Angolo del Gigio

maggio 30, 2011

Bin Laden morto? La sceneggiata continua!


Marcello Pamio – 4 maggio 2011

Il mondo civile esulta. Nelle principali città statunitensi, le persone invadono le strade per festeggiare, ma attenzione perché non è il capodanno ebraico (appena passato), ma si brinda alla morte del capo di al Qaeda: il pericolosissimo Osama bin Laden.
Siamo finalmente giunti al capolinea: bin Laden è stato ucciso in un raid degli Usa in Pakistan.
Ufficialmente la fine drammatica dopo una lunghissima caccia al regista principale degli attentati dell’11 settembre 2011 negli Stati Uniti.
I leader di tutto il mondo hanno salutato con favore la sua morte, ma l’euforia è compensata dal timore di ritorsioni e dall’ammonimento di una rinnovata vigilanza contro eventuali attacchi.

Addirittura il democratico presidente Usa, Barak Obama, oggi ha detto che “questo è un buon giorno per l’America“. “Il nostro paese ha mantenuto il suo impegno affinché fosse fatta giustizia. Il mondo è più al sicuro, è un posto migliore dopo la morte di Osama bin Laden“.

Stranamente, in un periodo delicatissimo con una guerra illegittima e criminale in Libia, con un disastro nucleare senza precedenti nella storia, come quello a Fukushima, spunta fuori magicamente dal cilindro, Osama bin Laden e la sua morte!

Viene da chiedersi, dove il criminale patentato, l’uomo più ricercato nel pianeta, ha passato gli ultimi anni della sua vita. Forse in qualche caverna segreta del Pakistan? Oppure in qualche grotta dell’Afghanistan? Macché, i funzionari Usa hanno detto che bin Laden è stato trovato in una villa da un milione di dollari a circa 60 chilometri a nord di Islamabad. Un posto dove nessuno al mondo poteva pensare di trovare il vecchio miliardario saudita.

Sempre fonti ufficiali dicono che dopo 40 minuti di combattimenti, bin Laden è stato ucciso assieme ad altre persone.
Un commando di incursori della Marina, i mitici Navy Seals, si sono calati dagli elicotteri direttamente sopra il tetto della casa di bin Laden nella capitale del Pakistan.
Un alto funzionario alla sicurezza americano ha specificato alla Reuters, che è stata “un’operazione per uccidere“, sottolineando però che “se avesse sventolato la bandiera bianca della resa sarebbe rimasto vivo“.
E’ alquanto difficile immaginare bin Laden mentre sventola una bandiera bianca!

L’attuale direttore della C.I.A., Leon Panetta ha detto che sicuramente al Qaeda cercherà di vendicare l’uccisione di bin Laden. Non si capisce bene se la sua è una profezia oppure una minaccia!
I terroristi – continua Leon Panetta – quasi certamente cercheranno di vendicarlo, e noi dobbiamo, e lo faremo, restare vigili e risoluti“.
Quindi non c’è nulla da festeggiare, anzi. La morte del leader storico e indiscusso di al-Qaeda, è l’inizio della vera guerra.

La cosa che però fa veramente sorridere è stata la sepoltura di bin Laden secondo il rito islamico.
Bin Laden infatti sarebbe stato sepolto in mare dal ponte di una portaerei americana nel nord del mar Arabico dopo essere stato lavato secondo i costumi islamici ed aver ricevuto un funerale religioso.
Il suo corpo prima è stato lavato e avvolto in un lenzuolo bianco e poi un ufficiale ha letto un testo religioso tradotto in arabo da un interprete. Dopo la lettura, il corpo è stato posto su una tavola piatta, ribaltato, e calato in mare, ha detto un funzionario americano.

Possiamo immaginare un comportamento più bello e democratico di questo?
Lo stavano cercando (vivo o morto) da numerosi anni e una volta ucciso il suo funerale sembra quello di un capo di Stato?
Il governo degli Stati Uniti, invece di sbrodolarsi e gongolarsi davanti al mondo intero, facendo semplicemente vedere il corpo privo di vita, preferiscono, in nome della religione farlo sparire nel mare? Ma possiamo veramente credere ad una simile idiozia?

Siamo così inebetiti che possono raccontarci simili favole? Forse qualcuno ai piani alti, pensa proprio di sì!
Ma anche loro per ebetaggine non scherzano, perché stando all’imam di Napoli, Yasin Gentile: “seppellire un corpo in alto mare, come è accaduto, non è una procedura rispettosa dei precetti dell’Islam che prevede una ritualità precisa”. “La decisione degli americani contrasta con i principi della sharia”, ha detto il membro del Comitato dei ricercatori dell’istituto del Cairo!
Quindi la scusante religiosa è assurda due volte.

