Angolo del Gigio

ottobre 26, 2011

Black block e Indignados: pedine del nuovo ordine mondiale?

Black block e Indignados: pedine del nuovo ordine mondiale?
Armando Pascale tratto da http://ildemocratico.com/2011/10/16/black-block-e-indignatos-pedine-del-nuovo-ordine-mondiale/

“I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senza armi” recita la nostra Carta costituzionale. Sabato 15 ottobre le televisioni di tutto il globo hanno rimbalzato le immagini di una città eterna in stato d’assedio: lacrimogeni, idranti, bombe carta, banche e uffici presi d’assalto. Il frammento italiano della rivoluzione mondiale degli indignados ha assunto un contenuto atipico rispetto alle parallele manifestazioni consumatesi in ogni angolo del mondo. Dalla vecchia Europa all’altra sponda dell’Atlantico le manifestazioni sono state caratterizzate da un anima pacifica, almeno nei limiti del possibile per una manifestazione che coinvolge grandi masse. Si potrebbe obiettare che a New York non sono mancati gli scontri con le forze dell’ordine ma, a onor del vero, nella grande mela la tensione persisteva da alcune settimane e lì la polizia  si è dimostrata fortemente risoluta ad arrestare centinaia di persone inquiete a pochi metri da Wall street. Ma si sa che la polizia nel paese della libertà non ha fama di essere particolarmente tenera.

A Roma invece le persone arrestate sono state 12. Pochine in proporzione ai milioni di euro di danni, alla risonanza mediatica degli scontri e all’effetto psicologico causato dalle immagini di questi nell’opinione pubblica. E pure da qualche giorno la Questura di Roma aveva lanciato l’allarme: alcune decine di facinorosi avevano già esternato le loro malsane intenzioni sui blog della rete e alcuni bus sono giunti nella capitale già colmi di giovani incappucciati in perfetto stile “black bloc”, secondo una terminologia nata poco più di un decennio fa a Seattle. Eppure l’azione preventiva delle forze dell’ordine ha fatto acqua da tutte le parti. Lo scrivente, da testimone oculare degli scontri di Piazza San Giovanni ha visto la longa manus dello Stato cedere gratuitamente  lo scettro del monopolio della forza a una centinaia di sedicenti crociati dell’indegnità globale. Le camionette della polizia si muovevano come guidata da un armata brancaleone su un campo di battaglia già devastato, girando su loro stesse come trottole impazzite, qualche timido spruzzo con l’idrante più adatto a un effetto scenico che a disperdere la folla.

Perché tutto ciò? L’Italia è divenuto ostaggio di un manipolo di violenti? Le forze dell’ordine nostrane sono davvero così inette da non saper affrontare un’emergenza annunciata?

La risposta a questi inquietanti interrogativi non è univoca ma, in linea di principio, è negativa. Si potrebbe avanzare la tesi, ardita ma non inedita, che all’interno di questi manifestanti vi siano infiltrazioni  “esogene” estranei al movimento. Come una sorta di moderni mercenari alcuni violenti potrebbero in realtà essere stati assoldati dall’alto, e con uno scopo ben preciso. Solo un’ennesima versione della teoria del complotto che vorrebbe screditare tutti i centri di potere costituiti? Non si può avere la presunzione fatale di rispondere a questa domanda senza adombrare il minimo dubbio. Tuttavia l’odore di marcio qualcuno l’aveva già percepito, alcuni mesi fa, nella culla del movimento indignado, quella Spagna che più di altri paesi europei ha sofferto la congiuntura economica mondiale.

Nel paese iberico l’apparente spontaneità del movimento è stata stroncata da un nome e un volto: quello di Enrique Dans. Studente modello, Dans ha studiato economia in atenei di eccellenza a stelle e strisce quali Ucla e Harvard. Indottrinato alle teorie consumistico-capitalistiche, il giovane spagnolo avrebbe poi avuto la sua “conversione sulla via di Damasco” a teorie decisamente più eterodosse. Peccato che Dans, autoproclamatosi condottiero della gente di Puerta del Sol abbia non solo un passato, ma anche un presente da collaboratore di gruppi finanziari multinazionali quali Barclays bank e Bancacivica. “Altri promotori del movimento 15M sono Javier de la Cueva, che ha lavorato a lungo con il quotidiano atlantista e neo-liberale El Pais, Carlos Sánchez Almeida, proprietario di un importante studio legale con sedi a Madrid e Barcellona, così come una serie di altri personaggi con collegamenti”. Il dato è tratto: il furore primaverile madrileno sarebbe stato solo la polveriera di un dissenso controllato e pilotato dall’alto. Una momentaneo valvola di sfogo per le masse che desse adito a piccoli cambiamenti socio-economici, inidonei a far collassare l’ordine economico mondiale che si sta combattendo. “manovrados” dunque, altro che “indignados”: migliaia di persone in balie di oligarchie del denaro che invece di abbattere l’iniquo sistema finanziario occidentale lo rafforzano nelle fondamenta.

Il 15 giugno un video in rete fa il giro del mondo. Durante un attacco dei mossos (la polizia  catalana) a un gruppo di manifestanti, in quel di Barcellona, vengono fermati 20 manifestanti violenti. Ma non appena questi vengono riconosciuti, vengono solamente allontanati dalle forze dell’ordine dopo una breve discussione verbale. Ecco allora che qualcuno ha denunciato la “teoria degli infiltrados”, ovvero dei mercenari assoldati per pilotare il movimento alla deriva o, comunque per sviarne gli scopi. Gli infiltrados sarebbero noti alla polizia e farebbero solo il loro “dovere”. Ma chi sono i mandanti? In Spagna si è parlato di banchieri e partiti minori (si ricordi che la miccia del movimento è stata la modifica della legge elettorale con il rialzo della soglia di sbarramento al 3%).

Ma l’ombra del nuovo (?) ordine mondiale delle oligarchie sulle manifestazioni iberiche non finisce qui. Si è notato come nella piazza di Puerta del Sol dove per giorni sono rimasti accampati gli indignati si siano presto formati dei particolarismi, partitici, sociali e addirittura sessisti. Piccoli comitati esecutivi di centri d’interesse pronti a sabotare le ragioni della piazza secondo il noto precetto “divide et impera”.

Questo agghiacciante background non è difficile da traslare in Italia dopo quello che si è visto a Roma sabato. I germi di un sabotaggio pilotato ci sono tutti anche nel nostro paese. Difendere lo status quo può spesso richiedere mezzi machiavellici. Ecco che allora le elite dominanti divengono capaci di qualsiasi macchinazione. Si può ipotizzare, alla luce delle incongruenze spagnole, che oggi in Italia qualcuno voluto prevenire un “golpe” troppo grande creando piccoli danni per prevenire danni maggiori. Infiltrare apparenti militanti violenti per diffamare un intero movimento e per demistificarne quella che probabilmente ne è la “giusta causa”. Dopotutto in Italia più che in altri paesi si respira un clima di insoddisfazione sociale , un’insofferenza al sistema politica, un anelito al cambiamento. Un mix esplosivo di congiunture, un terreno fertile per dare il “la” a una rivoluzione su grande scala. Ecco che allora le istituzioni, anche straniere in quanto timorose di un contagio, potrebbero avere interesse a far naufragare la barca prima che lasci il porto.

Solo un mucchio di cervellotiche elucubrazioni? Chi era a Piazza San Giovanni sabato potrebbe pensarla diversamente…

Tratto da: www.disinformazione.it

aprile 24, 2011

Radiazioni e decontaminazione.. Tutti i danni del nucleare, una maledizione sui nostri figli!

Radiazioni e decontaminazione

Marcello Pamio – 7 aprile 2011

Le centrali atomiche sono fabbriche pericolosissime che producono atomi radioattivi – di solito dall’Uranio e dal Torio – e grandi quantità di calore.
Un impianto nucleare, usa il calore generato dalla decomposizione radioattiva per far bollire l’acqua, i cui vapori serviranno a mettere in moto delle turbine e produrre energia elettrica. Si tratta del modo più costoso, rischioso, assurdo e ignorante per produrre energia!
Se l’assorbimento del calore, per un qualsiasi motivo, viene meno, le barre di uranio si surriscaldano e possono esplodere o fondere, esattamente quello che è accaduto a Chernobyl e ultimamente nella centrale di Fukushima in Giappone.

L’immenso spreco di acqua 

Una piccola centrale da 1000 MWatt (1 GWatt) ha bisogno di 1.800.000 litri di acqua ogni minuto, cioè 30.000 litri al secondo, circa un terzo della portata del nostro Po, solo per raffreddare i reattori.
Questo è il motivo per cui le centrali vengono costruite vicino a fonti di acqua fresca: mari, laghi e fiumi.
In Francia, il 40% di TUTTA l’acqua consumata in un solo anno viene usata per raffreddare i propri reattori nucleari!

Nonostante lo spreco incredibile di acqua, a livello ufficiale si propaganda esclusivamente il basso costo per kilowatt di energia prodotta dal nucleare, nessuno calcola i costi e i danni irreparabili ed irreversibili all’ambiente e agli esseri umani delle emissioni radioattive. Se infatti si considerassero i danni all’ecosistema e le malattie indotte dalle radiazioni (leucemie, tumori, malformazioni, sterilità, impotenza, ecc.) l’energia nucleare risulterebbe essere antieconomica, antiecologica e antiumana!
A 25 anni di distanza da quel sabato 26 aprile 1986, giorno dell’incidente accaduto alla centrale di Chernobyl in Bielorussia, si continuano ancora oggi a contare i morti, anche se il loro numero rimane un mistero!
L’Onu, irriverentemente, parla di 65 morti e forse 4000 presunti, mentre Greenpeace denuncia almeno 200.000 sicuri e circa 6 milioni di morti nei prossimi decenni. La triste e amara realtà è che oggi stiamo ancora pagandone le conseguenze.

Il terremoto in Giappone 

La realtà giapponese è forse anche più grave: un reattore è andato in fusione producendo un inquinamento radioattivo pesantissimo. Le notizie sono frammentarie, e come sempre, non sapremo mai con esattezza l’entità dei danni e soprattutto dei rischi per gli esseri umani.
Certamente il fallout radioattivo, cioè la ricaduta delle particelle radioattive non riguarderà il Sol Levante, ma l’intero pianeta. Grazie alla circolazione di venti che distribuiscono gli inquinanti in tutta l’atmosfera, grazie alle correnti atmosferiche, oceaniche, le circolazioni idriche sotterranee, le alghe, pesci, uccelli, ecc. la radioattivià giungerà nel continente americano prima ed europeo poi.

