Angolo del Gigio

aprile 17, 2011

Silvio e: l’ Esigenza di un’associazione a delinquere nella magistratura (l’ultima buffonata..)

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconicontinua la propria guerriglia contro lamagistratura. L’ultimo atto del melodrammache va avanti da diciassette anni ha avuto luogo ieri pomeriggio al Palazzo dei Congressi dell’Eur a Roma. Intervenuto in occasione del primo meeting dell’associazione pidiellina Al servizio degli Italiani di cui è presidente onorario, Berlusconi non ha esitato a scagliarsi contro quelle toghe che avrebbero il compito esclusivo di sabotare gli equilibri politici vigenti nel nostro Paese, impegnandosi così in una vera e propria campagna «eversiva».

Quella che si è avuta ieri è stata l’ennesima riprova di come il leader del Pdl abbia ancor oggi la possibilità e le doti di arringare una folla pronta ad accogliere il suo verbo senza alcuna preclusione. Ancor prima che alla Costituzione o al rispetto della tripartizione dei poteri in una democrazia, l’attacco compiuto da Berlusconi è diretto alla lingua italiana e alla logica. Ancor prima che ai significati delle parole – ed è il normale che il pensiero corra al malizioso uso di una inesistente sinonimia tra i termini prescrizione assoluzione – il premier ha lavorato sulla sintassi, sul modo come le cose vengono disposte, sulla logica che intercorre tra le parti del discorso al punto che se un imputato viene portato in tribunale innumerevoli volte e per le accuse più varie, la deduzione più ovvia è che qualcuno si stia accanendo contro di lui e non che l’accusato possa essere recidivo nell’illegalità. Specialmente se il povero disgraziato non è per niente povero, specialmente se il disgraziato è Silvio Berlusconi.

Tangentopoli? Solo qualche errore – «Abbiamo a che fare con una magistratura che è permeata dalle idee della sinistra e che si è messa in campo per cambiare ciò che gli italiani hanno decisodi fare con il loro voto. In termini crudi si chiama eversione». Inizia così la parte più discussa dell’intervento di Silvio Berlusconi al Palazzo dei Congressi dell’Eur, il presidente del Consiglio si è poi cimentato in una esegesi degli ultimi due decenni di storia italiana con il chiaro obiettivo di dimostrare la mancata imparzialità da parte della magistratura. Per fare ciò il premier liquida Tangentopoli come l’eccessiva punizione per «qualche errore» commesso da parte di «quei partiti che avevano governato per cinquant’anni e consentendo agli italiani di vivere nel benessere e nella libertà» e riabilita – non per la prima volta – la figura simbolo di quello scandalo, Bettino Craxi: «Hanno fatto fuori Bettino Craxi, accusandolo di aver usato la politica per arricchirsi, mentre alla sua morte è stato dimostrato che non aveva lasciato nulla alla sua famiglia».

Poi l’excursus storico passa per il 1994 quando, secondo il premier, «il presidente della Repubblica di sinistra Scalfaro» convinse Bossi a togliere il sostegno a Forza Italia facendo cadere quel «primo governo di libertà». Ma tra le responsabilità dei magistrati ‘di sinistra’ ci sarebbe anche quella di aver fatto cadere nel 2008 il governo Prodi quando, «preoccupati di conservare i propri privilegi», avrebbero messo i bastoni tra le ruote all’allora ministro della Giustizia Clemente Mastella, uno che secondo Berlusconi «aveva visto giusto». Talmente bene che subito dopo il leader dell’Udeur trattò direttamente con Berlusconi un possibile ingresso nella coalizione di centro-destra.

Berlusconi: Processo breve mi può servire – Il discorso di Berlusconi si è poi concentrato sull’attualità e su quel «processo breve» che per molti costituisce l’ennesima legge ad personam di cui il premier beneficerà. Il capo del governo, anche se con fare quasi sorpreso, ammette che la norma potrebbe agevolarlo: «Il processo europeo (così lo ha ribattezzato Berlusconi, ndr) forse va anche a favore del compimento della prescrizione di uno dei tanti processi in cui mi hanno chiamato». Il riferimento è al processo Mills dove il presidente del Consiglio risulta accusato di corruzione, anche se lui giura di non ricordare di «aver mai conosciuto questo signor Mills».
E poi arriva la proposta shock, il colpo di scena che manda in giubilo i presenti. Berlusconi sostiene la possibilità che all’interno della magistratura possa esserci una vera e propria associazione criminale: «E’ giustificata la nostra richiesta dell‘istituzione di una commissione d’inchiesta parlamentare per accertare l’esigenza di un’associazione a delinquere a fini eversivi all’interno della magistratura».

Esigenza? Il nostro primo ministro avrebbe forse voluto dire ‘presenza’? Esigenza di un’associazione a delinquere all’interno di un organo dello Stato?

Maledetti lapsus.

Il video è stato realizzato da Irene Buscemi per Il Fatto Quotidiano.

Simone Olivelli

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