Angolo del Gigio

CARA MADUNINA: Gli affari d’oro e cemento nella Milano Corrotta

Mafia, Corruzione? Invenzioni dei ComunistiCARA MADUNINA

di Bernardo Iovene

In onda Domenica 18 Novembre ore 21.30

Report (RAI3) – Sezione Società

MILANO 14 NOVEMBRE 2007

BERNARDO IOVENE
Volevo approfittare per dire che domenica prossima faremo una puntata su Milano, specifica su Milano, non abbiamo avuto il piacere di avere il nostro sindaco Moratti, che non ha voluto concedermi un’intervista…

LETIZIA MORATTI – SINDACO DI MILANO
Confermo!

BERNARDO IOVENE
…Per cui…ci è dispiaciuto molto, non so perché. Prego, prego.

LETIZIA MORATTI – SINDACO DI MILANO
Un giorno…

BERNARDO IOVENE
Non ha avuto tempo, non ha avuto tempo. Ho chiesto un’intervista da settembre, poi mi ha fissato un appuntamento, e poi…

LETIZIA MORATTI – SINDACO DI MILANO
Ammetto la settimana scorsa, avevo confermato, poi mi è stato impossibile.

DA “MILANO CAPITALE DEL NUOVO” A CURA DEL COMUNE DI MILANO 2005

GABRIELE ALBERTINI – EX SINDACO DI MILANO
Milano sta cambiando. Da troppi anni questo processo di rinnovamento architettonico e urbanistico era fermo. La città viveva i segni del passato, i monumenti e gli edifici storici, come un’eredità preziosa ma lontana dalle sue esigenze, dalle sue aspettative per il futuro. Negli ultimi 8 anni è stata sognata, pensata, poi progettata e in parte costruita la Milano che sarà. Ma la città del 2010 non è stata progettata solo in orizzontale. Milano è cambiata e cambierà molto anche nel suo profilo, nella sua skyline, ovvero in verticale.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
A Milano dopo quasi vent’anni si torna a costruire, e negli anni del sindaco Albertini è stata pensata e progettata in altezza.

CARLO MASSEROLI-ASSESSORE ALLO SVILUPPO DEL TERRITORIO
Da un lato tira verso una crescita in altezza della nostra città, e questo noi lo vogliamo, noi vogliamo una città più alta perché si liberi di più il suolo.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Milano cresceva in altezza già nel 1958, e fin da allora si diceva che di suolo libero non ce n’era più.

DAL DOCUMENTARIO “MILANO CRESCE IN ALTEZZA”
“Perché si costruisce in altezza? L’agglomerato urbano di una metropoli moderna richiede spazio sempre maggiore per il traffico, le torri occupano uno spazio verticale e ne cedono altrettanto orizzontalmente”.

GIUSEPPE BOATTI -PROFESSORE DI PROGETTAZIONE URBANISTICA POLITECNICO DI MILANO
Il comune ha sostanzialmente deciso di lasciare le scelte urbanistiche nelle mani dei costruttori e dei proprietari delle aree. Quello che chiamiamo un self-service urbanistico. Ogni costruttore chiede di tutto e di più e generalmente lo ottiene.

JACOPO GARDELLA -ARCHITETTO
Questa è l’unica idea che c’è: usare gli spazi liberi per trasformarli in cubatura, nel massimo della cubatura possibile.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
A Milano Le aree da trasformare sono tante. Si va dagli scali ferroviari alle vecchie aree industriali dimesse. I cantieri però sono aperti su Garibaldi- Repubblica, ex Fiera, Santa Giulia, Porta Vittoria e poi un centinaio di parcheggi. Su ogni palazzo, ogni parcheggio, ogni iniziativa, è nato un comitato contro. Solitamente di fronte ad un’iniziativa edilizia importante ci si consulta con consiglio di quartiere, che essendo però un organo consultivo il suo parere non è vincolante. Nelle metropoli sarebbero previsti i municipi, che secondo legge hanno deleghe e competenze sui quartieri, ma poiché toglierebbero potere ai comuni, di fatto questi municipi non sono mai nati. Siccome le esperienze del passato non sono sempre bellissime, i cittadini che notoriamente vorrebbero i lavori pronti ma nessun fastidio, si organizzano in comitati e fanno ricorso contro le decisioni della giunta di turno e non sempre hanno torto. Con Bernardo Iovene cominciamo a vedere cosa succede in una zona strategica di Milano:Garibaldi Repubblica.

BERNARDO IOVENE
Cosa sta succedendo?

FUNZIONARIO COMUNE – MILANO
Non sono autorizzata in questo momento a…ci sono i nostri avvocati, io sono solo un funzionario.

BERNARDO IOVENE
Ma stamattina ci sarà lo sgombero con la polizia?

FUNZIONARIO COMUNE – MILANO
Non lo so.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Questo edificio è del comune, che lo aveva affittato prima ad artigiani, poi ad associazioni, ma infine era diventato un luogo di spaccio, insicuro per il quartiere storico dell’Isola. Parte della cosiddetta “ stecca degli artigiani” era stata già sgomberata e demolita.
E’ rimasta in piedi solo la sede di Rifondazione Comunista.

RICCARDO DE CORATO – VICESINDACO DI MILANO
Questa struttura dovrà essere abbattuta per far nascere su quest’area un grande intervento di verde, perché ci sarà un parco di 100 mila metri quadrati.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Oltre al parco qui verrà la città della moda, che si stenderà in tutta l’area fra Garibaldi e Repubblica. Uffici, alberghi e residenze, grattacieli fino a 170 metri, il palazzo comunale e la nuova sede della regione. Al posto della stecca sorgeranno una serie di edifici e 2 grattacieli al centro. L’unico ostacolo è la sede di rifondazione.

BERNARDO IOVENE
Senta, io ho visto grandi progetti, ho visto grandi gruppi che si sono mossi…voi pensate di fermarli?

GIANNI OCCHI -RIFONDAZIONE COMUNISTA
Si, noi pensiamo di essere più forti dei più grandi gruppi di immobiliaristi che sono presenti in questa nostra città, vecchi e nuovi. Alcuni nomi sono assolutamente vecchi, altri sono nuovi…

BERNARDO IOVENE
Quali?

GIANNI OCCHI -RIFONDAZIONE COMUNISTA
Mah, Ligresti è uno dei tanti insomma, tanto per andare giù chiaro.

AUGUSTA SIGNORIN – COMITATO ISOLA “ I MILLE “
Al posto della stecca sorgerà una torre di 30 piani e un’altra torre perché i progetti che variano in continuazione. In più sono previsti per questi giardini 8 edifici lungo il perimetro della via Confalonieri. Lì è previsto, dove Lei vede che stanno lavorando, un edificio di 14 piani.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Questo palazzo di 14 piani però non compare sul grande progetto, dovrebbe costruirlo il gruppo Ligresti e i primi 4 piani saranno adibiti a parcheggio proprio a ridosso del quartiere storico dell’isola. Inutile dire che chi se lo ritrova davanti non è contento.

BERNARDO IOVENE
Senti tu da qua vedi il Duomo che non vedrai più praticamente perché qui ci sarà la città della moda, no?

ENRICO BERTOLINO
Si, gli stilisti che verranno qua tutti a fare delle cose perché poi vivranno ovviamente fuori. Pensa gli inquilini che avranno meno di 12 metri, le macchine col biossido e le polveri, tra l’altro pare che Milano sia la città europea che sta facendo più parcheggi, mentre invece tutte le città vanno alla riduzione dei parcheggi per incentivare il mezzo pubblico. Qua costruiscono e poi loro vanno a vivere dove c’è il verde, quello orizzontale. Qui hanno lanciato un progetto invece che si chiama “il verde verticale”.

BERNARDO IOVENE
Cioè proprio qua verranno due palazzi del bosco in verticale?

ENRICO BERTOLINO
Sì che se tu guardi anche là dietro quelle due torri bellissime che sono là, quelle lì sono dei fenomeni, quelle lì erano la vecchia Milano dei socialisti, quella dove si mangiava…era la Milano da bere. Adesso è partita quella da mangiare che sarà difficilissima da digerire.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Il comitato formato da buona parte degli abitanti del quartiere, aveva invece previsto la ristrutturazione dell’edificio storico della stecca.

BERNARDO IOVENE
Questo era come lo avevate progettato voi?

AUGUSTA SIGNORIN – COMITATO ISOLA “ I MILLE “
Sì sì, ma siccome queste aree erano d’oro allora devono essere sfruttate fino all’ultimo centimetro e non importa la salute della gente, e non importa la qualità della vita degli abitanti.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
A difendere la stecca c’è anche l’assessore Sgarbi.

VITTORIO SGARBI – ASSESSORE ALLA CULTURA
E’ un’architettura come la chiamo io “antropologica”, nel senso che chi l’ha abitata, chi l’ha usata, chi gli ha dato destinazione, le ha dato un significato che va valorizzato, tenendola come citazione. Poi puoi fare altre cose intorno ma non la abbatti, però questi non lo capiscono perché hanno un’idea modernistica percui ogni cosa nuova è meglio di una cosa vecchia.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Al posto della stecca sorgeranno 2 torri che chiamano bosco verticale, progettate dall’architetto Boeri e fiore all’occhiello dei costruttori .

MANFREDI CATELLA -AMMINISTRATORE DELEGATO HINES
Lei tocca indirettamente uno dei temi più cari a questo progetto che è il tema della sostenibilità ambientale. E’ la componente del progetto che dialoga con il quartiere Isola per creare una serie di piantumazioni degli edifici che possa quindi contribuire al tema delle emissioni.

BERNARDO IOVENE
Eccola! Ma pensa!

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
A proposito di sostenibilità e di dialogo: volendo spaccare il capello in 4 le vetrate che riflettono il verde dialogano pochissimo con gli uccelli che si vanno ad impattare.

ANDREA RUTIGLIANO-ORNITOLOGO
Se addirittura nel vetro si specchia la pianta, il verde dell’albero per loro costituisce questa un ulteriore abitat immaginario e invece vi ci precipitano, vi vanno ad impattare a morire.

ENRICO BERTOLINO
Gli anziani se vogliono potranno andare a giocare alla bocciofila del trentesimo piano bosco verticale, se casca una boccia ragazzi…! Se non sapete giocare bene…

DONNA 1
Venga che le faccio vedere l’affaccio. Noi non è che siamo contrari alle costruzioni e alle …vede!

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Questa è invece l’area che i milanesi chiamano ex varesine. A costruire il nuovo quartiere nel centro di Milano è il gruppo Hines con Sai Fondiaria e Immobiliare Lombarda del gruppo Ligresti. Questo e il questo è un loro video di presentazione.

DA “PROGETTO PORTA NUOVA” A CURA DI HINES
“Mia nonna mi ha detto che qui passavano i treni, ciuff… ciuff…Ed era tutto un via vai di gente. Arrivavano partivano. La città cresceva. I treni si sono fatti più in là”.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
La stazione si spostò dov’è adesso porta Garibaldi e l’area delle ex varesine è rimasta vuota per 30 anni.

