Angolo del Gigio

giugno 4, 2009

Premiata ditta Trappoloni – L’enturage di Berlusconi & Corona al lavoro, peccato per Scaramella..

La Banda MediasetA trasformarlo nella “Pravda” ci aveva pensato, martedì 5 maggio, il Cavaliere in persona. «Trovate tutto su “Chi”! Trovate tutto su “Chi”!», aveva continuato a ripetere il presidente del Consiglio negli studi di “Porta a Porta”, quando si era presentato dall’amico Bruno Vespa per giustificare la sua partecipazione al compleanno della diciottenne Noemi Letizia in quel di Casoria.

Era stato così che il settimanale di gossip della Mondadori, diretto da Alfonso Signorini, il giornalista più vicino alla presidentessa Marina Berlusconi, era diventato all’improvviso il faro che tutte le testate del gruppo, da “il Giornale” di Mario Giordano fino ai tg e ai gettonatissimi programmi Mediaset della mattina e del pomeriggio, dovevano seguire.
Per più di un mese la grande macchina della propaganda berlusconiana, impegnata allo spasimo nel tentativo di ridurre i danni causati dall’esplodere del caso Lario-minorenni, è ruotata intorno alle interviste, alle foto posate, alle versioni “ufficiali” dell’accaduto pubblicate dal rotocalco.

Seguendo uno schema consolidato, “Chi” offriva ai suoi quasi tre milioni di lettori una serie di temi in gran parte falsi (per esempio le bugie di Elio Letizia, il padre di Noemi, che assicura di essere un «socialista riformista» vecchio amico del premier) poi ripresi da siti Internet, televisioni e quotidiani.

Insomma, mentre gli altri direttori del “comitato elettorale” (definizione di Enrico Mentana) erano impegnati a nascondere le notizie – le dichiarazioni di Veronica Lario e dell’ex fidanzato di Noemi, Gino Flaminio – o a segnalare agli avvocati di Berlusconi la presenza di fotografie compromettenti da far sequestrare dalla magistratura romana, Signorini si muoveva da spin doctor.

A Napoli veniva inviato il migliore e più roccioso tra i suoi cronisti: Gabriele Parpiglia, 30 anni, ex addetto stampa dell’agenzia fotografica del pluriprocessato Fabrizio Corona e suo grande amico.

Descritto da tutti come un ragazzo sveglio e col pelo sullo stomaco, Parpiglia, ha cominciato al settimanale “Star Tv” dove seguiva, tra l’altro, i “tronisti” e i “corteggiatori” del programma “Uomini e donne” di Maria De Filippi: una strana fauna di figuranti del mondo dello spettacolo che per fama e denaro, come ha ammesso proprio il giornalista, è disposta a dire tutto e il contrario di tutto. In quell’ambiente Parpiglia si muove così con disinvoltura.

E lo dimostra subito, intervistando Noemi mentre un fotografo la riprende con i genitori e il sedicente fidanzato Domenico Cozzolino, un pr di discoteca, casualmente anche lui ex “corteggiatore” del programma della De Filippi.

Il pezzo, rilanciato da tutte le tv, ha comunque uno scopo preciso: dire agli italiani che Noemi «è illibata», tanto che la ragazzina assicura di aver baciato in vita sua solo Domenico. Sembra gossip, ma in realtà “Chi” sta facendo, con abilità, politica.

Parpiglia del resto sa il fatto suo. Molti trucchi del mestiere li ha imparati proprio dal re di Vallettopoli, Fabrizio Corona. Con lui ha anche scritto un libro (“La mia prigione”) e soprattutto ha partecipato, sia pure nelle vesti di semplice testimone oculare, ad alcune memorabili “operazioni” oggi ritenute dalla magistratura un ricatto bello e buono: la più celebre di tutte è senz’altro l’intervista ai transessuali che trascorsero con Lapo Elkann una notte brava a base di droghe, poi sfociata in un ricovero in ospedale. Insomma, Parpiglia è il tipo giusto per giocare, all’occorrenza, anche pesante.

Il primo obiettivo di “Chi” diventa quindi quello di minare la credibilità di Gino Flaminio, l’ex fidanzato di Noemi, che a “Repubblica” ha raccontato come l’amicizia tra la teenager e il premier fosse nata dopo che Berlusconi aveva visto un suo book fotografico. Una versione nei fatti poi confermata anche dalla zia di Noemi, che dimostra come il presidente del Consiglio abbia mentito quando ha sostenuto di essere un amico di vecchia data della famiglia Letizia.

