Angolo del Gigio

luglio 16, 2011

PARMA – Nelle mani del Delinquente che non vuol dimettersi… per continuare ad arraffare.

«Ma la macchina dei debiti a Parma
non l’ho inventata io, ma Silvio il mio capò»

La difesa del sindaco Vignali: «Volevo trasformare la città. A opere finite , sarà un centro di rango europeo»
– I migliaia di Parmigiani in piazza “Dimettiti Ladro, ma lui non ci sente..” – Io cero!

dal nostro inviato  DARIO DI VICO

PARMA – Il sindaco di Parma, Pietro Vignali, chiede di parlare. Non ci sta a passare come l’inventore della «macchina dei debiti» e vuole replicare numeri alla mano. Il senso di ciò che dice è chiaro: mi sono mosso nel rispetto formale delle leggi e non ho inventato la finanza creativa. Le grandi opere che hanno causato la parte principale dei debiti sono state fatte dalla precedente giunta guidata da Elvio Ubaldi, prima che la grande crisi cambiasse le carte in tavola e «allora ero sì assessore, ma mi occupavo di ambiente».

Pietro Vignali (Imagoeconomica)
Pietro Vignali
(Delinquente PDL)

La domanda sulle dimissioni non gliela faccio nemmeno, tanto la risposta la so. Non si muove da lì. Parliamo dei debiti. A quanto ammontano?
«L’indebitamento del Comune di Parma nel 2006, prima che fossi eletto sindaco, era di 141 milioni di euro, alla fine del 2011 sarà di 161 e alla fine del 2013 scenderà a 133. Il debito pro capite dei parmigiani è di soli 851 euro, il 56esimo in Italia. Città più importanti hanno sforato nella misura di 3 mila euro per cittadino».

Ma ad oggi, luglio 2011, a quanto ammontano i debiti? 
«A 170 milioni».

Questi sono i debiti del Comune. Ma quelli delle controllate? L’opposizione dice che viaggiano attorno a quota 600 milioni… 
«Quella cifra si ottiene tutt’al più sommando, non correttamente, Comune più controllate. Il debito delle società partecipate oggi è di 419 milioni di euro, ma si tratta di società che non sono al 100% di proprietà nostra. Quindi va calcolato il debito quota parte e alla fine la somma dà soli 238 milioni di euro». (Ad onor di cronaca in un documento del Comune di Parma del dicembre 2010 si leggeva che «i debiti delle controllate a carico al Comune a fine 2009 sono di 319,992 milioni», ndr).

Comunque anche i 238 sommati a quelli del Comune danno 408. Questi numeri chi li certifica? 
«Organi societari e revisori delle società controllate. Non le bastano?».

Non sarebbe meglio produrre un bilancio consolidato del Comune? 
«Nell’ultimo consiglio comunale abbiamo approvato con il concorso dell’opposizione un regolamento che prevede il consolidato. Comunque l’indebitamento è bilanciato da una robusta patrimonializzazione di tutte le controllate pari a 457 milioni».

Di recente la Corte dei conti ha criticato le operazioni infragruppo fatte dal suo Comune. Avete patrimonializzato le società girando loro asset di proprietà comunale. In questo modo le spa irrobustite si sono potute indebitare con le banche. E avreste fatto tutto ciò per aggirare il patto di stabilità interno. 
«Non abbiamo infranto nessuna legge. Abbiamo agito per fare di Parma una città di rango europeo. E lo vedrà, quando saranno finite tutte le opere! La scelta di creare le società miste non è stata mia, ma della giunta che mi ha preceduto. Oggi se si vogliono realizzare grandi progetti bisogna muoversi così».

Torno alla Corte dei conti. Sostiene che: a) avete usato i proventi di cessioni del Comune, oltre 47 milioni, per coprire il disavanzo corrente; b) che avete firmato lettere impegnative di fidejussione nei confronti delle partecipate; c) che avete fatto operazioni di leasing immobiliare che non si giustificavano. E mi fermo. 
«Sono rilievi per singoli episodi. Ho trasferito proventi da alienazione di cespiti comunali sul bilancio solo per 20 milioni in tre anni, rispettando sempre le norme. Le lettere fidejussorie impegnative sono due per un totale di 16,8 milioni di cui 14 milioni sono stati firmati dall’amministrazione precedente. Quanto al leasing immobiliare lo usano tutti gli enti locali».

