Angolo del Gigio

agosto 21, 2009

Lampedusa: una tragedia annunciata, e chi se ne frega non ce lo metti?!?

Autore Leoluca Orlando Leoluca Orlando

L’ennesima tragedia annunciata. Una tragedia che pesa sulle spalle del nostro paese. Non ci sono parole per commentare quello che è successo nel Canale di Sicilia, una strage il cui presunto e altissimo numero di decessi speriamo non venga confermato.

Come ha recentemente detto il governatore di Bankitalia, gli immigrati sono per il nostro paese solo una risorsa: lavorano senza sottrarre, lavoro, ci ridanno la loro Merda e il loro Piscio, e ci violentano le donne, cosa chiedere di più! producono, versano i contributi e pagano le tasse, Rapinano e svuotano le casse, assistono bambini e anziani avviandoli all’accattonaggio. Ma i loro diritti, a partire da quello dell’accoglienza, non sono tutelati e la Lega, il partito che tiene in ostaggio Berlusconi, continua a fare una campagna di odio contro di loro.

Ndb : Leoluca vive in un mondo molto lontano dalla realta, dove chi lavora in nero paga le tasse, e quando va in ospedale paga la prestazione, non la paga il popolo italiano che vice con 800€ al mese in famiglie di 4 persone con lo spettro della Cassaintegrazione….. Del resto, se cosi non fosse come faremmo ad avere una cosi splendida sanità, e una magnifica scuola, se non pagassimo tutti le tasse, la sanità sarebbe allo sbando e la scuola sempre più tagliata e sempre più a portata solo dei ceti medio-alti, ma cosi non è, dice l’Orlando furioso, l’italia è un Paradiso, una Sanità magnifica, niente code ai pronto soccorso, niente appalti truccati dal figlio di Antonio…

E chi se ne frega non ce lo metti?!? Chi li ha chiamati, chi li ha fatti venire qui in gommone sfidando le leggi Italiane, Europee e Libiche per venire clandestinamente in un paese sofferente di una crisi acuita dall’avere al governo e all’opposizione una masnada di cialtroni che peggio non si puo.

Un paese che vede milioni di nuclei familiari in assoluta sofferenza con il capofamiglia da mesi e mesi in cassa integrazione, nell’incertezza che spesso porta alla disperazione, alla rassegnazione con episodi che abbiamo letto tutti sui giornali di onestissimi padri di famiglia che vedendo ormai tutto nero si sono uccisi!

Un paese dove il politico Antonio di Pietro viene informato dell’intercettazione di un tizio di nome Mautone dai suoi ex colleghi che hanno un’imparzialità come quella di Berlusconi per la figa e la minchia… e avverte il figlio di non parlare al telefono, di fatto vengono tanati tutti ma il figlio ne resta fuori o quasi,  solo dopo aver fatto assegnare soldi e appalti ad amici e commensali…

Un paese dove come non si scorda mai di fricordare lo stesso sopra, il presidente del consiglio, un vecchio sporcaccione va con puttane e veline prezzolate e porta disonore e vergogna alla nazione.

Un paese dove i giovani muoiono in guerra in Afghanistan per portare la pace, e quello che dice la televisione spon sempre e solo le fregnaccie del buon burlone… Con il coro dei cialtroni che fanno scena attaccandosi su tutto per distrarre l’attenzione del loro mangiare a sbafo!

In un paese cosi mal messo, dobbiamo farci carico di figli di trioa che vengono qui, sapendo che il lavoro non c’è nemmeno per gli italiani per tentare l’avventura avvelenando i nostri giovani, i nostri figli con droghe assassini come l’attualmente molto in auge “Polvere d’angelo” o sballo dei poveri, che propio 2 giorni fa ha ucciso per collasso 3 ragazze giovanissime in un Rave..

E si sciacquano la bocca sti politicanti infami, paragonando i nostri emigranti che son partiti con un contratto in mano, come quelli che sono andati in Belgio nelle miniere per onorare un accordo fatto tra stati, quello italiano e quello Belga che prevedeva forza lavoro in cambio di fornitura di carbone per scaldare in culo flaccido del genitori loro, di sti politici sporcaccioni che si erano arricchiti sulle spalle della povera gente durante la prima e la seconda guerra mondiale.

I nostri giovani che andavano in paesi come la Corsica che faceva richiesta allo stato italiano, non a pinco pallino o a quello zuccone del figlio di DiPietro, di carpentieri, muratori manovali, e questi, i nostri padri, i nostri zii partivano con i loro stracci legati con la corda in valige di fortuna e andavano a guadagnarsi il pane lavorando come somari per 12-16 ore al giorno, sotto il sole, sotto la pioggia…

Non portavano cappellini della nike o dell’Adidas, o scarpe da ginnastica da 200€ comprate coi soldi della droga o delle bosette contraffatte, non andavano con la forza non andavano alla spicciolata imponendo la loro presenza, ma erano chiamati esattamente come oggi vengono chiamati quei lavoratori a cui si riferisce lo studio di Banchitalia, mediante i flussi migratori regolamentati, che comprendono tra l’altro anche le badanti, non tutte quelle che verranno sanate avranno lavoro anche l’anno successivo, e l’anno successivo se non avranno lavoro chi le dovrà mantenere, pantalone Cristiano Zuccone?!? Magari con un PAX con Mautone (scusate la velenosa rima).

Ritornando all’evento scatenante,se io crepo dirante la commissione di un reato, chi ha colpa quello che stavo rapinando, madre Teresa di Calcutta, Padre Pio o quell’asino del politico che non ha fatto leggi più efficaci e in tempi pregressi per fermare il fenomeno quando ancora era possibile, senza questi lutti raccapriccianti!?! E colpa nostra degli italiani, se quando erano al governo Di Pietro e la banda scazzafichi hanno fatto schifo?!?

