Angolo del Gigio

novembre 12, 2011

Quel gran ladro di Berlusconi, non era solo! Anche sui farmaci rubava..

Menarini, Aleotti a cena con Berlusconi
“Mi ha voluto seduto accanto a lui”

Dal premier a Gianni Letta, il patron dell’azienda farmaceutica ha rapporti con mezzo governo per ottenere l’emendamento che favorisce i suoi medicinali. Mentre la figlia “cura” i rapporti con la stampa. Secondo la procura di Firenze la famiglia Aleotti ha messo in piedi una truffa al Servizio sanitario nazionale di 860 milioni di euro

Cena con Silvio Berlusconi, dialoga con Gianni Letta e incontra mezzo governo: il sottosegretario alla Salute Ferruccio FazioClaudio Scajola, Maurizio Sacconi, Altero Matteoli, Raffaele Fitto. Il patron della Menarini, Sergio Alberto Aleotti, mentre fa affari in mezzo mondo cerca “appoggi” in Italia e strizza l’occhio ai personaggi più influenti, ai ministri e ai senatori-amici. Secondo i magistrati, tutto con un unico scopo: far andare in porto quello che viene chiamato, non a caso, “l’emendamento Menarini”.

Non solo!

Si impegna anche, secondo gli inquirenti, a mandare avanti la truffa dei farmaci con i prezzi “gonfiati” causando un danno al Servizio sanitario nazionale di 860 milioni.

E, a lui, un ingiusto profitto di 575 milioni.

E’ questo in sintesi il quadro dipinto dalla Procura di Firenze nell’inchiesta che vede 15 persone accusate, a vario titolo, di truffa, corruzione, riciclaggio e del reato tributario di omessa dichiarazione sui redditi. Tra loro la famiglia Aleotti e il senatore Pdl Cesare Cursi, unico politico indagato nell’inchiesta Menarini. Già sottosegretario alla Salute e presidente della Commissione industria, Cursi dovrà rispondere di corruzione in concorso con Sergio Alberto Aleotti e la figlia Lucia. Molti altri poi i personaggi chiave per il loro ruolo svolto, secondo l’accusa, nelle società satellite o fittizie usate come transito per far lievitare il costo dei farmaci. E i guadagni.

Pressing sui politici, incontri e cene. La “forte pressione sui politici” veniva esercitata attraverso “un vorticoso giro di incontri” con esponenti del Governo, scrivono i magistrati. I Carabinieri dei Nas di Firenze hanno ricostruito i contatti tra i vertici del colosso farmaceutico e i parlamentari. Tra loro anche Berlusconi. Il premier cena con Aleotti a villa Madama il 6 maggio 2009. A tavola “il presidente mi ha voluto vicino e a un certo punto ho avuto il coraggio di dire: immagino signor presidente che lei abbia anche influito per quella questione” dice il fondatore della casa farmaceutica. Il patron Menarini non sa che questa conversazione con la scomparsa Maria Angiolillo, vedova del fondatore de Il Tempo, viene intercettata. Come non sa ancora che sarà proprio lui, tra telefonate e documenti, a fornire involontariamente una quantità di elementi probatori notevoli.

Dal 4 settembre 2008 al 17 novembre vengono infatti registrati 13 incontri avvenuti tra gli Aleotti e il sottosegretario Fazio, l’allora ministro allo Sviluppo Economico Scajola, il sottosegretario Lauro e il presidente della Commissione Industria Cursi.

Ma anche incontri, come è riportato in un “promemoria”, con Fitto, Sacconi e Matteoli. In seguito, il 4 febbraio 2009, Aleotti farà visita pure a Gianni Letta, al quale due giorni dopo verrà inviata una lettera da consegnare a Berlusconi. Nella missiva viene segnalato uno studio della Cergas-Bocconi che aveva commissionato lo stesso Aleotti; studio finalizzato “a dimostrare l’impatto disincentivante della normativa delle quote prescrittive”.

Ottenere l’emendamento, dunque, secondo la Procura, è lo scopo primario per la Menarini. E’ per questo anche che il dirigente della casa farmaceutica Chellini – che non risulta indagato – dichiara in sede di giunta di Farmindustria di avere “consensi” allo stesso. Mettendo ai primi posti, tra i favorevoli, Scajola e il Coordinatore alle Sanità regionali Enrico Rossi. Lo stesso Rossi, attuale presidente della Regione – in quota Pd – che nelle carte viene definito “postino” perché fa arrivare a Letta e Scajola due lettere che, scoprono i magistrati, sono state scritte dallo stesso Aleotti.

Intrecci, telefonate e quotidiani. Le scelte di contattare i politici sono spiegate nelle carte. E’ caduto il governo Prodi che, con Bersani, appoggiava “l’iniziativa di contenimento della spesa in danno dei farmaci brevettati”. E probabilmente “il cambio politico conseguente alle elezioni, magari opportunamente sponsorizzato – si legge – consente ad Aleotti di raccordarsi con i politici vincitori per avviare l’offensiva in atto, ovvero l’abolizione del prezzo di riferimento e soprattutto le quote prescrittive”. Il momento dunque è propizio e gli incontri non mancano. Tra gli intrecci di telefonate spunta anche Enrica Giorgetti, direttore generale di Farminduistria e moglie del ministro Sacconi, che non risulta indagata. Lei, il 30 marzo 2009, si legge, “riferisce di aver parlato con il ministero dell’Industria per riformulare un nuovo emendamento”, mentre Aleotti chiama Letta insistendo “perché il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio intervenga su Scajola”. Negli anni i politici vengono cercati ma anche gratificati. Secondo gli inquirenti è chiaro come: “Nel foraggiamento ai partiti”. Vengono trovate varie erogazioni nel 2001 eseguite da società non direttamente riconducibili al gruppo Menarini (finanziarie e immobiliari, ndr) in favore dei partiti in vista delle elezioni”.

Intanto la figlia del patron, Lucia, si muove su altri fronti. Cura i rapporti con la stampa preoccupata dalle notizie dell’inchiesta e contatta i responsabili di vari quotidiani, con particolare attenzione verso il Quotidiano Nazionale – che a Firenze edita La Nazione – e il suo condirettoreGabriele Cané, finito nelle intercettazioni. “Ho fatto già una cosa credo fondamentale e l’ho lasciato alla Nazione, non l’ho messo nel Qn” dice Cané rassicurando Lucia Aleotti che si preoccupa comunque anche di come possa “uscire” la notizia sugli altri quotodiani, Repubblica eCorriere fiorentino in testa.

Il meccanismo del raggiro. E’ lunghissima, per gli inquirenti, la ricostruzione del meccanismo che avrebbe portato a mettere in commercio per vent’anni farmaci con i prezzi “gonfiati”, secondo l’accusa, anche attraverso giri di soldi su 900 conti correnti. Oltre a tutta una serie di artifici e raggiri per determinare “un aumento del prezzo dei farmaci” con la vendita e l’acquisto dei principi attivi usando 130 società off shore. Così venivano rideterminati i costi dei medicinali, per gli inquirenti, traendo in inganno il Comitato interministeriale prezzi e il ministero della Sanità che “sdoganavano” il prezzo gonfiato del prodotto attraverso l’inserimento successivo nel Prontuario farmaceutico nazionale. I principi attivi in questione sono Pravastatina, Fosinopril, Prolina, Captopril, Aztreonam, Omeprazolo, Cefixime e Miocamicina.

Le verifiche sul colosso farmaceutico starebbero continuando. La magistratura non si è fermata alle contestazioni per i primi principi attivi ma ne starebbe vagliando almeno 35, finiti sotto osservazione dopo le ultime analisi sulle carte trovate in un ufficio a Lugano. Documenti e fatture presenti nei 53 faldoni che compongono l’inchiesta. Nell’archivio, in cui in modo estremamente meticoloso è stata raccolta tutta la documentazione relativa a vendite e acquisti da una società all’altra, ci sarebbero elementi che consentono di tracciare ogni passaggio.

giugno 2, 2010

Dopo Del Turco ecco che i delinquenti pilotati dalla P2 attaccano chi li ha denunciati!

