Angolo del Gigio

luglio 30, 2010

Grandissimo Fini! Finalmente un Vero Leader si staglia all’orizzonte! Fini facci sognare!!

Voto anticipato? Bossi risponde col dito medio (quell’asino di suo figlio non è pronto…)
il premier: ”La squadra di governo non cambia” (ha paura della galera imminente…)

– Il Senatur sulla crisi del Pdl: “Berlusconi e Fini usino cuore e cervello” -Fini a Bossi e Silvio “Succhiatemi l’uccello”

Il Pdl implode e la maggioranza traballa. Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi vola da Bossi per studiare la strategia d’uscita da questa crisi di governo e magari rinforzare il patto con il Senatùr.
Ma il leader della Lega Nord è piuttosto teso e ai giornalisti che in Transatlantico gli chiedono se si tornerà alle urne risponde con il dito medio. E poi a proposito della crisi interna al partito alleato commenta: “Berlusconi e Fini usino cuore e cervello”.

Intanto la campagna acquisti di deputati e senatori continua.


La contromossa di Gianfranco Fini e dei finiani si conoscerà nei particolari solo alle 15, quando il presidente della Camera in una conferenza stampa presenterà la nuova An, (Azione nazionale sarà probabilmente il suo nome) la nuova formazione fuoriuscita dal Pdl.

La scomunica

La “scomunica” di Gianfranco Fini è arrivata dall’Ufficio di presidenza del Pdl.
L’opinione di Berlusconi è definitiva: il co-fondatore deve lasciare il Pdl e anche la presidenza della Camera.
Ma 48 parlamentari finiani sono pronti ad abbondanre il Pdl e a costituirsi in gruppo autonomo.
L’opposizione attraverso la voce del segretario del Pd Pier Luigi Bersani affonda: “Questa è una crisi. Berlusconi venga in Parlamento”.
Ed effettivamente lo scontro nel centro-destra precipita e mette in discussione anche la sopravvivenza del governo.
Alle 15 è attesa la conferenza stampa di Fini.

Questa mattina in Aula

Sono ore concitate, che potrebbero anticipare anche una crisi così profonda da costringere la maggioranza a tornare alle urne.
In Aula questa mattina alla Camera il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto ha “sfiducia” il presidente Gianfranco Fini.
Le opposizionihanno chiesto che il premier Berlusconi venga a chiarire in Parlamento.
All’inizio dei lavori  a Montecitorio, i deptuati del Pd si sono presentati al completo, in un’aula vuota visto che non erano previste votazioni.

La Costituzione protegge Fini

Il capogruppo del Pdl è passato al contrattacco, mettendo sul banco degli imputati Fini: “Si è aperto tra noi un confronto politico serio e serrato in cui si mette in discussione il rapporto nel Pdl tra noi e Gianfranco Fini. È venuto meno il rapporto che si era acceso quando lo abbiamo eletto presidente della Camera e siamo davanti ad una questione politica, ad un dato su cui Fini deve riflettere”.
Ma il presidente della camera non può essere sfiduciato da un partito perché la terza carica dello Stato è tutelata dalla Costituzione.
La risposta di Franceschini del Pd: “Il Presidente della Camera, dal momento della sua elezione, è il presidente di tutti, anche di chi non lo ha votato, e non può essere sfiduciato in base alla Costituzione”.

Granata, Briguglio e Bocchino deferiti ai probiviri

Nessuno l’avrebbe immaginato dopo la vittoria elettorale alle politiche, che aveva consegnato una supermaggioranza parlamentare al partito di Berlusconi e Fini.
Ma i due sono, ormai, divisi su tutto.
Mano pesante anche nei confronti di esponenti di spicco vicini a Fini: Bocchino, Briguglio e Granata sono stati deferiti ai probiviri.

Ma Fini aveva offerto in extremis la pace

Fini bussa alla porta per offrire la pace e Berlusconi gliela sbatte in faccia.
Il premier deve aver fatto due conti e ora è sicuro che anche se il divorzio tra lui e il presidente della Camera dovesse essere burrascoso, la maggioranza in Parlamento non ne risentirà.
Così nonostante oggi sul Foglio compaia un’intervista a Gianfranco Fini del direttore Giuliano Ferrara, in cui il cofondatore del Pdl propone di “resettare tutto, senza risentimenti”, per “onorare un impegno politico ed elettorale preso con gli italiani”, Silvio Berlusconi tira dritto più arrabbiato che mai verso la rottira finale.

Fini: “Restiamo comunque fedeli al governo”

Ad ogni modo, seppure si dovesse costituire un nuovo gruppo, questo sosterra il governo. Lo assicura lo stesso Gianfranco Fini. Almeno secondo quanto riferito da chi ha avuto modo di incontrarlo in queste ore. Nessun cambio di linea, dunque, avrebbe detto il presidente della Camera ai parlamentari a lui vicini, sottolineando che mai verrà tradito il programma presentato agli elettori. Se dovesse scattare la ‘censura politica’ nei confronti di alcuni finiani e nascesse un eventuale gruppo parlamentare autonomo, sarebbe stato il ragionamento dell’ex leader di An, questo nuova formazione non farebbe mai venir meno il suo leale sostegno all’esecutivo.

Il documento per cacciare Fini

Ieri sera nel vertice del partito convocato dal premier a Palazzo Grazioli le sue intenzioni sono state esplicitate e approvate: c’è un documento che verrà discusso nell’ufficio di presidenza del Pdl in programma oggi alle 19, per cacciare Fini e i suoi.

E’ pronto il gruppo autonomo

Ma i fedelissimi del presidente della Camera non stanno a guardare: e sono già pronti a costituire un proprio gruppo autonomo alla Camera. Bastano 20 deputati, ma i finiani sono sicuri di essere almeno in 30. Di sicuro c’è che in venti hanno già firmato la richiesta di costituzione di un nuovo gruppo. Ma la richesta verrà presentata solo dopo che cominceranno le epurazioni.

Finiani in azione anche al Senato

La macchina organizzativa dei finiani è già in azione anche a palazzo Madama. Al momento i senatori pronti a rompere con il Popolo della Libertà sarebbero 9 ma, si precisa, che ci sarebbero 4 parlamentari ancora indecisi. «Al momento la linea che prevale è quella dell’attesa. Nel caso la situazione dovesse precipitare e si decidesse per l’espulsione di alcuni di noi – avverte però un deputato finiano – saremo pronti a dare seguito alla creazione del gruppo».

La lista dei finiani

Secondo le indiscrezioni, i 20 che hanno firmato per costituire un nuovo gruppo sarebbero: Bocchino, Briguglio, Granata, Raisi, Barbareschi, Proietti, Divella, Buonfiglio, Barbaro, Siliquini, Perina, Angela Napoli, Bellotti, Di Biagio, Lo Presti, Scalia, Conte, Della Vedova, Urso e Tremaglia.
E sarebbero pronti ad aderirvi anche Esti, Bongiorno, Paglia, Lamorte, Rubens, Menia, Angeli, Ronchi, Moffa, Cosenza, Patarino.

Berluscones a Palazzo Grazioli
(
la riunione dell’immondizia, tra tirapiedi e delinquenti…)

I coordinatori nazionali del Pdl, Denis Verdini, Sandro Bondi e Ignazio La Russa si trovano a Palazzo Grazioli, dove è in corso un nuovo vertice di partito, dopo quello della scorsa notte. Secondo quanto si apprende, la riunione, alla quale partecipa anche l’avvocato Ghedini, è stata convocata per preparare l’ufficio di presidenza di questa sera.

Finiani a Montecitorio ( Gli Scissionisti )

Il presidente della Camera Gianfranco Fini, mentre erano in corso le dichiarazioni di voto alla Camera prima del voto finale sulla manovra economica, ha riunito nel suo ufficio alcuni deputati finiani, come Italo Bocchino e Silvano Moffa.

Il documento del Pdl

L’offerta di tregua di Gianfranco Fini è arrivata troppo tardi, fuori tempo massimo. La posizione del partito è stata messa nero su bianco stanotte in un duro documento di censura politica nei confronti del cofondatore del Pdl considerato ormai da tempo lontano dalla linea del partito.
Il documento verrà discusso domani da un ufficio di presidenza convocato tra le 19 e le 20.
Fini ed i finiani Italo Bocchino, Carmelo Briguglio e Fabio Granata vengono considerati fuori dal Popolo della libertà dalle cui posizioni si sono troppo discostati ancora oggi.
In serata a Palazzo Grazioli era arrivato anche il direttore del Foglio Giuliano Ferrara che aveva raccolto in un ‘colloquio-intervistà l’appello del presidente della Camera a ribadire le ragioni dell’unità.

La conferma di Bossi

La separazione tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi, i due cofondatori del Pdl, quindi è imminente. La conferma di Umberto Bossi, come al solito molto ben informato: “Fini e Berlusconi? Se non si trovano, se non si incontrano, ognuno andrà per la sua strada”. Parola di Senatur.
Resta da vedere se questa separazione comporterà la caduta del governo, o se il presidente della Camera costituirà un suo gruppo continuando ad appoggiare il governo del Cavaliere.
A tal proposito il leader del Carroccio ci ha tenuto a precisare che “ciò non vuol dire che si vada ad elezioni”. E ancora: “Sono sicuro che non si va alle elezioni perchè bisogna fare il federalismo e siccome deve andare in Consiglio dei ministri e poi andare alle Camere e poi ancora in Consiglio ci vuole tempo. Il federalismo è la carta che garantisce che non si vota”.

