Angolo del Gigio

luglio 17, 2011

Val di Susa: Fantasmi della realtà e potere dei banchieri! (via Angolo del Gigio)

Val di Susa: Fantasmi della realtà e potere dei banchieri! Fantasmi della realtà e potere dei banchieri  di Ida Magli – ItalianiLiberi http://www.italianiliberi.it/ Si stanno rappresentando in questi giorni, in diversi paesi d’Europa, straordinarie commedie dell’assurdo. Gli attori più in vista sono gli uomini di Governo – in Francia, in Spagna, in Grecia, in Germania, in Italia – ma sono coadiuvati talmente bene in questa recita da tutti gli altri responsabili della vita politica e sociale, e prima di t … Read More

via Angolo del Gigio

luglio 14, 2011

Val di Susa: Fantasmi della realtà e potere dei banchieri!

Fantasmi della realtà e potere dei banchieri 

di Ida Magli ItalianiLiberi http://www.italianiliberi.it/

Si stanno rappresentando in questi giorni, in diversi paesi d’Europa, straordinarie commedie dell’assurdo. Gli attori più in vista sono gli uomini di Governo – in Francia, in Spagna, in Grecia, in Germania, in Italia – ma sono coadiuvati talmente bene in questa recita da tutti gli altri responsabili della vita politica e sociale, e prima di tutto dai giornalisti, che noi, poveri cittadini-sudditi, non riusciamo a capire perché il loro frenetico agire ci sembri così privo di una concreta direzione di senso e temibile proprio per questo.
Lo spettacolo offerto dagli “attori” italiani è tragico e surreale al tempo stesso. Berlusconi, Tremonti,  Bossi, recitano a meraviglia i loro piccoli scontri sul bilancio, sul trasferimento di qualche Ministero al Nord, sulla necessità del governo centrale di aiutare lo smaltimento dei rifiuti a Napoli, come se davvero questi fossero i problemi politici di una Nazione che non soltanto deve provvedere alla vita ordinata di 60 milioni di persone ma che, per la sua posizione geografica, per i suoi impegni con l’Ue e con la Nato, è al centro di interessi economici e militari a livello mondiale. Le opposizioni stanno al gioco con una puntualità e una solerzia quasi incredibili, tenendo ben fissa l’attenzione dei cittadini, ma in apparenza anche la propria, sui piccoli particolari di queste dispute come se davvero fossero racchiusi qui i maggiori problemi degli Italiani. Se qualche volta la polemica sembra diventare più forte, è soltanto perché lo scambio di invettive ha assunto termini maggiormente violenti e volgari, ma si tratta in tutti i casi di invettive a vuoto: servono ad alimentare la commedia. Della politica vera, dei drammatici problemi veri, non parla nessuno, né al governo né all’opposizione.

I problemi più importanti

Sono problemi che chiunque è in grado di vedere e che, volendo limitarsi esclusivamente ai più gravi ed impellenti, possiamo indicare nel modo seguente:

1) L’ inesistenza dell’Europa come realtà politica, dalla quale però dipendiamo come se esistesse (la vicenda della guerra in Libia decisa da Sarkozy ne è una soltanto una delle ultime e sconvolgenti prove).

2) L’ appartenenza dell’Italia alla Nato, organizzazione militare che non si sa più a quale direttiva politica obbedisca data la mancanza di un’autorità politica europea e la contemporanea perdita di potere dei singoli Stati d’Europa (nessuno s’interroga, per esempio, su quale ruolo stia svolgendo nella politica estera l’Inghilterra, sempre sorella degli Stati Uniti ma con un piede dentro e uno fuori dell’Ue).

3) Il potere assoluto dei banchieri, a livello mondiale ed europeo, che ha completamente esautorato i politici nazionali e sta mano a mano svuotando l’essenza stessa dei singoli Stati costringendoli a vendere i loro possessi e finanche il proprio territorio (la Grecia è soltanto la prima di una catena già pronta).

4) L’irrazionalità di una sola moneta come espressione e strumento di 17 Stati totalmente differenti per il loro peso politico e le loro dimensioni economiche. E’ evidente che, o si disfa al più presto questa costruzione sul vuoto, oppure si verificherà un catastrofico fallimento collettivo. C’è forse bisogno di una qualsiasi dimostrazione in questo campo? L’euro è soltanto il diverso nome del marco. Un marco privo, però, dello Stato di cui era espressione. Per questo la Germania ha funzionato fino adesso come lo “Stato ombra” dell’euro. Ma è chiaro che la Germania non può continuare a reggere questa mastodontica finzione senza farsi trascinare anch’essa nel baratro: prestarsi soldi fra debitori (l’Italia, tanto per fare un esempio, ha iscritto nelle uscite del proprio bilancio il denaro prestato alla Grecia) è una pratica da “pazzi”, che nessun “povero” metterebbe in atto e che nessun usuraio accetterebbe, ma che i banchieri della Bce e del Fmi fingono di trovare normale e necessaria, spingendola fino all’estremo al solo scopo di rimanere alla fine  “proprietari”, concretamente proprietari di tutta l’ Europa dell’euro.

5) L’eliminazione degli intellettuali dalla leadership, concordemente attuata da tutti i partiti europei, fatti esperti dallo scontro-sottomissione degli intellettuali nella Russia bolscevica. I partiti più importanti in Europa sono anche oggi quelli essenzialmente comunisti, reduci del comunismo e più o meno suoi eredi. L’Italia ne rappresenta la più fulgida testimonianza: il Presidente della Repubblica è appartenuto per tutta la vita, fino dai tempi di Stalin, al Partito comunista. Con il trattato di Maastricht gli intellettuali sono stati praticamente aboliti; non si sente più nessuna voce che possieda autorità tranne quella dei banchieri. Segno evidente di una tragica realtà: se sono morti gli intellettuali, è morta la civiltà europea.

6) La complicità di tutti i mezzi d’informazione con il disegno dei politici e dei banchieri. Una complicità così assoluta quale mai si era verificata prima nella storia perché non obbligata da nessuna censura. Gli oltre 500 milioni di cittadini d’Europa coinvolti nell’operazione disumana di lavorare senza saperlo al proprio suicidio, vi sono stati condannati non tanto dai politici quanto dai giornalisti. Senza il silenzio dell’informazione non sarebbe stato possibile condurre in porto un disegno di puro potere quale quello in atto.

Politici e banchieri in commedia

Se ciò che ho messo sinteticamente in luce è il quadro generale, per quanto riguarda i piccoli avvenimenti di quest’ultimo periodo a casa nostra non si può fare a meno di rilevare gli errori compiuti dai partiti di governo. Il Pdl e la Lega avrebbero avuto il dovere di piegarsi almeno per un momento a riflettere sui motivi delle sconfitte riportate nelle ultime elezioni e nei referendum. Per farlo, però, sarebbe stato necessario abbandonare il gioco della finzione come unica attività dei politici, uscire dalla “rappresentazione”, scendere dal palcoscenico dell’assurdo, cosa che evidentemente non hanno il coraggio di fare. Che non sia facile è chiaro.

Bisognerebbe, infatti, rivelare agli Italiani che la sovranità e l’indipendenza della Nazione non esistono più, che tutte le funzioni vitali della società e del potere sono state consegnate in mani straniere e che quello che sembra ancora autonomo ed efficiente è di fatto pura apparenza. E’ sufficiente un solo esempio.

Tutto il gran parlare e il gran manovrare che si verificato in questi giorni intorno ai nomi del Signor Draghi, del signor Bini Smaghi e di altri importanti banchieri, appartiene al mondo della “rappresentazione”, della “commedia surreale”. In realtà i politici e il governo italiano non possiedono in questo campo alcun potere. Il signor Draghi, il signor Bini Smaghi, il signor Trichet (presidente della Bce) sono, chi in un modo chi in un altro, i proprietari, i possessori, gli “azionisti” delle Banche centrali. La Banca d’Italia, la cui direzione il signor Draghi sta per lasciare nelle mani del probabile signor Bini Smaghi, non è per nulla la Banca “di” Italia, non appartiene allo Stato italiano; quel “di”, particella possessiva, è un falso perché si tratta di una banca di proprietà di cittadini privati, possessori, come il signor Draghi,  di parti del suo capitale, e continua a portare il nome di quando era effettivamente di proprietà dello Stato italiano ed emetteva la moneta dello Stato, esclusivamente allo scopo di ingannare i cittadini italiani. Stesso discorso si può fare per la Banca centrale europea, anch’essa proprietà di ricchissimi banchieri privati come i Rothschild, i Rockfeller e gli altri banchieri possessori del capitale della Banca d’Inghilterra, della Banca d’Olanda  e ovviamente anche della Banca d’Italia come il signor Draghi. Lo Stato italiano, quindi, non ha, come nessun altro Stato europeo, alcun potere sulle nomine e tutto il gran parlare che si è fatto sul rispetto delle “procedure” da parte del Governo, sull’approvazione da parte del Parlamento europeo della nomina di un “illustre italiano” nelle vesti del signor Draghi, è stata una commedia, finzione allo stato puro: i banchieri si scelgono, si cooptano fra loro, tenendo nascosto il proprio potere dietro la copertura dei politici.

