Angolo del Gigio

agosto 17, 2009

Obama come Silvio, oggi promette, domani non mantieme! Il Buffone d’oltreoceano..

L’Amministrazione rinuncia all’idea di un’assicurazione statale

CORRISPONDENTE DA NEW YORK :  Una citazione della nonna scomparsa per toccare i sentimenti dell’America e un ridimensionamento delle innovazioni della sanità per favorire un compromesso al Congresso con i repubblicani: sono le due carte che Barack Obama gioca nel tentativo di far avanzare una zoppicante proposta di riforma.

Incalzato da sondaggi negativi e critiche dei media, con la popolarità in discesa e una quarantina fra deputati e senatori democratici ancora scettici sul progetto di nuova sanità, Barack Obama si è presentato al foro cittadino con 1800 abitanti di Gran Junction, in Colorado, evocando il lutto familiare dello scorso anno: la scomparsa della nonna Madelyn Dunham, che lo allevò alle Hawaii dopo la separazione fra i genitori. «So bene che cosa significa perdere una persona che si ama, che sta invecchiando, che si deteriora con il passare dei giorni» ha detto il presidente, ricordando le difficoltà attraversate nel «combattere con tutto questo».

Ricordi ed emozioni sono serviti per attaccare il fronte anti-riforma che, nella persona dell’ex governatrice dell’Alaska Sarah Palin, lo aveva accusato di voler creare «commissioni di morte» per affidare a funzionari pubblici «la decisione su quando interrompere i trattamenti per i pazienti gravi». «Si possono avere disaccordi onesti e civili – ha ribattuto il presidente – ma non dire bugie accusandomi di voler staccare la spina ai nonni. Io ne ho persa una e so che cosa significa». Con l’affondo emotivo Obama è riuscito ad attirare l’attenzione dei media su una maratona di comizi pro-riforma finora rimasti in secondo piano, ma ciò che più conta è che, mentre lui parlava a braccio in Colorado, il ministro della Sanità, Kathleen Sebelius, apriva in maniera inattesa alle obiezioni sollevate a Washington dai repubblicani. «La creazione di un piano di sanità pubblica pagato dallo Stato in alternativa ai piani delle assicurazioni private non è un elemento essenziale della proposta di riforma» ha detto il ministro nei talk show tv domenicali, facendo capire che potrebbero piuttosto nascere delle «cooperative sociali finanziate con fondi federali ma destinate ad operare in maniera indipendente» per consentire ai cittadini di avere «più opzioni fra cui scegliere al momento di assicurarsi».

È la prima volta che l’Amministrazione si dice disposta a rinunciare al «piano pubblico» immaginato per assicurare i 47 milioni di cittadini che non possono permettersi una polizza privata. Sebelius accoglie una richiesta di modifica avanzata sia dall’opposizione repubblicana che dai «Blue Dogs», i democratici moderati eletti al Congresso. «Obama ha fatto il primo passo indietro – è stato il commento di Richard Shelby, senatore repubblicano dell’Alabama – sul progetto di affidare al governo la sanità pubblica. Vedremo ora quale sorte avrà l’ipotesi delle cooperative sociali».

Sul fronte opposto l’ala liberal del partito democratico non ha gradito il cedimento di Obama alle istanze dei conservatori. «Senza un piano sanitario pubblico sarà molto difficile approvare la riforma in un Congresso a maggioranza democratica – avverte Eddie Johnson, deputato del Texas – perché non vi sarà modo di assicurare chi non ha polizze e dunque non cambierà nulla rispetto all’attuale situazione». A spingere Obama verso una correzione di rotta sono i sondaggi: il 35 per cento degli elettori indipendenti – grazie ai quali vinse la presidenza – è scettico sulla riforma.

Tratto da: www.LaStampa.it

Obama, il Berlusconi AmeriKanO

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