Almeno adesso si diano una regolata, non tanto per il cessato pericolo continuando cosi che ce li ritroviamo come forza di governo, ma per la decenza collettiva. Allego in  coda una chicca su DiPietro & Figlolo :

Il ricatto a Di Pietro

Cristiano Di Pietro, consigliere provinciale a Campobasso per Italia dei Valori, parla varie volte con Mario Mautone. «I contatti tra i due che – sostiene la Procura – potrebbero rientrare nell’ambito dei ruoli istituzionali ricoperti, hanno assunto nel corso delle indagini un contenuto alquanto ambiguo.

In particolare sono state acquisite una serie di intercettazioni nel corso delle quali Cristiano Di Pietro chiede al Provveditore Mautone alcuni interventi di “cortesia” quali: affidare incarichi a persone da lui segnalate anche al di fuori degli ambiti di competenza istituzionale («Io ho un amico però è ingegnere che sta a Bologna – dice Cristiano a Mautone – volevo sapere se su Bologna c’era la possibilitàdi trovargli qualche cosa»); affidare incarichi ad architetti da lui indicati e sollecitati anche da Nello Di Nardo; interessi di Cristiano Di Pietro in alcuni appalti e su alcuni fornitori».

Ovviamente il provveditore Mautone esaudisce i desiderata del figlio del suo ministro di riferimento. Ma all’improvviso, siamo nel luglio del 2007, Cristiano si rifiuta di parlare al telefono con il provveditore, che a un suo interlocutore dice: «Cristiano ha paura di parlare al telefono». Il senatore Aniello Formisano spiega a suo cugino che «lo ha chiamato Antonio (Di Pietro) che gli ha espresso desiderio di parlare due minuti “da soli”». C’è una curiosa conferma di questa rappresentazione dei fatti «ambigui» del figlio dell’ex ministro Di Pietro.

Un collaboratore di Mautone, Alessio Venuta, chiede consigli al suo Provveditore, «in quanto c’è stata una riunione politica nel corso della quale il padre (AntonioDi Pietro) avrebbe espresso un “veto totale su Cristiano” il quale di queste cose (assegnazioni appalti) non si deve proprio interessare. Venuta si dice imbarazzato poiché “prende le botte a destra e a sinistra” (contrasto tra le decisioni del padre e le richieste delfiglio di Di Pietro)». Secondo la Procura, il 29 luglio del 2007 potrebbe esserci stata «qualche fuga di notizia», al seguito della quale il provveditore Mautone viene trasferito, Cristiano Di Pietro non parlerà mai più al telefono con Mautone, il ministro Di Pietro chiede di parlare di persona con il senatore Nello Formisano (Idv), sempre Di Pietro senior chiede ai suoi collaboratori di tenere fuori il figlio poiché «ritenuto troppo esposto». E a questo punto Mario Mautone tenta il «ricatto» contro Di Pietro junior, premendo perché intervenga sul padre per non farlo trasferire.

E’ la moglie che spinge il provveditore a ricattare i Di Pietro: «Tu non ti devi muove da Napoli. Il potere che tieni qua non lo puoi tenere a Roma. Buttala sul ricatto del figlio che è l’unico sistema». Mautone ne parla anche con il sindaco di Recale, Amerigo Porfidia, Idv: «Mi devo rivolgere a Cristiano?». «No – gli risponde Porfidia – il padre non lo tiene molto in considerazione ilfiglio». Il provveditore: «Deve essere una posizione di voi politici a sostenermi. Noi abbiamo tante cose avviate insieme… come si fa. Poi è vero che è l’interesse mio, ma l’interesse èdi tutti». Nulla da fare, Mautone viene trasferito a Roma.

Gli amici di Mautone
Agli atti dell’inchiesta, il provveditore può contare su diverse sponde alla Corte dei Conti, ha rapporti con il «Presidente Sancetta», «che gli chiededi inserire una funzionaria (dottoressa Montecuollo) in qualche commissione di collaudo». E con il «Presidente del Grosso» che rassicura Mautone che «quella cosa quando arriverà a lui, non ci saranno problemi». E «il Presidente Salvatore Staro», sempre della Corte dei Conti. E poi rapporti con il consigliere comunaledi Napoli (Diego Venanzoni, Udeur), e se serve anche con ambienti di pregiudicati (definiti “gente di mezzo alla strada”) per far revocare (con successo) «una denuncia penale nei confronti del figlio Francesco da parte di uno dei soci della catena della ristorazione “Fratelli La Bufala”».

C’è un capitoletto dedicato a Monsignor Ugo Dovere, Curia di Napoli. Il monsignore, siamo al 16 luglio del 2007, informa il provveditore alle opere pubbliche che è appena stato alla Regione Campania, dove «stanno preparando un protocollo d’intesa sul Centro Storico da 200 milionidi euro, al quale hanno chiesto al Cardinale di partecipare per conto dell’Arcidiocesi». Sempre il monsignore spiega che come partners sono stati previsti «il ministero dei Beni culturali e dell’Università e della ricerca scientifica affidando la cabinadi regia al Comune di Napoli e all’onorevole Isaia Sales».

Il Monsignore «ipotizza che il Ministero delle Infrastrutture e il Provveditorato alle Opere pubbliche possano essere rimasti fuori da un “progetto politico” relativo all’asse Bassolino-Rutelli ipotizzando l’esclusione del Ministero delle Infrastrutture con il fatto cheDi Pietro è rimasto fuori dal costituente Partito democratico». L’esponente della Curia chiarisce a Mautone di aver sollevato il problema nel corso della riunione. E si commiata così: «Veda un po’ lei… non le mancano i modi….».

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