uno Stato che debbono essere gestiti dalla collettività e per la collettività. E crediamo anche che un`impresa che voglia realizzare profitti debba e possa fare altro in altri mille campi diversi.
Chiediamo dunque semplicemente che non sia possibile gestire l`acqua pubblica a scopo di lucro.

3° REFENDUM : NUCLEARE:

Il nucleare è una tecnologia pericolosa
Come dimostrano la tragedia giapponese di Fukushima e il disastro di Cernobyl, non esiste tecnologia che possa escludere il rischio di gravi incidenti con fuoriuscita di radioattività.
2. Le centrali rilasciano radioattività nell’ambiente anche nel normale funzionamento
Un impianto nucleare emette radioattività anche senza incidenti. I bambini che abitano vicino alle centrali corrono maggiori rischi di contrarre la leucemia. L’agricoltura e il turismo rischiamo di essere pesantemente penalizzati.
3. Lo smaltimento definitivo delle scorie è un problema irrisolto
Le scorie sono molto pericolose e restano radioattive per decine di migliaia di anni. Non esiste al mondo un deposito definitivo per smaltirle in sicurezza per un periodo così lungo.
4. Il nucleare è una fonte energetica molto costosa
L’elettricità dall’atomo, considerando anche la dismissione delle centrali e lo smaltimento delle scorie, costa più delle altre fonti di energia. I maggiori costi inevitabilmente verranno scaricati nella bolletta dei cittadini.
5. Il nucleare non riduce le importazioni
Il nucleare produce solo elettricità (pari a solo il 25% dei consumi energetici dell’Italia) e non viene usato per alimentare il settore dei trasporti, produrre calore per l’industria e per gli edifici. Per questo non ridurrà in modo significativo le importazioni delle fonti fossili: infatti in Francia, noto paese nuclearista, il consumo procapite di petrolio è più alto che in Italia.
6. Il nucleare produce pochi posti di lavoro
Una centrale in costruzione produce 3.000 posti di lavoro, che si riducono a 300 nella fase di esercizio. In soli 10 anni la Germania può vantare 350.000 addetti nel settore delle rinnovabili, mentre in Italia al 2020 con le fonti pulite si potrebbero creare almeno 200mila posti di lavoro.
7. Le centrali utilizzano l’uranio, materia prima in via di esaurimento
L’uranio è una materia prima che deve essere importata. È una risorsa limitata, disponibile in natura ancora per qualche decina di anni, come il petrolio e il gas.
8. La legge italiana prevede l’uso dell’esercito per realizzare le centrali
Grazie alla legge approvata nel 2009 il governo italiano può usare l’esercito per imporre al territorio la costruzione delle centrali nucleari, con inevitabili conflitti istituzionali e sociali.
9. L’Agenzia per la sicurezza nucleare è a favore dell’atomo
I membri dell’Agenzia, a partire dal presidente Umberto Veronesi, minimizzano ogni problema del nucleare, dallo smaltimento delle scorie all’insicurezza delle centrali. Sono quindi a favore dell’atomo: un interesse di parte come può garantire la sicurezza dei cittadini?

4° REFERENDUM : TARTIFFE ACQUA

Il quarto quesito riguarda la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. In questo caso agli elettori viene proposta una abrogazione parziale della norma.
“Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”?”.
Si propone di eliminare dalla tariffa la quota relativa alla remunerazione del capitale investito che assicura al gestore profitti garantiti senza vincoli di reinvesti mento. Ciò vuol dire impedire di fare profitti sull’acqua eliminando il “cavallo di Troia” che ha aperto la strada ai privati nella gestione dei servizi idrici.

aprile 14, 2011

Nel Paese del Delinquente con l’emittente.. Ora anche membri del “Club” 3° Mondo..

Il Decreto Pisanu, che richiedeva l’identificazione individuale degli utenti delle reti WiFi pubbliche, è stato abolito qualche mese fa, ma da allora gli hot spot pubblici nel Belpaese non sono cresciuti quanto ci si aspettava.

WiFi libero: Italia dietro Taiwan

Oggi in Italia sono presenti circa 5.097 hot spot WiFi pubblici, pochi se paragonati ai circa 2000 in più di cui dispone la Turchia, inoltre la loro diffusione all’interno del territorio è quanto mai disomogenea, con una concentrazione elevata al nord (Lombardia 26%) e la quasi assenza tra le regioni del sud, dove la Sicilia conta un hot spot ogni 17.883 residenti.

Le regioni che dispongono della maggior parte degli hot spot nazionali sono, dopo la Lombardia, Lazio (13,1%), Emilia Romagna (10,1%), Toscana (8,6%) e Veneto (7,1%).
Le maglie nere, divise tra nord, centro e sud, vanno a Piemonte (un hot spot ogni 18.682 abitanti), Molise (uno ogni 46.000 abitanti) e Basilicata (uno ogni 49.000 abitanti). Anche la Puglia si comporta male, con un accesso WiFi ogni 36.000 abitanti.

Anche nella diffusione del WiFi pubblico, dunque, l’Italia vive una situazione di Digital Divide, ma, in generale, sono pochi i governatori regionali che pensano all’accesso alla rete come ad una risorsa produttiva.

Nei confronti del resto del mondo, la nostra nazione si piazza al 14° posto, dietro Turchia (decima) e Taiwan (undicesima), mentre si distingue la Gran Bretagna con ben 113.000 hot spot.

A pochi mesi dal pensionamento del Decreto Pisanu, un’analisi diEnter, operatore Tlc del gruppo Y2K, conta gli hot-spot pubblici in Italia: ammontano a 5.097 unità. duemila meno che in Turchia e 1.300 meno che a Taiwan. Il WiFi non decolla neanche in alcune regioni a vocazione turistica, ma sono concentrati in in Lombardia (26%), Lazio (13,1%), Emilia-Romagna (10,1%), Toscana (8,6%) e Veneto(7,1%). Nel rapporto tra popolazione residente e punti di accesso WiFi, vincono il Trentino Alto Adige (un hot-spot ogni ogni 6.387 abitanti), e a ruota Lombardia e Lazio.

L’Italia registra ancora una volta il Digital Divide dal resto del mondo. In Gran Bretagna ci sono 113.000 hotspot, e l’Italia è 14esima, superata anche da Turchia (decima) e da Taiwan (11esima). L’amministratore delegato di Enter, Nicola Sciumè,ha sottolineato il “gap infrastrutturale“: “In questo scenario emergono due elementi di riflessione: da un lato lo sforzo del governo per dare concretezza all’operazione banda larga, dall’altro l’interesse crescente delle pubbliche amministrazioni per la diffusione di bolle Wi-Fi in cui abilitare la navigazione libera”.

Il Sud è in grande ritardo: Basilicata e Molise hanno una densità di, rispettivamente, 1 hotspot ogni 49 mila abitanti e 1 ogni quasi 46 mila residenti (contro 1/8.516 abitanti della Toscana al quinto posto); anche la Puglia è terz’ultimacon un accesso Wi-fi ogni 36 mila abitanti. La maglia nera del Nord è il Piemonte con un punto accesso Wi-fi a Internet ogni 18.682 abitanti. Invece al Sud la migliore è la Sicilia con un hotspot ogni 17.883 residenti.

Per approfondimenti

ottobre 7, 2010

PayPal la grande truffa! Attenti si riservano di rubarvi i soldi anche per mesi!!

Ultimamente ho dovuto constatare che le cose che avevo già letto in giro per la rete su PayPal, e alle quali essendo solo un normale fruitore che lo utilizza per saltuari pagamenti su eBay e a volte anche altri siti sono purtroppo vere, sono dei delinquenti truffatori che spadroneggiano sui soldi degli altri arrogandosi il diritto di trattenerli sui propri conti correnti a maturare interessi a loro uso e consumo senza nemmeno dover dare spiegazioni.

