Angolo del Gigio

giugno 30, 2009

Dalla Lega nuovo bavaglio alla rete libera, bisogna nascondere i precedenti penali dei colleghi, cosi il cerchio si chiude, ladri erano, ladri sono e saranno per sempre… Passi di Dittatura!

Bavaglio alla Rete: chiusura del cerchio

bavagliowikipedia.jpg

Esprimo solidarieta’ ai familiari delle vittime della tragedia di Viareggio. Prima di commentare l’accaduto voglio aspettare gli accertamenti sulle cause dell’incidente. Se dovesse confermarsi il cedimento strutturale bisogna entrare nel merito della gestione Trenitalia delle Ferrovie dello Stato commissariando i budget per il rinnovo delle linee ferroviarie e delle manutenzioni dei mezzi. I fatti evidenziano una deriva del fenomeno incidenti, è di soli otto giorni fa’ il deragliamento di un altro treno merci, nei pressi di Prato, che ha paralizzato i collegamenti della penisola.

LadroniIntervengo ora, con questo video, sull’ennesimo attacco alla Rete e al diritto all’informazione dei cittadini. Questa volta l’indecenza è del partito dei fucili scarichi, e reca la firma della deputata Carolina Lussana. Mentre il suo collega Alfano mette il bavaglio alla pubblicazione delle intercettazioni durante il processo, lei, per chiudere il cerchio, ha pensato bene di sbianchettare, dalla Rete informazioni, immagini e dati riguardanti i trascorsi giudiziari dei propri colleghi. Per dirla breve, addio su Wikipedia a dettagli importanti di molti personaggi pubblici! Ma dove sono finiti i leghisti di una volta?

Testo dell’intervento

Attenzione amici della Rete, un’altra “legge porcata” è in arrivo. Questa volta, a proporla, è l’On. Lussana della Lega. Lo chiamano “diritto all’oblio”, vale a dire che, se ci sono dei parlamentari, e chissà perché proprio loro, che vengono condannati, dopo un certo numero di anni bisogna cancellare dalla Rete e dall’informazione le loro condanne, perché vi sarebbe il diritto secondo cui il condannato non possa essere ritenuto tale a distanza di anni. E’ un assurdità, è un bavaglio all’informazione. E’ bene sempre sapere chi ha commesso dei reati, e se è stato condannato. E’ una proposta che, evidentemente, serve a qualcuno del Palazzo per nascondere ai cittadini ciò che ha commesso per potersi riciclare, magari cambiando sigla e partito, ma con la stessa faccia. Vogliamo un Palazzo con facce diverse, pulite, e quindi vogliamo che, di questi dati, ne resti traccia, soprattutto in Rete. Specialmente, se l”informazione “normale”, quella del servizio pubblico, quella “minzoliniana”, non vi racconta degli uomini di Palazzo intenti a fare gli affari propri piuttosto che gli interessi dei cittadini. Vigilate, vigilate cittadini della Rete.

Dal Sito di unica opposizione alle Vergogne di Palazzo” : www.antoniodipietro.it

Annunci

Piovono Airbus, gli aerei francesi sono marci patocchi!! Silvio dai compra anche quelli!!

Si schianta aereo yemenita, 153 a bordo
Trovato un superstite: è un bambino

Tra i passeggeri 66 francesi. Parigi: «Riscontrati difetti nel mezzo». Sanaa: «Revisionato a maggio dalla Airbus»

Un Airbus A310 della compagnia Yemenia (Reuters)
Un Airbus A310 della compagnia Yemenia (Reuters)

PARIGI – Un Airbus A310 della compagnia Yemenia Air con a bordo 153 persone si è schiantato nella notte tra lunedì e martedì nelle acque dell’oceano Indiano, al largo delle isole Comore, a circa tre chilometri dalla costa dell’arcipelago, situato fra il Mozambico e il Madagascar.

UN BAMBINO SOPRAVVISSUTO – I soccorritori hanno trovato un sopravvissuto: è un bambino, non si conosce la sua nazionalità. Un chirurgo dell’ospedale El-Maarouf a Moroni, capitale delle Comore, ha detto che il piccolo è stato trasportato su un battello dei soccorsi. «Abbiamo tutto il necessario per assistere il bambino» ha aggiunto. Secondo fonti dell’aeronautica yemenita sono stati recuperati anche tre cadaveri, ma le ricerche proseguono con difficoltà a causa delle le pessime condizioni meteorologiche, con mare grosso e venti forti.

A BORDO ANCHE 66 FRANCESI – Tra i passeggeri (142, più 11 membri dell’equipaggio) c’erano 66 francesi, di cui molti residenti nelle Comore. Delle quattro isole dell’arcipelago, quella di Mayotte è rimasta sotto la sovranità di Parigi dopo un referendum. Altri erano partiti su un Airbus A330-200 della Yemenia dall’aeroporto parigino di Roissy, facendo scalo a Marsiglia e Sanaa (Yemen): qui hanno cambiato velivolo per imbarcarsi sull’A310, diretto a Gibuti e Moroni (capitale delle Comore) come destinazione finale. La Farnesina ha escluso la presenza di italiani a bordo. In corso le operazioni di recupero dei corpi e dei rottami: nelle ricerche sono impegnate vedette e imbarcazioni delle Comore e del Madagascar. Parigi ha inviato due navi e un velivolo da ricognizione e trasporto Transall.

