Angolo del Gigio

dicembre 26, 2013

La rinascita Ungherese

L’Ungheria continua la sua politica di abbassamanento delle tasse e delle tariffe. I giornali e i vari talk show italiani continuano a ignorare la rivoluzione economica che sta avvenendo in Ungheria perche’ si vuole tenere il popolo nell’ignoranza onde evitare che un numero sempre crescente di persone inizi a opporsi alle misure lacrime e sangue varate da questo governo per conto dell’Unione Europea.

Per chi non ne fosse a corrente (e purtroppo sono ancora tantissimi) il governo magiaro alcuni mesi fa ha deciso di ripagare con due anni di anticipo il debito contratto col Fondo Monetario Internazionale allo scopo di non subire piu’ pressioni ricattatorie da parte dei suoi ispettori.
Dopo essersi liberato di questi ricattatori e usurai il governo ha iniziato ad adottare una serie di provvedimenti aventi lo scopo di stimolare l’economia e aiutare le fasce piu’ deboli e cosi’ ha deciso di abbassare le bollette di luce, acqua, gas e nettezza urbana del 20% e ha aumentato le pensioni per compensare i recipienti dell’aumento del costo della vita.

Tali provvedimenti sarebbero stati sufficienti per migliorare le condizioni di vita degli ungheresi ma il governo ha deciso di andare oltre e infatti nel disegno di legge fiscale recentemente approvato dal parlamento sono previste nuove misure sugli assegni familiari e riduzione dell’IVA dal 27% al 5 % sui suini vivi e macellati.
Inoltre questo disegno di legge amplia le possibilità di detrarre le tasse sui contributi sociali e sul reddito personale delle famiglie con più figli nella fascia di reddito medio-bassa e questo ampliamento delle detrazioni fiscali familiari costerà al bilancio 53 miliardi di fiorini (oltre 180 milioni di euro) ed interesserà circa 260mila famiglie.

Ma se i cittadini ungheresi sono fortunati quelli di Budapest lo sono ancora di piu’ visto che l’amministrazione municipale di questa citta’ ha deciso che dal 1 Gennaio del 2014 il prezzo degli abbonamenti per i trasporti pubblici sarà ridotto del 10% e nello specifico gli abbonamenti mensili passeranno dagli attuali 10.500 fiorini a 9.500, l’annuale da 114.500 costerà 103.000 fiorini, il pass mensile per gli studenti scenderà da 3.850 a 3.450 e quello mensile per pensionati da 3.700 a 3.330 fiorini.

Questo e’ quello che avviene quando al governo ci sono partiti nazionalisti che fanno l’interesse del popolo e questo spiega il perche’ la nostra casta dirigente teme la crescita del nazionalismo in tutta Europa e usa parole estremamente offensive per attaccare chiunque osa opporsi alla dittatura dei poteri forti.
L’Ungheria dimostra che un’alternativa all’austerita’ esiste e sarebbe ora che anche gli italiani protestassero affinche’ tali politiche vengano adottate anche in Italia

Tratto dall’ottimo Blog di Giuseppe De Santis – piovegovernoladro.altervista

luglio 17, 2011

Val di Susa: Fantasmi della realtà e potere dei banchieri! (via Angolo del Gigio)

Val di Susa: Fantasmi della realtà e potere dei banchieri! Fantasmi della realtà e potere dei banchieri  di Ida Magli – ItalianiLiberi http://www.italianiliberi.it/ Si stanno rappresentando in questi giorni, in diversi paesi d’Europa, straordinarie commedie dell’assurdo. Gli attori più in vista sono gli uomini di Governo – in Francia, in Spagna, in Grecia, in Germania, in Italia – ma sono coadiuvati talmente bene in questa recita da tutti gli altri responsabili della vita politica e sociale, e prima di t … Read More

via Angolo del Gigio

ottobre 30, 2010

Noam Chomsky e la manipolazione attraverso i mass media.

Noam Chomsky ha elaborato la lista delle 10 strategie della manipolazione attraverso i mass media.
Noam Chomsky – Tratto da www.vocidallastrada.com

1-La strategia della distrazione
L’elemento primordiale del controllo sociale  è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza.
Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni.
Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3- La strategia della gradualità.
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.

4- La strategia del differire.
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura.E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.

5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini.
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno” (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).

6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione.
Sfruttate l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti.

7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù.
“La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori”.

8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità.
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti …

9- Rafforzare l’auto-colpevolezza.

Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti  è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!

10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscono.
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.

Fonte: http://www.visionesalternativas.com.www.disinformazione.it

luglio 30, 2010

Grandissimo Fini! Finalmente un Vero Leader si staglia all’orizzonte! Fini facci sognare!!

Voto anticipato? Bossi risponde col dito medio (quell’asino di suo figlio non è pronto…)
il premier: ”La squadra di governo non cambia” (ha paura della galera imminente…)

– Il Senatur sulla crisi del Pdl: “Berlusconi e Fini usino cuore e cervello” -Fini a Bossi e Silvio “Succhiatemi l’uccello”

Il Pdl implode e la maggioranza traballa. Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi vola da Bossi per studiare la strategia d’uscita da questa crisi di governo e magari rinforzare il patto con il Senatùr.
Ma il leader della Lega Nord è piuttosto teso e ai giornalisti che in Transatlantico gli chiedono se si tornerà alle urne risponde con il dito medio. E poi a proposito della crisi interna al partito alleato commenta: “Berlusconi e Fini usino cuore e cervello”.

Intanto la campagna acquisti di deputati e senatori continua.


La contromossa di Gianfranco Fini e dei finiani si conoscerà nei particolari solo alle 15, quando il presidente della Camera in una conferenza stampa presenterà la nuova An, (Azione nazionale sarà probabilmente il suo nome) la nuova formazione fuoriuscita dal Pdl.

La scomunica

La “scomunica” di Gianfranco Fini è arrivata dall’Ufficio di presidenza del Pdl.
L’opinione di Berlusconi è definitiva: il co-fondatore deve lasciare il Pdl e anche la presidenza della Camera.
Ma 48 parlamentari finiani sono pronti ad abbondanre il Pdl e a costituirsi in gruppo autonomo.
L’opposizione attraverso la voce del segretario del Pd Pier Luigi Bersani affonda: “Questa è una crisi. Berlusconi venga in Parlamento”.
Ed effettivamente lo scontro nel centro-destra precipita e mette in discussione anche la sopravvivenza del governo.
Alle 15 è attesa la conferenza stampa di Fini.

Questa mattina in Aula

Sono ore concitate, che potrebbero anticipare anche una crisi così profonda da costringere la maggioranza a tornare alle urne.
In Aula questa mattina alla Camera il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto ha “sfiducia” il presidente Gianfranco Fini.
Le opposizionihanno chiesto che il premier Berlusconi venga a chiarire in Parlamento.
All’inizio dei lavori  a Montecitorio, i deptuati del Pd si sono presentati al completo, in un’aula vuota visto che non erano previste votazioni.

La Costituzione protegge Fini

Il capogruppo del Pdl è passato al contrattacco, mettendo sul banco degli imputati Fini: “Si è aperto tra noi un confronto politico serio e serrato in cui si mette in discussione il rapporto nel Pdl tra noi e Gianfranco Fini. È venuto meno il rapporto che si era acceso quando lo abbiamo eletto presidente della Camera e siamo davanti ad una questione politica, ad un dato su cui Fini deve riflettere”.
Ma il presidente della camera non può essere sfiduciato da un partito perché la terza carica dello Stato è tutelata dalla Costituzione.
La risposta di Franceschini del Pd: “Il Presidente della Camera, dal momento della sua elezione, è il presidente di tutti, anche di chi non lo ha votato, e non può essere sfiduciato in base alla Costituzione”.

Granata, Briguglio e Bocchino deferiti ai probiviri

Nessuno l’avrebbe immaginato dopo la vittoria elettorale alle politiche, che aveva consegnato una supermaggioranza parlamentare al partito di Berlusconi e Fini.
Ma i due sono, ormai, divisi su tutto.
Mano pesante anche nei confronti di esponenti di spicco vicini a Fini: Bocchino, Briguglio e Granata sono stati deferiti ai probiviri.