Scommetto che vi state chiedendo, ma che cazzo dice sto qua, non lo possono fare.. siamo in uno stato di diritto… sbagliato! E’ scritto nero su bianco nelle clausole a dir poco vessatorie che accettiamo all’apertura del conto, leggete e meditate! Ah e per la cronaca a me mi hanno fregato per un mese 700€ di un rimborso, l’assistenza per email dice che è colpa del venditore che non ha fondi, sulla pagina web del mio account campeggia solo la dicitura “In Sospeso” per l’effettivo riaccredito del rimborso.. traete voi le conclusioni, e statene alla larga, sono ladri! Di fatto tutto quello che mi è dato sapere è che i miei soldi sono sul loro conto fino al 27 Ottobre 2010 e che posso solo sbattere contro un muro di gomma, e in ogni caso se anche volessi chiudere il conto rischierei solo di star senza i miei fondi per altri 180 giorni.

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10.4 Riserve. PayPal, a sua sola discrezione, può stabilire una Riserva sui fondi del Conto dell’utente quando PayPal ritiene ragionevolmente (in base alle informazioni a sua disposizione al momento dell’acquisizione della Riserva e a ciò che valuta come un livello di rischio accettabile in tutte le circostanze) che vi sia un livello di rischio più elevato di quello accettabile per questo Conto. Qualora PayPal dovesse stabilire una riserva sui fondi del conto dell’utente i fondi verranno trasferiti nel conto di riserva e compariranno come “in sospeso” nel saldo PayPal. Se il Conto dell’utente è soggetto a Riserva, PayPal informerà l’utente specificando le condizioni della Riserva. Le condizioni della riserva richiedono che una determinata percentuale degli importi ricevuti dal conto dell’utente sia trattenuta per un determinato periodo di tempo o che un determinato importo sia trattenuto come riserva oppure che PayPal trattenga qualsiasi altra cosa ritenga necessaria per salvaguardare se stessa dai rischi associati al conto dell’utente. PayPal può modificare i termini della Riserva in qualsiasi momento previa notifica delle nuove condizioni. Se l’utente ritiene che la Riserva non vada applicata, può chiudere il conto. In caso di chiusura del conto per qualsiasi motivo, PayPal ha il diritto di trattenere la riserva per un periodo massimo di 180 giorni. Durante la gestione dei rischi relativi ai Conti, PayPal potrà anche limitare gli importi che l’utente può prelevare immediatamente oppure modificare la velocità o il metodo di pagamento per i prelievi, trattenere importi dal saldo dell’utente e/o richiedere che l’utente o una persona associata all’utente forniscano altre forme di garanzia. PayPal potrebbe anche richiedere il deposito di fondi a garanzia. L’utente accetta di intraprendere, a sue spese, qualsiasi ulteriore azione (inclusa, ma non a titolo esclusivo, la presentazione di qualsiasi documento necessario e la registrazione di qualsiasi forma di documento) ragionevolmente richiesta da PayPal che ci consenta di perfezionare qualsiasi forma di garanzia o di stabilire una riserva nel modo da noi ritenuto opportuno.

10.5 Blocco dei pagamenti

a. L’utente accetta che in caso di:

  1. ricezione di un pagamento che comporta un rischio relativo alla transazione o
  2. un livello di rischio o esposizione potenziale maggiore rispetto a quello accettabile associato al proprio conto (in base alle informazioni di cui PayPal dispone al momento e tenendo conto del criterio di esclusiva discrezione riguardo al livello accettabile di rischio o di esposizione per PayPal in tutte le circostanze),

PayPal può, a sua propria discrezione e ragionevolmente, stabilire un blocco su un pagamento specifico o su tutti i pagamenti. Qualora PayPal blocchi i fondi presenti sul conto dell’utente, comunicherà all’utente la durata del blocco; i fondi verranno trasferiti sul conto di riserva e compariranno come “in sospeso” nel saldo PayPal.

b. PayPal rimuoverà il blocco sul pagamento quando stabilirà che il rischio di transazione o il rischio o l’esposizione associata al conto dell’utente non sussiste più. Ad esempio, in relazione al blocco del pagamento per un oggetto acquistato su eBay, PayPal potrebbe rilasciare il blocco nel momento in cui l’acquirente lascia un feedback positivo. Tuttavia, se l’utente riceve una contestazione, un reclamo, un chargeback o uno storno sulla transazione di pagamento soggetta al blocco, PayPal potrà trattenere i fondi corrispondenti a tale importo sul conto di riserva fino a quando il contenzioso non sarà risolto in base alle presenti Condizioni.

c. L’utente accetta di fornire a PayPal informazioni che PayPal può ragionevolmente richiedere per stabilire se il rischio di transazione o l’esposizione del conto dell’utente non sussistono più. In caso di obiezioni in merito a tale blocco, l’utente ha il diritto di chiudere il conto. Se il conto dell’utente viene chiuso per qualsiasi motivo, PayPal ha diritto di bloccare un pagamento in base a quanto previsto dalla presente clausola per un periodo massimo di 180 giorni dalla data in cui si sia ottemperato agli obblighi completi previsti dal contratto di vendita (al quale fa riferimento il pagamento in oggetto).

Quindi come potete vedere (e se avete dubbi andate a rileggervi ciò che anche voi avete accettato all’apertura dell’account/conto, se anche decidete di chiudere il conto e mandarli affan’culo vi si fregano i solfi per anche 180 giorni, oltre a quelli già rubati.. Mentre la nostra politica corrotta si destreggia tra nani, puttane e cocaina, mentre i cinesi si comprano i porti più potenziali dell’italia Berlusconiana.. Questa gente fa ciò che vuole, appropriazione indebita, furto, clausole vessatorie… class-action solo fumo negli occhi per un popolo che come noi non ha il coraggio di imbracciare le armi e liberarsi della corte sgangherata del delinquente di turno…

STATE LONTANI da PayPal

VI RUBANO I SOLDI!!!

febbraio 17, 2010

Repubblica.it si dedica alle truffe! Se paghi pubblicano, se non paghi.. lo Rifiutano!

Sto promuovendo una mia piccola attività extra per arrotondare le mie entrate, e ho quindi deciso di sfruttare siti di annunci gratuiti per promuovere i miei servizi, e tra gli altri ho deciso di pubblicare sul sito di annunci del gruppo l’Espresso padrone anche della testata Repubblica e del suo sito web Repubblica.it.

Preparo il primo annuncio, compilo tutti i campi, controllo che vi siano altri annunci simili, e/o dello stesso carattere e tipologia, verificato che sia tutto ok decido di finalizzare la procedura, e una volta ricevuta la mail di conferma necessaria per iniziare il processo di pubblicazione attendo conferma della passata verifica da parte dei moderatori..

Sorpresa, l’annuncio viene rifiutato! A questo punto mi viene l’idea di copia/incollare in toto un’altro annuncio pubblicato, quindi tutto come prima compreso il fatto di scegliere di non acquistare servizi extra a pagamento e sorpresa sorpresona, il mio annuncio viene rifiutato.

Alchè contatto l’altro inserzionista, e sorpresa sorpresina (ormai l’avevo capito che sti pezzenti stavano facendo sporcaccionate..) io a differenza di lui io non ho pagato la tangente!!

Fanno i moralizzatori, attaccano il delinquente del consiglio e poi loro sono pezzenti delinquenti peggio ancora..

Repubblica.it

La truffa e la tangente legalizzata?

febbraio 2, 2010

La SIAE e il governo fanno cassa, di nuovo… a noi ci tassa x il 5-250% e il maiale x l’ 1%

l Ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi ha firmato un decreto che ridetermina la tassa per la copia privata. Lo scorso 30 dicembre, senza troppo clamore, il Ministro è intervenuto su quel vecchio decreto legislativo n. 68/2003 che per volere comunitario affrontava il problema del cosiddetto equo compenso: ovvero quel riconoscimento economico che si deve ai detentori dei diritti, nel rispetto comunque della libertà alla copia privata.

Ieri Bondi ha svelato ufficialmente l’iniziativa e la decisione di costituire un tavolo permanente “chiamato a monitorare l’evoluzione del mercato dei supporti e degli apparecchi assoggettati a compenso, anche ai fini dell’aggiornamento triennale del decreto”.