«AEREO REVISIONATO A MAGGIO» – Il ministro dei trasporti yemenita ha dichiarato che l’A310 della Yemenia era stato revisionato completamente a maggio sotto la supervisione della stessa Airbus. L’omologo francese, Dominique Bussereau, ha spiegato invece che sul velivolo erano stati riscontrati molti difetti e per questo gli era stato proibito di sorvolare lo spazio aereo francese. La Yemenia, spiega, è una compagnia che «viene monitorata molto da vicino» per la sicurezza. «L’A310 era stato controllato nel 2007 dalla Direzione generale dell’aviazione civile in Francia ed erano stati rilevati un certo numero di difetti» ha detto Bussereau, aggiungendo che «da allora l’apparecchio non è più riapparso nel nostro Paese». L’aereo comunque non figurava nella lista nera dell’Unione Europea, ha spiegato il commissario europeo ai trasporti, Antonio Tajani: «Certamente è successo qualcosa di strano. Ora valuteremo le iniziative da prendere e chiameremo la compagnia aerea yemenita per avere tutti i chiarimenti necessari». Tajani ha aggiunto che proporrà una lista nera mondiale, simile a quella della Ue, delle compagnie che non offrono garanzie di sicurezza (la lista nera Ue – pdf).

Gianni e PinottoFORTI RAFFICHE DI VENTO – Si valuta anche la possibilità che a causare l’incidenet sia stato il maltempo. Il responsabile dell’aviazione civile yemenita, Muhammed Abdul-Qadber, ha detto che l’incidente è avvenuto in un’area dove c’era vento molto forte, con raffiche fino a 161 chilometri orari. Bussereau ha spiegato che ci sarebbe stato «un avvicinamento, quindi una ripresa di velocità, poi un nuovo avvicinamento che sarebbe stato mancato». L’aereo avrebbe tentato un atterraggio d’emergenza. Secondo Meteo France nella zona non c’è stato un temporale: «Nella zona non ci sono problemi di nubi – ha spiegato il responsabile delle previsioni, Jean-Marie Carriere -, ma c’è un vento sostenuto con raffiche che possono superare i 60 chilometri orari, vicino all’aeroporto e dappertutto nella zona».

L’INCIDENTE DI UN MESE FA – Esattamente un mese fa, nella notte tra il 31 maggio e il 1° giugno, un Airbus A330 di Air France è precipitato nell’Atlantico: partito da Rio de Janeiro, era diretto a Parigi. A bordo c’erano 228 persone, fra cui 10 italiani, originari di Trentino Alto Adige, Veneto ed Emilia Romagna. Tre giorni fa le Forze armate brasiliane hanno interrotto le ricerche dei corpi delle vittime. Le acque dell’Atlantico tra le coste brasiliane e quelle africane hanno restituito 51 corpi, di cui 14 identificati.


30 giugno 2009 –  da www.Corriere.it

giugno 29, 2009

Nessuno parli del Processo Dell’Utri, Silvio non vuole, Marcello nemmeno…. Come faremo…

Processo Dell’Utri: intercettazioni irrilevanti

Verogne Italiane : Dell'Utri il Senatore Mafioso

Terza udienza del processo d’appello a Marcello Dell’Utri. Di questo processo non troverete traccia nei Tg e nella stampa. Non ne sentirete parlare per bocca dei politicanti. C’è un codice d’onore, oramai condiviso, tra i partiti: non accusarsi a vicenda di malaffare, ognuno si tiene il suo senza denunciare l’altro. Inutile attaccarsi a vicenda, quando non puoi avere alcun vincitore!

La terza via, tra la denuncia ed il silenzio, è la “questione etica” a cui i partiti hanno rinunciato poichè non fa parte dei cromosomi della politica. Io non ci rinuncio.

La gravità dei reati, per cui è stato condannato in primo grado il senatore del Pdl, allora Forza Italia, avrebbe squassato qualsiasi partito. Come è possibile che ciò non sia avvenuto nel caso Dell’Utri? Perchè l’informazione istituzionale non ne ha parlato?

L’opposizione governativa tace mentre Italia dei Valori è stata oscurata,
e la Rete rimane l’unica alternativa per continuare ad informarsi su trame di Stato.

Svegliatevi

[da pagina 782-783 del testo della sentenza primo grado]

Il P.M. ha ricordato che sulla vicenda sono state espletate indagini

nell’ambito del procedimento penale 6031/94 R.G.N.R. in cui

Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi sono stati indagati in ordine al

reato di concorso in riciclaggio continuato con Bontate Stefano, Teresi

Girolamo ed ignoti, commesso in Palermo, Milano ed altrove dal

1980-1981 in poi.