Male non fare, paura non avere

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Ieri sera, all’ora di cena, mi è arrivata una notizia che – lì per lì – mi ha fatto sorridere perché non potevo crederci. Sono stato avvisato che nelle redazioni dei giornali girava uno stralcio del verbale dell’interrogatorio ai PM di Perugia dell’architetto Angelo Zampolini in cui venivo tirato in ballo pure io. Zampolini avrebbe riferito ai magistrati che avrei ricevuto due case dall’istituto religioso Propaganda Fide grazie all’intercessione dell’imprenditore Anemone e dell’ex Presidente del Consiglio dei Lavori Pubblici Balducci.

Ho subito smentito e me ne sono andato a dormire serenamente. Non poteva essere vero, mi sono detto, giacchè non ho mai avuto né in affitto né in vendita né in comodato alcun immobile né da Anemone né da Propaganda Fide.

Questa mattina, apro i giornali e scopro che Zampolini, interrogato dai magistrati di Perugia, dapprima il giorno 18 maggio dice di non sapere nulla e poi, 4 giorni dopo, il 24 maggio, sente il bisogno irrefrenabile di tornare “spontaneamente” dai magistrati per dichiarare che “Balducci fece avere al Ministro Di Pietro due case in affitto a Roma, attraverso la Congregazione Propaganda Fide. La prima era in via della Vite ed è stata per un periodo una delle sedi dell’Italia dei Valori. L’altra era in via delle Quattro Fontane, credo fosse per la figlia…”.

Non entro nel merito circa l’opportunità o meno di prendere in affitto dai preti un appartamento anche se non credo sia uno scandalo, purchè venga pagato il giusto prezzo e non vi sia nulla di illecito in cambio. Intendo invece riaffermare con forza che non è proprio vero – nel senso materiale del termine – quanto affermato da Zampolini, al quale evidentemente qualcuno ha propinato false informazioni per mettere tutti nello stesso calderone. Io, ripeto, non ho mai preso in affitto appartamenti da Propaganda Fide (né per me o mia figlia né per la sede dell’Italia dei Valori) e lo voglio qui documentalmente dimostrare (cosa che farò anche con i PM di Perugia ai quali ho chiesto di essere immediatamente sentito).

Con riferimento al primo appartamento – quello che Zampolini indica come una sede di IDV in via della Vite – posso tranquillamente assicurare che fino a stamattina nemmeno sapevo dell’esistenza di un tale immobile. Anzi, fino a stamattina nemmeno sapevo dove si trovasse via della Vite, figurarsi se potevo avervi aperto una sede del partito.

Ho subito svolto accertamenti ed ho – ora – appurato che tale appartamento in realtà era stato preso in affitto dalla società Editrice Mediterranea Srl, con sede appunto in via della Vite n.3 Roma, il cui legale rappresentante è tale Antonio Lavitola. Trattasi di una società editrice che svolgeva (e forse svolge anche tuttora) l’attività di realizzazione, gestione e distribuzione di testate giornalistiche per conto proprio e di terzi.

Ebbene, l’Italia dei Valori ha deliberato in data 21 febbraio 2006 (e quindi in epoca addirittura precedente le elezioni politiche di quell’anno e del mio insediamento al Ministero delle Infrastrutture) di stipulare con detta società la realizzazione e la diffusione del giornale del partito. Allego al riguardo la delibera assunta in tale data dall’Ufficio di Presidenza di IDV (allegato 1), da cui – fra l’altro – risulta in maniera inconfutabile che la società Editrice Mediterranea aveva già all’epoca la propria sede in via della Vite n.3 allorchè stipulò il contratto con IDV. Allego anche la segnalazione al Tribunale di Roma – Sezione stampa e Informazione, effettuata (sempre il giorno 28 febbraio 2006) per conto di IDV dal sen . Aniello Formisano con cui si è affidato alla predetta società la realizzazione del quotidiano dell’Italia dei Valori (allegato 2). Anche in questo caso vi è la prova della data certa, data che è precedente alla mia nomina di Ministro ed anzi all’epoca non ero nemmeno al Parlamento italiano e quindi – anche volendo – non avrei potuto in alcun modo interloquire con Balducci ed Anemone. Vi è anche la prova che la predetta casa editrice aveva già sede in via della Vite prima ancora che nascesse il giornale e, quindi, non può esser vero che sia stato IDV a prendere in affitto tale immobile.

Il contratto di servizio è stato stipulato in data 7 aprile 2006 (e quindi ancora una volta prima delle elezioni e prima che io diventassi Ministro) ed è durato fino al 1° agosto 2007, come risulta dalla comunicazione di avvenuta dismissione della testata del 30 ottobre 2007, debitamente notificata al Tribunale di Roma – Sezione Stampa ed Editoria (allegato 3). Questo documento è interessante perché fornisce la riprova documentale che l’immobile di via della Vite non sia e non sia mai stato nella disponibilità di IDV. Infatti, il mittente della lettera (Editrice Mediterranea) – pur dando atto di aver già da tempo rescisso il contratto – indica nell’intestazione che la propria sede legale è rimasta sempre l’indirizzo di via della Vite n.3, Roma.

In conclusione, è documentalmente provato che la sede di via della Vite era nella esclusiva disponibilità di Editrice Mediterranea prima, durante e dopo i rapporti con IDV. Il partito non ha mai avuto in affitto l’immobile di via della Vite né ha mai fatto richiesta ad alcuno per averla. Il fatto, poi, che una società fornitrice di servizi (di cui si sia avvalsa anche IDV ma non solo) avesse – essa, e non IDV – sede in una casa di proprietà di Propaganda Fide non può in alcun modo essere fatta risalire a nostra responsabilità, altrimenti dovrebbe valere l’assurdo principio per cui ogni volta che qualcuno chiede al giardiniere di tagliargli il prato dovrebbe assicurarsi, prima di sapere di chi è la proprietà del locale, dove tiene gli attrezzi!

Con riferimento, poi, all’appartamento di via IV Fontane a Roma, esso è stato preso in affitto dall’on.le Silvana Mura, la quale – su segnalazione del collega sen. Stefano Pedica – ha stipulato il 9 novembre 2006 un contratto di locazione con la società “Congregazione per l’evangelizzazione di popoli” di Roma. Produco al riguardo il contratto di affitto in questione (allegato 4), da cui risulta un canone fissato sin dall’inizio in euro 21.600 annuali e quindi in 1.800 euro mensili, oltre alle spese condominiali di circa 200 euro mensili. In totale, quindi, l’on.le Mura paga e ha sempre pagato 2.000 euro mensili. Il contratto è intestato a Claudio Belotti che è il convivente ed il padre di suo figlio. Per completezza, segnalo che la società proprietaria ha concesso la locazione espressamente “ad uso abitativo con facoltà del conduttore di destinare alcune porzioni a studio professionale, fermo restando fra le parti che l’uso prevalente sia quello abitativo” (così espressamente recita l’art. 1 del contratto di locazione).

Da ultimo, specifico che mia figlia Anna non ha mai abitato – nemmeno per un solo giorno – in tale appartamento né lo ha mai preso in affitto. Anna all’epoca pensava di iscriversi alla Luiss e per questo si mise anche lei, insieme a me, a cercare un appartamentino in affitto ed il sen. Pedica indicò anche a noi diverse soluzioni, tra cui anche l’appartamento di via IV Fontane. Poi, però, Anna preferì iscriversi alla Bocconi di Milano e non dette alcun seguito alla proposta. Ovviamente se l’affitto si fosse concretizzato, sarebbe stata cura mia e di mia figlia accertare la correttezza sotto ogni aspetto dell’operazione, cosa che comunque ha fatto la collega on.le Mura, riscontrandone ogni regolarità. Altrettanto ovviamente né io, né Mura e – men che meno – mia figlia abbiamo mai avuto a che fare con il sig. Anemone, persona che nessuno di noi conosce.

E veniamo infine all’insinuazione di Zampolini, secondo cui io avrei fatto solo finta di osteggiare gli appalti che erano stati programmati per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia ed alle elucubrazioni secondo le quali io non avrei preso provvedimenti adeguati.

