Angolo del Gigio

giugno 20, 2009

Zoccole & Cotillons : La Sanità riformata dai Privati nelle mire del Caballero..

Tarantini si difende dalle accuse
“Su di me troppe falsità. Ora parlo”
“Nego che io abbia mai tenuto il tenore di vita che mi si attribuisce, definito elevatissimo”

BARI – “Maliziosa e falsa rappresentazione della realtà”, “nego di aver mai avuto il tenore di vita che mi si attribuisce, definito elevatissimo”. Così l’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini, titolare con il fratello della Tecno Hospital, si difende dalle accuse di un suo coinvolgimento nell’indagine in corso a Bari sul presunto giro di ragazze che avrebbero frequentato feste in luoghi esclusivi, tra i quali la residenza romana e quella sarda di Silvio Berlusconi.

Come trapelato ieri, i magistrati già negli anni scorsi, indagando sull’imprenditore, hanno intercettato telefonate nelle quali si parla di feste a base di cocaina nelle dimore di conoscenti di Tarantini ma non collegati al presunto ingaggio delle escort. E l’imprenditore sarebbe coinvolto un’altra inchiesta della magistratura barese su presunti episodi di corruzione nel settore della sanità pubblica.

“Rompo il riserbo”. “Rompo il riserbo al quale mi sono sin qui attenuto per precisare come sia assolutamente falso quanto affermato nel numero di ieri del quotidiano La Repubblica in merito alle mie condizioni economiche, enfaticamente descritte come molto agiate”. Comincia così la dichiarazione di Tarantini.

“Mai avuto tenore di vita elevatissimo”. “A pagina quattro del quotidiano – prosegue – è riportato l’articolo ‘Tarantini il piccolo re, appalti facili e ragazze’, nel quale mi sono stati attribuiti ruoli e partecipazioni societarie della cui esistenza nemmeno ho cognizione. A tale riguardo ribadisco come la mia (attualmente cessata) attività imprenditoriale abbia avuto ad oggetto esclusivamente la gestione di alcune aziende operanti nel settore sanitario. Circostanze, queste – aggiunge – note in Bari e comunque facilmente accertabili. Nego pure che io abbia mai tenuto il tenore di vita che mi si attribuisce, definito elevatissimo”. “Temo infine – conclude – che questa maliziosa e falsa rappresentazione della realtà, davvero priva di ogni giustificazione, sia soltanto funzionale a precostituire a mio danno l’immancabile e predestinato ruolo di colpevole”. Il legale di Tarantini ha annunciato una denuncia-querela per invitare la magistratura barese a indagare sulla fuga di notizie sull’indagine.

La seconda indagine. Tra le inchieste nel settore sanitario avviate dalla Procura di Bari, ne spunta un’altra su presunti episodi di corruzione che riguarderebbe proprio la Tecno Hospital. I fatti risalirebbero al 2000 e ad anni successivi. E’ coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Bari, Roberto Rossi, che starebbe per inviare agli indagati l’avviso di conclusione delle indagini. L’inchiesta, come quella del pm Giuseppe Scelsi, riguarderebbe forniture in ambito sanitario regionale di servizi, apparecchiature e protesi. Sarebbero coinvolti anche funzionari della pubblica amministrazione sempre riconducibili al settore sanitario.

Il giro di escort. Gli inquirenti stanno cercando di capire se il giro di escort, che sarebbero state ingaggiate da Tarantini, venisse impiegato in maniera ‘bipartisan’ ovvero in residenze di personaggi potenti, senza distinzione di colore politico, per tentare di ingraziarsi i favori del big di turno. Al momento, fanno sapere fonti giudiziarie, il filone della corruzione è però frutto solo di un sospetto non suffragato da indizi.

In entrambe le indagini, i magistrati ipotizzano il reato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in epoche diverse. Viene contestato anche il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti nei confronti di persone che parlano al telefono di festini a base di cocaina. Come trapelato ieri, i magistrati già negli anni scorsi, indagando su Tarantini, hanno intercettato telefonate nelle quali si parla di festini con cocaina organizzati in sontuose dimore da conoscenti dell’imprenditore ma non collegati al presunto ingaggio delle escort.

Grassi: “Mai avuto rapporti con Tarantini”. “Cado dalle nuvole. Mai avuto rapporti con i fratelli Tarantini, mai parlato con queste persone”. Il parlamentare Gero Grassi (Pd) commenta la notizia apparsa oggi su Repubblica secondo cui anche il suo nome sarebbe emerso dalle intercettazioni fatte a Tarantini. Grassi annuncia “un’azione legale nei confronti del giornale”.

Frisullo: “Mai partecipato a feste”. “Frequento moltissimi imprenditori e i Tarantini li ho conosciuti attraverso amici comuni; con loro non ho una frequentazione assidua. Li conosco, l’amicizia è un’altra cosa”. Così il vicepresidente della giunta regionale pugliese e assessore all’Industria, Sandro Frisullo, spiega il suo rapporto con Giampaolo Tarantini. “Una cosa è certa – aggiunge – a feste non ho mai partecipato né in Sardegna né a Bari. Di nessun tipo”. Frisullo conferma la sua presenza in un agriturismo di Otranto, domenica scorsa, quando Massimo D’Alema, intervistato in collegamento con Lucia Annunziata, su RaiTre, ha parlato delle ‘scosse’ in vista per il governo e per la maggioranza.

“Mannavini non coinvolto”. “Il mio assistito non è assolutamente coinvolto nell’indagine sul presunto giro di escort”, afferma l’avvocato barese Marco Vignola, difensore di Alessandro Mannavini, ex dipendente della Tecno Hospital, indagato a Bari per avere portato e consumato, ad uso personale, cocaina durante il suo soggiorno in Sardegna presso la villa dei Tarantini per i quali lavorava. I magistrati, durante l’interrogatorio, gli hanno chiesto anche chi frequentasse abitualmente la villa e se avesse notato un giro di prostitute. “Il signor Mannavini – dice Vignola – ha lavorato per il gruppo dei fratelli Tarantini dal giugno al settembre 2008 e si è successivamente licenziato perché svolgeva mansioni che non gli spettavano: ad esempio veniva usato come autista da Giampaolo Tarantini”.

La Procura. Intanto in Procura di Bari, fra giornalisti giunti anche dall’estero, oggi – pur con una certa tensione – si respira aria da weekend estivo. Corridoi e aule semideserte, pochi avvocati e magistrati al lavoro, qualche cronista a caccia di notizie pur in assenza del pm Scelsi, che risulta ufficialmente in ferie, dopo aver ascoltato Patrizia D’Addario e aver acquisito e chiuso in un plico le registrazioni di presunti colloqui tra la donna e Silvio Berlusconi.

(19 giugno 2009)

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