Ma Fini aveva offerto in extremis la pace

Fini bussa alla porta per offrire la pace e Berlusconi gliela sbatte in faccia.
Il premier deve aver fatto due conti e ora è sicuro che anche se il divorzio tra lui e il presidente della Camera dovesse essere burrascoso, la maggioranza in Parlamento non ne risentirà.
Così nonostante oggi sul Foglio compaia un’intervista a Gianfranco Fini del direttore Giuliano Ferrara, in cui il cofondatore del Pdl propone di “resettare tutto, senza risentimenti”, per “onorare un impegno politico ed elettorale preso con gli italiani”, Silvio Berlusconi tira dritto più arrabbiato che mai verso la rottira finale.

Fini: “Restiamo comunque fedeli al governo”

Ad ogni modo, seppure si dovesse costituire un nuovo gruppo, questo sosterra il governo. Lo assicura lo stesso Gianfranco Fini. Almeno secondo quanto riferito da chi ha avuto modo di incontrarlo in queste ore. Nessun cambio di linea, dunque, avrebbe detto il presidente della Camera ai parlamentari a lui vicini, sottolineando che mai verrà tradito il programma presentato agli elettori. Se dovesse scattare la ‘censura politica’ nei confronti di alcuni finiani e nascesse un eventuale gruppo parlamentare autonomo, sarebbe stato il ragionamento dell’ex leader di An, questo nuova formazione non farebbe mai venir meno il suo leale sostegno all’esecutivo.

Il documento per cacciare Fini

Ieri sera nel vertice del partito convocato dal premier a Palazzo Grazioli le sue intenzioni sono state esplicitate e approvate: c’è un documento che verrà discusso nell’ufficio di presidenza del Pdl in programma oggi alle 19, per cacciare Fini e i suoi.

E’ pronto il gruppo autonomo

Ma i fedelissimi del presidente della Camera non stanno a guardare: e sono già pronti a costituire un proprio gruppo autonomo alla Camera. Bastano 20 deputati, ma i finiani sono sicuri di essere almeno in 30. Di sicuro c’è che in venti hanno già firmato la richiesta di costituzione di un nuovo gruppo. Ma la richesta verrà presentata solo dopo che cominceranno le epurazioni.

Finiani in azione anche al Senato

La macchina organizzativa dei finiani è già in azione anche a palazzo Madama. Al momento i senatori pronti a rompere con il Popolo della Libertà sarebbero 9 ma, si precisa, che ci sarebbero 4 parlamentari ancora indecisi. «Al momento la linea che prevale è quella dell’attesa. Nel caso la situazione dovesse precipitare e si decidesse per l’espulsione di alcuni di noi – avverte però un deputato finiano – saremo pronti a dare seguito alla creazione del gruppo».

La lista dei finiani

Secondo le indiscrezioni, i 20 che hanno firmato per costituire un nuovo gruppo sarebbero: Bocchino, Briguglio, Granata, Raisi, Barbareschi, Proietti, Divella, Buonfiglio, Barbaro, Siliquini, Perina, Angela Napoli, Bellotti, Di Biagio, Lo Presti, Scalia, Conte, Della Vedova, Urso e Tremaglia.
E sarebbero pronti ad aderirvi anche Esti, Bongiorno, Paglia, Lamorte, Rubens, Menia, Angeli, Ronchi, Moffa, Cosenza, Patarino.

Berluscones a Palazzo Grazioli
(
la riunione dell’immondizia, tra tirapiedi e delinquenti…)

I coordinatori nazionali del Pdl, Denis Verdini, Sandro Bondi e Ignazio La Russa si trovano a Palazzo Grazioli, dove è in corso un nuovo vertice di partito, dopo quello della scorsa notte. Secondo quanto si apprende, la riunione, alla quale partecipa anche l’avvocato Ghedini, è stata convocata per preparare l’ufficio di presidenza di questa sera.

Finiani a Montecitorio ( Gli Scissionisti )

Il presidente della Camera Gianfranco Fini, mentre erano in corso le dichiarazioni di voto alla Camera prima del voto finale sulla manovra economica, ha riunito nel suo ufficio alcuni deputati finiani, come Italo Bocchino e Silvano Moffa.

Il documento del Pdl

L’offerta di tregua di Gianfranco Fini è arrivata troppo tardi, fuori tempo massimo. La posizione del partito è stata messa nero su bianco stanotte in un duro documento di censura politica nei confronti del cofondatore del Pdl considerato ormai da tempo lontano dalla linea del partito.
Il documento verrà discusso domani da un ufficio di presidenza convocato tra le 19 e le 20.
Fini ed i finiani Italo Bocchino, Carmelo Briguglio e Fabio Granata vengono considerati fuori dal Popolo della libertà dalle cui posizioni si sono troppo discostati ancora oggi.
In serata a Palazzo Grazioli era arrivato anche il direttore del Foglio Giuliano Ferrara che aveva raccolto in un ‘colloquio-intervistà l’appello del presidente della Camera a ribadire le ragioni dell’unità.

La conferma di Bossi

La separazione tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi, i due cofondatori del Pdl, quindi è imminente. La conferma di Umberto Bossi, come al solito molto ben informato: “Fini e Berlusconi? Se non si trovano, se non si incontrano, ognuno andrà per la sua strada”. Parola di Senatur.
Resta da vedere se questa separazione comporterà la caduta del governo, o se il presidente della Camera costituirà un suo gruppo continuando ad appoggiare il governo del Cavaliere.
A tal proposito il leader del Carroccio ci ha tenuto a precisare che “ciò non vuol dire che si vada ad elezioni”. E ancora: “Sono sicuro che non si va alle elezioni perchè bisogna fare il federalismo e siccome deve andare in Consiglio dei ministri e poi andare alle Camere e poi ancora in Consiglio ci vuole tempo. Il federalismo è la carta che garantisce che non si vota”.

La separazione nell’aria

Da una parte l’attacco del Giornale, il quotidiano della famiglia Berlusconi, che colpisce frontalmente Gianfranco Fini con un’inchiesta a puntate che dovrebbe svelare il lato “immorale” del presidente della Camera.
Dall’altro voci di corridoio insistenti e convergenti che raccontano di un premier infuriato e pronto al coupe de teatre. Da qui a poche ore il presidente del Consiglio potrebbe addirittura ufficalizzare la frattura all’interno del Pdl tra i suoi e i finiani e arrivare addirittura all’uscita dei ribelli dal partito.
Con evidenti conseguenze in seno alla maggioranza in Parlamento.

Lo strappo in Parlamento

Secondo Francesco Bei su Repubblica Silvio Berlusconi si sente accerchiato dalla magistratura e da Fini, con le sue smanie di legalità. Pare che il Cavaliere si sia pentito di aver accettato le dimissioni di Brancher e Cosentino e abbia intenzione di cambiare completamente strategia.
“nessuno ancora sa di preciso come berlusconi intenda sferrare il colpo finale contro il suo avversario interno”, scrive Bei, “Si conosce soltanto la data. Sembra infatti che il premier abbia cerchiato in rosso la giornata di domani”.
Approvata la manovra, quindi, Berlusconi potrebbe arrivare anche all’espulsione dal partito.

Per il Corriere venerdì la resa dei conti

Secondo Francesco Verderami sul Corriere della Sera di oggi, invece, il giorno del giudizio sarà messo in scena dal premier venerdì. Per l’occasione Silvio Berlusconi leggerà un discorsoin Aula a Montecitorio, proprio dinanzi al su “nemico” Gianfranco Fini che quell’assemblea presiede. Il discorso del presidente del Consiglio, scritto proprio in queste ore, attaccherà l’uso politico della giustizia che in questi giorni sta smontando il governo pezzo dopo pezzo.
“”Mi hanno riferito molte ipotesi, le più strampalate”, commenta lo stesso Fini sul Corriere, “Non dico che tutto ciò mi lasci indifferente, sono curioso di sapere cosa si inventerà. E comunque dal partito io non me ne vado, continuerò a rivendicare il diritto al dissenso nel Pdl. Se così fosse, dovrà dirlo pubblicamente, altrimenti si tratta solo di chiacchiere. E la situazione sta diventando persino patetica”.