La separazione nell’aria

Da una parte l’attacco del Giornale, il quotidiano della famiglia Berlusconi, che colpisce frontalmente Gianfranco Fini con un’inchiesta a puntate che dovrebbe svelare il lato “immorale” del presidente della Camera.
Dall’altro voci di corridoio insistenti e convergenti che raccontano di un premier infuriato e pronto al coupe de teatre. Da qui a poche ore il presidente del Consiglio potrebbe addirittura ufficalizzare la frattura all’interno del Pdl tra i suoi e i finiani e arrivare addirittura all’uscita dei ribelli dal partito.
Con evidenti conseguenze in seno alla maggioranza in Parlamento.

Lo strappo in Parlamento

Secondo Francesco Bei su Repubblica Silvio Berlusconi si sente accerchiato dalla magistratura e da Fini, con le sue smanie di legalità. Pare che il Cavaliere si sia pentito di aver accettato le dimissioni di Brancher e Cosentino e abbia intenzione di cambiare completamente strategia.
“nessuno ancora sa di preciso come berlusconi intenda sferrare il colpo finale contro il suo avversario interno”, scrive Bei, “Si conosce soltanto la data. Sembra infatti che il premier abbia cerchiato in rosso la giornata di domani”.
Approvata la manovra, quindi, Berlusconi potrebbe arrivare anche all’espulsione dal partito.

Per il Corriere venerdì la resa dei conti

Secondo Francesco Verderami sul Corriere della Sera di oggi, invece, il giorno del giudizio sarà messo in scena dal premier venerdì. Per l’occasione Silvio Berlusconi leggerà un discorsoin Aula a Montecitorio, proprio dinanzi al su “nemico” Gianfranco Fini che quell’assemblea presiede. Il discorso del presidente del Consiglio, scritto proprio in queste ore, attaccherà l’uso politico della giustizia che in questi giorni sta smontando il governo pezzo dopo pezzo.
“”Mi hanno riferito molte ipotesi, le più strampalate”, commenta lo stesso Fini sul Corriere, “Non dico che tutto ciò mi lasci indifferente, sono curioso di sapere cosa si inventerà. E comunque dal partito io non me ne vado, continuerò a rivendicare il diritto al dissenso nel Pdl. Se così fosse, dovrà dirlo pubblicamente, altrimenti si tratta solo di chiacchiere. E la situazione sta diventando persino patetica”.

Fini e la casa a Montecarlo

Intanto partono le prime randellate mediatiche. E il Giornale di feltri oggi apre in prima pagina con una notizia che riguarda il presidente della camera Fini: “Questione Morale. Fini, la compagna, il cognato e una strana casa a Montecarlo. L’inchiesta firmata da Gian Marco Chiocci è a puntate e dovrebbe svelare le magagne di casa “Fini-Tulliani”.
Sembra che il cognato di Gianfranco abbia beneficiato di un lussuoso appartamento del principato di Monaco, donato nel 2001 da una ricca vedova ad An e poi misteriosamente ceduto a una società off shore “dicon sede in chissà quale angolo del pianeta, che a sua volta s’era rivolta a una sottoimpresa del colosso di costruzioni Engeco per svolgere lavori di ristrutturazione dell’appartamento con abbattimento di muri interni e rifacimenti del pavimento”, e poi scrive ancora Chiocci, “Il committente dei lavori si chiama Giancarlo Tulliani”, fratello della compagna di Fini.

Fin qui non sembra esserci molto di immorale.
Vedremo nelle prossime puntate.

di Clivio Baldori su www.ilsalvagente.it
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luglio 27, 2010

Berlusconi attapirato, la vergognosa Gasparri ha toppato!!

Via libera a Sky Italia sul digitale terrestre
Mediaset ricorre alla corte di Giustizia Ue

Il portavoce di Bruxelles Jonathan Todd: “Decisione solida da un punto di vista legale”.
L’entrata permessa dalle nuove condizioni del mercato:
frequenze solo per trasmettere in chiaro e per cinque anni, nessun servizio a pagamento!

BRUXELLES – La Commissione europea ha dato il via libera “condizionato” all’ingresso anticipato di Sky Italia nel mercato del digitale terrestre. Lo ha annunciato Jonathan Todd, portavoce dell’esecutivo comunitario. Alla notizia Mediaset si è detta “assolutamente sconcertata” e ha annunciato ricorso alla Corte di Giustizia Europea: “Riteniamo che le condizioni fissate dalla commissione nel 2003 che impedivano a Sky di entrare nella tv digitale terrestre sino al 2012 in virtù della sua posizione dominante sul mercato pay – si legge in una nota – siano ancora valide come del resto il market test svolto tra tutti gli operatori italiani ha sostenuto”.

“Con questa decisione si autorizza il monopolista della televisione satellitare e pay, non dimentichiamo che Sky detiene il 99,8% della pay tv satellitare e l’86% della tv a pagamento, a operare nel mercato free e lo si autorizza a entrare in possesso degli asset frequenziali già insufficienti per gli operatori attuali. Per questo Mediaset – conclude la nota – ricorrerà contro tale decisione alla Corte di Giustizia Europea”. Ma “la Commissione europea è fiduciosa che la decisione presa oggi su Sky è solida da un punto di vista legale”, ha replicato Todd aggiungendo: “Naturalmente, contro ogni decisione presa dalla Commissione tutte le parti coinvolte possono fare ricorso alla Corte di giustizia”.

Nel 2003, quando Newscorp fuse insieme i due marchi italiani della tv satellitare, Stream e Telepiù, l’impegno preso era quello di non partecipare al Dtt prima del 31 dicembre del 2011. La Commissione però “viste le condizioni cambiate sul mercato televisivo italiano” ha sollevato l’azienda dal rispettare questa condizione”. Come ha spiegato il portavoce “Sky Italia può partecipare a questa opzione, a condizione che le frequenze siano utilizzate per trasmettere in chiaro”. Quindi senza offrire servizi a pagamento per almeno cinque anni e con la limitazione di una sola frequenza. Il mercato televisivo italiano della pay tv è cambiato dal 2003 con l’ingresso di operatori alternativi (Mediaset, Telecom Italia/Dahlia), anche se Sky Italia ha mantenuto la propria posizione forte sul satellite. Questi nuovi operatori utilizzano sia le proprie frequenze e infrastrutture di rete che quelle dei loro partner per fornire contenuti (in chiaro e a pagamento) sulla piattaforma Dtt che copre già una serie di regioni.

La decisione della Ue “è stata “collegiale e unanime”, ha detto inizialmente la portavoce dell’esecutivo Ue, Pia Ahrenkilde. Per poi parlare di “consenso” e di un dibattito molto acceso e lungo quasi un’ora. Contro la proposta del commissario per la concorrenza Joaquin Almunia si sono infatti espressi, oltre al vicepresidente Antonio Tajani, anche il maltese John Dalli (politiche per i consumatori), il francese Michel Barnier (mercato unico) e la greca Maria Damanaki (pesca). In favore dell’ingresso di Sky sul Dtt sarebbero intervenute l’olandese, Neelie Kroes (agenda digitale) e la lussemburghese Viviane Reding (giustizia e diritti umani). Alla fine del dibattito, la proposta di Almunia è stata comunque adottata per consenso – da quando è guidata da Josè Manuel Barroso la Commissione non è mai arrivata alla conta dei voti – ma alcuni commissari hanno chiesto la messa a verbale della loro posizione contraria.

Smentite le voci di presunte pressioni da parte del proprietario di Sky, Rupert Murdoch, e da parte di Silvio Berlusconi. “Non sono al corrente di alcuna azione di lobby di Murdoch, e non c’è nessuna prova al riguardo. Le insinuazioni di pressioni di alto livello all’ultimo minuto sono assolutamente non confermate”, ha affermato Ahrenkilde aggiungendo che “in ogni caso fa parte delle regole del gioco il fatto che ci possano essere lettere, telefonate, comunicazioni anche al massimo livello politico su singole questioni sulle quali la Commissione deve prendere decisioni. La discussione sul caso Sky Italia è stata piuttosto lunga”. La Commissione europea, ha detto la portavoce “continuerà sempre a controllare che quanto viene fatto sia pienamente compatibile con le norme europee sulla libertà di stabilimento, sulla discriminazione e nell’ambito della concorrenza”.

Per operatori come Sky Italia la prossima gara è un’opportunità unica – e anche l’ultima per parecchi anni a venire – per entrare nella piattaforma Dtt in concorrenza con le emittenti già esistenti. Attualmente lo spettro delle frequenze è detenuto da operatori già presenti sul mercato. Su 21 multiplex riservati per la trasmissione televisiva digitale, 16 sono infatti già attribuiti o ne è prevista l’attribuzione; Mediaset, Rai e Telecom Italia hanno nel complesso 11 multiplex. La Dtt sta diventando rapidamente la piattaforma principale per il consumo di televisione digitale in Italia ed è probabile che mantenga tale posizione per parecchi anni dopo il cosiddetto switch-off delle trasmissioni analogiche (entro il 2012). Infine, a partire dal settembre 2008, è stata creata una nuova piattaforma digitale satellitare (Tivu Sat), realizzata da Rai, Rti di Mediaset e Telecom Italia, ora disponibile per i consumatori italiani.