In conclusione: non c’è nessuno, in Italia, che non lavori a ingannare i cittadini, ivi compresi – è necessario ripeterlo e sottolinearlo – i giornalisti, la cui complicità è determinante in quanto costituisce il fattore indispensabile alla riuscita della rappresentazione.
Rimane la domanda fondamentale: perché i politici hanno rinunciato al proprio potere trasferendolo nelle mani dei banchieri? Nessuno ha ancora dato una risposta soddisfacente a questo interrogativo ed è questo il motivo per il quale siamo tutti paralizzati: siamo prigionieri in una rete fittissima ma non sappiamo contro chi combattere per liberarcene.

Il regno di Bruxelles

Laddove i banchieri non sono soli a comandare, troviamo insieme ad essi altri privati, non soggetti a nessuna votazione democratica, quali i Commissari dell’Ue e i Consiglieri del Consiglio d’Europa, di cui probabilmente gli Italiani non conoscono neanche il nome. In quel di Bruxelles le commedie dell’assurdo abbondano, tanto più che, lontani da qualsiasi controllo, si sono moltiplicati i ruoli, gli attori e i fiumi di denaro necessari alle rappresentazioni. Gli obbligati “passaggi” di alcune normative attraverso il Parlamento europeo, per esempio, costituiscono soltanto una delle innumerevoli, mirabili finzioni che sono state ideate per ingannare i poveri sudditi dell’Ue. Infatti le decisioni importanti vengono  prese in ristretti gruppi di élite (il Bilderberg, l’Aspen Institute, per esempio) e la loro consegna al Parlamento obbedisce ad un rituale pro-forma, ad un’apparente spolverata di democraticità, così come soltanto pro-forma vengono consegnate poi per la ratifica finale ai singoli Parlamenti nazionali. Il nostro Parlamento, ubbidientissimo e servile come nessun altro, a sua volta le approva  senza preoccuparsi neanche di farcelo sapere. A tutt’oggi l’80% delle normative in vigore in Italia è dettato da Bruxelles, ma gli Italiani credono ancora di essere cittadini di uno Stato sovrano.

Insomma, dobbiamo guardare in faccia la realtà: lo Stato italiano esiste soltanto di nome e noi, suoi sudditi, serviamo a tenere in vita, con i nostri soldi e la nostra credulità, una miriade di istituzioni “crea carte” e “passa carte” prive di reale potere. Si tratta, però, di istituzioni che, come succede sempre negli Stati totalitari, creano per sé a poco a poco il potere che non possiedono costruendo e organizzando cerchi sempre più larghi di nuove istituzioni, di inestricabili burocrazie. Non per nulla un esperto della Russia bolscevica quale Bukowski ha affermato che l’Ue ne costituisce una copia. Non si tratta di un’affermazione esagerata: gli avvenimenti che lo provano sono sotto gli occhi di tutti, anche se per la maggioranza dei cittadini, accecati dalla “rappresentazione” della democrazia, è difficile accorgersene. Ma presto la burocrazia mostrerà la durezza della sua faccia.

Dittatura europea e Val di Susa

E’ di questi giorni lo scontro dei cittadini con il governo “democratico” a causa della cosiddetta “Alta velocità” in Val di Susa. Si tratta di un’opera imposta dall’Ue, ovviamente non per collegare Torino a Lione, affermazione incongrua e ridicola, ma per poter fingere che l’Europa sia un unico territorio, trasformando le Alpi e l’Italia in un “corridoio” europeo (non sono io ad avergli dato questo nome: l’hanno chiamato così coloro che si sono autoproclamati proprietari dell’Europa). “Traforare le Alpi”per far passare un treno da Torino a Lione è un’operazione talmente folle che è impossibile trovare aggettivi sufficienti a definirla. L’insensibilità dei padroni dell’Europa e dei loro servi italiani per ciò che è la “natura”, il territorio, il paesaggio, come la prima e assoluta bellezza di cui è divinamente ricca l’Italia, sarebbe sufficiente a negarne l’autorità e il potere. Deve essere comunque chiaro a tutti, e affermato con assoluta determinazione, che il territorio di una Nazione è proprietà del suo popolo, e non può essere alienato in nessun modo se non per espressa volontà del popolo. I politici odierni non sono  monarchi, non possiedono, come un tempo i re, i territori che governano. Il governo italiano ha dimostrato in questa occasione, più e meglio che in molte altre, il suo disprezzo per la democrazia, opponendo la forza della polizia alla sovranità dei cittadini, mentre il suo primo dovere sarebbe stato quello di rifiutare l’imposizione dell’Ue per un’opera  ingegneristicamente mostruosa, rischiosa fino all’impossibile, priva di una qualsiasi giustificazione. Appellarsi al denaro fornito dall’Ue, come i politici sono soliti fare,  costituisce l’ennesima prova del disprezzo che nutrono per l’Italia, per il suo territorio, per la sua bellezza. Una prova, inoltre, della loro incapacità a credere che esista qualcuno al mondo la cui anima non somigli a quella dei banchieri.

Tratto da: www.disinformazione.it

ottobre 31, 2010

La Biografia Nascosta di Obama: una famiglia al servizio della CIA

La Biografia Nascosta di Obama: una famiglia al servizio della CIA


Tratto da http://www.vocidallastrada.com/2010/09/la-biografia-nascosta-di-obama-una_29.html

Il giornalista investigativo Wayne Madsen ha compilato diversi archivi della CIA stabilendo collegamenti tra l’Agenzia, le istituzioni e le persone che hanno avuto stretti rapporti con Barack Obama, i suoi genitori, la nonna e il patrigno. La prima parte del suo dossier evidenzia la partecipazione di Barack Obama Senior nelle azioni condotte dalla CIA in Kenya. Queste operazioni sono state volte a contrastare l’ascesa del comunismo sotto l’influenza cino-sovietica nei circoli degli studenti, e non solo, avevano anche lo scopo di ostacolare l’emergere di leader africani non allineati.
di Wayne Madsen

Business International Corporation, è la società facciata della CIA nella quale ha esercitato il futuro presidente degli Stati Uniti, organizzato conferenze e che riunisce i leader più potenti e giornalisti impiegati come agenti all’estero. Il lavoro che ha svolto Obama a partire dal1983, è coerente con le missioni di spionaggio per conto della CIA che ha compiuto sua madre, Ann Dunham Stanley nel 1960, dopo il colpo di stato in Indonesia, per conto di altre società di facciata della CIA, tra cui la East West Center dell’ Università delle Hawaii, l’Agenzia per lo Sviluppo Internazionale (United States Agency for International Development, USAID) [1] e Fondazione Ford [2]. Dunham incontra e sposa Lolo Soetoro, il patrigno di Obama all’ East West Center nel 1965. Soetoro fu richiamato in Indonesia nel 1965 come un alto ufficiale per assistere il generale Suharto e la CIA nel rovesciamento cruento del presidente Sukarno [3].

Barack Obama senior incontra Dunham nel 1959 durante il corso di russo presso l’Università delle Hawaii. Egli fu tra i pochi fortunati di un servizio di traghetti tra l’Africa orientale e gli Stati Uniti per portare 280 studenti in diversi istituti accademici statunitensi. Secondo un rapporto della Reuters di Londra del 12 settembre 1960, tale operazione avrebbe beneficiato semplicemente di un “aiuto” della sola Fondazione Joseph P. Kennedy. Essa mirava a formare e indottrinare i futuri agenti d’ influenza in Africa, un continente che stava diventando terreno di lotta di potere tra gli Stati Uniti, l’Unione Sovietica e la Cina per influenzare i regimi di paesi di recente indipendenza o in procinto di diventarlo.

Al momento di scegliere gli studenti espatriati, Masinda Muliro, Vice-Presidente dell’ Unione democratica africana del Kenya (Kenya African Democratic Union, KADU), ha denunciato le preferenze tribali, favorendo la maggioranza etnica dei Kukuyus e del gruppo minore dei Luo. Questo favoritismo ha privilegiato i sostenitori del Kenya African National Union (KANU), guidati da Tom Mboya, dal passato sindacalista e nazionalista. E’ Mboya che sceglie di inviare Barack Obama Senior per studiare presso l’Università delle Hawaii. Obama senior, allora sposato, padre di un figlio e in attesa di un secondo bambino in Kenya, sposa Stanley Ann Dunham, sull’isola di Maui il 2 Febbraio 1961. Dunham era incinta di Barack Obama, da più di tre mesi, al momento del suo matrimonio con Obama Senior, che divenne il primo studente africano ad integrare un’ università degli Stati Uniti.

