Angolo del Gigio

luglio 14, 2011

Quanto costa la TAV Torino-Lione, tangenti e arraffon’aggi inclusi?!?

Quanto costa la TAV Torino-Lione

Claudio Guerra Manfredi

I costi a carico dell’Italia, per la parte di collegamento fino a Torino, secondo il dossier presentato nel 2006 all’Unione Europea si attesterebbero intorno ai 17 miliardi di Euro.

Ma il dossier presentato all ‘Unione Europea nel 2010, porta le stime dei costi a 35 miliardi di euro, a carico dell’Italia, escludendo una grande varietà di opere connesse, quale il raccordo al nodo torinese, infrastrutture per ospitare i lavoratori e decine di opere sussidiarie che un cantiere di 20 anni comporterebbe.

Ma restiamo ai 35 miliardi e vediamo che cosa potrebbe succedere,
attenendoci all’esperienza italiana delle linee ad alta velocità. 

Le spese della Roma-Firenze sono cresciute di 6,8 volte rispetto ai preventivi, quelle della Firenze-Bologna di 4 volte, quelle per la Milano-Torino di 5,6 volte. Stiamo parlando di dati ufficiali, ben noti, e sui quali la stessa magistratura sta cercando risposte.
Se, in base a questa esperienza scegliamo il moltiplicatore più basso, quello dell’incremento dei costi della TAV Firenze –Bologna, e moltiplichiamo per 4 le spese preventivate, i 35 miliardi diventano una cifra da fantascienza finanziaria.

I costi della militarizzazione della valle di Susa

Costruire una grande opera contro la volontà di una popolazione può avere degli oneri che è interessante calcolare: oggi in Valle di Susa sono stati mobilitati circa 2.000 poliziotti, per lo sgombero del cantiere di Chiomonte. Ogni otto ore devono fare il cambio turno, con spostamento di mezzi, masserizie, costi di occupazione di alberghi e altri aspetti logistici.
Non essendo un fine economista, ho calcolato che il costo lordo orario di un poliziotto sia di circa 30 euro all’ora (comprensivi degli oneri citati), stima decisamente al ribasso.
30 euro moltiplicato 2.000 poliziotti è uguale a 60.000 euro all’ora. Per le 24 ore diventano 1 milione e 440 mila euro al giorno.. al mese il costo diventa di oltre 43 milioni di euro. Sull’anno parliamo di oltre mezzo miliardo di euro.
L’attuale dispiegamento di forze serve a difendere il cantiere di Chiomonte. Già Domenica 3 luglio è prevista una grande dimostrazione con pulman e treni in arrivo da tutta Italia. I manifestanti assedieranno il cantiere e sarà evidente l’impossibilità di mantenere sul campo una situazione da scenario nord-africano.
Immaginate che cosa vorrebbe dire presidiare contemporaneamente decine di cantieri. Vogliamo almeno triplicare il numero di uomini, mezzi, complessità logistica e ovviamente i costi?
Sono cifre che se moltiplicate per gli anni necessari alla costruzione dell’opera diventano insostenibili.
Lo Stato italiano non ha le risorse per contrapporsi alla protesta della popolazione della Val di Susa, che, fatti questi conti, sa bene di avere di fatto la vittoria in pugno.

L’opera è strategica? 

Negli anni 80, alla luce di dati incerti, si sarebbe potuto sperare che quest’opera fosse strategica. Perché possiamo essere certi che non sia più strategica?

1° ) Nel 2011 i corridoi europei sono diventati 30, e altri stanno  per essere inaugurati.
Le merci transitano su rotaia o gomma, e passano nel valico più competitivo come costo.
I valichi sono gestiti da società private, in concorrenza tra loro.
Se l’opera Torino-Lione prevede di recuperare il 40 % dei costi di investimento dalle tariffe pagate dalle merci in transito (tra vent’anni) è probabile che il flusso di merci e passeggeri su questa linea si ridurrà drasticamente, spostandosi sugli altri valichi per questione di prezzo del pedaggio.
Già nel 2003 il Conseil Général des Ponts et Chaussées stroncava il progetto della TAV Torino –Lione, anche alla luce dei già avanzati lavori per i tunnel svizzeri.

2°) Da dicembre 2010 è operativo il ristrutturato tunnel ferroviario del Frejus, con capacità di trasporto anche dei containers più grandi. Questo tunnel insieme al tunnel autostradale, sono oggi infrastrutture ampiamente in grado di rispondere anche alla previsione di 40 milioni di tonnellate di merci annue (2030)  fatte dal TLF (l’impresa che dovrebbe realizzare il nuovo tunnel), previsione del tutto ridimensionata da Alpinfo e da SBB che stimano per il 2030 valori prossimi ai 10 milioni di tonnellate in transito.

3°) Altro concorrente formidabile sono i voli low cost, estremamente competitivi anche per il traffico merci su distanze oltre i 500 km.

4°) Per il traffico passeggeri le cose vanno peggio. Non mi dilungo in quanto ogni cittadino ha ben presente quali sono i costi di un Freccia Rossa per andare da Milano a Roma, o dal sud al nord Italia: davvero poco competitivo con le attuali tariffe aeree low cost.

5°) Non mi dilungo sul tema dei flussi merci, ma invito tutti i lettori a vedere alcuni brevi filmati del professor Marco Ponti, pubblicati su You Tube, che chiaramente illustra l’inutilità dell’opera.

Alla luce di queste informazioni come può essere sostenuto che l’opera è strategica?
Eppure, di fronte a dati così evidenti, le forze di governo e il Partito Democratico insistono sulla imprescindibilità dell’opera.  Viene da chiedersi il perché..

Il tunnel di 57 km 

La Torino-Lione prevede la realizzazione di un tunnel di 57 km, a quota di altitudine piuttosto elevata.
Dal  15 Ottobre 2010 il tunnel più lungo del mondo è diventato la Galleria di base del San Gottardo, tunnel ferroviario che con i suoi 57 km ha battuto il primato di un’altra galleria ferroviaria: il Seikan Tunnel, che si trova in Giappone.
Va detto che il tunnel del San Gottardo vedrà sfrecciare i primi treni soltanto nel 2017.
Il tunnel del San Gottardo collegherà idealmente Genova  a Rotterdam lungo quello che viene chiamato il corridoio 24.
Il San Gottardo (senza calcolare le opere annesse quali strade autostrade etc.. ) è costato 7 miliardi di Euro, finanziati dalla Svizzera, a seguito di un referendum che chiedeva alla popolazione la disponibilità all’autotassazione dei cittadini.

Il tunnel della Manica 

Il tunnel della manica è lungo circa 50 km. Sul lato inglese sono stati rimossi 4 milioni di metri cubi di roccia, la maggior parte dei quali scaricati sotto la Shakespeare Cliff vicino a Folkestone, strappando al mare una superficie di circa 36 ettari, oggi chiamata Samphire Hoe e destinata a parco pubblico.
Complessivamente sono stati rimossi 8 milioni di metri cubi di materiale roccioso, ad un ritmo medio di 2.400 tonnellate all’ora.
Per tunnel marini è più facile il riposizionamento del materiale estratto, con evidente contenimento dei costi, mentre per un tunnel in alta montagna bisogna mettere in conto anche il trasferimento del materiale a valle. La logistica si complica. Le cifre crescono rapidamente.  L’impatto ambientale diventa devastante (si tratterebbe di circa 1 milione di viaggi con bilico a 5 assi, il più grande a capacità di carico).
Ma leggete con attenzione queste informazioni: “il costo complessivo del Tunnel della Manica è stimato attorno agli 11 miliardi di Euro. Il tunnel sta operando in perdita ed il valore delle azioni che hanno finanziato l’opera ha perso il 90% del proprio valore tra il 1989 ed il 1998. La società Eurotunnel ha annunciato una perdita di 1,33 miliardi di sterline nel 2003 e 570 milioni di sterline nel 2004 ed è in costante negoziato con i creditori. A propria difesa Eurotunnel cita un traffico insufficiente (solo il 38% dei passeggeri ed il 24% delle merci previste in fase di progetto) e un gravoso carico di interessi sul debito. Parte dell’insuccesso commerciale dell’operazione sembra essere causato dalle eccessive tariffe di transito”.
(fonte wikipedia).
Il Tunnel della Torino –Lione comporta già a progetto una serie di difficoltà logistiche che ne renderebbero la gestione sicuramente in perdita (sono spropositate per esempio le voci di costo previste per la sua aereazione e la dissipazione del calore dovuta al passaggio dei treni). Pertanto quest’opera faraonica dovrà essere costantemente finanziata dalle imposte degli italiani.

E se fossero state pagate tangenti? 

Se si da per scontato che un opera pubblica comporti delle tangenti si può essere accusati di dietrologia, salvo poi trovar conforto nell’indagine dei magistrati, che ormai sembrano muoversi a colpo sicuro.
Se viene versata una tangente per l’aggiudicazione di un appalto, è estremamente difficile che la stessa possa essere restituita se l’opera aggiudicata in qualche modo si blocca.
Ma non è pensabile neanche sostenere che chi ha incassato la tangente e non ha garantito il profitto possa semplicemente far finta di nulla e andarsene con il malloppo. Allora diventa indispensabile per il concusso animarsi a favore dell’opera,e muoversi con la determinazione di chi è posseduto da un Fuoco Sacro!
Viene da chiedersi, senza troppa dietrologia, se qualche tangente sia stata versata per l’aggiudicazione delle opere in Val di Susa.
Tanto per stare ai fatti, Paolo Comastri è il Direttore generale della LTF (Lyon Turin Ferroviarie), la società che dovrebbe realizzare il tunnel.  Un mese fa, è stato condannato dal tribunale di Torino a otto mesi di reclusione per turbativa d’asta, in relazione ad un’opera complementare alla TAV Torino-Lione.
Quale politico oggi siederebbe al tavolo con un condannato (oggi in primo grado), a discutere di opera per cui quella condanna è stata pronunciata? Ebbene oggi Paolo Comastri siede regolarmente a tutti i tavoli istituzionali del progetto TAV  Torino –Lione, insieme a politici e amministratori pubblici.
Ora ognuno di noi può mettere insieme degli elementi e sviluppare il proprio pensiero libero, in merito.
Il fenomeno delle tangenti potrebbe spiegare la necessità di riavviare i lavori (o almeno fingere di averne l’intenzione) a seguito di mazzette ormai pagate e non restituibili?

Si possono costruire grandi opere a discapito di una popolazione? 