BERNARDO IOVENE
L’area che abbiamo qua davanti, l’area questa qua praticamente è questa qua?

DONNA 1
Eccola, la vede?

BERNARDO IOVENE
E’ questa?

DONNA 1
Sì esatto.

BERNARDO IOVENE
E questa è la sua finestra?

DONNA 1
Questa è la nostra finestra probabilmente sì e questa finestra qui.

DONNA 1
Ci sono delle costruzioni che sono alte 160 metri, cioè come il grattacielo Pirelli e anche di più!

BERNARDO IOVENE
Cioè vengono più alte di quello lì? Quello lì?

DONNA 1
Esatto quello è il Pirelli.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
La Madonnina non dominerà più Milano e Il Pirellone con i suoi 126 metri sta per perdere il primato. Queste costruzioni invece, tante e in poco spazio alte fino a 170 metri, sono state concesse con una procedura semplificata…Inevitabile il ricorso al tar.

DONNA 2
Dal 55% che doveva essere la volumetria edificabile sono arrivati all’85%…

DONNA 1
Eh questa è la cosa…

DONNA 2
E il comune gli ha dato questo permesso. Come mai? Insomma le cose sono cambiate così a loro favore ovviamente e comunque a danno dell’ambiente, della città, della qualità della vita perché chiaramente avere dei muraglioni davanti, avere un po’ di verde, la cosa chiaramente cambia spesso.

Affari d'oro per l'amico di SilvioBERNARDO IOVENE
Perché poi anche le altre abitazioni quelle dall’altra parte si ritroveranno questo quartiere davanti.

DONNA 2
Sì però un momento, quelli dall’altra parte sono di Ligresti, che fa parte della…

BERNARDO IOVENE
Quelle case lì?

DONNA 2
Sì tutte quelle lì. Lo so perché quando sono andata a raccogliere le firme degli abitanti mi hanno detto :“Guardi qui è di Ligresti quindi non può raccogliere niente!

BERNARDO IOVENE
Chi gliel’ ha detto?

DONNA 2
Il portiere.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Su tre interventi la valutazione d’impatto ambientale è stata fatta solo su uno.

MANFREDI CATELLA – AMMINISTRATORE DELEGATO HINES
Si è adempiuto a quello che è previsto dalla legge? La risposta è sì. Se poi lei mi chiede: “Vuole cambiare la legge?” Non fa parte del mio mestiere.

BERNARDO IOVENE
Sulla ex varesina non andava fatto un lavoro del genere?

MANFREDI CATELLA – AMMINISTRATORE DELEGATO HINES
Non andava fatto.

BERNARDO IOVENE
Sull’Isola non andava fatto?

MANFREDI CATELLA – AMMINISTRATORE DELEGATO HINES
Non andava fatto.

BERNARDO IOVENE
Ho capito.
Senta che cosa avrebbe comportato una valutazione di impatto ambientale?

CARLO MONGUZZI – CONSIGLIERE REGIONALE
Sicuramente una riduzione delle volumetrie, cioè meno cemento, molto più verde, molto meno flusso di autovetture.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Il 5 ottobre Rifondazione ha poi lasciato spontaneamente la stecca, ha ottenuto che non fosse demolita per 50 giorni, intanto un gruppo di architetti e l’altra Moratti cioè Milly, consigliere comunale di opposizione, in extremis tentano di presentare un altro progetto.

MILLY MORATTI – CONSIGLIERE COMUNALE
Ma questo non è un progetto, è un calcolo planivolumetrico per far capire che ridistribuendo diversamente le volumetrie, si possono avere edifici meno incombenti, meno alti, e un parco continuo soprattutto.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Su questa area il comune ha concesso un indice di edificabilità di 1,65, il triplo rispetto allo 0,65 che viene normalmente concesso. Quindi più muri e meno spazio da destinare a servizi pubblici. Una legge della regione Lombardia permette però di monetizzare, ovvero “non ti do le aree ma te le pago”. Ma gli avvocati che stanno facendo i ricorsi per conto dei cittadini, dicono, che è stato pagato un prezzo è irrisorio.

DANILO DANIEL – AVVOCATO
Praticamente hanno preso due anzi tre piccioni con una fava, primo perché hanno speso pochi soldi per la monetizzazione, secondo perché questi soldi se li sono tenuti in tasca e terzo perché con questi soldi non hanno fatto le strutture pubbliche che avrebbero dovuto fare come previsto, ma invece hanno fatto delle strutture che sono comunque funzionarie e aggiuntive ai loro insediamenti.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Praticamente, invece di versare i soldi al comune gli investitori si sono impegnati a costruire loro opere tra cui il museo e la scuola della moda a scapito, secondo gli avvocati, di necessità più urgenti.

BERNARDO IOVENE
Che cosa dovevano fare.. scuole, asili, ospedali..?

DANILO DANIEL – AVVOCATO
Non potevano considerare come standard qualitativo questo.

MANFREDI CATELLA – AMMINISTRATORE DELEGATO HINES
E’ stato il comune in maniera prescrittiva a dire: “ In quest’area dovranno stare determinate infrastrutture di cui oggi la città ha bisogno”.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Forse il comune avrebbe dovuto chiedere anche a chi abita nel quartiere.

DONNA 3
L’unico problema è che io mi dico, ma uno spazio anche proprio per il servizio al cittadino come degli asili, degli ospizi per gli anziani, adesso non voglio fare del buonismo scusate, però qualcosa di utile anche per noi visto che paghiamo le tasse anche per dei servizi che poi non ci sono ma che vanno solo all’utile degli altri ecco è questo che mi preoccupa.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
In compenso ci sarà un bel parco di 100.000 metri quadrati. Ma i comitati dicono che il terreno copre i parcheggi e quindi cresceranno alberi piccoli. Per gli avvocati invece il parco è la metà di quel che dovrebbe.

DANILO DANIEL – AVVOCATO
Qui mancano 100 mila, ne mancano, non sono cento mila ne mancano 100.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Su questo nuovo insediamento, dicevamo, il comune ha concesso un indice di costruzione di 1, 65, contro la regola dello 0,65, ma i calcoli degli avvocati arrivano addirittura 4,1.

BERNARDO IOVENE
Al 4.1 si è arrivati? Cioè sette volte tanto? Che cosa vuol dire?

DANILO DANIEL – AVVOCATO
Vuol dire che sono stati molto numerosi nel concedere questa volumetria.

BERNARDO IOVENE
Cioè vuol dire che laddove si può fare, mettiamo lo 0.65 rappresenta un palazzo, qui ne sono stati fatti sette.

DANILO DANIEL – AVVOCATO
Praticamente è così.

DA “PROGETTO PORTA NUOVA” A CURA DI HINES
“La riconoscete? Questa grande area ora si chiama Porta Nuova. Qui ci sono l’altra sede della regione e quella del comune. E ci sono uffici, un grande albergo, tante case, negozi. I parcheggi pubblici e privati sono veramente tanti!”

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Ma il comune può concedere un indice così alto di edificabilità?

BERNARDO IOVENE
Sono stati concessi il doppio e anche più del doppio di questi indici.

CARLO MASSEROLI – ASSESSORE ALLO SVILUPPO DEL TERRITORIO COMUNE DI MILANO
E’ un indice di riferimento, è un indice che laddove si ravvisano, come dire elementi di interesse plurimo molto forti questo indice può essere modificato, interesse plurimo può essre determinato dalla presenza di un parco da analizzare, può essere determinato da un museo, di un museo o di una fiera da analizzare.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Chi decide che è nell’interesse pubblico costruire 2 stabili anziché 1 è l’impresa privata. Così stabilisce una legge della regione Lombardia.

GIUSEPPE BOATTI -PROFESSORE DI PROGETTAZIONE URBANISTICA POLITECNICO DI MILANO
Stabilisce che le regole del piano regolatore possono essere cambiate di volta in volta sulla base di una proposta di iniziativa del privato, cioè io mi sveglio la mattina vado in comune e gli dico che io lì vorrei costruire il doppio.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Siccome il comune non ha soldi, dice al privato, “tu fammi un giardino e io ti faccio costruire un palazzo.”

CARLO MASSEROLI – ASSESSORE ALLO SVILUPPO DEL TERRITORIO COMUNE DI MILANO
Non è più in grado con il finanziamento pubblico di andare da nessuna parte. Quindi è chiaro che ciò che consente lo sviluppo di una città è sempre il rapporto plurimo privato.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Questo era il Bosco di Gioia, lasciato in eredità nel 1964 da una nobildonna milanese all’ospedale maggiore di Milano. Lo aveva regalato perché fosse luogo destinato a lenire le pene dell’umanità, con divieto di affitto, vendita, costruzione. Hanno mantenuto la promessa fino al 1983, poi lo hanno venduto. E al posto dei 200 alberi adesso stanno scavando. Nascerà il nuovo polo della regione.

BERNARDO IOVENE
Hanno buttato giù tutti questi alberi?

DAVIDE BONI – ASSESSORE TERRITORIO URBANISTICA REGIONE LOMBARDIA
Sì si, 200 alberi, ne hanno lasciati solo due, uno e uno due.

CARLO MASSEROLI – ASSESSORE ALLO SVILUPPO DEL TERRITORIO COMUNE DI MILANO
Beh, guardi le 200 piante… noi non dobbiamo essre demagoghi, le 200 piante avranno 1000 piante presenti su quell’area.

BERNARDO IOVENE
Questa è la nuova regione?

DAVIDE BONI – ASSESSORE TERRITORIO URBANISTICA REGIONE LOMBARDIA
Sì questa è la nuova Regione, sarà pronta…

BERNARDO IOVENE
Sarà pronta quando?

DAVIDE BONI – ASSESSORE TERRITORIO URBANISTICA REGIONE LOMBARDIA
Nel 2009.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
La costruzione della nuova sede farà risparmiare 3 milioni di euro all’ anno che oggi la regione paga per gli edifici in affitto, ma quanto costa la nuova?

DAVIDE BONI – ASSESSORE TERRITORIO URBANISTICA REGIONE LOMBARDIA
E’ un’opera da 175 milioni di euro più iva.

MICHELE SACERDOTI – CONSULENTE INFORMATICO PER I COMITATI
Però a bilancio la regione Lombardia ha messo questo palazzo per 400 milioni di euro.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Comunque, prendendo per buona la cifra ufficiale, cioè 210 milioni di euro, si ammortizzerà in 70 anni.

BERNARDO IOVENE
Senta qual era l’esigenza di fare questa nuova sede?