Sempre secondo Reuters, Muliro ha anche dichiarato di voler inviare una delegazione negli Stati Uniti per indagare studenti kenioti che hanno ricevuto “regali” da parte degli americani e di «assicurare che le donazioni fatte agli studenti in futuro [fossero], amministrate da persone sinceramente preoccupato per lo sviluppo del Kenya”.
La CIA aveva reclutato Tom Mboya nel quadro di un programma chiamato “liberazione selettiva”, programma che fu generosamente finanziato con l’obiettivo di isolare il presidente Kenyatta,  il fondatore della Repubblica del Kenya, considerato dall’ agenzia di intelligence degli Stati Uniti come una persona “di cui non ci si può fidare”.

Mboya ha ricevuto al quel tempo una sovvenzione di 100.000 dollari dalla Joseph P. Kennedy Foundation, nel quadro del programma di invito per studenti africani, dopo aver rifiutato la stessa offerta del Dipartimento di Stato. Chiaramente, Mboya era preoccupato dal sospetto che il rilascio ufficiale di aiuto degli Stati Uniti poteva provocare tra i politici kenioti filo-comunisti, che già sospettavano che Mboya fosse legato alla CIA. Il programma fu finanziato dalla fondazione Joseph P. Kennedy e dalla Fondazione degli studenti afro-americani. Obama senior non faceva parte del primo gruppo volato negli Stati Uniti, ma uno dei seguenti. Questo programma d’aiuto agli studenti africani, organizzato da Mboya nel 1959, includeva studenti provenienti dal Kenya, Uganda, Tanganika, Zanzibar, Rhodesia del Sud e del Nord e Nyassaland (oggi Malawi).

Reuters riporta anche che Muliro denunciava il favoritismo che presiede la selezione dei beneficiari degli aiuti americani “per ostacolare ed irritare gli altri studenti africani”. Muliro ha affermato che “la preferenza era data alle tribù di maggioranza [i Kikuyu e Luo] e che molti studenti selezionati dagli Stati Uniti avevano fallito gli esami di ammissione, mentre altri studenti non selezionati avevano migliori referenze”.
Il padre di Obama era un amico di Mboya e apparteneva al gruppo etnico Luo. Nel 1969, fu assassinato Mboya, Obama padre partecipò come testimone al processo contro il presunto assassino. Anche lui sosteneva di essere stato oggetto di un attentato sulla strada dopo la sua testimonianza in tribunale.

Il padre di Obama era partito dalle Hawaii nel 1962 per studiare ad Harvard e divorziò da Dunham nel 1964. Si sposò di nuovo con una studentessa di Harvard, Ruth Niedensand, un ebrea americana, e tornò con lei in Kenya, dove ebbero due figli.  Anche questo matrimonio finì con il divorzio. il padre di Obama aveva lavorato presso il Ministero delle Finanze e il ministero dei Trasporti in Kenya, come pure in una compagnia petrolifera. È morto in un incidente d’auto nel 1982, in Kenya politici di primo piano hanno partecipato al suo funerale, tra cui Robert Ouko, che sarebbe poi diventato ministro dei trasporti e fu assassinato nel 1990.

I documenti della CIA dimostrano che Mboya è stato un importante agente di influenza che ha lavorato per conto della CIA, non solo in Kenya, ma in tutto il continente africano. Secondo un rapporto settimanale segreto della CIA (CIA Current Intelligence Weekly Summary), in data 19 Novembre 1959, Mboya aveva il compito di controllare gli estremisti durante la seconda Conferenza Pan-Africana in Tunisia (All-African People’s Conference, AAPC).  Il documento della Cia riporta “il grave attrito che si era sviluppato tra il Primo Ministro del Ghana Kwame Nkrumah, ed il nazionalista keniano Tom Mboya che aveva partecipato attivamente nel mese di dicembre del 1958 per la sorveglianza degli estremisti durante il primo Pan African ad Accra”.  I termini “partecipato attivamente” suggeriscono che Mboya collaborava con la CIA, la cui relazione è stato stabilito dai suoi agenti sul campo di Accra e Tunisi. Fu durante questo periodo di “collaborazione” con la CIA ad Accra e a Tunisi che Mboya assegna ad Obama una borsa di studio di alto livello e gli offre l’opportunità di andare all’estero e di entrare all’Università delle Hawaii, dove conobbe e sposò la madre dell’attuale presidente degli Stati Uniti.
In un rapporto settimanale segreto della CIA più vecchio, datato 3 Aprile 1958, appaiono queste parole: “[Mboya] rimane uno dei più promettenti leader africani”. La CIA, in un altro rapposto settimanale segreto datato 18 dicembre 1958, ha descritto il nazionalista keniano Mboya “giovane portavoce capace e dinamico” durante la sua partecipazione ai lavori della Conferenza panafricana; era considerato un avversario degli “estremisti” come Nkrumah, sostenuti da “rappresentanti cino-sovietici”.

In un documento declassificato della CIA sulla Conferenza panafricana del 1961, il conservatorismo di Mboya, come quello del tunisino Slim Taleb, è chiaramente definito come un contrappeso alla politica di sinistra del clan Nkrumah. I filo-comunisti sono stati eletti a capo del comitato organizzatore della Conferenza Pan-Africana la conferenza del Cairo nel 1961, alla quale ha assistito Mboya. Nel rapporto della CIA, i nomi di alcuni di questi leader sono citati: quello del senegalese Abdoulaye Diallo, il segretario generale della Conferenza panafricana dell’ algerino Ahmed Bourmendjel, l’angolano Mário de Andrade, di Ntau Mokhele del Basutoland (ex-Lesotho), della camerunese Kingue Abel, di Antoine Kiwewa del Congo Belga (ora Repubblica Democratica del Congo), del ganese Kojo Botsio, del guineano Ismail Touré, di TO Dosomu Johnson della Liberia, del maliano Modibo Diallo, del marocchino Mahjoub Ben Seddik, di Djibo Bakari del Niger, di Tunji Otegbeya della Nigeria, di Kanyama Chiume del Nyasaland, del somalo Abdullahi Ali, del sudafricano Makiwane Tennyson, e di Mohamed Fouad Galal degli Emirati arabi.

I soli partecipanti che hanno ricevuto l’approvazione della CIA furono Mboya (che, pare, era un collaboratore della CIA), Joshua Nkomo, originario della Rhodesia del Sud, B. Munanka del Tanganica, il tunisino Abdel Magid Shaker e l’ ugandese John Kakongé.
Nkrumah sarà rimosso definitivamente nel 1966, dopo un colpo di stato militare organizzato dalla CIA, durante una visita di Stato in Cina e al Nord del Vietnam. Questa operazione è stata attuata un anno dopo quella condotta dalla CIA contro il presidente Sukarno, un altro colpo di stato militare, in cui la famiglia materna di Obama ha partecipato. Alcuni elementi suggeriscono che l’assassinio di Mboya nel 1969 è stato organizzato da agenti cinesi che agivano per conto delle fazioni governative incaricate dal presidente del Kenya, Jomo Kenyatta, lottando contro Mboya e quindi, eliminare così un uomo politico africano pro-statunitense di primo piano. Tutte le ambasciate di Nairobi avevano messo le loro bandiere a mezz’asta in omaggio a Mboya, tranne una, quella della Repubblica popolare cinese.

Jomo Kenyatta, primo presidente del Kenya
L’influenza che esercitava Mboya contro il regime Kenyatta continuerà a lungo dopo la sua morte, quando Obama senior era ancora vivo. Nel 1975, Josiah Kariuki, un socialista del partito KANU (un partito la cui creazione è stata aiutata da Mboya e Obama senior) è stato assassinato. Dopo questo omicidio, Kenyatta licenzia tre ministri del governo oppositori che “sono stati personalmente collegati sia a Kariuki, sia Mboya.” In seguito fu diffusa sulla rete COMINT il 24 giugno 1975. Le informazioni contenute in questo rapporto, come dimostra il loro il livello di riservatezza, vengono da intercettazioni effettuate dal Ministero degli Interni del Kenya. Nessuno è mai stato accusato dell’omicidio di Kariuki.
Le intercettazioni a cui furono sottomesse persone legate a Mboya e Kariuki, sono la prova che la NSA e della CIA tenevano sotto sorveglianza Barack Obama senior, che, come un individuo straniero negli Stati Uniti, poteva essere sottoposto a qualche intercettazione legalmente, di cui erano incaricati la NSA (National Security Agency) e il Government Communications Headquarters (GCHQ, il servizio di spionaggio elettronico del governo britannico).

Nella prima parte di questo speciale dossier, il Wayne Madsen Report (WMR) ha rivelato i legami tra Barack Obama Senior e il convoglio tra l’Africa e gli Stati Uniti di un gruppo di 280 studenti provenienti dall’ Africa del sud e nazioni dell’Africa orientale indipendenti o sul punto di diventarlo. Per assegnare diplomi universitari, gli Stati Uniti si assicurarono la simpatia di fortunati eletti e speravano di contrastare i progetti simili che mettevano in atto l’Unione Sovietica e la Cina.
Barack Obama Senior è stato il primo studente straniero ad iscriversi all’ Università delle Hawaii. Obama senior e la madre di Obama, Stanley Ann Dunham, si sono incontrati ad un corso di russo nel 1959 e si sposarono nel 1961.