Pur non essendo cittadino della Valle di Susa, in questi anni ho sempre portato la mia solidarietà a quella comunità. Personalmente ritengo che di fronte alla indispensabilità di un’opera pubblica di utilità collettiva le popolazioni locali debbano essere convinte, indennizzate ed incentivate a tollerare anni di sacrificio per il bene futuro delle generazioni che verranno.
Ma non è questo lo scenario in Valle di Susa, dove di fronte ai disastri geologici, alla previsione di incrementi patologici dell’ordine del 10 % della popolazione dovuto a patologie cardiocircolatorie e respiratorie (dati del progetto giugno 2010),  si tenta di realizzare un’opera assolutamente inutile.
Sono stato spesso a manifestare con quelle genti. Ho visto bambini, giovani, adulti e anziani, sfilare insieme ed essere chiamati dai media “anarco-insurrezionalisti”.
La militarizzazione della valle ha ricostruito solidarietà e legami antichi, una nuova coscienza, formatasi lontano dalla televisione. Le persone si ritrovano a far feste nei presidi, a scambiarsi aiuto, a condividere il tempo con i figli, ad innamorarsi e costruire legami forti, come non si vedono più nella nostra società.
Gli appelli alla manifestazione pacifica sono costanti, ma quando i camion e le ruspe cominciassero davvero il loro lavoro? Pensateci.. sareste disposti a tollerare lo scempio della vostra terra, della vostra casa, la paura delle malattie per i vostri figli? Potreste rimanere inerti a guardare le facce sanguinanti di amici e parenti che rientrano sconfitti da una manifestazione, presi a bastonate da poliziotti mandati in guerra, in una guerra che certo neanche loro combattono volentieri?

La mia certezza è che, dopo tanti anni di battaglie,
quella popolazione non si arrenderà mai.

E se qualche politico pensasse che abbassare i fucili ad altezza d’uomo sia la misura necessaria dopo i candelotti lacrimogeni a frammentazione cs (orto-clorobenziliden-malononitriledi, proibiti dalle convenzioni internazionali come arma chimica) lanciati lunedì 27 giugno 2011, quel politico sappia che quel giorno troverebbe genti ancora più determinate a vincere e, a quel punto, a qualsiasi prezzo e con qualunque mezzo.
Vorrei  che i cittadini di tutta Italia, magari correttamente informati, potessero scegliere con un referendum la realizzazione di quest’opera, perché non si arrivi al giorno di dover contare i morti di questa cattedrale alla stupidità. Non ci sarà mai quel referendum, perché coloro che oggi provano a realizzare quest’opera sono gli stessi che hanno tentato di costruire le centrali nucleari e impossessarsi dei beni pubblici. E costoro hanno ben capito cosa comporta un popolo che decide.

Claudio Guerra Manfredi

Scritto e tratto da: www.disinformazione.it

Annunci

giugno 26, 2011

Quel “Moderato” stato di Israele… Shaloom my cojòn!

giugno 1, 2011

Nuova nave umanitaria verso Gaza attaccata dalla marina israeliana

Nuova nave umanitaria verso Gaza attaccata dalla marina israeliana

da Globalresearch.ca – visto su www.thelivingspirits.net

Come annunciato nel post pubblicato sul blog Cafè de Humanité e tradotto da Global Research Canada il 16.5.11, ecco nel seguito gli aggiornamenti della situazione e maggiori dettagli.

Autore dell’articolo che traduco e sintetizzo è lo stesso Michel Chossudovsky(direttore del Centro di Ricerca sulla Globalizzazione: Global Research):

“La nave The Spirit of Rachel Corrie (nota ufficialmente come FINCH) che sta trasportando un cargo umanitario verso Gaza è stata attaccata da una nave di ricognizione israeliana all’interno della cosiddetta zona di sicurezza palestinese: Palestinian Security Zone, il 15 Maggio alle h. 10.54pm EDT.

Nel corso delle ultime ore, Global Research ha comunicato molte volte con la nave  Rachel Corrie in rotta verso Gaza. Quel che segue è un aggiornamento dettagliato. (la comunicazione precedente qui)

Il Centre for Research on Globalization (CRG) è un partner in questa impresa ed ha a bordo la sua collaboratrice Julie Lévesque:
(…) The Spirit of Rachel Corrie è entrata nelle acque di Gaza senza essere intercettata.
La nave israeliana con il suo equipaggiamento radar e la sua tecnologia di comunicazione avanzata  non si è accorta della Spirit of Rachel Corrie Mission.
Erano impreparati Non avevano ricevuto precedenti informazioni sulla missione della Rachel Corrie, che era stata pianificata da molti mesi e il cui arrivo sulle coste di Gaza era previsto per il giorno della commemorazione di “Nakba” (Nakba è la parola araba per catastrofe e significa  “l’espulsione e l’espropriazione di centinaia di migliaia di palestinesi dalle loro case e dalla loro terra nel 1948) 

Ironicamente, il Mossad, i servizi segreti israeliani, era all’oscuro di questa missione .
I vascelli della marina israeliana hanno agito in modo improvvisato, senza sapere prima nè avere istruzioni dall’intelligence. Non sembrava avessero ricevuto precise istruzioni dal governo israeliano. Al momento dell’attacco, i passeggeri a bordo avevano l’impressione che la nave fosse ancora nelle acque internazionali, ma invece era un miglio all’interno della “Palestinian Security zone”,  nelle acque territoriali di Gaza, a breve distanza dalla linea costiera di Gaza. Questo è stato un conseguimento importante.

Qui la cronaca iniziale:

Due vascelli navali israeliani inizialmente hanno lanciato “un attacco di ammonimento” sulla Rachel Corrie, indicando che se la nave  non avesse cambiato il suo corso avrebbero sparato alla ciurma e ai passeggeri. Uno dei passeggeri  è stato quasi ucciso a seguito dell’attacco.
Lo scambio di battute che segue ha avuto luogo tra la marina israeliana e la nave, come riportato da la giornalista del Free Malaysia Today, a bordo della Spirit of Rachel Corrie:

“Israeli army: Questo è un colpo di intimidazione. Tornate indietro.

Captain Jalil Mansor: Siamo civili disarmati in missione umanitaria verso Gaza

Israeli army: Questa è una zona militare chiusa. E’ una violazione. Tornate indietro.

Mansor: Continuerremo (la missione).

Gli Israeliani si sono poi diretti verso il retro della nave di aiuto  e hanno mandato un secondo sparo in aria di intimidazione.

Graham: Questa è una violazione (della legge internazionale).  Siamo in una missione di pace e siamo disarmati.

Israeli army: Tornate indietro. Spareremo ancora.

Graham: State sparando verso civili disarmati.

Israeli army: Non abbiamo sparato verso civili disarmati.

Graham: Sembra proprio che stiate sparando verso di noi

Israeli army: Non abbiamo sparato verso di voi. E’ solo uno sparo di intimidazione.

A seguito di questa conversazione, l’esercito israeliano ha sparato due altri colpi e ha minacciato: “la prossima volta sbarchiamo sulla vostra nave.”

Quindi abbiamo sentito che la marina egiziana diceva agli israeliani via radio: “cessate il fuoco. Sono in acque egiziane.”

Nel rendersi conto della presenza delle forze navali egiziane, gl israeliani si sono allontanati.” (Free Malaysia Today, http://www.freemalaysiatoday.com/2011/05/16/israel-fires-warning-shots-at-msian-ship/ May 16, 2011)
La nave di guardia egiziana era inizialmente all’oscuro di ciò che stava succedendo. La marina israeliana ha contattato la marina egiziana ed inizialmente non ha avuto risposta.

Nella nostra precedente cronaca (preparata alle 12.30am) a seguito di una comunicazione con la nave appena poco dopo mezzanotte si faceva riferimento alla cooperazione tra la marina israeliana  e la controparte egiziana. Mentre avveniva questa cooperazione, gli Egiziani hanno avuto un ruolo di supporto, che è servito a placare gli attacchi israeliani. Hanno anche assicurato la scorta dello Spirit of Rachel Corrie nelle acque territoriali egiziane.

La Marina Israeliana ha contattato la Spirit of Rachel Corrie. Sono stati informati sulla natura del cargo e che la ciurma e i passeggeri erano civili disarmati.
L’attacco intimidatorio è stato aggressivo e hanno usato armi automatiche. Sono state schierate due barche di ricognizione navale israeliane armate di mitragliatrici. Gli Israeliani hanno anche aperto il fuoco sul peschereccio palestinese  che era nelle acque territoriali di Gaza.

A seguito dell’iniziale “attacco intimidatorio” hanno ordinate alla Spirit of Rachel Corrie di fare marcia indietro. “Tornate indietro o facciamo fuoco”. Tuttavia una volta che la nave ha cambiato corso come richiesto dal commando israeliano, hanno continuato a fare fuoco sulla nave: “Hanno cominciato a fare fuoco per uccidere”
La nave della marina egiziana mentre comunicava con la Marina israeliana è stata strumentale per scortare la nave verso un porto sicuro. La ciurma della nave egiziana è stata di supporto nell’assicurare la sicurezza  della ciurma e dei passeggeri  del vascello umanitario.

C’è stata una comunicazione tra la nave egiziana ed israeliana e gli Israeliani hanno ringraziato la nave egiziana per essere intervenuta.
The Spirit of Rachel Corrie, la sua ciurma e i suoi passeggeri sono ora in acque territoriali egiziane, ancorati al porto egiziano di Al Arish, a breve distanza dalle acque internazionali di Gaza.
E’ essenziale a questo stadio mobilitare tutto il mondo in supporto alla Spirit of Rachel Corrie, per rompere il blocco, aprire le acque territoriali di Gaza all’aiuto e al commercio ed anche usare questa opportunità per aprire il confine territoriale  tra l’Egitto e Gaza.

Il convoglio umanitario è significativo nel processo di riabilitazione della infrastruttura della salute pubblica di Gaza, incluso il sistema fognario che fu parzialmente distrutto dai bombardamenti israeliani durante le operazione “Piombo Fuso”:
Il  27 Dicembre 2008, l’esercito israeliano  lanciò l’operazione Cast Lead- Piombo Fuso che non solo uccise circa 1400 Palestinesi, ma anche distrusse le infrastrutture vitali  per la vita degli abitanti di Gaza con seri problemi di acqua e di fognature

Una riparazione delle fognature è stata impossibile poiché gli Israeliani hanno impedito l’entrata di materiali da costruzione  cosi come del carburante per risolvere questa disperata situazione.
Secondo il resoconto di Emergency Water, Gruppo per la Sanità e l’Igiene (EWASH), “il rilascio di quotidiano di 80 milioni di litri di acque scure non trattate o parzialmente trattate, nell’ambiente e nel Mediterraneo  è primariamente il risultato del blocco imposto da Israele sulla Striscia di Gaza”
Gaza, una delle aree più densamente popolate del mondo, al momento sta affrontando seri problemi di salute come la sindrome dei bambini blu, la diarrea ed altre  malattie generate dall’acqua, come il tifo e l’epatite A.

