Angolo del Gigio

giugno 3, 2010

MEDIO ORIENTE: i PACIFISTI, PICCHIATI dagli ISRAELIANI – ITALIA “Berlusconi loda Israele”

ITALIANI PICCHIATI dai SOLDATI ISRAELIANI
e Governo BERLUSCONI premia ISRAELE!

(AGI) – Istanbul, 3 giu. – Centinaia di pacifisti filo-palestinesi, che erano sul convoglio umanitario attaccato da Israele, sono arrivati nella notte a Istanbul dove hanno ricevuto un’accoglienza da eroi, da parte di migliaia di attivisti che li attendevano all’aeroporto. I primi ad arrivare sono stati i diciotto attivisti turchi e un irlandese, che erano stati feriti nel raid, giunti ad Ankara su tre aerei dell’esercito turco e del ministero della Sanita’ turco e che sono stati subito trasferiti in ospedale. Subito dopo sono arrivati tre aerei della Turkish Airlines, noleggiati dal governo turco, che sono atterrati alle 2:40 ora locale all’aeroporto internazionale Ataturk di Istanbul, con i 466 attivisti, in gran parte turchi. A bordo anche cinque italiani, che rientraranno in patria in giornata (insieme a un sesto che arrivera’ direttamente da Tel Aviv).

A bordo anche i cadaveri dei nove attivisti morti durante l’attacco israeliano alla Flotta della Liberta’.

Molti hanno denunciato il brutale trattamento ricevuto da parte delle autorita’ israeliana, dal momento della cattura a bordo delle imbarcazioni, ma anche durante il soggiorno in Israele. Lo spagnolo Manuel Tapial, membro della Ong Cultura, Paz e Solidaridad Hayd�e Santamar�a, ha raccontato di esser stato interrogato per tre ore dal Mossad, il servizio segreto israeliano, e che in tre giorni di fermo ha ricevuto solo un pasto. Anche due giornalisti australiani hanno denunciato abusi da parte degli israeliani.

“Siamo stati arrestati da commando dell’esercito che ci hanno puntato al volto i laser delle armi nonostante ci fossimo identificati come giornalisti stranieri; poi ci hanno incappucciati e privati di tutto il materiale del nostro lavoro”, ha aggiunto David Segarra, giornalista della televisione venezuelana ‘Tele Sur’. Anche due cronisti australiani a bordo della Freedom Flotilla, il corrispondente Paul McGeough e la fotografa Kate Geragthy, hanno denunciato abusi, raccontando che i militari hanno attaccato gli attivisti disarmati, anche se nel loro caso senza usare munizioni vere.

Geragthy ha aggiunto di aver sentito dolore e nausea quando i soldati li hanno assaltati con pistole elettriche prima di arrestarla. Ad accoglierli in aeroporto il vice-premier Bulent Arinc, insieme a vari parlamentari turchi. “Hanno affrontato barbarie e oppressione, ma sono tornati con orgoglio” ha detto Arinc. Insieme a loro alcune migliaia di parenti e sostenitori festanti, che agitavano bandiere palestinesi e turche, e sono scoppiati in un applauso gridando “Allah Akbar”, “Dio e’ grande”, al loro arrivo. Nella notte un aereo con 35 attivisti della flottiglia e’ giunto anche ad Atene, anche li’ accolto da centinaia di parenti e sostenitori che applaudivano e scandivano slogan filo-palestinesi. L’aereo militare portava 31 pacifisti greci, 3 francesi e uno statunitense. All’aeroporto Elefsina, ad accoglierli, c’erano il vice-ministro degli esteri, Dimitris Drotsas e vari parlamentari.

La portavoce del ministero dell’Interno israeliano ha spiegato che sono stati utilizzati in tutto sette aerei, per trasferire in Turchia e in Grecia 527 attivisti. Sette manifestanti rimangono invece negli ospedali israeliani per essere curati.

Fonte : www.agi.it

E IL NOSTRO IGNOBILE E SUPINO GOVERNO VOTA CONTRO ALLA RISOLUZIONE ONU PER APRIRE UN’INCHIESTA! ASSIEME a USA e paesi del 3° Mondo

Espulsi tutti gli attivisti turchi. Gli italiani: “Ci hanno picchiato”

I quattro connazionali rientreranno a Milano e Roma in mattinata. E si lamentano pure di essere stati “maltrattati”

Libero-news.it

I

nostri “pacifisti” stanno per rientrare in Italia. E anziché ringraziare il cielo di essere ancora interi dopo aver sfidato nientemeno che Israele, si lamentano pure del trattamento ricevuto.

