Angolo del Gigio

TREDICI DEI PRESUNTI “DIROTTATORI SUICIDI” IN REALTA’ SONO ANCORA VIVI ED ESTRANEI AGLI ATTENTATI

 

ULTIMO AGGIORNAMENTO IL 03/05/2006: I DIROTTATORI ANCORA VIVI SALGONO A TREDICI.

 

Nell’immagine qui sotto, i presunti dirottatori. Quelli contornati di rosso sono quelli ancora vivi.
Tredici in tutto, contando anche Zacharias Massaoui.
Cliccate sulla foto di un dirottatore per avere maggiori dettagli su di esso:


I TREDICI DIROTTATORI ANCORA VIVI E VEGETI


I mass media hanno segnalato che alcuni di questi dirottatori “suicidi” dell’11 settembre 2001 sono in realtà ancora vivi. Per esempio la BBC ha pubblicato questo articolo a riguardo. Ma c’è molto di più da dire a riguardo.
Vediamo quali dirottatori risultano essere ancora vivi, chi sono e dove si trovano attualmente.

Premessa per chi sostiene che si tratti di casi di omonimia:

Non è possibile che si tratti di semplice omonimia perchè, oltre allo stesso nome, le persone trovate ancora vive hanno anche le stesse facce, la stessa biografia e gli stessi dati anagrafici dei dirottatori.
Si tratta proprio di loro.

 

 

1- Abdul Aziz Alomari (Volo AA-11. Pilota Qualificato)

Abdul Aziz Alomari (Volo AA-11. Pilota Qualificato)1-  Abdul Aziz Alomari (Volo AA-11. Pilota Qualificato)

In realtà quest’uomo non esiste. Per creare questo “dirottatore” l’FBI ha unito le identità di due uomini con lo stesso nome, prendendo la faccia di uno e i dati anagrafici di un altro.
Entrambi gli uomini sono ancora vivi.
Il primo ha lo stesso nome e la stessa data di nascita del cosiddetto “terrorista” presentato dall’FBI, ma non ha idea di come volare.
Il secondo ha (quasi) lo stesso nome, ma una data differente di nascita. E’ sua la faccia nelle foto (qui sopra) presentate dall’FBI, ed è un pilota per la Saudi Arabian Airlines.
Qui di seguito alcune citazioni dai mass media riguardo questi due uomini.

Abdul Aziz Alomari numero 1 (stesso nome e stessa data di nascita del “terrorista”, ma non addestrato a volare):

“Un uomo saudita ha segnalato alle autorità di essere il vero Abdul Aziz Alomari, ed chiede che gli venga restituito il suo passaporto rubatogli nel 1995 mentre studiava ingegneria elettrica all’università di Denver. Alomari dice che ha informato la polizia del furto.” Fonte: ABCNews.

“Non potevo crederci quando l’FBI mi ha messo nella lista dei dirottatori. Hanno dato il mio nome e la mia data di nascita, ma io non sono un terrorista suicida! Sono qui. Sono vivo. Non ho idea di come pilotare un aereo. Non ho avuto niente a che fare con gli attentati dell’11 settembre!”. Fonte: Telegraph, 23 Settembre 2001.

“Il nome elencato dall’FBI è il mio nome e anche la data di nascita è la mia, ma non sono uno dei terroristi che hanno attaccato il WTC di New York”. Fonte: il giornale Asharq Al-Awsat.

“Alomari da allora è stato trovato in Arabia Saudita ed è chiaramente estraneo agli attentati.” Fonte: New York Times.

“I funzionari dell’Ambasciata Saudita a Washington hanno cambiato la sua identità. Dicono che un ingegnere elettrico saudita di nome Abdul Aziz Alomari fu derubato del passaporto e di altri documenti nel 1996 a Denver, quando era uno studente, e segnalò il furto alla polizia.” Fonte: BBC.

“Abdul Aziz Alomari ed Ahmed Alghamdi, sono vivi e in buona salute, il primo in Arabia Saudita e il secondo in Tunisia per nove mesi”. Fonte: Wal Fadjri del 21 settembre 2001.

“Secondo il giornale “The Orlando Sentinel”, l’Ambasciata Saudita ha confermato che quattro dei cinque terroristi menzionati da Al-Faisal (cioè Saeed Alghamdi, Mohand Alshehri, Abdulaziz Alomari e Salem Alhazmi) sono ancora vivi e assolutamente estranei agli attacchi terroristici effettuati l’11 settembre 2001 a New York e Washington.” Fonte: American Free Press.