I compensi aggiornati sono così declinati:

  • Supporti audio analogici: 0,23 euro per ogni ora di registrazione
  • Supporti audio digitali (CD-R): 0,22 euro per ogni ora di registrazione
  • Supporti digitali non dedicati (CD-R dati): 0,15 euro ogni 700MB
  • Supporti audio digitali non dedicati riscrivibili (CD-RW): 0,15 euro ogni 700MB
  • Supporti video analogici: 0,29 euro per ogni ora di registrazione
  • Supporti video digitali dedicati (DVHS): 0,29 euro per ogni ora di registrazione
  • Supporti digitali non dedicati (DVD di vario tipo): 0,41 euro ogni 4,7 GB
  • Supporti digitali non dedicati riscrivibili (DVD dual layer, DVD-RW): 0,41 euro ogni 4,7 GB
  • Supporti digitali Blu Ray: 0,41 euro ogni 25 GB (0,25 euro ogni 15 GB per gli HD-DVD)

Le novità

  • Apparecchi idonei alla registrazione analogica o digitale, audio e video e masterizzatori di supporti: 5% del prezzo indicato dal soggetto obbligato alla documentazione fiscale
  • per i masterizzatori inseriti in apparecchi polifunzionali: 5% del prezzo commerciale di un apparecchio avente caratteristiche equivalenti (medesimo obolo è richiesto ad apparecchi polifunzionali aventi funzioni ulteriori rispetto alla registrazione)
  • 0,05 euro/GB per le memorie trasferibili o removibili da 32MB a 5GB; 0,03 euro/GB per capacità maggiori di 5GB
  • 0,10 euro/GB (da 256MB a 4GB) per le chiavette USB da 256MB a 4GB; e 0,09 euro/GB per capacità superiori ai 4GB
  • 0,02 euro/GB per gli hard disk esterni se al di sotto dei 400GB; 0,01 euro/GB se al di sopra dei 400 GB
  • 3,22 euro per capacità fino a 1GB a 28,98 euro per capacità superiori a 250GB (con ulteriore sovrapprezzo a partire dal prossimo anno per quelli superiori ai 400GB), nel caso di memorie o hard disk integrati in apparecchi multimediali portatili o dispositivi analoghi
  • 0,64 euro per capacità fino a 128 MB, a 9,66 euro per capacità oltre i 15GB con ulteriori sovrapprezzi per categorie di capacità superiore a partire dal prossimo anno, nel caso di  Memorie o hard disk integrati in lettori portatili MP3
  • 4,51 euro per capacità fino a 80GB, a 12,88 euro per capacità superiori ai 250GB con ulteriori sovrapprezzi a partire dal secondo anno di vigenza delle disposizioni, nel caso di hard disk esterno multimediale con uscita audio/video per la riproduzione dei contenuti su apparecchi tv o hi-fi
  • 3,22 euro per capacità fino a 1GB, fino a 29,98 euro per capacità superiori ai 250 GB, nel caso di hard disk esterno multimediale con entrata audio/video per la registrazione di contenuti e uscite per la riproduzione
  • 6,44 euro per capacità fino a 40GB, fino a 28,98 euro per capacità superiori ai 250GB, nel caso di memorie o hard disk integrati in videoregistratori, tv o decoder di qualsiasi tipo (come ad esempio MySky)
  • 2,40 euro per ogni singolo computer venduto con un masterizzatore incluso e di 1,90 euro per ogni computer venduto privo di un masterizzatore.

La SIAE è intervenuta sulla questione ricordando che l’equo compenso sarà redistribuito ad artisti, autori, interpreti, editori e produttori.

“No, non è una tassa, perché si tratta di diritti d’autore. I diritti d’autore sono lo stipendio di chi crea un’opera (musica, film, romanzi, testi teatrali). Col digitale le opere artistiche conoscono nuove forme di diffusione, con rilevanti utili da parte delle industrie tecnologiche”, si legge nel comunicato SIAE.

“Il principio del diritto d’autore si fonda, nel mondo, sul fatto di applicarlo a tutte le nuove forme di sfruttamento delle opere. È successo così per il fonografo, la radio, la televisione ecc. È quindi giusto che gli autori e l’industria dei contenuti traggano ricavi dalle nuove forme di sfruttamento delle loro opere. Viceversa scandalizzarsi e considerare i diritti d’autore una tassa, sarebbe come considerare lo stipendio dei lavoratori una tassa, che danneggia i consumatori”.

Tratto da: gerasimone.altervista.org

A noi è giusto tassarci anche del 5-20% e il maiale si tassa solo dell’ 1%

agosto 26, 2009

Cosa si nasconde dietro l’influenza porcina?

Cosa si nasconde dietro l’influenza porcina?

Marcello Pamio – 31 luglio 2009

Dopo la morte del figlio autistico: John Travolta lascia Scientologi”.
Arriva finalmente la smentita del giovane ballerino: ‘Non sono il figlio illegittimo di Jacko’

Con tutto rispetto per la morte del figlio di Tony Manero e la scomparsa (non certo inattesa e inaspettata) di Michael Jackson, queste sono “notizie spazzatura” che vengono veicolate dai grandi e indipendenti giornali italiani per occupare da una parte i media e dall’altra il cervello dei loro lettori-sudditi.
Da una parte le notizie trash, dall’altra lo spietato quanto vergognoso terrorismo psicologico sulla pandemia di influenza che è pronta – e non si sa cosa sta aspettando – a decimare la popolazione del pianeta.
Forse, come ha dichiarato dal C.D.C. (Center for Disease Control) di Atlanta[1], la ricercatrice dell’Istituto Zooprofilattico Veneto, Ilaria Capua: “Ci stiamo preparando a un picco dal 10 agosto”.[2]
Quindi secondo gli esperti, il fantomatico virus A-H1N1 dell’influenza, sta aspettando con calma che arrivi il 10 agosto per infettare decine e decine di milioni di persone!
Certamente le fiabe dei fratelli Grimm sono molto più realistiche e credibili.

Le ultime dichiarazioni dell’O.M.S. (l’Organizzazione sovranazionale totalmente nelle mani delle lobbies del farmaco, ha dichiarato l’11 giugno 2009 Livello 6 di pandemia) apparentemente non lasciano spazio a dubbi: i casi di contagio ufficiali sono 175.000 e le vittime 1116.[3]
Addirittura il portavoce ufficiale dell’OMS, Gregory Hartl, ha dichiarato ultimamente in una conferenza stampa, che la nuova influenza si è ”diffusa in quasi il 100% dei paesi”[4]
Dai dati ufficiali è importante sottolineare subito che la mortalità di questa influenza è bassissimo.
Secondo il “Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute” (Cnesps, Iss) “ogni anno si verificano in media 8000 decessi” per tutte le cause complicanze legate all’influenza stagionale (fonte Epicentro).

Quindi dove sta il pericolo dell’influenza porcina?

La storia non compresa, si sa, tende a ripetersi…

Facciamo un salto indietro e andiamo nel febbraio 1976, ed esattamente negli Stati Uniti d’America.
Le televisioni dell’epoca mandavano in onda continuamente spot pubblicitari per terrorizzare i sudditi americani e convincerli a farsi vaccinare contro… l’influenza suina!

Avete letto bene: influenza suina.

Fu il presidente Gerald Ford ad imporre il vaccino, dopo che l’epidemia colpì la base militare di Fort Dix nel New Jersey uccidendo 19 militari. Non è stato detto che molto probabilmente la vera causa di queste morti è da imputare ai numerosi vaccini che i soldati sono tenuti a fare…

Nella rivista britannica “Time” del 27 aprile 2009, si può leggere in che modo il vaccino del 1976 provocò dozzine di morti e gravi effetti collaterali come la Sindrome di Guillan-Barré (progressiva paralisi agli arti): ci furono più morti (oltre 30) per colpa del vaccino che per il virus dell’influenza suina[5].

Oggi, a distanza di ventitrè anni, la storia si sta ripentendo: i media trasmettono spot terroristici, i responsabili della salute pubblica creano paura e spingono alle vaccinazioni di massa, Big Pharma si frega le mani…
I morti e i danneggiati (e non per colpa del virus) cresceranno esponenzialmente parallelamente alle pratiche preventive come le vaccinazioni. Esattamente come in passato.