Al mio arrivo al Ministero delle infrastrutture, alla fine dell’Aprile 2006, l’ing. Balducci era Presidente del Consiglio dei Lavori Pubblici, ovvero era la massima carica istituzionale del Ministero a cui per legge spetta lo status di indipendenza gerarchica anche rispetto al Ministro (art. 1, comma 2 DPR 204/2006). Al predetto Consiglio spettava e spetta il compito di esprimere pareri vincolanti su ogni progetto di lavori pubblici superiore ai 25 milioni di euro e su ogni altro progetto finanziato per almeno il 50% dallo Stato. Per dirla alla “dipietrese”, in Italia, in tema di grandi lavori pubblici, non si muove foglia che il Consiglio Superiore non voglia.

Ebbene, io ho subito spostato l’ing. Balducci al 2° Dipartimento (Infrastrutture e regolazione dei lavori pubblici), che per legge (art. 5 DPR 300/99) non gestisce materialmente alcun capitolo di bilancio ma li assegna – questa volta sotto il diretto controllo del Ministro – ai direttori generali competenti per le singole aree di attività del Dipartimento stesso. L’ing. Balducci non ha, peraltro, mai svolto tale tale attività perchè dalla data della sua nomina (18.9.2006) alla data in cui ha lasciato il Ministero (1.11.2006) è sempre stato in malattia.

Egli, infatti, è stato chiamato nel novembre 2006 dalla Presidenza del Consiglio dell’epoca a svolgere le funzioni di Responsabile della Struttura di missione per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Insomma con me al Ministero delle Infrastrutture, Balducci non ha mai svolto alcuna attività lavorativa.

Posso invece provare documentalmente che io mi opposi in modo fermo e risoluto alle modalità con cui venne istituita ed organizzata la predetta Struttura di missione ed anche il modo poco trasparente con cui venivano realizzati gli appalti. Ben altro ho detto e dirò ai magistrati, ma sento il dovere pubblico di provare da subito quanto affermo. Produco al riguardo – e tanto per citarne una – la nota n. 16240 del 14 dicembre 2007, da me scritta ed indirizzata al Presidente del Consiglio ed ai colleghi Ministri interessati dell’epoca, con cui testualmente ho contestato sia la legittimità dei compiti che svolgeva la struttura di Missione presieduta da Balducci, sia le modalità con cui venivano commissionati e svolti gli appalti (allegato 5). La lettera porta una doppia mia firma per rimarcare la gravità di quanto stavo denunciando e si conclude con le seguenti tre righe da me personalmente manoscritte: “Vi prego, ci stiamo avviando verso macroscopiche violazioni di legge e questo non può essere accettato, se riscontrato”.

Poi come noto, con l’inizio dell’anno nuovo, il Governo andò in crisi e ci fu lo scioglimento anticipato del Parlamento. Arrivò il nuovo Governo che – invece di prendere atto di quanto da me segnalato ed intervenire di conseguenza – confermò modalità e struttura fino quando non è arrivata la Magistratura.

So bene che molti depistatori e professionisti della disinformazione insisteranno nei prossimi giorni nel prendersela con me nel malcelato tentativo di “fare di tutt’erba un fascio” ma costoro sappiano sin d’ora che dovranno rispondere delle loro azioni davanti all’Autorità giudiziaria.

Dal Blog di DiPietro: www.antoniodipietro.com

Ndb. Ancora una volta la P2 e gli organi da Silvio deputati alla falsa informazione e alla propaganda cercano di diffamare chi li denuncia con false informazioni, dossieraggi e intimidazioni, ieri Fini e i festini (presunti o meno non è dato sapere, Fini ha denunziato Silvio sè Fermato!), il giorno dopo il giudice che ha osato condannare il Delinquente del Consiglio a risarcire, apparso sui media dello stesso (“Il Delinquente” non il Giudice) quando seguito a ruota dagli sgherri del Cavaliere Mascarato veniva colto in turpi momenti, con sulle gambe 3 puttanelle appena maggiorenni direte voi, no in pantaloncini corti non alla moda!! E che diamine!

La Dittatura incombe, ubbidiscon bene i prelati visto che Silvio gli ha detassato gli utili, e questi invece di fare cose che tutte le chiese del mondo fanno, fan da cassaforte per la corruzione, fan da ponte tra mafiosi e politici, custodiscono soldi sporchi nelle loro banche, brindano a champagne tra un bambino e un’altro, come del resto fa il loro mentore a cui sappiamo bene quanto piacciano le minorenni, inoltre non si fan nemmeno concorrenza, agli amici intonacati piacciono i maschietti glabri e innocenti… e per entrambi chiunque osa denunciare vien o sconsacrato o messo alla berlina dalla disinformazione, in entrambi i casi è una Vergogna!

Alla faccia dei fessi che riempion la loro bocca non accorgendosi di aver dietro ad essa una cassa cranica totalmente vuota di alcunchè, parlano di fede, di Politica Cattolica, di “Bisogno di più Politici Cristiani”. di “Cristianesimo in Politica”..  Come Cuffaro, Letta, Mastella,De Gregorio,Dini,Casini… e ogni altra immondizia che grazie alla legge elettorale votata con la fiducia abbiamo mandato in parlamento..

maggio 18, 2010

La lista dei 400 “con la mano sugli occhi” di Anemone & C. – Che fa tremare i Berluscones!

PERUGIA – È un elenco che raccoglie tutti gli interventi edili (di ristrutturazione e ricostruzione) affrontati da Diego Anemone negli uffici pubblici e appartamenti privati della nomenklatura nazionale. Palazzo Chigi, la residenza privata di Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli, le abitazioni degli ex ministri Pietro Lunardi e Claudio Scajola, prime e seconde case, in città e in montagna. Le dimore di Guido Bertolaso (si scopre che a Roma sono due: in via Bellotti Bon e in via Giulia) e i suoi uffici della Protezione Civile.

E ancora capi di gabinetto, capi di dipartimento nei ministeri, capi di uffici legislativi, della Protezione civile e del ministero della Giustizia, dirigenti Rai, generali della Guardia di Finanza e dei Carabinieri, agenti dei servizi segreti. Una lista dettagliata dei lavori al Viminale, ai ministeri dell’Economia e delle Infrastrutture, nella sede di Forza Italia e negli alloggi privati di segretarie di ministri (è il caso di Fabiana Santini assistente del Ministro Scajola, oggi assessore regionale nel Lazio). Ma nell’elenco appaiono anche i nomi di giornalisti, registi (come Pupi Avati che però respinge gli addebiti: “Tutto regolare”), produttori cinematografici, sacerdoti e parenti di vari “notabili”.

Un “libro mastro” che conterrebbe poco meno di 500 nomi (412 secondo alcune indiscrezioni). Nel novero ci sarebbero anche nomi altisonanti della sicurezza nazionale. Sono ora in corso verifiche per accertare se i beneficiari dei lavori di Anemone ne hanno goduto per fini istituzionali o con finalità private. Non è soprattutto chiaro se e quali lavori siano stati regolarmente pagati o e se sono il frutto di regalie.

L’elenco è stato sequestrato il 14 ottobre del 2008 dalla Guardia di Finanza di Roma negli uffici della società di Diego Anemone, il costruttore appena uscito dal carcere al centro della cosiddetta “cricca”, un sistema incardinato nelle figure di Angelo Balducci, Mauro Della Giovampaola, Fabio De Santis, gli alti funzionari che assegnavano gli appalti pubblici. Per oltre 19 mesi queste “carte” sono state “custodite”. E sarebbero ancora lì, nel buio, se le inchieste delle procure di Firenze e di Perugia non avessero spezzato il silenzio sul sistema affaristico capace di condizionare decisioni politiche, burocrazie, spesa pubblica, nomine. Una ragnatela che si è rafforzata negli ultimi anni quando il governo ha trasformato le politiche pubbliche in politiche di “emergenza” che hanno cancellato ogni trasparenza nell’assegnazione degli appalti.

L’elenco, che Repubblica è in grado di rivelare, mostra innanzitutto quanto fragile sia la difesa messa in campo dagli ex ministri Scajola e Lunardi; e soprattutto il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso.