L’input alle indagini era stato fornito da alcune dichiarazioni rese

da Rapisarda Filippo Alberto, il 5 maggio 1987, al giudice istruttore

del Tribunale di Milano, aventi ad oggetto il reinvestimento di

notevoli flussi di denaro di origine illecita nelle società del gruppo

facente capo a Silvio Berlusconi.

In quella occasione, il Rapisarda aveva riferito di avere

incontrato, nel 1978 in Piazza Castello a Milano, il Bontate ed il

Teresi e di avere appreso da quest’ultimo che stava per entrare in

società con Silvio Berlusconi in una azienda televisiva per la quale

occorrevano 10 miliardi.

Al riguardo, gli aveva chiesto, tra il serio ed il faceto, il suo

parere sulla “bontà” dell’affare.

Lo stesso Rapisarda era tornato sull’argomento, il 7 novembre ed

il 12 dicembre 1997, nel corso di spontanee dichiarazioni rese alla

Procura della Repubblica presso il locale Tribunale, riferendo che, nel

1980-1981, Marcello dell’Utri aveva chiesto ed ottenuto dal Bontate e

dal Teresi un finanziamento di 20 miliardi da utilizzare per l’acquisto

di “pacchetti-film”.

Nel corso delle indagini erano state, anche, acquisite le

dichiarazioni, aventi ad oggetto avvenuti contatti tra Dell’Utri,

Bontate e Teresi in relazione alla nascita delle televisioni del gruppo

FININVEST, rese dai collaboratori di giustizia Pennino Gioacchino.

Tratto dal sito dell’unica opposizione: www.antoniodipietro.com

Vergogne D’Italia, la Corruzzione della Consulta e i Silenzi dei Media da Mills a Dell’Utri…

DIMETTETEVI: commensali interessati

Dimettetevi Corrotti, siete Vergognosi!!

Nessuna polemica, non vogliamo zuffe mediatiche sulla cenetta “tra vecchi amici“, ma gli italiani hanno un dubbio.

Cosa ci facevano a cena insieme un corruttore improcessabile, il suo scagnozzo al Ministero della Giustizia nonché firmatario del Lodo Alfano, un indagato per corruzione aggravata dal favoreggiamento a Cosa Nostra e presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato, il fedele sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e due componenti della Corte Costituzionale, che il 6 ottobre saranno chiamati a pronunciarsi sulla costituzionalità della legge 128 del 2008, più nota come Lodo Alfano?

Solo lo scemo del villaggio potrebbe escludere che abbiano parlato del “problemaccio” incostituzionalità. Specie se il “problemaccio”, qualora dovesse verificarsi, equivarrebbe al rientro in scena di Silvio Berlusconi nel processo a David Mills con finale scontato di condanna per corruzione.

I giudici Paolo Maria Napolitano e Luigi Mazzella
hanno il dovere di non presentarsi
all’udienza del 6 ottobre e di dimettersi dalla Consulta.

Lo devono, non tanto agli italiani, verso cui mancano di rispetto con le ridicole spiegazioni su quei commensali così ben assortiti, ma ai loro colleghi per non compromettere la credibilità dell’istituzione che loro rappresentano.

Gli italiani non sono beoti, anche se il Presidente del Consiglio li sta facendo passare come tali, e non hanno bisogno di ascoltare le intercettazioni di quel tavolo di per capire che l’argomento più gettonato, tra un flut di Veuve Clicquot e un’aragosta, con ottime probabilità è stato il lodo della vergogna.

Su questo argomento Italia dei Valori avvierà una campagna di informazione senza sconti fino al 6 ottobre.

DIMETTETEVI II: il ‘non fatto’ del giorno

Corriere & Repubblica

Il ‘minzolinismo’ è un cancro in metastasi nel Paese. Si è diffuso da Mediaset alla RAI ed ha contagiato la stampa. Ieri infettava il Tg1 sulle escort di Palazzo Grazioli, oggi i sintomi si manifestano su La Repubblica, su Il Corriere della Sera e su altre testate giornalistiche semilibere.
Eugenio Scalfari ha tracciato un interessante quadro, che condivido, sull’evanescenza delle misure adottate contro la recessione dal Consiglio dei Ministri.
La sua analisi degli eventi importanti non può però limitarsi a questo spunto di riflessione né, tantomeno, il suo giornale può condurre una campagna serrata per la moralizzazione del Paese, indottrinandolo su escort, telefonate, sospetti, festicciole ed ogni minimo dettaglio sull’indecenza del Presidente del Consiglio, trasformando poi il fatto del giorno, la cena vergognosa tra governo e giudici di cui è stata data notizia ieri, in un “non fatto“.

Un Premier, un sottosegretario, un ministro della Giustizia, due giudici della Consulta ed un Presidente della commissione Affari Costituzionali che ripassano a tavolino la lezione sul Lodo Alfano, non è un fatto rilevante?

Che c’è di male, avranno pensato nelle rispettive redazioni i direttori “indipendentiScalfari e De Bortoli.