Fini e la casa a Montecarlo

Intanto partono le prime randellate mediatiche. E il Giornale di feltri oggi apre in prima pagina con una notizia che riguarda il presidente della camera Fini: “Questione Morale. Fini, la compagna, il cognato e una strana casa a Montecarlo. L’inchiesta firmata da Gian Marco Chiocci è a puntate e dovrebbe svelare le magagne di casa “Fini-Tulliani”.
Sembra che il cognato di Gianfranco abbia beneficiato di un lussuoso appartamento del principato di Monaco, donato nel 2001 da una ricca vedova ad An e poi misteriosamente ceduto a una società off shore “dicon sede in chissà quale angolo del pianeta, che a sua volta s’era rivolta a una sottoimpresa del colosso di costruzioni Engeco per svolgere lavori di ristrutturazione dell’appartamento con abbattimento di muri interni e rifacimenti del pavimento”, e poi scrive ancora Chiocci, “Il committente dei lavori si chiama Giancarlo Tulliani”, fratello della compagna di Fini.

Fin qui non sembra esserci molto di immorale.
Vedremo nelle prossime puntate.

di Clivio Baldori su www.ilsalvagente.it

luglio 27, 2010

Berlusconi attapirato, la vergognosa Gasparri ha toppato!!

Via libera a Sky Italia sul digitale terrestre
Mediaset ricorre alla corte di Giustizia Ue

Il portavoce di Bruxelles Jonathan Todd: “Decisione solida da un punto di vista legale”.
L’entrata permessa dalle nuove condizioni del mercato:
frequenze solo per trasmettere in chiaro e per cinque anni, nessun servizio a pagamento!

BRUXELLES – La Commissione europea ha dato il via libera “condizionato” all’ingresso anticipato di Sky Italia nel mercato del digitale terrestre. Lo ha annunciato Jonathan Todd, portavoce dell’esecutivo comunitario. Alla notizia Mediaset si è detta “assolutamente sconcertata” e ha annunciato ricorso alla Corte di Giustizia Europea: “Riteniamo che le condizioni fissate dalla commissione nel 2003 che impedivano a Sky di entrare nella tv digitale terrestre sino al 2012 in virtù della sua posizione dominante sul mercato pay – si legge in una nota – siano ancora valide come del resto il market test svolto tra tutti gli operatori italiani ha sostenuto”.

“Con questa decisione si autorizza il monopolista della televisione satellitare e pay, non dimentichiamo che Sky detiene il 99,8% della pay tv satellitare e l’86% della tv a pagamento, a operare nel mercato free e lo si autorizza a entrare in possesso degli asset frequenziali già insufficienti per gli operatori attuali. Per questo Mediaset – conclude la nota – ricorrerà contro tale decisione alla Corte di Giustizia Europea”. Ma “la Commissione europea è fiduciosa che la decisione presa oggi su Sky è solida da un punto di vista legale”, ha replicato Todd aggiungendo: “Naturalmente, contro ogni decisione presa dalla Commissione tutte le parti coinvolte possono fare ricorso alla Corte di giustizia”.

Nel 2003, quando Newscorp fuse insieme i due marchi italiani della tv satellitare, Stream e Telepiù, l’impegno preso era quello di non partecipare al Dtt prima del 31 dicembre del 2011. La Commissione però “viste le condizioni cambiate sul mercato televisivo italiano” ha sollevato l’azienda dal rispettare questa condizione”. Come ha spiegato il portavoce “Sky Italia può partecipare a questa opzione, a condizione che le frequenze siano utilizzate per trasmettere in chiaro”. Quindi senza offrire servizi a pagamento per almeno cinque anni e con la limitazione di una sola frequenza. Il mercato televisivo italiano della pay tv è cambiato dal 2003 con l’ingresso di operatori alternativi (Mediaset, Telecom Italia/Dahlia), anche se Sky Italia ha mantenuto la propria posizione forte sul satellite. Questi nuovi operatori utilizzano sia le proprie frequenze e infrastrutture di rete che quelle dei loro partner per fornire contenuti (in chiaro e a pagamento) sulla piattaforma Dtt che copre già una serie di regioni.

La decisione della Ue “è stata “collegiale e unanime”, ha detto inizialmente la portavoce dell’esecutivo Ue, Pia Ahrenkilde. Per poi parlare di “consenso” e di un dibattito molto acceso e lungo quasi un’ora. Contro la proposta del commissario per la concorrenza Joaquin Almunia si sono infatti espressi, oltre al vicepresidente Antonio Tajani, anche il maltese John Dalli (politiche per i consumatori), il francese Michel Barnier (mercato unico) e la greca Maria Damanaki (pesca). In favore dell’ingresso di Sky sul Dtt sarebbero intervenute l’olandese, Neelie Kroes (agenda digitale) e la lussemburghese Viviane Reding (giustizia e diritti umani). Alla fine del dibattito, la proposta di Almunia è stata comunque adottata per consenso – da quando è guidata da Josè Manuel Barroso la Commissione non è mai arrivata alla conta dei voti – ma alcuni commissari hanno chiesto la messa a verbale della loro posizione contraria.

Smentite le voci di presunte pressioni da parte del proprietario di Sky, Rupert Murdoch, e da parte di Silvio Berlusconi. “Non sono al corrente di alcuna azione di lobby di Murdoch, e non c’è nessuna prova al riguardo. Le insinuazioni di pressioni di alto livello all’ultimo minuto sono assolutamente non confermate”, ha affermato Ahrenkilde aggiungendo che “in ogni caso fa parte delle regole del gioco il fatto che ci possano essere lettere, telefonate, comunicazioni anche al massimo livello politico su singole questioni sulle quali la Commissione deve prendere decisioni. La discussione sul caso Sky Italia è stata piuttosto lunga”. La Commissione europea, ha detto la portavoce “continuerà sempre a controllare che quanto viene fatto sia pienamente compatibile con le norme europee sulla libertà di stabilimento, sulla discriminazione e nell’ambito della concorrenza”.

Per operatori come Sky Italia la prossima gara è un’opportunità unica – e anche l’ultima per parecchi anni a venire – per entrare nella piattaforma Dtt in concorrenza con le emittenti già esistenti. Attualmente lo spettro delle frequenze è detenuto da operatori già presenti sul mercato. Su 21 multiplex riservati per la trasmissione televisiva digitale, 16 sono infatti già attribuiti o ne è prevista l’attribuzione; Mediaset, Rai e Telecom Italia hanno nel complesso 11 multiplex. La Dtt sta diventando rapidamente la piattaforma principale per il consumo di televisione digitale in Italia ed è probabile che mantenga tale posizione per parecchi anni dopo il cosiddetto switch-off delle trasmissioni analogiche (entro il 2012). Infine, a partire dal settembre 2008, è stata creata una nuova piattaforma digitale satellitare (Tivu Sat), realizzata da Rai, Rti di Mediaset e Telecom Italia, ora disponibile per i consumatori italiani.

Per il senatore Vincenzo Vita, della commissione di vigilanza Rai il via libera di Bruxelles per l’ingresso di Sky nella tv digitale terrestre “è una piccola boccata d’ossigeno al pluralismo televisivo in Italia, compresso e soffocato dalla concentrazione Rai/Mediaset e dal conflitto d’interessi”. “Certo Ruppert Murdoch non è un rivoluzionario e forse neppure un riformista – spiega Vita – Tuttavia, l’entrata in scena di un nuovo soggetto è obiettivamente un fatto progressivo e utile al sistema radio televisivo italiano. Ora, però, si dica quando si metteranno a gara le frequenze del dividendo digitale”.

(20 luglio 2010) – Da www.Repubblica.it

agosto 21, 2009

Dalla Francia all’Irlanda si ride degli italiani e del Pinocchio Premier!

L'Europa che ride della Vergogna Italiota!

Berlusconi come Pinocchio”

LONDRA – “Forza La Repubblica” è il titolo della rivista francese Telerama, sopra una foto di Berlusconi con il naso di Pinocchio. Il settimanale descrive La Repubblica come “l’ultimo baluardo di resistenza in un paesaggio mediatico ai piedi del Cavaliere” e racconta l’iniziativa di porre dieci domande al presidente del consiglio. Il quotidiano irlandese Irish Examiner riprende oggi la risposta di Berlusconi agli attacchi dei vescovi apparsa sul settimanale Chi. Il giornale sottolinea che il rotocalco al quale il presidente dle consiglio ha affidato la sua difesa è di sua proprietà e pone l’accento sul fatto che Berlusconi accusa i vescovi di essere caduti nella trappola dei suoi dettrattori.