Lunardi ha sempre dichiarato che  –  è vero  –  gli è capitato di utilizzare le imprese di Diego Anemone, ma soltanto per trascurabili lavori nella sua casa di campagna nei pressi di Parma. Le carte oggi documentano che gli interventi delle ditte di Anemone a vantaggio dell’ex ministro sono almeno tre, oltre quello di Parma. Nel suo “sistema gelatinoso” risultano lavori di ristrutturazione nel palazzo di via Dei Prefetti (acquistato da Lunardi a bassissimo costo grazie ai buoni uffici di Anemone e forse grazie al suo denaro), a “Cortina d’Ampezzo” (una casa di montagna del ministro) e nell’ufficio di Via Parigi; infine in via Sant’Agata dei Goti dove c’è un appartamento venduto nel 2004 da una società del figlio di Lunardi a “Iniziative Speciali” della madre di Claudio Rinaldi, commissario per i Mondiali di Nuoto (la Procura di Perugia ha chiesto l’arresto di Rinaldi).

Scajola, ministro dell’Interno e poi per l’attuazione del programma e infine in questa legislatura ministro dello Sviluppo economico, ha detto di non sapere chi fosse “questo Anemone”, eppure è stato proprio Anemone a pagare 900 mila euro in nero per il suo appartamento al Colosseo. Nelle carte si scorge un rapporto molto più diffuso. C’è traccia della ristrutturazione della casa di Via Fagutale con vista sul Colosseo ma anche di due “interventi” a suo favore in un appartamento di via Barberini 38 e nel suo ufficio di ministro di Via Molise.

Guido Bertolaso è però il caso più clamoroso.

Nel suo interrogatorio a Perugia non ha ritenuto di raccontare ai pubblici ministeri Tavernesi e Sottani dei rapporti professionali intercorsi tra sua moglie e Diego Anemone. Soltanto nella conferenza stampa convocata a palazzo Chigi, Bertolaso  –  consapevole che alcuni giornali erano già in possesso della notizia  –  ha ritenuto di bruciarla svelando pubblicamente che sua moglie era stata incaricata dal costruttore-corruttore di ridisegnare il verde del Salaria Sport Village. Gloria Piermarini incassò 25 mila euro soltanto per la progettazione: “Un lavoro interrotto  –  ha spiegato il sottosegretario  –  quando si seppe che Anemone sarebbe stato beneficiario di appalti da parte della Protezione Civile”.

È questa l’affermazione smentita. Dal repertorio contabile sequestrato ad Anemone si viene a sapere che non solo il costruttore ha ristrutturato l’appartamento di Bertolaso in via Bellotti Bon (ha ammesso di essersi fatto risistemare le “tapparelle”), ma anche in due occasioni un altro appartamento in via Giulia, di cui fino ad ora non si conosceva l’esistenza. Il nome di Bertolaso figura in una terza occasione. Soltanto il cognome. “Bertolaso”, e nulla più (non è indicato il luogo dell’intervento nè la modalità). Ma soprattutto si legge che già dal 2004 Anemone interviene negli uffici della Protezione Civile di via Vitorchiano e anche in altre due occasioni nell’ufficio personale del capo della Protezione civile in via Ulpiano.

Quindi, la moglie di Bertolaso accetta di lavorare per Anemone dopo che questi ha già goduto di appalti da parte del marito e non come ha lasciato credere pubblicamente Bertolaso che quel rapporto professionale s’è interrotto perché era nato il legame tra Anemone e la Protezione civile.

Dalle carte dell’inchiesta emerge un’altra netta smentita ad una delle affermazioni che il direttore della Protezione civile ha diffuso nei giorni scorsi. Bertolaso ha detto che sempre si è dato da fare con successo per contenere la spesa impedendo che gli appalti si gonfiassero. Se si legge invece, dei “lavori relativi al quarto lotto di interventi infrastrutturali e complementari della Maddalena per il palazzo delle Conferenze”, si scopre che i lavori aggiudicati per 52 milioni di euro, lievitano fino 104 milioni di euro. Quindi raddoppiano. Vediamo ora il lungo elenco (ancora provvisorio e incompleto) dei beneficiari delle opere di Anemone così come state raccolte dagli inquirenti che hanno tra parentesi e in neretto annotato le loro generalità, la funzione, il luogo dell’intervento.

Riproduciamo integralmente il testo sequestrato dalla Guardia di Finanza con l’elenco dei lavori effettuati dalla ditta Anemone. Un elenco in cui non si specifica se le ristrutturazioni siano state pagate o meno.

“Via Aosta Ingegner Rinaldi (Claudio, commissario Mondiali di nuoto). Via Merulana + via Poliziano (Pittorru, Francesco, generale della Guardia di Finanza ora ai servizi segreti). Mario (GF) Frosinone (Mario Pugliese, guardia di finanza, lavorava nella sede di via dell’Olmata, è ritenuto un informatore di Anemone).

Enrico B. (Bentivoglio, funzionario di via Ferratella dove ha sede il Dipartimento delle opere pubbliche diretto da Angelo Balducci). Mauro Della Giovampaola Materiale per casa Infernetto (è il capo missione struttura G8 alla Maddalena, all’Infernetto c’è la sua casa privata).

S. Giuliano Scuola Campobasso (il terremoto, il 21 ottobre 2002, distrusse la scuola di S. Giuliano uccidendo 27 bambini e un’insegnante). Palazzo Chigi  –  Letto. Palazzo Chigi  –  Cucina. Ladispoli, Marco Caiazza (funzionario provveditorato opere pubbliche di Roma o sovrintendenza) Spinaceto. Todi Pupi Avati (regista).

Riggio Federico (figlio di Vito Riggio, Enac?) Via La Spezia. Mancino Chiara (figlia di Nicola) + Corso Rinascimento. Fabio De Santis. Sarappalti Alessandria (la società è collegata con Giandomenico Monorchio, il figlio dell’ex-ragioniere dello Stato). Donati (Alberto, genero di Ercole Incalza, capo struttura di missione nel ministero delle infrastrutture di Alterio Matteoli). Innocenzi (Giancarlo. membro Agcom?), Via della Conciliazione. Fiori Villa Settembrini (potrebbe essere Publio, ha rapporti con Anemone). Liolli Luigi (ingegnere dei vigili del fuoco di Roma). Cesara Bonamici Via Della Vite (giornalista Tg5). Rino (Settembrino Nebbioso, detto Rino). Peppe Pascucci (suocero di Anemone e padre di Arnaldo Pascucci, funzionario dei servizi, fornitore di un cellulare ad Angelo Balducci).

Via Merulana 71 Pittorru. Gen. Via Due Macelli Gen Savino Parquet-Cucina-Scala-Armadi-Porte (generale dei carabinieri ora in pensione). Pugliese (Mario viene attivato da Anemome dopo i controlli dell’ottobre 2008, oggi sarebbe ai Servizi). Via Ruffini P. Fiori (Publio).

Imbrighi (Giampaolo, ha progettato lo stand italiano a Shangai Expo, professore universitario, è suo il progetto della piscina di parco san Paolo). Lungotevere dei Papi via Aosta (casa di Claudio Rinaldi). Piazza della Pigna  – Via della Pigna (case di Angelo Balducci, comprate con gli assegni di Zampolini). Prof. Thau (suocero di Angelo Balducci, la cui moglie è Rosanna Thau)Vicolo delle Campane n. 16. Luciana Segretaria AB (segretaria al ministero di Balducci). Roberto Calcabrini (titolare Cogecal, impresa che ha fatto la bonifica al G8, un lavoro che ha visto la collaborazione di Francesco Piermarini che da una nota risulta essere retribuito con 125 mila euro). Via Ofanto  –  Poletti (ex generale della Guardia di Finanza, ora ai Servizi segreti, già coinvolto nell’inchiesta Why not).

Monorchio Via Sistina (Andrea Monorchio è stato ragioniere generale dello Stato). Forleo (Maria Pia, funzionario del ministero delle infrastrutture, stretta collaboratrice di Balducci, importante il suo ruolo nell’assegnazione dei lavori per il Mondiali di nuoto) Via Foscari 121. Paolo Zini (tecnico ufficio Mondiali di nuoto, tra i progettisti della piscina parco San Paolo di Pisciscelli). Ing. Rinaldi Via Appia-Via Aosta-Via Nazionale. Di Mario (Roberto, segretario particolare di Algelo Balducci) Via Franco Sacchetti  –  Opere di falegnameria. Aiello (Giacomo, capo ufficio legislativo della protezione civile, la vera mente del dipartimento: prepara tutte le ordinanze) Via Appia 442 Lavori Vari di Falegnameria. Viale Giulio Cesare 15 a sig. Leone G. Carlo (vice direttore generale della Rai). Dottoressa Iurato (dirigente del ministero degli Interni che si occupa di logistica, caserme…). Colonnello Granada GF. Mons. Camaldo (Francesco, decano dei cerimonieri pontifici) Università Cattolica S. Giovanni.