Per il senatore Vincenzo Vita, della commissione di vigilanza Rai il via libera di Bruxelles per l’ingresso di Sky nella tv digitale terrestre “è una piccola boccata d’ossigeno al pluralismo televisivo in Italia, compresso e soffocato dalla concentrazione Rai/Mediaset e dal conflitto d’interessi”. “Certo Ruppert Murdoch non è un rivoluzionario e forse neppure un riformista – spiega Vita – Tuttavia, l’entrata in scena di un nuovo soggetto è obiettivamente un fatto progressivo e utile al sistema radio televisivo italiano. Ora, però, si dica quando si metteranno a gara le frequenze del dividendo digitale”.

(20 luglio 2010) – Da www.Repubblica.it

luglio 25, 2010

La vera storia del caso Marchionne

ROMA – Fa piacere a tutti quelli che fanno il mio mestiere poter dire ogni tanto: “l’avevo scritto prima di tutti” anche se molte volte ci sbagliamo nelle previsioni e nei giudizi. E allora: quando Marchionne annunciò che la Fiat aveva conquistato il controllo della Chrysler, gran parte della stampa magnificò quell’operazione come un’offensiva in grande stile della società torinese per proporsi come uno dei quattro o cinque gruppi automobilistici mondiali che sarebbero sopravvissuti nell’economia globale. Io scrissi invece che l’operazione di Marchionne era puramente difensiva. La Fiat stava affondando; aggrappata alla Chrysler sarebbe sopravvissuta, sia pure con connotati industriali e territoriali completamente diversi.

Ma perché proprio la Chrysler e non invece la Peugeot e magari la General Motors che sembrava anch’essa sull’orlo del disastro? La Peugeot non si poneva il problema di sopravvivenza planetaria e non stava affatto affondando; quanto alla GM, aveva un programma di rilancio che infatti è andato a buon fine con l’aiuto dei fondi messi a sua disposizione dal governo Usa. Chrysler era completamente decotta e il governo americano non l’avrebbe rifinanziata, l’avrebbe lasciata fallire. L’arrivo della Fiat e del piano industriale di Marchionne la salvò, Obama decise il rifinanziamento e in questo modo tenne a galla Chrysler e indirettamente la stessa Fiat. Il capolavoro di Marchionne è stato questo. Ma poi arrivarono allo stesso pettine altri nodi.

Massimo Giannini, trattando ieri questo stesso tema, ha scritto che la questione di Pomigliano è stata una “provocazione” di Marchionne per saggiare la risposta dei sindacati. L’errore dei sindacati (Cisl e Uil) – ha scritto – è stato di pensare che la provocazione riguardasse soltanto Pomigliano; invece no, riguardava l’assetto di tutto il gruppo Fiat a cominciare dal Lingotto. In effetti è così. È vero che nell’accordo firmato con Cisl e Uil la Fiat ha preso l’impegno che le nuove regole non saranno applicabili in nessuno degli altri suoi stabilimenti in Italia; Marchionne infatti non ne applicherà ma semplicemente trasferirà in Serbia l’attuale lavoro previsto per Mirafiori.

Ma perché in Serbia? La differenza di costo salariale tra la Serbia e Torino è molto forte ma la componente salariale non pesa più dell’8 per cento sul prodotto finale. La ragione del trasferimento dunque non è questa; la ragione sta nel fatto che lo stabilimento Fiat in Serbia sarà pagato per tre quarti dall’Unione europea e per il resto da incentivi fiscali del governo di Belgrado. Quello stabilimento non costa nulla alla Fiat; per di più la sua gestione è vantaggiosa e genera utili. Perché Marchionne dovrebbe rinunciarvi?

Quanto al governo italiano, non ha assolutamente nulla da dare alla Fiat. L’azionista della società torinese non ha soldi per nuovi investimenti automobilistici; tanto meno ne ha il governo Berlusconi-Tremonti. Quindi liberi tutti, checché ne pensino Chiamparino e la Regione Piemonte a guida leghista. Bossi vuole il federalismo, della Fiat non gliene frega niente. Il tavolo aperto dal ministro Sacconi per mercoledì prossimo si limiterà ad auspicare qualche dettaglio; sotto l’auspicio niente.

Tutto questo era prevedibile ed infatti era stato previsto. Come era stata prevista la mossa fondamentale di scorporare l’automobile dalla Fiat e quindi dal gruppo Agnelli. In gergo borsistico quest’operazione è stata chiamata “spin off”, un termine che richiama in qualche modo lo “spinnaker”, la vela di prua che viene alzata quando il vento soffia da poppa. Se quel vento è forte la barca vola sulle onde. Infatti la Borsa ha accolto con molto favore lo scorporo. Il significato strategico è chiaro a tutti: gli azionisti del gruppo e “in primis” la famiglia Agnelli, vogliono disfarsi dell’automobile. Lo “spin off” serve appunto a questo: predisporre la vendita dell’automobile ex Fiat a chi vorrà comprarlo. Nel frattempo preparare la fusione con la Chrysler. La Fiat resta a Torino, ma senza più l’auto. Questa è la prospettiva del futuro prossimo.

Fin qui abbiamo considerato la questione Fiat misurandola su tre dimensioni successive: Pomigliano, Lingotto, scorporo dell’auto. Ma c’è una quarta dimensione ancora più importante e ancora più globale. Ne scrissi due mesi fa e non l’ho chiamata “provocazione” ma “apripista”. Il caso Pomigliano cioè, e ciò che ne sta seguendo, funziona da caso “apripista” per un’infinità di operazioni analoghe che possono coinvolgere l’intero apparato industriale italiano, soprattutto quello delle imprese medio-piccole e piccole, quelle che occupano tra i 300 e i 20 dipendenti e che rappresentano il vero ed unico tessuto industriale italiano soprattutto nel nord della Lombardia, nel Triveneto, nell’Emilia-Romagna, nelle Marche, in Puglia, in Campania, nel Lazio.

Queste imprese esportano nell’euro e fuori dall’euro. Avevano registrato una grave crisi nel 2007-2008, poi si sono riprese, aiutate dalla svalutazione dell’euro, dal lavoro nero e precario e dal lassismo fiscale. Non sappiamo quanto reggeranno all'”austerity” di Tremonti e alla ripresa dell’euro nei confronti del dollaro. Il rischio è che adottino anch’esse la delocalizzazione di cui Pomigliano ha funzionato come apripista. Nelle imprese medio-piccole e piccole il sindacato è molto più debole che nelle grandi e grandissime. Quindi il problema non è di disciplinare il sindacato, ma di disciplinare direttamente i dipendenti. La minaccia della delocalizzazione servirà a questo e sarà estremamente difficile resistervi. Andiamo dunque verso un rapido azzeramento delle conquiste sindacali e dell’economia sociale di mercato degli anni Sessanta fino all’inizio di questo secolo?

Io temo di sì. Temo che la direzione di marcia sia proprio quella ed ho cercato di definirla parlando della legge chimico-fisica dei vasi comunicanti. In ogni sistema globalmente comunicante il liquido tende a disporsi in tutti i punti del sistema allo stesso livello, obbedendo all’azione della pressione atmosferica. In un’economia globale questo meccanismo funziona per tutte le grandezze economiche e sociali: il tasso di interesse, il tasso di efficienza degli investimenti, il prezzo delle merci, le condizioni di lavoro.

Tutte queste grandezze tendono allo stesso livello, il che significa che i paesi opulenti dovranno perdere una parte della loro opulenza mentre i paesi emergenti tenderanno a migliorare il proprio standard di benessere. La prima tendenza sarà più rapida della seconda. Al termine del processo il livello di benessere risulterà il medesimo in tutte le parti, fatte salve le imperfezioni concrete rispetto al modello teorico. La Fiat ha fatto da apripista. Marchionne disse all’inizio di questa vicenda che lui ragionava e operava nell’epoca “dopo Cristo” e non in quella “ante Cristo”. Purtroppo il “dopo Cristo” è appena cominciato.

C’è un modo per compensare la perdita di benessere che il “dopo Cristo” comporta per i ceti deboli che abitano paesi opulenti? Certo che sì, un modo c’è ed è il seguente: far funzionare il sistema dei vasi comunicanti non solo tra paese e paese, ma anche all’interno dei singoli paesi. L’Italia è certamente un paese ricco. Anzi fa parte dei paesi opulenti del mondo, che sono in prevalenza in America del nord e nella vecchia Europa. Ma l’Italia è anche un paese dove esistono sacche di povertà evidenti (e non soltanto nel Sud) e dislivelli intollerabili nella scala dei redditi e dei patrimoni individuali.

Tra l’Italia dei ceti benestanti e quella dei ceti poveri e miserabili il sistema dei vasi comunicanti è bloccato, non funziona. Il benessere prodotto non viene redistribuito, rifluisce su se stesso e alimenta il circuito perverso e regressivo dell’arricchimento dei più ricchi e dell’impoverimento dei poveri. Una politica che volesse perseguire il bene comune dovrebbe dunque smantellare il circuito perverso e far funzionare il circuito virtuoso. Attraverso una riforma fiscale che sbloccasse il meccanismo e redistribuisse il benessere. E poiché la mente e lo stomaco dei ceti poveri e medi reclamano un meccanismo meno iniquo dell’attuale, la riforma del fisco può e deve essere anticipata da misure specifiche di pronta attuazione, stabilite dalla concertazione tra governo e parti sociali che funzionò egregiamente tra il 1993 e il 2006, finché fu abolita con un tratto di penna all’inizio di questa legislatura.

Le opposizioni dovrebbero a mio avviso concentrarsi su questo programma. Bersani ne ha parlato recentemente, ma le opposizioni dovrebbero convergere su un programma concreto con questo orientamento per uscire da una situazione caratterizzata da vergognosi privilegi e diseguaglianze. Si parla molto di riforme.