E’ bene specificare che Bin Laden non era ricercato per gli attentati dell’11 settembre 2001, dove sono morte oltre tremila persone, come invece viene affermato dal governo centrale.
Questo è il motivo per cui nel sito ufficiale del F.B.I. c’era una taglia di 25 milioni di dollari sulla sua testa, ma dell’attacco alle Torri Gemelle di New York nessun accenno.
Come mai l’Ufficio Federale non associa bin Laden al World Trade Center?
Forse perché non hanno le prove che l’attentato è stato organizzato dal gruppo fantomatico chiamato al-Qaeda?

Se non è stato il terrorismo islamico internazionale chi ha potuto eludere con aerei di linea, la difesa più potente e gli spazi aerei più impenetrabili del mondo? Demolendo tre torri e bucando il Pentagono?
Ricordiamo infatti che bin Laden, è stato un uomo della C.I.A.: creato, istruito e finanziato dai servizi segreti statunitensi per scopi geostrategici e geopolitici.
Fu “messo al lavoro” in Pakistan, Afghanistan, Bosnia, e nel Vicino Oriente dagli stessi statunitensi, come da strategie del consigliere per la sicurezza nazionale del Presidente Carter, il potente massone Zbignew Brzeinski (vedi immagine a sinistra assieme ad un giovane bin Laden).
La stessa cosa è avvenuta con moltissimi dittatori criminali sparsi nel mondo, uno per tutti, Saddam Hussein: prima pagato e armato per combattere la guerra fratricida contro l’Iran dal 1980 al 1988, poi diventato nemico da impiccare.

Come molti analisti hanno denunciato da anni, bin Laden molto probabilmente sarebbe morto anni fa, e mantenuto in vita tramite messaggi audio, video totalmente falsificati, per dare il messaggio al mondo che il pericolo è sempre in agguato, che il terrorista è sempre pronto ad attaccare.
Ufficialmente dicono di avere il suo dna che confermerebbe essere appunto bin Laden. A parte il fatto che dopo un giorno avere già un esame completo del dna è alquanto miracoloso, ma si sa che i laboratori militari sono abituati ai miracoli. Il punto è un altro, perché pochi ricordano che il miliardario saudita è stato curato diverse volte da medici americani, come per esempio nell’ospedale militare americano a Dubai, nel luglio 2001? Ecco il dna!

L’ultima falsificazione in ordine cronologico, direi vergognosa ed eclatante, è proprio l’uccisione mediatica di bin Laden.
La foto del corpo esanime di bin Laden, circolata subito dopo, è stata smentita, per ovvie ragioni e non serve essere un esperto di grafica computerizzata per smascherare l’evidente fotomontaggio. Si tratta dell’ennesimo falso clamoroso, una foto ritoccata dagli analisti del settore con montaggi, prendendo pezzi da altre foto, parti di testa di altre persone e in cui si vedono zone sgranate e sfocate come occhi e orecchio sinistro. Per non parlare del corpo che si vede sotto la barba, che sembra essere aggiunto a posteriori.
Altre foto stanno spuntando in rete, tutte ovviamente rigorosamente false.

La Casa Bianca sta attendendo – non si sa bene cosa – di pubblicare le vere foto del blitz, quelle che testimonierebbero il trasferimento del cadavere e addirittura il funerale!
Con le foto agghiaccianti che circolano nel web sulle varie guerre criminali, sulle violenze dei soldati statunitensi in Iraq, Afghanistan e Guantamamo, queste immagini sono così tremende che non sanno se darle oppure no in pasto ai giornalisti? Giornalisti-squalo che stanno pubblicando in questi giorni articoli a dir poco vergognosi.
Ma state tranquilli perché “alla fine – dice il capo della Cia, Panetta – una foto verrà diffusa“. Stanno forse aspettando che arrivi un esperto serio in fotoritocco computerizzato?

L’unica cosa certa è che ufficialmente e mediaticamente, Osama bin Laden non serviva più da “vivo”, anche se probabilmente era morto da tempo.
Può trattarsi della classica arma di “distrazione di massa”, per deviare l’attenzione dell’opinione pubblica, oppure, e questo potrebbe preoccupare un po’, se la sua ibernazione mediatica è finita, ci potranno essere altre cose in serbo per noi tutti che prenderanno il suo posto…

Tratto da: www.disinformazione.it

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maggio 22, 2011

Referendum 2011 – PERCHE VOTARE SI – Sempre e solo “SI” per il bene dei nostri figli!!

