Angolo del Gigio

giugno 29, 2009

Vergogne D’Italia, la Corruzzione della Consulta e i Silenzi dei Media da Mills a Dell’Utri…

DIMETTETEVI: commensali interessati

Dimettetevi Corrotti, siete Vergognosi!!

Nessuna polemica, non vogliamo zuffe mediatiche sulla cenetta “tra vecchi amici“, ma gli italiani hanno un dubbio.

Cosa ci facevano a cena insieme un corruttore improcessabile, il suo scagnozzo al Ministero della Giustizia nonché firmatario del Lodo Alfano, un indagato per corruzione aggravata dal favoreggiamento a Cosa Nostra e presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato, il fedele sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e due componenti della Corte Costituzionale, che il 6 ottobre saranno chiamati a pronunciarsi sulla costituzionalità della legge 128 del 2008, più nota come Lodo Alfano?

Solo lo scemo del villaggio potrebbe escludere che abbiano parlato del “problemaccio” incostituzionalità. Specie se il “problemaccio”, qualora dovesse verificarsi, equivarrebbe al rientro in scena di Silvio Berlusconi nel processo a David Mills con finale scontato di condanna per corruzione.

I giudici Paolo Maria Napolitano e Luigi Mazzella
hanno il dovere di non presentarsi
all’udienza del 6 ottobre e di dimettersi dalla Consulta.

Lo devono, non tanto agli italiani, verso cui mancano di rispetto con le ridicole spiegazioni su quei commensali così ben assortiti, ma ai loro colleghi per non compromettere la credibilità dell’istituzione che loro rappresentano.

Gli italiani non sono beoti, anche se il Presidente del Consiglio li sta facendo passare come tali, e non hanno bisogno di ascoltare le intercettazioni di quel tavolo di per capire che l’argomento più gettonato, tra un flut di Veuve Clicquot e un’aragosta, con ottime probabilità è stato il lodo della vergogna.

Su questo argomento Italia dei Valori avvierà una campagna di informazione senza sconti fino al 6 ottobre.

DIMETTETEVI II: il ‘non fatto’ del giorno

Corriere & Repubblica

Il ‘minzolinismo’ è un cancro in metastasi nel Paese. Si è diffuso da Mediaset alla RAI ed ha contagiato la stampa. Ieri infettava il Tg1 sulle escort di Palazzo Grazioli, oggi i sintomi si manifestano su La Repubblica, su Il Corriere della Sera e su altre testate giornalistiche semilibere.
Eugenio Scalfari ha tracciato un interessante quadro, che condivido, sull’evanescenza delle misure adottate contro la recessione dal Consiglio dei Ministri.
La sua analisi degli eventi importanti non può però limitarsi a questo spunto di riflessione né, tantomeno, il suo giornale può condurre una campagna serrata per la moralizzazione del Paese, indottrinandolo su escort, telefonate, sospetti, festicciole ed ogni minimo dettaglio sull’indecenza del Presidente del Consiglio, trasformando poi il fatto del giorno, la cena vergognosa tra governo e giudici di cui è stata data notizia ieri, in un “non fatto“.

Un Premier, un sottosegretario, un ministro della Giustizia, due giudici della Consulta ed un Presidente della commissione Affari Costituzionali che ripassano a tavolino la lezione sul Lodo Alfano, non è un fatto rilevante?

Che c’è di male, avranno pensato nelle rispettive redazioni i direttori “indipendentiScalfari e De Bortoli.

Poco importa se, guarda caso, il 6 ottobre la Corte si pronuncerà sulla costituzionalità del Lodo. Poco importa se tutti i commensali sono fortemente interessati all’esito di quel parere.
Perché tanto accanimento su scenari di desolazione morale e tanto ‘minzolinismo’ su questioni di rilevanza costituzionale?

Qual è l’interesse di un oscuramento bipartisan?

Perché il Pd, a caccia di bave di vento per il rinnovamento, ha evitato anche questa tempesta, così come evitò quella della raccolta delle firme per il referendum contro il Lodo Alfano?
Pesa di più un’escort o il sospetto di un inciucio per uno scacco matto alla Costituzione? Chiedetelo ai capitani coraggiosi di cui sopra, mediatici e politici.

DIMETTETEVI III: nessuna polemica, solo fatti

Grande Abbuffata, di Mafiosi & Corrotti

Quella cena di maggio, a casa del giudice della Consulta Mazzella, non è polemica: è un fatto.

Che a quella cena ci fossero, oltre ad un altro giudice della Consulta, anche Silvio Berlusconi, Gianni Letta, Angelino Alfano e Carlo Vizzini, non è polemica: è un fatto. Che, il 6 di ottobre, la Consulta si pronuncerà sulla costituzionalità del Lodo Alfano, non è polemica: è un fatto.

Posso accogliere l’appello di poco fa del Presidente della Repubblica a sospendere le polemiche in occasione del G8 a patto che voglia pronunciarsi su un fatto: la vergognosa cena di maggio tra sei uomini delle istituzioni in conflitto di interessi.

Allego, per i lettori, alcune righe sulla biografia dei due giudici prese da Wikipedia, dettagli che lei, signor Presidente della Repubblica, conoscerà benissimo, e le chiedo:

come pensa si esprimeranno, dopo le pressioni legate, ma negate, a quella cena, i due commensali quando il 6 ottobre decideranno sulla costituzionalità del Lodo Alfano?

Non voglio una risposta, o rischiamo la polemica, solo un fatto: le loro dimissioni.

Da Wikipedia

Luigi Mazzella: dal 14 novembre 2002 al 2 dicembre 2004 è stato Ministro della funzione pubblica nel Governo Berlusconi II. Eletto giudice della Corte Costituzionale dal Parlamento il 15 giugno 2005.

Paolo Maria Napolitano: chiamato come componente del gabinetto del Vice Presidente del Consiglio dei ministri Gianfranco Fini all’inizio del I Governo Berlusconi, conseguì la nomina a Consigliere di Stato nel 2003. Proseguì il rapporto con il Vice Presidente Fini, seguendolo alla Farnesina dove ricoprì la carica di capo dell’ufficio legislativo.

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Tratto dal Sito dell’Unica Resistenza Civile : www.antoniodipietro.com

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1 commento »

  1. Grandissimi, tanateli, tanateli alla GRANDE!!! STI CORROTTI, CHE VERGOGNA!

    BELLISSIMO STO SITO!

    Commento di Gianni — luglio 1, 2009 @ 9:19 pm


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