Dalla Francia all’Irlanda, la rassegna stampa sul premier
E Il Times prende in giro anche Franco Zeffirelli

TestocloniIl britannico Times ha invece un commento ironico SU Zeffirelli, nel suo ruolo di difensore di ufficio di Berlusconi. Adam Sherwin inizia proprio dicendo che “Berlusconi ha un nuovo sostenitore”, nel rimarcare la frase di Zeffirelli a proposito dei comportamenti del presidente del consiglio. Il regista ha infatti affermato di non vedere uno scandalo nel comportamento di Berlusconi, “un uomo al quale piacciono molto le donne”, che Zeffirelli si vanta di aver conosciuto nel lontano ’70 quando era

“un ragazzo molto carino che non resisteva a fare sesso in ogni occasione”.

Il Times sottolinea che Zeffirelli fu senatore con Berlusconi nel ’94 e, visto che il regista palesa la sua avversione per BenedettoXVI, conclude:

“Forse Berlusconi dovrebbe diventare Papa”.

dal nostro inviato CRISTINA NADOTTI 
(20 agosto 2009) - Repubblica.it

ottobre 24, 2007

FORZA ITALIA prepara l’invasione extracomunitaria dell’Europa, altro che l’idraulico Polacco il Frattini.. ci sarà da ridere con la Lega-Nord!

Franco Frattini (FI)La «carta blu» dell’Europa
per gli immigrati di talento

Il rilascio in un mese, consentirà anche l’arrivo dei familiari. Gli «specializzati» chiamati da un’azienda, alla faccia dei nostri “Bamboccioni”

BRUXELLES — Tanti, dall’Africa o dal-l’Asia, finiscono a Lampedusa o su altre scogliere mediterranee, senza una vera speranza né la capacità o l’istruzione per costruirne una: e possono far pena, o paura, a chi li vede arrivare. Ma tanti altri no, una speranza ce l’hanno già ben salda, con una laurea o un diploma, e hanno anche molto da offrire. Da trent’anni e più, ormai li calamita la Silicon Valley in California, o la bianca Sydney d’Australia, o qualche laboratorio di Toronto: laggiù trovano rispetto, buoni stipendi, una casa, la possibilità di ricostituire le loro famiglie. Ma ora, gli ingegneri elettronici, i chirurghi o i genetisti di Bangalore o Durban potrebbero scegliere Milano, Francoforte o Bruxelles, attirati dalle stesse porte spalancate e da una vita forse ancora migliore: senza depredare però di cervelli e capacità i loro Paesi natii, e senza imporre ai Paesi ospitanti una presenza non gradita, in competizione con le risorse locali. Tutto questo spera di realizzare l’Europa, anagraficamente sempre più vecchia e affamata di lavoro specializzato, con le due proposte di direttive comunitarie sull’immigrazione legale che oggi approdano sui tavoli della Commissione. Messe insieme, sono il primo concreto passo verso la Carta blu europea, in risposta alla mitica Green card o Carta verde americana: cioè un permesso unico di lavoro e residenza, concesso rapidamente, e riservato agli immigrati extracomunitari altamente qualificati.

I DIRITTI — La carta potrà essere rilasciata con una speciale procedura nel giro di un mese, al massimo due nei casi più complicati. E non sarà solo un documento burocratico: perché darà diritto a un salario adeguato — almeno il triplo di quello minimo vigente nelle varie nazioni — e a tutti i diritti comuni ai lavoratori del posto, come quello di avere un’assicurazione sociale, o iscriversi a un sindacato. Soprattutto, la Carta blu consentirà la ricongiunzione familiare: senza ulteriori formalità, il neo-assunto potrà chiamare accanto a sé la moglie, o il marito. «L’Europa si apre così al talento e al merito, in concorrenza con Stati Uniti, Canada e Australia — spiega il vicepresidente della Commissione Franco Frattini, architetto e mediatore dell’iniziativa — e anzi credo che la Carta blu potrà essere più attrattiva della stessa Green card. Ma non sarà un cavallo di Troia per far entrare anche chi non ne ha diritto».

LE CONDIZIONI — Per ottenerla, ci sarà infatti una serie di condizioni precise: la richiesta di assunzione da parte di un’azienda; la laurea o il diploma specialistico con almeno 3 anni di esperienza professionale nello stesso campo; naturalmente, una fedina penale pulita; e il rispetto delle quote numeriche che toccherà a ogni singolo Paese decidere annualmente, in base alle proprie esigenze di mercato e nel quadro della precedenza sempre assicurata ai cittadini comunitari. La Carta blu avrà valore per tutto il tempo del contratto di lavoro firmato, entro un periodo massimo di due anni. Quindi potranno essere concessi 3 mesi di «franchigia». E infine, il lavoratore qualificato potrà tornare al proprio Paese o emigrare in un altro Paese europeo, per poi anche rientrare nel primo, purché siano rispettate le condizioni di partenza.

LE QUOTE NUMERICHE Ogni Paese stabilirà ogni anno le quote numeriche di accesso di lavoratori con Carta blu dopo quello della Commissione: l’Euromed, o vertice dei ministri degli Esteri, il vertice Europa- Africa, il Parlamento di Strasburgo, il Consiglio europeo. Il testo del provvedimento potrà essere modificato. Vi sono segnali di malumore da parte di alcuni sindacati, o dei governi tradizionalmente più timorosi delle «interferenze » europee», come quello austriaco. Inoltre fuori d’Europa, a Pechino o a Mumbai, resta sempre alta la diffidenza contro i presunti «ladri di cervelli» basati in Occidente. Ma intanto la svolta c’è già, nell’approccio al problema, ed era una svolta attesa da molto. In Australia, gli immigrati sono il 9,9 per cento dei lavoratori altamente qualificati, negli Usa il 3,2% e in Canada il 7,3%. In Europa, solo il 2,3%. E in Europa, fra una quarantina d’anni, un terzo dei cittadini avrà più di 65 anni. Perfino in un’economia «giovane» come la Polonia, mancano braccia e cervelli: milioni di polacchi sono emigrati all’estero, ma nell’ultimo anno e mezzo l’11,5% delle piccole e medie imprese locali — lo ha svelato proprio ieri uno studio commissionato dalla Confindustria polacca— ha cercato di assumere dei lavoratori qualificati, senza trovarne.

Luigi Offeddu
23 ottobre 2007 – Corriere.it

ottobre 3, 2007

Considerazioni sul V-day – du Paolo Bernard (Ex inviato di Report)

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Considerazioni sul V-day
di Paolo Barnard

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Cari amici,
sono Paolo Barnard, giornalista ex inviato di Report e scrittore (Perché ci Odiano ecc.), impegnato da molti anni nei temi che ci stanno a cuore. Queste righe sono un appello molto più che accorato, sono piuttosto un grido per ostacolare la rovinosa deriva nella quale la Società Civile Organizzata italiana* è franata, e di cui il terribile V-day di Beppe Grillo è solo l’espressione più visibile.

Sta accadendo che noi, la Società Civile Organizzata di questo Paese, ci stiamo facendo annullare dai metodi e dalle strutture di rapporto di alcune personalità divenute nostri leader, e dal fumo negli occhi che costoro sono riusciti a soffiarci. Siamo ridotti oggi a poca cosa, ci stiamo auto consegnando all’irrilevanza, nonostante l’apparenza sulla superficie sembri dimostrare l’esatto contrario. Eravamo invece l’unica speranza rimasta a fronteggiare il trionfo internazionale del Sistema massmediatico e neoliberista, davvero l’ultima spiaggia. L’annullamento di quella speranza è per me una tragedia enorme, ma è indicibilmente più tragico che questa rovina si stia consumando per mano dei nostri stessi leader alternativi e con il nostro pieno ed euforico consenso. Questo, mentre il Sistema se ne sta tranquillo a guardare in piacevole stupore (il Sistema, amici, quello vero, quello che non sta a Palazzo Chigi).