Si rende conto che nella grande Milano ci si accapiglia sull’ipotesi che il Comune abbia un disavanzo di 140 milioni mentre nella più piccola Parma siamo comunque da 400 in su? 
«Se Milano conteggiasse l’indebitamento di tutte le controllate quella cifra verrebbe ampiamente superata, mi creda».

All’assemblea degli industriali il presidente Borri ha espresso preoccupazione per l’indebitamento del Comune. Le è dispiaciuto? 
«Certo, mi è dispiaciuto perché i debiti sono stati accesi per finanziare le opere che l’Unione industriali ritiene utili per lo sviluppo. Non per altro».

Insomma, gli industriali sono degli ingrati? 
«Rilevo solo una contraddizione. E comunque Borri non mi ha rivolto solo critiche. Sono stato io il vero argine dell’indebitamento di Parma. Se non avessi detto no alla costosissima metropolitana, allora sì che sarebbero stati guai. L’amministrazione Ubaldi, in un contesto economico diverso da quello attuale, aveva deciso di farla e io, diventato sindaco, mi sono opposto. Oggi avremmo almeno altri 100 milioni di euro di debiti in più».
Ma lei nella giunta Ubaldi è stato assessore ai Lavori pubblici per nove anni! 
«Mi occupavo di ambiente e trasporti, non di opere pubbliche. E comunque prima la metro era una scelta ambiziosa, oggi sarebbe insostenibile».

È stato lei ad autorizzare la controllata Stt a finanziare il film di Salemme sui vigili urbani di Parma? 
«No. Non mi risulta che la Stt abbia finanziato Salemme. Il regista è venuto da me chiedendo un contributo e so che il presidente della Stt l’ha indirizzato verso imprenditori privati che potevano essere interessati».

Come è andata la vicenda dei 180 mila euro spesi per delle rose che non sono mai apparse sui ponti di Parma? 
«È stata responsabilità di un dirigente del Comune, che c’entra il sindaco? Quanti stretti collaboratori di politici hanno problemi con la magistratura, penso a chi ha lavorato vicino a Vendola o a Bersani. Non potevo sapere che combinassero un pasticcio con le rose, io avrei sicuramente speso di meno e le rose sarebbero arrivate a destinazione».

A proposito di magistratura gli arresti di suoi collaboratori le hanno procurato amarezza o paura? 
«Amarezza. Ho totale fiducia nella Procura. Le responsabilità penali sono personali e quindi non ne rispondo come sindaco. Per il posto di comandante dei vigili ho assunto un ex carabiniere, che ne potevo sapere che sarebbe andato a vendere informazioni in giro per guadagnare qualche euro? Di dirigenti ne ho 40, non posso controllare tutto quello che fanno».

16 luglio 2011 09:42 – Tratto da: http://www.corriere.it

dicembre 5, 2009

La Paura fà 90 – 1 Milione di Persone! Io c’ero!! Il Presidente Delinquente ha Paura!!

NO-B DAY-GIRANDOLA DI CIFRE: PER GLI ORGANIZZATORI SONO 1 MILIONE, PER QUESTURA 90MILA

05 Dic. – Cifre in aumento per la partecipazione al no B-day di Roma. Gli organizzatori parlano di “oltre un milione di partecipanti”, lo riferisce Gianfranco Mascia uno dei promotori della manifestazione. Secondo gli organizzatori oltre a piazza San Giovanni colma, ci sarebbero manifestanti in tutta l’area che circonda il luogo finale del corteo, dove si sta svolgendo la parte finale della manifestazione con interventi di esponenti della societa’ civile e della cultura, a cui seguira’ un concerto. “Oggi non e’ una manifestazione”, ha aggiunto Mascia, “e’ il giorno della ‘rivoluzione viola’ per cambiare il Paese”.
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Sono novantamila, secondo una stima della polizia, i partecipanti alla manifestazione per ilNo B-Day“, in piazza San Giovanni a Roma, per chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Gli organizzatori ritengono che le cifre potranno modificarsi ancora verso l’alto quando il corteo sara’ terminato e durante il concerto che si terra’ dopo gli interventi dal palco di esponenti della societa’ civile, dei movimenti, del mondo della cultura, con collegamenti anche con le piazze all’estero dove si stanno svolgendo analoghe iniziative.