Nonostante le rassicuranti parole degli esperti, dei testimonial pubblicitari, dei noti oncologi televisivi, dei governi e naturamente dei loro mentori (lobbies dell’energia e del cemento) le centrali atomiche sono pericolosissime.
Ricordiamo Chernobyl e pochi altri, ma secondo il Sipri, l’Istituto svedese per le ricerche pacifiche) dal 1945 fino al 1986 gli incidenti nucleari seri sono stati 160.[1] Secondo il Chemical and Engineering News, fino al 1977 gli incidenti nucleari statunitensi si aggiravano intorno ai 10.000![2]

L’attuale disastro ambientale del Giappone è solo l’ultimo in ordine cronologico e sembrerebbe molto più grave di quello avvenuto 25 anni fa.
La d.ssa Helen Caldicott, ex fisico dell’Università di Harvard e super esperta nucleare, ha descritto il disastro di Fukushima come una “catastrofe assoluta”, parecchie volte peggiore di quella di Chernobyl, anche perché la centrale giapponese contiene 30 volte le radiazioni di quella russa. Continua la d.ssa Caldicott denunciando che “Il mondo ora sta pagando – e pagherà comunque vada la crisi di Fukushima. Un prezzo salato per l’arroganza e l’avidità che hanno alimentato la loro voglia di costruire sempre più reattori. Facendola bere a politici ingenui, spingendo sui media, e portando una gran parte del pubblico a pensare che il nucleare sia una soluzione ‘verde e pulita’ per il problema del riscaldamento globale, l’industria nucleare ha costruito strutture in modo improprio, con poco o nessun riguardo per le norme di sicurezza, e lo hanno fatto spesso con il nulla osta delle autorità di governo”.[3]

Cosa si può fare per ridurre i rischi di eventuali contaminazioni radioattive? 

Per proteggersi e difendersi da qualche cosa è importante comprendere e conoscere il nemico.
E’ doveroso a questo punto ricordare che non molto si può fare contro le subdole e penetranti radiazioni nucleari, ma certamente ridurne i danni è assai importante.
Altra cosa estremamente utile è in questo periodo, non farsi prendere dal panico e dalla paura, perché tali emozioni giocano un ruolo deleterio bloccando e paralizzando le coscienze.

Cos’è la radioattività 

La radioattività è una violenta espulsione di microscopici ammassi di energia o particelle elettriche da parte di nuclei non stabili che si trasformano in altri emettendo particelle. Le particelle espulse si dicono ionizzanti perché rendono instabili le strutture di altri atomi, in cui si imbattono.
La ionizzazione può interessare l’aria, l’acqua, le pareti di una casa, la macchina e anche un organismo vivente come l’uomo e l’animale.

I radionuclidi 

Si dicono radionuclidi o radioisotopi tutti quegli atomi che emettono radiazioni Alfa, Beta e Gamma.
Sono sempre presenti nell’atmosfera intorno alle centrali nucleari o dopo una esplosione atomica.

Ufficialmente si conoscono sedici radionuclidi: 

Kripto-88, Stronzio-89-90-91, Yttrio-91, Zirconio-95, Molibdeno-99, Rutenio-103-106, Tellurio-127-129-131-132, Antimonio-127-129, Iodio-129-131-132-133-135, Cesio-134-136-137, Bario-140, Lantanio-140, Cerio-141-144, Nettunio-239, Plutonio-239, Curio-242.

Questi radioisotopi hanno un tempo di dimezzamento[4] molto diverso.

Per esempio lo Iodio-132 ha un tempo di dimezzamento di sole 2,4 ore, mentre il Plutonio-238 di 87,7 anni, per arrivare al Plutonio-239 che si dimezza in circa 24.100 anni.

In quanto ionizzanti sono tutti estremamente pericolosi per la salute umana, ma quelli che più interessano dal punto di vista salutare sono: Iodio 131, Cesio-137 e Stronzio-90.

Proprio i radioisotopi che vengono liberati da disastri nucleari e da esplosioni atomiche.

Radiazioni Alfa 

Gli elementi che emettono Raggi Alfa sono: Plutonio-239, Uranio-233, Radio-226, Radon-222 e Polonio-210.
La radiazione Alfa, essendo di carica positiva, quando colpisce un organismo vivente, viene attratta da un organo o un apparato avente carica opposta, cioè negativa.
I danni possono essere semplici infiammazioni, necrosi o ustioni che colpiscono sia le cellule che le terminazioni nervose.
Gli organi più esposti alle radiazioni Alfa sono gli occhi e le orecchie, ma anche il cranio e i nervi cerebrali.
Tali radiazioni per fortuna hanno una penetrazione molto limitata e infatti basta coprire la pelle con indumenti spessi per proteggersi.
Risulta utile fare frequenti docce per lavare la pelle usando saponi all’argilla o alle alghe, mentre internamente la protezione si ottiene con assorbenti fitici e alginici (cereali integrali e alghe e loro estratti), anche l’argilla verde ventilata è un ottimo assorbente.

Radiazioni Beta 

Gli elementi che emettono radiazioni Beta sono: Cesio 136-137, Iodio-131, Rutenio-106, Stronzio-89-90, Yttrio-90, Kripto-85, Zinco-65, Cobalto-60, Potassio-42, Fosforo-32, Carbonio-14.
Le radiazioni Beta sono molto più penetranti delle Alfa e quando entrano nell’organismo creano microscopiche ustioni, alterano i campi magnetici biologici, inattivano enzimi e vitamine, infiammano e indeboliscono l’apparato sessuale, fanno cadere i capelli e danno senso di stanchezza.
Quando un raggio Beta colpisce l’organismo è come un fulmine che si scarica sulle pareti delle arterie, sulla pelle, ustionando e lesionando.
Una buona difesa dalle radiazioni Beta, come vedremo alla fine del presente articolo, si ottiene con l’argilla verde ventilata e gli assorbenti alginici (alghe) e acidi fitici (cereali integrali).
Inoltre l’uso alimentare di fermentati, che stimolano tutte le ghiandole ormonali, è molto efficace sia come decontaminante che come ristrutturante nei punti colpiti dalle radiazioni.

Radiazioni Gamma

Gli elementi che emettono raggi Gamma sono: Cesio-137, Iodio-131, Kripto-85, Zinco-65, Cobalto-60, Potassio-40-42.

I raggi Gamma, della stessa natura dei raggi X delle radiografie, non sono corpuscoli ma ammassi di energia radiante: onde elettromagnetiche a piccola lunghezza d’onda e perciò molto penetranti da oltrepassare una lastra di piombo di 22 mm di spessore!

I raggi Gamma attraversano l’organismo umano come la luce attraversa il vetro di una finestra e possono provocare serie alterazioni strutturali dell’equilibrio elettrico cellulare; cedere per esempio energia a un elettrone libero facendolo diventare un pericoloso raggio Beta.

La difesa sta nella presenza continua di alginati, fitati, argilla e minerali come calcio, magnesio, potassio e sodio e in un apparato digerente forte e sano.

Iodio-131 

Questo radionuclide è molto preoccupante per la salute per via della sua rapidità di assorbimento e immediata concentrazione nella tiroide. Si deposita inoltre nel fegato e ghiandole sessuali.
La tiroide negli esseri umani ha bisogno di Iodio per sintetizzare gli ormoni tiroidei e assume questo importante minerale dagli alimenti e in misura minore dalla respirazione[5].

Quando la concentrazione dello Iodio, a causa di una nutrizione non corretta, è scarsa, la tiroide diventa particolarmente avida di questo minerale e quindi lo accumula rapidamente appena lo riceve dal sangue.
Se a seguito di un indicente nucleare la concentrazione del radionuclide Iodio-131 nell’aria, terreno, alimenti, aumenta, questo viene assorbito istantaneamente nella tiroide stessa, raggiungendo dosi elevatissime.

Lo Iodio radioattivo nella ghiandola è in grado di provocare seri processi infiammatori e tumorali. 

La tiroide accumula Iodio in maniera inversamente proporzionale alla sua massa: tiroidi più piccole, come nei bambini, accumulano maggiormente Iodio-131 rispetto le tiroidi grandi degli adulti![6]
Il periodo di latenza medio fra l’esposizione alle radiazioni e la diagnosi di patologia tiroidea è di circa 4-5 anni. I più frequenti tumori tiroidei infantili causati da un disastro nucleare sono i carcinomi papillari, mentre lo stato pre-tumorale è rappresentato dall’iperplasia micropapillare.[7]
Il tempo di dimezzamento biologico dello Iodio-131 è di 138 giorni, ma il suo dimezzamento fisico (cioè il tempo che l’organismo impiega per eliminarne la metà) è di soli 8 giorni.
La sostanza alimentare che ne viene impregnata in modo maggiore è il latte, mentre se non sono state irradiate, le varie crocifere (cavolo, verza, ecc.) stimolano l’aumento del glutatione che è uno dei migliori “spazzini” biologici dei radicali liberi.

Cibi naturali che contengono Iodio organicato e prontamente assimilabile (mg/100gr di alimento)
Zucca 0,062 mg, anguria 0,040 mg, cetriolo 0,037 mg, spinaci crude 0,036 mg, asparagi 0,030 mg, rape e bietole 0,025 mg, mirtilli 0,020 mg, arachidi 0,020 mg, fragole 0,019 mg, carciofi 0,018 mg, melanzane 0,017 mg, pesche 0,016 mg, banane 0,012 mg, carote e patate 0,012 mg ecc.[8]

Cesio-137 

Il Cesio viene assorbito a livello intestinale in modo rapidissimo e la sua struttura chimica è molto simile a quella del Potassio, quindi viene utilizzato dall’organismo per “riempire” le cellule (visto che all’interno delle cellule c’è il Potassio e fuori il Sodio). La conseguenza è che la sua maggiore concentrazione si avrà nel muscolo degli animali, quindi nella carne che si mangia.

Il tempo di dimezzamento del Cesio-137 è di 30 anni, ma il dimezzamento biologico (cioè il tempo che l’organismo impiega per eliminarne la metà) è di 110 giorni.

Importantissimo è aumentare nell’organismo la quantità di Potassio organico in modo tale da complicare la vita al Cesio. Ovviamente se c’è poco Potassio nell’organismo, il Cesio potrà piazzarsi più facilmente dentro le cellule, creando seri problemi di salute.

Stronzio-90 

Il Cesio viene scambiato per Potassio, mentre lo Stronzio viene scambiato per Calcio e quindi viene assorbito subìto dal’organismo che lo fissa nelle ossa.
Lo Stronzio-90 ha un tempo di dimezzamento fisico di circa 28 anni e mezzo, ma una volta fissato dalle ossa può rimanere lì per tutta la vita. Lo Stronzio si concentra nel latte degli animali quindi si dovrà porre attenzione alle proteine di derivazione alimentare.
A livello intestinale ne viene assorbito circa il 30%, ma importantissimo evitare anche questo minimo assorbimento.
L’acido alginico delle alghe si fissa allo Stronzio e ne impedisce l’assorbimento, mentre l’acido fitico dei cereali integrali aiutano nella fissazione del radionuclide per cui il loro utilizzo può essere di estrema utilità.

Protezione interna: sistema linfatico e ghiandole 

Il sistema linfatico è una rete di canali in cui sono inserite le linfoghiandole (nodi linfatici) che servono da filtri: trattengono o distruggono virus, batteri, impurità, ecc.
La linfa inoltre provvede a nutrire le cellule e a raccogliere le sostanze di rifiuto.
Gli organi e ghiandole maggiormente esposte ai radionuclidi sono: fegato, cistifellea, pancreas, milza, reni, polmoni, ghiandole digestive, tiroide, timo, surreni, ipofisi, ghiandole sessuali.
Le radiazioni Beta e Gamma seccano, ustionano e invecchiano i tessuti colpiti.
Lo Iodio-131 si deposita nella tiroide, fegato e ghiandole sessuali, il Cobalto-60 nel pancreas, il Cromo-51 nelle reni e tiroide, il Plutonio-239 nei polmoni e il Potassio-40 negli organi sessuali.