CARLO MONGUZZI – CONSIGLIERE REGIONALE
L’esigenza vera è quella di fare una piramide per lasciare gloria a Formigoni. Con 400 milioni di euro a Milano si fanno 2000 letti attrezzati per ospedali e 4000 piccoli appartamenti per anziani o giovani studenti. E’ uno spreco assolutamente enorme.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Se guardiamo Milano dal satellite vediamo che il quartiere Garibaldi – Repubblica è una zona centrale, sempre in centro, questa vistosa macchia bianca è la vecchia fiera campionaria.

DAL CINEGIORNALE DEL 12/04/1920
“Si inaugura a Milano la settima fiera campionaria. A perdita d’occhio svettano nel cielo candide guglie, cupole gigantesche, moli di audaci ordigni metallici. Sul piazzale Giulio Cesare si ammira per primo un fantasioso giuoco di acqua sciabordante entro un’artistica fontana”.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Oggi la vecchia fiera sta per essere rasa al suolo. Siccome molti padiglioni sono stati costruiti con l’amianto, i cittadini della zona sono preoccupati, perché siamo proprio a ridosso delle abitazioni. Li vorremmo rassicurare perché l’amianto presente nei capannoni e sui tetti è rimosso con metodologie speciali, e i tetti sono coperti e sigillati. La Fiera si è spostata fuori città, a Rho, e su questa area, dopo 80 anni di fiere, sorgerà invece un nuovo quartiere.

UOMO
Questa è la vecchia Fiera e questo è quello che succede. Questa è la fontanella poverina che sta lì in piazza Giulio Cesare che viene… questa è piazzale dell’Arduino e questo è quello che succede. Ecco questi impatti sono folli, cioè sono il risultato di un progetto pensato nel totale dispregio dell’interesse pubblico. Cioè il cittadino che sta davanti non conta niente.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Quello che abbiamo visto è una simulazione del corso di progettazione urbanistica del prof Boatti del Politecnico di Milano. Prima di andare in fiera però torniamo a Garibaldi Repubblica. Premesso che gli architetti hanno certamente fatto del loro meglio, la scelta di base è stata quella di fare grandi volumi a scapito di quei servizi che la nascita di un nuovo insediamento dovrebbe prevedere. Per fare tutto questo è stato necessario variare il piano regolatore, ad esclusione invece di questa zona, quella dove sta costruendo la Imco di Ligresti. I cittadini si sono mobilitati perché dicono che sta costruendo troppo e cede pochi servizi alla città. Hanno fatto ricorso al Tar, il Tar ha dato ragione, il consiglio di stato ha confermato e i lavori sono stati sospesi. Probabilmente la variante si farà, ci sarà un po’ di ritardo e poi tutto procederà come era stato previsto. Pubblicità e poi andiamo in fiera.

Stavamo parlando della fiera di Milano. La nuova fiera è stata trasferita dal centro in periferia. Così il vecchio recinto va giù e l’area ritorna alla città. Così era stato previsto nel ‘94, quando c’è stato un ampliamento. Per far accettare ai cittadini l’impatto dei padiglioni che si infilavano nel quartier,e era stato siglato un accordo di programma che diceva: quando andremo via di qua faremo consistenti aree a verde. L’accordo era stato siglato fra ente fiera, regione e comune. Le giunte cambiano, l’ente fiera non c’è più, al suo posto una fondazione privata che ha preso quell’accordo e lo ha trasformato in un’altra cosa.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Per costruire il nuovo polo a Rho, la Fondazione Fiera aveva bisogno di soldi, così è stato fatto un accordo con il comune e la regione per valorizzare la vecchia area prima di metterla in vendita: hanno alzato l’indice di edificabilità.

SERGIO BRENNA – PROFESSORE DI URBANISTICA
Qui è stato adottato un indice 1.15 metro quadro per metro quadro che al di là del dato in sé è comunque il doppio di quello che hanno usato tutti gli altri operatori delle aree dismesse di Milano.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Poiché le varianti si fanno quando c’è un interesse pubblico, il progetto potrebbe prevedere case a edilizia convenzionata. Invece…

BERNARDO IOVENE
Cioè son tutte case di lusso quelle?

CARLO MASSEROLI – ASSESSORE ALLO SVILUPPO DEL TERRITORIO COMUNE DI MILANO
Assolutamente sì, sono case non di edilizia popolare. L’interesse pubblico nell’operazione di City Life è da riscontrare certamente nella realizzazione del polo fieristico.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Sta di fatto che I comitati hanno fatto ricorso perché in base alla variante e alla convenzione con il comune, mancherebbero, rispetto al costruito, 140 milioni di euro in servizi pubblici.

ADA LUCIA DE CESARIS -AVVOCATO
City Life s’impegna a realizzare opere pubbliche per un valore di circa 22 milioni di euro. Il valore delle aree che avrebbero dovuto essere cedute è pari a 160 milioni di euro.

MARCO LANATA -DIRETTORE GENERALE CITY LIFE
L’altro prezzo a cui fa riferimento lei, è probabilmente la cosiddetta monetizzazione degli standard. E quindi non è a metri quadrati edificabile, ma sono metri quadrati di parco e di terreno. Si paga al comune un corrispettivo. E’ totalmente in linea con quella…hanno preso un granchio con questo ricorso.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Per la gara è stato sperimentato un metodo innovativo: i partecipanti dovevano presentare un progetto e un’offerta per l’acquisto dell’area. Una commissione ha scelto 3 progetti considerati migliori, a quel punto ha vinto chi offriva di più.

CLAUDIO ARTUSI -AMMINISTRATORE DELEGATO FIERA MILANO SPA
Tra quei tre ha vinto chi dava di più.

BERNARDO IOVENE
Chi dava di più, che era il parametro necessario insomma?

CLAUDIO ARTUSI -AMMINISTRATORE DELEGATO FIERA MILANO SPA
Non c’è dubbio.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
E questo è il progetto, di 3 architetti di indiscussa fama mondiale: Hadid, Isozaki e Libeskind, più l’italiano Pier Paolo Maggiora, a comprare l’area è City life, un raggruppamento composto da Generali, Ras, Lamaro e la Progestim di Ligresti. Ci saranno uffici, residenze, 2 musei, la linea 5 del metrò, parcheggi e il parco. Cuore del progetto 3 grattacieli di cui uno a forma di banana.

MARCO LANATA -DIRETTORE GENERALE CITY LIFE
In particolare la torre dell’architetto Isozaki sarà l’edificio più alto in Italia, è circa 215 metri di altezza.

BERNARDO IOVENE
Quanti piani è, quanti piani ha?

MARCO LANATA -DIRETTORE GENERALE CITY LIFE
54 piani se non sbaglio.

GIORGIO RAGAZZI -PROFESSORE ECONOMIA UNIV. DI BERGAMO
Il parco resta tutto all’interno, se lo godono loro diciamo. E va bene, ora lei immagini lì vede una casa di quattro piani, subito lì dietro prevedono di costruire una fila alti 14 piani. E questo è un progetto che è stato deciso senza consultare nessuno, ha una logica speculativa. E’ evidente.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Comitati, urbanisti e assessori, ci hanno dichiarato che il progetto più compatibile con il quartiere era quello che Renzo Piano ha presentato con Pirelli, ammassava gli edifici verso il Portello e regalava il parco alla città. Il parametro però, non era la compatibilità ma l’offerta, i soldi.

VITTORIO SGARBI – ASSESSORE ALLA CULTURA
Quello che tu perdi in danaro lo conquisti nel futuro. Ecco per questo è un errore di prospettiva far vincere…perché tanto comunque..

BERNARDO IOVENE
Diciamo questa logica non c’è stata?

VITTORIO SGARBI – ASSESSORE ALLA CULTURA
Non c’è stata, non c’è, non capisco perché non c’è. Forse nei bandi non c’è.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Su una base d’asta di 310 milioni di euro, City Life ha offerto 523 milioni ed ha vinto. Un successo per la Fiera.

BERNARDO IOVENE
Chi è il regista delle operazioni?

CLAUDIO ARTUSI – AMMINISTRATORE DELEGATO FIERA MILANO SPA
Guardi i successi hanno sempre molti padri e molte madri, Questa modalità di governance da parte della regione Lombardia, attraverso lo strumento dell’accordo di programma, ed è stato un grande successo.

BERNARDO IOVENE
Quindi un grosso ruolo l’ha avuto il Presidente Formigoni?

CLAUDIO ARTUSI – AMMINISTRATORE DELEGATO FIERA MILANO SPA
Non c’è dubbio.

SERGIO BRENNA – PROFESSORE DI URBANISTICA
Formigoni nomina i vertici di Fiera Il presidente Roth è espressione di Comunione e Liberazione, è un grande centro di potere. L’atteggiamento del comune di Milano è stato “Non faccio l’interesse dei cittadini ma quello che vogliono questi centri di potere”.

BERNARDO IOVENE
Lei è anche di Comunione e Liberazione?

CARLO MASSEROLI – ASSESSORE ALLO SVILUPPO DEL TERRITORIO COMUNE DI MILANO
Assolutamente sì.

BERNARDO IOVENE
Per questo mi dicono si è chiuso il cerchio.

CARLO MASSEROLI – ASSESSORE ALLO SVILUPPO DEL TERRITORIO COMUNE DI MILANO
No… io sono di Comunione e Liberazione e ringrazio Dio di essere di Comunione e Liberazione perché ho avuto da questa storia l’opportunità di allargare lo sguardo e quindi di fare dei ragionamenti molto laici.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Molto laico anche l’assessore all’urbanistica della regione.

DAVIDE BONI – ASSESSORE TERRITORIO URBANISTICA REGIONE LOMBARDIA
Naturalmente è un’operazione economico-finanziaria che doveva essere la possibilità di portare il gruppo Fiera così com’era dall’altra parte verso Rho Pero, percui l’operazione è diventata urbanistica e finanziaria, è inutile nasconderselo.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
E’ diventata un operazione urbanistica finanziaria, ma quell’area doveva essere restituita alla città secondo un accordo del 1994 quando fu progettato l’allargamento della fiera verso il portello che aveva un grande impatto ambientale.

MARILENA ADAMO – CONSIGLIERE COMUNALE
Il patto con i cittadini era venuto quando poi si farà Fiera Milano il vecchio recinto della Fiera verrà restituito ai cittadini in verde e servizi.

BERNARDO IOVENE
Percui è stato scelto questo progetto che prevedeva il prezzo più alto, cioè chi offriva di più vinceva?

CARLO MASSEROLI – ASSESSORE ALLO SVILUPPO DEL TERRITORIO COMUNE DI MILANO
Questa è stata una scelta, una scelta che si può discutere, che è stata anche discussa dopo. L’obiettivo era pubblico: la realizzazione della Fiera di Rho Pero e l’abbiamo raggiunto. Questo è l’elemento secondo me da mettere più in evidenza.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
L’obiettivo era tirar su più soldi possibile, per fare la nuova fiera, se poi i cittadini si aspettavano il verde e invece non vedranno più l’orizzonte…pazienza.