La Paura fà 90 – 1 Milione di Persone! Io c’ero!!

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DI PIETRO: NON DIRO’ NULLA SU BERSANI E PD – Nel giorno del ‘No B-day’ Antonio Di Pietro si dimostra aperto verso il Pd e il suo segretario. “Oggi non mi sentirete dire una sola parola”, ha detto ai giornalisti in piazza San Giovanni, “su questo o quel partito. Oggi ci sentiamo un’anima sola con il popolo viola per mandare a casa Berlusconi”. “Dalla piazza viene un messaggio preciso siamo qui per mandare al piu’ presto Berlusconi a casa”. Lo ha detto il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che ha aggiunto: “Liberiamoci del governo Berlusconi. Piu’ siamo, piu’ opposizione si fa e prima ce ne libereremo. Ci auguriamo che il buon esempio dato oggi dalla societa’ civile sia seguito da tutta la societa’ politica per ritrovare l’unita’ dell’opposizione senza nessuna accondiscendenza per Berlusconi”. E ha continuato: “Nel nostro Paese cio’ che fa male e’ il tumore Berlusconi, non la piazza che vuole curare l’Italia. Qui non ci sono scalmanati che fanno contestazione fine a se stessa, ma la societa’ civile che vuole dare un’alternativa al Paese. Quello di oggi e’ il primo passo per un’alternativa di governo e non per una opposizione preconcetta”.
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BINDI: IN PIAZZA PARTE IMPORTANTE DEL PD – “Se ci fosse stato tutto il Pd, in piazza non ci si sarebbe entrati…”. Con questa battuta Rosy Bindi, presidente del Pd, sdrammatizza le polemiche che hanno preceduto il ‘No B-Day e da un’ affollata piazza San Giovanni ha sottolineato: “Del Pd ce n’e’ un po’ perche’ questa e’ una manifestazione di liberi cittadini. Chi e’ voluto venire in piazza ci e’ venuto, non ci dividiamo su questo. Per fortuna c’e’ una cittadinanza che si indigna, che si ribella, che chiede liberta’ e il rispetto della Costituzione. Le alternative al governo di centrodestra si costruiscono con le parole fondamentali per la vita democratica: legalita’, liberta’, partecipazione e solidarieta’”.
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ROBERTO VECCHIONI: SIAMO QUI PER CAMBIARE – In piazza per il ‘No B-Day’ c’e’ anche il cantante Roberto Vecchioni: “Le manifestazioni riescono o non riescono e questa e’ riuscita, perche’ c’e’ stato un tam-tam popolare e i mezzi per comunicare sono stati quelli giusti. Si vuole prendere le distanze da un governo totalmente inefficace, ma ci si guarda soprattutto intorno per vedere che cosa si puo’ fare per questa grande Italia. Ripeto, io non sono qui contro, ma sono per…”.
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MARIO MONICELLI: MANDARE A CASA BERLUSCONI – “Siamo qui per questo, per mandare a casa Berlusconi”, ha detto il regista Mario Monicelli, che partecipa al ‘No B-day’, e ha aggiunto: “Ma non solo lui, anche tutti quei vecchi arnesi della politica voltagabbana e corruttori. Dobbiamo cacciare via i politici cattivi”.
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DILIBERTO: L’ASSENZA DI BERSANI INDEBOLISCE IL MOVIMENTO – La sinistra italiana vuole ripartire costruendo opposizione nel Paese. Il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, esponente della muova Federazione della Sinistra, ha detto: “Vogliamo servire l’opposizione nel Paese, non solo nelle istituzioni”. Quanto all’assenza in piazza del segretario del Pd, Pierluigi Bersani, Diliberto ha aggiunto: “Si delude chi si era illuso. Ero convinto che il Pd alla fine non avrebbe aderito ufficialmente. Pero’ questa piazza e’ piena di elettori e militanti del Pd, e’ il segno che qualcuno aveva sbagliato. L’assenza di Bersani indebolisce tutto il movimento”.
Articolo preso da: www.clandestinoweb.com