PERCHE VOTARE SI – Sempre e solo “SI

1° REFERENDUM: LEGGITTIMO IMPEDIMENTO:

La legge sul cosiddetto legittimo impedimento è da annoverarsi tra le leggi ad personam – 37 per l’esattezza – che, dal 1994 ad oggi sono state varate dal centrodestra favorendo di fatto la posizione processuale del premier Silvio Berlusconi, delle sue aziende e dei suoi stretti collaboratori. Nonostante questa assoluta vergogna, che non ha riscontro in nessun Paese civile, il partito-azienda del Cavaliere, che può contare ormai sull’apporto permanente dei “padani”, allargato a un manipolo di deputati pronti a tutto pur di rimanere incollati alle poltrone (i cosiddetti “responsabili”), mercoledì scorso ha approvato alla Camera la legge sul processo breve, compresa una norma che accorcia i tempi di prescrizione per gli incensurati, la 38esima “legge vergogna”.
Per salvarsi dal processo Mills, nel quale è imputato, il presidente del Consiglio ha deciso di mandare al macero ben 15 mila procedimenti giudiziari (secondo l’Associazione nazionale magistrati), lasciando impuniti migliaia di malfattori e togliendo la speranza di ottenere giustizia a tantissime vittime di soprusi e illegalità.
In fondo per questo Governo la legalità è una parola vuota e non ha mai rappresentato la bussola delle sue scelte. Senza dover scorrere una per una le leggi ad personam approvate in questi anni, è però utile soffermarsi su alcuni provvedimenti di legge che, nel favorire il presidente del Consiglio, hanno di fatto inciso pesantemente sull’ordinamento giuridico.
2001, ROGATORIE INTERNAZIONALI: il governo Berlusconi fa approvare una legge che complica le procedure e stabilisce i “nuovi” requisiti per gli atti richiesti all’estero dai magistrati italiani e che sono ritenuti necessari alle indagini. La legge quindi impone “l’inutilizzabilità di tutti i documenti trasmessi da giudici stranieri che non siano in originale o autenticati con apposito timbro.”, anche se l’imputato non ha mai eccepito la loro autenticità. Si tratta di uno sfacciato tentativo di annullare per legge le prove raccolte dai magistrati nel processo in cui è imputato l’avvocato Cesare Previti, accusato di corruzione di alcuni giudici.
2002, FALSO IN BILANCIO: i decreti delegati emanati all’inizio del 2002 abbassano le pene (rendendo la prescrizione più breve), rendono il falso perseguibile solo a querela del socio, azionista o creditore, fissano soglie amplissime di non punibilità. Il risultato è che tutti i processi del premier per falso in bilancio vengono cancellati o perché “il fatto non è più previsto dalla legge come reato” o perché il reato è estinto grazie alla prescrizione ormai lampo.
2002, CIRAMI: introduzione del concetto di “legittima suspicione”, in base al quale i processi vengono spostati dalle procure più scomode .
2003, LODO SCHIFANI: è il primo tentativo di far passare una sospensione dei processi per le più alte cariche dello Stato: Presidente della Repubblica, del Senato, della Camera , del Consiglio e della Corte Costituzionale. Nel gennaio 2004 il lodo viene giudicato incostituzionale.
2005, EX CIRIELLI: riduce la prescrizione per gli incensurati e trasforma la detenzione in custodia cautelare per gli ultrasettantenni. La legge prescrive circa 150.000 processi: la prescrizione per frode fiscale passa da 15 anni a 7 e mezzo, per la corruzione, anche giudiziaria, passa da 15 a 10.
2008, LODO ALFANO: altro tentativo di sospensione dei processi, alla vigilia del processo Mills, delle più alte cariche dello Stato. Il lodo viene bocciato nel 2009 come incostituzionale.
2010, LEGITTIMO IMPEDIMENTO: il disegno di legge “Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza” viene licenziato dal Senato, dopo il sì della Camera, il 10 marzo 2010. Chiamata ad esprimersi sui dubbi di incostituzionalità della legge, Il 14 gennaio 2011, la Corte Costituzionale si esprime per il mantenimento della stessa, con una sentenzia interpretativa che ne ha però abrogato alcune parti considerate incompatibili con gli art. 3 e 138 della Costituzione.
Con il legittimo impedimento l’intento è quello di riservare una zona franca, una zona di privilegio al premier, in contraddizione con il principio di uguaglianza davanti alla legge sancito dall’art. 3 della Costituzione.
Votare SI al referendum sul legittimo impedimento è la grande occasione che ha il popolo italiano di stabilire democraticamente che davvero tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, che non ci sono zone d’ombra nell’ordinamento giuridico italiano. Votare SI significa anche aprire una seria prospettiva di cambiamento rispetto all’attuale Governo, che tiene immobilizzato il Parlamento e l’intero Paese per risolvere le questioni giudiziarie del premier, senza alcun interesse per le emergenze che drammaticamente affliggono la maggioranza dei cittadini italiani.