GIGIO ALBERTI – ATTORE
Però non è questo il problema, cioè posso non vedere niente, il problema è che abbia un senso quello che hanno costruito. Qui un senso non c’è, tranne la speculazione.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Nel comitato ci sono urbanisti, economisti, attori e cittadini, che hanno avuto la brutta idea di affiggere sui pali pubblici 100 manifestini.

ROLANDO MASTRODONATO – COMITATO VIVI E PROGETTA UN’ ALTRA MILANO
Ci è pervenuta da parte dell’amministrazione una multa, sembra incredibile, di 50 mila euro.

BERNARDO IOVENE
Per questo manifestino così?

ROLANDO MASTRODONATO – COMITATO VIVI E PROGETTA UN’ ALTRA MILANO
Si, ne abbiamo appesi 100…

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Devono pagare, perché hanno deturpato l’aspetto estetico della città.

ROLANDO MASTRODONATO – COMITATO VIVI E PROGETTA UN’ ALTRA MILANO
C’è un misto di solerzia ed intimidazione.

ANTONIO INTIGLIETTA -GE. FI. GESTIONE FIERA
Il problema vero è nello sviluppo della città, come il pensare al suo cambiamento è capace di accogliere tutti e di mettere tutti in condizione di poterci vivere. Quello che manca, non a Milano, che manca in Italia, è una vera politica per la casa. Questa mancanza di politica della casa ovviamente porta, specialmente nelle grandi città metropolitane penso in particolare Milano e Roma, ma poi a cascata ci sono anche le altre città importanti italiane, ad un’inospitalità nei confronti dei giovani non solo che studiano ma che vogliono continuare a vivere in questa città o di chi viene in questa città.

BERNARDO IOVENE
L’area ex Fiera non ha pensato a questo diciamo…?

ANTONIO INTIGLIETTA -GE. FI. GESTIONE FIERA
L’area ex Fiera però aveva un’altra logica.

BERNARDO IOVENE
Diciamo non ha pensato a questo, diciamo?

ANTONIO INTIGLIETTA -GE. FI. GESTIONE FIERA
Non…non aveva senso pensarlo ad un’area fiera. Non so a che cosa vuole arrivare Lei, ma quello dell’area fiera era un altro problema.

BERNARDO IOVENE
Cioè io parto dai problemi dei cittadini

ANTONIO INTIGLIETTA -GE. FI. GESTIONE FIERA
Ed io invece secondo Lei da che cosa parto? Dai problemi miei, non so…io sto rispondendo a Lei.

BERNARDO IOVENE
No, no…Lei mi ha fatto un discorso che questi poli devono essere attrattivi di gente che ipoteticamente verrà…

ANTONIO INTIGLIETTA -GE. FI. GESTIONE FIERA
L’area della fiera aveva un’altra esigenza…

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Il dottore Intiglietta ha contribuito, sono parole sue “al metodo che è stato adottato per la gara” che aveva uno scopo preciso.

ANTONIO INTIGLIETTA -GE. FI. GESTIONE FIERA
Il problema dell’area della fiera era come creare le condizioni, uno di spostamento, Come creare valore aggiunto dal punto di vista economico che permettesse di fare questo spostamento.

BERNARDO IOVENE
A ecco percui non si è pensato al futuro della città, si è pensato a fare soldi diciamo, per spostare la Fiera?

ANTONIO INTIGLIETTA -GE. FI. GESTIONE FIERA
No guardi non sono d’accordo. Lei sta tirando un’interpretazione che è scorretta da un punto di vista concettuale e da un punto di vista pratico.

BERNARDO IOVENE
Guardi che secondo me non c’è discorso più pratico di quello che sto facendo io.

ANTONIO INTIGLIETTA -GE. FI. GESTIONE FIERA
Si vabbè, comunque la ringrazio molto ma non abbiamo altro da dirci. Grazie! Lei non sta facendo un’intervista, Lei sta facendo un comizio…

BERNARDO IOVENE
Ma quale comizio, mi scusi?

ANTONIO INTIGLIETTA -GE. FI. GESTIONE FIERA
Arrivederci.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Allora, l’area era dell’ente fiera che fino al 2000 dipendeva dal Ministero dell’industria poi è diventata fondazione privata con dentro provincia, comune, regione, Camera di Commercio, la Coldiretti, i sindacati e gli organizzatori fieristici. Si sono mossi i più grandi gruppi italiani, ognuno col proprio progetto e l’offerta d’acquisto. La base d’asta era di 310 milioni di euro, immaginiamo quel tanto che bastava per fare i lavori di spostamento. Ha vinto City Life con un’offerta di 523 milioni. Sono tanti soldi, quindi immaginiamo perché l’affare è grosso. Se si fosse offerto un indice di edificabilità più basso, e con un progetto quindi più compatibile con il quartiere, forse i 300 milioni che servivano si sarebbero tirati su lo stesso. E per far bella la fiera fai un mutuo che ripagherai con la tua attività. Val la pena di ricordare che quell’area l’ente fiera aveva avuto dal demanio con una finalità pubblica, la fondazione fiera invece ha preferito farne un uso speculativo. Avremmo volentieri chiesto al presidente della regione Formigoni e all’ex sindaco Albertini, che con noi non parlano, se per esempio erano andati a vedere come fanno gli altri.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
A Monaco la vecchia fiera si trovava proprio vicino al piazzale dell’October Fest, ma qui è sempre ottobre, si beve birra tutto il giorno , poi però a casa ci si va in autobus e la mattina si portano i bimbi a scuola in bicicletta. Qui con 3 figli hai diritto a 350 euro al mese di assegni familiari e ad una casa in affitto a prezzi convenzionati. Perché nei nuovi insediamenti per legge un terzo delle abitazioni deve essere a prezzi di convenzione.

SUSANNE RITTER – ASSESSORE ALL’URBANISTICA COMUNE DI MONACO
Un terzo di questo terreno deve essere progettato per un uso di edifici, uso residenziale, che sono fattibili per una media non di lusso e queste sono anche poi abitazioni che noi, come città, supportiamo con finanziamenti speciali. Cioè quindi la filosofia che sta dietro queste percentuali è che diamo alla maggior parte dei cittadini di Monaco la possibilità di vivere veramente in città. Abbiamo una grande varietà di programmi, magari per famiglie che hanno 2 bambini o che hanno una certa soglia di reddito. Una città che è viva che è bella, deve avere gente che vive nella città e non vive in quartieri…dormitori…si può dire così?

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Anche a Monaco la fiera si è spostata fuori città, sull’area del vecchio aeroporto, la superficie della vecchia fiera è stata restituita alla città.

BERNARDO IOVENE
Senta, per cui quando vi siete trasferiti, voi vi siete occupati della destinazione d’uso di quell’ area che lasciavate ?

MANFRED WUTZLHOFER- -PRESIDENTE FIERA DI MONACO
No, si tratta di un’area che è tornata completamente di proprietà della città, la città ha poi progettato la destinazione dell’area in modo assolutamente indipendente dalla fiera.

BERNARDO IOVENE
Senta, quanto è costata la nuova fiera?

MANFRED WUTZLHOFER- -PRESIDENTE FIERA DI MONACO
1 miliardo di euro.

BERNARDO IOVENE
Da dove avete preso i soldi?

MANFRED WUTZLHOFER- -PRESIDENTE FIERA DI MONACO
Parte dei soldi li abbiamo avuti in forma di aumento del capitale dei nostri due soci, il Land di Baviera e il comune di Monaco, che entrambi hanno ricapitalizzato la società fieristica per un importo di circa 200 milioni di euro poi abbiamo fatto un mutuo.

BERNARDO IOVENE
Un mutuo che pagherete voi?

MANFRED WUTZLHOFER- -PRESIDENTE FIERA DI MONACO
Una volta terminato di pagare questo mutuo, la fiera restituirà con un tasso di interesse anche il finanziamento ottenuto dai soci.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
La Fiera di Monaco pagherà con la sua attività la nuova sede, e con la sua attività ha anche contribuito con 5 milioni di euro alla ristrutturazione dei vecchi padiglioni per farci un museo. Il comune invece ha pianificato le lottizzazioni intorno al parco già esistente, destinando il 30% uffici, 30% abitazioni di lusso, e il 40% a edilizia convenzionata eseguite da società del comune.

BERNARDO IOVENE
Il 40%?

ELISABETH MERK – ARCHITETTO DEL COMUNE DI MONACO
Si il 40%.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Gli investitori che hanno comprato l’area hanno dovuto costruire scuole elementari e asili a secondo dell’esigenza dei nuovi abitanti.

BERNARDO IOVENE
Prima in questo quartiere non c’era una scuola elementare?

ELISABETH MERK – ARCHITETTO DEL COMUNE DI MONACO
Nel quartiere ci sono diverse scuole e anche diversi asili, ovviamente pianificando un quartiere nuovo siamo andati a verificare che la capacità di accoglienza di queste scuole sia adeguata al numero di nuove abitazioni che sorgono, quindi si è reso necessario affiancare una nuova scuola.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
E’ stato necessario fare anche un centro giovanile con assistenti sociali.

BERNARDO IOVENE
Lei è un assistente sociale?

ASSISTENTE SOCIALE
Si, si, sono un assistente sociale, e lavoro qui. Il mio compito è soprattutto dare assistenza ai ragazzi per inserirli nel mondo del lavoro, cercare un posto dove fare l’apprendistato, li aiuto a scrivere un curriculum…Qui i ragazzi vengono seguiti, in particolare si tratta di studenti della scuola professionale. Al pomeriggio, gli diamo la possibilità di ballare, come ora per esempio, organizziamo tornei, corsi di ballo, di computer, c’è l’internet caffè.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Qui siamo al confine tra il vecchio e il nuovo quartiere. Le vecchie case hanno di fronte solo uffici, perché il comune ha deciso di fare una cintura esterna di uffici commerciali con le abitazioni all’interno, in modo da tenere lontano il rumore della strada, ma siccome nessuno al mondo è mai contento, chi abita nel vecchio quartiere si lamenta, anche se i grattacieli qui non ci sono.

DONNA 4
Io abito proprio di fronte alla fiera, e prima riuscivo a vedere oltre, vedevo dietro le montagne, adesso vedo solo vetro, vetro e uffici, no, non è più bello.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
C’è anche chi avrebbe preferito una percentuale più alta di edilizia popolare.

DONNA 5
Hanno costruito poca edilizia popolare, soltanto appartamenti per gente che se lo può permettere.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Questo progetto è nato con il voto del consiglio di quartiere, e poi con l’approvazione del consiglio comunale. Ha votato a favore anche l’opposizione.

HANS PODIUK – CAPOGRUPPO CSU-FRAKTION
A Monaco la giunta non può decidere nulla da sola, soltanto con la maggioranza di voti ottenuta in consiglio comunale si può approvare un’ operazione come questa o una modifica al piano regolatore, e la discussione coinvolge tutti gli ottanta consiglieri comunali.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
A Milano, invece il progetto del nuovo quartiere è stato proposto dalla Fondazione Fiera e approvato dalla giunta senza passare dal consiglio comunale.