L’importanza della nutrizione 

Un regime alimentare vegetariano o vegano crudista, risulta di fondamentale importanza in questa fase, perché fornisce all’organismo enzimi, vitamine, minerali fibre e antiossidanti che aiutano le cellule e il sistema immunitario a proteggersi e a ridurre i danni dei raggi ionizzanti Alfa, Beta e Gamma.
Fornendo grandi quantità di Calcio, Iodio e Potassio organici, essi potranno intralciare i danni del Cesio, Iodio e Stronzio.

Protezione esterna 

Le docce come abbiamo detto prima sono molto importanti per lavare via le tossine dalla pelle.
E’ possibile farsi in casa uno shampoo con prodotti decontaminanti:
–          200 gr di shampoo neutro.
–          1 cucchiaino di argilla verde
–          1 cucchiaino di alghe in polvere

Decontaminare frutta e verdura 

Lasciare frutta e verdura in ammollo per almeno un ora in acqua contenente 2 cucchiai di argilla e un cucchiaio di alghe.

Perché le alghe hanno proprietà antiradioattive? 

Gli acidi alginici dell’alga assorbono e neutralizzano le radiazioni.
Le alghe più assorbenti sono della specie Fucus, seguite dalle Laminarie e dalle alghe rosse.
Gli alginati, sempre contenuti nelle alghe, sono dei chelanti naturali in grado di assorbire i metalli pesanti radioattivi come il Plutonio-239, Uranio-235, Nettunio-239, Curio-242 e altri meno pesanti come il Piombo, Mercurio, Cobalto e Cadmio.
Gli acidi alginici e l’argilla non sono assimilabili dall’uomo, per cui escono senza intossicare il corpo.
Alla Mc Gill University di Montreal si è scoperto negli anni ’60 che l’aginato di sodio presente nell’alga Kelp può ridurre dal 50% all’80% la quantità di Stronzio radioattivo, assorbito attraverso l’intestino. L’alginato di sodio si lega allo Stronzio radioattivo e assieme vengono espulsi attraverso le feci.

Perché l’argilla ha proprietà antiradioattive? 

L’argilla è formata da silicati di alluminio idrati al naturale, cioè con proprietà bioregolatrici e assorbenti.
L’alluminio in natura si trova sotto forma di ossido, e come solfato è un purificatore di acque.
L’argilla non è assimilabile per cui viene espulsa dal corpo con le feci.
L’argilla si prende per un brevissimo periodo, mettendo alla sera un cucchiaino (solo di legno, no plastica e neppure metallo) di argilla verde ventilata. Si mescola vigorosamente. Alla mattina bere solo l’acqua buttando via il fondo depositato.

L’importanza dei fermentati 

L’azione dei fermentati è quella di attivare naturalmente e al massimo grado la respirazione cellulare e con ciò di interrompere le reazioni dismetaboliche provocate dalle radiazioni.
Il fermentato è un predigerito crudo, ricchissimo di vitamine, enzimi, ormoni e sali minerali prontamente assimilabili.

Ricordo ancora l’importanza di rimanere tranquilli e soprattutto di evitare panico e paura: simili emozioni bloccano e paralizzano le coscienze, complicando il quadro generale.


[1][1] “La decontaminazione radioattiva”, Mercedes Deotto Salimei
[2] Idem
[3] “Destroyer of Worlds“ relazione della d.ssa Caldicott del 16 marzo 2011, tratto dall’articolo “Continua in Giappone la disinformazione sul disastro nucleare”, Edoardo Capuano,www.ecplanet.com/node/2384
[4] “Tempo di dimezzamento” è il tempo in cui la loro radioattività di dimezza o, detto in altro modo, il tempo che deve trascorrere affinché la metà dei nuclei di un dato radionuclide vada incontro a decadimento.
[5] “Ripercussioni sanitarie in caso di disastro nucleare”, dottor Roberto Gava http://www.informasalus.it/it/articoli/ripercussioni-sanitarie-disastro-nucleare.php
[6] Idem
[7] Idem
[8] “La tiroide e tutto il resto”, Valdo Vaccaro http://valdovaccaro.blogspot.com/2010/04/la-tiroide-e-tutto-il-resto.html

Tratto da: www.disinformazione.it

aprile 23, 2011

Entro il 2050 l’uranio sarà esaurito.. e il Buffone del Consiglio nuove costruisce centrali..

Entro il 2050 l’uranio sarà esaurito
Avv. Luca Troiano per www.disinformazione.it – 6 aprile 2011

Non basterebbe uno scaffale di libri per mettere sul tavolo le ragioni pro e contro il nucleare. Questo articolo si limita ad informare riguardo ad un singolo aspetto, quello dell’uranio. E del suo possibile esaurimento entro i prossimi quarant’anni.

Il governo dice che le centrali saranno pronte entro il 2020. Quello che nessuno dice è che per allora l’uranio potrebbe essere sulla via dell’esaurimento. Lo scorso ottobre l’analista Adam Schatzker, del gruppo finanziario RBC Capital Markets, ha affermato che le previsioni sulle estrazioni di uranio registreranno dei deficit a partire dal 2012-13, con un conseguente aumento del suo costo sul mercato1. Un deficit destinato a crescere negli anni a seguire. Solo in questo primo scorcio di 2011, ad esempio, il prezzo è aumentato già del 32% rispetto all’anno prima2.

A determinare la scarsità dell’elemento, a parere di Schatzker, sarà l’impennata della domanda nel mondo e soprattutto della Cina. Lo scorso luglio Pechino ha annunciato l’intenzione di costruire 60 nuove centrali entro il 20203, che andrebbero ad aggiungersi a quelle già esistenti. Secondo la World Nuclear Association, se il progetto andrà in portò la potenza nucleare cinese toccherà quota 85.000 megawatt, circa nove volte quella attuale. Ma ogni centrale necessita di 400 tonnellate di uranio all’anno, il che porterà ad un picco delle importazioni, e quindi dei prezzi. Solo nel 2010 la Cina ha importato 17.136 tonnellate di uranio, il triplo rispetto al 2009. Come al solito, sono i grandi numeri di Pechino a spostare gli equilibri del resto del mondo.

A ciò va aggiunta la fine dello smantellamento dell’arsenale atomico russo entro il 2013, che ridurrà l’uranio a portata di mano in circolazione. Si calcola che lo smantellamento delle testate fornisca circa un terzo (20-25.000 tonnellate) del fabbisogno di uranio su scala globale. L’esaurimento di questa fonte, di conseguenza, peserà non poco sulle quotazioni di mercato dell’uranio da estrazione.

Oggi nel mondo sono operativi 441 reattori nucleari in 30 paesi, per una capacità totale di oltre 376 gigawatt, i quali necessitano ogni anno di 69.000 tonnellate di uranio. Attualmente, 59 nuovi reattori sono in costruzione; altri 493 (tra cui i quattro che dovrebbero sorgere ne Belpaese) sono stati proposti o pianificati e altri 84 progetti, infine, sono in fase studio. Se tutti questi progetti dovessero essere implementati, secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica (IAEA) la produzione di energia dovuta al nucleare toccherà quota 807 gigawatt4.

Nel 2007 l ‘Uranium Resources, Production and Demand, nota come Red Book, che viene pubblicata ogni due anni in collaborazione da IAEA e NEA, le agenzie per l’energia nucleare rispettivamente dell’Onu e dell’Ocse, contabilizzava circa 5,5 milioni di tonnellate di uranio nelle riserve accertate e quasi il doppio (10,5) in quelle ancora da scoprire. Sufficienti per foraggiare le centrali per oltre 100 anni5. Il successivo rapporto del 2009 rivedeva le cifre al rialzo. Stime in realtà ottimistiche. Va escluso dal computo l’uranio presente in mare (tre parti per miliardo, per un ammontare di 4-5 miliardi di tonnellate totali) e quello situato a rilevante profondità, il cui costo sarebbe esorbitante rispetto ai ricavi finali.

Ai ritmi attuali le riserve di uranio effettivamente utilizzabili potrebbero già essersi esaurite entro il 2050. Lo sostiene Yogi Goswami condirettore del Clean Energy Research Centre dell’Università della Florida, in un’intervista al quotidiano Decchan Cronichle dello scorso settembre5.

I giacimenti di uranio accertati sul pianeta sono stimati in 4-5 milioni di tonnellate. Un consumo di 69.000 tonnellate annue li esaurirà in 42 anni. O forse la metà, se come sembra il numero delle centrali raddoppierà entro i prossimi venti. Con la conseguenza che quando tutti i reattori saranno pronti non ci sarà più combustibile per alimentarli.

Le tecniche di riprocessamento, che porterebbero al reimpiego delle scorie già esauste, sono attualmente in fase di studio o comunque non prolungherebbero la disponibilità di uranio in misura significativa.

A onor del vero, secondo gli analisti un aumento del costo dell’uranio non comporta necessariamente un aumento del prezzo dell’energia prodotta. Questo perché l’uranio per il 5-10% sui costi operativi, mentre gli idrocarburi incidono per l’80%. Ma chi ci assicura che le compagnie che avranno in gestione le centrali non ricaricheranno il prezzo ad ogni minima oscillazione delle quotazioni del combustibile, esattamente come l’arbitraggio che i colossi petroliferi esercitano sul prezzo del greggio?

Non dimentichiamo che in ogni caso il nucleare coprirebbe solo una fetta del nostro fabbisogno energetico, la cui parte del leone sarebbe sempre e comunque appannaggio dei combustibili fossili.

Una conclusione. Che le rassicurazioni sulla sicurezza delle centrali che (si spera non) avremo sul nostro territorio e le lodi sui benefici dell’energia prodotta sono ben poca cosa di fronte ai rischi che l’opzione nucleare comporta, lo sappiamo tutti.

Ma l’aspetto più perverso e più inquietante del (non) dibattito sul nucleare è la carenza di informazione. Se i sostenitori dell’atomo ripetono come un mantra che non si decide sull’onta dell’emozione, si può rispondere che non si decide neppure se non c’è informazione.

Le millantate promesse del governo sull’indipendenza energetica si scontrano con una realtà ancora più allarmante di quanto non suggerisca l’evidenza.

Se prima credevamo di dover importare uranio per far funzionale le centrali, ora rischiamo di costruire le centrali e di doverle chiudere poco tempo dopo per carenza di combustibile.

Giusto in tempo per accollarci tutti i costi e i rischi di questa scelta senza neppure aver goduto dei vantaggi.