Poco importa se, guarda caso, il 6 ottobre la Corte si pronuncerà sulla costituzionalità del Lodo. Poco importa se tutti i commensali sono fortemente interessati all’esito di quel parere.
Perché tanto accanimento su scenari di desolazione morale e tanto ‘minzolinismo’ su questioni di rilevanza costituzionale?

Qual è l’interesse di un oscuramento bipartisan?

Perché il Pd, a caccia di bave di vento per il rinnovamento, ha evitato anche questa tempesta, così come evitò quella della raccolta delle firme per il referendum contro il Lodo Alfano?
Pesa di più un’escort o il sospetto di un inciucio per uno scacco matto alla Costituzione? Chiedetelo ai capitani coraggiosi di cui sopra, mediatici e politici.

DIMETTETEVI III: nessuna polemica, solo fatti

Grande Abbuffata, di Mafiosi & Corrotti

Quella cena di maggio, a casa del giudice della Consulta Mazzella, non è polemica: è un fatto.

Che a quella cena ci fossero, oltre ad un altro giudice della Consulta, anche Silvio Berlusconi, Gianni Letta, Angelino Alfano e Carlo Vizzini, non è polemica: è un fatto. Che, il 6 di ottobre, la Consulta si pronuncerà sulla costituzionalità del Lodo Alfano, non è polemica: è un fatto.

Posso accogliere l’appello di poco fa del Presidente della Repubblica a sospendere le polemiche in occasione del G8 a patto che voglia pronunciarsi su un fatto: la vergognosa cena di maggio tra sei uomini delle istituzioni in conflitto di interessi.

Allego, per i lettori, alcune righe sulla biografia dei due giudici prese da Wikipedia, dettagli che lei, signor Presidente della Repubblica, conoscerà benissimo, e le chiedo:

come pensa si esprimeranno, dopo le pressioni legate, ma negate, a quella cena, i due commensali quando il 6 ottobre decideranno sulla costituzionalità del Lodo Alfano?

Non voglio una risposta, o rischiamo la polemica, solo un fatto: le loro dimissioni.

Da Wikipedia

Luigi Mazzella: dal 14 novembre 2002 al 2 dicembre 2004 è stato Ministro della funzione pubblica nel Governo Berlusconi II. Eletto giudice della Corte Costituzionale dal Parlamento il 15 giugno 2005.

Paolo Maria Napolitano: chiamato come componente del gabinetto del Vice Presidente del Consiglio dei ministri Gianfranco Fini all’inizio del I Governo Berlusconi, conseguì la nomina a Consigliere di Stato nel 2003. Proseguì il rapporto con il Vice Presidente Fini, seguendolo alla Farnesina dove ricoprì la carica di capo dell’ufficio legislativo.

_
Tratto dal Sito dell’Unica Resistenza Civile : www.antoniodipietro.com

giugno 26, 2009

IL GIORNALE: SU FESTINI ED ESCORT SCONTRO BERLUSCONI-UDC

ROMA – E’ scontro aperto tra l’Udc e Silvio Berlusconi su escort, feste e droga. Il segretario dei centristi Lorenzo Cesa è andato su tutte le furie quando ha letto il suo nome in uno degli articoli che “Il Giornale”, quotidiano della famiglia Berlusconi, sta pubblicando da qualche giorno su una vecchia vicenda di ragazze squillo procurate a politici da una disinvolta affarista, della quale si conoscono solo le iniziali, R.F. A far imbufalire Cesa è stato il titolo “choc” “Cesa socio della escort” con cui è stata presentata la notizia di una società costituita quindici anni fa dal segretario dell’Udc proprio con la donna più tardi finita sotto inchiesta per le sue attività di “corruttrice sessuale”; ma a farlo uscire completamente dai gangheri è stata la solidarietà che gli è stata espressa da Silvio Berlusconi, solidarietà che il Cavaliere ha espresso anche a Massimo D’Alema, anch’esso coinvolto in un servizio del ‘Giornale’, ieri.

Silvio-in-fugaQuando ha letto le parole del premier (“non ho mai condiviso i modi di chi ricorre ai pettegolezzi e alle chiacchiere di vario genere per insinuare dubbi o gettare discredito nei confronti di qualcuno”; “Sono stato facile profeta quando ho previsto che l’imbarbarimento provocato da una ben precisa campagna di stampa avrebbe messo in moto una spirale che va assolutamente arrestata”) il segretario dei centristi si é sentito preso in giro e ha affidato alle agenzie una sua durissima replica. “Io – sottolinea Cesa – non ho mai partecipato a festini, né ho mai frequentato minorenni o persone che fanno uso di droga. Rispetto tutti, ma non accetto la solidarietà da nessuno, in particolare dal presidente del consiglio”. Di qui la reazione di Berlusconi, costretto a difendersi dalle accuse del segretario dell’Udc: “Mi dispiace che l’onorevole Cesa non accetti la mia solidarietà. Non ho mai partecipato a cosiddetti festini, non ho mai frequentato minorenni né so a chi si riferisca quando parla di persone che fanno uso di droga. La sua risposta è offensiva e disdice sia la sua immagine sia la considerazione che nutrivo nei suoi confronti. Spero che torni in sé e che risponda alle provocazioni con la stessa serenità e con lo stesso stile con cui reagisco io”.