Il programma di invito per studenti africani era gestito dal leader nazionalista Tom Mboya, era un mentore ed amico di Obama senior, e come lui un nativo della tribù dei Luo. I documenti della CIA citati nella prima parte di questo dossier stabiliscono la collaborazione attiva di Mboya con la CIA al fine di evitare ai nazionalisti filo-sovietici e filo-cinesi di prendere il sopravvento sui movimenti nazionalisti pan-africani in ambito politico, studentesco, operaio.
Uno degli avversari più accaniti di Mboya è stato il primo Presidente della Repubblica del Ghana, Kwame Nkrumah, spodestato nel 1966 durante un’operazione montata dalla CIA. L’anno seguente, Barack Obama e sua madre raggiungono Lolo Soetoro in Indonesia. Soetoro aveva incontrato Ann Dunham nel 1965 presso l’Università delle Hawaii, mentre il giovane Barack aveva quattro anni.

Nel 1965 dunque, Lolo Soetoro era stato richiamato dal generale Suharto a servire gli alti comandi militari e assistere nella pianificazione, con il sostegno della CIA, il genocidio degli indonesiani sino-indonesiani e filo-comunisti in tutto il paese. Suharto consolida il suo potere in Indonesia nel 1966, l’anno stesso in cui Mboya aiuta la CIA a trovare il necessario sostegno tra i nazionalisti panafricani per rovesciare il Presidente Nkrumah in Ghana.

L’East-West Center dell’Università delle Hawaii e il colpo di Stato della CIA contro Sukarno

I collegamenti tra le varie istituzioni e la CIA.

Ann Dunham incontra Lolo Soetoro presso l’ East-West Center dell’Università delle Hawaii. Questo centro era stato a lungo legato alle attività della CIA nell’area Asia/Pacifico. Nel 1965, anno in cui Dunham conobbe e sposò Lolo Soetoro, un nuovo preside è stato nominato all’ East-West Center: Howard P. Jones, che era stato l’ambasciatore degli Stati Uniti in Indonesia durante i sette anni fondamentali per il paese tra il 1958 e il 1965. Jones era presente a Jakarta quando Suharto e i suoi funzionari agendo per conto della CIA hanno pianificato il rovesciamento di Sukarno, accusato, come il PKI (Partito comunista indonesiano), di essere alleato della Cina [4].
Il 10 ottobre 1965, quando era preside dell’ East-West Center, Jones ha pubblicato un articolo per il Washington Post nel quale prendeva le difese di Suharto nel colpo di stato contro Sukarno. Il Post lo ha invitato a commentare il colpo di stato, descritto come un «contro-golpe» per riconquistare il potere nelle mani dei comunisti. Jones ha detto che Suharto aveva risposto ad un colpo di stato comunista contro Sukarno, guidato dal tenente colonnello Untung «un capitano di battaglione relativamente sconosciuto, al servizio nella Guardia Presidenziale».

Jones, le cui dichiarazioni riflettono il contenuto dei rapporti della CIA con l’ ambasciata degli Stati Uniti a Giacarta, ha continuato il suo articolo affermando che il presunto colpo di stato comunista del 30 settembre 1965 «era quasi riuscito, dopo l’omicidio di sei ufficiali del Comando Superiore. Poteva essere riuscito se il ministro della Difesa Nasution e una serie di altri generali non avessero reagito con sufficiente rapidità per organizzare un contro-colpo di Stato spettacolare». Naturalmente, ciò su cui Jones si guarda dall’ informare i lettori del Post era che Suharto aveva fortemente beneficiato dell’appoggio della CIA.

Né Sukarno, né il governo indonesiano, in seno al quale sedevano i leader del secondo e terzo PKI, rimproveravano i comunisti per questi omicidi. Non possiamo escludere l’ipotesi che questi omicidi fossero un’operazione false flag organizzati dalla CIA e Suharto, destinati a portare le accuse verso il PKI. Due giorni dopo il golpe di Suharto, i partecipanti ad una manifestazione orchestrata dalla CIA incendiarono il quartier generale del PKI a Giacarta.Sfilando davanti all’ambasciata statunitense, che ospitava anche un ramo della CIA, hanno cantato le parole: «Lunga vita all’America!»

Untung più tardi ha detto che quando si rese conto che Suharto e la CIA stavano progettando un colpo di Stato per il giorno della parata dell’esercito indonesiano, il 5 Ottobre 1965, militari fedeli a lui e Sukarno, si sono mossi per primi. Jones ha descritto questo come tipico della “tradizionale propaganda comunista”. Suharto si è mosso contro Sukarno il 1 ottobre. Jones ha ribadito che « non c’era una briciola di verità nelle accuse contro la CIA di aver agito contro Sukarno».La Storia ha dimostrato il contrario. Jones ha accusato i comunisti di sfruttare la fragile salute di Sukarno per promuovere tutti i candidati che avrebbero potuto succedergli. Il loro scopo, secondo Jones, è stato quello di imporre DN Aidit, il capo del PKI, alla successione di Sukarno. Sukarno morì solo nel 1970 quando era agli arresti domiciliari.

Un documento della CIA, precedentemente classificato segreto e non dato, menziona che «Sukarno [voleva] tornare allo status quo pre-colpo di stato. Egli [rifiuta] di accusare il PKI e il Movimento del 30 settembre [del tenente colonnello Untung] e [chiama], invece all’unità del popolo indonesiano e [dissuadere] dalla vendetta. Ma non è [riuscito] ad impedire all’esercito di continuare le sue operazioni contro il PKI; ha ceduto alle loro richieste nominando suo unico candidato il Generale Suharto come capo dell’esercito». Suharto e il patrigno «Barry» Obama Soetoro, Lolo Soetoro, hanno ignorato gli appelli di Sukarno alla calma, come gli indonesiani avrebbero scoperto molto rapidamente.

Il massacro di persone sino-indonesiane di Suharto è citata nei documenti della CIA attraverso la descrizione del partito Baperki: «I simpatizzanti della sinistra Baperki, fortemente presenti nelle aree rurali sono in prevalenza di origine sino-indonesiana». Una nota declassificata della CIA, datata 6 ottobre 1966, mostra il grado di controllo e la supervisione esercitata dalla CIA nel golpe contro Sukarno, molti sono stati gli agenti intermediari con unità armate di Suharto appostati intorno al palazzo presidenziale di Bogor e varie sedi diplomatiche in tutto il paese, compresi il consolato degli Stati Uniti a Medan. Questo Consolato monitorava i sostenitori di sinistra in questa città, sull’isola di Sumatra, una nota della CIA del 2 ottobre 1965, ha riferito all’Agenzia che «il Console sovietico aveva pronto un piano per evacuare cittadini sovietici da Sumatra». La nota del 6 ottobre raccomanda anche d’impedire prevenire a Untung di raccogliere ampi appoggi anche tra le popolazioni dell’interno dell’isola di Java.
Un rapporto settimanale declassificato della CIA relativo all’ Indonesia, datato 11 agosto 1967 e intitolato «Il Nuovo Ordine in Indonesia», rivela che nel 1966 l’Indonesia ristruttura la sua economia per soddisfare i criteri di ammissibilità degli aiuti del FMI. In questo rapporto, la CIA si rallegrò nel nuovo triumvirato installato al potere nel 1967 in Indonesia: Suharto, il ministro degli Esteri Adam Malik e il Sultano di Yogyakarta [5], che era anche ministro dell’Economia e delle Finanze.

La relazione si compiace anche per la messa al bando della PKI, ma afferma che «mantiene un seguito significativo in Oriente e a Java» è quindi in questa regione che, Ann Dunham Soetoro concentra le sue attività per conto dell’ USAID (U. S. Agency for International Development), la Banca mondiale e la Fondazione Ford, tutte attività di facciata della CIA.

La sua missione era quella di «vincere i cuori e le menti» degli agricoltori e artigiani giavanese.

In una nota declassificata della CIA del 23 luglio 1966, il partito musulmano Nahdatul Ulama (NU), il partito più forte in Indonesia, è chiaramente visto come un alleato naturale degli Stati Uniti e del regime di Suharto.
La relazione afferma che Suharto beneficia di aiuti per rovesciare i comunisti durante il periodo del contro-golpe, in particolare dove il NU è il più consolidato: ad Est di Java, Sumatra del nord e in diverse aree di isola del Borneo. Un’altra nota declassificata dalla CIA, datata 29 Aprile 1966, fa riferimento al PKI: «Gli estremisti islamici hanno superato l’esercito in molti modi braccando  e uccidendo i membri del PKI ed altri gruppi affiliati usati come copertura».