Luca Troiano

1 http://www.nytimes.com/2010/11/17/business/energy-environment/17FUND.html
2 http://www.stonehengemetals.com.au/uiacdocs/2011/RBCUraniumMarket_China.pdf
3 http://www.nuclearnews.it/news-299/cina-corsa-alluranio/
4 Dati IAEA
http://www.iaea.org/newscenter/news/2010/uraniumfuels.html
http://www.oecd-nea.org/press/2008/2008-02.html
http://www.deccanchronicle.com/node/176597/print

 Tratto da: www.disinformazione.it

aprile 18, 2011

Le rivoluzioni franco-britanniche – Come fottono l’Italia col “Placet” del coglione del consiglio

Le rivoluzioni franco-britanniche

Lino Bottaro – fonte: http://etleboro.blogspot.com/ – tratto da http://www.stampalibera.com/?p=22848 

Roma/Balcani – Il Nord-Africa è in fiamme, un’escalation di rivolte trasformatesi ben presto in guerre civili. Questa è la guerra del Mediterraneo, volta a tracciare le nuove sfere di influenza energetiche e sottrarre ogni controllo all’Italia“. Questo quanto dichiarato da Michele Altamura, direttore dell’Osservatorio Italiano, secondo il quale sono ormai evidenti le manipolazioni delle campagne di disinformazione e dei falsi giustizialismi, volti a creare le “false rivoluzioni colorate” e così delle nuove false capitali islamiche. Un grande ruolo è ora svolto da Internet e dai social-network che rivelano così un volto molto pericolo, ossia di strumento per la creazione di assembramenti e riunioni di protesta, così come per il coordinamento delle grandi masse. In gioco vi sono gli interessi dei giganti petroliferi degli antichi colonizzatori franco-britannici dell’Africa, che con Total, Chevron, Exxon, Shell e BP hanno tracciato i propri imperi energetici, decidendo ora la destituzione di quei Governi che loro stessi hanno contribuito a creare. L’Italia, con i suoi piccoli giganti, è ora costretta ad arretrare sempre di più, vedendosi quasi costretta a lasciare Tripoli e la lunga serie di cooperazioni economiche sottoscritte con Gheddafi, mentre da sola dovrà affrontare l’ondata dei rifugiati che premono sulle coste di Lampedusa.

Mappa energetica dell’Africa musulmana

clicca per ingrandire

Tali eventi non potranno non avere un’eco anche nei Balcani, dove i Governi dalla stabilità già precaria rischiano di essere bersaglio di manifestazioni incendiarie, viste le implicazioni etnico-religiose sempre in gioco. Si ingrossano così i forum e i blog che fomentano odio, malcontenti, scontri, utilizzando ogni banale pretesto per accendere le micce degli scontri. Dall’aumento dei prezzi al congelamento delle pensioni, dalla costruzione di una Chiesa all’espropriazione di un terreno. Le zone calde nell’area balcanica sono tante, primo tra tutti il Sangiaccato che rivendica l’autonomia e maggiori diritti per l’etnia bosniaco-musulmana, seguito poi dalla Bosnia Erzegovina, polveriera in cui vengono trafficate troppe armi e troppo esplosivo, ed infine la Macedonia che non ha ancora risolto l’equilibrio interno macedone-albanese. I governi, in questa guerra silenziosa, non hanno strumenti per monitorare queste nuove realtà, in cui vi sono programmi specializzati volti ad innescare conflitti inter-etnici ed interreligiosi, tutto questo gestito in maniera trasnazionale. “I media non rappresentano più la libertà di stampa, ma sono diventati solo ed esclusivamente dei cartelli di disinformazione e di provocazioni, sono delle società private con degli interessi economici. La nuova “rivoluzione internettiana” serve unicamente a cambiare le zone di influenza e a mettere al potere governi-fantoccio ingovernabili – afferma Altamura -.L’Italia resta a guardare impassibile questo scenario paradossale, in cui sia la Russia che l’America o l’Inghilterra, e persino l’ultimo paese sperduto, possono infliggere ovunque un qualsiasi colpo.

Mappa presenza delle compagnie energetiche

clicca per ingrandire

Trato da: www.disinformazione.it

aprile 17, 2011

Silvio e: l’ Esigenza di un’associazione a delinquere nella magistratura (l’ultima buffonata..)

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconicontinua la propria guerriglia contro lamagistratura. L’ultimo atto del melodrammache va avanti da diciassette anni ha avuto luogo ieri pomeriggio al Palazzo dei Congressi dell’Eur a Roma. Intervenuto in occasione del primo meeting dell’associazione pidiellina Al servizio degli Italiani di cui è presidente onorario, Berlusconi non ha esitato a scagliarsi contro quelle toghe che avrebbero il compito esclusivo di sabotare gli equilibri politici vigenti nel nostro Paese, impegnandosi così in una vera e propria campagna «eversiva».

Quella che si è avuta ieri è stata l’ennesima riprova di come il leader del Pdl abbia ancor oggi la possibilità e le doti di arringare una folla pronta ad accogliere il suo verbo senza alcuna preclusione. Ancor prima che alla Costituzione o al rispetto della tripartizione dei poteri in una democrazia, l’attacco compiuto da Berlusconi è diretto alla lingua italiana e alla logica. Ancor prima che ai significati delle parole – ed è il normale che il pensiero corra al malizioso uso di una inesistente sinonimia tra i termini prescrizione assoluzione – il premier ha lavorato sulla sintassi, sul modo come le cose vengono disposte, sulla logica che intercorre tra le parti del discorso al punto che se un imputato viene portato in tribunale innumerevoli volte e per le accuse più varie, la deduzione più ovvia è che qualcuno si stia accanendo contro di lui e non che l’accusato possa essere recidivo nell’illegalità. Specialmente se il povero disgraziato non è per niente povero, specialmente se il disgraziato è Silvio Berlusconi.

Tangentopoli? Solo qualche errore – «Abbiamo a che fare con una magistratura che è permeata dalle idee della sinistra e che si è messa in campo per cambiare ciò che gli italiani hanno decisodi fare con il loro voto. In termini crudi si chiama eversione». Inizia così la parte più discussa dell’intervento di Silvio Berlusconi al Palazzo dei Congressi dell’Eur, il presidente del Consiglio si è poi cimentato in una esegesi degli ultimi due decenni di storia italiana con il chiaro obiettivo di dimostrare la mancata imparzialità da parte della magistratura. Per fare ciò il premier liquida Tangentopoli come l’eccessiva punizione per «qualche errore» commesso da parte di «quei partiti che avevano governato per cinquant’anni e consentendo agli italiani di vivere nel benessere e nella libertà» e riabilita – non per la prima volta – la figura simbolo di quello scandalo, Bettino Craxi: «Hanno fatto fuori Bettino Craxi, accusandolo di aver usato la politica per arricchirsi, mentre alla sua morte è stato dimostrato che non aveva lasciato nulla alla sua famiglia».

Poi l’excursus storico passa per il 1994 quando, secondo il premier, «il presidente della Repubblica di sinistra Scalfaro» convinse Bossi a togliere il sostegno a Forza Italia facendo cadere quel «primo governo di libertà». Ma tra le responsabilità dei magistrati ‘di sinistra’ ci sarebbe anche quella di aver fatto cadere nel 2008 il governo Prodi quando, «preoccupati di conservare i propri privilegi», avrebbero messo i bastoni tra le ruote all’allora ministro della Giustizia Clemente Mastella, uno che secondo Berlusconi «aveva visto giusto». Talmente bene che subito dopo il leader dell’Udeur trattò direttamente con Berlusconi un possibile ingresso nella coalizione di centro-destra.

Berlusconi: Processo breve mi può servire – Il discorso di Berlusconi si è poi concentrato sull’attualità e su quel «processo breve» che per molti costituisce l’ennesima legge ad personam di cui il premier beneficerà. Il capo del governo, anche se con fare quasi sorpreso, ammette che la norma potrebbe agevolarlo: «Il processo europeo (così lo ha ribattezzato Berlusconi, ndr) forse va anche a favore del compimento della prescrizione di uno dei tanti processi in cui mi hanno chiamato». Il riferimento è al processo Mills dove il presidente del Consiglio risulta accusato di corruzione, anche se lui giura di non ricordare di «aver mai conosciuto questo signor Mills».
E poi arriva la proposta shock, il colpo di scena che manda in giubilo i presenti. Berlusconi sostiene la possibilità che all’interno della magistratura possa esserci una vera e propria associazione criminale: «E’ giustificata la nostra richiesta dell‘istituzione di una commissione d’inchiesta parlamentare per accertare l’esigenza di un’associazione a delinquere a fini eversivi all’interno della magistratura».

Esigenza? Il nostro primo ministro avrebbe forse voluto dire ‘presenza’? Esigenza di un’associazione a delinquere all’interno di un organo dello Stato?

Maledetti lapsus.

Il video è stato realizzato da Irene Buscemi per Il Fatto Quotidiano.

Simone Olivelli

dicembre 11, 2010

Blackwa(te)r: la guerra sporca dei contractors in Afghanistan

Blackwa(te)r: la guerra sporca dei contractors in Afghanistan

In seguito all’annuncio di Hillary Clinton di rinnovare i contratti con le security agencies presenti in Afghanistan, il governo Karzai si è visto costretto a rimandarne la messa al bando dal paese. La Blackwater cambia il nome (ora Xe Services) ma non i metodi.

In Afghanistan la guerra è una cosa “privata”.

1. Mentre a Kabul prosegue la trattativa diretta tra il presidente Karzai e alcuni capi talebani per porre fine ad una guerra giunta al nono giro di boa, in Occidente è passata sotto silenzio la decisione del governo afghano, prima annunciata e poi ritirata, di mettere al bando le varie agenzie private di sicurezza  che operano nel paese.

Già in estate Karzai aveva disposto con decreto l’allontanamento di tutte le compagnie mercenarie dal paese (definite “ladri di giorno, terroristi di notte”), perché responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in Afghanistan. Il piano del presidente prevedeva lo scioglimento di tutte le compagnie nel termine del primo gennaio prossimo.

“Non solo provocano tanto disagio al popolo afghano,” aveva detto Karzai il 16 agosto, “ma sono in realtà in contatto con gruppi mafiosi e, forse, anche dietro il finanziamento di militanti, ribelli e terroristi”.

Il primo ottobre il portavoce del governo, Waheed Omar, annuncia la messa in atto dell’operazione. Otto agenzie sono colpite dal provvedimento con effetto immediato: le americane NCL Holdings e Four Horsemen International, l’inglese Compass International, le afghane White Eagle Security Services e Abdul Khaliq Achakza. A queste si aggiungono due compagnie minori delle quali non è stato reso noto il nome. Entro gennaio, ha aggiunto il portavoce, sarebbe scattato il divieto di lavoro per tutte le compagnie (ben 52) registrate presso il Ministero della Difesa. Nonostante l’opposizione di Washington, da agosto in poi Karzai si è dimostrato irremovibile. Almeno fino ad ottobre.

Il primo del mese, infatti, fughe di notizie dal Dipartimento di Stato Usa confermano la firma di un nuovo contratto miliardario tra il governo americano e le security agencies e il loro imminente ritorno in Iraq, mentre quelle già presenti in Afghanistan non sarebbero state ritirate . L’accordo, denominato Worldwide Protective Services Contract, ha durata quinquennale e costerà al contribuente americano oltre 10 miliardi di dollari.

Karzai, a quel punto, si è trovato tra due fuochi: quello popolare, esasperato dai soprusi commessi dai mercenari in nove anni di guerra, e quello degli Usa, che a suon di biglietti verdi riesce sempre a farsi ascoltare. Il presidente ha lasciato trascorrere un mese, incerto sul da farsi, o più prosaicamente alla ricerca di una spiegazione al suo dietrofront che gli consentisse di non perdere la faccia.

Sabato 30 l’annuncio: lo scioglimento delle compagnie è posticipato al marzo 2011. Motivazione ufficiale? Preservare “i progetti di sviluppo e i programmi finanziati dalla comunità internazionale”. Il giorno prima, ad esempio, il governo di Kabul aveva annunciato il completamento della linea ferroviaria, la prima del paese, che collegherà Mazar-i-Sharif all’Uzbekistan, facilitando commerci e rifornimenti, segno che i progetti finanziati dall’Occidente, ogni tanto, vanno anche a buon fine. Ma che il blocco del provvedimento di espulsione sia in ogni caso dovuto alle pressioni degli Stati Uniti, che nelle agenzie private hanno investito un mare di soldi, è evidenziato dagli stessi rapporti istituzionali che circolano a Washington.