GIUSEPPE BOATTI -PROFESSORE DI PROGETTAZIONE URBANISTICA POLITECNICO DI MILANO
Allora, il comune di Milano fa quello che vuole senza rapporto con nessun altro livello di coordinamento. Abbiamo un interland di 3 milioni di abitanti governato da centinaia di comuni, ognuno dei quali opera indipendentemente uno dall’altro e quindi senza progetto alcuno. Insomma la provincia è stata quasi completamente svuotata di poteri.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Nel 1999 il professor Boatti aveva fatto un piano di coordinamento per la provincia di Milano dove le edificazioni attrattive di traffico, come saranno i nuovi quartieri della Fiera e Repubblica, avrebbero dovuto essere distribuiti nell’area vasta metropolitana e non dentro la città.

BERNARDO IOVENE
E secondo il suo piano poi questi progetti non si potevano fare?

GIUSEPPE BOATTI -PROFESSORE DI PROGETTAZIONE URBANISTICA POLITECNICO DI MILANO
Certamente no.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Ma poi cambiò il presidente, arrivò Ombretta Colli, e revocò il piano.

OMBRETTA COLLI – SENATRICE, ASSESSORE COMUNALE, CONSIGLIERE PROVINCIALE.
Evidentemente, non so, questo urbanista parla di cose un po’ tutte sue perché io escludo di aver cancellato qualcosa che potesse essere funzionale. Sicuramente avremmo preso il vecchio piano, si sarà ammodernato, si sarà portata anche quella che è una nostra tendenza perché voglio dire, forse a volte le tendenze sono discordanti.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
La tendenza è quella di togliere potere alla provincia.

DAVIDE BONI – ASSESSORE TERRITORIO URBANISTICA REGIONE LOMBARDIA
Ma possiamo noi pensare che sia il Presidente della provincia a fare le scelte urbanistiche all’interno della città di Milano?

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Tutti i progetti che abbiamo visto fino adesso, dalle ex varesine, al polo ex fiera sono nati con la giunta Albertini che oggi ci manda a dire che “sullo sviluppo urbano di Milano è opportuno che risponda l’attuale amministrazione”. La Moratti, che con noi non parla, secondo Sgarbi spiritualmente sarebbe contraria, ma ha le mani legate.

VITTORIO SGARBI – ASSESSORE ALLA CULTURA
Anche sul City Life Lei è convinta che fosse più opportuno il progetto di Piano, ma ha preso atto…Ci sono alcune persone, compresa la Moratti, che hanno una percezione spirituale del problema, poi entrano in conflitto con i poteri più forti per cui non vogliono dire…e quindi non si può negare che ci sia una certa possibile sensibilità. La sensibilità invece distruttiva è condivisa da destra e da sinistra…non è soltanto…è questo che è impressionante!

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Dietro ai maggiori progetti per la Milano del futuro ci sono gli americani di Hines e le società del gruppo Ligresti attraverso Sai Fondiaria, Milano Assicurazioni, Premafin e Immobiliare Lombarda.

MARCO LANATA -DIRETTORE GENERALE CITY LIFE
Ligresti sicuramente ha un’esperienza nel settore immobiliare poi è anche una persona con una grande passione per l’immobiliare quindi, come è giusto che sia…

BERNARDO IOVENE
Cioè, c’è la sua presenza dentro questi progetti?

MARCO LANATA -DIRETTORE GENERALE CITY LIFE
Una presenza partecipativamente ed anche giustamente.

BERNARDO IOVENE
Ligresti…Stiamo parlando di Ligresti Ligresti?

SERGIO BRENNA – PROFESSORE DI URBANISTICA
Ligresti! Salvatore, Don Salvatore, Don Salvatore, è lui, Don Salvatore.

DAL TG LOMBARDIA DEL 16/07/1992

“Salvatore Ligresti: Ligresti è stato arrestato dai carabinieri. L’accusa è quella di corruzione aggravata e continuata in concorso”.

DAL TG1 DEL 16/11/1992

“Ieri al costruttore è stato notificato un nuovo ordine di custodia cautelare. Il reato contestato è abuso d’ufficio a scopo patrimoniale in relazione alla vendita di questi 2 palazzi al Ministero delle Finanze. Ligresti, che si trova in stato di detenzione da 4 mesi, sino ad ora ha ammesso il pagamento di tangenti per la metropolitana ma non ha mai voluto spiegare la provenienza di quei soldi”.

DAL TG LOMBARDIA DEL 16/07/1992

“Gli interessi di Salvatore Ligresti non conoscono confini. In 20 anni di attività, Mr. prezzemolo alias Signor 5% per la sua abitudine di acquisire partecipazioni, ha costruito un impero da 4 mila miliardi partendo dal nulla. I suoi soci si chiamano Pirelli, De Benedetti, Ferruzzi. Ligresti fa parte del sindacato di controllo di Mediobanca”.

“Le attività del gruppo Ligresti si estendono inoltre nel settore della sanità privata in Lombardia e in quello alberghiero in Italia. Il gruppo Ligresti ha inoltre realizzato gran parte del cosiddetto Piano Casa di Milano, la costruzione cioè di migliaia e migliaia di alloggi di edilizia economico-popolare per contenere l’emergenza sfratti nel capoluogo lombardo”.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Sui fatti relativi agli anni di “mani pulite”, Ligresti ha pagato il suo conto con la giustizia e ha riacquistato i requisiti di onorabilità.

BASILIO RIZZO – CONSIGLIERE COMUNALE
Ecco questi sono i tipici palazzi costruiti dal gruppo Ligresti, ce ne sono praticamente alle porte di Milano in ogni angolo della città. Questa è la Via Ripamonti, che è una delle vie nelle quali più sono presenti questi palazzi che si possono vedere. Alcuni sono stati venduti ad enti pubblici, uno dell’Inps e ad altre società pubbliche e questa bretella è stata costruita, io ero in consiglio comunale anche in quel tempo, e ricordai che la chiamavo la “Bretella Ligresti” perché era fatta per servire tutti i suoi terreni.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
I nodi al pettine del Piano Casa degli anni ‘80 stanno arrivando adesso. Siccome c’era emergenza abitativa il comune di Milano aveva fatto costruire, in questa zona, sui terreni agricoli, gran parte di proprietà di Ligresti, a patto che una percentuale venisse affittata ad equo canone. Ma alcuni consiglieri di opposizione hanno scoperto solo oggi che la convenzione non è stata rispettata.

BASILIO RIZZO – CONSIGLIERE COMUNALE
E fatta la legge trovato l’inganno, perché? Che cosa accade? Che questi alloggi poi in realtà non vengono affittati al prezzo di affitto previsto dalle convenzioni. Non si rispettano le convenzioni.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Gli inquilini sono stati avvisati e si sono rivolti al Sunia, che ha fatto causa. E il 17 luglio il Tribunale gli ha dato ragione.

BERNARDO IOVENE
L’immobiliare lombarda deve restituire i soldi agli inquilini?

LINA CALONGHI – AVVOCATO SUNIA
L’immobiliare lombarda dovrà restituire a tutti gli inquilini la differenza fra il canone corrisposto e l’equo canone dovuto. Sicuramente se il comune avesse controllato, non saremmo arrivati alla causa nel senso che il comune avrebbe potuto pretendere l’applicazione della convenzione.

BERNARDO IOVENE
Lei che è avvocato, questo fatto come lo chiama, insomma come si chiama?

LINA CALONGHI – AVVOCATO SUNIA
Da parte dell’amministrazione comunale c’è sicuramente un’omissione di un dovere di controllo.

BERNARDO IOVENE
E da parte del costruttore?

LINA CALONGHI – AVVOCATO SUNIA
Da parte del costruttore, io mi occupo di diritto civile, diciamo che questo è un grosso imbroglio.

BERNARDO IOVENE
Tecnicamente come si dice?

LINA CALONGHI – AVVOCATO SUNIA
Tecnicamente potrebbero essere ravvisati in questa situazione anche gli estremi della truffa.

BERNARDO IOVENE
Questo è il termine?

LINA CALONGHI – AVVOCATO SUNIA
Secondo me si.

BASILIO RIZZO – CONSIGLIERE COMUNALE
Ma forse il caso più clamoroso è quello di questo palazzo che abbiamo alle nostre spalle, cioè un residence che nei patti stipulati con l’amministrazione comunale doveva essere un residence per studenti. Quello che doveva essere un residence per studenti è diventato un vero e proprio hotel. Un residence riservato al privato, che aveva avuto e anche ottenuto una classificazione autorevole a 4 stelle.

BERNARDO IOVENE
Sempre di Ligresti?

BASILIO RIZZO – CONSIGLIERE COMUNALE
Sempre di Ligresti.

BERNARDO IOVENE
Ata Hotel?

BASILIO RIZZO – CONSIGLIERE COMUNALE
Ata Hotel.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Dopo varie interrogazioni l’Immobiliare Lombarda è stata costretta ad affittarlo all’università Bocconi a prezzi di convenzione.

BARBARA ORLANDO – UFFICIO STAMPA UNIVERSITA’ BOCCONI
I primi studenti sono entrati ad aprile. Attualmente noi abbiamo 376 camere e questo è il primo anno accademico vero.

BERNARDO IOVENE
Ho capito, quanto costa?

BARBARA ORLANDO – UFFICIO STAMPA UNIVERSITA’ BOCCONI
Allora…la locazione, solo la locazione sono circa 250 euro.

BERNARDO IOVENE
Ho capito. E prima invece quanto costava una stanza qui?

BASILIO RIZZO – CONSIGLIERE COMUNALE
Mah, le voci che abbiamo raccolto noi erano nell’ordine di 10 volte tanto, cioè 2700 euro al mese.

BERNARDO IOVENE
Il comune non controlla? Cioè, se non c’eravate voi dell’opposizione questo restava un albergo a 4 stelle?

BASILIO RIZZO – CONSIGLIERE COMUNALE
Beh, ma non è mica il primo caso. Cioè ce ne sono parecchie convenzioni che non sono state rispettate, mi pare che da…

BERNARDO IOVENE
Ma non controlla il comune, non ha un organo di controllo, cioè un ufficio comunale di controllo?

BASILIO RIZZO – CONSIGLIERE COMUNALE
Posso dire una cosa che può sembrare incredibile: noi oggi abbiamo 2 assessorati che si rimpallano l’un l’altro la responsabilità di vedere, verificare l’attuazione delle convenzioni. In effetti l’ingegnere in questione credo che abbia oggi un contenzioso con l’amministrazione per 49, almeno 49 situazioni.

BERNARDO IOVENE
Di questo genere?

BASILIO RIZZO – CONSIGLIERE COMUNALE
Di questo, di altri generi. Cioè convenzioni non rispettate, non ottemperate.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Ad esempio anche in via Adriano non si poteva costruire, ma alla società del gruppo Ligresti Grassetto, fu concesso di fare questi palazzi purché una quota fosse destinata ad equo canone agli sfrattati, solo che queste case non avevano l’abitabilità e dopo 12 anni gli inquilini hanno avuto una sorpresa.