La World Health Organization – OMS – sta mettendo in guardia da una possibile epidemia di colera se non si fa nulla rapidamente per risolvere questa situazione di crisi sanitaria.
Secondo I Medici per I Diritti Umani-Israele: “Tra il 90% e il 95% delle acque nella Striscia di Gaza non sono sicure da bere” La causa principale del problema attuale deriva dalla distruzione, durante l’operazione Piombo Fuso, di 20 km di tubazioni idriche, 7,5 km di fogne e 5700 serbatoi di acque mobili”
Mentre gli abitanti di Gaza vivono gli impatti ambientali drammatici della crisi fognaria ed idrica, gli effetti hanno già raggiunto le coste israeliane e potrebbero diffondersi colpendo anche i paesi confinanti. La grave questione della salute e dell’ambiente ha bisogno di essere affrontata con urgenza. La comunità internazionale deve richiedere che sia tolto il blocco illegale di Israele.

La Missione della Spirit of Rachel Corrie ha origine dalla partecipazione della PGFP (Perdana Global Peace Foundation) alla Freedom Flottilla  nel 2010, in cui furono uccisi 9 attivisti dai commandos israeliani.
(Perdana’s Second Press Release, Nakba and the Spirit of Rachel Corrie: Humanitarian Ship Attacked by Israel now within 1.5 nautical miles of Gazan Waters0777 646 2379, Global Research, May 16, 2011)

Fonte originale : http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=24789

Traduzione a cura di Cristina Bassi

Link alla fonte: http://disinformazione.it/rachel_corrie.htm

aprile 8, 2011

7/4/2011 – Napoli sempre invasa dai rifiuti, il Buffone Silvio.. e la televisione imbavagliata.

A Napoli cittadini esasperati per la presenza di cumuli di rifiuti che giacciono ormai da giorni sui marciapiedi. Questa mattina un gruppo di persone ha sparpagliato spazzatura sulla sede stradale e rovesciato un’auto parcheggiata nei pressi della Rotonda di Agnano, all’imbocco della tangenziale.

Una situazione che ha generato la paralisi del traffico non solo nella zona, alla periferia del capoluogo, ma anche dell’asse a scorrimento veloce bloccando il traffico veicolare per diverso tempo. Sul posto sono intervenuti gli uomini della Polizia municipale e della Polstrada ma anche bobcat dell’Asia, l’azienda del Comune che provvede alla raccolta e allo smaltimento dell’immondizia. La situazione è lentamente tornata alla normalità anche se restano gravi i disagi. Ieri, infatti, a terra a Napoli vi erano circa 1.900 tonnellate di spazzatura. Nonostante la raccolta compiuta dagli autocompattatori resta difficile riuscire ad eliminare le giacenze sui marciapiedi e nei cassonetti.

La zona maggiormente colpita è quella orientale, ma anche il quartiere Pianura, l’area di Soccavo, Bagnoli e Fuorigrotta sono invase da sacchetti che marciscono al sole. Il vento degli ultimi due giorni, inoltre, ha provveduto a rendere le strade ancora più sporche sparpagliando plastica e carta un po’ ovunque. L’esasperazione di chi si vede circondato dai rifiuti ha portato, nella notte, anche ad alcuni incendi dolosi.

Una ventina i roghi che sono stati domati dai Vigili del fuoco. Intanto cresce anche la mobilitazione dei comitati civici riuniti nella sigla ‘Cittadini campani per un piano alternativo dei rifiuti’. Per il prossimo sabato 9 è stato indetto un corteo che partirà da piazza Dante per snodarsi poi in piazza Municipio e davanti al teatro San Carlo. Una manifestazione simile sarà poi organizzata in piazza dei Martiri. I cittadini chiedono una mobilitazione per ottenere un piano che punti alla raccolta differenziata arrivando al riciclo totale dell’immondizia.

Intanto cresce anche la mobilitazione dei comitati civici riuniti nella sigla ‘Cittadini campani per un piano alternativo dei rifiuti’. Per il prossimo sabato 9 è stato indetto un corteo che partirà da piazza Dante per snodarsi poi in piazza Municipio e davanti al teatro San Carlo. Una manifestazione simile sarà poi organizzata in piazza dei Martiri. I cittadini chiedono una mobilitazione per ottenere un piano che punti alla raccolta differenziata arrivando al riciclo totale dell’immondizia.

Fonte: http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=151681

giugno 25, 2010

Ministro da meno di una settimana e vai col legittimo impedimento! Bravo Silvio Berlusconi.

Come volevasi dimostrare

IMPEDITI.jpg

La difesa di Aldo Brancher, ministro da qualche giorno e imputato a Milano in uno stralcio del processo sul tentativo di scalata ad Antonveneta da parte di Bpi, ha chiesto il legittimo impedimento per il proprio assistito. L’udienza era in calendario per sabato prossimo, 26 giugno. Brancher è stato nominato ministro venerdì scorso.

Che tempestività!

Ciò a cui stiamo assistendo, non si chiama solo conflitto d’interessi, ma si chiama ladrocinio di Stato portato avanti da persone che sono andate al potere solo per poter rubare legalmente. Questa mattina avevo pregato il ministro Bondi di chiedere al ministro Tremonti di non buttare via qualche milioncino di euro per costruire un ministero solo per permettere ad Aldo Brancher, che avrebbe dovuto presentarsi dal giudice, di farla franca, eccependo il legittimo impedimento.

L’ho detto all’alba, quando ancora la richiesta di appellarsi al legittimo impedimento da parte di Brancher non era stata avanzata. Ai cittadini vogliamo ricordare che il legittimo impedimento non è altro che un provvedimento ad personam che ha voluto Berlusconi per garantire l’improcessabilità a lui e ai suoi ministri. Un provvedimento che serve, è servito e sta servendo soltanto per assicurare a delle persone la propria impunità, spendendo per la costituzione di un nuovo ministero quei soldi che, invece, dovrebbero essere destinati alla parte più povera del Paese, ai lavoratori precari, a quelli del mondo della cultura, dello spettacolo, della scuola, ai giovani in cerca d’occupazione, al comparto sicurezza.

Quello che è accaduto questa mattina fa pendant con un’altra notizia: il legittimo impedimento è stato usato anche da Silvio Berlusconi che, insieme ad altre undici persone, è coinvolto nel processo Mediatrade.

GLI ILLEGITTIMI IMPEDITI !!

Si dice che la giustizia perde tempo, che i suoi tempi sono lunghi. Certo, se si fanno delle leggi ad hoc per non farsi processare, se si diventa ministri per sfuggire alla giustizia, ecco è questa la conseguenza.

Vergognatevi! State attuando un ladrocinio di Stato.

Dal Blog di Antonio Di Pietrowww.antoniodipietro.it

giugno 21, 2010

Berlusconi sguinzaglia gli scagnozzi denunciatori, e fa Ministro un Pregiudicato sotto Processo!

Rimborsi elettorali: Di Pietro indagato. Un film gia’ visto

dipdejavuok.jpg

Male non fare,

Paura non Avere!

A. Di Pietro

Se sei Delinquente,

ma Delinquente non vuoi sembrare,

comincia a denunziare!

S. Berlusconi

La Procura della Repubblica di Roma ha fatto il suo dovere. Dopo aver ricevuto una denuncia contro di me da parte del solito onorevole Elio Veltri ha proceduto come si fa sempre in questi casi: mi ha iscritto nel registro degli indagati, come si rileva dall’agenzia stampa di oggi (cfr all. 1).
Anche stavolta ribadisco quello che ho sempre sostenuto: male non fare, paura non avere. Fornirò alla Procura di Roma tutte le spiegazioni del caso, corredate dalla relativa documentazione e chiamerò a testimoniare l’intero esecutivo nazionale di IdV per dimostrare che è tutto in regola e che né io né i miei collaboratori ci dobbiamo vergognare di nulla. Ma, anzi, dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo fatto e stiamo facendo per contrastare il malaffare e ridare dignità a questo Paese.
Nell’attesa, però, che le indagini giudiziarie facciano il loro corso, sento il dovere (ma, confesso, anche il piacere) di mettere subito a conoscenza i lettori, gli elettori e tutta l’opinione pubblica di come stanno in realtà le cose. Pubblico, qui di seguito, una dettagliata memoria esplicativa con allegati tutti i documenti ivi richiamati che consegnerò al giudice e mi scuso, da subito, per la pedanteria, ma è ora di dire basta alle illazioni ed alle falsità che circolano intorno all’Italia dei Valori.
Riepilogo, innanzitutto, l’oggetto del contendere. L’onorevole Veltri mi ha denunciato perché – a seguito delle elezioni al Parlamento europeo del lontano 2004 in cui egli si era candidato con una lista presentata da IdV con il simbolo “Società civile, Di Pietro, Occhetto” – ora ritiene di avere diritto ad una quota del rimborso elettorale che IdV ha ottenuto in quell’occasione, sostenendo che egli si sarebbe candidato per conto di altra associazione politica, diversa da IdV. Cosa che né io né il partito siamo disposti a concedere.
Inoltre, Veltri sostiene che i rimborsi elettorali attribuiti al partito IdV siano stati da me dirottati ad altra entità giuridica, diversa dal partito originario. Anche quest’altra lamentela non ha alcun fondamento, come già è stato accertato numerose volte dalle varie Autorità giudiziarie civili, penali e amministrative. Si tratta, quindi, di una minestra riscaldata che viene riproposta per l’ennesima volta al solo scopo di delegittimare la mia persona ed il partito IdV in un importante momento della dialettica politica nazionale.
Peraltro, l’onorevole Veltri non è nuovo ad accuse infondate nei miei confronti. Di recente è stato, infatti, condannato in primo grado dal Tribunale di Monza a risarcirmi con oltre 50 mila euro di danno per avermi diffamato, sostenendo che io avevo iscritto al partito dei mafiosi. Risarcimento, peraltro, non pagato personalmente da lui ma dalla società editrice di Paolo Berlusconi, proprietario della testata giornalistica su cui la diffamazione è avvenuta. Anche la denuncia, di cui trattiamo oggi, è già stata oggetto di pubblicazione sui soliti quotidiani, appena depositata in Procura (e questo non per colpa dei magistrati, sia chiaro), come, ad esempio, su Il Messaggero del 4 giugno 2010 (cfr. all. 2) .