Abdul “Rahman” Alomari numero 2 (quasi stesso nome del “terrorista”, data di nascita differente, ed è un pilota.):

Il signor Alomari, un pilota della Saudi Arabian Airlines, si è recato nell’ambasciata degli Stati Uniti a Jeddah per chiedere per quale motivo è stato additato come terrorista suicida morto negli attentati dell’11 settembre.

“Abdul Rahman Alomari è vivo ed è un pilota della Saudi Arabian Airlines”. Fonte: BBC, 23 settembre 2001.

“Un pilota della Saudi Arabian Airlines è rimasto stupito di trovarsi accusato degli attentati dell’11 settembre, e si è recato al consolato degli Stati Uniti a Jeddah per richiedere spiegazioni”. Fonte: il giornale Independent del 17 Settembre 2001.

Questo Alomari vive con sua moglie e i suoi quattro figli a Jeddah, in Arabia Saudita.

CONCLUSIONE:

C’è molta confusione riguardo a questo presunto “terrorista suicida”. Alcune fonti ufficiali hanno riportato che in realtà l’identità di questo dirottatore fantasma sarebbe stata ottenuta unendo quella di più di due persone:

Mentre studiava alla FlightSafety Academy, Alomari si è spostato con la moglie e i tre figli in una casa a Vero Beach, Florida, vicino a due sospetti terroristi che sono stati arrestati dal giorno degli attentati. La moglie e i figli hanno lasciato la casa 10 giorni prima degli attentati, dicendo che sarebbero tornati a casa in Arabia Saudita.
I registri mostrano che uno studente con lo stesso nome
si è laureato l’anno precedente all’università del Colorado, a Denver, con una laurea in ingegneria.
E’ stato anche riportato che un uomo con lo stesso nome abbia visitato le Filippine a febbraio di quest’anno (2001). Sono state trovate due cassette di sicurezza alla banca di Miami a suo nome.
Un uomo che sostiene di essere Alomari ha detto ai giornali che
è
vivo e vive a Riyadh. Afferma che il suo passaporto fu rubato in Colorado 5 anni fa.” Fonte: Telegraph, 20/09/2001.

A quanto pare, essendo “Alomari” un nome molto comune, l’FBI deve essersi confusa ed ha unito alcuni dati di una persona con quelli di una seconda e di una terza e con la faccia di una quarta.
Ma
è anche possibile che le persone mischiate per creare questo “terrorista” siano più di quattro.

 

 

2Waleed M. Alshehri (Volo AA-11. Pilota Qualificato)

2- Waleed M. Alshehri (Volo AA-11. Pilota Qualificato)

“Una sesta persona nella lista dell’FBI, il saudita Waleed Alshehri, attualmente vive a Casablanca, secondo un funzionario della Royal Air Moroc, la linea aerea commerciale marocchina. Secondo il funzionario, Alshehri ha vissuto a Dayton Beach, dove ha conseguito la licenza di pilota d’aereo all’università aeronautica di Embry-Riddle. Ora lavora per una linea aerea marocchina.” Fonte: Associated Press del 22 settembre 2001, che inoltre ha segnalato che Alshehri si era recato all’ambasciata USA in Marocco per chiedere spiegazioni.

“La sua fotografia è stata diffusa dall’FBI su giornali e televisioni di tutto il mondo. Il signor Alshehri si è presentato in Marocco per dimostrante chiaramente che non era un membro dell’attacco terroristico suicida.” Fonte: Daily Trust, 24 Settembre 2001.

“E’ stato riferito che sia stato a Hollywood, in Florida, per un mese l’anno scorso, ma suo padre Ahmed ha detto che Waleed è vivo e in buona salute in Marocco.” Fonte: Telegraph.

“Un altro degli uomini indicati dall’FBI come dirottatore degli attacchi terroristici dell’11 settembre a Washington e New York è stato trovato. E’ ancora vivo e sta bene.” Fonte: BBC, 23 Settembre 2001.

“Ha riconosciuto di aver frequentato la scuola di volo a Dayton Beach negli USA, e di essere infatti lo stesso Waleed Alshehri che l’FBI ha accusato degli attentati dell’11 settembre, ma ha detto anche di aver lasciato gli USA un anno prima degli attentati, diventando un pilota della Saudi Arabian Airlines. Attualmente frequenta un corso di aggiornamento in Marocco.” Fonte: BBC.