INQUILINO 1
Abbiamo scoperto, nel 2002, quando ci hanno dato lo sfratto che una certa convenzione prevedeva 12 anni e poi o acquistare o uscire.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Le case sono andate in vendita, con abusi edilizi, cedimenti strutturali, oneri di urbanizzazione non ancora portati a termine e l’abitabilità con presa d’atto dal comune. Inoltre La convenzione con il comune prevedeva “ti faccio costruire, dove prima non si poteva, ma tu mi fai un parco pubblico e interri le linee elettriche”. Condizioni non rispettate.

BASILIO RIZZO – CONSIGLIERE COMUNALE
Non sono state rispettate le convenzioni, non sono stati fatti i lavori di riqualificazione del quartiere come era necessario. Si sono solo venduti degli alloggi e si sono ricavati gli affitti per tanti anni in abitazioni che non avevano neppure l’abitabilità.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Le convenzioni in giro per la città sono tante e ci sono decine di contenziosi fra il comune e l’ingegner Ligresti, che è tornato ad essere il grande costruttore, anche perché buona parte dei terreni sono suoi. Per esempio una parte significativa della zona a sud di Milano, quella dichiarata Parco Agricolo da una legge regionale del 2000 costata 30 anni di lotte da parte degli urbanisti e che comprende 21 comuni. La prima cessione di verde fu fatta dal comune di Milano all’Istituto Europeo Oncologico, la struttura privata del professor Veronesi. Poi è arrivata la variante per un centro congressi e una struttura alberghiera, che costruisce la Imco, di Ligresti. E sempre sui suoi terreni si progetta il futuro.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
L’unica zona libera è a sud di Milano, dichiarata Parco Agricolo da una legge regionale nel 2000. Una legge, conquistata dopo 30 anni di lotte da parte degli urbanisti. Buona parte di questi terreni appartengono alle società del gruppo Ligresti. La prima cessione di verde fu fatta dal comune all’Istituto Europeo Oncologico, la struttura privata creatura del professor Veronesi. Poi è arrivata la variante per un centro congressi e una struttura alberghiera. I lavori sono appaltati a Imco, del gruppo, Ligresti. Oggi sempre nell’area del Parco Sud, sui terreni agricoli di Ligresti, comune regione e provincia hanno predisposto un accordo di programma per il CERBA, il Centro Europeo di Ricerca Biomedica Avanzata.

GIANNI BELTRAME – URBANISTA
Alleanza che vede il professor Veronesi mettere il suo nome di alto valore scientifico e il proprietario delle aree, Salvatore Ligresti, che vede in quest’iniziativa la possibilità di svincolare dalla destinazione agricola che gli dà il parco, le sue aree e quindi farle diventare in certa misura edificabili. Ma perché un’iniziativa del genere deve essere collocata proprio in un parco agricolo regionale?

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Da questo documento della regione Lombardia si legge che l’’ingegnere, in qualità di proprietario delle aree, partecipa alle riunioni per la realizzazione del progetto Cerba con Formigoni, il presidente della provincia Penati, l’assessore del comune Masseroli, il presidente del parco sud e Veronesi.

BASILIO RIZZO – CONSIGLIERE COMUNALE
Addirittura le aree potessero essere cedute dal gruppo Ligresti e in cambio si sarebbe fatto un parco Ligresti attorno all’istituto oncologico.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Certamente Ligresti è persona riservata, non concede interviste ed è molto attento a ciò che si dice di lui. In una querela si legge che “avendo espiato le sue colpe e ottenuto piena riabilitazione, deve essere trattato al pari dei grandi imprenditori”. Si è sentito diffamato da 2 interventi nell’ aula del consiglio comunale da Ugliano e Rizzo, i due consiglieri che hanno tirato fuori la storia delle convenzioni non rispettate e ai quali chiede 1 milione di euro ciascuno.

BASILIO RIZZO – CONSIGLIERE COMUNALE
Devo dire però che sorrido su questo anche se lo giudico una cosa gravissima perché in realtà l’ingegnere Ligresti sa che non ha nessuna possibilità di vincere questa causa ma lo fa per intimidire.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Rizzo ci spiega che anche negli anni ‘80 Ligresti godeva, come documenta questa vignetta, di appoggi in tutti gli schieramenti, ed erano in pochi a battersi in consiglio comunale contro le concessioni che gli venivano fatte.

BASILIO RIZZO – CONSIGLIERE COMUNALE
Addirittura non veniva nominato l’ingegner Ligresti. Quando parlavo in consiglio comunale, chi mi rispondeva rispondeva: “Quel signore che ha nominato Lei” perché non si faceva neanche il nome, non si aveva neanche il coraggio di fare questo nome eppure tutti sapevano, anche gli altri imprenditori, perché gli altri imprenditori si accorgevano che a lui erano consentite cose che agli altri non erano consentite.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Se Milano sarà preferita a Smirne, ci sarà l’Expò nel 2015. L’area destinata all’esposizione è vicina alla nuova Fiera, in parte è della fiera stessa e in parte è del costruttore Cabassi. Confina con questa zona che è un parco agricolo, il parco di Trenno. L’Expò è un’opportunità che Milano non vuole perdere, Arriveranno 14 miliardi di euro di finanziamenti. Anche i Verdi sono disposti a votare a favore, ma a un patto.

ENRICO FEDRIGHINI – CONSIGLIERE COMUNALE
E ho chiesto appunto di salvaguardare e mantenere inalterate nessun nuovo intervento sulle aree, attualmente verde agricolo. Mi è stato respinto come inaccettabile quindi io, sebbene non…

BERNARDO IOVENE
Però queste sono aree agricole?

ENRICO FEDRIGHINI – CONSIGLIERE COMUNALE
Queste sono aree agricole vincolate ad aree agricole.

BERNARDO IOVENE
Però Lei dice: “In vista dell’Expò possono cambiare destinazione?”

ENRICO FEDRIGHINI – CONSIGLIERE COMUNALE
Chiaramente un evento di quel tipo lì implica delle varianti urbanistiche. Il fatto che si sia voluto respingere un emendamento che avrebbe salvaguardato queste aree, significa che evidentemente ci sono disegni di diversa natura.

BERNARDO IOVENE
Ma di chi è quest’area, di chi è quest’area?

ENRICO FEDRIGHINI – CONSIGLIERE COMUNALE
Quest’area fa parte di una società legata al gruppo finanziario riconducibile alla famiglia Ligresti.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Dunque a Milano si torna a costruire, la città è in mano ai proprietari dei terreni e secondo gli urbanisti sono loro a decidere il piano di sviluppo.

GIUSEPPE BOATTI -PROFESSORE DI PROGETTAZIONE URBANISTICA POLITECNICO DI MILANO
Nessuno pensa al fatto che la sommatoria di queste operazioni immobiliari produrrà, tra 20 anni, tra 30 anni, tra 40 anni, un sistema completamente invivibile.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
L’architetto Gardella ci porta a vedere degli edifici vuoti alcuni dei quali attribuisce a Ligresti.

JACOPO GARDELLA -ARCHITETTO
Che da credo 10 anni oramai sono lì vuoti, mentre da un’altra parte costruiamo ancora metri cubi a densità folle, non si sa poi perché. Quindi quello che c’è dietro è un comune colpevole, carente e ovviamente degli approfittatori intelligenti, abili, senza scrupoli che colgono l’occasione di questa libertà di manovra.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Meno libertà di manovra ha avuto il gruppo Risanamento di Zunino. Nell’area della vecchia Montedison sta costruendo un nuovo quartiere, Santa Giulia, con un indice edificabile di 0,60, la metà rispetto a Fiera e un terzo rispetto a Repubblica. Qui le aree da destinare al pubblico saranno cedute per realizzate scuole, asili, residenze sociosanitarie, centri civici, residence per studenti, un parco e il 60% delle abitazioni avranno un prezzo convenzionato…si fa per dire.

SILVIO BERNABE’ – AMMINISTARATORE DELEGATO “SANTA GIULIA”
Ed è di 2389 euro al metro quadro.

BERNARDO IOVENE
Al metro quadro?

SILVIO BERNABE’ – AMMINISTARATORE DELEGATO “SANTA GIULIA”
Esatto.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Nel quartiere fiera invece dove hanno pensato solo alle case di lusso…

MARCO LANATA -DIRETTORE GENERALE CITY LIFE
Non abbiamo ancora un listino di vendita, però i prezzi di vendita già in quella zona sono superiori a 7 mila euro al metro quadrato e quindi vedremo.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Costruire significa riqualificare le aree e i nuovi poli daranno anche tanti posti di lavoro a gente che però dovrà vivere fuori città perché nei grandi quartieri strategici di Garibaldi e Repubblica e Fiera le abitazioni sono di lusso. Se il piano non prevede di fare i conti con il traffico, le 800.000 automobili che ogni giorno entrano in città aumenteranno. Secondo l’OMS Milano, insieme al sud della Polonia, ha il primato europeo per le polveri sottili. Sull’emergenza traffico l’ex sindaco Albertini aveva chiesto e ottenuto da Berlusconi i poteri straordinari e cosa ha fatto: ha regolamentato la sosta e costruito tanti parcheggi sotterranei, ma come e dove lo ha deciso da solo nel 2003. 70 sono stati fatti, 30 sono in corso d’opera e un centinaio sono stati approvati. Oggi Albertini non è più a palazzo Marino e il suo operato non lo commenta. Oggi l’eredità se la trova un altro sindaco.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
La Moratti ha rinunciato ai poteri straordinari. La patata bollente del traffico e della gestione dei parcheggi passa al suo assessore.

EDOARDO CROCI – ASS MOBILITA’- TRASPORTI – AMBIENTE
Quindi ci siamo trovati con una situazione avviata ma anche con una serie di difficoltà ereditate.

BERNARDO IOVENE
Qui c’erano gli alberi?

PIERO GIANNI – INGEGNERE
Si c’erano alberi ad alto fusto che sono stati tutti abbattuti.

BERNARDO IOVENE
Quanti ce n’erano?

PIERO GIANNI – INGEGNERE
Una trentina. Qui c’erano 40 piante, di cui alcune erano anche carine.

ANTONIO SANGUINETI – INGEGNERE
Ci hanno abbattuto qui una quindicina di piante, perché qui davanti era tutta una fila di piante, va bene, qualcuna ne han portata in viale Milton.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
70 parcheggi sono già stati realizzati, 100 si faranno e 30 sono in corso d’opera. Siccome sono stati imposti, nei quartieri non l’hanno presa bene perché quando faranno il ripristino, gli alberi ad alto fusto, che hanno tagliato, o spostato, non potranno più ricrescere. Nei giardinetti ci saranno solo cespugli.