2. I “contractors”, ossia gli agenti delle compagnie private di sicurezza, sono soldati a tutti gli effetti, in quanto stipendiati dal Dipartimento di Difesa. Tuttavia, il loro reclutamento presenta dei vantaggi rispetto all’impiego delle forze regolari: costano meno, perché sotto contratto a termine, e hanno un minore impatto sull’opinione pubblica, in quanto “meno in vista” rispetto ai militari effettivi. E infine, il governo non è tenuto a ritirarli dal paese entro il termine previsto per l’esercito: insomma, restano finché il Pentagono li paga.

L’esistenza di compagnie private alle quali sono affidati il servizio di sicurezza, nonché altri compiti, una volta di competenza esclusiva dell’esercito, è stata messa in luce dal cosiddetto “Blackwatergate”.

Il nome dell’agenzia Blackwater è conosciuto al grande pubblico dal 16 settembre 2007, giorno in cui alcuni uomini dell’organizzazione, di scorta ad un uomo d’affari nel centro di Baghdad, aprirono il fuoco sulla folla uccidendo 17 civili. La Blackwater finì nell’occhio del ciclone e gli Stati Uniti subirono un danno d’immagine, secondo un’indagine del Washington Post, peggiore dello scandalo di Abu Ghraib.

Due settimane dopo l’incidente, Erik D. Prince, ex marine e fondatore dell’agenzia nel 1997, decise di uscire allo scoperto per prendere le difese dei suoi uomini. “Quello che è avvenuto,” disse, “è stato un deprecabile incidente,” sottolineando che dall’inizio della guerra la stessa Blackwater aveva perso 30 uomini mentre nessuna delle persone scortate aveva subito danni. Nessuna precisazione circa operazioni svolte oltre al servizio di scorta, né tanto meno sul numero di civili uccisi nello svolgimento delle stesse.

La scoperta che il governo americano aveva “appaltato” una larga fetta della sicurezza in Iraq a gruppi di mercenari in perfetto stile “A Team” suscitò un enorme scalpore presso l’opinione pubblica. Al punto che il Congresso Usa nominò una commissione bipartisan, presieduta dal deputato democratico Henry Waxman, per indagare su quanto avvenuto in Iraq. Il rapporto finale, oltre a stigmatizzare le attività militari dell’agenzia (in 163 scontri a fuoco su 195 erano stati i suoi uomini a sparare per primi), non risparmiava accuse all’amministrazione Bush, colpevole di aver coperto l’operato dei contractors.

Si scoprì che la Blackwater aveva il suo quartier generale a Moyoc, nel North Carolina, dove addestrava 35000 uomini all’anno, e che possedeva addirittura una flotta di 76 aerei, soventemente concessi in affitto all’esercito regolare per le operazioni più delicate. E che dal 2001 aveva ricevuto dal governo Usa oltre un miliardo di dollari e di cui non è mai stato possibile documentare l’utilizzo. In seguito allo scandalo, Prince decise di sciogliere la compagnia. Per ricostituirla poco più tardi con un altro nome: Xe Services LLC.

In agosto, il Dipartimento di Stato ha condannato la Xe Services ad una multa di 42 milioni di dollari per violazione dell’embargo all’export di armi in Afghanistan. Ma Washington non ha smesso di chiudere un occhio sull’operato della compagnia: il 23 ottobre il Dipartimento di Giustizia ha archiviato il caso di Andrew J. Moonen, ex agente Blackwater, che il 24 dicembre del 2006 uccise con tre colpi di pistola Raheem Khalif, una guardia del corpo del vicepresidente iracheno Adel Abdul Mahdi.

L’archiviazione è giunta al termine di un iter giudiziario fatto di insabbiamenti e giustificazioni giuridiche (incertezza sulla legge da applicare, difficoltà nel reperire prove su un campo di battaglia, legittima difesa) o presunte tali. Per la cronaca, ogni processo intentato contro agenti della compagnia si è concluso con un nulla di fatto.

Compreso quello per la strage dei 17 civili a Baghdad nel 2007.

Per la verità, in questi anni non è stata l’unica agenzia di sicurezza ad aver evidenziato una condotta (ed una contabilità) inaffidabili. Alla fine del 2007 il Diplomatic Security Bureau, organismo di controllo Usa, rese noto che il Dipartimento di Stato non era stato in grado di documentare come fosse stato speso il miliardo di dollari elargito ad un’altra compagnia, la Dyn Corp International, messa sotto contratto per addestrare la polizia irachena. I revisori incaricati dal Congresso trovarono conti in disordine, pagamenti duplicati e spese per attrezzature mai utilizzate. Senza contare benefits ed extra vari ai dipendenti.

Una gestione disastrosa, insomma.

Alla quale la Clinton ha scelto di accordare una rinnovata fiducia.

3. Quella in corso in Afghanistan passerà alla storia come la più imponente guerra “privata” di sempre. All’inizio dell’anno il Pentagono impiegava nel paese 104.000 contractors e 68.000 soldati regolari, e il Congressional Research Service stimava che ai 33.000 soldati inviati da Obama sulla scia del modello (il surge) già sperimentato in Iraq si sarebbe aggiunto un ulteriore numero di mercenari tra i 26.000 e i 56.000. in Afghanistan, secondo l’organismo, la percentuale di agenti privati impiegata è la più alta che in ogni altro conflitto nella storia degli Usa. Dopo aver privatizzato i servizi pubblici, la sanità, le poste, i trasporti, lo zio d’America dimostra che si può appaltare anche la guerra.

Con l’inevitabile corollario della “deregulation”,

che nel caso di specie significa agire nell’impunità più assoluta.

Attualmente il numero di contractors si attesterebbe sui 26.000, di cui 10.000 statunitensi e 16.000 stranieri, per lo più locali. Le loro mansioni non si limitano al servizio di sicurezza, ma finiscono per sovrapporsi ai compiti operativi dei militari. In pratica, sono un doppione dei soldati in divisa. Se non fosse che loro non hanno regole da rispettare, a cominciare da quelle previste nelle Convenzioni sui diritti umani. E poco importa se la loro condotta sfocia in veri e propri abusi ai danni della popolazione, ci pensano i tribunali a mettere le cose a posto (rectius: a tacere).

4. Non sono solo i “vip” ad affidarsi alle cure delle compagnie di sicurezza private: anche la gestione della sicurezza delle basi Usa nel paese è affidata dai comandanti ad agenzie di contractors, che subappaltano il servizio ai signori della guerra locali. Con il risultato che i vertici militari Usa non sanno nulla di chi vigila sulle loro installazioni in terra afghana, e che secondo un rapporto del Senato sarebbero legate ai taliban, o all’intelligence iraniana.

Ma c’è di più.

Il 22 giugno un rapporto del Congresso Usa intitolato Warlord Inc, frutto di un’indagine durata sei mesi, evidenziava che i principali finanziatori degli insorti in Afghanistan sono proprio gli Stati Uniti. Questo perché il Pentagono appalta i trasporti logistici di rifornimenti per i militari Usa in Afghanistan a otto ditte private (civili) accreditate nell’ambito del programma chiamato «Host nation trucking» (trasporti nella nazione ospite), per cui spendono 2,1 miliardi di dollari. E il contratto prevede che siano le ditte stesse a provvedere alla sicurezza del trasporto. Considerato che le strade sono controllate da piccoli gruppi di signori della guerra (warlord, appunto), ne consegue che la sicurezza dei servizi di rifornimenti è affidata ai vari warlord presenti lungo il cammino. Si parla di 500 dollari per un camion da Kandahar a Herat (dove ha sede il contingente italiano) e di 50 dollari da Kabul a Gazni, per fare qualche esempio; ma in alcune zone più instabili si arriva anche a 1500 dollari. Un sistema formato da centinaia di agenzie private che dà lavoro a circa 70000 uomini armati. E che alimenta una spirale di corruzione che rafforza gli insorti. Finanziando la guerra dalla parte sbagliata.

A cura dell’avv. Luca Troiano per www.disinformazione.it – 22/11/2010

ottobre 30, 2010

Noam Chomsky e la manipolazione attraverso i mass media.

Noam Chomsky ha elaborato la lista delle 10 strategie della manipolazione attraverso i mass media.
Noam Chomsky – Tratto da www.vocidallastrada.com

1-La strategia della distrazione
L’elemento primordiale del controllo sociale  è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza.
Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni.
Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3- La strategia della gradualità.
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.

4- La strategia del differire.
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura.E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.

5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini.
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno” (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).

6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione.
Sfruttate l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti.

7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù.
“La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori”.

8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità.
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti …

9- Rafforzare l’auto-colpevolezza.

Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti  è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!

10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscono.
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.

Fonte: http://www.visionesalternativas.com.www.disinformazione.it

ottobre 7, 2010

PayPal la grande truffa! Attenti si riservano di rubarvi i soldi anche per mesi!!

Ultimamente ho dovuto constatare che le cose che avevo già letto in giro per la rete su PayPal, e alle quali essendo solo un normale fruitore che lo utilizza per saltuari pagamenti su eBay e a volte anche altri siti sono purtroppo vere, sono dei delinquenti truffatori che spadroneggiano sui soldi degli altri arrogandosi il diritto di trattenerli sui propri conti correnti a maturare interessi a loro uso e consumo senza nemmeno dover dare spiegazioni.

Scommetto che vi state chiedendo, ma che cazzo dice sto qua, non lo possono fare.. siamo in uno stato di diritto… sbagliato! E’ scritto nero su bianco nelle clausole a dir poco vessatorie che accettiamo all’apertura del conto, leggete e meditate! Ah e per la cronaca a me mi hanno fregato per un mese 700€ di un rimborso, l’assistenza per email dice che è colpa del venditore che non ha fondi, sulla pagina web del mio account campeggia solo la dicitura “In Sospeso” per l’effettivo riaccredito del rimborso.. traete voi le conclusioni, e statene alla larga, sono ladri! Di fatto tutto quello che mi è dato sapere è che i miei soldi sono sul loro conto fino al 27 Ottobre 2010 e che posso solo sbattere contro un muro di gomma, e in ogni caso se anche volessi chiudere il conto rischierei solo di star senza i miei fondi per altri 180 giorni.