Dunham e Barry Soetoro à Jakarta e le attività segrete dell’USAID
Incinta di Barack Obama, Dunham abbandonò gli studi nel 1960 presso l’Università delle Hawaii. Barack Obama Senior abbandona Hawaii nel 1962 per studiare ad Harvard. Dunham e Obama senior divorziarono nel 1964.Nell’autunno 1961, Dunham si iscrive presso l’Università di Washington e cresce il suo bambino. Si riscrive all’Università delle Hawaii tra il 1963 e il 1966. Lolo Soetoro, che si unì a Dunham nel marzo 1965, abbandona Hawaii per l’Indonesia 20 luglio 1965, tre mesi prima delle operazioni della CIA contro Sukarno. E’ chiaro che Soetoro, promosso colonnello da Suharto, fu richiamato a Jakarta per partecipare al colpo di Stato contro Sukarno, e i disordini che causarono la morte di un milione di indonesiani tra le popolazioni civili. Il presidente Obama preferirebbe che la stampa ignorasse questo passato; è quello che ha fatto durante la campagna per le primarie e le elezioni presidenziali del 2008.

Nel 1967, dopo il suo arrivo in Indonesia con Obama junior, Dunham ha insegnato inglese presso l’ambasciata Usa a Jakarta, che è stata una delle stazioni della CIA più importanti in Asia, sostenuta da importanti agenzie situate a Surabaya, ad est di Java, e Medan, sull’isola di Sumatra. Jones ha lasciato il suo incarico di preside presso l’Università delle Hawaii nel 1968.
In realtà, la madre di Obama ha insegnato inglese per conto dell’ USAID, una grande organizzazione che è servita come copertura per operazioni segrete della CIA in Indonesia e in tutto Sud-Est asiatico, in particolare Laos in Vietnam del Sud e Thailandia. Il programma USAID è conosciuta come la Pembinaan Lembaga Manajemen Pendidikan. Anche se suo figlio e le persone che hanno lavorato alle Hawaii descrivono Dunham come uno spirito libero e un «figlio degli anni sessanta», le attività esercitate in Indonesia contraddicono la teoria che fa di lei una «hippy».

L’apprendimento del russo che seguì Dunham alle Hawaii doveva essere molto utile per la CIA in Indonesia. In una nota declassificata datata 2 Agosto 1966, il suo autore, segretario generale del Consiglio di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, Bromley Smith ha raccontato che, il Giappone, Europa Occidentale, Australia, Nuova Zelanda, Malesia e le Filippine, l’Unione Sovietica e i suoi alleati in Europa orientale avevano accolto con favore la notizia del colpo di stato di Suharto, perché ha creato un’Indonesia non-allineata, che «rappresenta un contrappeso in Asia contro la Cina comunista». Gli archivi mostrano che, come Ann Dunham, e diversi agenti della Cia, di stanza a Jakarta, prima e dopo il golpe del 1965, parlavano correntemente russo.
Quando viveva in Indonesia, poi in Pakistan, Dunham Soetoro lavora per la Fondazione Ford, la Banca MondialeBanca Asiatica di SviluppoBanca Rakyat (la banca pubblica indonesiana, di proprietà del governo) e l’USAID.

L’USAID è stata coinvolta in operazioni segrete della CIA nel Sud-est asiatico. Il 9 Febbraio 1971, Washington Star ha riferito che funzionari dell’ USAID in Laos erano consapevoli che il riso in dotazione all’esercito laotiano dall’ USAID veniva rivenduto a divisioni dell’esercito del Vietnam del Nord nel paese. Il rapporto rivela che gli Stati Uniti tolleravano la vendita di riso proveniente dall’ USAID perché i militari del Laos avevano più da temere gli attacchi dal Vietnam del Nord che degli alleati comunisti del Pathet Lao. L’USAID e la CIA hanno usato la fornitura di riso per obbligare le tribù Meo del Laos ad aderire al campo degli Stati Uniti nella guerra contro i comunisti. I fondi USAID avevano lo scopo di assistere i civili feriti e istituire un sistema di assicurazione sanitaria in Laos, ma furono dirottati e utilizzati per scopi militari.

Nel 1971, il Centro di studi vietnamiti presso l’Università dell’Illinois a Carbondale, finanziato dall’ USAID, fu accusato di essere una società di facciata della CIA. I progetti finanziati dall’ USAID attraverso il consorzio dell’università del Midwest per le attività internazionali (Midwest Universities Consortium for International Activities, MUCIA), che comprende le Università di Illinois, Wisconsin, Minnesota, Indiana , e Michigan, erano sospettati di progetti segreti della CIA. Tra questi, figurano i programmi di «di educazione agraria» in Indonesia e in altri progetti in Afghanistan, Mali, Nepal, Nigeria, Thailandia e Vietnam del sud. Queste accuse furono formulate nel 1971, quando Ann Dunham ha lavorato per l’USAID in Indonesia.

In un articolo del 10 luglio 1971, il New York Times ha accusato l’ USAID e la CIA di aver «perso» 1.700 milioni dollari concessi al programma CORDS (Civil Operations and Revolutionary Development Support). Questo programma faceva parte dell’ Operazione Phoenix, in base alla quale la CIA era prevista la tortura e l’uccisione di molti civili, patriarchi e monaci buddisti nei villaggi del Vietnam del Sud [6]. Denaro provenienti dall’ USAID fù diretto anche ad una compagnia aerea di proprietà della CIA nel Sud-Est, Air America. In Thailandia, il finanziamento dell’ USAID del Programma di Sviluppo Rurale Accelerato (Accelerated Rural Development Program) in realtà nasconde operazioni contro la guerriglia comunista. Allo stesso modo, nel 1971, nei mesi precedenti l’inizio della terza guerra indo-pakistana, i fondi dell’ USAID destinati ai progetti di lavori pubblici nella parte orientale del Pakistan, sono stati utilizzati per il consolidamento militare di frontiera con l’India. Tali deviazioni erano contrarie al diritto statunitense che proibisce l’utilizzo di fondi dell’ USAID per programmi militari.

Nel 1972, in un’intervista con Metromedia News, il direttore dell’USAID, il dottor John Hannah ha ammesso che la CIA si serviva dell’USAID come società di copertura per le sue operazioni segrete in Laos. Hannah ha affermato che l’ USAID era solo una società di copertura in Laos. Tuttavia, l’USAID è stata usata come copertura anche in Indonesia, Filippine, Vietnam del Sud, Thailandia e Corea del sud. I progetti dell’USAID nel Sudest asiatico dovevano essere approvati dal SEADAG (Southeast Asian Development Advisory Group), un gruppo che sviluppava progetti pubblici in Asia, con il benestare della CIA.
Nel 1972, è stato dimostrato che il programma Food for Peace, amministrato dall’ USAID e dal Dipartimento di Agricoltura degli Stati Uniti, ha ricevuto finanziamenti per scopi militari per i progetti in Cambogia, Corea del Sud, Turchia, Sud Vietnam, Spagna, Taiwan e la Grecia. Nel 1972, l’USAID ha fatto pervenire denaro nelle zone meridionali dello Yemen del nord, allo scopo di armare le forze yemenite Nord contro il governo dello Yemen del Sud, allora guidato dai socialisti, opposti all’egemonia statunitense nella regione.

Una delle istituzioni affiliate ai lavori dell’ USAID in Indonesia era la Fondazione Asia (Asia Foundation), creata nel 1950 con l’aiuto della CIA per combattere l’espansione comunista in Asia. L’alloggio dell’ East-West Center presso l’Università delle Hawaii è stato finanziato dalla Fondazione Asia. Obama Senior ha soggiornato in questa pensione quando è arrivato dal Kenya, dopo aver beneficiato del programma di assistenza per studenti africani organizzato da uno degli agenti di influenza della CIA in Africa, Tom Mboya.

Dunham soggiorna anche in Ghana, Nepal, Bangladesh, India e Thailandia, nell’ambito di progetti di microfinanziamenti. Nel 1965, Barack Obama senior lascia Harvard e ritorna in Kenya, accompagnato dalla sua nuova moglie statunitense. Obama Senior riprende contatto con il suo vecchio amico, il ragazzo d’oro della CIA Tom Mboya, e altri politici di origine Luo, la tribù di Obama Senior. Philip Cherry dirigeva la stazione CIA a Nairobi 1964-1967. Nel 1975 fu nominato capo della stazione CIA a Dhaka, Bangladesh. L’ Ambasciatore degli Stati Uniti in Bangladesh, all’epoca, Eugene Booster, accusa Cherry di essere coinvolto nell’assassinio del primo presidente del Bangladesh, lo sceicco Rahman Mujiur, e altri membri della famiglia. L’esecuzione della famiglia presidenziale del Bangladesh probabilmente stata ordinata dal Segretario di Stato Henry Kissinger.  Il Bangladesh costituiva inoltre una tappa dell’itinerario che Ann Dunham seguiva per conto della CIA nei progetti di microe macro-finanza.