Ecco qui di seguito la mia versione dei fatti ed i relativi documenti:

A – LE MOTIVAZIONI DELL’ESPOSTO DI ELIO VELTRI:
Elio Veltri sostiene che tre singole persone (Di Pietro – Mura – Mazzoleni), si siano fraudolentemente impossessate dei rimborsi elettorali ricevuti dal partito “Italia dei Valori” in occasione delle elezioni per il Parlamento europeo del 2004, utilizzando lo schermo di un’associazione avente la stessa denominazione del partito.
Trattasi di una falsità assoluta, che può essere facilmente e documentalmente smontata. Dapprima, però, è opportuno inquadrare il contesto da cui nasce il rancore e la frustrazione dell’on.le Veltri.
Elio Veltri, per mezzo dell’associazione il Cantiere, ha promosso diversi giudizi – che hanno coinvolto anche la Camera dei Deputati, chiamata anch’essa inopinatamente in causa – in cui detta associazione ha tentato, ovviamente senza riuscirvi, di “mettere le mani” sul 50% dei rimborsi elettorali percepiti dall’Italia dei Valori in occasione delle elezioni al Parlamento Europeo del maggio 2004, assumendo che in quella occasione vi sarebbe stata la presentazione congiunta delle liste da parte di entrambi le formazioni politiche.
Produco subito – e tanto per inquadrare la temerarietà della pretesa – la prova documentale che smonta del tutto l’assurda richiesta avanzata da “Il Cantiere”, ovvero l’atto costitutivo di tale associazione, che è del 14 gennaio 2005 (all. 3), mentre le elezioni europee a cui taluni suoi futuri esponenti hanno partecipato sotto le liste di IDV sono avvenute il 12 e 13 giugno 2004: per definizione e per logica matematica, quindi, non poteva esservi stato alcun accordo con chi prima nemmeno materialmente e giuridicamente esisteva.
La verità è molto più lineare: il partito Italia dei Valori si è presentato alle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo del 12 e 13 giugno 2004 in tutte le circoscrizioni con proprie liste elettorali sotto il simbolo composito “Italia dei Valori – Società Civile – Di Pietro Occhetto” come risulta dall’attestazione del Ministero dell’Interno del 27.04.04 (cfr. all. 4), da cui pure risulta che il predetto simbolo è di esclusiva e piena disponibilità di IDV.
Tra le diverse personalità che si sono presentate con le liste dell’Italia dei Valori vi sono state anche, oltre l’On. Veltri, l’On. Achille Occhetto e l’On. Giulietto Chiesa, persone esterne al partito ed indipendenti rispetto ad esso.
Costoro, addirittura, ebbero a sottoscrivere – come tutti gli altri candidati, d’altronde – un attestato notarile in cui riconoscevano che il contrassegno ed i rimborsi elettorali competevano esclusivamente ad IDV (all. 5).
L’IDV ha ottenuto due seggi all’esito della competizione elettorale e, in forza di tale risultato, ha conseguito il diritto a percepire i rimborsi elettorali previsti ex lege.
Senonchè nel 2007 i predetti Chiesa ed Occhetto – dopo aver costituito nel 2005 l’associazione Il Cantiere – si sono rivolti al giudice per ottenere, sia da IDV sia direttamente dalla Camera dei Deputati, parte dei rimborsi elettorali spettanti a IDV per le elezioni suddette.
La causa di merito è ancora in corso, ma nel frattempo sono intervenute – da parte del Tribunale di Roma – ben due lapidarie ordinanze di rigetto di provvisoria esecuzione avanzate da Il Cantiere che di fatto e di diritto escludono ogni pretesa avversaria.
La prima è del G.I. dott. Oddi, che, con ordinanza di rigetto n. 22077/08 del 22.07.2008 (all. 6) , così si è espresso:
“…il diritto fatto valere (da il Cantiere) … non appare sussistere poiché:
il Cantiere – associazione politica fondata il 14.01.2005 data ampiamente successiva alle consultazioni elettorali tenutesi il 12 e 13 giugno 2004 – non può aver sostenuto le spese oggetto del rimborso de quo;
il Cantiere neppure sembra potersi qualificare successore (non è precisato se particolare o universale) de “I Riformatori dell’Ulivo”, che a dire dell’opposto (il Cantiere) avrebbe partecipato alla competizione elettorale in forma federata con Italia dei Valori ed avrebbe perciò diritto a pretendere il rimborso, per due ordini di ragioni: in primo luogo, né nell’atto costitutivo né nel manifesto politico denominato “carta di intenti”, né in alcuno degli altri documenti prodotti e riferibili a Il Cantiere la veste di successore è mai, neppure indirettamente, rivendicata; in secondo luogo, un’eventuale successione sul piano politico a I Riformatori per l’Ulivo non assume alcun rilievo giuridico, posto che il procedimento successorio produce degli effetti della traslazione dell’intero patrimonio giuridico di alcune o anche di una sola situazione giuridica soggettiva di quel patrimonio da un soggetto di diritto ad un altro solo se vi sia una forma espressa di volontà del dante causa in tal senso o lo prevede espressamente la legge: nulla di tutto questo è dato riscontrare nella fattispecie in esame;
la circostanza che le stesse persone fisiche abbiano dato vita dapprima ai Riformatori per l’Ulivo e poi a Il Cantiere, ferma restando la continuità di intenti, se può assumere un qualche rilievo sul piano politico, non ha alcuna importanza sub specie iuris, poiché dimostra, al più, quei soggetti che hanno dato vita a due distinte aggregazioni, diversamente denominate, per perseguire gli stessi obiettivi politici;
peraltro I Riformatori per l’Ulivo non sembrano avere assunto la connotazione di un soggetto di diritto (associazione o altro organismo collettivo che possa essere stato centro di imputazione di rapporti giuridici), posto che non risulta prodotto (in quanto non risulta mai essere stato redatto) l’atto di costituzione previsto dall’art. 14 c.c. e posto altresì che, dalla documentazione acquisita, non è dato desumere alcun elemento che induca a ritenere l’esistenza, giuridicamente rilevante, di un simile soggetto di diritto;
ben diversamente la documentazione prodotta dimostra che la denominazione “Riformatori per l’Ulivo” era una mera designazione di un’area politica, interna allo schieramento del centro – sinistra ma ciò non è sufficiente ad integrare un soggetto di diritto
La seconda ordinanza, sempre dello stesso G.I. di Roma è del 07.10.08 ed in essa il giudice, dopo aver richiamato e fatto proprie le argomentazioni già espresse nella precedente ordinanza, testualmente afferma che “…la domanda è priva del requisito del fumus boni juris…”.(cfr. all. 7).
Nel merito, essendo la causa ancora in corso – e per quanto possa interessare in questa sede – si allega alla presente memoria la seguente documentazione di parte IDV (con annessa documentazione ivi richiamata):
comparsa di costituzione e risposta del 18 luglio 2008 (all. 8);
note di udienza del 18 luglio 2008 (all. 9);
memorie ex art. 183 VI co n. 1 cpc (all. 10);
memorie ex art. 183 VI co n. 2 cpc (all. 11);
memorie ex art. 183 VI co n. 3 cpc (all. 11 bis);
Nonostante la bruciante sconfitta giudiziaria, quelli de Il Cantiere (e Veltri con essi e per essi) azzardano un’altra carta processuale: quella di far dichiarare non più esistente l‘Italia dei Valori per mancanza della pluralità degli associati. A tal fine, essi depositano nel luglio 2007 un’istanza di nomina di liquidatore dell’IDV innanzi il Tribunale di Milano.
Il Procedimento di Volontaria Giurisdizione è stato contraddistinto con il rgn 5522/07 e il Presidente del Tribunale Dott. Tarantola fissava l’udienza per la comparizione delle parti al 29/09/2007 e nel contraddittorio delle parti costituite il prefato Tribunale, previa acquisizione del parere del P.M., con provvedimento del 22/10/2007, accertando che il partito IDV è perfettamente in grado di funzionare e raggiungere i suoi scopi, ha rigettato l’istanza di nomina di liquidatore (cfr. all. 12).
Già queste prime argomentazioni e queste prime produzioni documentali possono essere sufficienti per far rilevare come, anche in sede di causa civile, Il Cantiere – dopo aver preso atto della insostenibilità della propria pretesa a vedersi riconosciuta una quota dei rimborsi elettorali – ha cercato e sta cercando in tutti i modi di intralciare il diritto di IDV ad ottenere a sua volta i rimborsi a lei spettanti, adombrando dapprima l’inesistenza della formazione politica e poi addirittura ed al contrario l’esistenza di un doppio soggetto giuridico – il partito e l’associazione di IDV – il primo per fare politica ed il secondo per incassare privatamente i rimborsi.