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10.5 Blocco dei pagamenti

a. L’utente accetta che in caso di:

  1. ricezione di un pagamento che comporta un rischio relativo alla transazione o
  2. un livello di rischio o esposizione potenziale maggiore rispetto a quello accettabile associato al proprio conto (in base alle informazioni di cui PayPal dispone al momento e tenendo conto del criterio di esclusiva discrezione riguardo al livello accettabile di rischio o di esposizione per PayPal in tutte le circostanze),

PayPal può, a sua propria discrezione e ragionevolmente, stabilire un blocco su un pagamento specifico o su tutti i pagamenti. Qualora PayPal blocchi i fondi presenti sul conto dell’utente, comunicherà all’utente la durata del blocco; i fondi verranno trasferiti sul conto di riserva e compariranno come “in sospeso” nel saldo PayPal.

b. PayPal rimuoverà il blocco sul pagamento quando stabilirà che il rischio di transazione o il rischio o l’esposizione associata al conto dell’utente non sussiste più. Ad esempio, in relazione al blocco del pagamento per un oggetto acquistato su eBay, PayPal potrebbe rilasciare il blocco nel momento in cui l’acquirente lascia un feedback positivo. Tuttavia, se l’utente riceve una contestazione, un reclamo, un chargeback o uno storno sulla transazione di pagamento soggetta al blocco, PayPal potrà trattenere i fondi corrispondenti a tale importo sul conto di riserva fino a quando il contenzioso non sarà risolto in base alle presenti Condizioni.

c. L’utente accetta di fornire a PayPal informazioni che PayPal può ragionevolmente richiedere per stabilire se il rischio di transazione o l’esposizione del conto dell’utente non sussistono più. In caso di obiezioni in merito a tale blocco, l’utente ha il diritto di chiudere il conto. Se il conto dell’utente viene chiuso per qualsiasi motivo, PayPal ha diritto di bloccare un pagamento in base a quanto previsto dalla presente clausola per un periodo massimo di 180 giorni dalla data in cui si sia ottemperato agli obblighi completi previsti dal contratto di vendita (al quale fa riferimento il pagamento in oggetto).

Quindi come potete vedere (e se avete dubbi andate a rileggervi ciò che anche voi avete accettato all’apertura dell’account/conto, se anche decidete di chiudere il conto e mandarli affan’culo vi si fregano i solfi per anche 180 giorni, oltre a quelli già rubati.. Mentre la nostra politica corrotta si destreggia tra nani, puttane e cocaina, mentre i cinesi si comprano i porti più potenziali dell’italia Berlusconiana.. Questa gente fa ciò che vuole, appropriazione indebita, furto, clausole vessatorie… class-action solo fumo negli occhi per un popolo che come noi non ha il coraggio di imbracciare le armi e liberarsi della corte sgangherata del delinquente di turno…

STATE LONTANI da PayPal

VI RUBANO I SOLDI!!!

agosto 28, 2010

Siamo tutti drogati e nessuno lo dice

E’ risaputo che le droghe pervadono tutta la nostra società
e il loro abuso è dilagante.

Le autorità dovrebbero vigilare sulla salute pubblica e invece non solo si girano dall’altra parte incuranti del problema, ma ci speculano sopra guadagnando cifre da capogiro.

Ma di cosa stiamo parlando?

Questo non è il classico articolo sulle droghe tradizionali: cocaina, eroina, hashish, marijuana, ecc., ma sulle droghe che inconsapevolmente assumiamo ogni giorno, tutti quanti, che ci piaccia o non ci piaccia!
Se pensate che il fenomeno non vi tocchi, leggete con molta attenzione!

Le droghe affascinano perché alterano la nostra percezione, la capacità di vedere e sperimentare il mondo. Vi sono vari modi per ottenere più o meno lo stesso effetto: cantare, ballare, digiunare, ridere, meditare, leggere, fantasticare, ecc.
Ma la droga è certamente molto più rapida, veloce e…proibita.

Dall’alba dei tempi l’uomo cerca e sperimenta sostanze psicotrope con le motivazioni più variegate, eccone qualcuna:
–      Espandere la propria coscienza per vedere il mondo con occhi diversi;
–      Pratiche di tipo religioso: la marijuana e molte piante allucinogene vengono usate in India e da altre popolazioni indigene;
–      Per curare malattie: oppio, cocaina, morfina marijuana e alcol sono stati i pilastri della medicina ottocentesca e venivano usati per qualunque cosa, dai dolori mestruali all’epilessia. Alla fine dell’Ottocento la cocaina veniva pubblicizzata come medicina miracolosa mentre il vino alla coca fu il farmaco più prescritto in assoluto;
–      Stimolare la creatività: Charles Baudelaire usava hashish e oppio, il collega Alexandre Dumas si univa a lui negli esperimenti con l’hashish. Lo scrittore americano Edgar Allan Poe faceva uso di oppiacei e parte della sua bizzarria descrittiva, derivava proprio da esperienze con la droga. I primi scritti di Sigmund Freud furono ispirati dalla cocaina, e lui stesso ne incoraggiò il consumo;

–      Fuggire dalla noia, disperazione e migliorare l’interazione sociale;

–      Fuggire dal mondo e dai problemi quotidiani, isolandosi artificialmente.
– …

DROGHE ENDOGENE

Il corpo umano, soprattutto nel cervello e in certe ghiandole, produce potenti sostanze chimiche che hanno effetto sull’umore, pensieri e azioni: le endorfine.
Le endorfine sono sostanze stupefacenti che causano molti effetti tipici degli oppiacei, tra cui euforia, stato di benessere e riduzione del dolore.
L’essere umano oltre a queste droghe oppiacee, genera anche i propri stimolanti (adrenalina o noradrenalina) e i propri sedativi (serotonina e GABA), questi ultimi in grado di rallentare la trasmissione nel sistema nervoso centrale (SNC).
Probabilmente siamo anche in grado di produrre i propri psichedelici, come per esempio la D.M.T. (dimetiltriptamina), poiché è stato dimostrato che la ghiandola pineale, secerne ormoni con una struttura molecolare molto simile.
In pratica, non ci facciamo mancare nulla: eccitanti, stimolanti, psichedelici e sedativi!
Adesso, dopo questa certamente incompleta introduzione, osserviamo da vicino le droghe che tutti noi usiamo inconsapevolmente ogni giorno. Droghe che agendo nel cervello possono avere degli effetti dirompenti sul comportamento e sul nostro modo di pensare.

STIMOLANTI

La famiglia degli stimolanti, lo dice il nome stesso: stimolano, fanno sentire più vigili ed energici, eccitano in pratica il SNC.
I nervi comunicano tra loro mediante impulsi elettrochimici. Un impulso è una vera e propria scarica elettrica che si muove velocissima lungo la fibra di un neurone. Tale fibra può terminare in un muscolo, una ghiandola o in un altro neurone, ma c’è sempre un minuscolo spazio tra la fine della fibra nervosa e la cellula seguente.
Per riempire questo spazio, la fibra rilascia piccole quantità di sostanze chimiche (neurotrasmettitori) che influiscono nella cellula che segue.
Alcuni neurotrasmettitori sono forti stimolanti, che inducono le cellule muscolari a contrarsi, le ghiandole a secernere e altri neuroni a rilasciare scariche elettriche.
Il più comune neurotrasmettitore stimolante è la noradrenalinanorepinefrina.
In pratica gli stimolanti agiscono così: fanno rilasciare alle fibre la noradrenalina oppure altri neurotrasmettitori che eccitano il sistema.
Pertanto l’effetto stimolante che percepiamo nel corpo è il semplice risultato dell’energia chimica del corpo che va ad agire nel sistema nervoso. Lo stimolante induce l’organismo a consumare questa energia prima e in maggiore quantità rispetto alla norma. Questo è il motivo per cui dopo l’effetto stimolante (illusorio e apparente), si è molto più stanchi e scarichi di prima e servono altri stimolanti per tirarsi su, in un circolo vizioso perverso e deleterio!

Zucchero -> Mentre il nostro corredo genetico si è sviluppato in un contesto nutrizionale in cui si consumava (nel Paleolitico) procapite solo 2 kg all’anno sottoforma di miele, siamo passati a 5 kg di zucchero nel 1830 per giungere a 70 kg alla fine del secolo scorso!

Lo zucchero bianco è una sostanza innaturale tra le più tossiche in commercio. Basta sapere che viene prodotto con latte di calce (che provoca la distruzione di tutte le sostanze organiche utili: proteine, enzimi, sali, ecc.), poi trattato con acido solforoso per eliminare il colore scuro, poi subisce altri processi, dove viene filtrato, decolorato, centrifugato, per venire alla fine colorato con blu oltremareblu idantrene (proveniente dal catrame, quindi cancerogeno).

La polvere bianca che si ottiene è sterile, completamente morta e dentro il nostro corpo per essere assimilata e digerita, sottrae vitamine e minerali (calcio da ossa e denti: osteoporosi e carie) per ricostruire almeno in parte quell’armonia di elementi distrutti dalla raffinazione. Questo processo acidifica il terreno biologico.
Una recente ricerca condotta da Bart Hoebel del Princeton Neuroscience Institute, ha scoperto che lo zucchero crea una vera e propria dipendenza e sintomi di astinenza simili a quelli provocati  da altre droghe.
Nel cervello, quando si assume zucchero, avvengono dei cambiamenti neurochimici che fanno aumentare la dopamina, e questa è la ragione per cui quando si viene privati improvvisamente della dose zuccherina giornaliera, si genera una vera e propria crisi di astinenza.
Prima crea una stimolazione e poi c’è la fase depressiva che crea stati di irritabilità.
Questo è causato  dal rapidissimo assorbimento dello zucchero nel sangue che fa salire la glicemia, e costringe il pancreas a secernere insulina. Tale ormone fa scendere bruscamente la glicemia (malessere, sudorazione, irritabilità, debolezza) con bisogno di mangiare ancora zuccheri per sentirsi meglio.
Ma non finisce qua.

Il biologo tedesco Otto Heinrich Warburg è stato insignito il Premio Nobel per la medicina per aver scoperto che il metabolismo dei tumori maligni dipende in gran parte dal loro consumo di glucosio (forma che assume lo zucchero una volta digerito, metabolizzato).

Ingerendo infatti zucchero o farine raffinate (pasta, pane, biscotti, grissini, ecc.), si alza il tasso di glucosio (aumenta la glicemia) nel sangue e l’organismo libera oltre all’insulina, come abbiamo visto, l’I.G.F. una molecola con proprietà che stimolano la crescita cellulare.

In parole povere lo zucchero è la benzina dei tumori.

Caffè -> La caffeina è lo stimolante naturale più diffuso e si trova in molte piante.

Il caffè sarebbe stato scoperto dai nomadi etiopi che avevano notato come i propri animali domestici diventavano più vivaci dopo aver mangiato il frutto degli alberi del caffè. Quando provarono a mangiarne i semi, diventarono tutti più briosi, ma alla fine, impararono a ricavare una bevanda dai semi tostati.
All’epoca però il caffè veniva usato solo nelle cerimonie e riti religiosi. Si incontravano una notte alla settimana, bevevano grandi quantità di caffè e rimanevano svegli a pregare e salmodiare.
Il caffè è un forte stimolante: irrita le mucose dello stomaco e vescica (che secernono poi muco per difendersi), procura cattive digestioni gastrointestinali e impedisce una corretta assimilazione dei principi nutrizionali. E’ uno dei principali distruttori di batteri acidofili nell’intestino, con tutte le conseguenze del caso, e nemico numero uno per reni e fegato.

Negli Stati Uniti, dove se ne consumano grandi quantità non è un caso che le marche di antiacidi è pari a quello delle marche del caffè.

Nella nostra società la dipendenza dal caffè è fortissima: molti consumatori non riescono a pensare con chiarezza al mattino e nemmeno andare in bagno senza la dose quotidiana. Soffrono veri e propri sintomi di astinenza se smettono di prenderlo. La reazione di astinenza comincia 24-36 ore dopo l’ultimo caffè, e i sintomi sono mal di testa, nausea, irritabilità, apatia e vomito. Per fortuna i sintomi durano da 36 a 72 ore, ma scompaiono rapidamente.