Casini-ScassinatoreCol passare delle ore , la polemica innescata dagli articoli del Giornale si è fatta più intensa. La direzione del giornale conferma tutto definendo “incontrovertibile” la notizia che riguarda Cesa. Scende in campo , a difesa del segretario, il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, che assicura che i centristi non si faranno intimorire dal progetto di ‘fare di tutta l’erba un fascio”: “Abbiamo avuto un atteggiamento rispettoso in tutte queste settimane verso le persone e le loro famiglie. Non lo cambieremo, perché non siamo soliti trafficare nella melma e non vogliamo abituarci a una politica così sporca”. E’ il secondo giorno che il Giornale prosegue nel suo attacco sulle escort. Il bersaglio sembrava essere solo Massimo D’Alema, chiamato in causa in quanto ad approfittare delle ragazze squillo sarebbero stati uomini della sua corrente. Secondo il Giornale, infatti, R.F. per facilitare i suoi affari, procurava le prostitute ad alcuni politici vicini a D’Alema. Si tratta di un’inchiesta che risale al 1999 e conclusasi nel 2000 con la condanna della donna, per corruzione.

di Marco Dell’Omo per ansa.it

Chi spiffera su Silvio vien dato alle fiamme, intimidazioni in quel di Bari “Soliti Ignoti?!?”

Barbara Montereale Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Modugno e dei Vigili del fuoco che hanno spento le fiamme. Barbara Montereale è stata svegliata dal trambusto e dai rumori provenienti dalla strada. Secondo quanto accertato dai carabinieri, ignoti hanno divelto una portiera e hanno gettato all’interno materiale infiammabile. Intanto, mentre il sostituto procuratore di Bari Isabella Ginefra ha disposto il sequestro della vettura, il vicecapogruppo dell’Idv alla Camera, Fabio Evangelisti, ha commentato: «Non vorremmo che l’incendio si trattasse di una intimidazione nei suoi confronti».

Arriva sempre da Bari la notizia che la Procura ha convocato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, per riferire sugli appalti regionali nel settore della sanità. Vendola dovrà presentarsi quale persona informata sui fatti davanti al sostituto procuratore Desiree Digeronimo, che dirige l’inchiesta. In particolare il presidente della Regione dovrebbe essere sentito sull’indagine interna avviata e conclusa dallo stesso ente, che ha focalizzato l’attenzione anche sugli appalti assegnati al gruppo dell’imprenditore Gianpaolo Tarantini.

_________________________________________________________________________________________

La Honda Jazz di proprietà di Barbara Montereale, la ragazza di 23 anni che ha detto di aver partecipato alle feste a villa Certosa e a palazzo Grazioli, è stata data alle fiamme la notte scorsa, attorno alle 5, in via Cataneo a Modugno, in provincia di Bari sotto l’abitazione della show girl.

Lo-scopatore

giugno 24, 2009

Crozza ridimensionato a La 7 arriva Barbareschi, il Politico leccapiedi “Un Tanto al Kilo”

Strana-coppiaIl comico: “Basta politica, basta satira, solo veline. Ma non dite
che mi hanno cacciato, in fondo sono due sere invece di dieci…”
MILANO – Poche storie, Crozza Italia non si farà più. Basta politica e basta satira, solo veline. Non è vero che Berlusconi e Brunetta non mi vogliono. Sto sulle balle anche a Maroni. E poi non dite che mi hanno cacciato. Faccio solo due puntate invece di dieci».La notizia della giornata di ieri arriva sotto forma di siparietto a margine della presentazione dei palinsesti autunnali de La7.  Lo ha messo in piedi un Maurizio Crozza particolarmente ispirato e pungente. Lui, l’uomo della satira della rete ammiraglia di Telecom Italia, il fustigatore politico prestato al Ballarò di Giovanni Floris su Raidue, con la sua comicità graffiante e politicamente scorretta, avrà creato problemi ai dirigenti dell’azienda e così ieri, in mezzo a finti sorrisi, si è visto “ridimensionare” proprio davanti ai giornalisti.

«I programmi – ha detto il vicepresidente di Telecom Italia Media Giovanni Stella – hanno una loro data di scadenza e a differenza di alcuni vini e alcuni formaggi, gli unici a migliorare col tempo, invecchiano e si deteriorano arrivando alla fine del loro processo». Apriti cielo. L’attore che in quel momento teneva amichevolmente il braccio sulla spalla di Stella, ha sgranato gli occhi increduli e guardando la platea si è coperto la faccia con le mani.

«Attenzione – ha rincarato Stella – con questo non voglio dire che non collaboreremo più con Maurizio: anzi. Crozza farà due speciali a dicembre che dureranno circa due ore l’uno e gli daranno modo di esprimersi non in quantità ma in qualità». Passano pochi secondi e il vero piatto forte della portata arriva su un vassoio d’argento lanciato dritto sui denti del comico genovese. Sempre Stella: «E poi caro Maurizio e cari giornalisti a settembre stiamo stringendo accordi per un programma con Luca Barbareschi e magari potremmo ipotizzare un duetto».