Questa delle ingiustizie sociali da combattere è la madre delle riforme.

Perciò mi domando: che cosa aspettate?

Che la casa vi crolli addosso?

Tratto da www.Repubblica.it

luglio 11, 2010

Metodo di Bella – Passa sotto silenzio i fatto che funziona!! Importanti Aggiornamenti.

Metodo di Bella, aggiornamenti

A cura del dottor Giuseppe di Bella – 5 luglio 2010

In poco più di  un anno sono stati  pubblicati su riviste medico scientifiche internazionali recensite da Med-Line  http://www.pubmed.gov/ alcuni casi di tumori maligni non operati , né sottoposti a chemio o radio , ma totalmente e stabilmente risolti solo  con Metodo Di Bella (MDB).-reperibili anche sul sito ufficiale  www.metododibella.org
Con http://www.pubmed.gov/  si accede  a Med Line , digitando” Di Bella G.   Neuro Endocrinol Lett” si evidenziano le seguenti pubblicazioni di guarigioni complete di tumori solidi con MDB. (Non ci sono in oncologia precedenti di tumori solidi non operati e  completamente  risolti da una terapia medica , chemio o anticorpi monoclonali)

Di Bella G, et al.Complete objective response of neuroblastoma to biological treatment.Neuro Endocrinol Lett. 2009;30(4):437-49.
Di Bella G et al, Complete objective response of oesophageal squamocellular carcinoma to biological treatment, Neuro Endocrinol Lett. 2009;30(3):312-21.
Di Bella G, Complete objective response to biological therapy of plurifocal breast carcinoma..Neuro Endocrinol Lett. 2008 Dec;29(6):857-66.

Queste pubblicazioni hanno probabilmente indotto l’organizzatore del congresso mondiale di oncologia a invitarmi a presentare  una relazione.

Allego l’invito

Da: Michael [mailto:michael@cancercon.com]
Inviato: giovedì 18 marzo 2010 13.14
A: posta @giuseppedibella.it
Oggetto: 124-Oral Presentation Opportunities at BIT’s 3rd World Cancer Congress 2010, Singapore

BIT’s 3rd World Cancer Congress 2010
Time: June 22-25, 2010
Venue: Singapore EXPO, Singapore
Theme: Health Science without Borders
Website: http://www.bitlifesciences.com/cancer2010/

Dear Dr. Di Bella G,
I have previously emailed a formal invitation of BIT Life Sciences’ 3rd World Cancer Congress, but I have not yet received a reply. To ensure that you do not miss out, I extend my invitation to you again to express my sincere wish for your participation in this congress to move the anti-cancer research & care agenda forward.
Based upon your great contributions to the study and research on cancer, you are expected to take part in BIT Life Sciences��?3rd World Cancer Congress (WCC) with the theme of Health Science without Borders, which will be held from June 22 to June 25, 2010 in Singapore EXPO, Singapore. On behalf of the Organizing Committee, it’s our honor to welcome you to give a speech at the conference.

Da: Michael Guo [mailto: michael@cancercon.com ]
Inviato: martedì 18 maggio 2010 7.33
A: Metodo Di Bella
Oggetto: Re: R: R: ‘s 3rd World Cancer Congress 2010, Singapore
Priorità: Alta
Dear Dr Giuseppe Di Bella,
We welcome you to participate the conference and it is honor that you could deliver a lecture at the conference. We are pleased to inform you that you are entitled to be our speaker for Track 5-10: Clinical Update on Combination Cancer Therapy And I enclosed the Invitation Letter from WCC-2010 Organizing Committee, please kindly find.
In a chance, would you please confirm your information via http://www.bitlifesciences.com/cancer2010/member_reg.asp ASAP keep your presentation slot.

Ho accettato l’invito , mandando la  relazione allegata  che è stata sottoposta alla verifica del comitato scientifico ,  formato da eminenti ricercatori , tra cui il premio Nobel Andrew Schally. La relazione è stata accettata , inserita nel programma del congresso e pubblicata agli atti dello stesso di cui allego  alcuni dati

BIT’s 3rd World Cancer Congress (WCC)-2010
Theme: Health Sciences without Borders
Time: June 22-25, 2010
Venue: Singapore EXPO, Singapore
Digitando http://www.bitlifesciences.com/cancer2010/
si accede alle varie sezioni del congresso , Cliccando sulle  sezioni ( Track)  si evidenziano i titoli di tutte le relazioni .La mia è reperibile a: Session Name: __Track 5-10: Clinical Update on Combination Cancer Therapy

Title: Biological Oncotherapy According to The Di Bella Method (DBM), With The Synergic Use of Somatostatin and/or Octreotide, Bromocryptin and/or Cabergoline, Melatonin, Retinoids, Vitamins E, D3, and C, Chondroitin Sulfate, Calcium, and Minimal Apoptotic, Non Cytolytic Doses of Cyclophosphamide or Oncocarbide. Rationale of The DBM, and Results of 553 Cases of 29 Different Histotypes.

Dr. Giuseppe Di Bella
Cancer Biotherapy
Specialist, Otolaryngology, Stomatology
Via Marconi 51, Bologna, Italy

Abstract
The aim of the Di Bella Method (DBM) is to try to overcome the high toxicity level and the limited efficacy of the current medical treatments for cancer, exploiting biological molecules currently undervalued in oncotherapy but which have a high degree of efficacy and a low level of toxicity and whose documented antitumoral effect is enhanced by reciprocal synergism. Survival is, nowadays, essentially due to surgery, reaching 29% at 5 years (Richards et al, BMJ. 2000 Apr 1;320(7239):895-8). Of this 29%, only 2.5% is due to chemotherapy (Morgan et al, 2004 Dec;16(8):549-60). This study is based on 14 years of observation, 225,000 patients, and 22 types of tumor. Half of the patients who survive for 5 years die in the long-term as a result of their tumor (Lopez et al, Gac Med Mex. 1998 Mar-Apr;134(2):145-51). The ASCO conference proceedings report that in solid tumors monoclonal antibodies increase survival by around two months, very rarely reaching or exceeding four months. The mechanism of action, the rationale and the results of the DBM are described, comparing them with those of chemotherapy and/or monoclonal antibodies in the same diseases and at the same disease stages. Using Melatonin, Retinoids, and vitamins E, D3, C, components of the extracellular matrix, the DBM reinforces those means that Physiology considers essential for life. Acting together, these differentiating molecules also have an antiangiogenic and antiproliferative effect. This effect is reinforced by Somatostatin and/or its analogs by negatively regulating highly mitogenic molecules such as GH and GH-dependent growth factors. Cabergoline and/or Bromocryptin, inhibitors of Prolactin, the ubiquitary mitogenic hormone, contribute to the antiproliferative and antiangiogenic synergism. The DBM foresees minimal apoptotic, non-cytotoxic and non-mutagenic doses of Cyclophosphamide or Oncocarbide, their tolerance being enhanced by Melatonin and by the vitamins included in the DBM. The preliminary results are reported of a retrospective observational study on 553 patients with 29 different histotypes, treated with the DBM. In all the tumors, albeit with important differences between them, the DBM achieved a clear improvement in the quality of life and a distinct improvement in survival, without any significant toxicity, for each type of tumor and stage with respect to the corresponding data in the literature regarding chemotherapy and/or monoclonal antibodies.

Titolo
Oncoterapia  biologica secondo il  Metodo Di Bella ( MDB) ,con impiego sinergico di Somatostatina e/o Octreotide, Bromocriptina e/o Cabergolina ,Melatonina, Retinoidi,
Vitamine E, D3, C ,Condroitinsolfato,Calcio,  minimali dosaggi apoptotici, non citolitici di ciclofosfamide o Oncocarbide. Razionale del MDB, risultati su  553 casi  di 29
istotipi diversi

Abstract
Scopo del MDB è cercare di superare l’elevata tossicità e la limitata efficacia delle attuali terapie mediche del cancro valorizzando molecole biologiche di elevata efficacia e bassa tossicità oggi sottovalutate in oncoterapia, il cui documentato effetto antitumorale è esaltato dal reciproco sinergismo. Oggi la sopravvivenza, è essenzialmente dovuta alla chirurgia,  ed è del 29% a 5 anni (Richards et al, BMJ. 2000 Apr 1;320(7239):895-8.)
Di questo 29% solo il 2,5% è dovuto alla chemio, (Morgan et al, 2004 Dec;16(8):549-60).  Questa studio si basa su 14 anni di osservazione, 225000 pazienti, 22 varietà tumorali. Metà dei sopravvissuti  5 anni, nel lungo termine muore per tumore (Lopez et al, Gac Med Mex. 1998 Mar-Apr;134(2):145-51).
Gli atti congressuali  dell’ ASCO, documentano che nei tumori solidi gli  anticorpi monoclonali  incrementano la  sopravvivenza di  due mesi circa ,  molto raramente si raggiungono o superano i quattro mesi.
Si descrive il meccanismo d’azione,il  razionale ,i  risultati, del MDB  confrontandoli con  quelli di chemioterapia e/o anticorpi monoclonali nelle stesse patologie e stadiazioni .
Con Melatonina, Retinoidi ,vitamine E, D3, C, componenti della ECM, il MDB potenzia quei mezzi che la Fisiologia considera essenziali per la vita. Queste molecole differenzianti esercitano sinergicamente anche  un ruolo antiangiogenico e antiproliferativo. Questo effetto  è sinergicamente potenziato da  Somatostatina e/o analoghi mediante la  regolazione  negativa di  molecole altamente mitogene come il GH e i fattori di crescita GH dipendenti. Concorrono al sinergismo antiproliferativo e antiangiogenico  Cabergolina e/o Bromocriptina, inibitori della   Prolattina, ormone mitogeno ubiqitario. Il MDB prevede minimali dosaggi apoptotici, non citotossici e non mutageni di Ciclofosfamide o Oncocarbide, la cui tollerabilità è esaltata dalla MLT e dalle vitamine del MDB.
Sono riportati i risultati preliminari di uno  studio osservazionale retrospettivo su 553 pazienti con 29 diversi istotipi, trattati con MDB. In tutte le neoplasie, anche se con rilevanti differenze tra di esse ,il MDB ha conseguito, senza alcuna rilevante tossicità,un evidente  miglioramento della qualità di vita ed un netto incremento delle mediane di sopravvivenza per ogni patologia e stadio rispetto ai corrispettivi dati della letteratura relativi  alla chemioterapia e/o anticorpi monoclonali.