Così Parpiglia, memore degli insegnamenti di Corona, fa allestire al ristorante La scialuppa di Napoli una sorta di set fotografico. Lì, dopo essersi presentato come un giornalista della stampa estera, incontra verso le 17 Gino e suo padre, mentre tutto viene fotografato e registrato.

La conversazione però è piuttosto deludente. L’ex fidanzato di Noemi spiega di non aver ricevuto una lira da “Repubblica”, non smentisce una virgola dell’intervista precedente, e si limita ad aggiungere di aver invece raggiunto un accordo economico da circa 10 mila euro con “Novella 2000” (che nega). Il colpo comunque riesce lo stesso, perché Gino alla fine chiede e ottiene per il disturbo 500 euro. Ma il pezzo e le foto non escono su “Chi”.

Signorini e Parpiglia (che hanno lavorato a “Lucignolo” con il direttore del “Giornale”, Mario Giordano), dirottano il tutto sulle pagine del quotidiano di via Negri. Qui l’articolo, intitolato “Ecco le verità a pagamento dell’ex di Noemi”, viene firmato da Parpiglia e da un altro cronista, non presente a Napoli. Il clima politico si arroventa e il Pdl, capeggiato da Maurizio Gasparri, accusa di fatto “Repubblica” di versare soldi per le interviste. È una balla, ma l’importante è screditare.

Il set del ristorante La scialuppa non ha comunque cessato di sorprendere. Mercoledì 27 maggio, a mezzogiorno, squilla il cellulare del giornalista de “L’espresso” Marco Lillo. A cercarlo è Roberta Arrigoni, titolare di un’agenzia fotografica, la Uno Press, fornitrice abituale di “Chi” e di altri settimanali.

La Uno Press è una società importante. E, come risulterà qualche giorno dopo, è amministrata da Tonino De Filippo, un grande amico di Signorini, tanto che il direttore di “Chi” ne ha celebrato il matrimonio civile nel settembre del 2008 a palazzo Dugnani a Milano.

Roberta dice di poter mettere “L’espresso” in contatto con una ragazza che è stata l’amante del premier e per questo è stata favorita nel concorso del “Grande Fratello”. Se fosse vero sarebbe un caso lampante di conflitto d’interessi.

L’Arrigoni vive e lavora a Milano, ma invita Lillo a raggiungerla l’indomani a Napoli dove, a suo dire, l’amante di Berlusconi dovrebbe posare per un servizio fotografico. La donna fissa l’appuntamento al ristorante La scialuppa.

Qui l’agente fotografico e la sedicente fiamma del Cavaliere si siedono allo stesso tavolo (o a quello immediatamente vicino) dove è anche stato fotografato Gino Flaminio. La ragazza è la polacca Laura Drzewicka, già concorrente del “Grande Fratello”, e davanti a Lillo e al suo collega Claudio Pappaianni (muniti di registratori), chiede 50 mila euro per un’intervista.

La proposta viene rifiutata. L’unica cosa che “L’espresso” può eventualmente acquistare sono documenti e foto, ma solo se di buona qualità. Mai le interviste.

L’incontro in ogni caso prosegue e i giornalisti pongono a Laura domande sui suoi presunti rapporti con premier per saggiare l’attendibilità del suo racconto. Dopo qualche minuto i due si accorgono di essere spiati da un tavolo vicino dove siedono una decina di persone. Due uomini anzi li fotografano, prima di andarsene in motorino. La trappola a quel punto è evidente.

Chi l’abbia organizzata esattamente lo stabilirà la magistratura di Napoli e l’Ordine dei giornalisti.

Il resoconto parziale dell’accaduto, sotto il titolo fuorviante “L’espresso pronto a pagarmi per incastrare Silvio”, viene infatti pubblicato da “il Giornale”.

E a firmare l’articolo, senza spiegare come la soubrette fosse un’agente provocatore, è lo stesso cronista che il giorno prima aveva scritto con Parpiglia il pezzo su Gino, l’ex fidanzato di Noemi.

Questa volta, insomma, Agatha Christie non serve per capire come sono andate le cose. Perché la macchina berlusconiana della menzogna esiste e continua a funzionare.

Da: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/06/04/premiata-ditta-trappoloni/

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1 commento »

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