A quel punto Crozza deve aver pensato per un attimo di essere su Scherzi a parte. «Io e Barbareschi? Godo solo all’idea. Non vedo l’ora», come dire che al peggio non c’è mai fine. A cercare di metterci una toppa arriva anche Mauro Nanni, Amministratore Delegato di Telecom Italia Media. «Per Crozza stiamo lavorando a un progetto per la primavera 2010 quindi con l’artista non c’è nessun tipo di problema». Peccato che «l’artista», avendo sentito la dichiarazione, intervenga dicendo che di questo «progetto 2010» non ne sappia assolutamente nulla. «Non chiedete a me cosa farò perché non lo so – ribadisce – E poi avete capito? Dicono che stanno lavorando ma questo non vuol dire che si farà qualcosa».

Lillo Tombolini, storico dirigente della rete, a termine conferenza ha tirato in ballo alcune variabili di budget peraltro un po’ fumose ma ormai la frittata era fatta. Anche senza fare troppe dietrologie si può immaginare che la questione sia di convenienza politica. Anche se l’emittente precisa: «Non è previsto alcun ridimensionamento per Maurizio Crozza nel palinsesto de La7. La direzione ribadisce che il ruolo di Crozza rimarrà importante nella programmazione dell’emittente».

Il-TrombatoPer quanto riguarda il palinsesto politically correct riconfermati i grandi nomi. Lerner, Piroso, Gruber, D’Amico, Paolini, Victoria Cabello e la nuova entrata Myrta Merlino che proviene dalla Rai e che qui condurrà un talk di approfondimento economico. Ci sarà anche un nuovo programma che in teoria dovrebbe andare contro Pomeriggio 5 e L’Italia in diretta. A condurlo sarà Luisella Costamagna. Si chiama invece Universication un nuovo format costituito da contenuti web forniti dal network nazionale universitario Ustation. Interessante anche la docu-fiction su Calciopoli alla quale sta lavorando un gruppo capitanato da Antonello Piroso ma è ancora presto per parlarne. Infine proprio sulla porta di uscita la bella dichiarazione di Ilaria d’Amico. «Le è piaciuta la presentazione? Come vede a La 7 i palinsesti si fanno “in progress”: non capita spesso».

LUCA DONDONI su www.laStampa.it

giugno 20, 2009

Inchiesta Bari, altra ragazza parla a stampa di feste Berlusconi!

Zoccole FrescheROMA (Reuters) – Un’altra giovane donna ha confermato ai magistrati pugliesi di essere stata reclutata per partecipare a feste nelle residenze private di Silvio Berlusconi, scrivono oggi alcuni giornali, dopo che anche ieri il premier è tornato a definire “spazzatura” la vicenda.

Nell’inchiesta di Bari Berlusconi non risulta indagato. I pm stanno ascoltando alcune testimoni nell’ambito di un’indagine sull’induzione alla prostituzione in cui è coinvolto un imprenditore pugliese, che avrebbe pagato giovani donne per partecipare a feste in almeno due residenze di Berlusconi, Villa Certosa in Sardegna e Palazzo Grazioli a Roma.

L’inchiesta sarebbe nata dalle intercettazioni relative a una presunta associazione a delinquere per corruzione, finalizzata a ottenere favore nelle concessioni di appalti nel settore della sanità.

Il quotidiano “La Repubblica” – che per primo, alcune settimane fa, ha cominciato a pubblicare reportage sulle frequentazioni femminili del premier – pubblica oggi l’intervista a una 23enne, Barbara Montereale, modella in un atelier. La giovane, definita “bellissima madre single”, dice di aver partecipato a due feste, una a Palazzo Grazioli nel novembre 2008, gratuitamente, e l’altra a Villa Certosa a novembre del 2008 e a gennaio di quest’anno, dietro pagamento di 1.000 euro da parte dell’imprenditore indagato, Giampaolo Tarantini.

La giovane è amica di Patrizia D’Addario, la 42enne che nei giorni scorsi ha depositato presso la Procura video, foto e registrazioni delle sue visite a Berlusconi, secondo quanto hanno scritto nei giorni scorsi i media.

Nell’intervista, Montereale riferisce di alcune confidenze dell’amica, tra cui quella che D’Addario avrebbe trascorso almeno una notte con il presidente del Consiglio.

Il “Corriere della Sera”, che nei giorni scorsi ha per primo scritto dell’inchiesta di Bari, omette il cognome della ragazza, ma pubblica alcune sue dichiarazioni in cui la 23enne dice di lavorare come ragazza-immagine e di aver preso soldi per partecipare ai due incontri con Berlusconi, ma smentisce di essere una “escort”.

Anche “La Stampa” non indica il cognome della giovane, ma indica che avrebbe partecipato a due feste con Berlusconi a Roma, dietro compenso.