2° REFERENDUM :PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA

Il Governo – cercando di rendere nullo il referendum – punta infatti sull`astensionismo, ma il referendum sull`acqua è davvero importante.
Cosa vogliamo abrogare e perché?
Gli articoli che vogliamo eliminare sono:
– l`art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008 (privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica).
– l`art. 154, comma 1 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006.
Il primo articolo che vogliamo abrogare stabilisce che il servizio idrico deve necessariamente essere affidato a soggetti privati o a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato detenga almeno il 40%.
In pratica il Governo vuole che, anche se una amministrazione gestisce bene il servizio idrico, deve appaltarlo ai privati. A costi più alti.
Il secondo consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.
Per i privati è più conveniente di un investimento in Borsa, ma il rischio sulla qualità del servizio è tutto a carico dei cittadini. Bel modo di fare capitalismo!
Noi crediamo che ci siano alcuni pochi servizi fondamentali in uno Stato che debbono essere gestiti dalla collettività e per la collettività. E crediamo anche che un`impresa che voglia realizzare profitti debba e possa fare altro in altri mille campi diversi.
Chiediamo dunque semplicemente che non sia possibile gestire l`acqua pubblica a scopo di lucro.

3° REFENDUM : NUCLEARE:

Il nucleare è una tecnologia pericolosa
Come dimostrano la tragedia giapponese di Fukushima e il disastro di Cernobyl, non esiste tecnologia che possa escludere il rischio di gravi incidenti con fuoriuscita di radioattività.
2. Le centrali rilasciano radioattività nell’ambiente anche nel normale funzionamento
Un impianto nucleare emette radioattività anche senza incidenti. I bambini che abitano vicino alle centrali corrono maggiori rischi di contrarre la leucemia. L’agricoltura e il turismo rischiamo di essere pesantemente penalizzati.
3. Lo smaltimento definitivo delle scorie è un problema irrisolto
Le scorie sono molto pericolose e restano radioattive per decine di migliaia di anni. Non esiste al mondo un deposito definitivo per smaltirle in sicurezza per un periodo così lungo.
4. Il nucleare è una fonte energetica molto costosa
L’elettricità dall’atomo, considerando anche la dismissione delle centrali e lo smaltimento delle scorie, costa più delle altre fonti di energia. I maggiori costi inevitabilmente verranno scaricati nella bolletta dei cittadini.
5. Il nucleare non riduce le importazioni
Il nucleare produce solo elettricità (pari a solo il 25% dei consumi energetici dell’Italia) e non viene usato per alimentare il settore dei trasporti, produrre calore per l’industria e per gli edifici. Per questo non ridurrà in modo significativo le importazioni delle fonti fossili: infatti in Francia, noto paese nuclearista, il consumo procapite di petrolio è più alto che in Italia.
6. Il nucleare produce pochi posti di lavoro
Una centrale in costruzione produce 3.000 posti di lavoro, che si riducono a 300 nella fase di esercizio. In soli 10 anni la Germania può vantare 350.000 addetti nel settore delle rinnovabili, mentre in Italia al 2020 con le fonti pulite si potrebbero creare almeno 200mila posti di lavoro.
7. Le centrali utilizzano l’uranio, materia prima in via di esaurimento
L’uranio è una materia prima che deve essere importata. È una risorsa limitata, disponibile in natura ancora per qualche decina di anni, come il petrolio e il gas.
8. La legge italiana prevede l’uso dell’esercito per realizzare le centrali
Grazie alla legge approvata nel 2009 il governo italiano può usare l’esercito per imporre al territorio la costruzione delle centrali nucleari, con inevitabili conflitti istituzionali e sociali.
9. L’Agenzia per la sicurezza nucleare è a favore dell’atomo
I membri dell’Agenzia, a partire dal presidente Umberto Veronesi, minimizzano ogni problema del nucleare, dallo smaltimento delle scorie all’insicurezza delle centrali. Sono quindi a favore dell’atomo: un interesse di parte come può garantire la sicurezza dei cittadini?

4° REFERENDUM : TARTIFFE ACQUA

Il quarto quesito riguarda la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. In questo caso agli elettori viene proposta una abrogazione parziale della norma.
“Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”?”.
Si propone di eliminare dalla tariffa la quota relativa alla remunerazione del capitale investito che assicura al gestore profitti garantiti senza vincoli di reinvesti mento. Ciò vuol dire impedire di fare profitti sull’acqua eliminando il “cavallo di Troia” che ha aperto la strada ai privati nella gestione dei servizi idrici.

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