B – IL PARTITO “ITALIA DEI VALORI”:
L’Italia dei Valori non è un’associazione familiare o personale, come si vuol tentare di far credere. Certo, come tutti gli altri partiti e le totalità delle associazioni, è nato per iniziativa ed impulso del suo fondatore come da atto costitutivo e relativo Statuto a suo tempo redatto (cfr. all. 13).
Nel corso degli anni, però, il partito ha avuto modo di affermarsi e radicarsi costantemente nel territorio ed è oramai un partito politico di caratura nazionale, presente come autonomo “Gruppo politico” alla Camera dei Deputati (all. 14), al Senato della Repubblica (all. 15), al Parlamento europeo (all. 16), in quasi tutti i Consigli regionali (all. 17), in molti Consigli provinciali ed in una miriade di Consigli Comunali.
Lo Statuto iniziale di IDV è stato modificato diverse volte per renderlo man mano corrispondente alle sempre maggiori attività e responsabilità che il partito è andato assumendo nel corso degli anni ed attualmente lo statuto vigente è quello varato con atto notarile Rep. 36329 – Racc. 12.113 del 01 dicembre 2009 (all. 23), modificativo del precedente del 19 gennaio 2009 (all. 24).
Preme, anche in questa sede, ribadire che il movimento politico Italia dei Valori e l’associazione politica avente statutariamente lo stesso nome non sono due entità diverse – come vorrebbe far credere l’On. Elio Veltri (già smentito dai tribunali civili e penali).
L’Italia dei Valori ha sempre avuto una ed una sola “soggettività giuridica” e come tale è stata sempre esteriorizzata. Produco al riguardo la seguente prova documentale:
unicità di codice fiscale ed unica partita IVA, sia che IDV la si voglia chiamare “associazione” che “partito”;(cfr. all. 25). Pertanto è assolutamente mistificatorio asserire – come hanno tentato di insinuare Veltri e quelli de Il Giornale – che esisterebbero due realtà associative: una facente capo a pochi intimi, titolari della posizione fiscale CF 9002459028 ed un’altra posizione fiscale facente capo al partito IDV (posizione fiscale che invece non esiste e non è mai esistita, né è mai stata esteriorizzata in alcun modo).
unicità della titolarità dei conti corrente ove sono stati fatti affluire i rimborsi elettorali e da cui sono state effettuate le relative spese elettorali e di gestione: qualsiasi rimborso elettorale ricevuto da IDV non è mai transitato da conti correnti del partito a quelli dell’Associazione o viceversa proprio perché non vi sono mai stati duplicazioni di conti o storni di fondi dall’unica Tesoreria di cui il partito-associazione si è dotato, come da documentazione prodotta agli organi competenti nel corso degli anni; (cfr. all. 26);
unicità dei bilanci annuali (e delle allegate relazioni sulla gestione) presentati da Italia dei Valori agli Organi di controllo (cfr. all. 27). Anche da essi si evidenzia e si dimostra che l’Associazione ed il partito IDV hanno la stessa soggettività giuridica;
unicità dei rendiconti presentati da Italia dei Valori con riferimento alle spese elettorali sostenute nelle varie campagne elettorali (all. 28). Se l’associazione fosse stata una realtà diversa dal partito, non avrebbe mai potuto pagare le ingenti somme sostenute per le campagne elettorali e per l’attività politica. Dai bilanci e dalle relazioni allegate risulta per tabulas che l’unica fonte di finanziamento del partito sono stati direttamente i rimborsi elettorali, rimborsi che non sono mai passati prima nella titolarità di altre associazioni se non il partito medesimo;
unicità della sede: lo stesso statuto IDV (art. n. 1) espressamente specifica che – oltre alla sede legale di Milano – l’IDV si è dato anche una sede politica a Roma di talchè è errato ritenere che a Roma ci sia la sede del partito e a Milano quella dell’associazione. E’ sempre e solo lo stesso soggetto giuridico ad aver aperto entrambe le sedi (all. 29);
unicità di legale rappresentanza: è sempre e solo lo stesso tesoriere ad agire in nome e per conto di IDV, sia che lo si voglia definire “partito” o “associazione” (all. 30);
unicità di presentazione delle liste e di deposito del contrassegno nelle competizioni elettorali politiche ed amministrative, come esemplificativamente rilevasi da alcuni dei tanti documenti depositati al Parlamento, al Ministero dell’Interno ed agli organismi elettorali territorialmente competenti (all. 31);
unicità del soggetto giuridico che infine è reso ancor più evidente dal nuovo Statuto approvato il 19.01.2009 in cui – proprio per evitare malevoli interpretazioni – è stato esplicitato che il “partito” nazionale IDV è “altrimenti denominato” “associazione” IDV: ragion per cui trattasi sempre e comunque dello stesso soggetto di diritto (cfr. precedenti allegati 23 e 24).
Ma vi è di più. E’ stata la stessa Camera dei Deputati, investita formalmente della questione ad affermare – nel rigettare il ricorso prestato da Il Cantiere – che “… l’asserita distinzione soggettiva tra Associazione e Movimento Politico “Italia dei Valori non risulta rilevante ai fini del soggetto elettorale avente titolo ai rimborsi (e cioè la lista elettorale “Italia dei Valori – Lista Di Pietro”) e delle persone fisiche titolate a ricevere i rimborsi per conto di detta lista (gli autocertificati rappresentanti della medesima)…” (cfr. deliberazione Camera Deputati n. 35 del 29 luglio 2008, all. 32).
Insomma il partito e l’associazione sono la stessa cosa, un solo e medesimo soggetto giuridico.
In sostanza l’Italia dei Valori si è comportata alla stessa stregua di tanti altri partiti, prevedendo clausole statutarie di garanzia per la funzionalità del partito e per metterlo al riparo dai tanti soggetti strani che girovagano di partito in partito alla ricerca di occasioni propizie per spillare qualche quattrino o qualche vantaggio indebito (come nel caso si specie!).
Del tutto fuori luogo, quindi, sono le mille elucubrazioni rinvenibili nelle argomentazioni di Veltri e degli altri esponenti de Il Cantiere per cercare di dimostrare che lo Statuto di IDV preveda o aveva previsto clausole organizzative a maglie così strette da rimettere tutte le decisioni in capo al solo socio fondatore Antonio Di Pietro. Non è vero (basta leggere lo Statuto nella sua attuale versione definitiva per averne la riprova) ma – anche se fosse – ciò rientra nella libera facoltà dei soci e aderenti dell’associazione, come previsto e tutelato dall’art. 36 c.c.. Peraltro e per inciso, vale la pena ricordare, anche se è fatto notorio, che – per i partiti politici – a tutt’oggi non esiste un Regolamento codificato a cui far riferimento e quindi anche per loro vale il principio della totale libertà di stabilire proprie regole interne di funzionamento e di amministrazione.
Come emerge per tabulas, la posizione fiscale è in realtà unica, il soggetto giuridico che si è presentato e si presenta alle elezioni e fa politica è uno ed uno solo – l’Italia dei Valori – ed i rimborsi elettorali ricevuti ed incassati sono sempre rimasti nella disponibilità di una sola Tesoreria ed ivi si trovano (al netto delle spese elettorali e di gestione sostenute e documentate) anche ora, dopo l’avvento del nuovo e vigente Statuto del partito.
Insomma non è proprio vera – ed anzi è gravemente calunniosa e diffamatoria – l’affermazione di Elio Veltri laddove afferma – come dichiara il Messaggero del 4 giugno scorso – che “la richiesta e la gestione dei fondi elettorali sarebbero così nella esclusiva disponibilità dei tre componenti dell’associazione” e ciò “lo dimostrerebbe il fatto che il movimento non abbia chiesto il codice fiscale, condizione necessaria per percepire il denaro”. Il codice fiscale è stato chiesto eccome ed è stato anche ed ottenuto. E’ il n.ro 9002459028 8 cfr. precedente all. 47) . Tale numero è sempre stato uno ed uno solo proprio e solo perché uno ed uno solo è il soggetto giuridico Italia dei Valori. Ed infatti è sempre con lo stesso codice fiscale che Italia dei Valori ha incassato nel tempo i rimborsi elettorali, ha effettuato tutte le spese occorrenti alla gestione del partito ed ha trattenuto negli stessi depositi bancari le somme non spese, ove – ripetesi – trovansi tuttora!!!

C – CORRETTEZZA BILANCI E RIMBORSI ELETTORALI IDV:
I rimborsi elettorali erogati dalla Camera dei Deputati sono confluiti nelle casse di Italia dei Valori (soggetto, ripetesi, unitario) e da IDV sempre utilizzati esclusivamente per finalità di istituto.
Si contesta, pertanto, con tutta la forza e l’indignazione possibile l’assunto secondo cui sarebbero stati realizzati due “entità distinte” – l’associazione personale Italia dei Valori ed il partito Italia dei Valori – con finalità diverse: il partito per fare politica e l’associazione per incassare privatamente i rimborsi elettorali.
Mai alcun euro di rimborso elettorale è stato incassato privatamente da chicchessia e gli avanzi di gestione, man mano che sono maturati, sono sempre rimasti interamente nelle mani e nella disponibilità esclusiva della Tesoreria del partito.
Sempre avendo riguardo alla asserita “doppia partita contabile” (in realtà, ripetesi, inesistente) tra associazione e partito, evocata da quelli de Il Cantiere e da alcuni pseudo-giornalisti , giova in questa sede riferire che sul punto si è già espresso, e per ben cinque volte, lo stesso Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati riconoscendo la legittimità dell’operato di IDV, del suo Statuto e dei suoi bilanci e rendiconti, con esplicito rigetto delle istanze ex adverso avanzate da Il Cantiere.
In particolare la Camera dei Deputati ha respinto per tre volte le istanze – tendenti a far disconoscere il diritto di IDV a ricevere i rimborsi elettorali – avanzate da Occhetto per conto de Il Cantiere e per due volte quelle avanzate da un altro ricorrente, tale Di Domenico aventi lo stesso oggetto, come dimostra la seguente documentazione:
delibera Camera dei Deputati 26.10. 2004 – Di Domenico (cfr. all. 33);
delibera Camera dei Deputati 26 luglio 2005 – Il Cantiere (cfr. all. 34);
delibera Camera dei Deputati 26 luglio 2007 – Il Cantiere (cfr. all. 35);
delibera Camera dei Deputati 26 febbraio 08 – Il Cantiere (cfr. all. 36);
delibera Camera dei Deputati 29 luglio 2008 – Il Cantiere (cfr. all. 37);
Anche tutti gli altri organi amministrativi, giudiziari e di controllo hanno sempre riscontrato la legittimità dello Statuto così come adottato e la correttezza delle appostazioni di bilancio e della rendicontazione presentata da IDV, ogni qual volta detta documentazione è stata richiesta.
In particolare, la Camera dei Deputati ha sempre avuto modo di esaminare lo Statuto e l’atto costitutivo di IDV ogni qual volta fantomatiche associazioni (leggasi Il Cantiere) hanno avanzato pretese nei confronti dell’IDV senza che detto organo sollevasse alcun rilievo e/o obiezione.
Ed infatti questi organi hanno sempre ritenuto legittime le clausole statuarie previste dai soci di IDV, proprio perché trattasi di un diritto costituzionale riconosciuto a chiunque quello di associarsi “liberamente” per costituire associazioni politiche sotto qualsiasi forma e nel modo ritenuto più opportuno.
Anche le Autorità di controllo hanno sempre confermato la legittimità dei finanziamenti ottenuti da IDV e la correttezza dei bilanci e dei rendiconti predisposti e depositati da IDV.
A riprova di ciò si depositano i seguenti Referti rilasciati nel corso degli anni dal Collegio di Controllo sulle spese elettorali della Corte dei Conti, riguardanti il partito Italia dei Valori:
referto Corte dei Conti per le elezioni al Parlamento italiano del 13 maggio 2001 in cui si attesta la regolarità dei rendiconti IDV (all. 38);
referto della Corte dei Conti sui consuntivi presentati da IDV a seguito delle elezioni al Parlamento europeo del 12 e 13 giugno 2004 in cui se ne attesta la regolarità (all. 39);
referto della Corte dei Conti sui consuntivi presentati da IDV a seguito delle elezioni regionali del 2005 in cui se ne attesta la regolarità (all. 40);
referto della Corte dei Conti sui consuntivi presentati da IDV a seguito delle elezioni politiche del 9 e 10 aprile 2006 in cui se ne attesta la regolarità (all. 41);
referto della Corte dei Conti sui consuntivi presentati da IDV a seguito delle elezioni regionali Molise del 5 e 6 novembre 2006 in cui se ne attesta la regolarità (all. 42);
referto della Corte dei Conti sui consuntivi presentati da IDV a seguito delle elezioni politiche 2008 in cui se ne attesta la regolarità.
In relazione alle elezioni al Parlamento europeo del 2009, la Corte dei Conti non ancora ha rilasciato materialmente al Presidente della Camera i referti relativi a tutti i partiti che hanno partecipato alla competizione elettorale.
Anche l’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati d’intesa con il Presidente del Senato, organo costituzionale a cui è demandato il compito di certificare la regolarità dei bilanci dei partiti, ha avuto modo di riscontrare e dare atto dell’assoluta regolarità dei bilanci (rectius Rendiconti di esercizio) redatti e prodotti da IDV dalla sua costituzione ad oggi, come dimostrato dalla seguente documentazione:
attestazione dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati in relazione al Rendiconto 2001 (cfr. all. 44);
attestazione dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati in relazione al rendiconto 2002 di IDV (cfr. all. 45);
attestazione dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati in relazione al rendiconto 2003 di IDV (cfr. all. 46);
attestazione dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati in relazione al rendiconto 2004 di IDV (cfr. all. 47);
attestazione dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati in relazione al rendiconto 2005 di IDV (cfr. all. 48);
attestazione dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati in relazione al rendiconto 2006 di IDV (cfr. all. 49);
attestazione dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati in relazione al rendiconto 2007 di IDV;
Ad ogni buon conto – e per una migliore e più esaustiva cognizione e conoscenza da parte di codesta Autorità – si allegano i bilanci di IDV dalla sua costituzione ad oggi, così come sono stati depositati alla Camera dei Deputati e pubblicati nelle forme di legge:
Rendiconto esercizio, relazione gestione e nota integrativa 2001 (all. 51);
Rendiconto esercizio, relazione gestione e nota integrativa 2002 (all. 52);
Rendiconto esercizio, relazione gestione e nota integrativa 2003 (all. 53);
Rendiconto esercizio, relazione gestione e nota integrativa 2004 (all. 54);
Rendiconto esercizio, relazione gestione e nota integrativa 2005 (all. 55);
Rendiconto esercizio, relazione gestione e nota integrativa 2006 (all. 56);
Rendiconto esercizio, relazione gestione e nota integrativa 2007 (all. 57);
Rendiconto esercizio, relazione gestione e nota integrativa 2008 (all. 58);
Ovviamente manca il rendiconto relativo all’anno 2009, semplicemente perché non ancora scadono i termini per la presentazione (30 giugno 2010).
In conclusione, vi è la prova documentale della correttezza e regolarità della gestione finanziaria del partito Italia dei Valori.
Nessuno si è appropriato indebitamente del denaro erogato dallo Stato né lo ha utilizzato per fini diversi da quelli previsti dalla legge. Anzi, semmai, è proprio il tentativo – portato avanti anche da Elio Veltri – di bloccare i finanziamenti dovuti ad IDV per la sua attività politica a configurare una violazione del diritto costituzionale dei cittadini ad associarsi liberamente ed a partecipare in regime di pari opportunità alle varie competizioni elettorali.