BERLUSCONI DIMISSIONI!! – Corteo al via: “Berlusconi dimettiti”

Corteo al via: “Berlusconi dimettiti

Manifestazioni anche in altre città. – Rosy Bindi: “In piazza c’è tanto Pd”

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Il colore viola degli «autoconvocati» e il rosso dei partiti della sinistra radicale dominano visivamente piazza della Repubblica, piena dei manifestanti che parteciperanno al “No B Day”. Molti manifestanti indossano sciarpe, foulard, pullover o altri capi di colore viola.

La fantasia ha poi spinto molti manifestanti a indossare parrucche viola, o a innalzare cartelli scritti a mano che chiedono, con frasi ironiche, al premier Berlusconi di andare a casa. Contrariamente alle aspettative non è il pentito di mafia Spatuzza l’icona dei manifestanti, bensì Veronica Lario, la cui fotografia viene mostrata da molti manifestanti con scritte irridenti al premier. Poco dopo le 14 il corteo si è mosso verso piazza San Giovanni. Ad aprire il “serpentone” uno striscione su sfondo viola con la scritta «Berlusconi dimissioni».

A piazza San Giovanni a Roma sono attese 350mila persone. Almeno è questa la previsione fatta dagli organizzatori che ci tengono a sottolineare che la manifestazione non appartiene ai partiti politici ma ai cittadini che si sono mobilitati sulla rete. Con un pizzico di orgoglio, venerdì il comitato organizzatore, rappresentato da Gianfranco Mascia, Sara De Santis e Anna Mazza, aveva fatto sapere che la quantità di adesioni registrate sulla rete li ha spinti a decidere di spostare l’iniziativa, inizialmente prevista a piazza Farnese, nella più ampia piazza romana di S. Giovanni in Laterano. Si tratta di persone che non appartengono ai partiti, anche se tanti partiti hanno subito aderito ad una mobilitazione contro il premier Silvio Berlusconi, tra i primi Antonio Di Pietro per l’Idv, e poi Prc, Pdci, a seguire anche Verdi e Sinistra e libertà.

Ci saranno quindi Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto e Angelo Bonelli, ma anche esponenti di spicco del Pd come Dario Franceschini, Debora Serracchiani, Giovanna Melandri, Ignazio Marino e la presidente Rosy Bindi. Ma a nessuno di loro sarà permesso salire sul palco di piazza San Giovanni, da dove invece parleranno artisti, giuristi, scienziati e rappresentanti della società civile, ognuno a spiegare in che modo il berlusconismo sta distruggendo pezzi della società italiana: giustizia, diritti, donne, ricerca, cultura, ogni tematica avrà la voce di un personaggio più o meno noto. Ci saranno Dario Fo e Franca Rame, Ascanio Celestini, Antonio Tabucchi, Margherita Hack, Moni Ovadia, Salvatore Borsellino e tanti altri. Preannunciata anche la partecipazione del regista Nanni Moretti. Nel concerto finale si esibiranno artisti come Roberto Vecchioni, Er Piotta, Skiantos, Ratti della Sabina.

Il “popolo della rete” intanto ha organizzato manifestazioni anche in altre città italiane e straniere. Proteste davanti a ambasciate e consolati si sono tenuti in numerosi Paesi, a cominciare – per questioni di fuso orario – da Sydney. Da est a ovest sono previsti sit in e mini cortei però anche a Berlino, Madrid, Copenaghen, Londra, Parigi, Barcellona, San Francisco, Buenos Aires, Rio De Janeiro, Chicago, New York, Washington e numerose altre. A Bruxelles, un “No B Day” si è tenuto ieri.

Tratto dal Servile: www.lastampa.it

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