3Wail M. Alshehri (Volo AA-11)

3- Wail M. Alshehri (Volo AA-11)

Fratello di Waleed M. Alshehri.

“Wail M. Alshehri, nome usato da uno dei sospetti terroristi del volo AA-11. Un uomo con lo stesso nome è un pilota il cui padre è un diplomatico saudita a Bombay. «Io personalmente ho parlato con entrambi, padre e figlio, proprio oggi», ha detto Gaafar Allagany, capo del centro d’informazioni dell’Ambasciata Saudita, alcuni giorni dopo gli attentati.” Fonte: Los Angeles Times.

4- Mohamed Atta (Volo AA-11)

4- Mohamed Atta (Volo AA-11)

 

Il padre di Mohamed Atta ha riferito ai giornali di aver ricevuto una telefonata da suo figlio il giorno successivo agli attentati, il 12 settembre 2001:

“Atta [il padre] ha affermato di non avere più notizie del figlio dal 12 settembre 2001, e che non ha più chiamato suo figlio dalla sua partenza nel 1993. «Ci chiamava sempre lui. Noi non abbiamo mai avuto il suo numero di telefono»”.
Fonte: The Cairo Times, Volume 5, Numero 29.

A destra, una foto di Mohamed Atta quando aveva 15 anni insieme al padre.

Atta e Padre

 

 

5- Ahmed Alghamdi (Volo UA-175)

5- Ahmed Alghamdi (Volo UA-175)

“Abdul Aziz Alomari ed Ahmed Alghamdi sono vivi e in buona salute, il primo in Arabia Saudita e il secondo in Tunisia”.
Fonte: Wal Fadjri del 21 settembre 2001.

 

 

6- Mohand Alshehri (Volo UA-175)

6- Mohand Alshehri  (Volo UA-175)6- Mohand Alshehri  (Volo UA-175)

“Mohand Alshehri è ancora vivo. L’Ambasciata Saudita ha affermato che è stato vittima di uno scambio d’identità.” Fonte: CNN.

“Secondo il giornale “The Orlando Sentinel”, l’Ambasciata Saudita ha confermato che quattro dei cinque terroristi menzionati da Al-Faisal (cioè Saeed Alghamdi, Mohand Alshehri, Abdulaziz Alomari e Salem Alhazmi) sono ancora vivi e assolutamente estranei agli attacchi terroristici effettuati l’11 settembre 2001 a New York e Washington.” Fonte: American Free Press.

 

 

7- Hamza Alghamdi (Volo UA-175)

7- Hamza Alghamdi (Volo UA-175)7- Hamza Alghamdi (Volo UA-175)

Forse ancora vivo.

Il padre di Alghamdi ha affermato che le foto diffuse dall’FBI non ritraggono suo figlio. “Non c’è nessuna somiglianza tra mio figlio e l’uomo in quelle foto”, ha detto. Fonte: Washington Post.

Non si sa nulla di più riguardo Alghamdi.

 

 

8Khalid Almihdhar (Volo AA-77)

8- Khalid Almihdhar (Volo AA-77)

I funzionari sauditi all’ambasciata non sono in grado di verificare dove si trovi l’uomo accusato di essere il quinto dirottatore, Khalid Almihdhar. Tuttavia, alcuni giornali arabi sostengono che Almihdhar sia ancora vivo.

“Ci sono indizi che il sospettato terrorista Khalid Almihdhar possa essere ancora vivo”. Fonte: BBC, 23 Settembre 2001.

“Alcuni funzionari governativi, parlando in condizione di anonimato, hanno affermato di stare esplorando diverse possibilità. Una di esse è che Almihdhar non sia mai entrato nello stato e che il suo nome sia stato semplicemente usato come uno pseudonimo da uno dei dirottatori morti. Un’altra possibilità è che Almihdhar abbia permesso che il suo nome venisse utilizzato da un altro dirottatore in modo da far credere di essere morto, e guadagnando così il tempo per fuggire dallo stato. Una terza possibilità è che sia effettivamente un dirottatore morto nello schianto.” Fonte: Guardian.

“Otto giorni dopo gli attentati, il Federal Deposit Insurance Corp. ha distribuito un avviso speciale alle sue banche associate chiedendo maggiori informazioni sul presunto dirottatore. Il rapporto dice: “Khalid Almihdhar è ancora vivo”, ventilando la possibilità che il vero Almihdhar non sia morto negli attentati.” Fonte: Cox News Service.