D – INTERVENUTO GIUDICATO SUI FATTI DI CAUSA:
Pur nella consapevolezza che le questioni preliminari vanno affrontate e risolte preventivamente al merito, mi permetto solo ora di farne menzione in quanto sia io che gli altri dirigenti del partito abbiamo voluto soprattutto rimarcare la correttezza dei nostri comportamenti e l’infondatezza delle allusioni pubblicate.
Orbene, mi preme osservare che i fatti esposti da Veltri e di cui dà conto l’articolo sopra indicato sono stati già oggetto di approfondite indagini da parte di diverse Procure della Repubblica in occasione di analoghi esposti proposti da tale Mario Di Domenico, altro soggetto rancoroso verso l’Italia dei Valori ed ora collegato a Veltri.
Si tralasciano in questa sede le ben 17 cause civili e amministrative che hanno visto soccombente il Di Domenico ma si allegano i seguenti tre consecutivi decreti di archiviazione, emessi dal giudice penale nei miei confronti da cui risulta accertato che nella gestione del Partito IDV non è stato commesso alcun reato da chicchessia:
ll G.I.P. di Roma, dr. Imperiali, nel procedimento penale nei confronti dell’On. Di Pietro, n 81/07 RGPM – 4620/07, ha emesso decreto di archiviazione per insussistenza dei fatti (all. 59), su conforme richiesta di archiviazione del P.M. dr. Amato (all. 60).
il G.I.P. di Roma, dr. Silvestri, nel procedimento penale nrg 7739/09 instaurato nei confronti dell’On. Di Pietro, ha emesso decreto di archiviazione sempre per insussistenza dei fatti (all. 61), su conforme richiesta del PM dr. Pollidori (all. 62);
Il G.I.P. dott.ssa Cristina Marzagalli, del Tribunale di Busto Arsizio, nel procedimento penale nrg 1038/09 aperto nei confronti di Di Pietro e Mura sempre per gli stessi fatti ha disposto l’archiviazione (all. 63) su conforme richiesta del P.M. procedente richiesta di archiviazione per ne bis in idem oltre che per ulteriori ragioni di merito e processuali (all. 64).
È evidente, quindi, che nessuna irregolarità è stata riscontrata nonostante le approfondite indagini svolte: questo in quanto la gestione del partito IDV è da sempre stata trasparente in ogni suo aspetto e, per come è stato dimostrato per tabulas, tutti i rimborsi percepiti da IDV sono stati regolarmente rendicontati.

E – IL RUOLO POLITICO DEL DENUNCIANTE VELTRI:
So bene non essere questa la sede per far valere i miei diritti e quelli degli altri dirigenti del partito nei confronti delle continue diffamazioni, denigrazioni e falsità che Elio Veltri – ed altri in concorso con lui – propinano all’opinione pubblica italiana.
Devo rimarcare, però, come la reiterazione del ricorso a plurime A.G. per plurime volte nonché le ostentate pubblicazioni delle denunce stesse (subito riprese da organi di stampa compiacenti) non sono altro che un’evidente ritorsione politica nei miei e del partito Italia dei Valori. Ritorsione e rancore ancora più evidenti se si considera che Elio Veltri è già stato ritenuto responsabile di diffamazione aggravata nei miei confronti e per questo condannato, in solido con altri, a risarcire la parte civile con 44.000 euro di danni, come risulta dalla sentenza di primo grado, provvisoriamente esecutiva, del Tribunale di Monza n.ro 634/10 del 18.01.2010 (cfr. all. 65).

F – CONCLUSIONI:
Fin qui i fatti – documentati e provati – nella loro nuda e cruda realtà. Fatti che smentiscono totalmente le elucubrazioni dell’esponente e le conseguenti illazioni, strumentalizzazioni e denigrazioni contenute sui soliti organi di stampa.
Ora non mi resta che attendere fiducioso la valutazione del giudice, nei cui confronti mi sono già messo a disposizione perché – come dicevo all’inizio – “male non fare, paura non avere”.

SCARICA GLI ALLEGATI:
1 (49 kb)
2 (106 kb)
3-7 (1,5 mb)
8-9 (3,6mb)
10-12 (3,6mb)
13-24 (4,1mb)
25-39 (4,3 mb)
40-50 (3mb)
51-54 (1,8mb)
55-56 (2,6mb)
57-59 (2,9mb)
60-65 (2,9 mb)

Vai alloriginale su: www.antoniodipietro.it

giugno 7, 2010

DiPietro smerda di nuovo il Corriere della Pera, colpo su colpo coi fatti, le carte e la Verità!!

Bastava leggere prima di scrivere

imarisio.jpg

Gli unici doveri a cui un giornalista non può sottrarsi sono la verifica delle fonti, la scrupolosità nella ricerca dei fatti, l’attenzione ai dettagli e alle prove che rendono i suoi articoli informazione inconfutabile. Una ricerca della verità maniacale che unita alla libertà di espressione lo rendono una cartina di tornasole nel mare di menzogne che quotidianamente accomunano il male al bene, l’onesto al delinquente, Di Pietro alla cricca.
Mercoledì 2 giugno, sul Corriere della Sera, Marco Imarisio scrive una pagina intera sul sottoscritto e su questioni a cui non avrei, a suo parere, mai risposto.

Il 3 giugno replico con una lettera aperta al direttore del giornale ribattendo, punto per punto, alle accuse mosse dalla penna del suo giornalista.

La mia risposta è accompagnata da megabite e megabite di documentazione tra sentenze, atti e citazioni che ho sperato mettessero una pietra tombale su calunnie, sempre le stesse, che riappaiono ciclicamente, come le maree.

Il giorno stesso, con la mia lettera, il Corriere della Sera pubblica anche la contro replica di Imarisio. Contro replica che dimostra palesemente come costui non abbia, ancora una volta, verificato quanto scrive né letto i documenti da me inviati.

E’ per questo che mi trovo, ancora oggi, a ribattergli, scrivendo al direttore De Bortoli, per sgombrare il campo da ombre che Imarisio, volutamente o non volutamente, lascia dietro di sé.

PS. Ringrazio Marco Travaglio e Beppe Grillo che ieri dai loro rispettivi spazi di informazione, il Fatto Quotidiano ed il blog www.beppegrillo.it, hanno voluto commentare l’improvvisa, quanto mai sospetta, caduta di stile di un blasonato quotidiano quale il Corriere della Sera.

Caro Direttore,

La ringrazio per aver pubblicato la mia risposta ai quesiti che aveva posto il dottor Imarisio. Il giornalista, però, sembra non essere rimasto soddisfatto su un punto. Infatti, ieri, è tornato sull’acquisto da parte mia di un appartamento messo all’asta (insieme a centinaia di altri), dalla Scip. Egli mi ha posto la seguente specifica domanda: “l’acquisto di un immobile inibito ai parlamentari e finito nella disponibilità dell’onorevole rientra tra quei comportamenti che avrebbero bisogno di essere spiegati meglio”.

Eccomi! Anche se devo dire che, a corredo della mia replica, avevo consegnato a Il Corriere della Sera tutta la documentazione relativa a tale operazione immobiliare, documentazione che ora risulta anche essere pubblicata sul sito www.corriere.it. Mi spiace che Imarisio non abbia avuto modo di esaminarla. Se l’avesse fatto, avrebbe evitato di fare un’affermazione tecnicamente e giuridicamente sbagliata.

L’asta della SCIP, per l’alienazione dell’immobile in questione, si è tenuta il 10 novembre 2004. L’aggiudicazione definitiva è avvenuta in data 16 marzo 2006, come risulta dal relativo verbale per atto del notaio Giuseppina Santangelo n. 256 del 16 marzo 2006. Nella stessa data ho proceduto personalmente alla stipulazione dell’atto di compravendita con la SCIP s.r.l. In pratica, contestualmente all’aggiudicazione, vi è stata immediatamente – nello stesso giorno – anche l’indicazione dell’acquirente.

Risulta, pertanto, documentalmente provato, che non vi è stato alcun acquisto per interposta persona o per “prestanome” che dir si voglia: l’atto di acquisto è stato effettuato direttamente da me, in tempo reale, lo stesso giorno dell’aggiudicazione. Il sig. Belotti si è limitato soltanto a partecipare agli adempimenti prodromici ad esso, nei modi di legge e nel rigoroso rispetto delle formalità di capitolato (che, infatti, prevedeva come modalità di partecipazione all’asta, quella prevista dall’art. 1401 c.c., ovvero che il contraente venisse nominato al momento della stipulazione del rogito).

Come è noto, all’epoca – vale a dire sia quando si è svolta l’asta: sia quando è avvenuta l’aggiudicazione, sia quando è stato fatto il rogito – io ero parlamentare europeo, mentre sono diventato Ministro delle Infrastrutture il 17 maggio 2006, vale a dire in una data successiva alla compravendita in questione.