Gli affari d’oro per Big Pharma

A prescindere dalla pandemia i soldi nelle casse di Big Pharma[6] stanno già entrando a fiumi.
Stiamo parlando di un business da decine e decine di miliardi di dollari.
Una delle maggiori banche d’investimento J.P. Morgan”, (dell’impero dei Rockefeller che partecipa attivamente all’affare), “ha calcolato che i governi dei vari paesi abbiano prenotato, presso le 3-4 aziende in grado di produrre il vaccino su larga scala, almeno 600 milioni di dosi[7]
Alla fine però – sempre secondo J.P. Morgan – si dovranno sommare altre 350 milioni di dosi, che faranno lievitare le vendite di vaccini a circa 1 miliardi di dosi. Questo solo per i vaccini.
Al bottino dei vaccini, spartito tra i quattro giganti della farmaceutica (GlaxoSmithKline, Sanofi Aventis, Novartis, Astra Zeneca), va aggiunto quello dei medicinali, dove primeggia Roche con l’ormai mitico Tamiflu e ancora la Glaxo con il Relenza.[8]
Il mercato dei vaccini e tutto l’indotto (visto che spesso e volentieri i vaccini producono nuovi e futuri malati) è assai promettente, a questo punto va ricordato anche che la Wyeth (recentemente acquistata per 65 miliardi di dollari dalla Pfizer) produce il vaccino contro il pneumococco e la Merck quello contro il Papilloma virus.

Anche le fusioni e acquisizioni sono all’ordine del giorno: la Novartis ha comperato Chiron, Sanofi ha preso invece Aventis Pasteur e Acambis, Astra Zeneca Medimmune e Glaxo ID Biomedical.[9]
Detto questo, il vaccino per il virus A-H1N1 sarà pronto non prima dell’autunno prossimo, molto probabilmente tra ottobre e novembre.
«Sulla sicurezza del vaccino non si scende a compromessi» ha detto Keiji Fukuda, il vicedirettore generale dell’OMS,[10] e infatti secondo il quotidiano britannico “The Guardian”, per assicurare le centinaia di milioni di dosi entro l’autunno, l’EMEA (l’ente europeo dei farmaci) sta permettendo alle società produttrici di scavalcare la fase dei test su larga scala sugli uomini. In pratica l’Agenzia (strumento nelle mani delle solite lobbies), ha autorizzato la “procedura rapida”.

Il tutto ovviamente a discapito della sicurezza dei cittadini.

Poi si viene a sapere che Enrica Giorgetti, moglie dell’attuale Ministro del Welfare Maurizio Sacconi, è Direttore Generale di Farmindustria (fonte, sito ufficiale di Farmindustria)

Quindi il responsabile del dicastero che controlla, tra le altre cose, la salute degli italiani è sposato con la direttrice della lobbies dei farmaci, che riunisce le 200 aziende del settore più influenti.

Non male come conflitto d’interessi!

La febbre porcina “contagia” anche i farmacisti

La rivista Altroconsumo ha denunciato ieri, 30 luglio 2009, che 14 farmacie su 20 da loro visitate, hanno venduto l’antivirale Tamiflu senza ricetta medica, pur essendo obbligatoria.

Una confezione costa la “modica” cifra di 36,80 euro!

Non solo, per accontentare anche le persone che non vogliono muoversi da casa, la Rete offre la primizia della Roche da 64 a 127 euro a scatola. (Ufficio stampa Altroconsumo, 30 luglio 2009).
Il Tamiflu viene spesso consigliato da medici e farmacisti compiacenti (che hanno il proprio tornaconto) e purtroppo molti italiani si preparano ad andare in ferie con l’antivirale in valigia. Questo è un banale esempio di come la pubblicità e il terrorismo mediatico agiscono sulle menti più deboli…
Ecco perché in America, oltre 3000 persone si sono offerte di fare da cavia per testare i vaccini, a fronte di 2800 soggetti richiesti dalla multinazionale che li produrrà (fonte, Ansa, “Il Sole 24 Ore” 29 luglio 2009).

La fallace teoria microbica

Cerchiamo di fare, una volta per tutte, un po’ di chiarezza su virus e microrganismi vari.
Uno dei padri fondatori della “Teoria dei Germi della Malattia” fu il chimico francese (e non medico) Louis Pasteur.
Il concetto da lui codificato, e cioè che i batteri sono la causa di malattie specifiche, è stato ufficialmente accettato come il fondamento della medicina allopatica e della microbiologia verso la fine del 1800 in Europa e poi nel mondo intero.

Tale teoria ovviamente fu accolta a braccia aperte dall’establishment medico-scientifico e dal nascente cartello farmaceutico che si stava organizzando attorno all’Associazione dei medici americani (A.M.A.), perché diede origine non solo alle vaccinazioni di massa ma anche allo sviluppo dei farmaci di sintesi.[11]

Analizzando l’evoluzione delle teoria microbica è doveroso inquadrala nella sua giusta prospettiva filosofica e porla nel contesto di filosofia biologica che dominava in quel periodo. Il XIX° fu infatti il secolo del grande sviluppo scientifico, nel quale avvenne il grande capovolgimento delle idee sulla malattia, la salute, la guarigione, la biologia stessa. Fu il secolo per esempio della teoria evoluzionistica di Charles Darwin.[12]
Di conseguenza quando il francese Louis Pasteur e il tedesco Robert Kock fecero la loro comparsa con la teoria dei microbi, avvenne la perfetta fusione con la filosofia biologica: nacque il germe maligno che invadeva il corpo, annientava le difese, si moltiplicava nei tessuti, proliferava, causava infezioni, malattie e distruggeva alla fine l’organismo[13]. Cosa può desiderare di più una medicina sintomatica basata su una velenosa e tossica farmacopea, sempre più nelle mani delle lobbies?

E le case farmaceutiche possono desiderare qualcosa di meglio, di malattie provocate
da un “essere” non visibile ad occhio umano che può essere ucciso solo da veleni chimici?

D’altronde la scienza batteriologica è piena di concezioni demonologiche di altri tempi[14].
Il passaggio dalla caccia allo spirito cattivo, malvagio, alla batteriologia è stato lento ma ha portato i suoi frutti: prima con la religione e oggi con la medicina.
Secondo la batteriologia moderna, i microbi sono ovunque, onnipresenti, vivono costantemente assieme a noi e dentro di noi. Viviamo tra loro, siamo totalmente e completamente dipendenti dai batteri.

Li abbiamo in bocca, nel naso, gola, occhi, stomaco, vescica, vagina, intestini e ogni apertura del corpo.
Sono con noi dalla nascita alla morte.
Se analizzassimo al microscopio una qualsiasi sezione del corpo, la pelle, le membrane mucose, le cavità, ecc. vedremo milioni di questi microrganismi: il tratto gastrointestinale del neonato, per esempio, non presenta batteri, ma nel giro di qualche ora se ne riempie.
Quindi i batteri costituiscono una realtà positiva e non possono essere la causa della malattia, almeno non nel senso convenzionale del termine: possono complicare certamente le malattie, ma non solo la causa scatenante!
La vita senza batteri sarebbe impossibile su questo pianeta: agiscono in fatti da “spazzini” riducendo la struttura molecolare complessa in una più semplice, operano fenomeni di scissione.[15]

Nel terreno i batteri fissano l’azoto presente nell’aria e lo convertono in nitrato necessario per l’assorbimento delle piante che poi grazie a questo potranno fornire le importantissime proteine vegetali… L’essere umano assimila le sostanze nutritive (vitamine, minerali, oligoelementi) che sono alla base della vita, contenute negli alimenti, perché il nostro intestino contiene miliardi di microrganismi (la cosiddetta “flora batterica”).[16]

I batteri, come è stato detto prima, fungono da veri e propri “spazzini” che riducono i tessuti morti o malati e non hanno alcuna influenza invece sui tessuti e sulle cellule vive!

Il fatto che i microbi siano incapaci di penetrare i tessuti sani dovrebbe illuminarci sul fatto che qualunque sia il ruolo che giocano i batteri nella produzione di alcuni tipi di malattia, sono sempre fattori secondari e mai primari.