Considerazioni :
per la prima volta è stata richiesta , accettata e pubblicata a un congresso mondiale di oncologia una relazione completa sul  Metodo Di Bella  , la cui sintesi ( abstract) è già pubblicata agli atti del congresso . Il lavoro per esteso è in corso di pubblicazione.
La relazione sul Metodo Di Bella, è stata  esaminata da un comitato scientifico internazionale al massimo livello, tra cui il PremioNobel Andrew V. Schally, accettata  presentata  il giorno 24 giugno, e pubblicata agli atti. Nessuno nel pubblico dibattito e confronto congressuale ha potuto o saputo contestare nulla delle basi scientifiche, il meccanismo d’azione, il razionale, il risultati clinici ottenuti col Metodo Di Bella.

La statistica di 553 casi è stata accettata ,valutata attendibile, presentata e pubblicata.
Tra questi alcuni casi di completa e definitiva guarigione del tumore, ottenuta solo dal MDB. Nessuno può pertanto più parlare di “casi episodici“, o “guarigioni spontanee”, né affermare che il Metodo Di Bella non sia scientifico e con numerosi riscontri o ampia  casistica. Sono state documentate col MDB mediane di sopravvivenza in tutti  i 29 tipi di tumore studiati e presentati dei 553 pazienti  (in pratica la quasi  totalità dei  tumori solidi) ampiamente superiori ai migliori risultati ”ufficiali” delle attuali terapie mediche dei tumori  (chemio e anticorpi monoclonali) reperibili nella letteratura medico-scientifica. E’ stata documentato un generale e netto miglioramento della qualità di vita , che in molti casi ha consentito anche la ripresa di attività lavorativa .In numerose neoplasie gravi , altamente aggressive  si sono evidenziate  sopravvivenze anche di anni e qualità i vita accettabile fino alla fine. In alcuni pazienti  si sono documentate al Congresso Mondiale di Oncologia unicamente  con il MDB( senza chirurgia chemio  radio o anticorpi monoclonali) guarigioni definitive stabili e complete , dato assolutamente inedito nei tumori solidi che  nessuna terapia medica oncologica  ha mai ottenuto, (ma solo la chirurgia in una certa percentuale di casi). La cura medica dei tumori   oggi consegue limitate  e modeste percentuali di guarigioni stabili e definitive unicamente  in alcune leucemie . Tra i casi guariti con MDB senza operazione chirurgica figurano anche alcuni dei tumori caratterizzati da elevata aggressività e  rapida progressione come i sarcomi . In due casi di sarcomi il Prof Di Bella si era  assunto  la grave responsabilità di non fare mutilare un bimbo e un adulto, che per osteosarcomi agli arti inferiori erano stati candidati all’amputazione . Sono vivi e guariti , e la documentazione è completa e inattaccabile . Il bimbo è diventato giocatore di calcio   e un giornale siciliano, nel giorno in cui il paese natale del Prof Di Bella gli ha  dedicato  una piazza, ha pubblicato un’intera pagina sulla sua vicenda, fotografandolo davanti ad una porta di calcio. Dai dati degli organizzatori, al Congresso Mondiale di Singapore hanno partecipato circa 3000 oncologi da tutto il mondo  ( dato evidenziabile digitando  http://www.bitlifesciences.com/cancer2010/)

Nel sito del congresso sono riportati anche tutti i titoli delle relazioni.  Dalla loro revisione e dalla lettura degli  atti emergono considerazioni significative sullo stato dell’arte in oncologia:
Se la malattia neoplastica supera i limiti chirurgici  chemio–radioterapia e/o  anticorpi monoclonali riescono solo a prolungare la sopravvivenza, anche di qualche anno, ma  non possono assolutamente conseguire  guarigioni stabili e definitive di tumori solidi, ma con chemio-radioterapia anticorpi monoclonali, unicamente periodi e percentuali di sopravvivenza,molto  difficilmente superiori ai 3 anni, eccezionalmente  fino a cinque  La tossicità  delle attuali terapie rimane  elevata  e può anche essere mortale.

Nessuna rilevante tossicità è stata registrata  nei casi trattati col MDB, che in un’elevata percentuale di casi  ha prodotto evidenti  miglioramenti della qualità di vita . La documentazione dei casi presentati è completa , e in alta percentuale si riferisce ad ammalati che per ottenere il MDB hanno fatto ricorso a cause contro le ASL,  e la documentazione dei loro evidenti miglioramenti e/o guarigioni è stata esaminata e certificata da tre medici in qualità di periti giurati nominati dai tribunali.

La relazione presentata  è articolata  sui  tre obiettivi fondamentali del MDB
a) La difesa dall’aggressione neoplastica mediante Melatonina (attivata secondo la formulazione del Prof Di Bella),Retinoidi, Vitamine D3, E, C, calcio, componenti della matrice extracellulare. Il MDB asseconda ed esalta le reazioni vitali e l’omeostasi  antitumorale per metterle in condizione di contrapporsi  alla insorgenza e  progressione neoplastica con effetto documentato sia nella prevenzione che nella cura delle neoplasie.

b) Il contrasto della spiccata tendenza mutagena delle cellule tumorali
Gli obiettivi strategici di una cura antiblastica, non possono prescindere dal controllo delle mutazioni neoplastiche, che rappresentano una caratteristica essenziale e un denominatore comune delle cellule tumorali. Per ogni mutazione ( che avviene nel DNA, nei codici della vita) la cellula tumorale seleziona i massimi vantaggi e li trattiene  diventando progressivamente sempre più resistente, aggressiva, mobile  e tossica superando così ogni ostacolo che le si possa  frapporre. Esattamente come i germi mutando diventano resistenti agli antibiotici.
Componenti del MDB come  Folati, Melatonina MDB,  soluzioni di Retinoidi,  in Vitamina E, Vitamine D3, E, C, hanno un spiccato e documentato effetto di contrapposizione alle mutazioni stabilizzando la cellula con effetto definito “Differenziante” . Queste stesse sostanze incrementano notevolmente l’immunità il trofismo e l’efficienza psicofisica. Esse con meccanismo sinergico potenziano il l’effetto  antiproliferativo degli inibitori prolattinici e della somatostatina e  delle quantità minimali  di antiblastici del MDB, nelle stesse dosi usate nelle patologie reumatiche

c) L’inibizione della proliferazione neoplastica. Il MDB contrasta   la crescita tumorale  inibendo la prolattina e soprattutto l’ormone della crescita ( GH) potenziali, potenti  e ubiquitari attivatori della crescita cellulare neoplastica.
Stanno emergendo con sempre maggiore  evidenza dati scientifici a conferma  del razionale d’impiego della somatostatina,  documentando il ruolo centrale dell’ormone della crescita (GH) e della prolattina (PRL) nella  insorgenza  e progressione neoplastica. Queste evidenze scientifiche sono basate su migliaia di studi e pubblicazioni , che il Prof Di Bella anticipò al congresso mondiale di Amsterdam nel 1978 pubblicando i dati nel 1979 sulla rivista J. Pineal Research. A piena conferma  della strategia terapeutica del Prof Di Bella ,eminenti scienziati come Lincoln hanno documentato il ruolo primario dell’ormone della crescita nell’induzione e metastatizzazzione tumorale nelle nota pubblicazione:

1.    Lincoln DT, et al. Growth hormone receptor expression in thenucleus and cytoplasm of normal and neoplastic cells. Histochem Cell Biol. 1998; 109(2):141-159

La letteratura ( tra cui i lavori del  Nobel Schally) sta  pienamente convalidando  il razionale e i criteri terapeutici del Prof Di Bella e la razionalità dell’impiego antitumorale della somatostatina

1°) Documentando  con numerose pubblicazioni (di cui allego un saggio) quel  ruolo centrale che l’ormone della crescita (GH) esercita nell’induzione e proliferazione tumorale, giustificando pienamente l’impiego in funzione antitumorale del suo antidoto, la somatostatina.

Barabutis N, Siejka A, Schally AV.Effects of growth hormonereleasing hormone and its agonistic and antagonistic analogs in cancer and non-cancerous cell lines.Int J Oncol. 2010 May;36(5):1285-9.

Barabutis N, Schally AV.Growth hormone releasing hormone induces the expression of nitric oxide synthase.J Cell Mol Med. 2010 May 26.

Siejka A, Schally AV, Barabutis N. Activation of Janus kinase/signal transducer and activator of transcription 3 pathway by growth hormone-releasing hormone.

Cell Mol Life Sci. 2010 Mar;67(6):959-64.

Barabutis N,  Schally AV,Activation of mitogen-activated protein kinases by a splice variant of GHRH receptor.J Mol Endocrinol. 2010 Feb;44(2):127-34. Epub 2009 Nov 6.