Mancino (Nicola, vicepresidente del Csm) via Arno corso Rinascimento via Adda. Via Poggio Catino 33 signora Nastasi (moglie di Salvo Nastasi, capo di gabinetto di Bondi?). Via Latina Lorenzo (Balducci abita al 25). Via Orticara 14 Sig Occhipinti Andrea (produttore cinematografico, Lucky Red). Via dei Cartari (al numero 11, abita Mauro Masi, direttore generale Rai, la casa è di proprietà di uno dei figli di Balducci, acquistata con gli assegni di Zampolini). Blandini (Gaetano, direttore cinema del ministero dei beni culturali). Collina Fleming Sig. Lillo (Calogero) Mauceri di Palazzo Chigi (è stato nel governo Prodi alla segreteria generale di Palazzo Chigi con Carlo Malinconico). Via Bruno Buozzi 107 figlia M. Pia Forleo (vedi sopra). Della Giovanpaola Mauro Casa (funzionario del ministero delle Infrastrutture), min. Mazzella-Silvestri-anno 2005 (Luigi Mazzella e Gaetano Silvestri, giudici costituzionali).

13 maggio 2010 – Nel silenzio della TV – da www.Repubblica.it

marzo 21, 2010

Rai per una notte – Forza ancora 25.000 iscrizioni in culo al delinquente del consiglio!

Cari amici,
vi ringrazio infinitamente. Avete già risposto in 15.000 al nostro appello, ma siccome il tempo stringe e abbiamo bisogno che altri si aggiungano rapidamente perchè in questo momento siamo a

-25.000

Michele Santoro

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marzo 10, 2010

Salva liste: Pertini non avrebbe firmato! Tempi Bui… il sonno della ragione genera mostri.

Ieri ha inscenato nell’aula del Parlamento europeo a Strasburgo una protesta, con un cartello giallo fluorescente con scritto “Vendesi repubblica“, contro la firma del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al decreto interpretativo “Salva-liste” relativo alle elezioni regionali. Pubblico il video ed il testo del mio intervento.

Testo dell’intervento

Parlo a nome del gruppo ALDE, il mio gruppo politico. Lo scorso 5 Marzo il Presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, ha firmato un decreto-legge interpretativo detto anche “salva-liste”. Quel decreto, difatto, consente, a campagna elettorale iniziata, di cambiare le regole del gioco.

Lo stesso Giorgio Napolitano, dal suo sito, dice “dalla bozza di decreto prospettatami dal Governo in un teso incontro giovedì sera, il testo successivamente elaborato dal Ministro degli Interni e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri non ha presentato a mio avviso evidenti vizi di incostituzionalità“.

La Costituzione italiana all’articolo 87, comma 5, prevede che il Presidente della Repubblica promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e regolamenti. Non può assolutamente partecipare, il Presidente della Repubblica, alla stesura di procedimenti e di decreti legge. Lo stesso Presidente della Repubblica, il suo predecessore Ciampi giudica questo come “un aberrante episodio di torsione del nostro sistema democratico”.

E’ evidente che il Governo fa ciò che la Costituzione vieta; quel decreto, Presidente, ha cambiato le regole del gioco a competizione elettorale già inoltrata. Permette a chi ha violato la legge di rientrare nella competizione elettorale. Mi chiedo per quale motivo questo Parlamento è sempre pronto ad agire per dare contro a Paesi che violano le leggi ma non si rende conto che c’è un Paese che fa parte dei 27 paesi membri che viola le leggi.

Leggi altro dalla fonte: www.antoniodipietro.it

gennaio 31, 2010

Ambrogio Mauri: imprenditore, onesto, suicida.. Lo Schifoso Schifani premia gli aguzzini!

Ambrogio Mauri:

IMPRENDITORE,ONESTO, SUICIDA

Ambrogio Mauri orgogliosamente ITALIANO!!Oggi in un articolo de L’Espresso il giornalista Marco Travaglio racconta un fatto che avevo accantonato senza mai dimenticarlo. Un fatto lontano della mia vita da magistrato. Quelle poche righe hanno riportato alla memoria, intatto, il ricordo di un uomo: Ambrogio Mauri. Mauri è un eroe degli anni di Tangentopoli, un’imprenditore onesto che piuttosto che lavorare sotto il ricatto delle mazzette si è sparato un colpo di pistola al cuore. Questi sono gli eroi a cui vanno dedicate le vie e le piazze del Paese e che vanno celebrati dallo Stato al posto di coloro che hanno armato la mano della disperazione di Mauri.

Ambrogio Mauri una vittima vera (di Marco Travaglio)

La prossima volta che i presidenti della Repubblica, del Senato e del Consiglio vorranno ricordare una vittima di Tangentopoli, si spera che ne ricordino una vera. Non un politico corrotto e latitante, ma un imprenditore onesto che veniva escluso dagli appalti pubblici perché non pagava mazzette nella Milano da bere e da mangiare. Si chiamava Ambrogio Mauri, abitava a Desio, in Brianza. Nell’aprile del 1997 si uccise con un colpo di pistola al cuore per protestare contro il sistema delle tangenti, a cui si era sempre ribellato. Aveva 66 anni. Lasciò la moglie, tre figli e un’azienda che da mezzo secolo costruiva autobus e tram esportandoli in tutto il mondo, ma a Milano era regolarmente esclusa dalle gare dell’Atm. Aveva il brutto vizio di non ungere i partiti. Quando partì l’inchiesta Mani Pulite, che falcidiò anche i vertici dell’Atm, Mauri andò a testimoniare davanti al pm Antonio Di Pietro. Il quale poi, quando lesse della sua morte, si ricordò di lui e partecipò al suo funerale, disertato da tutte le autorità. “I dirigenti corrotti dell’Atm”, ricorderà Di Pietro, “gli avevano fatto una serie di soprusi.

Era una vittima del sistema e fu uno dei primi e dei pochissimi a collaborare spontaneamente. La testimonianza andò benissimo. Col tempo si creò un rapporto di stima e amicizia. Ci veniva a trovare in Procura, ci incoraggiava ad andare avanti. Ci diceva: meno male che c’è Mani Pulite, grazie al vostro pool sono tornato a credere nella giustizia. Si era illuso che potessimo ripulire l’Italia. Invece, dopo Tangentopoli, è scattata la vendetta”. Nel 1996 Mauri fu escluso anche dalla gara bandita dall’Atm per la fornitura di cento autobus. Pochi mesi dopo scrisse poche parole su un biglietto: “Dopo Tangentopoli tutto è tornato come prima”. E una lettera alla moglie Costanza: “Tu sei il mio primo e ultimo bene. Forse, se fossi stato più malleabile, le cose sarebbero andate diversamente e non ti avrei dato tutti questi problemi. Il mio suicidio è l’atto finale del mio amore”. E si sparò. Anziché inviare un messaggio di cordoglio alla famiglia o partecipare ai funerali, durante le esequie i vertici dell’Atm convocarono una conferenza stampa per rivendicare l'”assoluta trasparenza” dell’ultima gara. I figli, che non avevano mai collegato il gesto paterno a quell’appalto, parlarono di “excusatio non petita”.

Ecco, la prossima volta che le verrà il trip di cambiare nome a un parco di Milano, la sindaca Letizia Moratti potrebbe dedicarlo ad Ambrogio Mauri. La prossima volta che Renato Schifani cercherà una “vittima sacrificale di Tangentopoli” da beatificare in Senato, potrebbe raccontare la storia di Ambrogio Mauri. La prossima volta che a Giorgio Napolitano scapperà la voglia scrivere alla vedova di un uomo trattato con “una durezza senza eguali”, Giorgio Napolitano potrebbe rivolgerla a Costanza Mauri.

Risparmierebbe pure sull’affrancatura:

la signora non abita ad Hammamet, ma a Desio (Brianza, Italia).