Non possono annidarsi nell’organismo, se non quando questo è stato sufficientemente alterato da altre cause da permettere questa intrusione.[17]

Non sono la causa della malattia, anche perché dal punto di vista igienistico, la malattia non è qualcosa che arriva dall’esterno o che è provocata da qualcosa, è un processo biologico che viene messo in atto dal corpo stesso, con l’obiettivo di eliminare le tossine che stanno inquinando pericolosamente l’organismo.
Essendo i microrganismi parassiti, quando l’organismo si allontana dalla salute, da uno stile di vita sano e armonioso, i batteri iniziano a produrre scorie. Quando queste scorie si accumulano (tossine) si crea un terreno fertile alla loro proliferazione.
Svolgono il loro ruolo: ovunque c’è putrefazione, degenerazione essi sono attivi. Non sono nemici dell’organismo, ma ovviamente devono essere mantenuti in armonia. Svolgono le loro funzioni di parassiti quando l’organismo si allontana dalla salute. Elaborando le tossine, alcune delle quali sono potenti (tetano per esempio), possono complicare il quadro. Ma se le spore del tetano si trovano su una ferita chirurgicamente sterile sono innocui, perché non esistono i materiali adatti alla loro proliferazione.
Accumuliamo veleni multipli provenienti da alimenti sconvenienti alle nostre disposizioni biologiche, da alimenti cotti, condimenti, fritture, proteine coagulate dal caldo, residui organici non eliminati a causa dell’enervazione e dello stress o di un sonno insufficiente ed infine il consumo di medicine di ogni tipo[18].

Tutto questo lo aveva scoperto un contemporaneo di Pasteur, il francese Antoine Bèchamp.
Questo batteriologo fece delle scoperte così straordinarie che giustamente vennero dimenticate dalla scienza proprio perché quest’ultima ha appoggiato in toto Pasteur.
Bèchamp ha spiegato il processo della fermentazione per quello che è: un processo di digestione di microrganismi; è stato il primo a descrivere il sangue non come liquido ma come tessuto fluente.
Bèchamp ha scoperto i microzimi (chiamati anche somatidi) e che i germi, sicuramente sono il risultato e non la causa della malattia.[19]
Avete capito perché nelle università si studia Pasteur e non Bèchamp?

I microbi mutanti

Intorno agli anni ’30 e ’40 del secolo scorso, il dottor Royal Raymond Rife con il microscopio che prese il suo nome, ha dimostrato che i germi sono il risultato delle malattie e non la causa.[20]
Ma non si limitò a questo, perché riuscì a dimostrare la capacità dei microrganismi di modificarsi dal livello (o forma) di batterio a quello di fungo per giungere all’ultimo stadio: la muffa[21].
Il dottor Rife identificò ben 10 famiglie nello spettro dei microrganismi, all’interno delle quali, un membro qualsiasi poteva trasformarsi in qualcos’altro a seconda del terreno biologico.[22]
Quindi i batteri sono in grado di sottoporsi a mutazioni in presenza di talune condizioni interne dell’organismo e infatti, ricerche scientifiche hanno dimostrato che cambia prima l’organismo e secondariamente i batteri.[23]
In Scozia nell’Università di Edimburgo per esempio, attraverso l’osservazione di pazienti è stato dimostrato che la flora batterica cambiava nel giro di poche ore parallelamente allo stato di salute del paziente stesso. Nel giro di minuti o qualche ora i batteri dentro e sul corpo si trasformavano proprio per il cambiamento verificatosi all’interno dell’organismo.[24]

Dai somatidi ai virus?

Dal punto di vista biologico i virus non soddisfano i requisiti che deve possedere un organismo vivente: non respirano, non digeriscono e non hanno alcun metabolismo.
Sono semplicemente delle molecole di DNA (informazione) ricoperte da una membrana proteica.
Quindi biologicamente parlando i virus non sono esseri viventi e come per i batteri non possono interagire con le cellule vive, ma solo con quelle morte.
Con il suo microscopio il dottor Rife dimostrò che nel sangue di ogni essere vivente vi sono dei piccoli puntini chiamati “somatidi” o “microzimi”. I somatidi sono microscopiche forme di vita subcellulare in grado di riprodursi.[25]
Se l’ambiente che circonda le cellule, cioè il terreno biologico, diventa acido, inquinato dalle tossine, questi puntini si legano tra loro e si modificano in virus, batteri o funghi a seconda della situazione. Il loro lavoro, come abbiamo visto, è quello di ripulire il terreno dai tessuti morti e inquinati. [26]
Se invece il terreno biologico è alcalino, i somatidi non si trasformano e i batteri non potrebbero proliferare.

Che fine ha fatto l’HIV?

Intorno agli anni ’80 è apparso sulla scena il retrovirus HIV. “Scoperto”, per modo di dire, dai furbastri Gallo e Montagnier, questo fantomatico virus – causa ufficiale della Sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) – doveva sterminare il mondo intiero. La “Peste del XX° secolo“, com’era stato definito dai media, avrebbe decimato la popolazione mondiale e invece ad oggi, dopo oltre vent’anni si è ristretto a pochissimi gruppi a rischio, come i tossicodipendenti ed emotrasfusi. Questi due gruppi in particolare sono costantemente immunodepressi a causa dello stile di vita (droghe e appunto trasfusioni) e non certo per colpa di un virus!
La verità, sappiamo, è figlia del tempo, e infatti qualche giorno fa è uscita questa notizia: “tra infezione da HIV e di AIDS conclamato non ci sarebbe una relazione causa-effetto e tra le due potrebbe esserci più distanza di quanto si pensi“.[27] Finalmente sempre più scienziati e ricercatori indipendenti stanno prendendo le distanze dall’errata correlazione HIV = AIDS.
Esiste certamente una immunodepressione, chiamata per convenzione AIDS (anche se questo acronimo è molto deviante), ma questa non è causata da un virus, o retrovirus, bensì dal nostro stesso stile di vita: alimentazione errata, vita sregolata, utilizzo di droghe (cocaina, morfina, eroina, popper, lsd, sintetiche, ecc.), farmaci (antibiotici, steroidi, ecc.), trasfusioni di sangue (di per sé altamente immunosoppressive), trapianto di organi.

La Pandemia di influenza

Tutto quello che ho scritto precedentemente è solo per avvertire che la pandemia di influenza, tanto reclamizzata dai media e tanto paventata dagli esperti di turno, è ne più ne meno una truffa colossale molto pericolosa.
Truffa perché Big Pharma incamererà, e lo sta già facendo, miliardi di dollari alla faccia nostra e alla faccia della crisi economica; pericolosa perché nasconde un grossissimo problema di salute pubblica: i vaccini e i veleni chimici.
Quando inizieranno le vaccinazioni di massa, molto probabilmente tra settembre e novembre prossimi, il numero delle morti e dei danneggiati dai farmaci salirà alle stelle.
Abbiamo visto che i virus, come pure i batteri non possono fare nulla in un organismo sano il cui terreno è alcalino: lavorano solo sulle cellule morte e/o malate e/o debilitate.
I vaccini però contengono anche altre sostanze molto più tossiche di un virus (attenuato o morto che sia), e mi riferisco ai conservanti, ai metalli pensati come alluminio e mercurio e a tutti quei veleni tossici inseriti dentro per un qualche specifico motivo…
Queste tossine, sono pericolosissime per tutte le persone di salute cagionevole e per gli organismi ammalati e/o debilitati. La storia di nuovo insegna: durante la cosiddetta Spagnola nel 1918-1919 a e quella dell’influenza suina del 1976, il maggior numero di morti c’è stato solo tra i medicalizzati e i vaccinati! Ricordiamolo.
Ecco perché è necessario stare il più lontano possibile da tutte le pratiche mediche ufficiali (antibiotici, vaccini, farmaci, ecc.), non solo per non contribuire ad ingrassare le già grasse casse delle case farmaceutiche, ma soprattutto per non rischiare inutilmente con gli effetti collaterali, che saranno sicuramente pesanti.

Vaccinazioni obbligatorie?

In caso di pandemia, le linee guida dell’O.M.S. hanno un carattere vincolante su tutti i 194 paesi aderenti. Dall’11 giugno scorso siamo a livello 6, il massimo dell’allerta, per cui in una simile emergenza (creata ad arte dall’èlite) l’Organizzazione sovranazionale (gestita dalle lobbies del farmaco), può legittimamente “costringere” i propri sudditi a farsi vaccinare, a limitare gli spostamenti e imporre quarantene.
I governi di paesi come Inghilterra, Francia e Australia hanno già dichiarato l’intenzione di voler vaccinare (forse obbligatoriamente) l’intera popolazione, mentre gli Stati Uniti d’America almeno il 50% (cioè 160 milioni).
Addirittura l’esercito svizzero sta facendo incetta di vaccini (16 milioni di dosi che provengono da USA, Germania e Spagna) in vista di una vaccinazione di massa forzata della popolazione in autunno. (fonte, “Blaser Zeitung”).

