Angolo del Gigio

giugno 24, 2009

Crozza ridimensionato a La 7 arriva Barbareschi, il Politico leccapiedi “Un Tanto al Kilo”

Strana-coppiaIl comico: “Basta politica, basta satira, solo veline. Ma non dite
che mi hanno cacciato, in fondo sono due sere invece di dieci…”
MILANO – Poche storie, Crozza Italia non si farà più. Basta politica e basta satira, solo veline. Non è vero che Berlusconi e Brunetta non mi vogliono. Sto sulle balle anche a Maroni. E poi non dite che mi hanno cacciato. Faccio solo due puntate invece di dieci».La notizia della giornata di ieri arriva sotto forma di siparietto a margine della presentazione dei palinsesti autunnali de La7.  Lo ha messo in piedi un Maurizio Crozza particolarmente ispirato e pungente. Lui, l’uomo della satira della rete ammiraglia di Telecom Italia, il fustigatore politico prestato al Ballarò di Giovanni Floris su Raidue, con la sua comicità graffiante e politicamente scorretta, avrà creato problemi ai dirigenti dell’azienda e così ieri, in mezzo a finti sorrisi, si è visto “ridimensionare” proprio davanti ai giornalisti.

«I programmi – ha detto il vicepresidente di Telecom Italia Media Giovanni Stella – hanno una loro data di scadenza e a differenza di alcuni vini e alcuni formaggi, gli unici a migliorare col tempo, invecchiano e si deteriorano arrivando alla fine del loro processo». Apriti cielo. L’attore che in quel momento teneva amichevolmente il braccio sulla spalla di Stella, ha sgranato gli occhi increduli e guardando la platea si è coperto la faccia con le mani.

«Attenzione – ha rincarato Stella – con questo non voglio dire che non collaboreremo più con Maurizio: anzi. Crozza farà due speciali a dicembre che dureranno circa due ore l’uno e gli daranno modo di esprimersi non in quantità ma in qualità». Passano pochi secondi e il vero piatto forte della portata arriva su un vassoio d’argento lanciato dritto sui denti del comico genovese. Sempre Stella: «E poi caro Maurizio e cari giornalisti a settembre stiamo stringendo accordi per un programma con Luca Barbareschi e magari potremmo ipotizzare un duetto».

A quel punto Crozza deve aver pensato per un attimo di essere su Scherzi a parte. «Io e Barbareschi? Godo solo all’idea. Non vedo l’ora», come dire che al peggio non c’è mai fine. A cercare di metterci una toppa arriva anche Mauro Nanni, Amministratore Delegato di Telecom Italia Media. «Per Crozza stiamo lavorando a un progetto per la primavera 2010 quindi con l’artista non c’è nessun tipo di problema». Peccato che «l’artista», avendo sentito la dichiarazione, intervenga dicendo che di questo «progetto 2010» non ne sappia assolutamente nulla. «Non chiedete a me cosa farò perché non lo so – ribadisce – E poi avete capito? Dicono che stanno lavorando ma questo non vuol dire che si farà qualcosa».

Lillo Tombolini, storico dirigente della rete, a termine conferenza ha tirato in ballo alcune variabili di budget peraltro un po’ fumose ma ormai la frittata era fatta. Anche senza fare troppe dietrologie si può immaginare che la questione sia di convenienza politica. Anche se l’emittente precisa: «Non è previsto alcun ridimensionamento per Maurizio Crozza nel palinsesto de La7. La direzione ribadisce che il ruolo di Crozza rimarrà importante nella programmazione dell’emittente».

Il-TrombatoPer quanto riguarda il palinsesto politically correct riconfermati i grandi nomi. Lerner, Piroso, Gruber, D’Amico, Paolini, Victoria Cabello e la nuova entrata Myrta Merlino che proviene dalla Rai e che qui condurrà un talk di approfondimento economico. Ci sarà anche un nuovo programma che in teoria dovrebbe andare contro Pomeriggio 5 e L’Italia in diretta. A condurlo sarà Luisella Costamagna. Si chiama invece Universication un nuovo format costituito da contenuti web forniti dal network nazionale universitario Ustation. Interessante anche la docu-fiction su Calciopoli alla quale sta lavorando un gruppo capitanato da Antonello Piroso ma è ancora presto per parlarne. Infine proprio sulla porta di uscita la bella dichiarazione di Ilaria d’Amico. «Le è piaciuta la presentazione? Come vede a La 7 i palinsesti si fanno “in progress”: non capita spesso».

LUCA DONDONI su www.laStampa.it

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