2°) Certificando l’indiscussa razionalità dell’impiego antitumorale della somatostatina con oltre ventiseimila pubblicazioni reperibili sulla  banca dati scientifica www.pubmed.gov. Digitando somatostatin (e l’analogo) octreotide  in cancer therapy si visualizza :

U.S. National Library of Medicine
Search: Display Settings:somatostatin or octreotide in cancer therapy 30.06.2010
Display Settings: Results: 1 to 20 of 26350

Allego un campione delle ventiseimila pubblicazioni (tra cui diverse del Nobel Schally) sull’uso antitumorale della somatosatina e dell’analogo Octreotide  evidenziando  che ne è stata documentato l’efficacia in un’ampia gamma di tumori

Bellyei S, Schally AV ;GHRH antagonists (somatostatin) reduce the invasive and metastatic potential of human cancer cell lines in vitro. Cancer Lett. 2010 Jan 9.

Guo J, Schally AV,Antiproliferative effect of growth hormone-releasing hormone (GHRH) antagonist on ovarian cancer cells through the EGFR-Akt pathway.Reprod Biol Endocrinol. 2010 May 28;8:54

He Y, Yuan XM et al, The antiproliferative effects of somatostatin receptor subtype 2 in breast cancer cells. Acta Pharmacol Sin. 2009 Jul;30(7):1053-9.

Hohla F, Schally AV,Targeted cytotoxic somatostatin analog AN-162 inhibits growth of human colon carcinomas and increases sensitivity of doxorubicin resistant murine leukemia cells.Cancer Lett. 2010 Aug 1;294(1):35-42.

Köster F, Schally AV,Triple-negative breast cancers express receptors for growth hormone-releasing hormone (GHRH) and respond to GHRH antagonists with growth inhibition.  Breast Cancer Res Treat. 2009 Jul;116(2):273-9.

Laklai H, Schally AV,Thrombospondin-1 is a critical effector of oncosuppressive activity of sst 2 somatostatin receptor on pancreatic cancer.S Proc Natl Acad Sci U S A. 2009 Oct 20;106(42):17769-74.

Pollak M. Schally AV The potential role of somatostatin analogues in breast cancer treatment. Yale J Biol Med. 1997; 70(5-6): 535-539.

Pozsgai E, Schally AV,The effect of GHRH antagonists on human glioblastomas and their mechanism of action.Int J Cancer. 2010 Feb 16.

Schally A V, Pollak M.”Mechanisms of antineoplastic action of somatostatin analogs, Proc Soc Exp.Biol Med 1998 Feb;217 (2):143- 52” .

Siejka A, Schally AV, Antagonists of growth hormone-releasing hormone inhibit the proliferation of human benign prostatic hyperplasia cells.Prostate. 2010 Jul 1;70(10):1087-93.

WD, Zhang CH et al ,Octroctreotide therapy for hepatocellular carcinoma: a systematic review of the evidence from randomized controlled trials.Hepatogastroenterology. 2010 Mar-r;57(98):292-

Una conferma scientifica di questa portata è accuratamente nascosta all’opinione pubblica, rigorosamente censurata   e tuttora non valorizzata nella pratica clinica, né prevista nelle linee guida ministeriali, per cui i pazienti devono pagarsi la somatostatina .Malgrado un’evidenza scientifica  di questa ampiezza  che il prof Di Bella ha anticipato di 32 anni ,si  è lasciato credere che il Prof Di Bella  nella migliore delle ipotesi fosse un illuso o un visionario,è stato offeso emarginato e vilipeso,  incolpato di  distogliere i pazienti neoplastici da “cure di provata efficacia”.
Il mancato recepimento di queste documentate verità è una delle cause della reale impotenza dell’oncologia  a guarire ed eradicare stabilmente i tumori solidi.
E’ ormai scientificamente e definitivamente provato  quanto pubblicato dal  Prof Di Bella 32 anni fa: l’ormone della crescita (GH), in realtà rappresenta quell’ Interruttore Generale che è necessario e vitale  spegnere in quanto potente e potenziale attivatore della crescita tumorale, sia per azione diretta sulla cellula tumorale,  che indirettamente  inducendo  una cascata di fattori di crescita  ognuno dei quale svolge un rilevante ruolo nell’espansione di popolazioni cellulari neoplastiche. Gran parte della ricerca, come evidenziato dal 3° Congresso Mondiale è ancora orientata a produrre anticorpi monoclonali (i cosiddetti “farmaci intelligenti”  biologici) che agiscono su uno solo delle decine di fattori di crescita noti (ad esempio quello epidermico EGF o vascolare VEGF) o una singola via di segnalazione proteinchinasica o tirosinchinasica. Le relative cerche presentate al congresso erano inappuntabili, tecnicamente pregevoli,eleganti nella forma, corredate di calcoli statistici accurati , di immagini suggestive, ma settoriali, compartimentali, ristrette    ad un  passaggio circoscritto della crescita tumorale , a un  singolo fattore di crescita da inibire, a una singola via di segnalazione della proliferazione tumorale da bloccare. Da ciò risultati parziali,  incremento dell’aspettativa di vita (riportato nelle schede tecniche di  ammissione del farmaco) dell’ordine di due mesi, molto più difficilmente fino a 4 mesi. Manca ancora la visione d’insieme, la conoscenza approfondita e il recepimento, la presa di coscienza, che solo spegnendo con la somatostatina e/o analoghi l’Interruttore Generale, l’ormone della crescita, il GH potente  attivatore  sia diretto sul tumore, che indiretto  attraverso  l’induzione della cascata di fattori di crescita, si incrementa a livello esponenziale l’efficacia antitumorale e si abbattono radicalmente i costi, si elimina la tossicità, essendo la somatostatina naturale e atossica. Manca ancora in definitiva  il trasferimento e la valorizzazione delle conoscenze approfondite della fisiologia alla clinica. I miglioramenti e le guarigioni dei 553 casi trattati con MDD rappresentano  il primo studio clinico osservazionale retrospettivo mondiale su vasca scala di queste evidenze scientifiche. Questo studio è nato spontaneamente dalla gente  senza finanziamenti di ditte, né statali, ma solo per iniziativa del Prof Di Bella, e per effetto della fiducia  che ha riscosso da medici e pazienti  per i risultati conseguiti lavorando gratuitamente e in silenzio per decenni senza chiedere né ottenere nulla per la ricerca.

Anche gli studi presentati al congresso su singole molecole impiegate da Prof Di Bella oltre 30 anni fa come retinoidi o vitamina D3 impiegavano la singola molecola nella cura dei tumori con effetti positivi, ma parziali per il  mancato sinergismo  degli altri componenti del MDB. Stanno incominciando a intuire che queste molecole hanno efficacia antitumorale , ma manca ancora quella visione strategica d’insieme  che il prof . Di Bella attuò dagli anni settanta . Non agiscono ancora  sui due obiettivi strategici essenziali per una cura antitumorale perseguiti dal MDB, il  potenziamento di tutte le strutture e funzioni vitali dell’organismo per metterlo in grado di contrapporsi all’aggressione neoplastica, l’inibizione delle mutazioni tumorali costituenti probabilmente l’aspetto più pericoloso e insidioso della patologia neoplastica.

La ricerca  ha confermato anche la rilevanza antitumorale di molecole che il prof Di Bella ha impiegato in funzione antitumorale  con almeno 30 anni di anticipo come i retinoidi e la vitamina D 3, la E, la C, la Melatonina i componenti della matrice extracellulare.
Queste sostanze, oggetto singolarmente di alcune comunicazioni al congresso,  agiscono sul secondo denominatore comune di tutti i tumori , le mutazioni , inibendole . La mutazione è un fenomeno doppio , si associa alla selezione e consente alla cellula mutante di selezionare i massimi vantaggi e trattenerli . Così mutazione dopo mutazione le cellule tumorali diventano progressivamente più aggressive , resistenti mobili proliferative ,tossiche . E’ evidente che una terapia razionale del tumore non può prescindere del blocco delle mutazioni che l’oncologia ancora non attua e il MDB realizza   con soluzione di retinoidi in Vitamina E, Vit D3, C, Melatonina. Nel congresso ho documentato chiaramente anche la capacità della somatostatina e di ogni componente del MDB di agire sinergicamente bloccando l’angiogenesi tumorale, cioè la costruzione da parte delle cellule tumorali di una rete di vasi sanguigni che consente loro di avere il massimo apporto nutritivo. L’angiogenesi è un passaggio critico e decisivo dell’espansione tumorale locale e a distanza che l’uso contemporaneo e sinergico dei componenti del MDB ha pienamente dimostrato di inibire. L’impiego della somatostatina, antitodo naturale  sia  dell’ormone della crescita che di tutti i fattori di crescita da esso dipendenti, unitamente all’impiego di sostanze differenzianti (anti-mutazioni), dotate anche di importanti attività trofiche, immunomodulanti,antiossidanti e antiradicali.liberi. ha consentito al MDB  di documentare i migliori risultati oggi perseguibili nella cura dei tumori solidi   in termini di guarigione, e/o incremento  dell’aspettativa di vita con netto miglioramento della sua qualità. Il MDB ha dimostrato di rappresentare una visione terapeutica globale del problema cancro, non frammentaria e settoriale di singoli aspetti della crescita tumorale, ma completa e in grado di intervenire decisamente e senza tossicità su tutti i denominatori comuni  dei tumori e su  tutti i punti critici   dell’insorgenza e progressione tumorale.