E in Italia cosa accadrà? (Pantalone pagherà, e qualcuno si arricchirà…)

Cosa si nasconde dietro l’influenza porcina?

Da una parte abbiamo gli immancabili interessi economici, che anche in questo caso sono enormi. Calcolando vaccini, farmaci, antibiotici e tutto l’indotto (visite specialistiche, esami di laboratorio, mascherine, ricoveri, ecc.) stiamo parlando di un affare da centinaia di miliardi di dollari.

Dall’altra però c’è il controllo delle masse.

Nonostante quello che i medici dicono, i vaccini, quando va bene, e cioè quando non producono effetti collaterali immediati (danni vaccinali), indeboliscono il sistema immunitario e predispongono alla malattia futura perché inquinano l’organismo con metalli pesanti e altre tossine velenose (vedi collegamento tra mercurio e alluminio dei vaccini con la sclerosi multipla, il morbo di Parkinson e di Alzheimer…).

Quindi le case farmaceutiche non solo stanno incamerando miliardi attraverso la paura, ma si stanno anche ipotecando un mercato spropositato in futuro: milioni di nuovi malati.

E le persone malate non sono persone libere…

Infine c’è da tenere in considerazione anche coloro (gli organismi più deboli: giovani e anziani) che non riusciranno a superare la dose vaccinale stessa, proprio come accadde nelle grandi vaccinazioni di massa (Stati Uniti 1976, ecc.).

Cosa possiamo fare?

La cosa più intelligente e unica che possiamo fare è ovviamente stare alla larga da vaccini e farmaci di qualsiasi tipo.
Dall’altra migliorare e potenziare il terreno biologico mediante una nutrizione superiore.
L’ambiente interno, in cui avvengono tutti i processi metabolici e fisiologici è quello che fa la differenza. Se risulta essere alcalino è impossibile l’evolversi di una malattia degenerativa in quanto la malattia richiede sempre un ambiente esclusivamente acido.
Un organismo sano, cioè libero dalla tossiemia, con una energia nervosa sufficiente, è assolutamente inattaccabile da qualsiasi agente esterno.

Ricordiamo che:

– Tutti i medicinali e tutte le sostanze chimiche (anche se dichiarate naturali) aumentano l’acidità dei tessuti e creano tossine.
– Tutte le proteine animali (carne, uova, pesce e formaggi) durante la loro metabolizzazione aumentano gli acidi nel corpo e creano tossine.
– Gli amidi raffinati (pane, pasta, cereali, biscotti, ecc.), creano una collosità tale che permette alle sostanze tossiche di rimanere all’interno del corpo anche per decenni.
– Una scarsa ossigenazione intra ed extra cellulare fa aumentare l’acidosi e predispone il terreno alla malattia.
– Una corretta e sana ginnastica invece, sblocca le tossine e le predispone all’eliminazione dall’organismo attraverso gli organi emuntori: pelle, polmoni, intestini, fegato, reni e vescica.
– L’acqua da bere dovrebbe essere minimamente mineralizzata (quasi distillata) per non appesantire il corpo con minerali inorganici che non possono essere assimilati dall’organismo che creano incrostazioni e calcoli, non a caso gli unici minerali organici che il corpo assimila sono quelli ingeriti attraverso le piante. L’acqua perfetta, cioè la più organica in Natura è quella contenuta nella frutta.
– Il digiuno in tutto questo gioca un ruolo fondamentale perché aiuta a detossificare l’organismo, depurando profondamente il terreno.

Ecco cosa avviene nell’organismo durante un digiuno idrico (cioè solo con acqua):

–          Si eliminano gli accumuli tossici nei liquidi (sangue, linfa, liquido interstiziale);
–          Si liquidano gli accumuli abnormi e tossici all’interno dei tessuti e delle cellule;
–          Vengono rimossi gli accumuli di colesterolo sulle pareti dei vasi, di acido urico a livello articolare, ecc.
–          Si eliminano le cellule vecchie con rinnovamento dei tessuti;
–          Si ha un miglioramento della rete capillare e degli scambi nutritivi e respiratori a livello cellulare;
–          Miglioramento della funzionalità dell’apparato con riequilibrio della flora intestinale, sviluppo della flora simbiotica;
–          Può avvenire anche l’eliminazione di formazioni patologiche come calcoli e concrezioni, il riassorbimento di neoformazioni benigne (cisti, noduli, fibromi, polipi, ecc.) e l’eliminazione di formazioni maligne allo stadio iniziale, grazie all’autolisi da difesa. [28]


[1] CDC di Atlanta è il centro di controllo delle malattie
[2] “Il contagio. La ricercatrice dagli USA”, Francesca Visentin, “Corriere del Veneto”, 26 luglio 2009
[3] “Influenza A: 114 morti in 24 ore”, “Ansa”, 29 luglio 2009
[4] “Febbre suina: Oms, virus ormai in quasi il 100% dei paesi”, Adnkronos salute, 24 luglio 2009
[5] “How to Deal with Swine Flu: Heeding the Mistakes of 1976” , Time, 27 aprile 2009, www.time.com/time/health/article/0,8599,1894129,00.html
[6] Big Pharma s’intende le prime 10 corporation della chimica e farmaceutica: Pfizer, Glaxo Smith Kline, Johnson & Johnson, Merck; Novartis, Astra Zeneca, Roche, Bristol M. Squibb, Wyeth, Abbot Labs
[7] “Virus A, affari d’oro per Big Pharma. Il vaccino vale 10 miliardi di dollari”, Maurizio Ricci, “ La Repubblica ” 22 luglio 2009
[8] Idem
[9] Idem
[10] “Influenza A, preoccupazione sul vaccino”, 27 luglio 2009, “Il Gazzettino”
[11] “La medicina ortodossa scoprirà la cura del cancro”, Luciano Gianazza, www.medicinenon.it
[12] “La teoria microbica. L’azione dei batteri sull’organismo”, Dottor Alec Burton, “Scienza e Salute”, pag. 39 – giugno 1989
[13] Idem
[14] “La guerra microbica”, dottor Herbert Shelton, “Le Bon Guide de l’Hygienisme”
[15] “La teoria microbica. L’azione dei batteri sull’organismo”, Dottor Alec Burton, “Scienza e Salute”, pag. 39 – giugno 1989
[16] Idem
[17] “La guerra microbica”, dottor Herbert Shelton, “Le Bon Guide de l’Hygienisme”
[18] Idem
[19] “La medicina ortodossa scoprirà la cura del cancro”, Luciano Gianazza, www.medicinenon.it
[20] “La teoria dei germi come causa delle malattie”, Luciano Gianazza, www.medicinenon.it
[21] Idem
[22] Idem
[23] “La teoria microbica. L’azione dei batteri sull’organismo”, Dottor Alec Burton, “Scienza e Salute”, pag. 39 – giugno 1989
[24] Idem
[25] “La medicina ortodossa scoprirà la cura del cancro”, Luciano Gianazza, www.medicinenon.it
[26] Idem
[27] “Virus HIV e AIDS, quale rapporto?”, Il Pensiero Scientifico editore, 14 luglio 2009
[28] “Il digiuno terapeutico”, dottor Sebastiano Magnano

www.disinformazione.it

agosto 21, 2009

Lampedusa: una tragedia annunciata, e chi se ne frega non ce lo metti?!?

Autore Leoluca Orlando Leoluca Orlando

L’ennesima tragedia annunciata. Una tragedia che pesa sulle spalle del nostro paese. Non ci sono parole per commentare quello che è successo nel Canale di Sicilia, una strage il cui presunto e altissimo numero di decessi speriamo non venga confermato.