Orbene, l’art. 1471 del codice civile specifica che non possono essere compratori, nemmeno all’asta pubblica, né direttamente né per interposta persona, gli amministratori dei beni dello Stato. Ma io non ero affatto “amministratore dei beni dello Stato” allorché venne effettuata l’asta pubblica (il 10 novembre 2004) e nemmeno quando sottoscrissi, davanti al notaio, l’atto di compravendita (il 16 marzo 2006). Sono diventato Ministro il 17 maggio 2006 (e certamente, due anni prima, ossia quando partecipai all’asta, non potevo sapere che poi sarei diventato Ministro!). Non esiste, invece, alcuna norma di legge che vieta ai parlamentari europei di partecipare a un’asta pubblica per l’acquisto di un immobile. Insomma è giuridicamente sbagliato affermare – come fa Imarisio – che io avrei provveduto “all’acquisto di un immobile inibito ai parlamentari”.

Posso comprendere il suo errore, purché, però, non sia volutamente reiterato!

ANTONIO DI PIETRO – Dal suo Blog www.antoniodipietro.it

giugno 2, 2010

Dopo Del Turco ecco che i delinquenti pilotati dalla P2 attaccano chi li ha denunciati!

Male non fare, paura non avere

malenonfare.jpg

Ieri sera, all’ora di cena, mi è arrivata una notizia che – lì per lì – mi ha fatto sorridere perché non potevo crederci. Sono stato avvisato che nelle redazioni dei giornali girava uno stralcio del verbale dell’interrogatorio ai PM di Perugia dell’architetto Angelo Zampolini in cui venivo tirato in ballo pure io. Zampolini avrebbe riferito ai magistrati che avrei ricevuto due case dall’istituto religioso Propaganda Fide grazie all’intercessione dell’imprenditore Anemone e dell’ex Presidente del Consiglio dei Lavori Pubblici Balducci.

Ho subito smentito e me ne sono andato a dormire serenamente. Non poteva essere vero, mi sono detto, giacchè non ho mai avuto né in affitto né in vendita né in comodato alcun immobile né da Anemone né da Propaganda Fide.

Questa mattina, apro i giornali e scopro che Zampolini, interrogato dai magistrati di Perugia, dapprima il giorno 18 maggio dice di non sapere nulla e poi, 4 giorni dopo, il 24 maggio, sente il bisogno irrefrenabile di tornare “spontaneamente” dai magistrati per dichiarare che “Balducci fece avere al Ministro Di Pietro due case in affitto a Roma, attraverso la Congregazione Propaganda Fide. La prima era in via della Vite ed è stata per un periodo una delle sedi dell’Italia dei Valori. L’altra era in via delle Quattro Fontane, credo fosse per la figlia…”.

Non entro nel merito circa l’opportunità o meno di prendere in affitto dai preti un appartamento anche se non credo sia uno scandalo, purchè venga pagato il giusto prezzo e non vi sia nulla di illecito in cambio. Intendo invece riaffermare con forza che non è proprio vero – nel senso materiale del termine – quanto affermato da Zampolini, al quale evidentemente qualcuno ha propinato false informazioni per mettere tutti nello stesso calderone. Io, ripeto, non ho mai preso in affitto appartamenti da Propaganda Fide (né per me o mia figlia né per la sede dell’Italia dei Valori) e lo voglio qui documentalmente dimostrare (cosa che farò anche con i PM di Perugia ai quali ho chiesto di essere immediatamente sentito).

Con riferimento al primo appartamento – quello che Zampolini indica come una sede di IDV in via della Vite – posso tranquillamente assicurare che fino a stamattina nemmeno sapevo dell’esistenza di un tale immobile. Anzi, fino a stamattina nemmeno sapevo dove si trovasse via della Vite, figurarsi se potevo avervi aperto una sede del partito.

Ho subito svolto accertamenti ed ho – ora – appurato che tale appartamento in realtà era stato preso in affitto dalla società Editrice Mediterranea Srl, con sede appunto in via della Vite n.3 Roma, il cui legale rappresentante è tale Antonio Lavitola. Trattasi di una società editrice che svolgeva (e forse svolge anche tuttora) l’attività di realizzazione, gestione e distribuzione di testate giornalistiche per conto proprio e di terzi.

Ebbene, l’Italia dei Valori ha deliberato in data 21 febbraio 2006 (e quindi in epoca addirittura precedente le elezioni politiche di quell’anno e del mio insediamento al Ministero delle Infrastrutture) di stipulare con detta società la realizzazione e la diffusione del giornale del partito. Allego al riguardo la delibera assunta in tale data dall’Ufficio di Presidenza di IDV (allegato 1), da cui – fra l’altro – risulta in maniera inconfutabile che la società Editrice Mediterranea aveva già all’epoca la propria sede in via della Vite n.3 allorchè stipulò il contratto con IDV. Allego anche la segnalazione al Tribunale di Roma – Sezione stampa e Informazione, effettuata (sempre il giorno 28 febbraio 2006) per conto di IDV dal sen . Aniello Formisano con cui si è affidato alla predetta società la realizzazione del quotidiano dell’Italia dei Valori (allegato 2). Anche in questo caso vi è la prova della data certa, data che è precedente alla mia nomina di Ministro ed anzi all’epoca non ero nemmeno al Parlamento italiano e quindi – anche volendo – non avrei potuto in alcun modo interloquire con Balducci ed Anemone. Vi è anche la prova che la predetta casa editrice aveva già sede in via della Vite prima ancora che nascesse il giornale e, quindi, non può esser vero che sia stato IDV a prendere in affitto tale immobile.

Il contratto di servizio è stato stipulato in data 7 aprile 2006 (e quindi ancora una volta prima delle elezioni e prima che io diventassi Ministro) ed è durato fino al 1° agosto 2007, come risulta dalla comunicazione di avvenuta dismissione della testata del 30 ottobre 2007, debitamente notificata al Tribunale di Roma – Sezione Stampa ed Editoria (allegato 3). Questo documento è interessante perché fornisce la riprova documentale che l’immobile di via della Vite non sia e non sia mai stato nella disponibilità di IDV. Infatti, il mittente della lettera (Editrice Mediterranea) – pur dando atto di aver già da tempo rescisso il contratto – indica nell’intestazione che la propria sede legale è rimasta sempre l’indirizzo di via della Vite n.3, Roma.

In conclusione, è documentalmente provato che la sede di via della Vite era nella esclusiva disponibilità di Editrice Mediterranea prima, durante e dopo i rapporti con IDV. Il partito non ha mai avuto in affitto l’immobile di via della Vite né ha mai fatto richiesta ad alcuno per averla. Il fatto, poi, che una società fornitrice di servizi (di cui si sia avvalsa anche IDV ma non solo) avesse – essa, e non IDV – sede in una casa di proprietà di Propaganda Fide non può in alcun modo essere fatta risalire a nostra responsabilità, altrimenti dovrebbe valere l’assurdo principio per cui ogni volta che qualcuno chiede al giardiniere di tagliargli il prato dovrebbe assicurarsi, prima di sapere di chi è la proprietà del locale, dove tiene gli attrezzi!

Con riferimento, poi, all’appartamento di via IV Fontane a Roma, esso è stato preso in affitto dall’on.le Silvana Mura, la quale – su segnalazione del collega sen. Stefano Pedica – ha stipulato il 9 novembre 2006 un contratto di locazione con la società “Congregazione per l’evangelizzazione di popoli” di Roma. Produco al riguardo il contratto di affitto in questione (allegato 4), da cui risulta un canone fissato sin dall’inizio in euro 21.600 annuali e quindi in 1.800 euro mensili, oltre alle spese condominiali di circa 200 euro mensili. In totale, quindi, l’on.le Mura paga e ha sempre pagato 2.000 euro mensili. Il contratto è intestato a Claudio Belotti che è il convivente ed il padre di suo figlio. Per completezza, segnalo che la società proprietaria ha concesso la locazione espressamente “ad uso abitativo con facoltà del conduttore di destinare alcune porzioni a studio professionale, fermo restando fra le parti che l’uso prevalente sia quello abitativo” (così espressamente recita l’art. 1 del contratto di locazione).

Da ultimo, specifico che mia figlia Anna non ha mai abitato – nemmeno per un solo giorno – in tale appartamento né lo ha mai preso in affitto. Anna all’epoca pensava di iscriversi alla Luiss e per questo si mise anche lei, insieme a me, a cercare un appartamentino in affitto ed il sen. Pedica indicò anche a noi diverse soluzioni, tra cui anche l’appartamento di via IV Fontane. Poi, però, Anna preferì iscriversi alla Bocconi di Milano e non dette alcun seguito alla proposta. Ovviamente se l’affitto si fosse concretizzato, sarebbe stata cura mia e di mia figlia accertare la correttezza sotto ogni aspetto dell’operazione, cosa che comunque ha fatto la collega on.le Mura, riscontrandone ogni regolarità. Altrettanto ovviamente né io, né Mura e – men che meno – mia figlia abbiamo mai avuto a che fare con il sig. Anemone, persona che nessuno di noi conosce.

E veniamo infine all’insinuazione di Zampolini, secondo cui io avrei fatto solo finta di osteggiare gli appalti che erano stati programmati per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia ed alle elucubrazioni secondo le quali io non avrei preso provvedimenti adeguati.

Al mio arrivo al Ministero delle infrastrutture, alla fine dell’Aprile 2006, l’ing. Balducci era Presidente del Consiglio dei Lavori Pubblici, ovvero era la massima carica istituzionale del Ministero a cui per legge spetta lo status di indipendenza gerarchica anche rispetto al Ministro (art. 1, comma 2 DPR 204/2006). Al predetto Consiglio spettava e spetta il compito di esprimere pareri vincolanti su ogni progetto di lavori pubblici superiore ai 25 milioni di euro e su ogni altro progetto finanziato per almeno il 50% dallo Stato. Per dirla alla “dipietrese”, in Italia, in tema di grandi lavori pubblici, non si muove foglia che il Consiglio Superiore non voglia.

Ebbene, io ho subito spostato l’ing. Balducci al 2° Dipartimento (Infrastrutture e regolazione dei lavori pubblici), che per legge (art. 5 DPR 300/99) non gestisce materialmente alcun capitolo di bilancio ma li assegna – questa volta sotto il diretto controllo del Ministro – ai direttori generali competenti per le singole aree di attività del Dipartimento stesso. L’ing. Balducci non ha, peraltro, mai svolto tale tale attività perchè dalla data della sua nomina (18.9.2006) alla data in cui ha lasciato il Ministero (1.11.2006) è sempre stato in malattia.

Egli, infatti, è stato chiamato nel novembre 2006 dalla Presidenza del Consiglio dell’epoca a svolgere le funzioni di Responsabile della Struttura di missione per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Insomma con me al Ministero delle Infrastrutture, Balducci non ha mai svolto alcuna attività lavorativa.