Johann Sebastian Bach ne era assuefatto, non a caso magnificò la bevanda con la “Cantata del caffè”. Lo scrittore francese Honoré de Balzac, non riusciva a lavorare senza bere una specie di brodaglia densa che gli procurava dolori e crampi allo stomaco.

Thé -> Il thé non è irritante quanto il caffè ma è sempre un potente stimolante.
Il suo principio attivo si chiama teofillina, e tra gli effetti nell’organismo, quando lo si beve in quantità, vi è nervosismo, agitazione e insonnia.
Essendo un eccitante, vale la stessa cosa appena vista per il caffè.

Cola -> La cola è un seme o noce dell’albero della cola che contiene caffeina. Il loro gusto è molto amaro, ed è per questo che in commercio la cola viene addizionata di zucchero.
La deleteria combinazione zucchero/caffeina, nelle bibite analcoliche gassate, è particolarmente capace di dare assuefazione e questo i produttori lo sanno molto bene.
I genitori per tanto dovrebbero sapere che tali bibite sono droghe velenose capaci di influire sulla salute fisica e lo stato d’animo.

Guaranà -> Il guaranà è ricavato dai semi di un arbusto della giungla brasiliana.
Contiene più caffeina del caffè e viene usata per produrre bevande gassate oppure integratori stimolanti.

Mate -> In Argentina la bibita alla caffeina più diffusa è il Mate, ricavato dalle foglie dell’ilice.

Cioccolato -> Una delle più note fonti di caffeina è il cioccolato, anch’esso ricavato dai semi di un albero. Il cioccolato contiene molto grasso ed è così amaro che deve essere mescolato con tanto zucchero per renderlo gradevole al palato.
Oltre alla caffeina, contiene teobromina (alcaloide), sostanza affine e con effetti eccitanti analoghi. Vale lo stesso discorso per il caffè con l’aggravante che il cioccolato ha un altro alcaloide e viene zuccherato.

Tabacco -> Il tabacco è una delle piante stimolanti più potenti che si conoscano e la nicotina, il suo principio attivo, una delle droghe più tossiche in assoluto.
Un normale sigaro contiene una quantità di nicotina sufficiente a uccidere parecchie persone (il tabacco che brucia ne distrugge gran parte).
La nicotina è talmente forte e pericolosa che l’organismo umano sviluppa rapidamente una certa tolleranza per proteggersi.
Sotto forma di sigarette, il tabacco è una delle droghe che in assoluto provoca più assuefazione: è pari al crack! Sembra incredibile, ma è più difficile liberarsi dell’abitudine di fumare sigarette che smettere di assumere eroina o alcol.
Inalato a fondo, il fumo porta nicotina concentrata ai centri vitale cerebrali in pochi secondi, più velocemente di quanto impieghi l’eroina iniettata. Questo spiega perché fumare provoca un’assuefazione così rapida.
Per tutto il Novecento le autorità incoraggiavano l’uso di questa droga, con il pretesto che favoriva la concentrazione e il rilassamento.
Negli anni Cinquanta non era strano vedere i medici pubblicizzare particolari marche capaci di dare “sollievo alla gola”.
Verso la fine del secolo scorso, la posizione della società cambiò nei riguardi del tabacco.
Oggi, nonostante siano risaputi tutti i pericoli, i governi del mondo, dal commercio di questa droga tremenda ci guadagnano moltissimi miliardi ogni anno, addirittura quello degli Stati Uniti sostiene l’industria del tabacco con fondi pubblici!

Latticini -> Dentro di noi sono attive delle droghe derivate dall’oppio e l’eroina: le endorfine!
Nel 1979 venne isolata nel latte vaccino una sostanza oppioide: la ß caseomorfina prodotta dalla lisi della ß-caseina del latte. Successivamente sono state determinate anche altre caseomorfine, tutte peptidi costituiti da sette aminoacidi.
Alcune caseomorfine di origine bovina hanno un’azione analgesica superiore a quella della stessa morfina. Le caseomorfine provenienti dal latte di vacca sono più attive di quelle provenienti dal latte umano. Negli idrolisati del glutine, proteina presente in alcuni cereali, sono presenti le exorfine (o gliadorfine), peptidi con azione simile a quella degli oppioidi.
Si ritiene che le endorfine alimentari possono agire in individui suscettibili direttamente od indirettamente a livello cerebrale causando od incrementando sintomi psichici preesistenti.
E’ noto che i neurotrasmettitori vengono sintetizzati dalle cellule nervose in modo dipendente dalla composizione del sangue e quindi dell’ alimentazione. (1)
Il neurotrasmettitore serotonina, deriva dall’aminoacido triptofano (contenuto soprattutto nelle proteine di origine animale).
La conversione del triptofano è la seguente: Triptofano –> 5-idrossitriptofano –> Serotonina –> Melatonina
La serotonina è anche il precursore della melatonina, ormone prodotto dall’epifisi con funzioni di regolazione dei ritmi sonno veglia. Un eccesso di melatonina provoca sonnolenza e depressione psico-fisica! Quindi le conseguenze di una dieta ricca di triptofano può indurre depressione negli esseri umani sani. (2)

Cereali -> Nell’uomo vi è una insufficiente produzione dell’enzima Dipeptidilpeptidiasi-IV (DPP-IV) che serve a digerire la proteina dei cereali (glutine) e quella dei latticini (caseina), per cui si formano molecole dette exorfine, che se assorbite dalla mucosa intestinale hanno un effetto endorfino simile.
L’enzima DPP-IV degrada solo alcuni peptidi e viene neutralizzato da metalli pesanti come il mercurio, organofosfati, cadmio, fluoro (dentifrici e acqua), piombo e zinco.
Questa carenza enzimatica porta all’incompleta digestione delle proteine (Caseina, Glutine) con formazione di “peptidi anomali” che producono:

–      Nel sangue una risposta anormale del sistema immunitario. Questi peptidi però sono molto simili alla mucosa dell’intestino, per cui scatenano malattie autoimmuni.
–      Attraversando la mucosa vanno ad occupare i siti recettoriali propri delle endorfine. La loro sequenza aminoacidica (gluteomorfina caseomorfina) è simile a quella degli oppiacei epossono aumentare la soglia del dolore, alterare comportamento e percezione

I cereali appartengono alla famiglia delle Graminacee e sono: Riso, Mais, Miglio, Grano, Orzo, Segale, Spelta, Kamut, Avena, Farro e Triticale.
I cereali con glutine un po’ meno colloso: Farro, Kamut, Grano duro antico (tipo Senatore Cappelli).
I cereali totalmente privi di glutine sono: Riso, Mais, Miglio. Altre fonti di carboidrati privi di glutine: Tapioca, Grano Saraceno, Quinoa, Amaranto, Dattero.
In grassetto i cereali e/o carboidrati da preferire.

SEDATIVI

A differenza degli stimolanti, i sedativi sono sostanze che abbassano il livello di energia del sistema nervoso, riducendo la sensibilità alla stimolazione esterna e a dosi elevate inducono il sonno

Alcol -> L’alcol è la sostanza psicotropa più diffusa al mondo e utilizzata ogni giorno da milioni di persone. Forse è anche la più antica droga nota all’essere umano.
Una volta entrato nell’organismo, l’alcol viene assorbito con grande rapidità dall’apparato digerente, entra nel flusso sanguigno e raggiunge il cervello, dove influenza stati d’animo e comportamenti. L’organismo deve lavorare duramente per eliminare l’alcol: ne brucia una parte come combustibile (fegato) e ne espelle una immutata sotto forma di respiro (polmoni) e urine (reni). Quindi i principali organi emuntori del corpo vengono sfibrati per espellere l’alcol, ma quello che ne risente di più è il fegato che a lungo andare diventa sempre più gonfio e pieno di grasso (steatosi), perdendo molte delle sue funzioni metaboliche importantissime.
Il senso di calore prodotto dall’alcol è ingannevole: è dovuto all’aumento del flusso sanguigno verso la pelle e questo permette al calore di disperdersi nell’aria, raffreddando pericolosamente il corpo.
L’alcol, tra le altre cose, è un fortissimo diuretico: aumenta la quantità di urina, e questo è un segnale inequivocabile che si stanno sforzando le reni per espellere il veleno, facendo perdere acqua al corpo e sfibrando tali organi fondamentali. Grandi bevute possono provocare forti disidratazioni dei tessuti.
Fuori da ogni discussione che l’alcol sia la più tossica delle droghe esaminate, pur tuttavia, è la nostra stessa società ad aver fatto dell’alcol la propria droga di prima scelta, grazie anche al fatto che i governi, come nel caso del tabacco, ci guadagnano cifre spropositate.
Nessuno ha interesse ad educare le persone del pericolo di questi veleni tossici e pericolosi.

DELIRANTI

Il delirio è uno stato di disturbo mentale caratterizzato da confusione e disorientamento. Dosi eccessive della maggior parte delle sostanze psicotrope danno luogo a delirio in quanto tossiche per il cervello.

Solanacee -> La famiglia delle piante solanacee comprende alcuni prodotti naturali molto diffusi: pomodori, peperoni, peperoncini, melanzane e patate. Ne fanno parte anche piante tossiche come il tabacco, e alcune piante magico-velenose come il giusquiamo, mandragola, stramonio e belladonna.
Le solanacee hanno un aspetto spaventoso: sono piante rigogliose, pelose con odori strani e fiori molto singolari.
Tutte le parti di queste piante contengono scopolamina, una droga che provoca delirio e che è fortemente velenosa. La concentrazione più alta è nei semi, mentre le radici ne hanno meno, per cui sono le più sicure da consumare. Comunque sia, radici, semi, foglie e fiori possono essere mangiati, fumati, messi in infusione per ricavarne delle tisane allucinogene.
Gli effetti mentali indotti sono: irrequietezza, disorientamento e delirio, comprese allucinazioni anche intense e vivide.
La capacità della scopolamina di scollegare, chi le assume, dalla realtà ordinaria, spiega la loro diffusione in alcuni ambienti poco raccomandabili…
La farmacologia utilizza ancora oggi la scopolamina come farmaco: è venduta come sonnifero da banco o sottoforma di compresse per il raffreddore e allergie, per asciugare il naso che cola.
Attenzione con questo non si vuole affermare che è pericoloso mangiare patate o pomodori o melanzane! Questi frutti della terra, se mangiati nelle corrette combinazioni e sequenze apportano principi nutrizionali importanti. Le patate, in particolar modo (gli amidi più veloci da digerire), andrebbero cotte al forno con la buccia e mangiate da sole assieme a verdure crude. Si sconsiglia il loro abbinamento con cereali e/o proteine animali!

Noce moscata -> La noce moscata è il seme, ricoperto da un involucro esterno detto macis, di una pianta tropicale. Contiene una droga detta miristicina che nell’organismo può essere trasformata in uno degli allucinogeni analoghi alle anfetamine.
Sia la noce moscata sia il macis, sono infatti utilizzati da tempo come sostanze psicotrope.

FARMACI DA BANCO

Dopo aver elencato le sostanze chimiche naturali, contenute in alcuni alimenti e/o piante, che vanno ad interagire con il SNC, è doveroso aggiungere un capitolo sui farmaci da banco.
Moltissimi prodotti in vendita, considerati innocui anche dagli stessi medici prescriventi, e usati da milioni di persone ogni giorno per svariati problemi di salute, interagiscono pericolosamente con il nostro SNC. Sono informazioni utili da sapere, per evitare gratuiti squilibri mentali, soprattutto nel caso di bambini.