Il quotidiano torinese pubblica anche un’intervista a Gaetano Pecorella, parlamentare e uno degli avvocati del premier, secondo cui “la vicenda non coinvolgerebbe minimamente a livello penale Silvio Berlusconi” anche perché “si tratta di fatti privati”. 

Da it.Reuters.it

Zoccole & Cotillons : La Sanità riformata dai Privati nelle mire del Caballero..

Tarantini si difende dalle accuse
“Su di me troppe falsità. Ora parlo”
“Nego che io abbia mai tenuto il tenore di vita che mi si attribuisce, definito elevatissimo”

BARI – “Maliziosa e falsa rappresentazione della realtà”, “nego di aver mai avuto il tenore di vita che mi si attribuisce, definito elevatissimo”. Così l’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini, titolare con il fratello della Tecno Hospital, si difende dalle accuse di un suo coinvolgimento nell’indagine in corso a Bari sul presunto giro di ragazze che avrebbero frequentato feste in luoghi esclusivi, tra i quali la residenza romana e quella sarda di Silvio Berlusconi.

Come trapelato ieri, i magistrati già negli anni scorsi, indagando sull’imprenditore, hanno intercettato telefonate nelle quali si parla di feste a base di cocaina nelle dimore di conoscenti di Tarantini ma non collegati al presunto ingaggio delle escort. E l’imprenditore sarebbe coinvolto un’altra inchiesta della magistratura barese su presunti episodi di corruzione nel settore della sanità pubblica.

“Rompo il riserbo”. “Rompo il riserbo al quale mi sono sin qui attenuto per precisare come sia assolutamente falso quanto affermato nel numero di ieri del quotidiano La Repubblica in merito alle mie condizioni economiche, enfaticamente descritte come molto agiate”. Comincia così la dichiarazione di Tarantini.

“Mai avuto tenore di vita elevatissimo”. “A pagina quattro del quotidiano – prosegue – è riportato l’articolo ‘Tarantini il piccolo re, appalti facili e ragazze’, nel quale mi sono stati attribuiti ruoli e partecipazioni societarie della cui esistenza nemmeno ho cognizione. A tale riguardo ribadisco come la mia (attualmente cessata) attività imprenditoriale abbia avuto ad oggetto esclusivamente la gestione di alcune aziende operanti nel settore sanitario. Circostanze, queste – aggiunge – note in Bari e comunque facilmente accertabili. Nego pure che io abbia mai tenuto il tenore di vita che mi si attribuisce, definito elevatissimo”. “Temo infine – conclude – che questa maliziosa e falsa rappresentazione della realtà, davvero priva di ogni giustificazione, sia soltanto funzionale a precostituire a mio danno l’immancabile e predestinato ruolo di colpevole”. Il legale di Tarantini ha annunciato una denuncia-querela per invitare la magistratura barese a indagare sulla fuga di notizie sull’indagine.

La seconda indagine. Tra le inchieste nel settore sanitario avviate dalla Procura di Bari, ne spunta un’altra su presunti episodi di corruzione che riguarderebbe proprio la Tecno Hospital. I fatti risalirebbero al 2000 e ad anni successivi. E’ coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Bari, Roberto Rossi, che starebbe per inviare agli indagati l’avviso di conclusione delle indagini. L’inchiesta, come quella del pm Giuseppe Scelsi, riguarderebbe forniture in ambito sanitario regionale di servizi, apparecchiature e protesi. Sarebbero coinvolti anche funzionari della pubblica amministrazione sempre riconducibili al settore sanitario.

Il giro di escort. Gli inquirenti stanno cercando di capire se il giro di escort, che sarebbero state ingaggiate da Tarantini, venisse impiegato in maniera ‘bipartisan’ ovvero in residenze di personaggi potenti, senza distinzione di colore politico, per tentare di ingraziarsi i favori del big di turno. Al momento, fanno sapere fonti giudiziarie, il filone della corruzione è però frutto solo di un sospetto non suffragato da indizi.

In entrambe le indagini, i magistrati ipotizzano il reato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in epoche diverse. Viene contestato anche il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti nei confronti di persone che parlano al telefono di festini a base di cocaina. Come trapelato ieri, i magistrati già negli anni scorsi, indagando su Tarantini, hanno intercettato telefonate nelle quali si parla di festini con cocaina organizzati in sontuose dimore da conoscenti dell’imprenditore ma non collegati al presunto ingaggio delle escort.

Grassi: “Mai avuto rapporti con Tarantini”. “Cado dalle nuvole. Mai avuto rapporti con i fratelli Tarantini, mai parlato con queste persone”. Il parlamentare Gero Grassi (Pd) commenta la notizia apparsa oggi su Repubblica secondo cui anche il suo nome sarebbe emerso dalle intercettazioni fatte a Tarantini. Grassi annuncia “un’azione legale nei confronti del giornale”.