Posso invece provare documentalmente che io mi opposi in modo fermo e risoluto alle modalità con cui venne istituita ed organizzata la predetta Struttura di missione ed anche il modo poco trasparente con cui venivano realizzati gli appalti. Ben altro ho detto e dirò ai magistrati, ma sento il dovere pubblico di provare da subito quanto affermo. Produco al riguardo – e tanto per citarne una – la nota n. 16240 del 14 dicembre 2007, da me scritta ed indirizzata al Presidente del Consiglio ed ai colleghi Ministri interessati dell’epoca, con cui testualmente ho contestato sia la legittimità dei compiti che svolgeva la struttura di Missione presieduta da Balducci, sia le modalità con cui venivano commissionati e svolti gli appalti (allegato 5). La lettera porta una doppia mia firma per rimarcare la gravità di quanto stavo denunciando e si conclude con le seguenti tre righe da me personalmente manoscritte: “Vi prego, ci stiamo avviando verso macroscopiche violazioni di legge e questo non può essere accettato, se riscontrato”.

Poi come noto, con l’inizio dell’anno nuovo, il Governo andò in crisi e ci fu lo scioglimento anticipato del Parlamento. Arrivò il nuovo Governo che – invece di prendere atto di quanto da me segnalato ed intervenire di conseguenza – confermò modalità e struttura fino quando non è arrivata la Magistratura.

So bene che molti depistatori e professionisti della disinformazione insisteranno nei prossimi giorni nel prendersela con me nel malcelato tentativo di “fare di tutt’erba un fascio” ma costoro sappiano sin d’ora che dovranno rispondere delle loro azioni davanti all’Autorità giudiziaria.

Dal Blog di DiPietro: www.antoniodipietro.com

Ndb. Ancora una volta la P2 e gli organi da Silvio deputati alla falsa informazione e alla propaganda cercano di diffamare chi li denuncia con false informazioni, dossieraggi e intimidazioni, ieri Fini e i festini (presunti o meno non è dato sapere, Fini ha denunziato Silvio sè Fermato!), il giorno dopo il giudice che ha osato condannare il Delinquente del Consiglio a risarcire, apparso sui media dello stesso (“Il Delinquente” non il Giudice) quando seguito a ruota dagli sgherri del Cavaliere Mascarato veniva colto in turpi momenti, con sulle gambe 3 puttanelle appena maggiorenni direte voi, no in pantaloncini corti non alla moda!! E che diamine!

La Dittatura incombe, ubbidiscon bene i prelati visto che Silvio gli ha detassato gli utili, e questi invece di fare cose che tutte le chiese del mondo fanno, fan da cassaforte per la corruzione, fan da ponte tra mafiosi e politici, custodiscono soldi sporchi nelle loro banche, brindano a champagne tra un bambino e un’altro, come del resto fa il loro mentore a cui sappiamo bene quanto piacciano le minorenni, inoltre non si fan nemmeno concorrenza, agli amici intonacati piacciono i maschietti glabri e innocenti… e per entrambi chiunque osa denunciare vien o sconsacrato o messo alla berlina dalla disinformazione, in entrambi i casi è una Vergogna!

Alla faccia dei fessi che riempion la loro bocca non accorgendosi di aver dietro ad essa una cassa cranica totalmente vuota di alcunchè, parlano di fede, di Politica Cattolica, di “Bisogno di più Politici Cristiani”. di “Cristianesimo in Politica”..  Come Cuffaro, Letta, Mastella,De Gregorio,Dini,Casini… e ogni altra immondizia che grazie alla legge elettorale votata con la fiducia abbiamo mandato in parlamento..

marzo 27, 2010

Sos voto pulito – Votare informati – Di Pietro, elezioni regionali 2010

dicembre 14, 2009

E adesso pover’uomo..?!? (smettano di gioire le iene, è lacerocontuso!! Si Si)

Pover’uomo un CAZZO!

Propio lui che demonizza gli avversari politici ed istituzionali, denigrando, minacciano e distruggendo vite private e carriere politiche senza alcun rimorso e con la sfrontatezza di esprimere poi solidarietà il giorno dopo, come se gli attacchi indegno partiti dai suoi giornali di famiglia e dalle sue reti siano cosa diversa dal suo espresso ed implicito volere…

Di pochi giorni fa il caso del giudice tampinato, ripreso, seguito, pedinato perchè REO di aver osato condannare a risarcire il “Delinquente del Cosiglio” per aver corrotto i giudici in un processo e aver ovviamente danneggiato la parte avversa al delinquente che ha subito enormi perdite economiche dall’atto criminoso del delinquente e dei suoi tirapiedi anchesssi peraltro condannati (pur essendo ad oggi impuniti di fatto)… E il governo al servizio del delinquente e la sua banda di accoliti e sudditi ha prontamente bloccato l’esecuzione della sentenza, roba che se intervenisse cosi anche per la disoccupazione, le famiglie che stanno per finire la cassa integrazione ecc. saremmo il meglio paese in cui vivere al mondo….

O la stotia di Fini oggi demonizzato sulla RAI 2 (che pago io, paghiamo noi per fare proselitismo e propaganda immonda peggio di Emilio Fede con cui si da il cambio nelle varie fascie orarie) che per aver osato contraddire le immonde mire del delinquente del consiglio – Negus e Padrone indiscusso (secondo la sua testaccia bacata).. che dalle colonne della prima pagina de “Il Gionale” poi strombazzato 24 ore su ventiquattro a reti unificate per presunte foto di festini sessuali Made in Corona è stato minacciato (non certo velatamente) e per sua fortuna ha contrattacato querelando altrimenti finiva nel tritacarne mediatico con i buffoni su RAI 2 e Pomeriggio 5 a disquisire atteggiandosi ad esperti come se avessero, loro ex pornostar, Ctitici d’arte falliti che quando aprono bocca sembra nà fogna tra sproloqui allucinati, parolaccie e ingiurie (parlo di Sgarbi Vittorina x chi si fosse sintonizzato con la testa tra le nuvole o all’estero) e l’insulza solita banda di delinquenti impuniti, lecchini di professione e Psichiatri prezzolati un tanto al Kilo capitanati dal recchione confesso (ma non provato, a quanto sembra è solo un out-out mediatico, al nostro amico piacciono le donne ma ormai ha fatto la buttade e adesso il resto è storia, ce lo sorbiamo ogni santo giorno st’altro falllito), e Barbara Palombelli…. n’altra immonda & inutile moglie di un farabutto di professione…

Come dire il peggio che c’era l’abbiam trovato, il meglio deve ancora venire?!?

Adesso si lamentano, ma quando La Russa mandava i giovani fascisti a tirare uova marce e pomodori al Premier Romano Prodi cosa faceva, non seminava quel clima che adesso additano come conseguenza di chi evidenzia il malaffare piùttosto di chi il malaffare lo perpetra, lo oblitera, lo agevola, ne fa un modus operandi inconfondibile e vergognoso sotto ogni punto di vista, convinto che la gente tanto scordi rapidamente…

Vi ricordate quando gruppi dei circoli sociali di Roma (di Destra) urlavano “Mortadella, Mortadella” e con una mortadella e un coltello esplicitamente mimavano… Le uova, le contestazioni violente e le aggressioni verbali e fisiche? Tutto perchè bisognava fare in fretta a far cadere il governo, corrompendne i membri, i senatori… denigrandoli, aizzando piazze e quant’altro prima che potessero processare il delinquente e dimostrare finalmente a lui per primo che non è persecuzione politica, ma giustizia come recita nei tribunali, “Uguale per Tutti i cittadini“.

E adesso chi ha seminato raccoglie, questo è ancora niente, io personalmente mi aspetto (da quel che sento frequentando i più svariati ambienti) che al culmine dell’impoverimento della fascie sociali dei lavoratori a metà 2010 in avanti la gente, quei milioni che avranno perso il lavoro e riconosceranno quella disperazione che conobbero prima di loro i loro padri, i loro nonni oggi bisnonni di quella generazione che scrive solidarietà al pazzo assalitore su Facebook, arrivi all’esasperazione e a gesti inconsulti..

C’è un clima in Italia che presagisce che una volta che parte il primo per davvero (non un pazzo con una statuina…) poi partono tutti e arriva la guerra civile, chi ha perso il lavoro che bastona il ricco industrialotto che ha chiusa l’azienda nascondendo i soldi all’estero e lasciando senza stipendio e senza lavoro i suoi dipendenti, che non si godrà i soldi arraffati, ma volerà dalla finestra come il povero anarchico Pinelli ieri additato e oggi finalmente riconosciuto vittima anchegli di quella stagione…

Oggi carnefici, domani vittime ma pur sempre morti, è questo che vogliamo? Non è forse meglio scendere tutti in piazza e chieder dimissionia questo delinquente? Lui si fa processare, e se come lui dice è innocente, le nostre scuse e gli ridiamo il voto! Per l’intanto il centrodestra non è solo Berlusconi, hanno vinto, non solo ha vinto le elezioni, sono in centinaia che ne potrebbero prendere anche solo temporaneamente il posto, continuando a mandare avanti il paese e concentrandosi finalmente sui problemi reali della gente che paga le tasse e crepa negli ospedali, che è senza lavoro o sta per rimanerci ecc. senza dover più star immobile a trovare scappatoie ignobili ai guai esclusivamente giudiziari dell’impunito per antonomasia.

Dovevano fare i rigassificatori… dovevano risanare, innovare, investire in ricerca e sviluppo… non hanno fatto niente di tutto questo, ma son già 3 volte che lavorano all’unisono per il cavaliere, adesso vogliono rimettere in libertà, negando giustizia alle vittime e rimettendo chi ha denunciato in pericolo alla mercè del suo aguzzino , migliaia se non milioni di delinquenti di ogni risma ed estrazione indultati e prescritti per tener fuori dalle patrie galere un uomo solo…  Ma dove siamo signori, ci strupiamo che lo abbiano aggredito? Io mi stupisco che non lo abbiano fatto prima! In un altro paese come la Grecia o l’inghilterra, o Israele ad esempio sarebbero sciesi in piazza e sino alle sue dimissioni non se ne sarebbero andati!

Noi che famo? Nulla siamo come gli Americani, indebitati e ricattabili, non possiamo permetterci di dissentire, dobbiam pensare solo a lavorare e abbassare la testa sennò le banche ci portano via anche quel poco che abbiamo, abbiamo fatto il loro gioco, ma se ci muoviamo all’unisono in  migliaia/milioni, vinciamo noi! Se ci impuntiamo chi viene a rubarci la casa? Chi i banchieri senza la polizia? io credo propio di no! Se ci alleiamo tutti diventiamo maggioranza per davvero, non solo come oggi maggioranza silenziosa! E allora bisogna esprimere il nostro dissenso, chiedendo perentoriamente le dimissioni di Berlusconi o le elezioni! E intanto si inizia lo sciopero fiscale totale, la sbirranza senza stipendio non si muove, e se ci fanno incazzare li licenziamo, eccheccazzo li paghiamo noi Si o No?!? E allora!!

Dimissioni! o Elezioni!

Older Posts »

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.