Antistaminici -> Le allergie sono in costante aumento nella nostra società e non a caso gli antistaminici sono tra i farmaci più consumati in assoluto.
Quello che però c’interessa è che stranamente il nostro SNC è molto sensibile a questi farmaci.
Alcune reazioni allergiche sono mediate da una sostanza endogena, cioè prodotta dal corpo, ce si chiama istamina.
I farmaci, nel tentativo di eliminare i sintomi delle allergie, bloccano l’azione della istamina, cioè bloccano il lavoro importante che sta compiendo la Natura. Ecco perché con gli antistaminici non si curerà mai nessuna allergia!
In compenso, gli antistaminici provocano delle profonde alterazioni dello stato d’animo, rendono depressi, acidi, apatici e incapaci di ragionare in modo chiaro. Offuscano il pensiero.
Sono sostanze psicotrope!
Questo è il motivo per cui alcuni antistaminici, come per esempio la Piribenzamina, vengono utilizzati da tossicodipendenti per sballarsi.
Viene venduto anche il Nopron, detto “sciroppo della mamma manager”, e dato da pediatri inconsapevoli per far dormire bambini piccolissimi.
L’uso di questa droga (ipnotico) è molto diffusa nei bambini piccoli che piangono di notte e/o che piangono dopo, per esempio, la poppata di latte vaccino. Il latte vaccino è una delle sostanze più intolleranti che esistano, e i piccini, spesso e volentieri, piangono proprio per l’azione tossica che ha a livello intestinale.
Noi adulti cosa facciamo? Li droghiamo con un ipnotico, con tutti le conseguenze e i danni che possiamo solo lontanamente immaginare.

Cortisonici, corticosteroidi -> Le ghiandole surrenali, oltre all’adrenalina scernono dei corticosteroidi (cortisone e affini).
Sono universalmente usati per ridurre le infiammazioni, le reazioni allergiche e le eruzioni cutanee.
Come ogni farmaco, anche i cortisonici, anche a dosi modeste, possono sconvolgere in modo drastico l’equilibrio chimico dell’organismo e dare luogo a tossicità, fino al decesso.
Arrestano la produzione da parte del corpo di steroidi naturali, e le conseguenze possono essere: aumento di suscettibilità, stress e infezione.
Questi farmaci, inoltre, possono dar luogo a euforia estrema, simile alla psicosi maniaco-depressiva, e un loro uso prolungato può trasformare tale euforia in profonda depressione.
Gli steroidi possono rendere psicotici alcuni individui e fare venire manie suicide.

Sciroppi per la tosse -> Alcuni sciroppi per la tosse non contengono alcuna sostanza psicotropa, altri invece noti sedativi come alcol e cloroformio, stimolanti come pseudoefedrina, antistaminici o derivati oppiacei.
Il principale sedativo da banco per la tosse contiene destrometorfano, un parente della codeina che calma il nucleo della tosse, senza andare a curare l’origine della stessa.
I consumatori drogati, ne assumono grandi quantità per ottenere uno stato da zombie chiamato dexingrobotripping.

Broncodilatatori -> Sono farmaci che aprono le vie aeree nell’apparato respiratorio e agiscono stimolando il sistema nervoso simpatico, che regola le pareti muscolari dei tubi bronchiali. La conseguenza, oltre all’effetto voluto, è che provocano eccitazione, irrequietezza, ansia e insonnia.
Creano molta dipendenza, quando l’effetto di una dose svanisce, la costrizione bronchiale aumenta rendendo necessarie altre dosi, e via così in un circolo deleterio.
Uno dei farmaci più ampiamente prescritto, la teofillina, viene tenuto sotto attento esame come possibile causa di comportamenti violenti e singolari. La teofillina è il principio attivo del thé ed è un parente stretto della caffeina.

Decongestionali nasali -> Uno degli effetti degli stimolanti è quello di contrarre i vasi sanguigni nel naso e nei seni. Tale costrizione restringe i tessuti, consentendo all’aria di passare meglio.
Tale effetto è ovviamente momentaneo, e quando svanisce viene seguito da una reazione opposta detta “rimbalzo”, nella quale i seni sono più chiusi di prima. Il meccanismo di forte dipendenza dipende dalla natura temporanea del sollievo che danno, se si continua ad usarli per far fronte al “ribalzo” che segue alla dose iniziale, in breve non si riuscirà più a respirare senza.
Nel mercato sono disponibili forme decongestionanti orali contenenti la pseudoefedrina, parente stretto della efedrina stimolante.

LEGGI DELLA VITA

Esistono alcune leggi immutabili in Natura che scandiscono la nostra esistenza.

Nel nostro caso due sono le Leggi che interessano.

La “Legge della Forza”, afferma che tutta “la Forza usata, e quindi consumata, in ogni azione vitale o medica, è la Forza Vitale, e cioè, quella che proviene dall’interno dell’organismo e non dall’esterno”.

La “Legge del Doppio Effetto”, afferma invece che “l’effetto secondario sull’organismo vivente di qualsiasi atto, abitudine, indulgenza o agente, è l’esatto contrario del primo effetto”.

Cosa significano queste fondamentali Leggi?

Da una parte si stabilisce che è la Forza Vitale organica ad agire e produrre l’Azione, dall’altra che l’effetto secondario di ogni sostanza è contrario al primo.
Quindi quando assumiamo sostanze tossiche-velenose come caffè, thè, cioccolata, zucchero o altre droghe come fumo o farmaci, l’effetto immediato è l’eccitazione del sistema.
Questa eccitazione però non è dovuta alla droga in sé (caffeina, nicotina, teofillina, teobromina, ecc.), ma all’Energia o Forza Vitale che viene sequestrata dal corpo per espellere la tossina velenosa.
Dopodiché si manifesta l’effetto secondario che è esattamente contrario: tutto il sistema prima eccitato, energico, si svuota e scarica.
A lungo andare, questo assurdo modus vivendi antinaturale, debilita fisicamente e psichicamente l’uomo di energia vitale.

Siamo drogati e non lo sappiamo

All’appello mancano moltissime altre sostanze con effetti diretti sul SNC, ma certamente il materiale trattato è sufficiente per affermare che oggi una persona “normale”, con uno stile di vita “normale”, è un drogato!
Ricordiamo che l’abuso di droga non è il consumo di una sostanza non accettata o illegale: drogarsi significa assumere qualunque sostanza che danneggia la salute fisica e/o mentale.
Far crescere bambini con alimenti putrefattivi come le proteine animali, alimenti mortiferi come bevande gassate e alcoliche (eccito-deprimenti), zuccheri e cereali raffinati (eccito-deprimenti), caffè, thé (eccito-deprimenti), significa sviluppare adulti corrotti, drogati, dipendenti e soprattutto privi di energia vitale. Quindi predisposti alle malattie e al controllo mentale!
Tutto questo ovviamente fa comodo al Sistema, a cui non dispiace aver a che fare con persone non libere e manipolabili.
Quindi non dobbiamo scandalizzarci se oggi i giovani abusano di alcol o altre sostanze deleterie per il corpo e la mente: noi adulti li abbiamo svezzati e fatti crescere con droghe non meno tossiche e pericolose per la salute!

Tratto dai seguenti libri:

–      “Dal cioccolato alla morfina: tutto quello che dovete sapere sulle sostanze che alterano la mente”, Andrew Weil e Winifred Rosen, ed. Arcana
–      “Anti-cancro: prevenire e combattere i tumori con le nostre difese naturali”, David Servan-Schreiber, ed. Sperling & Kupfer
–      “Il Sistema Igienistico”, Herbert Shelton, ed. Manca

Nota

1) “Gli alimenti possono influenzare alcuni disturbi psicologici?”, a cura del Prof. Buracchi Gabriele, www.psicos.org/ADHD2.html

2) Idem

Marcello Pamio – 2 agosto 2010
su www.disinformazione.it

luglio 2, 2010

Il 29% di disoccupazione giovanile, Berlusconi Loda, e l’Italia si Imbroda! Che Vergogna!

Lo Stato c’è, soprattutto per Mediaset

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Quando uno Stato arriva a tagliare 256 euro al mese per la pensione di un disabile e 450 euro per l’accompagno, così come sancito da un emendamento governativo alla manovra, allora lo Stato, inteso come organo che tutela la comunità, cessa di esistere.

Quando uno Stato taglia la cultura e l’istruzione al punto tale che le scuole pubbliche devono ricorrere a collette private per imbiancare un muro, allora lo Stato cessa di esistere.

Quando uno Stato lascia in mezzo ad una strada un terzo dei giovani in età lavorativa, e intanto vuole approvare una vergognosa legge sulle intercettazioni, ha già approvato quella sul legittimo impedimento e vuole estendere il lodo d’impunità anche ai ministri, come già fatto per il Presidente del Consiglio, allora lo Stato cessa di esistere.

Quando uno Stato non incentiva le imprese italiane a produrre nel nostro Paese ma con una pressione fiscale insopportabile del 43,2% (più una serie di dazi, oboli, ive e gabelle che non rientrano in questo computo), le costringe a delocalizzarsi, allora lo Stato cessa di esistere.

Quando potere politico ed economico si saldano per interessi che esulano dal bene dello Stato e dei suoi cittadini, allora lo Stato cessa di esistere.

Quando un’azienda privata come Mediaset, di proprietà del Presidente del Consiglio, dichiara un’esplosione di utili nel primo semestre 2010, grazie all’affossamento del concorrente pubblico, cioè la televisione di Stato, e grazie al conseguente travaso di investimenti pubblicitari che ne deriva, allora lo Stato cessa di esistere.

Quando l’informazione e gli organi di controllo (Antitrust, Consob, Agcom) non garantiscono più gli equilibri democratici e di mercato all’interno dello Stato, allora lo Stato cessa di esistere.

In Italia non c’è più la concezione di Stato e dell’ordinamento giuridico politico che esercita il potere sovrano su un determinato territorio e sui soggetti a esso appartenenti. Siamo in mano ad un governo che si è organizzato in cricche al fine di operare a scopo di lucro personale; che ha snaturato il sistema dell’informazione italiana ridotta a produrre esclusivamente propaganda per mano di burattini privi di professionalità catapultati nei punti nevralgici dell’informazione pubblica e privata.

Ma quando lo Stato cessa di esistere, quando lo Stato non tutela più i propri cittadini, allora ognuno è libero di interpretare le regole come meglio crede, di pagare le tasse nella misura che ritiene equa in relazione ai servizi che riceve, di andare in edicola e agguantare una copia di un quotidiano che già paga tramite i finanziamenti pubblici, di non pagare il canone Rai finché c’è Minzolini. Ma questa non è la strada da prendere.

L’Italia dei Valori vuole costruire un’alternativa che possa salvare il nostro Paese. Nel frattempo, chiunque voglia tutelare il futuro dei propri figli, eviti di investire in pubblicità o di fare affari con le aziende del Presidente del Consiglio, almeno finché questi non avrà affrontato tutti i processi che riguardano lui e le sue aziende.

Berlusconi decida cosa vuol fare da grande, se il Presidente del Consiglio o il faccendiere di famiglia. Ora sta facendo l’imprenditore e utilizza il suo ruolo istituzionale per fini personali.

Tratto da: www.AntonioDiPietro.it

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