E’ accaduto che noi, gli antagonisti, abbiamo riprodotto al nostro interno le medesime strutture del Sistema che volevamo contrastare.

* per Società Civile Organizzata si intendono sia i pochi attivisti che i tanti simpatizzanti raccoltisi attorno ai Movimenti e ai gruppi di protesta italiani.

L’annullamento verticale
Anche fra noi dilaga oggi la struttura chiamata Cultura della Visibilità, che è la cultura dei Personaggi, cioè dei Vip, e che nel nostro caso è rigorosamente alternativa, certo, ma sempre identica all’equivalente struttura del Sistema massmediatico. E cioè la nefasta separazione fra pochi onnipresenti famosi, e tanti seguaci. Ne siamo pervasi totalmente.
I nostri Personaggi e gli eventi che essi gestiscono (i Grillo, Travaglio, Guzzanti, Strada, Zanotelli, Ciotti, Moretti ecc., con le loro marce, manifestazioni, spettacoli di piazza, film ecc.) producono singolarmente cose (talvolta) egregie, ma collettivamente fomentano quella struttura compiendo un danno devastante, e che pochi ancora comprendono nella sua ampiezza e implicazioni. Quale danno? Essi di fatto svuotano l’Io dei loro seguaci impedendogli di divenire singole entità autonome e potenti, rendendoli (rendendoci) un esercito di anime incapaci, dunque minando la Società Civile Organizzata e la speranza che essa rappresenta. Ecco come:

1) I Personaggi, ponendosi come tali, inevitabilmente ci trasmettono la sensazione di sapere sempre più di noi, di poter fare più di noi, di contare più di noi, di aver sempre più carisma di noi, più coraggio, più visibilità. E più sapere, capacità, importanza, carisma, coraggio e visibilità noi gli attribuiamo meno ne attribuiamo a noi stessi. Il paragone inevitabile fra la nostra (generalmente fragile) autostima e l’immagine di ‘grandezza’ dei Personaggi, fra il nostro limitato potere e quello invece di chi è famoso, è ciò che finisce per annullarci. Tantissimi di noi infatti pensano “ma da solo cosa posso mai fare? cosa conto? chi mi ascolta?”, e in sol colpo ci auto annulliamo. Smettiamo così di pensare e di agire autonomamente e corriamo ad affidarci ai suddetti Personaggi, che prontamente ci forniscono un pensare e un agire preconfezionati, che noi fotocopiamo in un’adesione adorante e acritica. E questa è, insieme, una rovina per noi e la salvezza del Sistema, per le ragioni che esporrò a breve.

Riguardatevi la folla del V-day di Bologna e ragionate solamente su tutte quelle mani alzate e sulle ovazioni. Cosa trasmettevano se non una colossale attribuzione di potere a coloro che cavalcavano quel palco?
Abbiamo così ricreato una verticalità e nuove Caste. E’ tutto lì, la cosa peggiore è proprio questa. La loro imponenza, cultura, e visibilità rimpiccioliscono noi, che deleghiamo loro praticamente tutto.
E infatti in assenza dei personaggi, delle loro analisi e delle loro iniziative, la maggioranza di noi diviene inerte, anzi, scompare. Ecco perché le migliaia di noi che si riversano nelle piazze ogni anno sembrano regolarmente sparire nel nulla all’indomani. Ecco perché questa Società Civile non cambierà alcunché.

Beppe Grillo, come tutti i trascinatori, fa crescere (o piuttosto fanatizza?) alcuni suoi attivi seguaci ma contemporaneamente svuota centinaia di migliaia, ed ecco il fumo che egli ci getta negli occhi quando ci convince invece che tanto sta accadendo.
E non fatevi ingannare dal fatto che i nostri Personaggi denunciano cose spesso sacrosante, o che alcune loro iniziative sono anche benefiche. Questo vi oscura una visione più obiettiva, poiché siete assetati di qualcosa che finalmente spezzi il Sistema e vi gettate con entusiasmo sulla prima offerta disponibile che ‘suoni’ come giusta. Ma il giusto che costoro invocano e operano è ben poca cosa di fronte al danno che nell’insieme (e più o meno consapevolmente) essi causano attraverso l’annullamento di così tanti. Esattamente come nel caso, a voi noto, dell’ingannevole giustezza e natura benefica dei cosiddetti aiuti al Terzo Mondo: ineccepibili e sacrosanti all’apparenza, ma nella realtà essi sono la vera causa della rovina e della morte di milioni di derelitti nel mondo.

2) Tutti i sopraccitati Personaggi, dai comici ai preti ai giornalisti, hanno dato l’avvio in Italia a una forsennata industria della denuncia e dell’indignazione, ovvero la febbre della denuncia dei misfatti politici a mezzo stampa o editoria, con tanto di pubblici inquisitori che ne sfornano a ritmo incessante, nella incomprensibile convinzione che aggiungere la cinquecentesima denuncia alla quattrocentonovantanove in un martellamento ossessivo serva a cambiare l’Italia. Eppure, che la politica italiana fosse laida, ladra e corrotta, milioni di italiani lo sapevano benissimo già prima che molti di questi industriali dell’indignazione nascessero, e assai poco è cambiato. Allora, a che serve procedere compulsivamente ad aggiungere denuncia e denuncia e indignazione a indignazione? In realtà questo modo di agire serve a giustificare (oltre agli incassi degli autori) l’auto assoluzione di masse enormi di italiani, noi italiani come sempre entusiasti di incolpare qualcun altro, e mai noi stessi e la nostra becera inerzia, per ciò che accade. E badate bene che è proprio questa auto assoluzione scodellataci dai nostri Personaggi che ci annulla ulteriormente, poiché ci impedisce di imbatterci nell’unica verità in grado di farci agire, e cioè che alla fine della strada la responsabilità ultima per tutto quello che accade di sporco e corrotto in questo Paese è nostra. Direbbe Truman: The buck stops here.

La vera Casta in Italia sono i milioni di bravi cittadini che evadono più di 270 miliardi di euro all’anno, quelli che fanno politica una volta ogni cinque anni, quelli che ogni cinque anni consegnano masse di potere a pochi rappresentanti e poi si occupano solo dei fatti propri (come affidare a un bambino le chiavi del magazzino della Nutella e non controllarlo più, e poi lamentarsi che il bimbo ha finito col papparsela tutta). Ma anche quelli che, e parlo ora delle adoranti folle del V-day, si sentono ‘belle anime’ in lotta per Un Mondo Migliore perché si riversano nelle piazze ad applaudire l’istrione egomaniacale di turno, ma che chissà perché non compaiono mai nei luoghi del grigio vivere quotidiano a fare il lavoro noioso, paziente, un po’ opaco dell’impegno civico, del controllo sui poteri, della partecipazione continua, del reclamo incessante di standard morali e democratici, e della creazione di consenso fra la vera Casta.
E invece a braccetto con l’
industria della denuncia e dell’indignazione ci auto assolviamo e ci ri-annulliamo.
Si doveva fare altro.

La struttura orizzontale*. Solo Fonti, non Star.
Dovevamo invece essere aiutati a crescere per divenire ciascuno singolarmente il Personaggio di se stesso, il Leader di se stesso, il Travaglio-Grillo-Ciotti-Zanotelli ecc. di se stesso. Dovevamo imparare a ‘scrivere’, ciascuno di noi a suo modo, il ‘libro’ della propria denuncia dei fatti e della propria analisi accurata dei fatti, dovevamo imparare a fare ogni giorno il nostro personale Tg, ad essere i presidenti del consiglio di noi stessi, i politici di noi stessi, unici e soli referenti di noi stessi, a credere solo nella propria verità, senza mai, mai e mai aderire acriticamente alla verità di alcuno, chiunque esso/a sia, qualunque sia la sua fama, provenienza, carisma o potere. Ciascuno di noi sul proprio palco, sotto i propri riflettori, in prima serata, non importa quanto colti, quanto intelligenti, quanto connessi, poiché l’unico motore del nostro agire doveva essere la fede nell’insostituibile importanza di ciascuno di noi.