“«Voglio credere che sia tutto solo un errore», ha detto Khalid Almihdhar, che mentre stava guardando la TV a casa propria con i suoi amici ha visto la sua fotografia al telegiornale e ha subito chiamato per dimostrare di essere ancora vivo.” Fonte: il Chicago Tribune del 4 ottobre 2001.

 

 

9Salem Alhazmi (Volo AA-77)

9- Salem Alhazmi (Volo AA-77)

“Il signor Alhazmi, 26 anni, era appena ritornato al suo lavoro in un complesso petrolchimico nella città industriale di Yanbou in Arabia Saudita dopo una vacanza, quando i dirottatori hanno colpito. È stato accusato del dirottamento del volo AA-77, che ha colpito il Pentagono. Ha risposto: «Non sono mai andato negli Stati Uniti e non ho mai lasciato L’Arabia Saudita negli ultimi due anni.» L’FBI lo aveva descritto come un ventunenne e aveva affermato che la sua residenza poteva trovarsi a Fort Lee o a Wayne, entrambe nel New Jersey.” Fonte: Telegraph, 23 Settembre 2001.

“Il signor Alhazmi ha affermato di non aver lasciato l’Arabia Saudita per due anni, e che il suo passaporto è stato rubato da un borseggiatore tre anni fa nel Cairo.” Fonte: Guardian.

“Secondo il giornale “The Orlando Sentinel”, l’Ambasciata Saudita ha confermato che quattro dei cinque terroristi menzionati da Al-Faisal (cioè Saeed Alghamdi, Mohand Alshehri, Abdulaziz Alomari e Salem Alhazmi) sono ancora vivi e assolutamente estranei agli attacchi terroristici effettuati l’11 settembre 2001 a New York e Washington.” Fonte: American Free Press.

 

 

10Saeed Alghamdi (Volo UA-93. Pilota Qualificato)

10- Saeed Alghamdi (Volo UA-93. Pilota Qualificato)

Ufficialmente: “Saeed Alghamdi è uno dei tre dirottatori che i funzionari degli Stati Uniti hanno collegato alla rete di Al-Qaeda capeggiata da Osama bin Laden.” Fonte: BBC.

No, BBC. In realtà il signor Saeed Alghamdi è ancora vivo e in buona salute, e lavora come pilota per la compagnia Tunis Air.

“Sono rimasto completamente shockato. Nei 10 mesi passati sono stato in Tunisia con altri 22 piloti per imparare a pilotare un Airbus 320. L’FBI non ha fornito alcuna prova della mia presunta partecipazione agli attentati.” Fonte: Telegraph, 23/09/2001.
[NOTA: Come ha fatto già notare qualcuno, da questa testimonianza appare ancora più evidente l’assurdità della versione ufficiale secondo cui i dirottatori avrebbero imparato a pilotare i Boeing 757 e 767 seguendo qualche lezione ad una scuola di volo per Cessna e piccoli aerei da turismo, in alcuni casi senza neanche finire il corso.
Ma come? Per imparare a pilotare un Airbus 320 (lungo 37 metri e largo 34, fonte: Alitalia) occorrono 10 mesi anche ad un pilota già esperto… e invece per imparare a pilotare un ben più grande Boeing 757 (lungo 47 metri e largo 38) bastano manuali di volo e corsi per aerei da turismo piccoli e semplici come i Cessna (lunghi 9 metri e larghi 11, Fonte)? Per non parlare dei Boeing 767, ancora più grandi e complessi.
E’ come pretendere di imparare a guidare un camion frequentando un corso per motorini. E’ assurdo.
Ma continuiamo con le testimonianze.]

“Il giornale Asharq Al Awsat, un quotidiano arabo con base a Londra, sostiene di aver intervistato il redivivo Saeed Alghamdi.” Fonte: BBC, 23 Settembre 2001.

“Abdulaziz Alomari e Saeed Alghamdi sono ancora vivi e in buona salute. Il primo in Arabia Saudita e il secondo in Tunisia per nove mesi.” Fonte: Wal Fadjri, 21 settembre 2001.

“Saeed Alghamdi è ancora vivo e non ha avuto nulla a che fare con gli attentati a New York e a Washington.” Fonte: Ambasciata Saudita.