Israele ha espulso quasi tutti gli attivisti della “Freedom Flotilla” fermati lunedì dalle forze armate israeliane nel corso di un blitz al largo della Striscia di Gaza. In totale erano circa 700 persone. In 488 sono giunti nella notte in Turchia ad Ankara dove 18 turchi e un irlandese ferito sono sbarcati per primi. Successivamente tre aerei della Turkish Airlines sono atterrati all’aeroporto Ataturk di Istanbul con a bordo gli altri 466 attivisti. Ad attenderli il vice premier turco Bulent Arinc, oltre a migliaia di persone che sventolavano bandiere turche e palestinesi e pronunciavano slogan anti israeliani. Su un velivolo c’era anche la salma di uno dei 9 membri della flottiglia uccisi durante il raid israeliano.  Solo 1 attivista turco è rimasto a Tel Aviv perché ferito gravemente.

L’arrivo degli italiani – A Istanbul sono arrivati anche gli attivisti italiani. Quattro di loro rientreranno in mattinata con voli su Milano e Roma.  Angela Lano, Giuseppe Fallisi e Ismail Abdel-Rahim Qaraqe Awin saranno imbarcati da Istanbul in direzione Malpensa alle 14.45 ora locale. Manuel Zani, invece, partirà per Roma con arrivo previsto alle 10.40. Infine Marcello Faracci è partito per Bruxelles e Manolo Luppichini dovrebbe partire da Tel Aviv.

Il racconto di Fallisi –
Quella che doveva essere una missione di pace si è trasformata un incubo per i sei italiani a bordo della  “Freedom Flotilla” .

Libero-news.itLibero-news.itFallisi racconta: «Ci picchiavano ad esempio se non ci sedevamo, e dopo averci picchiati ci mandavano i medici a visitarci».

Giuseppe Fallisi, arrivato a Istanbul, ha detto: «Ci picchiavano ad esempio se non ci sedevamo, e dopo averci picchiati ci mandavano i medici a visitarci – prosegue – Siamo stati portati in un carcere in mezzo al deserto, appena finito di costruire: sembrava lo avessero costruito apposta per noi. In prigione non ci sono state violenze, avevamo a disposizione anche una doccia». Fallisi racconta anche che Luppichini, l’unico rimasto in Israele per problemi con il passaporto, è rimasto coinvolto in una discussione con la polizia. L’uomo racconta che un ragazzo palestinese di nome Osama ha iniziato la discussione e che Manolo è intervenuto per difenderlo e così i poliziotti lo han portato via e da allora non l’ha più visto.

Siamo stati rapiti – Angela Lano, unica donna tra gli attivisti italiani ha raccontato che sia sulla nave sia in prigione non avevano diritti ed era come se fossero stati rapiti: «non potevamo fare telefonate, chiamare i nostri avvocati – spiega la Lano – Sono anni che mi occupo di Palestina ma la violenza che ho visto su quelle navi è stata incredibile. Ho già chiamato mio marito: ora è molto più tranquillo».

Una scena di un film – Manuel Zani, il più giovane dei sei attivisti, racconta invece come l’accaduto sembrasse una scena del film  “Apocalypse now”. «Vedere tutti quei soldati bardati, col volto coperto. Avevo paura ma per una po’ mi sono goduto la scena. Quando abbiano capito che ci stavano per aggredire ci siamo separati in due gruppi. Io sono andato con i giornalisti nella cabina di pilotaggio per cercare di filmare quello che stava succedendo, ma ci hanno sequestrato tutto: ho perso diecimila euro di attrezzature e non so se le recupererò mai – spiega Zani  – In Israele non ci torno neanche morto ma voglio tornare in Palestina al più presto».

La decisione dell’Italia – Il governo turco ha chiesto che lo stato ebraico venga punito per questa aggressione poiché si tratta di “un atto barbaro e piratesco”. Ieri anche l’Italia si è allineata con gli Stati Uniti e ha votato contro la risoluzione presa dal Consiglio dei diritti umani dell’Onu, approvata a Ginevra. La risoluzione chiede l’istituzione di una missione di inchiesta internazionale sull’assalto israeliano alla “Freedom Flottilla”.

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