Come ha recentemente detto il governatore di Bankitalia, gli immigrati sono per il nostro paese solo una risorsa: lavorano senza sottrarre, lavoro, ci ridanno la loro Merda e il loro Piscio, e ci violentano le donne, cosa chiedere di più! producono, versano i contributi e pagano le tasse, Rapinano e svuotano le casse, assistono bambini e anziani avviandoli all’accattonaggio. Ma i loro diritti, a partire da quello dell’accoglienza, non sono tutelati e la Lega, il partito che tiene in ostaggio Berlusconi, continua a fare una campagna di odio contro di loro.

Ndb : Leoluca vive in un mondo molto lontano dalla realta, dove chi lavora in nero paga le tasse, e quando va in ospedale paga la prestazione, non la paga il popolo italiano che vice con 800€ al mese in famiglie di 4 persone con lo spettro della Cassaintegrazione….. Del resto, se cosi non fosse come faremmo ad avere una cosi splendida sanità, e una magnifica scuola, se non pagassimo tutti le tasse, la sanità sarebbe allo sbando e la scuola sempre più tagliata e sempre più a portata solo dei ceti medio-alti, ma cosi non è, dice l’Orlando furioso, l’italia è un Paradiso, una Sanità magnifica, niente code ai pronto soccorso, niente appalti truccati dal figlio di Antonio…

E chi se ne frega non ce lo metti?!? Chi li ha chiamati, chi li ha fatti venire qui in gommone sfidando le leggi Italiane, Europee e Libiche per venire clandestinamente in un paese sofferente di una crisi acuita dall’avere al governo e all’opposizione una masnada di cialtroni che peggio non si puo.

Un paese che vede milioni di nuclei familiari in assoluta sofferenza con il capofamiglia da mesi e mesi in cassa integrazione, nell’incertezza che spesso porta alla disperazione, alla rassegnazione con episodi che abbiamo letto tutti sui giornali di onestissimi padri di famiglia che vedendo ormai tutto nero si sono uccisi!

Un paese dove il politico Antonio di Pietro viene informato dell’intercettazione di un tizio di nome Mautone dai suoi ex colleghi che hanno un’imparzialità come quella di Berlusconi per la figa e la minchia… e avverte il figlio di non parlare al telefono, di fatto vengono tanati tutti ma il figlio ne resta fuori o quasi,  solo dopo aver fatto assegnare soldi e appalti ad amici e commensali…

Un paese dove come non si scorda mai di fricordare lo stesso sopra, il presidente del consiglio, un vecchio sporcaccione va con puttane e veline prezzolate e porta disonore e vergogna alla nazione.

Un paese dove i giovani muoiono in guerra in Afghanistan per portare la pace, e quello che dice la televisione spon sempre e solo le fregnaccie del buon burlone… Con il coro dei cialtroni che fanno scena attaccandosi su tutto per distrarre l’attenzione del loro mangiare a sbafo!

In un paese cosi mal messo, dobbiamo farci carico di figli di trioa che vengono qui, sapendo che il lavoro non c’è nemmeno per gli italiani per tentare l’avventura avvelenando i nostri giovani, i nostri figli con droghe assassini come l’attualmente molto in auge “Polvere d’angelo” o sballo dei poveri, che propio 2 giorni fa ha ucciso per collasso 3 ragazze giovanissime in un Rave..

E si sciacquano la bocca sti politicanti infami, paragonando i nostri emigranti che son partiti con un contratto in mano, come quelli che sono andati in Belgio nelle miniere per onorare un accordo fatto tra stati, quello italiano e quello Belga che prevedeva forza lavoro in cambio di fornitura di carbone per scaldare in culo flaccido del genitori loro, di sti politici sporcaccioni che si erano arricchiti sulle spalle della povera gente durante la prima e la seconda guerra mondiale.

I nostri giovani che andavano in paesi come la Corsica che faceva richiesta allo stato italiano, non a pinco pallino o a quello zuccone del figlio di DiPietro, di carpentieri, muratori manovali, e questi, i nostri padri, i nostri zii partivano con i loro stracci legati con la corda in valige di fortuna e andavano a guadagnarsi il pane lavorando come somari per 12-16 ore al giorno, sotto il sole, sotto la pioggia…

Non portavano cappellini della nike o dell’Adidas, o scarpe da ginnastica da 200€ comprate coi soldi della droga o delle bosette contraffatte, non andavano con la forza non andavano alla spicciolata imponendo la loro presenza, ma erano chiamati esattamente come oggi vengono chiamati quei lavoratori a cui si riferisce lo studio di Banchitalia, mediante i flussi migratori regolamentati, che comprendono tra l’altro anche le badanti, non tutte quelle che verranno sanate avranno lavoro anche l’anno successivo, e l’anno successivo se non avranno lavoro chi le dovrà mantenere, pantalone Cristiano Zuccone?!? Magari con un PAX con Mautone (scusate la velenosa rima).

Ritornando all’evento scatenante,se io crepo dirante la commissione di un reato, chi ha colpa quello che stavo rapinando, madre Teresa di Calcutta, Padre Pio o quell’asino del politico che non ha fatto leggi più efficaci e in tempi pregressi per fermare il fenomeno quando ancora era possibile, senza questi lutti raccapriccianti!?! E colpa nostra degli italiani, se quando erano al governo Di Pietro e la banda scazzafichi hanno fatto schifo?!?

Almeno adesso si diano una regolata, non tanto per il cessato pericolo continuando cosi che ce li ritroviamo come forza di governo, ma per la decenza collettiva. Allego in  coda una chicca su DiPietro & Figlolo :

Il ricatto a Di Pietro

Cristiano Di Pietro, consigliere provinciale a Campobasso per Italia dei Valori, parla varie volte con Mario Mautone. «I contatti tra i due che – sostiene la Procura – potrebbero rientrare nell’ambito dei ruoli istituzionali ricoperti, hanno assunto nel corso delle indagini un contenuto alquanto ambiguo.

In particolare sono state acquisite una serie di intercettazioni nel corso delle quali Cristiano Di Pietro chiede al Provveditore Mautone alcuni interventi di “cortesia” quali: affidare incarichi a persone da lui segnalate anche al di fuori degli ambiti di competenza istituzionale («Io ho un amico però è ingegnere che sta a Bologna – dice Cristiano a Mautone – volevo sapere se su Bologna c’era la possibilitàdi trovargli qualche cosa»); affidare incarichi ad architetti da lui indicati e sollecitati anche da Nello Di Nardo; interessi di Cristiano Di Pietro in alcuni appalti e su alcuni fornitori».

Ovviamente il provveditore Mautone esaudisce i desiderata del figlio del suo ministro di riferimento. Ma all’improvviso, siamo nel luglio del 2007, Cristiano si rifiuta di parlare al telefono con il provveditore, che a un suo interlocutore dice: «Cristiano ha paura di parlare al telefono». Il senatore Aniello Formisano spiega a suo cugino che «lo ha chiamato Antonio (Di Pietro) che gli ha espresso desiderio di parlare due minuti “da soli”». C’è una curiosa conferma di questa rappresentazione dei fatti «ambigui» del figlio dell’ex ministro Di Pietro.

Un collaboratore di Mautone, Alessio Venuta, chiede consigli al suo Provveditore, «in quanto c’è stata una riunione politica nel corso della quale il padre (AntonioDi Pietro) avrebbe espresso un “veto totale su Cristiano” il quale di queste cose (assegnazioni appalti) non si deve proprio interessare. Venuta si dice imbarazzato poiché “prende le botte a destra e a sinistra” (contrasto tra le decisioni del padre e le richieste delfiglio di Di Pietro)». Secondo la Procura, il 29 luglio del 2007 potrebbe esserci stata «qualche fuga di notizia», al seguito della quale il provveditore Mautone viene trasferito, Cristiano Di Pietro non parlerà mai più al telefono con Mautone, il ministro Di Pietro chiede di parlare di persona con il senatore Nello Formisano (Idv), sempre Di Pietro senior chiede ai suoi collaboratori di tenere fuori il figlio poiché «ritenuto troppo esposto». E a questo punto Mario Mautone tenta il «ricatto» contro Di Pietro junior, premendo perché intervenga sul padre per non farlo trasferire.