Non dovevamo permettere la nascita di Star alternative perennemente citate, adorate, ospitate in tv, inseguite nelle piazze fin al delirio da stadio, e detentori del ‘cosa si deve fare’, se non addirittura dell’organizzazione nostro futuro. Semmai esse dovevano invece fungere da semplici individui che si mettevano a nostra disposizione unicamente come fonti. Semplici fonti, da consultare con sana distanza, da usare come si usa Google, ovvero pagine fra le tante di una enciclopedia che può esserci utile ma il cui ruolo doveva rimanere più modesto. A scintillare non dovevano essere i Grillo e i Travaglio, doveva essere ogni singola persona comune, per sé, in sé. Tutto ciò, in un rapporto sempre e solo orizzontale.

Solo il percorso sopraccitato avrebbe garantito la nascita di un insieme di cittadini capaci di agire sempre, indipendentemente da qualsiasi cosa, capaci di combattere anche da soli, anche in assenza dei trascinatori, per sé e con sé, dunque potenti, affidabili e durevoli, sani in una dialettica sociale sana. Gente in grado di analisi attente e indipendenti di ogni evento, alla ricerca della giusta soluzione, e che mai si farebbe trascinare dall’errore fatale dell’adesione acritica all’analisi di qualcun altro.

Questo avrebbe fatto tremare i palazzi, questo li avrebbe spazzati via, questo e solo questo avrebbe cambiato la nostra Italia.
* ho preso in prestito il termine ‘orizzontale’ da uno scritto di Gherardo Colombo, che ringrazio. nda

Il gregge e il precipizio.
Fra i nostri Vip alternativi si agitano alcuni personaggi meschinamente in malafede, ed è davanti agli occhi di tutti. Altri sono meno equivoci, ma tristemente incapaci di vedere una verità che vale la pena ripetere: non possono incitare le persone ad agire mentre, per i motivi sopraccitati, li svuotano della capacità di agire. Il V-day e i suoi Vip hanno offerto uno spettacolo indecente quando incitavano la cittadinanza a fare politica dopo averla per anni annullata fino all’intontimento. Ed eccolo l’intontimento risultante: sentiamo e accettiamo da costoro cose che solo pochi anni fa ci avrebbero fatto trasecolare e indignare, come:

– le proposte di omologazione culturale degli immigrati che neppure Le Pen ha mai fatto;
– l’esaltazione del criminale di guerra Tony Blair come leader illuminato (sic) e della Fallaci come “unica vera giornalista italiana”;
– la schedatura del DNA;
– l’assoluzione delle condotte disumane e dei crimini internazionali d’Israele perché “sappiamo di cosa sono capaci gli arabi”;
– l’inammissibile retorica sull’esistenza di un presunto ‘regime’ in Italia, che offende la memoria dei milioni che sono morti sotto le vere torture nelle vere carceri dei veri regimi, e che espone la frode di certi nostri attuali ‘oppositori del regime’ perennemente in prima serata Tv, o nei salotti letterari, o nelle piazze o sui maggiori quotidiani nazionali, quando non mi risulta che Steve Biko o Santiago Consalvi o ancor prima Gramsci o i fratelli Rosselli si siano mai opposti in quel modo ai rispettivi regimi;
– e poi guazzabugli sgangherati di concetti come democrazia e partecipazione, con, solo per citare un esempio recentissimo, sconsolanti assurdità come questa (profferta da una fra i nostri idoli in prima serata): “L’Italia non è una democrazia, lo dimostra il fatto che dopo ogni inchiesta di Report non accade mai nulla!”. E’ desolante che questa opinion leader alternativa confonda una trasmissione Tv col risultato di un referendum. E’ a questo livello di competenza che affidiamo le nostre convinzioni? E non si tratta di bazzecole; immaginate solo come avrebbe ironizzato quella stessa opinion leader se Calderoli avesse detto “L’Italia non è una democrazia, lo dimostra il fatto che dopo ogni denuncia della Padania non accade mai nulla!”.
– cadute di stile terribili, come l’augurio di morte al politico urlato dal palco e accolto dall’applauso scrosciante (sic) del pubblico dei ‘giusti e nuovi cittadini’;
– tirate isteriche all’insegna del miglior imperialismo culturale in pieno stile Bush/Huntington spacciate per difesa dei diritti umani e della legalità in Afghanistan;
– intolleranza ed esclusione delle opinioni dissidenti espresse dall’interno da parte dei grandi paladini anti imperialisti come Lettera 22 o Peacereporter o il Manifesto, o Diario, o Liberazione o Radio Popolare, esattamente come accadrebbe su Libero, il Foglio, Matrix o a Porta a Porta;
– il noto programma d’inchiesta “coraggioso” che sopravvive e prospera 4 anni in prima serata Tv sotto il governo Berlusconi, mentre il noto ‘oppositore del regime’ pontifica che “chi non ha il guinzaglio in televisione in questo momento non lavora e chi ci lavora in un modo o nell’altro un suo guinzaglio ce l’ha….”, salvo poi rifiutarsi con spregio e arroganza di spiegare questa contraddizione;
– il giornalista moralizzatore che salta dalla RAI a Mediaset alla RAI al parlamento europeo a suon di denaro pubblico e con mandato popolare, per poi dire grazie tante e piantarci in asso per riprendersi il suo giocattolo preferito alla faccia del nostro mandato e dei nostri soldi;
– il quotidiano ‘diverso’ e i suoi fans che abbracciano l’eroe Calipari perché ha salvato una di loro, ma che alla domanda “cosa avreste detto di questo ‘sbirro’ se fosse morto salvando Quattrocchi o Agliana?” si rifiutano sia di rispondere che di aprire una riflessione tremendamente importante;
– i preti attivisti che chiedono ai potenti del mondo il ripudio, senza sema, dell’imperialismo, del capitale selvaggio, dei mercati di armi, delle mafie, in quanto irriformabili e osceni, ma che non accennano ad alcun ripudio senza sema del loro Vaticano, non meno irriformabile e osceno;
– gli insulti a raffica come strumento dialettico del nuovo Guru, in totale sintonia con le dialettiche ‘celoduriste’;
– il pressappochismo delle denunce, le sparate nel mucchio, l’urlo come garante di affidabilità di un’affermazione, che ha rimpiazzato del tutto l’analisi critica con cui dovremmo sezionare ciascuna affermazione prima di promuoverla a verità. E tanto, tristemente, altro.

E noi in deliquio per questa roba, la chiamiamo rivoluzione, democrazia, giustizia.
Ma proprio più nessuno si sta rendendo conto che il V-day è stato lo scioccante apogeo di questa disastrosa deriva? O che Beppe Grillo è andato fuori di testa, detto come va detto, che si sente e si pone come l’Unto del Signore che salverà l’Italia (vi ricorda qualcuno?). Quell’uomo dilaga e straripa e mescola e pasticcia e spara e si contraddice e impera e fa e disfa, e persino delira di un futuro a sua immagine per tutti, e ce lo sta imponendo a urli e insulti.
Noi persone civicamente impegnate siamo finiti a berci tutto questo senza neppure più vederlo. E il pericolo è che un affidamento così sciagurato a figure così ipertrofiche con tali metodi e con quella struttura di relazione verticale ci sta portando tutti insieme nel baratro, al loro seguito.

I sonni tranquilli del Potere.
Vi prego di riflettere. Credete veramente che il Potere sia così sciocco e impreparato da poter essere, non dico sconfitto, ma anche solo disturbato da questo sgangherato esercito alla deriva? Ma credete veramente che coloro che in soli 35 anni hanno saputo ribaltare due secoli e mezzo di Storia, coloro che hanno reso di nuovo plausibile l’inimmaginabile nella quotidiana vita di 800 milioni di cittadini occidentali, coloro che muovono 1,5 trilioni di dollari di capitale al giorno, coloro che tengono ben salde nelle loro mani tutte le leve della nostra Esistenza Commerciale stiano perdendo anche un singolo secondo di sonno per noi e per i nostri Guru? Ma avete un’idea di come lavorano questi? Dovete capire, proprio visualizzare, il potere di chi è riuscito in un attimo della Storia a compattare migliaia di destre economiche eterogenee sotto un’unica egida e sotto un pugno di semplicissime ma ferree regole, per poi travolgere il pianeta ribaltandolo da cima a fondo. Il Potere è ed è stato coeso, annullando ogni individualismo fra i potenti, è ed è stato disciplinato all’inverosimile, ossessivamente preciso in ogni analisi, immensamente competente, sempre silenzioso, al lavoro 24 ore su 24 senza mai un respiro di pausa, comunicatore raffinato, con a disposizione i cervelli più abili del pianeta e mezzi colossali. Aprite gli occhi. Secondo voi questa immensa macchina infernale può preoccuparsi dell’incedere di un nugolo di personaggi o istrioni più o meno credibili con al seguito una minoranza di adepti/fans/seguaci persi nell’ingenua buona fede quando non già del tutto disattivati dei loro stessi leader?
E allora capite la mia disperazione nel vedere che forze già così fragili e sparute come le nostre vengono eviscerate e si fanno eviscerare dall’interno? Vi prego, fermatevi, fermiamoci tutti.