Obama e i suoi nonni materni, Madelyn e Stanley Dunham, nel 1979. Sua nonna era un vice-presidente della Bank of Hawaii, una banca utilizzata da varie società di copertura della CIA.

Le banche della CIA e le Hawaii
Ann Dunham è rimasta in Indonesia, quando il giovane Obama ritorna alle Hawaii nel 1971, affida suo figlio a sua madre, Madelyn Dunham. Quest’ultima è stata la prima donna a ricoprire la carica di vice-presidente della Bank of Hawaii a Honolulu. Diverse società di facciata della CIA utilizzavano allora la Bank of Hawaii. Madelyn Dunham ha curato la gestione dei conti nascosti che la CIA ha utilizzato per trasferire fondi a favore dei dittatori in Asia, come il Presidente della Repubblica delle Filippine, Ferdinand Marcos, il Presidente della Repubblica del Vietnam Nguyen Van Thieu, e il Presidente della Repubblica di Indonesia, il generale Suharto. Infatti, la Banca delle Hawaii era responsabile del riciclaggio di denaro da parte della CIA, allo scopo di nascondere l’attenzione della CIA nel sostenere il suoi leaders politici preferiti in Asia-Pacifico.
A Honolulu, una delle società bancarie più utilizzate dalla CIA per il riciclaggio di denaro è stata BBRDW (Bishop, Baldwin, Rewald, Dillingham&Wong). Nel 1983, la CIA ha dato la sua approvazione per la liquidazione del BBRDW, sospettato di essere uno schema Ponzi. In questa occasione, il senatore Daniel Inouye – membro della comitato Intelligence del Senato USA (USA Senate Select Committee on Intelligence) e uno dei migliori amici in parlamento dell’ ex senatore dell’Alaska, Ted Stevens – ha detto che il ruolo della CIA nel BBRDW era«insignificante». Successivamente, abbiamo scoperto che Inouye mentiva. In realtà, la BBRDW era profondamente coinvolta nel finanziamento di attività segrete della CIA in tutta l’Asia, comprese quelle di spionaggio industriale in Giappone, di vendite di armi ai guerriglieri mujaheddin afghani e a Taiwan. John C. « Jack » Kindschi è stato uno dei dirigenti della BBRDW, prima di ritirarsi nel 1981 è stato capo della stazione CIA a Honolulu. Il certificato di laurea che ornava la parete dell’ufficio di Presidente della BBRDW, di Ron Rewald era un falso, fornito da esperti in falsificazioni della CIA, il suo nome è stato aggiunto anche agli archivi degli ex studenti.

Il passato della BBRDW è stato riscritto dalla CIA per far credere alla presenza di questa banca nelle Hawaii dopo l’annessione dell’arcipelago come territorio degli Stati Uniti [7]. Il presidente Obama sta attualmente combattendo contro le accuse secondo cui le sue qualifiche e le sue note erano false, così come il numero di sicurezza sociale, stabilito nel Connecticut e alcuni elementi che impreziosiscono il suo curriculum. La scoperta di documenti falsificati della BBRDW fanno nascere dubbi sul passato di Barack Obama?
La BBRDW ha condotto le sue attività nel quartiere degli affari di Honolulu, vicino alla sede della Bank of Hawaii, là dove erano i tenuti i conti nascosti della CIA gestiti da Madelyn Dunham, la nonna di Obama. La Banca delle Hawaii ha curato molte transazioni finanziarie segrete effettuate dalla BBRDW.

Obama-Soetoro e « gli anni del vivere pericolosamente » [8] a Jakarta
E ‘chiaro che Ann Dunham Soetoro ed il suo marito indonesiano, Lolo Soetoro, il patrigno del Presidente Obama sono stati strettamente collegati alle attività della CIA volte a neutralizzare l’influenza sino-sovietico in Indonesia durante “gli anni del vivere pericolosamente” dopo la cacciata di Sukarno. La Wayne Madsen Report ha scoperto che alti funzionari della CIA erano ufficialmente e ufficiosamente nominati a ricoprire cariche di copertura in Indonesia durante lo stesso periodo, coperture fornite, tra l’altro, dall’USAID, il Corpo di Pace e l’ USIA (USInformation Agency).
Uno dei contatti più stretti di Suharto con la CIA era Kent B. Crane, che era stato tra gli agenti della CIA di stanza presso l’ambasciata Usa a Jakarta. Crane era così vicina a Suharto, che dopo il suo « il suo ritiro » dalla CIA, fu uno dei pochi uomini d’affari «privati», ad ottenere un passaporto diplomatico del governo di Suharto in Indonesia.  La società di Crane, il Crane Group, forniva armi di piccolo calibro alle forze militari statunitensi, indonesiani e di altri. Crane è stato il consigliere per gli affari esteri del Vice-Presidente degli Stati Uniti, Spiro Agnew; fu successivamente nominato ambasciatore americano in Indonesia dal presidente Ronald Reagan. Questa nomina rimane lettera morta a causa dei suoi legami sospetti con Suharto.

John Holdridge, stretto collaboratore di Kissinger, è stato nominato al suo posto, alla sua partenza da Jakarta, è Paul Wolfowitz, che lo rimpiazza.
I protetti di Suharto, tra cui comparivano anche Mokhtar et James Riady del Lippo Group, sono stati accusati di aver iniettato più di un milione di dollari attraverso i contributi illegali ai conti esteri della campagna di Bill Clinton nel 1992. Due volte, Obama ha ritardato la sua visita ufficiale in Indonesia; forse temeva l’interesse che poteva suscitare una tale trasferta sui legami di sua madre e del patrigno con la CIA?

Negli anni 1970 e 1980, Dunham ha curato progetti di microcredito in Indonesia per la Fondazione Ford, l’East-West Center e l’USAID. Il dottor Gordon  Donald junior è stato una delle persone piazzate all’ambasciata dagli Stati Uniti. Ha contribuito a proteggere gli edifici delle ambasciate durante violente proteste studentesche anti-USA durante il periodo del colpo di Stato contro Sukarno. Presso l’Ufficio degli affari economici, Donald è stato responsabile del programma di microfinanza dell’ USAID destinato agli agricoltori indonesiani, è nell’ambito di questo stesso programma che Dunham lavora in collaborazione con l’USAID nel 1970 dopo aver insegnato lingua inglese in  Indonesia, ancora una volta per conto dell’ USAID. Nel libroWho’s Who in the CIA, pubblicato nel 1968 nella Germania dell’Ovest, Donald è descritto come un agente della CIA, che è stato anche di stanza a Lahore in Pakistan, una città nella quale Dunham sarebbe rimasto più avanti in una suite dell’hotel Hilton, per gestire i progetti di microfinanza per lo sviluppo della Banca asiatica per cinque anni.

Tra gli uomini di stanza a Jakarta, il Who’s Who in the CIA porta in primo piano Robert F. Grealy, che sarebbe divenuto il direttore delle relazioni internazionali in Asia-Pacifico per la JP Morgan Chase, eppoi direttore della Camera di Commercio per gli Stati Uniti e Indonesia. Il CEO (amministratore delegato, N.d.T) di JP Morgan Chase, Jamie Dimon, inoltre è stata recentemente indicata come un potenziale sostituto di Richard Geithner, segretario al Tesoro, il cui padre, Peter Geithner ha lavorato presso la Fondazione Ford e aveva l’ultima parola per l’assegnazione di finanziamenti destinati ai progetti di microfinanza di Dunham.

I vergognosi progetti della CIA alle Hawaii
Durante la permanenza in Pakistan, Ann Dunham ha ricevuto la visita di suo figlio Barack nel 1980 e nel 1981. Obama andò al tempo stesso a Karachi, a Lahore e nella città indiana di Hyderabad. Durante questo stesso periodo, la CIA intensifica le sue operazioni in Afghanistan dal territorio pakistano.
Il 31 gennaio 1981, il vice direttore dell’Ufficio per la Ricerca e le relazioni della CIA (ORR, Office of Research and Reports) trasmette al direttore della CIA, Allen Dulles, una lunga nota, classificata segreta, codice NOFORN [9] e ora declassificata. Riferisce della relazione di una missione esplorativa, tra il 17 novembre e 21 dicembre 1957 in Estremo Oriente, Sud-est asiatico e del Medio Oriente.

Il capo dell’ ORR fa riferimento al suo incontro con la squadra del generale in pensione Jesmond Balmer, allora alto funzionario della CIA nelle Hawaii, su richiesta del capo del Pacific Command per «la raccolta di numerose informazioni complete che richiedono approfondite ricerche». Ha poi fatto riferimento alla ricerca svolta da parte della CIA per reclutare «studenti che conoscono il cinese dell’Università delle Hawaii in grado di effettuare missioni di intelligence». Ha poi affrontato le discussioni svoltesi nel corso di un seminario sul contro-spionaggio dell’ Organizzazione del Trattato sul Sud-Est Asiatico che si è tenuto a Baguio tra il 26 e il 29 novembre 1957. Il Comitato economico ha innanzitutto discusso dei «fondi per lo sviluppo economico» per combattere le «attività sovversive effettuate dal blocco sino-sovietico nella regione» prima «di prendere in considerazione tutte le reazioni di possibile attuazione».