Il tumore è deviazione dalla vita normale, che il MDB corregge, assecondando ed esaltando le reazioni vitali. Il Metodo Di Bella,  non è pertanto ”alternativo”, nell’accezione comune del termine, ma rappresenta   l’integrazione   razionale e la logica convergenza delle  conoscenze medico-scientifiche definitivamente acquisite,e delle emergenti  evidenze scientifiche, in una  clinica affrancata da inquinamenti politico-finanziari.

Tratto da: www.disinformazione.it

luglio 8, 2010

Osi Protestare?!? Sei un Comunista, anzi un burattino della sinistra… parola del Negus!

Aquilani: terremotati e manganellati

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Aggiornamento ore 20:03
Governo incapaceQuesto governo è irresponsabile e incapace. Finora, infatti, ha fatto finta di non vedere la drammatica situazione degli abruzzesi, calpestando la loro dignità, ed è stato risvegliato solo dalla protesta di un popolo sceso in piazza che lo ha obbligato a fare ciò che avrebbe dovuto fare già da tempo. Siamo orgogliosi di aver contribuito a dare voce alle istanze degli abruzzesi e a fare in modo che queste venissero accolte, anche se quanto proposto dal governo è ancora al di sotto delle reali esigenze della popolazioni. Per questo, l’Italia dei Valori, sia al Senato sia alla Camera, ha chiesto la restituzione dei tributi al 40% dell’importo, come è stato concesso alle altre regioni che hanno vissuto situazioni analoghe.

Sono al fianco degli aquilani che stamattina hanno protestato a Roma contro un Governo che li ha illusi e abbandonati. Gli scontri con le forze di Polizia sono vergognosi. Questa è una battaglia della disperazione. Una battaglia tra poveri che porta solo dolore. L’errore è aver bloccato i manifestanti e alzato il livello dello tensione. Anche i terremotati hanno il diritto di manifestare.
E mentre in piazza alcuni manifestanti venivano feriti durante gli scontri, in Parlamento un deputato di Italia dei Valori (Franco Barbato) veniva colpito con un pugno da un esponente del Pdl (il partito dell’amore). Questo è il governo dell’odio e del manganello.

Dobbiamo organizzare la resistenza, la strada per una
rivolta sociale in Italia è alle porte rispetto a un governo sordo e cieco.

E in questo contesto così difficile, si è inserito in modo del tutto fuori luogo il ministro Frattini che ha detto di aver sentito “qualche fischietto e niente più”. Le sue dichiarazioni sono gravi. Hanno la stessa valenza delle risate di quegli imprenditori che subito dopo il terremoto dell’Aquila erano già pronti a speculare. Il ministro rispetti la disperazione del popolo aquilano che fino ad oggi ha assistito ai soliti spot di governo, subendo l’umiliazione di promesse non mantenute. Sull’Abruzzo il governo continua a latitare, a proporre spot a reti unificate, senza far seguire dei provvedimenti concreti. L’Italia dei Valori continuerà a battersi in Parlamento e nelle piazze per sostenere le istanze degli abruzzesi.

E io sto con : www.antoniodipietro.it

E tra qualche giorno vado in vacanza nella terra dei miei nonni, dove sono i miei parenti, terra fiera di lavoratori, prima emigranti, poi comparse da spot e ora manganellati… da sti figli di troia!

luglio 7, 2010

L’attacco israeliano contro la Freedom Flotilla fa parte di una strategia militare più ampia

L’attacco israeliano contro la Freedom Flotilla fa parte di una strategia militare più ampia

Di Michel Chossudovsky – Global Research
Tratto da www.comedonchisciotte.org

Il criminale di guerra e primo ministro Netanyahu, che ha ordinato l’assalto contro la flotta internazionale diretta a Gaza, era in visita ufficiale in Canada al momento dell’attacco israeliano.
L’assalto costituisce un atto di pirateria che viola la legge marittima della Convenzione delle Nazioni Unite.
L’azione di Netanyahu, che ha provocato 9 morti e circa 60 feriti, costituisce un atto criminale commesso in acque internazionali (BBC News – “Deaths as Israeli forces storm Gaza aid ship”).
Netanyahu – che crudele ironia! – si era recentemente impegnato a trovare la pace con la Palestina: “Vogliamo agire in fretta e con dialoghi diretti perché il problema che abbiamo con i palestinesi può essere risolto pacificamente e solo se ci sediamo assieme a un tavolo”.

Diverse personalità di rilievo e collaboratori di Global Research erano su quelle navi.
L’assalto del 31 Maggio è la continuazione dell’Operazione Piombo Fuso iniziata a fine Dicembre 2008. L’obiettivo è quello di confermare lo status di Gaza come prigione urbana.
L’Operazione Piombo Fuso faceva parte di un’operazione militare più ampia avviata all’inizio del governo di Ariel Sharon. Con l’operazione Vendetta Giustificata di Sharon si iniziarono a utilizzare aerei da combattimento F-16 per bombardare le città palestinesi. L’assalto alla Freedom Flotilla fa parte del progetto di trasformare Gaza in un campo di concentramento urbano.

Operazione Giusta Vendetta fu presentata nel 2001 al governo di Ariel Sharon dal Capo di Stato Maggiore dell’IDF (Israeli Defense Forces), sotto il titolo “La Distruzione dell’Autorità Palestinese e il Disarmo di Tutte le Forze Armate”. L’operazione era anche conosciuta come Piano Dagan, dal nome del generale (in pensione) Meir Dagan, attualmente a capo del Mossad, l’agenzia di intelligence israeliana (vedi Ellis Shulman, “Operation Justified Vengeance, A Secret to Destroy the Palestinian Authority”, Global Research, 2002).
Meir Dagan, in coordinamento con le sue controparti negli Stati Uniti, è stato messo a capo di varie operazioni di intelligence militari. Vale la pena notare che Meir Dagan era stretto collaboratore da giovane colonnello dell’allora ministro della difesa Ariel Sharon nei bombardamenti sugli insediamenti a Beirut nel 1982.
L’invasione di terra di Gaza nel 2009, per molti aspetti, ricorda l’operazione militare condotta da Sharon nel 1982. Non vi è alcun dubbio che Dagan, come capo dell’intelligence israeliana, ha preso parte nella decisione dell’assalto alla Freedom Flotilla.

Decisione presa dopo aver consultato gli Stati Uniti? Il 26 Maggio l’esercito israeliano (IDF) confermava che avrebbe affrontato la Freedom Flotilla in acque internazionali, inoltre avvertiva che ci sarebbero potuti essere dei terroristi a bordo delle navi:
“Per prepararsi militarmente, la marina ha condotto un’esercitazione consistente in intercettazione di navi e arresto di passeggeri.
Il comandante della Marina militare, generale Eliezer Marom ha affermato che la Marina militare avrebbe preso misure per proteggere le vite dei soldati e assicurare che non ci fossero terroristi o bombe a bordo delle navi.
Marom dice di aver istruito gli uomini ad agire con tatto e a evitare provocazioni, inoltre ha aggiunto che l’IDF non aveva intenzione di far del male alle centinaia di passeggeri delle navi.” (“Israel’s Military Command Says Will Stop Flotilla, but Transfer Supplies to Gaza”)

Vale la pena notare che prima di questo annuncio, l’IDF aveva lanciato una campagna di public relations, descrivendo quello della Flotilla come un “atto provocatorio”:
“Il colonnello Moshe Levi, comandante del distretto di Gaza e responsabile per l’ufficio di coordinamento per gli affari umanitari aveva indetto una conferenza stampa dove affermava che non c’è alcuna mancanza di cibo e di provviste nella Striscia”.
“Il viaggio programmato della Flotilla è un atto provocatorio e non necessario data la attuale situazione a Gaza, che è stabile e positiva”, ha affermato, aggiungendo che Israele permette l’ingresso di molti prodotti nella Striscia, tranne quelli che potrebbero essere usati da Hamas per promuovere attività terroristiche”. (ibid)
Washington era pienamente consapevole della natura e delle probabili conseguenze dell’operazione dell’IDF in acque internazionali, inclusa l’uccisione di civili. Ci sono indicazioni che questa decisione è stata concertata con Washington.

Il ruolo di Rahm Emmanuel
Il Capo dello Staff della Casa Bianca di Obama Rahm Emmanuel era in Israele la settimana prima dell’inizio del raid sulla Freedom Flotilla.
Sebbene in visita privata, Rahm Emmanuel ha incontrato il primo ministro Netanyahu per discussioni di alto profilo il 26 Maggio. Rahm Emmanuel ha incontrato anche Shimon Peres il 27 Maggio. La Casa Bianca ha descritto l’incontro del 26 Maggio come “una discussione informale su una serie di temi riguardanti le relazioni bilaterali Stati Uniti-Israele”.

Un’agenda militare più ampia
Ormai dovrebbe essere chiaro che il raid sulla Flotilla ha coinciso anche con esercitazioni di guerra congiunte di Nato e Israele indirizzate contro l’Iran. Secondo il Sunday Times “tre sottomarini israeliani di fabbricazione tedesca, armati di missili nucleari cruise sono dispiegati nel Golfo vicino alla costa iraniana” (“Israel Deploys Three Nuclear Cruise Missile-Armed Subs Along Iranian Coastline”) . L’articolo presenta implicitamente Israele come la vittima piuttosto che come l’artefice della minaccia militare:

“Il centro affaristico e di difesa di Israele rimane la città più minacciata al mondo” sostiene un esperto. “Il numero di missili indirizzati verso Tel Aviv supera quello verso qualunque altra città”, ha continuato.
“Il primo sottomarino è stato inviato in risposta ai timori israeliani che i missili balistici sviluppati da Iran, Siria e Hezbollah, organizzazione politica e militare del Libano, potessero colpire siti Israeliani, basi aeree e missilistiche incluse.
I sottomarini della Flotilla 7 – Dolphin, Tekuma e Leviathan – avevano visitato il Golfo prima. Ma la decisione ora è stata presa per assicurare la presenza continua di almeno una delle navi.