Autore
Antonio Di Pietro
Antonio Di Pietro

dicembre 5, 2009

BERLUSCONI DIMISSIONI!! – Corteo al via: “Berlusconi dimettiti”

Corteo al via: “Berlusconi dimettiti

Manifestazioni anche in altre città. – Rosy Bindi: “In piazza c’è tanto Pd”

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Il colore viola degli «autoconvocati» e il rosso dei partiti della sinistra radicale dominano visivamente piazza della Repubblica, piena dei manifestanti che parteciperanno al “No B Day”. Molti manifestanti indossano sciarpe, foulard, pullover o altri capi di colore viola.

La fantasia ha poi spinto molti manifestanti a indossare parrucche viola, o a innalzare cartelli scritti a mano che chiedono, con frasi ironiche, al premier Berlusconi di andare a casa. Contrariamente alle aspettative non è il pentito di mafia Spatuzza l’icona dei manifestanti, bensì Veronica Lario, la cui fotografia viene mostrata da molti manifestanti con scritte irridenti al premier. Poco dopo le 14 il corteo si è mosso verso piazza San Giovanni. Ad aprire il “serpentone” uno striscione su sfondo viola con la scritta «Berlusconi dimissioni».

A piazza San Giovanni a Roma sono attese 350mila persone. Almeno è questa la previsione fatta dagli organizzatori che ci tengono a sottolineare che la manifestazione non appartiene ai partiti politici ma ai cittadini che si sono mobilitati sulla rete. Con un pizzico di orgoglio, venerdì il comitato organizzatore, rappresentato da Gianfranco Mascia, Sara De Santis e Anna Mazza, aveva fatto sapere che la quantità di adesioni registrate sulla rete li ha spinti a decidere di spostare l’iniziativa, inizialmente prevista a piazza Farnese, nella più ampia piazza romana di S. Giovanni in Laterano. Si tratta di persone che non appartengono ai partiti, anche se tanti partiti hanno subito aderito ad una mobilitazione contro il premier Silvio Berlusconi, tra i primi Antonio Di Pietro per l’Idv, e poi Prc, Pdci, a seguire anche Verdi e Sinistra e libertà.

Ci saranno quindi Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto e Angelo Bonelli, ma anche esponenti di spicco del Pd come Dario Franceschini, Debora Serracchiani, Giovanna Melandri, Ignazio Marino e la presidente Rosy Bindi. Ma a nessuno di loro sarà permesso salire sul palco di piazza San Giovanni, da dove invece parleranno artisti, giuristi, scienziati e rappresentanti della società civile, ognuno a spiegare in che modo il berlusconismo sta distruggendo pezzi della società italiana: giustizia, diritti, donne, ricerca, cultura, ogni tematica avrà la voce di un personaggio più o meno noto. Ci saranno Dario Fo e Franca Rame, Ascanio Celestini, Antonio Tabucchi, Margherita Hack, Moni Ovadia, Salvatore Borsellino e tanti altri. Preannunciata anche la partecipazione del regista Nanni Moretti. Nel concerto finale si esibiranno artisti come Roberto Vecchioni, Er Piotta, Skiantos, Ratti della Sabina.

Il “popolo della rete” intanto ha organizzato manifestazioni anche in altre città italiane e straniere. Proteste davanti a ambasciate e consolati si sono tenuti in numerosi Paesi, a cominciare – per questioni di fuso orario – da Sydney. Da est a ovest sono previsti sit in e mini cortei però anche a Berlino, Madrid, Copenaghen, Londra, Parigi, Barcellona, San Francisco, Buenos Aires, Rio De Janeiro, Chicago, New York, Washington e numerose altre. A Bruxelles, un “No B Day” si è tenuto ieri.

Tratto dal Servile: www.lastampa.it

novembre 23, 2009

“Il vaccino è una truffa”, denuncia in parlamento il Ministro della sanità polacco!

Il vaccino è una truffa“, denuncia in parlamento il Ministro della sanità polacco!
tratto da www.mmorpgitalia.it

5 novembre 2009 – traduzione dell’intervento del Ministro della Salute Ewa Kopacz, al Parlamento polacco

Vorrei dire che la mia priorità durante i miei vent’anni di pratica medica è sempre stata: “prima di tutto non fare del male”. Ho portato con me questa regola al Ministero della Sanità. Se mi dovessi trovare nella situazione di raccomandare un farmaco a qualcuno, credo come ogni altro medico, penserei: darei questo farmaco alla mia anziana madre, oppure a mio figlio? E’ esattamente questo modo di ragionare che mi rende estremamente cauta e mi spinge sempre a compiere doppie verifiche su qualsiasi informazione che riguardi un farmaco che il Ministero della Salute si accinge a raccomandare ad ogni cittadino polacco, a milioni di cittadini polacchi che non hanno la preparazione, nel campo della medicina, che ha un ministro e che ha un esperto, il professor Brydak, che ha lavorato sull’influenza per oltre 40 anni.

Il professor Brydak lavora in uno dei 189 centri di ricerca sull’influenza sparsi in tutto il mondo. Uno di questi è proprio in Polonia. Chi potrebbe dunque accusarci di non avere sufficienti conoscenze sull’influenza? E’ possibile dubitare dell’opinione di un professore che ha lavorato sull’influenza per oltre 40 anni, e non certo su un solo tipo di influenza, e che ha pubblicato centinaia di articoli sulla materia? Ho più che altro una sola fondamentale domanda: vogliamo combattere la pandemia di influenza?

Oggi conosciamo bene gli accordi che altri, i governi di paesi più ricchi del nostro, hanno stipulato con i produttori di vaccini. Sappiamo anche cosa è stato proposto alla Polonia. Le trattative sono in corso e non posso parlarne adesso, ma posso dire una cosa: il nostro dipartimento legale ha trovato almeno 20 punti dubbi in questi accordi. Ora, qual è il dovere di un Ministero della Sanità? Concludere accordi che facciano l’interesse dei cittadini oppure siglare accordi che facciano l’interesse delle case farmaceutiche?

So che ci sono tre vaccini disponibili oggi sul mercato, realizzati da tre produttori diversi. Ognuno di loro ha una differente quantità di sostanze attive, non è strano che siano trattati tutti alla stessa stregua? Non è dunque ragionevole che il Ministero della Salute e i suoi esperti nutrano alcuni dubbi in proposito? E’ possibile che uno di questi, magari quello con una quantità inferiore di sostanze attive, sia solo acqua fresca, alla quale attribuiamo il potere di curare l’influenza? Dovremmo pagare per questo? Abbiamo già altri esempi: la Germania ha acquistato 50 milioni di dosi, di cui solo il 10% è stato finora utilizzato. Solo il 13% dei tedeschi vuole assumere questa cura miracolosa subito, ma è un dato fortemente atipico perché i tedeschi hanno una percentuale di cittadini che si vaccinano molto alta, cioè se in Polonia si vaccinano 52 persone ogni 1000 abitanti, in Germania lo fanno in 238, ovvero il 23%. Quindi, come mai solo il 13% dei tedeschi vuole farsi iniettare il vaccino contro la suina e non il 23% come accade solitamente per l’influenza stagionale? Il loro governo ha comprato il vaccino, lo ha reso disponibile gratuitamente e loro non lo vogliono? Cos’è successo? Questo dato potrebbe indurci ad un ripensamento sull’acquisto del vaccino, un farmaco pressoché segreto, oppure no?

Ci sono siti web nei quali i produttori di vaccini sono obbligati a pubblicare gli effetti collaterali della vaccinazione. Le vaccinazioni in Europa sono iniziate il 1° di ottobre 2009. Vi invito a visitare uno qualsiasi di questi siti web e a trovare un qualsiasi effetto collaterale indesiderato. Cercate la conseguenza più trascurabile, trovatene anche solo una, come una piccola reazione allergica sulla pelle. Può succedere anche utilizzando il farmaco più sicuro al mondo. Non esiste un solo effetto collaterale: hanno inventato il farmaco perfetto! E, visto che il farmaco è così miracoloso, come mai le società che lo producono non vogliono introdurlo nel mercato libero e assumersene la completa responsabilità? Perché non dicono “Meraviglioso! E’ un farmaco totalmente sicuro, quindi me ne assumerò io la responsabilità, lo metto sul mercato e tutto sarà chiaro e trasparente”, invece di addossare questo peso sulle nostre spalle, le spalle degli acquirenti?