Le delegazioni tailandesi e filippine fecero grandi sforzi per ottenere i finanziamenti statunitensi di un fondo di sviluppo economico, che avrebbero innescato altri progetti dell’USAID nella regione, dello stesso tipo di quelli in cui Peter Geithner la madre di Barack Obama erano intimamente coinvolti.
Esiste una notevole letteratura sugli aspetti geopolitici di operazioni segrete della CIA condotte dalla University of Hawaii; non è lo stesso per gli elementi più vergognosi della raccolta di dati e le operazioni tipo MK-ULTRA che non sono stati associati sistematicamente all’Università delle Hawaii.

Diverse note in precedenza riservate della CIA, datate 15 Maggio 1972, riguardano la partecipazione del Dipartimento della Difesa ARPA (Advanced Research Projects Agency) e l’Università delle Hawaii ad un programma di studi comportamentali della CIA. Queste note sono state redatte da Bronson Tweedy, allora vice direttore della CIA, il direttore del PRG (Program Review Group) dell’ Intelligence Community USA e il direttore della CIA, Robert Helms. Queste note hanno per tema « Le ricerche condotte dall’ ARPA in materia di intelligence». La nota del direttore del PRG affronta una conferenza a cui hanno partecipato il tenente colonnello Austin Kibler, direttore degli studi comportamentali di ARPA, 11 maggio 1972. Kibler ha curato le ricerche dell’ ARPA sui cambiamenti comportamentali e la sorvegliana a distanza. I promemoria del direttore del PRG citano alcuni alti ufficiali: Edward Proctor, vice direttore responsabile dell’ intelligence della CIA, Carl Duckett, il vice direttore responsabile della scienza e della tecnologia per la CIA e John Huizenga, Direttore dell’Office of National Estimates [10].

Nel 1973, dopo che James Schlesinger, allora direttore della CIA, ha ordinato un’inchiesta amministrativa in tutti i programmi della CIA, l’Agenzia ha prodotto una serie di documenti sui vari programmi, denominati «gioielli di famiglia». La maggior parte di questi documenti sono stati pubblicati nel 2007; contemporaneamente, abbiamo appreso che Helms aveva ordinato al dottor Sidney Gottlieb di distruggere le registrazioni relative alle ricerche che stava conducendo; quest’ultimo è stato il direttore del progetto MK-ULTRA un programma di ricerche della CIA sui cambiamenti comportamentali, il lavaggio del cervello e l’iniezione di droghe. In una nota scritta da un agente della CIA Ben Evans e inviata a William Colby, direttore della CIA, datata 8 Maggio 1973, Duckett confida il suo parere: «Sarebbe opportuno che il signor Direttore si dica informato di questo programma», riferendosi agli esperimenti condotti da Gottlieb per il progetto MK-ULTRA.
Dopo la pubblicazione dei «gioielli di famiglia», diversi membri dell’amministrazione del presidente Gerald Ford, tra cui il capo dello staff della Casa Bianca, Dick Cheney e il segretario alla Difesa Donald Rumsfeld hanno fatto in modo che nessuna rivelazione fosse fatta sui programmi di alterazioni comportamentali e psicologiche, che comprendevano i progetti MK-ULTRA eARTICHOKE.

Molti promemoria del 15 maggio 1972 fanno riferimento al progetto SCANATE, iniziato nello stesso anno. Si tratta di uno dei primi programmi di ricerca della CIA, in particolare, sull’uso di psicofarmaci con il fine della sorveglianza a distanza e manipolazione psicologica. Qui sono menzionati Kibler dell’ARPA e  il «suo subappaltatore »; più tardi,abbiamo appreso che si trattava dello Stantford Research Institute (SRI), situato a Menlo Park, California.
Helms invia una comunicazione a, tra gli altri, Duckett, Huizenga, Proctor e al direttore dell’Agenzia  d’ intelligence militare (Defense Intelligence Agency, DIA) – quest’ultimo ha poi ereditato il progetto della CIA «GRILL FLAME» sulla sorveglianza a distanza.
Helms insiste sul fatto che l’ARPA aveva finanziato «per un alcuni anni» le ricerche sul comportamento e le potenziali applicazioni di cui l’intelligence potrebbe beneficiare, «con il coinvolgimento del MIT, di Yale, dell’Università del Michigan, dell’UCLA, dell’ University of Hawaii e di altre istituzioni o gruppi di ricerca».

La collaborazione dell ‘Università delle Hawaii con la CIA nel campo della guerra psicologica continua ancora oggi. La dottoressa Susan Brandon, l’attuale direttore del programma di studi comportamentali condotti dal Centro di contro-spionaggio e di intelligence (Defence Counterintelligence and Human Intelligence Center, DCHC) all’interno della DIA, ha ottenuto il suo dottorato in Psicologia all’Università delle Hawaii. Brandon è stata coinvolta in un programma segreto, frutto della collaborazione dell’ APA (American Psychological Association), della RAND Corporation e della CIA, volto a «migliorare i metodi di interrogatorio»; l’oggetto delle sue ricerca si è focalizzato sulla privazione del sonno e sulla percezione sensoriale, la sottomissione al dolore intenso e il completo isolamento, processi implementati sui prigionieri della base aerea di Bagram in Afghanistan e in altre carceri segrete [11].
Brandon è stata anche l’ assistente del direttore del Dipartimento di scienze sociali, comportamentali ed educative all’Ufficio di scienze e tecnologie nell’amministrazione di George W. Bush.

Così, i legami tra la CIA e l’Università delle Hawaii non finiscono alla fine del 1970; l’ ex presidente dell’Università delle Hawaii tra il 1969 e il 1974, Harlan Cleveland, fu invitato a tenere una conferenza al quartier generale della CIA il 10 maggio 1977. Prima di assumere le sue funzioni presso l’Università delle Hawaii, Cleveland fu segretario dell’Ufficio per gli affari delle organizzazioni internazionali (Bureau of International Affairs Organization) dal 1965 al 1969. Una nota del direttore della formazione dell’ agenzia, datata 21 maggio 1971, indica che la CIA ha reclutato un ufficiale della Marina che ha iniziato il secondo ciclo di studi presso l’Università delle Hawaii.

La famiglia Obama e la CIA
Molti documenti sono disponibili sui collegamenti di George HW Bush con la CIA e le attività del padre e dei suoi figli, tra cui l’ex presidente George W. Bush, per conto della CIA. Barack Obama, nel frattempo, è riuscito a nascondere le tracce dei suoi legami propri con l’Agenzia, così come quelli dei suoi genitori, del patrigno e della nonna (molto poco si sa suo nonno, Stanley Dunham, si suppone che sia stato nel settore del mobile alle Hawaii dopo aver prestato servizio in Europa durante la seconda guerra mondiale). I Presidenti e i vicepresidenti degli Stati Uniti non sono soggetti ad alcuna indagine di fondo prima di assumere le loro funzioni, a differenza di altri membri del governo federale. Questa attività di verifica è lasciata alla stampa. Nel 2008, i giornalisti hanno miseramente fallito nel loro compito di informare indagando troppo superficialmente sull’uomo che sarebbe entrato alla Casa Bianca. Il rapporto dei genitori con l’Università delle Hawaii e il ruolo delle università nei progetti di MK-ULTRA e ARTICHOKE invitano a porsi questa domanda: «Che cosa nasconde ancora Barack Obama?»

Note

[1] “L’USAID et les réseaux terroristes de Bush“, di Edgar González Ruiz, Réseau Voltaire, 17 agosto 2004.
[2] “La Fondation Ford, paravent philanthropique de la CIA” e “Pourquoi la Fondation Ford subventionne la contestation“, di Paul Labarique, Réseau Voltaire, 5 e 19 aprile 2004.
[3] “1965 : Indonésie, laboratoire de la contre-insurrection“, di Paul Labarique, Réseau Voltaire, 25 maggio 2004.
[4] Su questi eventi, vedere anche l’articolo « 1965 : Indonésie, laboratoire de la contre-insurrection », di Paul Labarique, Voltairenet, 25 maggio 2004.
[5] N.d.T. o Yogyakarta
[6] Sull’Operazione Phoénix, vedi anche Opération Phénix : le modèle vietnamien appliqué en Irak », di Arthur Lepic, Voltairenet, 16 novembre 2004.
[7] N.d.T. nel 1898
[8] N.d.T. Le film L’Anno del vivere pericolosamente (The Year of Living Dangerously) di Peter Weir, è uscito nel 1982. Narra anche il tentato colpo di stato in Indonesia attribuito ai comunisti nel 1965.
[9] N.d.T. per “no diffusione straniere” s’intende non divulgare informazioni ai servizi di stranieri
[10] N.d.T. ufficio incaricato per la valutazione dei servizi d’intelligence americana, ora il National Intelligence Council
[11] Su questo argomento, vedere anche l’articolo « Le secret de Guantánamo », di Thierry Meyssan, Voltairenet, 28 ottobre 2009.