L’unica speranza.
Dobbiamo fermarci, fermare tutta la nostra macchina di oppositori civici, Movimenti inclusi, e guardarci dentro. Forse non siamo tanto migliori o differenti dal Sistema che vorremmo contrastare, dalle persone che tanto detestiamo. Forse abbiamo replicato il loro sciagurato modello di rapporti, e per alcuni dei nostri leader alternativi vale la considerazione di Brecht che “Il nemico talvolta marcia alla vostra testa”.
Io ho suggerito una strada, che è quella descritta precedentemente, e cioè il percorso di crescita individuale in consapevolezza e in autostima di ciascuna persona in assenza di Guru e di Vip, e in assoluta orizzontalità critica. Ma con un’aggiunta: è ora di piantarla con questa febbre autoassolutoria nutrita dall’industria della denuncia per nutrire le sue Star e che paralizza noi. Lo sappiamo già alla nausea cosa non va, basta. E’ ora di farsi carico, e prima di tutto

FARSI CARICO DEI PROPRI TALENTI, NON IMPORTA SE MOLTI O POCHI, CON PARI DIGNITA’ RISPETTO A CHIUNQUE ALTRO

FARSI CARICO DELLE PROPRIE RESPONSABILITA’, SENZA SCARICARE LE COLPE SOLO SUI POTENTI

E POI ACCETTARE CIASCUNO DI NOI DI PAGARE OGNI PREZZO LUNGO LA STRADA PER UN MONDO MIGLIORE

E INFINE CREARE CONSENSO FRA LA GENTE SUI VALORI COMUNI E SU QUEI PREZZI DA PAGARE

DIVENIRE IN ALTRE PAROLE CITTADINI ADULTI CHE, SENZA GURU E SENZA VIP, SAPPIANO PARTECIPARE IN ORIZZONTALE

Grazie per avermi letto.

Paolo Barnard
dpbarnard@libero.it

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Considerazioni sul V-day
Di Paolo Brunetti, editore

Cari amici,
il 25 settembre scorso vi ho inviato una mail dal titolo “riflessioni su Grillo e dintorni” con allegate le considerazioni di Paolo Barnard.
Viste le tante risposte e considerazioni ritengo necessario inviarvi le mie, personalissime, riflessioni al proposito.

1) Quando mi è arrivata la mail di Paolo Barnard l’ho letta velocemente e ve l’ho girata altrettanto velocemente. Mi premeva perché Barnard è un amico che mi ha suscitato un impulso di protezione. Non posso non ricordare la qualità e la profondità delle sue inchieste, il suo coraggio personale, la sua sensibilità, e il vuoto che gli è stato fatto intorno. Non ho fatto in tempo a chiarire il mio pensiero sull’intera questione, il perché non sono sceso al Vaffaday, e dunque lo faccio ora (a parte il fatto che mia moglie Annalisa sostiene che non sono andato al Vaffaday fondamentalmente perché ormai non scendo al di sotto dei 900 metri perché sennò mi sento sradicato …).

2) Le mie critiche al Vaffaday sostanzialmente riguardano l’aria giustizialista, o peggio forcaiola che traspariva tra la gente (mi sono venute in mente le folle di Mani Pulite, i cappi esibiti in Parlamento, le proposte di ristabilire la pena di morte di allora), il considerare alla stessa stregua tutte le condanne giudiziarie dei “nostri dipendenti” indipendentemente dal reato attribuito (poi ho visto che la proposta di legge fa distinzione tra reato e reato, ma purtroppo questo non è emerso), e il fatto di non aver considerato la casta dei magistrati alla stessa stregua di quella dei politici e dei giornalisti. Quello che deve far riflettere nella lettera di Barnard è il pericolo di derive che sono possibili e che vanno al di là della volontà soggettiva di quelli che lui accusa. Tutte le mie critiche stanno in queste righe, ma, per quello che dirò adesso, sono critiche, come si diceva una volta, costruttive.

3) Premetto che, per quanto riguarda sia me personalmente che la piccolissima realtà editoriale (Andromeda) che rappresento io sto con Beppe Grillo, e ci starò, come si usa dire fra persone che si vogliono bene, e che per questo in genere si conoscono bene, nella buona e nella cattiva sorte. Il mio percorso di vita, dal 1968 prima a Potere Operaio e le grandi lotte sul salario, poi nell’Autonomia e a Radio Alice e poi ancora fino ad Andromeda ed alle lotte contro le privatizzazioni, gli inceneritori, il precariato, il lavoro nero, i trattamenti sanitari obbligatori, per la libertà di scelta terapeutica, contro gli imbrogli delle banche e dell’economia finanziaria, per l’energia pulita, insomma per il diritto all’informazione sulla intera ricerca scientifica ed economica e le sue ricadute concrete sull’uomo e sull’ambiente è stata la storia di un continuo mettersi in gioco… un gioco che mi vede oggi incensurato ma che mi è costato ben 5 carcerazioni (per un totale di un anno di galera) e due anni di esilio, oltre a vessazioni sul posto di lavoro. Eppure, dopo tanti procedimenti penali, sono stato sempre assolto. Ma se non finiva così e se fossi stato condannato non mi sarei sentito colpevole ugualmente, ed è in questo senso che vanno le mie critiche alla battaglia per il Parlamento pulito.

4) Ebbene, in questi ultimi dieci anni Beppe Grillo è stata una delle poche persone che su questi contenuti ha avuto il coraggio di mettersi in gioco, di metterci la sua faccia, la sua persona, la sua straordinaria energia. Alla faccia dell’antipolitica! Grillo è uno dei pochissimi che in Italia HA FATTO E FA POLITICA, che al di là delle denunce dei marciumi vari ha presentato proposte concrete, possibili e praticabili, nei vari campi dell’agire umano; ENERGIA, ECONOMIA, SALUTE, LAVORO, MOBILITA’.

5) Ma, soprattutto, bisogna riconoscere a Grillo di aver approfondito e studiato in questi anni quello che tanti ricercatori di buon senso, inascoltati, gli hanno presentato, bisogna riconoscergli di aver saputo comunicare (COSTRUENDOSI DA SOLO UNO SPAZIO DI INFORMAZIONE AL DI FUORI DEI GRANDI MEDIA!) con un linguaggio semplice, divertente e accessibile a chiunque questioni relative appunto a ENERGIA, ECONOMIA, SALUTE, LAVORO, MOBILITÅ da sempre difficili a comprendersi; bisogna essergli grati per essere stato il detonatore ed il megafono di movimenti di opinione che c’erano ma che erano incapaci di esprimersi; bisogna riconoscergli di aver dato voce e visibilità a ricercatori che non sarebbero mai riusciti da soli a farsi conoscere dalla gran parte delle persone, come è successo per Beppe Scienza, Gianfranco Domenighetti, Maurizio Pallante, Antonietta Gatti e Stefano Montanari… e tanti altri ancora. QUESTO VA RICONOSCIUTO A GRILLO, al di là del disagio che possono provocare le piazze oceaniche, TUTTE LE PIAZZE OCEANICHE, TUTTI I FANATISMI (ed è questo il disagio alla base delle motivazioni espresse da Barnard che non dobbiamo trascurare nel percorso che facciamo per realizzare i nostri contenuti).