Frisullo: “Mai partecipato a feste”. “Frequento moltissimi imprenditori e i Tarantini li ho conosciuti attraverso amici comuni; con loro non ho una frequentazione assidua. Li conosco, l’amicizia è un’altra cosa”. Così il vicepresidente della giunta regionale pugliese e assessore all’Industria, Sandro Frisullo, spiega il suo rapporto con Giampaolo Tarantini. “Una cosa è certa – aggiunge – a feste non ho mai partecipato né in Sardegna né a Bari. Di nessun tipo”. Frisullo conferma la sua presenza in un agriturismo di Otranto, domenica scorsa, quando Massimo D’Alema, intervistato in collegamento con Lucia Annunziata, su RaiTre, ha parlato delle ‘scosse’ in vista per il governo e per la maggioranza.

“Mannavini non coinvolto”. “Il mio assistito non è assolutamente coinvolto nell’indagine sul presunto giro di escort”, afferma l’avvocato barese Marco Vignola, difensore di Alessandro Mannavini, ex dipendente della Tecno Hospital, indagato a Bari per avere portato e consumato, ad uso personale, cocaina durante il suo soggiorno in Sardegna presso la villa dei Tarantini per i quali lavorava. I magistrati, durante l’interrogatorio, gli hanno chiesto anche chi frequentasse abitualmente la villa e se avesse notato un giro di prostitute. “Il signor Mannavini – dice Vignola – ha lavorato per il gruppo dei fratelli Tarantini dal giugno al settembre 2008 e si è successivamente licenziato perché svolgeva mansioni che non gli spettavano: ad esempio veniva usato come autista da Giampaolo Tarantini”.

La Procura. Intanto in Procura di Bari, fra giornalisti giunti anche dall’estero, oggi – pur con una certa tensione – si respira aria da weekend estivo. Corridoi e aule semideserte, pochi avvocati e magistrati al lavoro, qualche cronista a caccia di notizie pur in assenza del pm Scelsi, che risulta ufficialmente in ferie, dopo aver ascoltato Patrizia D’Addario e aver acquisito e chiuso in un plico le registrazioni di presunti colloqui tra la donna e Silvio Berlusconi.

(19 giugno 2009)

giugno 15, 2009

Ronde, Pdl all’attacco! Reinserire gli Ex-detenuti nò, ma le ronde Nazi-Fasciste si!!?

“Presenterò un esposto in Procura sul caso degli ex detenuti”

Il Pdl all´attacco sulle ronde-partenopee, quelle organizzate per la sicurezza dei turisti e composte da ex detenuti, inseriti in un progetto di formazione lavoro della Regione. Il Polo delle libertà chiede formalmente al prefetto Alessandro Pansa di intervenire e annuncia un esposto in Procura. Un attacco di peso, che arriva dal presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri: «Chiederò al prefetto di Napoli di intervenire contro la regione Campania che sta attuando iniziative contro la legge e la sicurezza dei cittadini. La giunta Bassolino affida il compito di proteggere i turisti a cooperative di ex detenuti».

Prefettura e Procura, una reazione su due fronti: «Presenterò un esposto alla Procura della Repubblica di Napoli – annuncia Gasparri – Si tratta di un´iniziativa sconcertante, scandalosa, da sanzionare in termini di codice penale». Immediata la reazione dell´assessore Corrado Gabriele: «È incredibile che l´ex ministro si agiti tanto per un progetto di formazione. Non sa che quando un detenuto esce dal carcere lo Stato non può abbandonarlo, né considerarlo un cittadino di serie B. Tra l´altro questo progetto è uno tra i tanti che la Regione finanzia, lì dove lo stato è latitante». Gabriele cita «il bando di gara che sarà giudicato proprio in questi giorni per un master post universitario in informatica e lingue».

Otto milioni per i neolaureati che cercano di inserirsi nel mercato del lavoro. «Il governo cosa ha fatto per i giovani laureati del Sud?», si chiede l´assessore regionale alla formazione, che ricorda anche Pomigliano. «La Regione ha stanziato 100 milioni per 5000 cassaintegrati di Pomigliano, che ora ricevono un assegno integrativo di 350 euro».

Intanto domani riprendono le ronde, che si sono fermate nel weekend. I 70 ex detenuti con la divisa gialla, infatti, sono in strada solo martedì, giovedì e venerdì, dalle 8 alle 14. «Ci sarebbe piaciuto esserci anche nel weekend cioè nei giorni di massimo afflusso di turisti in città – spiega Alessandro Vecchione, direttore della Teleservizi it, che coordina il progetto – Ma la fase di work experience, per legge, si deve tenere nei giorni lavorativi. I ragazzi, comunque, hanno dato la loro disponibilità anche per i fine settimana. Se la Regione ci dà una deroga, noi siamo pronti». Oggi in strada, ci saranno, invece, altri 50 ex detenuti, impegnati (lunedì, mercoledì e venerdì) come operatori per l´assistenza agli immigrati, in piazza Garibaldi e a Gianturco, e affiancati da mediatori culturali.

(15 giugno 2009) – di Cristina Zagaria su Napoli.Repubblica.it
Older Posts »

Blog su WordPress.com.