“Non potete immaginare cosa significhi sentirsi accusare di essere un terrorista – per di più morto – quando si è innocenti e ancora vivi. Che razza di servizi segreti sono quelli americani, che non sanno che ci sono migliaia di Saeed Alghamdi in Arabia Saudita?! E’ come accusare Tom di New York! Ce ne sono migliaia.” Fonte: Telegraph.

“Secondo il giornale “The Orlando Sentinel”, l’Ambasciata Saudita ha confermato che quattro dei cinque terroristi menzionati da Al-Faisal (cioè Saeed Alghamdi, Mohand Alshehri, Abdulaziz Alomari e Salem Alhazmi) sono ancora vivi e assolutamente estranei agli attacchi terroristici effettuati l’11 settembre 2001 a New York e Washington.” Fonte: American Free Press.

11Ahmed Alnami (Volo UA-93)

11- Ahmed Alnami (Volo UA-93)

“«Sono ancora vivo, come potete vedere. Sono stato molto scosso nel vedere il mio nome menzionato dal Dipartimento Americano di Giustizia. Non avevo mai nemmeno sentito parlare della Pennsylvania in cui si è schiantato l’aereo che secondo loro avrei dirottato.» Ahmed Alnami, 33 anni, della città di Riyadh, un supervisore amministrativo della Saudi Arabian Airlines, ha detto che quando i terroristi hanno attaccato lui si trovava a Riyadh. Alnami inoltre non ha mai perso il suo passaporto, ed ha trovato molto preoccupante (per non dire “sospetto”) che la sua identità sia stata rubata e pubblicata dall’FBI senza nessun controllo.”
Fonte: Telegraph, 23 Settembre 2001.

 

 

12- Ziad Samir Jarrah (Volo UA-93)

12- Ziad Samir Jarrah (Volo UA-93)

“Di tutte le dozzine di misteri che circondano gli attentati dell’11 settembre, la vita del sospettato dirottatore Ziad Jarrah è uno dei più strani. Dal Libano alla Germania agli Stati Uniti, ci sono pochissimi indizi sul perchè egli abbia deciso di unirsi ad un’organizzazione terrorista, e ancora meno sul perchè abbia requisito un aereoplano per farlo schiantare in una missione suicida che è costata la vita a dozzine di innocenti.” Fonte: Boston Globe, 25 settembre 2001.

Proviamo a fare un confronto di diverse foto di Ziad Jarrah diffuse ufficialmente.

Fotografie Attentatori non morti, ma vivi e vegeti…

Foto N° 1: Fotografia del visto studentesco di Ziad Jarrah.
Foto N° 2: Fotografia autentica del sospettato terrorista Ziad Jarrah scattata nel 1996. [Fonte: BBC]
Foto N° 3: Fotografia del passaporto di Ziad Jarrah trovata tra le rovine del volo UA-93.

Le foto 1 e 3 raffigurano evidentemente la stessa persona. Confrontiamole con la foto N° 2.

Forma del cranio: non corrisponde (quello della foto 2 è molto più allungato).
Attaccatura dei capelli: non corrisponde.
Forma del naso: non corrisponde (nella 2 è più stretto).

Inoltre il vero Ziad Jarrah non portava occhiali come l’uomo nella seconda foto. E anche sopracciglia e carnagione dell’uomo nella fotografia 2 sono diverse di quelle del Ziad Jarrah mostrato in tutte le altre foto ufficiali (qui sotto).

Osservando attentamente queste tre foto, ci si accorge che la numero 2 raffigura una persona diversa dalla 1 e dalla 3. Di simile hanno solo l’espressione, per cui a prima vista sembrano la stessa persona, ma a ben guardare i tratti somatici non corrispondono.

Conclusione: Il Ziad Jarrah accusato di aver dirottato il volo UA-93 (quello nella foto 2) non è lo stesso raffigurato nella fotografia 3, trovata sulla scena dello schianto. Quindi, l’uomo nella fotografia 3 non può essere uno dei dirottatori.

Una comparazione generale di tutte le immagini del vero Ziad Jarrah (clicca per vederle a dimensione naturale):

Fotografie Attentatori non morti, ma vivi e vegeti…

“Tutto questo non ha senso”, ha detto lo zio, Jamal Jarrah, in un’intervista telefonica dal villaggio di Al-Marj, in Libano, ricordando che due giorni prima degli attentati suo nipote Ziad aveva chiamato per dire a tutta la famiglia che sarebbe tornato a casa per il matrimonio del cugino, a metà settembre. “Ha detto che aveva perfino comprato un nuovo vestito per l’occasione.” Fonte: Boston Globe. [Guarda online l’intera intervista, è consigliato avere una linea ADSL.]