Non abbiamo risultati di test clinici, nessun elenco di ingredienti e nessuna informazione sugli effetti collaterali. I vaccini sono arrivati al quarto stadio di controllo – controlli molto brevi a dire il vero – e ancora non abbiamo queste informazioni. Inoltre, il controllo sulle persone è stato molto piccolo: un tipo di vaccino è stato testato solamente su 160 volontari tra i 20 e i 60 anni, non infetti. Un altro tipo di vaccino è stato testato su 600 volontari tra i 18 e i 60 anni, tutti in perfetta salute. E’ un buon metodo questo? Mi rivolgo specialmente ai dottori presenti in questa sala: per me non è abbastanza sicuro. Io voglio essere molto sicura nel raccomandare questo vaccino. E’ una nostra competenza: durante la fase di negoziazione dobbiamo prenderci il tempo che ci serve ed utilizzarlo per scoprire quanto più possibile su questo farmaco. Poi, se la commissione sulla pandemia accetterà il vaccino, allora e solo allora lo compreremo.

Inoltre, ci sono 1 miliardo di persone con l’influenza stagionale ogni anno in tutto il mondo. Un milione di persone muoiono ogni anno, sempre per l’influenza stagionale, su scala mondiale. Non sono statistiche di un anno o due, ma dati raccolti in anni ed anni di osservazioni. E’ mai stata annunciata una pandemia a causa dell’influenza stagionale? Tra l’altro, l’influenza stagionale è molto più pericolosa di quella suina: causa molti più decessi e complicazioni più gravi. E’ mai stata dichiarata una pandemia per questo? A quelli che mi spingono a comprare il vaccino voglio chiedere: come mai non avete gridato e sbraitato l’anno scorso, due anni fa e nel 2003? Nel 2003 abbiamo avuto 1 milione e 200mila polacchi con l’influenza stagionale. In quell’occasione, per caso qualcuno in quest’aula ha gridato “Compriamo il vaccino per tutti!”? Non riesco a ricordarmene.
Da ultimo vorrei dire una cosa. Lo Stato polacco è molto saggio, i polacchi sanno distinguere la verità dalle balle con molta precisione. Sono anche in grado di distinguere una situazione oggettiva da una truffa.

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Il vaccino antinfluenzale: il racconto dell’orrore
Numerose testimonianze di donne che hanno abortito a causa del vaccino!!!


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Influenza A, in Germania sette morti dopo il vaccino. Anziana deceduta a Campobasso

Roma, 17 nov. (Adnkronos/Adnkronos Salute)

Cresce la paura in Germania. Sette persone sono morte, nelle ultime tre settimane, dopo la vaccinazione contro l’influenza A con il siero pandemico Pandemrix (Gsk). Tra le vittime anche un neonato, si legge sul tabloid tedesco ‘Bild’ che dà ampio spazio alla notizia. Il piccolo, 21 mesi appena, soffriva di una grave cardiopatia congenita. Il giorno dopo la vaccinazione è stato colpito da infarto polmonare ed è morto, nonostante la respirazione artificiale.
Mentre la preoccupazione monta, Susanne Stoecker, portavoce del Paul Ehrlich Institute (l’istituto federale che si occupa soprattutto di prodotti medicinali biologici, come i vaccini), cerca di rassicurare: “Se succede qualcosa dopo la vaccinazione – afferma su Bild – non significa che questa ne sia necessariamente la causa. Soprattutto i pazienti gravemente malati e dunque a rischio se colpiti da influenza A, ai quali – sottolinea – si raccomanda il vaccino, è possibile che muoiano per la loro preesistente malattia. Il vaccino può non aver nulla a che fare” con il decesso.

Le altre vittime conteggiate dal tabloid sono una donna (65 anni) della Turingia, già malata e che ha subito un attacco di cuore dopo la vaccinazione; un dipendente Bayer (46 anni), trovato morto in bagno un giorno dopo la vaccinazione: secondo l’autopsia si è trattato di morte cardiaca improvvisa. E ancora, un uomo di 55 anni, sempre della Turingia, deceduto a casa per attacco cardiaco sei ore dopo essere stato immunizzato; una donna di 92 anni e un 65enne diabetico e infine un uomo di 66 anni, che soffriva di una malattia respiratoria, vaccinato venerdì e trovato morto ieri nel suo appartamento, ancora una volta in Turingia. Per la Stoecker, in ogni caso, “al momento attuale i benefici della vaccinazione sono superiori ai rischi”. E il ministro della Salute della Turingia, Heike Taubert (Spd), ha rinnovato ieri il suo appello ai tedeschi affinché si vaccinino contro l’influenza A.

Intanto un nuovo decesso per influenza A si è verificato al Cardarelli di Campobasso. Si tratta di una donna 60enne della provincia del capoluogo molisano ricoverata 15 giorni fa. Risultata positiva al virus dell’influenza H1N1, era affetta da una grave malattia autoimmunitaria.
E’ invece guarita la ragazza di 25 anni che era ricoverata all’ospedale Molinette di Torino con l’influenza A. Le sue condizioni erano gravissime ma ora la giovane sta bene e il tampone ha dato esito negativo. All’ospedale Molinette, dove sono ricoverati i malati più gravi di influenza A, è stata usata finora una nuova tecnica, mai utilizzata prima, molto meno invasiva della tecnica cardiopolmonare ‘Ecmo’, che sta dando ottimi risultati.
Fino a ora sono 515 i decessi collegati al virus pandemico nel Vecchio Continente, secondo il bollettino diffuso stamattina dell’Ecdc (European Centre for Disease Prevention and Control). I casi fatali di influenza nel resto del mondo sono invece 6.577, dunque su tutto il pianeta più di 7 mila persone sono morte in seguito all’infezione da H1N1

ottobre 27, 2009

Caro Bersani adesso un atto concreto : Fuori Rutelli dalle balle!

Se vuoi essere credimbile, se vuoi togliere quel retrogusto di disgusto che prende allo stomaco gli italiani a sentir nominare PD e “Compagnia Bella” col ricordo ancora fresco dei mille compromessi atti solo a tener il culo attaccato alle poltrone, inutile per i più, dannoso per il paese. Quando c’erano i Dini (con moglie delinquente) e quell’altro la, Mastella (con moglie delinquente)  che un giorno si e l’altro pure facevano le checche isteriche, le prime donne di borgata con le loro “Mani Libere” e le richieste, i “Ricatti” sempre più ignobili, sempre più pressanti, sempre piu :

DISGUSTOSI!

Noi italiani siamo stufi, arcistufi, disgustati di ste cose! Un uomo che quando era al goverrno aveva la moglie che si svendeva al capo dell’opposizione per un’elemosina di 10 minuti di trasmissione e un’ora di delazione, che anche quando quegli stessi romani che una volta lo votarono sindaco non riuscirono per 2 volte a turarsi il naso, e al ballottaggio non jela fecero e vinse quell’altro ignobile essere che almeno non era buffone agli occhi dei votanti. Ancora una volta, nemmeno inizia una speranza che questi esseri schifosi cominciano la tarantella… Mandatelo fuori dalle balle, lui e le sue isterie da primadonna uscita dal culo del Partito Radicale, trasmigrato assieme agli altri aborti malriusciti nei vari partiti ispirati da Dio, che però quando gli diceva di non rubare facevan finta di non sentirlo!

Il PD vuole riguadagnare credibilità e un domani con buone idee (e non solo propositi e/o chiacchiere televisive) consenso?!? Faccia il nuovo Lieder un’atto di coraggio, fuori dal partito Rutelli e chi come lui non si vuol ficcare in testa che un partito è un’insieme di idee e ideali, una macchina pensante che come un muratore tira i confini della costruzione quando prepara la campagna elettorale, e dopo che vince le elezioni comincia costruire quel che si è prefissato dall’inizio, cioè da quando la gente che vedeva tirar confini, dissodare il terreno, scavare tracce, prepara impalcature, chiedere permessi, chiedeva cosa stessero costruendo, e questi insieme di coscenze, di menti e di ideali :

“IL PARTITO DEL/DAL POPOLO”

rispondeva schietto e sincero

“QUELLO CHE LA GENTE CHIEDE, QUELLO CHE LA GENTE HA DI BISOGNO PER IL FUTURO!”