E’ la moglie che spinge il provveditore a ricattare i Di Pietro: «Tu non ti devi muove da Napoli. Il potere che tieni qua non lo puoi tenere a Roma. Buttala sul ricatto del figlio che è l’unico sistema». Mautone ne parla anche con il sindaco di Recale, Amerigo Porfidia, Idv: «Mi devo rivolgere a Cristiano?». «No – gli risponde Porfidia – il padre non lo tiene molto in considerazione ilfiglio». Il provveditore: «Deve essere una posizione di voi politici a sostenermi. Noi abbiamo tante cose avviate insieme… come si fa. Poi è vero che è l’interesse mio, ma l’interesse èdi tutti». Nulla da fare, Mautone viene trasferito a Roma.

Gli amici di Mautone
Agli atti dell’inchiesta, il provveditore può contare su diverse sponde alla Corte dei Conti, ha rapporti con il «Presidente Sancetta», «che gli chiededi inserire una funzionaria (dottoressa Montecuollo) in qualche commissione di collaudo». E con il «Presidente del Grosso» che rassicura Mautone che «quella cosa quando arriverà a lui, non ci saranno problemi». E «il Presidente Salvatore Staro», sempre della Corte dei Conti. E poi rapporti con il consigliere comunaledi Napoli (Diego Venanzoni, Udeur), e se serve anche con ambienti di pregiudicati (definiti “gente di mezzo alla strada”) per far revocare (con successo) «una denuncia penale nei confronti del figlio Francesco da parte di uno dei soci della catena della ristorazione “Fratelli La Bufala”».

C’è un capitoletto dedicato a Monsignor Ugo Dovere, Curia di Napoli. Il monsignore, siamo al 16 luglio del 2007, informa il provveditore alle opere pubbliche che è appena stato alla Regione Campania, dove «stanno preparando un protocollo d’intesa sul Centro Storico da 200 milionidi euro, al quale hanno chiesto al Cardinale di partecipare per conto dell’Arcidiocesi». Sempre il monsignore spiega che come partners sono stati previsti «il ministero dei Beni culturali e dell’Università e della ricerca scientifica affidando la cabinadi regia al Comune di Napoli e all’onorevole Isaia Sales».

Il Monsignore «ipotizza che il Ministero delle Infrastrutture e il Provveditorato alle Opere pubbliche possano essere rimasti fuori da un “progetto politico” relativo all’asse Bassolino-Rutelli ipotizzando l’esclusione del Ministero delle Infrastrutture con il fatto cheDi Pietro è rimasto fuori dal costituente Partito democratico». L’esponente della Curia chiarisce a Mautone di aver sollevato il problema nel corso della riunione. E si commiata così: «Veda un po’ lei… non le mancano i modi….».

giugno 11, 2009

Parigi, cilecca sul terzo colpo. Vince la Legalità, Vince la Libertà!

Parigi, cilecca sul terzo colpo

SarkozyRoma – Internet è un diritto fondamentale del cittadino: per questo motivo un’autorità indipendente non potrà disporre il taglio delle connessioni nel nome della tutela del diritto d’autore. La dottrina Sarkozy, approvata dal legislatore francese, è stata respinta dal Consiglio Costituzionale. Il suo testo definitivo approvato dal legislatore francese calpesta i diritti dei cittadini della rete.

Il vaglio di costituzionalità era stato richiesto da una frotta di deputati socialisti dopo una travagliata approvazione del testo da parte dell’Assemblea Costituzionale e del Senato. La legge, fortemente voluta dal Presidente Sarkozy, intendeva rispondere alla condivisione illecita di operare protette dal diritto d’autore con quello che il ministro della Cultura Christine Albanel aveva definito approccio pedagogico: l’industria dei contenuti avrebbe scandagliato i circuiti del P2P alla ricerca di indirizzi IP che si macchiassero delle violazioni, indirizzi IP consegnati ai fornitori di connettività affinché venissero tradotti nel nome dell’abbonato. L’abbonato, responsabile di vigilare sull’uso della connettività fatto del proprio nucleo familiare, dai propri colleghi, da anonimi piggybacker, sarebbe stato bersaglio di missive deterrenti inviate dagli ISP, investiti del compito dall’HADOPI, l’autorità indipendente istituita per giudicare i netizen. Il terzo movimento della risposta graduale sarebbe stato il taglio della connettività, inferto all’abbonato recidivo senza che si potesse svincolare del contratto e dal pagamento: una misura dissuasiva, si stimava, su cui l’HADOPI si sarebbe dovuta esprimere un migliaio di volte al giorno. L’abbonato non avrebbe avuto la possibilità di contestare la sanzione: solo dopo la disconnessione avrebbe potuto battere la strada del ricorso.

Il meccanismo della dottrina Sarkozy, che i detentori dei diritti di numerosi paesi del mondo hanno dimostrato di voler sposare, ha sollevato polemiche e mobilitazioni. Scontenta i provider, stretti tra le istanze dei cittadini della rete e le istanze dell’industria dei contenuti, nella delicata posizione di dover agire da boia nei confronti dei propri utenti. In Nuova Zelanda, dove il testo di legge affidava all’autoregolamentazione fra industria e ISP l’applicazione del meccanismo, sono stati i provider l’ago della bilancia che ha reso impossibile mettere in atto la versione locale della risposta graduale alla pirateria. Ma il regime di monitoraggio, avvertimenti e disconnessioni scontenta soprattutto i cittadini della rete: nel momento in cui la dottrina Sarkozy sembrava aver contagiato l’Europa, nel momento in cui le disconnessioni sembravano essere diventate parte integrante del quadro normativo che si designava per i paesi membri, sono stati i netizen a levare la propria voce. L’opera di informazione e di pressione esercitata nei confronti di autorità europee ancora indecise è stata determinante: il Pacchetto Telecom, l’intrico di norme che avrebbe dovuto riformare l’ecosistema delle TLC in Europa, è stato bloccato e rimandato alla terza lettura dall’approvazione dell’emendamento noto come 138, una disposizione che rendeva di fatto impossibile la messa in atto della dottrina Sarkozy.

Le motivazioni con cui il Consiglio Costituzionale francese ha respinto la Loi Création et Internet sono le stesse imbracciate dai cittadini della rete per sventare in Europa la minaccia delle disconnessioni, le stesse contenute nell’emendamento 138 al Pacchetto Telecom: Internet è uno strumento per formare e manifestare il pensiero, accedere alla rete è un diritto fondamentale del cittadino, e solo al termine di un regolare processo e del parere dell’autorità giudiziaria è possibile comprimere questo diritto.

Questo il concetto di fondo che ha mosso il Consiglio Costituzionale francese ad intervenire sul testo della legge, laddove si costituisce l’HADOPI e laddove le si affida il compito di giudicare il cittadino della rete individuato con le ricognizioni dell’industria dei contenuti. La decisione del Consiglio Costituzionale rinvia all’articolo 11 della Dichiarazione dei diritti dell’Uomo e del Cittadino: la carta costituzionale francese stabilisce che la libertà di comunicazione e di espressione è inviolabile. Una libertà che, spiega il Consiglio Costituzionale, “implica al giorno d’oggi, in riferimento allo sviluppo diffuso di Internet e alla sua importanza per la partecipazione alla vita democratica e all’espressione di idee e opinioni, la libertà di accedere a questi servizi online di comunicazione”. Solo un giudice potrà disporre di disconnettere il cittadino.

Si potrà invece continuare a perseguire l’intento della legge: il Consiglio Costituzionale ha stabilito che le comunicazioni inoltrate al cittadino della rete sono uno strumento che si potrà continuare ad agitare per scoraggiare i netizen che abusino del file sharing. Uno strumento che, svilito dell’efficacia deterrente configurata dalla soluzione finale della disconnessione, contenuto dall’inconsistenza delle pratiche di sorveglianza, potrebbe non dimostrarsi tanto terrorizzante quanto auspicato.

Le reazioni si affollano, il dibattito globale sul mercato dei contenuti in rete si è animato di voci, stimolate nello scorrere dei mesi da netizen, operatori della rete e dell’industria culturale che si sono battuti con veemenza per sollecitare una soluzione equilibrata che sappia bilanciare i diritti di tutti gli attori in gioco. Nel mentre, il ministro Albanel incassa: pronta a supportare un nuovo testo legislativo, si felicita del fatto che il consiglio Costituzionale abbia riconosciuto il valore pedagogico di una Loi Création et Internet mutilata.

Gaia Bottà- da Punto-Informatico.it

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