Fonte: http://www.voltairenet.org/article166848.html – Tratto da: www.disinformazione.it

marzo 19, 2010

Blackwater – La facciata sporca delle nuove guerre Americane..

Blackwater

Gordon Poole tratto da “ La Voce delle Voci”, nr.2 febbraio 2010

Negli Stati Uniti di Obama va avanti l’azione, fuori di ogni legge e controllo, della Blackwater; la compagnia che fornisce all’amministrazione eserciti privati per le missioni sporche, dall’Afghanistan all’Iraq. Ecco in esclusiva la vera storia.

Quando ci si riferisce agli operatori di Blackwater e di altre compagnie private simili, vengono identificati eufemisticamente come “civilian contractors”.
In un recento programma radiofonico della National Public Radio si è denunciato il fatto che quando sono feriti, mutilati o uccisi in zone di combattimento come l’Iraq o l’Afghanistan, non ricevono se non un’iniziale e sommaria assistenza dalle strutture ospedalieri militari Usa e trovano difficoltà a farsi compensare tramite le proprie polizze assicurative. Durante il programma non si è parlato di cosa facevano in Iraq e Afghanistan questi sfortunati o i loro più fortunati colleghi di lavoro.

L’eufemismo del termine “civilian contractors” sta nel fatto che una parte significativa degli operatori alle dipendenze di Blackwater, come delle altre società simili, sono mercenari, costituiti in una “compagnia di ventura”, un vero e proprio esercito, parallelo alle forze armate regolari nazionali. La base Blackwater nello stato del North Carolina s’estende su circa tremila ettari, possiede una propria aviazione di 76 aerei (che affitta alle forze armate regolari statunitensi per operazioni “delicate”), un proprio settore marittimo (con esercitazioni su un lago artificiale appositamente costruito). E come qualsiasi esercito che si rispetta ha il proprio corpo di intelligence, e le proprie forze speciali. Queste ultime in Pakistan sono incaricate tra l’altro di commettere assassini e sequestri di persone sospettate di appartenere ai Talebani o ad Al-Qaeda. Inoltre gestiscono la campagna segreta statunitense di bombardamenti con aerei invisibili, i cosiddetti drone.

Mentre i soldati dell’esercito regolare Usa sono per lo più giovani e per circa due terzi membri delle minoranze etniche (con qualche straniero con aspirazione alla cittadinanza), gli eserciti privati sono composti soprattutto da bianchi maturi, con una lunga esperienza militare acquisita in varie branche delle forze armate. La differenza maggiore l’esercito regolare e la Blackwater é che quest’ultima dipende, nella prassi, direttamente dall’esecutivo, non risponde al Congresso. I suoi agenti entrano ed escono dalle stanze più segrete delle strutture di sicurezza nazionale, dove neanche i parlamentari possono accedere se non dietro autorizzazione specifica e motivata. Possono condurre operazioni in patria e soprattutto all’estero che non sarebbero consentite a militari regolari, molte delle quali proibite da accordi internazionali, come la Convenzione di Ginevra. Quindi Blackwater, che è la maggiore fra le compagnie di questo genere, è un esercito che agisce nell’ombra, le cui operazioni sono coperte da una fitta nebbia di segretezza.

La Cia è particolarmente irritata perché questa compagnia ha assunto un ruolo sempre maggiore nel compimento di operazioni clandestine che erano in passato sua prerogativa. La disinvoltura con la quale si muove la Blackwater fa sì che passi indenne attraverso controversie e processi per atti che, se fossero stati commessi da operatori della Cia, sarebbero probabilmente stati condannati.

Secondo Jeremy Scahill, autore di “Blackwater. The Rise of the World’s Most Powerful Mercenary Army”, giornalista di “The Nation”, accanto ai circa 250.000 militari regolari dislocati fra Iraq e Afghanistan c’è un ugual numero di contractor. In Afghanistan, in particolare, si verifica un’anomalia: oltre ai circa 68.000 arruolati nelle truppe regolari operano circa 104.000 contractor. Con l’aumento del numero di regolari voluto dal governo di Obama si calcola che si avrà un congruo aumento anche delle forze irregolari: oltre a Blackwater, compagnie come il K.B.R. (specializzata in logistica), DynCorp e Tripple Canopy, che sono forze paramilitari a contratto col Dipartimento della Difesa, il Dipartimento di Stato o la Cia. L’esercito Usa è soltanto la seconda forza in campo. E la presenza di truppe mercenarie permette agli Stati Uniti, se necessario, di fare a meno della politica di alleanze con altre nazioni: basta affittare un esercito e farselo pagare dai contribuenti. Inoltre, i morti e feriti dei contractor non contano, nel senso che non entrano nei tabulati.

Hillary Clinton, quando era candidata alla presidenza, promise che avrebbe messo Blackwater al bando e propose leggi in questo senso; ora, quando si reca in Afghanistan, le sue guardie del corpo sono agenti Blackwater. Anche Barack Obama, quando era senatore, cercò di regolarizzare la posizione dei contractor, per metterli sotto il controllo di un qualche sistema di leggi. Non solo non vi riuscì, ma sotto la sua presidenza se ne fa un uso molto maggiore di quanto non abbia fatto l’amministrazione Bush.

In effetti, Obama è costretto a servirsi delle compagnie di contractor per compensare il fatto che le forze militari ufficiali sono troppo estese sia in Iraq che in Afghanistan e inoltre sono inadatte alla conduzione del genere di operazioni clandestine, spesso sporche, che le forze speciali mercenarie invece compiono con impunità. Un esempio di grande attualità è il programma, segreto naturalmente, del J.S.O.C. (Joint Special Operations Command) a Karachi: una forza specialissima composta di esperti militari in pensione dai Navy Seals, Delta Force, Army Rangers, ecc. Sono operativi in Afghanistan e, dal 2006, anche in Pakistan. Il JSOC, che dipende dalla Blackwater, è particolarmente specializzato nel sequestrare persone identificate come nemici perché siano sottoposte rendition e “interrogate”. Inoltre collabora alla campagna di bombardamenti aerei dei drone della Cia. Tutto questo, sebbene ormai conosciuto grazie a indiscrezioni e soffiate, viene sistematicamente negato dal Pentagono e dalla Casa Bianca.

Il capo del J.S.O.C. dal 2003 al 2008 è stato il generale Stanley McChrystal che, durante l’amministrazione Bush, prendeva ordini direttamente dal vicepresidente Richard Cheney e dal segretario della Difesa Donald H. Rumsfeld, senza passare per il Congresso. Proprio McChrystal è stato nominato da Obama capo delle forze militari in Afghanistan. Per garantire una maggiore collaborazione con le forze regolari, l’attuale capo del J.S.C.C. e successore di McChrystal è il suo ex-vice nel J.S.O.C., l’ammiraglio William McRaven.

I crociati della morte

La compagnia Blackwater ha una sua ideologia politica, che non collima perfettamente con quella professata dal governo statunitense, in particolare dall’attuale amministrazione Obama. Il capo e fondatore della compagnia è un uomo dell’estrema destra, Erik Prince, un “Christian crusader” (crociato di Cristo: la definizione è sua) che si crede investito dalla sacra missione di muovere guerra all’Islam. Gli operatori di Blackwater venivano incoraggiati a fare cacce notturne in elicottero per abbattere iracheni in giro per le strade o le campagne, una specie di sport. Fra l’altro, Erik Prince è stato accusato ufficialmente da due ex-dipendenti (pentiti) di aver fatto uccidere individui creduti informatori delle autorità federali nel corso di un’investigazione subita dalla Blackwater per attività criminali. Questo capo del più grande esercito privato degli Stati Uniti, che si considera un patriota, ha accesso a informazioni super-segrete ritenute così importanti da non essere comunicate neanche ai membri del Congresso.

Quello che si sa della Blackwater proviene soprattutto da ex-arruolati che hanno lavorato per anni per la compagnia e che per varie ragioni sono rimasti delusi, e dal giornalismo investigativo di persone come Jeremy Scahill. Spesso si tratta di persone che avevano una specie di venerazione per Erik Prince, finché cominciarono a rendersi conto degli scopi “messianici” che costituiscono il cuore della sua politica. Altri furono sconcertati dall’illegalità che caratterizzava molte operazioni. La maggior parte sono ex-operatori che sentono il dovere di informare il pubblico della realtà di un’organizzazione della quale si pentono di aver fatto parte.

Fonte dell’articolo: www.disinformazione.it

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