Il comandante della flotta, identificato solo come Colonnello O, ha detto a un quotidiano israeliano: ‘Siamo un gruppo d’assalto sottomarino. Operiamo in profondità e lontano, molto lontano, dai nostri confini’. …Il dispiegamento è designato per agire come deterrente, acquisire informazioni e potenzialmente far sbarcare agenti del Mossad. ‘Siamo una base solida per raccogliere informazioni delicate, dal momento che possiamo rimanere in un posto per parecchio tempo’ ha rivelato un ufficiale della flotta.
I sottomarini potrebbero essere utilizzati se l’Iran dovesse continuare il suo programma per produrre l’atomica. ‘La gittata di 1,500 Km dei missili dei sottomarini può raggiungere qualunque obiettivo in Iran’ ha affermato un ufficiale della Marina.
Apparentemente in risposta all’attività israeliana, un ammiraglio iraniano ha detto: ‘Chiunque intenda commettere atti malvagi nel Golfo persico riceverà una potente risposta da parte nostra’.

L’urgente bisogno di Israele di dissuadere l’alleanza Iran-Siria-Hezbollah è stato dimostrato il mese scorso.
Ehud Barak, il ministro ella Difesa, pare abbia mostrato al presidente Barack Obama immagini satellitari riservate di un convoglio di missili balistici che usciva dalla Siria diretto verso il Libano, per Hezbollah.
Mentre questi schieramenti si muovevano in fondo al Golfo persico, Israele era anche coinvolta in esercitazioni nel Mediterraneo. L’esercitazione – nome in codice MINOAS 2010- era stata condotta in una base aerea nella baia di Souda, a Creta.

Inoltre, subito dopo la decisione adottata contro le armi nucleari israeliane scaturita dagli auspici del Trattato di Non Proliferazione Nucleare, la Casa Bianca non solo ha ribadito il proprio supporto a Israele ma anche al potenziale del suo arsenale nucleare. Il rapporto stilato il giorno prima del raid sulla flotta evidenzia “il potenziale strategico e deterrente di Israele, che prevede anche il lancio di un attacco nucleare preventivo sull’Iran”:
“Un’alta fonte politica a Gerusalemme ha rivelato sabato scorso che Israele ha ricevuto garanzie dal presidente Barack Obama sul fatto che gli Stati Uniti sosterranno e miglioreranno il potenziale strategico e deterrente di Israele.
Secondo la fonte, Obama ha fornito a Netanyahu garanzie inequivocabili che includono un sostanziale sviluppo nei rapporti Stati Uniti-Israele”.
Obama ha promesso che nessuna decisione presa durante la recente conferenza per la revisione e il rafforzamento del Trattato di Non Proliferazione Nucleare, siglato 40 anni fa, “potrà mai danneggiare gli interessi vitali di Israele” ha confermato la fonte. (”Obama promised to bolster Israel’s strategic capabilities, Jerusalem officials say” – Haaretz Daily Newspaper).

La presenza del Capo dello Staff di Obama a Tel Aviv ha indubbiamente avuto un ruolo fondamentale nella tempistica del rapporto del 30 maggio così come nell’attacco alla Freedom Flotilla. L’amministrazione Obama ha dato luce verde al fatale raid in acque internazionali.
L’uccisione di civili disarmati era parte delle consegne del commando navale israeliano. Faceva parte integrale dell’Operazione Giusta Vendetta di Dagan, che presenta Israele come vittima piuttosto che come colpevole e usa le morti dei civili “di entrambe le parti” per giustificare un processo di escalation militare.
L’azione dell’IDF ha prodotto un’ondata di indignazione in tutto il Medio Oriente. Produrrà indubbiamente anche una risposta da parte della resistenza palestinese, inclusi possibili attacchi suicidi in Israele, che poi potrebbero essere usati da Israele come pretesto e giustificazione per avviare una più vasta operazione militare.

L’Iran viene descritto dagli articoli dei media occidentali come solidale con Hamas e la Freedom Flotilla indicata come supportata da una tacita alleanza tra Hamas e l’Iran. La realtà viene capovolta. Israele è la vittima. Per dirla con Benjamin Netanyahu: “I nostri soldati hanno dovuto difendersi per salvare la propria vita”. Sempre Netanyahu in una conferenza stampa ad Ottawa:
“I soldati sono saliti a bordo per cercare razzi, missili o esplosivi diretti a Gaza per essere usati in attacchi contro Israele. Sono stati presi d’assalto con mazze, picchiati, accoltellati, sono stati segnalati anche spari e i nostri soldati si sono dovuti difendere, difendere le loro vite altrimenti sarebbero stati uccisi” ha affermato lunedì scorso durante una visita al Primo Ministro Stephen Harper.

Ha inoltre aggiunto: “Deplorevolmente nello scontro almeno 10 persone sono morte. Siamo rammaricati per queste perdite. Siamo rammaricati per tutta la violenza che si è verificata. Voglio augurare ai feriti un pronto recupero, inclusi quattro uomini nostri” (Citato dal Toronto Star, 31 Maggio 2010).

Intanto un portavoce della Casa Bianca ha confermato che gli Stati Uniti “si rammaricano per la perdita di vite e i feriti.” Ma l’azione di Israele non è stata condannata dall’amministrazione Obama: “l’amministrazione in questo momento sta cercando di capire le circostanze intorno a questa tragedia”. (The Associated Press: Obama administration concerned about Gaza incident.)

Titolo originale: “”Operation Justified Vengeance”: Israeli Strike on Freedom Flotilla to Gaza is Part of a Broader Military Agenda”

Fonte: http://www.globalresearch.ca
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di RENATO MONTINI

Da : www.disinformazione.it

luglio 2, 2010

Il 29% di disoccupazione giovanile, Berlusconi Loda, e l’Italia si Imbroda! Che Vergogna!

Lo Stato c’è, soprattutto per Mediaset

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Quando uno Stato arriva a tagliare 256 euro al mese per la pensione di un disabile e 450 euro per l’accompagno, così come sancito da un emendamento governativo alla manovra, allora lo Stato, inteso come organo che tutela la comunità, cessa di esistere.

Quando uno Stato taglia la cultura e l’istruzione al punto tale che le scuole pubbliche devono ricorrere a collette private per imbiancare un muro, allora lo Stato cessa di esistere.

Quando uno Stato lascia in mezzo ad una strada un terzo dei giovani in età lavorativa, e intanto vuole approvare una vergognosa legge sulle intercettazioni, ha già approvato quella sul legittimo impedimento e vuole estendere il lodo d’impunità anche ai ministri, come già fatto per il Presidente del Consiglio, allora lo Stato cessa di esistere.

Quando uno Stato non incentiva le imprese italiane a produrre nel nostro Paese ma con una pressione fiscale insopportabile del 43,2% (più una serie di dazi, oboli, ive e gabelle che non rientrano in questo computo), le costringe a delocalizzarsi, allora lo Stato cessa di esistere.

Quando potere politico ed economico si saldano per interessi che esulano dal bene dello Stato e dei suoi cittadini, allora lo Stato cessa di esistere.

Quando un’azienda privata come Mediaset, di proprietà del Presidente del Consiglio, dichiara un’esplosione di utili nel primo semestre 2010, grazie all’affossamento del concorrente pubblico, cioè la televisione di Stato, e grazie al conseguente travaso di investimenti pubblicitari che ne deriva, allora lo Stato cessa di esistere.

Quando l’informazione e gli organi di controllo (Antitrust, Consob, Agcom) non garantiscono più gli equilibri democratici e di mercato all’interno dello Stato, allora lo Stato cessa di esistere.

In Italia non c’è più la concezione di Stato e dell’ordinamento giuridico politico che esercita il potere sovrano su un determinato territorio e sui soggetti a esso appartenenti. Siamo in mano ad un governo che si è organizzato in cricche al fine di operare a scopo di lucro personale; che ha snaturato il sistema dell’informazione italiana ridotta a produrre esclusivamente propaganda per mano di burattini privi di professionalità catapultati nei punti nevralgici dell’informazione pubblica e privata.

Ma quando lo Stato cessa di esistere, quando lo Stato non tutela più i propri cittadini, allora ognuno è libero di interpretare le regole come meglio crede, di pagare le tasse nella misura che ritiene equa in relazione ai servizi che riceve, di andare in edicola e agguantare una copia di un quotidiano che già paga tramite i finanziamenti pubblici, di non pagare il canone Rai finché c’è Minzolini. Ma questa non è la strada da prendere.

L’Italia dei Valori vuole costruire un’alternativa che possa salvare il nostro Paese. Nel frattempo, chiunque voglia tutelare il futuro dei propri figli, eviti di investire in pubblicità o di fare affari con le aziende del Presidente del Consiglio, almeno finché questi non avrà affrontato tutti i processi che riguardano lui e le sue aziende.

Berlusconi decida cosa vuol fare da grande, se il Presidente del Consiglio o il faccendiere di famiglia. Ora sta facendo l’imprenditore e utilizza il suo ruolo istituzionale per fini personali.

Tratto da: www.AntonioDiPietro.it

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