“Nell’estate del 1999, Jarrah ha passato molto tempo a Bochum con la sua ragazza Aisel.” Fonte: CBC

Jarrah viveva con la sua ragazza.

“Una lettera d’addio scritta da Ziad Jarrah alla sua ragazza in Germania è stata intercettata dagli investigatori americani. Jarrah l’ha spedita all’indirizzo della fidanzata a Bochum, ma a quanto sembra non è mai arrivata per via di un errore nell’indirizzo. Il servizio postale tedesco ha rispedito la lettera agli Stati Uniti, dove è stata intercettata dagli investigatori una settimana fa.” Fonte: Guardian

“La lettera è stata fabbricata in un tentativo di trovare prove evidenti di colpevolezza contro Ziad”, ha affermato suo zio alla US Associated Press. E ha aggiunto anche che è molto sospetto che Ziad abbia sbagliato a scrivere l’indirizzo della sua fidanzata. Ziad la conosceva da 5 anni, e non avrebbe mai potuto commettere un errore simile (soprattutto con una lettera così importante).
Fonte: BBC.

 

 

Altri accusati di essere implicati negli attentati dell’11 settembre trovati invece innocenti:

Ameer Bukhari

“Ameer Bukhari è morto un anno prima degli attentati in un piccolo incidente aereo.” Fonte: Correzione della CNN

Adnan Bukhari

“Adnan Bukhari è ancora vivo e si trova in Florida.” Fonte: Correzione della CNN

Amer Kamfar

“…un sospettato dirottatore dall’FBI, Amer Kamfar, è in realtà un pilota ancora vivo in Arabia Saudita.” Wal Fadjri 21/11/2001.

 

 

CONCLUSIONE:

Non c’è che dire. La precisione e l’affidabilità delle indagini americane lasciano esterrefatti. Ispirano decisamente fiducia.

Sembra che almeno tredici (contando anche Zacharias Massaoui) dei 20 presunti “dirottatori suicidi” siano in realtà vivi ed estranei agli attentati. Non sono proprio capaci gli arabi di fare i terroristi suicidi.
Inoltre non è detto che gli altri che (per ora) ancora non sono risultati essere vivi, non siano innocenti e in ottima salute anche loro.

Sembra anche che l’FBI abbia preso le prime foto di persone arabe che gli siano capitate sottomano e senza verificarne in alcun modo l’identità le abbia accusate del peggior attentato terroristico della storia (vedi il comunicato ufficiale dell’FBI).

Poco tempo dopo l’attentato il direttore dell’FBI, Robert Mueller, ammise perfino che non ci sono prove legittime che dimostrino l’identità dei dirottatori. L’identità di molti di essi è ancora incerta”.
Eppure, quegli uomini sono considerati da anni gli esecutori degli attentati dell’11 settembre 2001.
E, oltre a non ritirare queste false accuse, l’FBI non ha mai indagato oltre per scoprire i reali colpevoli!
Alla faccia della professionalità.

Sembra quasi che, anzichè scoprire la verità riguardo l’11 settembre, agli USA interessasse piuttosto strumentalizzarlo per dichiarare guerra impunemente a chiunque volessero.

Per non parlare poi della più che dubbia attribuzione di tutto a un tale di nome Osama bin Laden, capo di una onnipresente organizzazione terroristica denominata AlQaeda fino ad allora sconosciuta e dalla struttura, posizione e componenti tuttora ignoti.

Ad oggi, nessuna prova della validità di queste congetture è mai stata portata.
Volendo, Osama bin Laden potrebbe fare causa per diffamazione al governo USA, e legalmente avrebbe anche ragione!
Incredibile ma vero.

Ora, considerando queste informazioni, chi ci dice che tutto questo non sia soltanto semplice incompetenza, ma parte di una manovra di depistamento ben più grande per coprire i reali avvenimenti dell’11 settembre?

C’è un limite al numero di errori che si possono commettere in buona fede in un’unica occasione, e quel limite è già stato ampiamente superato da tempo. E’ ora di chiedersi se non ci sia della malafede in gioco, e in questo caso per quali motivi.

Fonte

1 commento »

  1. un ottimo articolo pieno di riflessionei interessanti

    Commento di Depressione — marzo 19, 2007 @ 4:00 pm


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