Senza tante chiacchiere o primedonne, senza dictat o dittatori puttanieri, e senza più farsi spaventare dalle armate P2iste, Piero Marrazzo non ha fatto niente di male, gli piace andare con transessuali, libero di farlo visto che ha governato bene e governa bene, non prende mazzette e non ruba! Cosa doveva farsi sparare addosso per andare a farsi una scopata, un uomo di governo deve viaggiare con le auto blu, un delinquente manda aerei a caricare puttane e menestrelli e va bene, un uomo onesto segue il regolamento e si fa accompagnare dalla scorta dove deve andare (anche a puttane signori, dove cazzo gli pare va!) ed ecco i P2isti della risorta P2 che tra un dossier illegale, un pedinamento di un giudice ostile e un articolo diffamatorio tendono una meschina trappola con gli amici “Stile Corona” e la gente invce di indignarsi e prender a bastonate i delinquenti P2isti si imbambola sul fatto che Marrazzo ama andare con i transessuali, quando poi la domenica guardano per ore quello schifo obeso di Platinette senza il minimo disgusto, oltretutto che fa anche schifo, è grassa, e una volta e travestito e l’altra grasso, brutto e pelato!

C’è da invertire la rotta, drizzare la barca e iniziare a remare controcorrente, quando la gente vede che lasciandosi andare spinti dall’attuale corrente alla fine c’è la cascata, c’è il baratro si affretterà  a seguire quella barca oggi solitaria e controcorrente, e allora sarà un nuovo governo, una rinascente italia o :

LA RIVOLUZIONE!

Buon lavoro, e non se la prenda il mio paesano Platinette,se è cesso non è colpa sua, questo è vero, ma resta il fatto che è un cesso, e questo è innegabile, come innegabile è che Silvio era un delinquente prima di entrare in politica, e un delinquente rimane adesso che è in politica e a capo del governo, e per giunta ancora impunito!!

settembre 16, 2009

Berlusconi: «No a elezioni, farabutti nei media» Fini: «Problemi suoi»

A ‘Porta a Porta’ il premier respinge con forza le accuse di conflitto d’interessi nel settore tv con le reti Mediaset e di una mancanza di liberta’ di stampa nel Paese. “La Rai e’ contro di me, in stampa troppi farabutti. Parlando del rapporto con Fini: “Non ci sono problemi da parte mia’’

E’ stato come era prevedibile uno show politico con risposte, senza contraltare, su tutti i temi. Un premier teso, ma deciso, su tutti i temi. A dire no a elezioni, a definire “suoi” i problemi di Fini e a smentire ogni ipotesi di elezioni anticipate. Nel pomeriggio al consegna delle prime case ai terremotati di Onna, ma anche con molte contestazioni per chi è ancora senza certezze e senza casa, da parte dei comitati delle tendopoli: «via dalle tendopoli, ci saranno le case».

Fini e i fraintendimenti Con Gianfranco Fini si tratta di ‘’fraintendimenti superabili’’ e comunque mai e poi mai gli italiani saranno chiamati a elezioni anticipate, anche perche’ Umberto Bossi e’ un alleato ‘’affidabilissimo’’.

Farabutti in politica e nei media Il problema semmai sono stampa e opposizione: ‘’In tv, giornali e politica ci sono troppi farabutti’’. Silvio Berlusconi e’ un fiume in piena e, dal salotto di ‘Porta a Porta’, punta a rimettere ordine nell’agenda politica e di governo. Il terremoto e l’Abruzzo aprono e chiudono la trasmissione, ma totalizzano poco piu’ di quaranta minuti su oltre due ore e mezza di trasmissione durante le quali c’e’ anche il tempo per un nuovo affondo contro il centrosinistra e i media (le accuse di conflitto di interessi sono ‘’delinquenziali’’); e per un botta e risposta in diretta con Pier Ferdinando Casini. I centristi dell’Udc praticano ‘’la politica dei due forni’’ e tengono, dice il premier, alle clientele. Parole che arrivano velocemente alle orecchie di Casini (che pure conferma di aver visto in tv Marsiglia-Milan). Il leader centrista alza il telefono e irrompe nel salotto bianco di Raiuno: ‘’Vuol dire che non faremo alleanze con il Pdl alle regionali, lui non avra’ difficolta’…’’. ‘’Auguri’’, contro-replica a denti stretti il Cavaliere. ‘’Bene, buon lavoro a lei’’, chiosa Casini. Complice un servizio confezionato sulle tensioni nel Pdl, il primo nodo che viene affrontato e’ quello dei rapporti con Fini: ‘’Io non ho problemi riguardo al funzionamento del Pdl.

Partito e maggioranza solidi E’ una situazione che e’ stata evocata dal presidente della Camera. Ci sono – e’ la spiegazione – due concezioni diverse in campo’’. Facile immaginare in cosa consistono: da una parte, c’e’ il presidente della Camera che e’ ‘’un professionista della politica’’ e per il quale ‘’i partiti devono avere funzioni piu’ allargate’’; dall’altra, Berlusconi. Forza Italia, dice, e’ nata come ‘’movimento’’, capace di organizzarsi ‘’per affrontare i momenti elettorali’’. Differenze scritte nella storia quindi ma, assicura il premier, si possono riassorbire. La vita di partito sara’ cadenzata cosi’ come da programma, dice, e soprattutto chi teme lo strapotere della Lega potra’ contare su una nuova struttura di bilanciamento: una sorta di ‘caminetto’ al quale parteciperanno i coordinatori del Pdl, i capigruppo parlamentari, il presidente del partito e quello della Camera. Una cosa e’ chiara: il premier e’ certo di non peccare di decisionismo, ma solo di avere il merito di ‘’governare realizzando gli impegni presi con gli elettori’’.

No a elezioni Impegni che e’ determinato a portare a termine: ‘’Mai ho pensato che con la grande maggioranza che abbiamo e i compiti che ci attendono – scandisce – fosse un bene per l’Italia andare alle elezioni. Portero’ avanti il mio mandato fino alla fine’’. Missione che non sara’ messa a repentaglio neanche dalla Lega, che torna ad evocare la secessione: ‘’Bisogna interpretare cio’ che dice Bossi, lui accarezza la sua gente, ha una acutezza politica rara e buon senso, ed e’ buono’’. Le oltre due ore e mezza passate in tv non servono solo a parlare degli equilibri interni alla maggioranza ma sono anche l’occasione per toccare tutti i temi di attualita’, dai rapporti con le opposizioni a quelli con il mondo dell’informazione. Il Pd per Berlusconi resta abitato da ‘’vecchi gufi, vecchi comunisti che usano metodi stalinisti’’. E cosi’ le loro critiche, a partire dal refrain che lo vuole al centro di un conflitto di interessi inusuale nei Paesi occidentali a causa della proprieta’ di Mediaset, ‘’sono accuse infondate e comiche, atteggiamenti delinquenziali’’.

Giudizio negativo che si allarga anche ai media: ‘’La manifestazione per la liberta’ di stampa che la sinistra promuove e’ veramente il contrario della realta’: siamo circondati nella stampa, nella tv (anche in Rai, che ‘’attacca solo la maggioranza di governo’’), nella politica – conclude il premier – da troppi farabutti’’.

Tanto rumore per nulla non si può certo dire, viste le polemiche, le accuse, gli insulti politici, giornalisti e i dossier veri, presunti o inventati.

Ma certamente il premier Silvio Berlusconi non si aspettava un boomergan di questo tipo: il flop degli ascolti della sua, contestata, serata, a Porta a Porta.

Pur con Rai Tre sgomberata dalla concorrenza di Ballarò fatto slittare dalla data di esordio e di Matrix rinviato per “cause tecniche” da Canale 5, Berlusconi non ha bucato nè video né share degli ascolti.

Venendo battuto da una delle sue reti, Canale 5, con la fictiond i Garko.

Infatti la fiction ”L’onore e il rispetto”, su Canale5 batte ‘Porta a Porta’: la trasmissione di Mediaset infatti ha avuto il 22. 61% di share con 5.750.000 di spettatori contro il 13.47% e 3.219.000 spettatori della puntata di Vespa su Raiuno con il presidente del consiglio Silvio Berlusconi. La fiction è andata in onda dalle 21.16 alle 23.20, mentre ‘Porta a porta’ dalle 21.12 alle 23.45.

Tratto da : ilsecoloxix.ilsole24ore.com

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