DONNA 6
Prima si c’erano delle piante. Lì c’era un pino fantastico che hanno tirato giù, una secolare.

UOMO 1
Qui, prima della costruzione dei box, c’erano tutte delle piante che sono state abbattute, altre sono state portate via.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Ma più degli alberi, i problemi sono creati dagli scavi profondi a ridosso degli edifici. Qui siamo in via Ampere.

PIERO GIANNI – INGEGNERE
Nello scavare, questo edificio si è inclinato.

BERNARDO IOVENE
Verso il parcheggio?

PIERO GIANNI – INGEGNERE
Verso il parcheggio e quindi si è formata questa fessura lungo tutto il fronte a causa della rotazione e del distacco.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Il palazzo tende verso lo scavo del parcheggio e i danni sfiorano i 10 milioni di euro, che però non pagherà l’impresa, ma con ogni probabilità il comune. Qui siamo in piazzale Accursio. Qui siamo in Largo Alpini. Qui in piazzale Dateo, dove i commercianti si lamentano perché non vendono più.

COMMERCIANTE 1
Io non ce la faccio più neanche a pagare le spese perché siamo proprio con una percentuale di perdita giornaliere da un 1 anno e mezzo, da quando hanno aperto. Nulla, niente, zero.

ANTONIO SANGUINETI – INGEGNERE
Secondo noi questo parcheggio è inutile. E’ inutile nel senso che io personalmente ho fatto il censimento dei box esistenti nel perimetro. Ci sono 2359 box!

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Un parcheggio vale fino a 18 milioni di euro, siccome alla fine saranno 200, l’affare è colossale. Anche perché buona parte sono stati concessi su proposta dei privati, con gli imprevisti tutti a favore delle imprese, ad esempio: in piazzale Accursio gli abitanti vogliono salvare il cedro? Nessun problema, il rallentamento dei lavori si compensa con un piano di box in più.

LUIGI CAROLI – INGEGNERE
Ci hanno lasciato il cedro però ci hanno aumentato da 3 a 4 piani il parcheggio.

BERNARDO IOVENE
Ho capito, hanno guadagnato un piano?

LUIGI CAROLI – INGEGNERE
Hanno guadagnato un piano.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
A conti salvare l’albero ha fruttato all’impresa 2 milioni di euro. Dove non è stato possibile allargare, gli imprevisti sono andati a carico degli acquirenti, che hanno comprato per una cifra e poi ne hanno pagata un’altra.

BERNARDO IOVENE
Hanno chiesto 15 mila euro in più?

DONNA 7
Eh, di media hanno chiesto il 47% di aumento rispetto al prezzo stabilito nel contratto preliminare.

DONNA 8
30…38 mila!

BERNARDO IOVENE
20 mila euro in più?

DONNA 8
Si.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
A raddoppiare i prezzi dei box ci sono imprevisti tipo “ritrovamento dei cavi Telecom, le festività Natalizie, la falda acquifera”, che a Milano è alta, lo sanno tutti tranne l’impresa. Ovviamente sono arrivati i ricorsi.

VERONICA DINI – AVVOCATO
La falda è stata scoperta al momento dello scavo. In realtà, ripeto, esiste documentazione comunale che io ho prodotto, che indicava esattamente l’altezza della falda.

BERNARDO IOVENE
Ho capito, senta ma queste problematiche sono state riscontrate anche in altri parcheggi?

VERONICA DINI – AVVOCATO
Si, si, il meccanismo è assolutamente lo stesso.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Gli imprevisti venivano controllati e valutati da un comitato composto da funzionari del comune, pagati però dalle ditte che dovevano controllare. La procedura è stata raccontata dettagliatamente da 2 giornalisti del Corriere della Sera.

LUIGI OFFEDDU – CORRIERE DELLA SERA
Questo è un esempio della determinazione di questo compenso. In questo caso ciascuno dei 2 membri del comitato di vigilanza nominato dal comune, incassa per questo cantiere 29.944 euro.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
E siccome venivano pagati in percentuale più aumentavano i costi più guadagnavano.

LUIGI OFFEDDU – CORRIERE DELLA SERA
Quantomeno a noi è sembrato un po’…

BERNARDO IOVENE
Un po’ strano?

LUIGI OFFEDDU – CORRIERE DELLA SERA
Un po’ strano. Il problema è che ogni giorno sui giornali di Milano si legge di qualche parcheggio bloccato, per ragioni legali, per sfasci tecnici, di cittadini che protestano per i prezzi raddoppiati ecc…Quindi forse vigilavano benissimo ma erano stipendiati dai vigilati e questo è un elemento di dubbio quanto meno!

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
E’ sembrato strano anche alla nuova amministrazione.

BERNARDO IOVENE
Cioè c’era questo comitato di vigilanza insomma che andava a controllare però era pagato dai costruttori?

EDOARDO CROCI – ASS MOBILITA’- TRASPORTI – AMBIENTE
Anche questo è un aspetto che abbiamo cambiato fin da subito. Oggi non avviene più così, quindi non c’è questo tipo di rapporto diretto di pagamento fra chi deve essere controllato ed il controllore.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
L’ultimo regalo di Albertini è il parcheggio in piazza sant’Ambrogio, luogo sacro e storico, e la darsena.

MARIA BORTOLOTTI – COMITATO SANT’AMBROGIO
Questa era anticamente l’area cimiteriale di Milano fin dal 1 secolo a.C. e qui sono stati sepolti i primi martiri cristiani di Milano. Sant’Ambrogio ha fatto qui erigere proprio sulle tombe dei martiri la basilica.

BERNARDO IOVENE
Cioè questo è il campanile di Sant’Ambrogio?

MARIA BORTOLOTTI – COMITATO SANT’AMBROGIO
Si, questo è il campanile dei canonici…

BERNARDO IOVENE
E hanno scavato proprio qua?

MARIA BORTOLOTTI – COMITATO SANT’AMBROGIO
La profondità di scavo prevista è di 23 metri sotto la falda acquifera.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Per la soprintentedenza però là sotto non c’è niente di interessante.

CARLA DI FRANCESCO – DIRETTORE REGIONALE BENI CULTURALI E AMBIENTALI
I resti di una necropoli si rimuovono in tutti gli scavi.

BERNARDO IOVENE
In tutti gli scavi?

CARLA DI FRANCESCO – DIRETTORE REGIONALE BENI CULTURALI E AMBIENTALI
Ma si…insomma! E poi per il resto strutture vere e proprie non ce ne sono.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
I resti della necropoli del 1 secolo a.C. saranno sostituiti da un parcheggio sotterraneo di 5 piani, proposto da un privato e giudicato da Albertini di interesse pubblico.

VITTORIO SGARBI-ASSESSORE ALLA CULTURA
Ma di stabilire che oltre al Santo, la più grande architettura romanica italiana, che è Sant’Ambrogio, non può non avere danno da interventi strutturali così vicini alle fondamenta dell’edificio. E’ evidente! E quindi potrebbe dire, per prudenza, stanno a rompere le scatole a chiunque, dico le scatole perché ormai mi sono morigerato. Se vuole aprire una finestrina in un punto di un palazzo e poi un intervento di quel genere: “Beh no, si può fare perché è corretto”.

CARLA DI FRANCESCO – DIRETTORE REGIONALE BENI CULTURALI E AMBIENTALI
Non dobbiamo pensare che per questo noi siamo dalla parte degli speculatori, questo deve essere chiaro. Se la città decide, la città, il governo della città, decide che è lì che va il parcheggio, noi facciamo la nostra parte di lavoro.

OPERAIO
Ma tu…se te la rompiamo quella macchinetta lì…che dici tu?

BERNARDO IOVENE
Si…

OPERAIO
Eh, vuoi vedere?

BERNARDO IOVENE
Poi andiamo direttamente dalla polizia?

OPERAIO
E valla a chiamare la polizia…

BERNARDO IOVENE
Il cantiere è pubblico…

OPERAIO
Non fa niente che è pubblico. Se è pubblico non fa niente, i mezzi non sono pubblici…

BERNARDO IOVENE
Questa qui è una piazza della città o no? Io sono un giornalista…

OPERAIO
Ho capito, i mezzi non sono pubblici.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Il suolo è pubblico ma in almeno 35 casi è l’impresa a proporre dove fare i parcheggi e l’impresa, insieme al comune e alla sovrintendenza, siedono tutti allo stesso tavolo per le trattative. Ovviamente l’interesse del costruttore è quello di premere per partire il prima possibile. Poi ogni imprevisto che salta fuori, che rallenta i lavori o li sospende deve essere risarcito all’impresa, sul cui operato, come abbiamo visto, vigilavano funzionari del comune che erano pagati dal costruttore.

Siamo a Milano dove stanno costruendo tanti parcheggi, perché immaginiamo quelli che ci sono non bastano e i residenti che vogliono comprarsi il box lo devono acquistare a prezzi di mercato. Le imprese invece sono state messe in una botte di ferro: tutti gli imprevisti che saltano fuori durante i lavori vanno risarciti. Per esempio: se in S. Ambrogio salta fuori una necropoli, si rallentano i lavori, è una spesa imprevista e allora i piani di parcheggio che erano 4 previsti, salgono a 5 e i box previsti, 236 passano a 350. Se poi si dovesse decidere che fare il parcheggio lì non ha senso e quindi si fermano i lavori, ovviamente bisogna pagare una bella penale, che nello specifico è di 1 milione e 700 mila euro. Come dire: meglio pensarci bene.

CLAUDIO DE ALBERTIS – IMPRENDITORE
E visto i costi che sto assumendo se quel qualcuno mi impedisce di farlo, forse è la volta che guadagno perché con un contratto alla mano qualcuno mi deve risarcire di questa questione.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Piazza S. Ambrogio piace a molti: ci aveva già provato nel 2000 la società Edera, ma la proposta fu bocciata. Il progetto della società Mangiarotti invece è piaciuto. La società è legata alla famiglia dell’assessore alla Salute Carla De Albertis.

BERNARDO IOVENE
Senta, l’ha aiutata sua sorella ad avere questo progetto, questo appalto?

CLAUDIO DE ALBERTIS – IMPRENDITORE
No, questo no anche perché guardi, se c’è una cosa su cui io debbo testimoniare è l’assoluta onestà intellettuale e non solo intellettuale, di mia sorella da questo punto di vista.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Sta di fatto che questo parcheggio, se non vuoi risarcire l’impresa, te lo devi tenere, anche se a quanto pare non lo vuole nessuno.

VITTORIO SGARBI – ASSESSORE ALLA CULTURA
Su questi concetti io non posso contrappormi al sindaco perché il sindaco la pensa come me, per cui il dialogo è facile. Però io la penso in un modo, lei la pensa in un modo…

BERNARDO IOVENE
Intanto si fa, questo parcheggio si fa?