6) Ma quando sento i vari Mastella, Fini, D’Alema, Montezemolo con la loro corte arrogante, incapace, cialtrona e piena di privilegi che si spendono in questo linciaggio forsennato di Grillo mi viene in mente, a me che pur non sono un manicheo, la frase dei minatori inglesi, al tempo delle loro memorabili lotte: WICH SIDE ARE YOU ON ? DA CHE PARTE STAI ?

7) IO STO CON GRILLO, senza alcuna esitazione, con la consapevolezza che queste scelte di coraggio possono farci rischiare la gogna prima o poi… ma è pur vero che “se non ti batti per le tue idee o non valgono niente loro o non vali niente tu”. Guardiamo ai contenuti portati avanti dai meet up di giovani cui Grillo presta faccia e voce, e guardiamo se vale la pena di battersi perché vengano realizzati. IO STO CON GRILLO…
e voi WICH SIDE ARE YOU ON ?

Paolo Brunetti
Granaglione, “il mio paesello”, 27/09/2007

 

Risposta di Paolo Barnard

Caro Brunetti, sai che ti voglio bene, lo scrivo qui e in pubblico. Ma qui non stiamo parlando di affetti, parliamo di polis, e allora sarò diretto.
Ho appena scritto che abbiamo (anche involontariamente) replicato i meccanismi del Sistema che vorremmo contrastare, ed ecco che Paolo Brunetti fa il copia incolla di George W.
Bush e ci dice (oltre tutto in inglese) Which side are you on?, che è precisamente il copia incolla di “o con l’America o contro l’America” della Guerra al Terrorismo, ovvero il ricatto, la
stroncatura di ogni dibattito, di ogni chiamata al discernimento e alla pausa per riflettere, in favore del brutale “o stai con noi o contro di noi”. Dittatoriale, violento, solennemente di
destra caro Paolo. Bell’inizio. Qui di seguito rispondo ai tuoi punti principali.

Brunetti:
Ebbene, in questi ultimi dieci anni Beppe Grillo è stata una delle poche persone che su questi contenuti ha avuto il coraggio di mettersi in gioco, di metterci la sua faccia, la sua persona, la sua straordinaria energia. Alla faccia dell’antipolitica! Grillo è uno dei pochissimi che in Italia HA FATTO E FA POLITICA

Barnard:
Hai omesso un dettaglio: è vero che Grillo ci ha messo energia e faccia, ma ci ha messo anche di mezzo le sue tourné con biglietti non precisamente proletari e tutto l’indotto, fama, carriera artistica alle stelle e annessi. Non esattamente un Steve Biko, o un Don Milani.
Questo solo per dire che è meglio andarci piano prima di canonizzare ‘l’eroe civico’ Grillo: gli eroi civici sono un’altra cosa, caro Paolo. Poi Grillo ha grandi meriti, o meglio, li aveva. Oggi soffre della sindrome di Pannella, e come Pannella si sta facendo a pezzi da solo. Era un uomo utile, notevole persino, poi si è ammalato come Pannella di egomaniacalità e si sta devastando da solo.

Brunetti
Ma, soprattutto, bisogna riconoscere a Grillo di aver approfondito e studiato in questi anni quello che tanti ricercatori di buon senso, inascoltati, gli hanno presentato, bisogna riconoscergli di aver saputo comunicare (COSTRUENDOSI DA SOLO UNO SPAZIO DI INFORMAZIONE AL DI FUORI DEI GRANDI MEDIA!) con un linguaggio semplice, divertente e accessibile a chiunque questioni relative appunto a ENERGIA, ECONOMIA, SALUTE, LAVORO, MOBILITA’ da sempre difficili a comprendersi; bisogna essergli grati per essere stato il detonatore ed il megafono di movimenti di opinione che c’erano ma che erano incapaci di esprimersi; bisogna riconoscergli di aver dato voce e visibilità a ricercatori che non sarebbero mai riusciti da soli a farsi conoscere dalla gran parte delle persone, come è successo per Beppe Scienza, Gianfranco Domenighetti, Maurizio Pallante, Antonietta Gatti e Stefano Montanari, e tanti altri ancora.

Barnard:
Se Grillo si fosse limitato a questo, andrebbe ancora benino. Ma egli ha fatto assai di più e peggio. Grillo non dà voce a questi dissidenti della scienza e del sociale proponendoli come FONTI interessanti da consultare nella pluralità delle fonti e con il sacro DISTACCO CRITICO con cui l’individuo deve sempre accostarsi a qualsiasi fonte. No, Grillo ce li urla nel cervello come i profeti della verità scientifica, morale, politica, e su di essi raccoglie ovazioni isteriche, non consensi ragionati da parte di persone leader di se stesse. L’ho già scritto: Grillo fa cose talvolta egregie, ma il danno che infligge a migliaia di italiani è immensamente più grande.
E poi il mio scritto va ben oltre il signor Grillo, con tanti punti centrali alle sorti dei Movimenti, ma nessuno fra le centinaia di mail che ho ricevuto, e neppure tu, li ha colti. Tutti ossessivamente concentrati sulla Star Grillo, e questa è già in sé la prova del danno che la Cultura della Visibilità ha inflitto anche ai cosiddetti alternativi.

Brunetti:
Ma quando sento i vari Mastella, Fini, D’Alema, Montezemolo con la loro corte arrogante, incapace, cialtrona e piena di privilegi che si spendono in questo linciaggio forsennato di Grillo mi viene in mente, a me che pur non sono un manicheo, la frase dei minatori inglesi, al tempo delle loro memorabili lotte: WICH SIDE ARE YOU ON ? DA CHE PARTE STAI ?

Barnard:
Bush ha detto precisamente, alla lettera, la stessa cosa: “Quando sento i vari… (pacifisti, critici dell’imperialismo, critici di Guantanamo, e persino i francesi nel 2003) io chiedo Which
side are you on?”

Brunetti:
IO STO CON GRILLO, senza alcuna esitazione, con la consapevolezza che queste scelte di coraggio possono farci rischiare la gogna prima o poi ma è pur vero che “se non ti batti per le tue idee o non valgono niente loro o non vali niente tu”. Guardiamo ai contenuti portati avanti dai meet up di giovani cui Grillo presta faccia e voce, e guardiamo se vale la pena di battersi perché vengano realizzati. IO STO CON GRILLO e voi WICH SIDE ARE YOU ON ?

Barnard:
Io sto con me e con la verità che io saprò produrre fidandomi di me, e con la speranza che milioni di persone sapranno un giorno fare la stessa cosa. Tutti pari e in orizzontale. E quello sarà il giorno di un Altro Mondo Possibile.

Fonte: www.disinformazione.it

Disnformazione.it – Abbiamo ricevuto questa lettera dal giornalista Paolo Barnard (di cui condividiamo i suoi lavori editoriali, vedi per esempio il libro “Perché ci odiano?”) e come tale la pubblichiamo.
Il tema centrale di questa sua, non è una critica fine a se stessa, a questa o a quella star, perché trascina decine di migliaia di persone in piazza
o perché si comportano esattamente come quei personaggi criticati nelle loro manifestazioni, e cioè i politici, industriali, ecc. ma sul rischio che sostituendo il politico con il divo di turno, l’individuo continui sulla medesima strada di prima. Strada che conduce allo svuotamento della propria individualità, del proprio Io.
E’ facilissimo criticare e attaccare (deresponsabilizzandosi) un politico (cioè un semplice burattino o cameriere dei banchieri), ma noi cosa facciamo di concreto nella nostra quotidianità per cambiare questo stato di cose? Cosa aspettiamo: l’arrivo del messia che ci liberi dal male?
Vanno benissimo le informazioni, quelle vere ovviamente, (informare –> in-formare, cioè dare forma alla coscienza), ma sono molto pericolosi i guru e i maestri di vita.
Sta a noi metterci in moto singolarmente e non attendere o delegare chicchessia (politico, medico, attore, ecc.)! Sono passati i periodi della filosofia, del pensare e basta: oggi stiamo tutti vivendo – secondo le conoscenze iniziatiche – il periodo dell’azione….

 

settembre 25, 2007

NAPOLI TRA VERGOGNE E DIGNITA’ “La Città immondizia”

NAPOLI TRA VERGOGNE E DIGNITA’

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