VITTORIO SGARBI – ASSESSORE ALLA CULTURA
Appunto, è quello che è inverosimile. Cioè, fossimo 2 scartini della briscola…no, siamo il sindaco e Sgarbi, niente siamo assolutamente… “Io sono d’accordo con te!”. Non parliamo dell’abbattimento annunciato, dopo un annunciato vincolo, dell’edificio dell’Alfa Romeo che compie 100 anni.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
La decisione è stata presa in proprio dal commissario Albertini che in questa zona avrà visto tanta carenza di posti auto che a 2 passi da sant’Ambrogio ne ha autorizzati altri 2. Siamo in via Olona.

MARIA BORTOLOTTI – COMITATO SANT’AMBROGIO
Proprio qui, museo della scienza Olona, è progettato un parcheggio da 408 posti sempre con una quota per residenti ed una quota a rotazione e là, in fondo dove ci sono le piante in piazza Sant’Agostino, un altro sempre con quota per residenti quota a rotazione da 420 posti, questi del comune di Milano proprio.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
E accanto al nuovo parcheggio del museo ce n’è un altro.

BERNARDO IOVENE
Qui c’è un parcheggio?

MARIA BORTOLOTTI – COMITATO SANT’AMBROGIO
Qui c’è un parcheggio, il famoso parcheggio di Via Olona 2.

BERNARDO IOVENE
E’ abbandonato?

MARIA BORTOLOTTI – COMITATO SANT’AMBROGIO
E’ un parcheggio inutilizzato da anni. Sono 5 piani interrati: i 2 più in alto erano destinati ad una convenzione con il comune di Milano…

BERNARDO IOVENE
E’ aperto qua!

MARIA BORTOLOTTI – COMITATO SANT’AMBROGIO
Entriamo.

BERNARDO IOVENE
Tieni il cancello…

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Completamente vuoto e chiuso da anni. E proprio di fronte c’è quello del Pam, aperto 24 ore su 24. Una zona peraltro servita dalla metropolitana. In Viale Tunisia i parcheggi ci sono, ma si scava per farne un altro. Si scava anche in piazza Novelli, e proprio nella piazza un parcheggio c’è già. Offre posti auto e moto. Un parcheggio si farà in piena Darsena, il porto di Milano. Il professor Beltrame ci spiega che la Darsena è il perno del sistema dei 5 navigli che attraversavano la città.

BERNARDO IOVENE
Adesso ci fanno un bel parcheggio.

GIANNI BELTRAME – URBANISTA
E’ proprio questa l’assurdità.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Il parcheggio sotterraneo di 713 posti a rotazione più 350 box, era stato approvato da Albertini, allora commissario per l’emergenza traffico. A proporlo un’impresa privata, in nome dell’interesse pubblico.

GIULIA GRESTI – ARCHITETTO
Un’opera di interesse pubblico.

BERNARDO IOVENE
Il parcheggio qui?

GIULIA GRESTI – ARCHITETTO
Il parcheggio! Per cui non c’era possibilità di discutere perché era di interesse pubblico e di decisione del commissario.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
I navigli erano navigabili grazie ad un sistema che oggi è considerato un monumento idraulico, la Conca. La prima, che risale al ‘400 è venuta fuori scavando.

GIULIA GRESTI – ARCHITETTO
Non si era trovato la Conca, la famosa vecchia Conca, quella dove Leonardo arrivò 40 anni dopo a studiarla e tutti gli attribuiscono l’invenzione. Era un’invenzione che riusciva a non fermare il regime delle acque interne di una città ma al tempo stesso sollevare le navi per portare diversi dislivelli. L’Europa ce l’ammirò e quest’invenzione fu fatta da 2 ingegneri della fabbrica del Duomo, italiani. Ora, io mi domando, una cosa del genere dovrebbe avere un enorme scalpore e pubblicità perché è l’ingegno milanese.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
E invece sarà incastrata dentro una vasca di cemento che accoglierà migliaia di automobili, anzi siccome scavando sono venute fuori anche le mura spagnole, alla ditta bisogna far recuperare un po’ di soldi e allora gli hanno concesso un allargamento del parcheggio e dei box.

GABRIELLA VALASSINA – COMITATO NAVIGLI
Quella blu potrebbe corrispondere a quello per i residenti che loro vorrebbero aggiungere.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
A 50 metri dalla Darsena, il comune ha concesso un altro parcheggio. I lavori sono già iniziati.

BERNARDO IOVENE
La follia dei parcheggi?

DONNA 9
La follia di bucare la città, poi oltre più arrivano alla falda acquifera…

BERNARDO IOVENE
Alla falda…

DONNA 9
…E quindi inquinano anche l’acqua.

BERNARDO IOVENE
Sia nell’area della Darsena che in Sant’Ambrogio, cioè è pieno di parcheggi a pagamento lì fuori, cioè ma pieno proprio e sono anche liberi. In Via Olona poi addirittura è chiuso un parcheggio a 6 piani. Ma non mi sembrano così necessari sti parcheggi.

EDOARDO CROCI – ASS MOBILITA’- TRASPORTI – AMBIENTE
Purtroppo in quasi tutta Milano abbiamo una richiesta di sosta che è maggiore rispetto alle possibilità delle strutture di ospitarle, per cui…in realtà i parcheggi servono il problema è come farli. Bisogna essere molto attenti nella scelta della localizzazione.

BERNARDO IOVENE
Dunque, questa è la piazza della Darsena?

GABRIELLA VALASSINA – COMITATO NAVIGLI
Si, quello è l’arco del Cagnolo…

BERNARDO IOVENE
E qui c’è un garage?

GABRIELLA VALASSINA – COMITATO NAVIGLI
Si un parcheggio a rotazione, libero. C’è scritto libero.

BERNARDO IOVENE
Allora, qui siamo sempre nella stessa piazza e lì ce n’è un altro?

GABRIELLA VALASSINA – COMITATO NAVIGLI
Si, anche là c’è un parcheggio ad ore che potrebbe essere benissimo utilizzato.

BERNARDO IOVENE
Allora qui in piazza ce ne sono 4?

GABRIELLA VALASSINA – COMITATO NAVIGLI
Si, diciamo 4 però raggiungibili anche a piedi una decina.

BERNARDO IOVENE
Una decina?

GABRIELLA VALASSINA – COMITATO NAVIGLI
Si.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
E sono in Via Col di lana, in Viale Giangaleazzo, in Via Magolfa, in Via Aurispa, in Porta Genova, in Piazza Cantore, in Via Giovenale, in Via Ariberto, in Via Bocconi, tutti intorno alla Darsena.

PARCHEGGIATORE 1
Durante la settimana…poca gente e speriamo prossima settimana ancora o dopo e aspettare dopo Natale che arriva tanta gente…

BERNARDO IOVENE
C’è tanta gente, c’è poca gente?

PARCHEGGIATORE 2
Poca gente! Poca gente.

BERNARDO IOVENE
Poca gente?

PARCHEGGIATORE 2
Poca gente. Prima c’era più passaggio, adesso c’è meno passaggio.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Posti ce ne sono il problema è il fine settimana quando i locali dei navigli si riempiono.

PARCHEGGIATORE 3
Ci sono giornate in cui è vuoto, giornate in cui è pieno.

GABRIELLA VALASSINA – COMITATO NAVIGLI
Quindi vuol dire che i posti ci sono, se le persone sono disponibili a pagare, questo è quanto.

BERNARDO IOVENE
Infatti anche quello che faranno non è…

GABRIELLA VALASSINA – COMITATO NAVIGLI
Non è detto che poi le persone abbiano intenzione di pagare.

BERNARDO IOVENE
Ma non è gratuito quello che faranno?

GABRIELLA VALASSINA – COMITATO NAVIGLI
No, non è gratuito.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
E non sono gratuiti nemmeno i box per i residenti, che pure servono, lo ammettono anche i Verdi.

ENRICO FEDRIGHINI – CONSIGLIERE COMUNALE
Quindi possono andar bene i parcheggi per i residenti là dove non significano uno scempio, ma dove c’è un progetto ben ragionato e soprattutto, a differenza di quanto è successo negli ultimi 10 anni, quando un parcheggio interrato per residenti non significa solo profitto per il costruttore perché questo è un altro problema.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Molte gare, specialmente sui progetti più costosi, sono andate deserte e assegnate alle imprese promotrici che si sono aggiudicate l’appalto senza concorrenti. Una volta si chiamava cartello ma erano altri tempi. A De Albertis è successo per i suoi 2 parcheggi, per sant’Ambrogio dice che le altre ditte si sono ritirate perché spaventate dalle spese degli scavi. E a Largo V Alpini?

CLAUDIO DE ALBERTIS – IMPRENDITORE
Guardi, su V Alpini credo che, mentre su Sant’Ambrogio con certezza spaventava questo, su V Alpini non era considerato dai più un parcheggio molto interessante sul piano commerciale.

LUIGI OFFEDDU – CORRIERE DELLA SERA
Questo io non sono un magistrato, però sono un giornalista e cittadino, questo è ciò che hanno detto molti comitati dei cittadini che si oppongono ai parcheggi. Cioè, invece di favorire noi cittadini, procurandoci dei box a prezzi scontati in zone in cui vi era il reale bisogno di questi box, avete favorito un pugno di imprenditori privati che hanno fatto un sacco di soldi.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Intanto che prolificano i parcheggi, da gennaio per entrare in centro città si pagherà un ticket dai 2 ai 5 euro a seconda della cilindrata. L’obiettivo è tenere lontane le macchine.

BERNARDO IOVENE
Poi di questi soldi cosa ne farete?

EDOARDO CROCI – ASS MOBILITA’- TRASPORTI – AMBIENTE
Tutti i fondi ricavati, in modo molto trasparente verranno reinvestiti sulla mobilità sostenibile e l’ambiente. Anche qui, rendendo conto ai cittadini di quali spese e quali investimenti si faranno, ad esempio piste ciclabili, ad esempio aree verdi, ad esempio potenziamento del trasporto pubblico su cui c’è già un forte piano e aumento delle frequenze dei mezzi di superficie.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Sono tanti anni che si parla di emergenza traffico, potenziamento dei mezzi di superficie e aree verdi. Che ci sia una politica chiara e precisa però non l’abbiamo capito, gli interrogativi rimangono aperti. Se si costruiscono tanti parcheggi perché si vogliono liberare le strade dalla sosta e fare le ciclabili, allora non dovrebbero essere tutti a ore e così tanti in centro e magari i box incentivati. Se si intende limitare l’accesso delle automobili al centro introducendo il ticket, forse bisognerebbe rivedere gli accordi presi, ma in questo caso ci sono le penali da pagare. Forse la Signora Moratti non è contenta di quello che si è ritrovata fra le mani ma cosa pensa non lo sappiamo perché è troppo impegnata, immaginiamo proiettata verso il futuro dell’Expo. Quello che abbiamo capito è che sono i privati a decidere come riqualificare le aree e cosa farci. E l’interesse del privato a volte può essere molto distante dall’interesse dei cittadini.

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