Angolo del Gigio

aprile 29, 2009

Luigi de Magistris prosciolto: non avevo/amo dubbi

demagistris_prosciolto.jpgOggi l’ex pm di Catanzaro Luigi de Magistris, candidato alle Europee con l’Italia dei Valori, e’ stato prosciolto dall’inchiesta “toghe lucane“. Il gip di Salerno Maria Teresa Belmonte scrive “e’ stata provata l’assoluta correttezza e gli ostacoli posti alle inchieste dell’ex pm Luigi de Magistris” e specifica “le indagini hanno dimostrato le gravi interferenze subite nel condurre le sue inchieste“. Su questo risultato non avevo dubbi.

Lascio spazio ad un’intervista di Luigi de Magistris e ad un mio intervento sulla vicenda.

Luigi de Magistris: Questo è il decreto di archiviazione del gip del Tribunale di Salerno, che accoglie una richiesta della Procura della Repubblica di Salerno, per fatti che tra l’altro sono costati il trasferimento a tre coraggiosi magistrati, di investigare sulla nuova P2 che io stavo ricostruendo a Catanzaro.
Questo provvedimento non mi meraviglia ovviamente, io ero molto fiducioso, e sono ancora fiducioso, perché avendo operato sempre nella massima trasparenza non ho nulla da temere. E’ un provvedimento molto importante perché sancisce l’assoluta correttezza del mio operato, nonostante strategie mediatico istituzionali che hanno teso, e continuano a tendere, ad infangare il mio onore e la mia professionalità, ed il lavoro che io ho svolto. Tentano di delegittimarlo ma non ci riusciranno, perché la verità è sancita nella storia di questi anni trascorsi a Catanzaro. Quello che è grave, piuttosto, è che io, per accuse strumentali, sia stato costretto a lasciare la magistratura, e di questo, il Csm, ha una responsabilità molto importante visto che io sognavo di fare il magistrato, e l’ho fatto per 15 anni con grande, anzi grandissima, abnegazione e sacrificio. Probabilmente sacrificando i migliori anni della mia vita.
Però detto questo, e lo dico con estrema serenità, poiché di fronte a provvedimenti ingiusti del Csm che non mi hanno più consentito di fare il pubblico ministero si apre uno scenario entusiasmante che è quello di portare gli stessi ideali, la stessa passione, la stessa forza in un progetto politico che passa attraverso l’attuazione e la difesa della Costituzione. L’attuazione dei diritti, diritto all’ambiente, al lavoro, all’occupazione, alla tutela delle fasce sociali più deboli. E penso che in questo momento sia fondamentale frenare il disegno voluto dalla P2, quello di annientare tutti gli organi di garanzia e controllo, dalla magistratura al pluralismo dell’informazione. Bisogna vigilare da un punto di vista democratico affinché non passi un disegno illiberale. Oggi è un giorno importante, ma non tanto per me, perché io non temevo nulla, ma per quei cittadini calabresi onesti che hanno manifestato per un magistrato, che nulla faceva, se non difendere la loro terra.

Antonio Di Pietro: De Magistris è stato prosciolto, ma questa non è una notizia. E’ ovvio che chi fa il proprio dovere non dovrebbe pagarne poi le conseguenze penalmente.

Il problema è un altro, perché è stato eliminato?

Perché non gli è stato consentito di svolgere il suo lavoro?

Perché in tutti questi mesi ed in questi anni gli è stato tolto il fascicolo?

E’ stato criminalizzato come se fosse lui il criminale, come è successo a me e a tanti altri che fanno questo mestiere.

Perché chi fa il proprio dovere deve pagarne sempre le conseguenze?

Oggi certamente è una non notizia il suo proscioglimento, ma deve essere una notizia il fatto che quando si toccano i poteri forti allora scatta subito la chiusura del cerchio da parte della casta per impedire a qualcuno di fare il proprio dovere.

Ecco perché abbiamo candidato de Magistris, ecco perché l’Italia dei Valori sta insistendo molto per mandare in Europa persone di qualità, perché vogliamo che dall’Europa siano emanate direttive che facciano si che chi fa il proprio dovere possa andare avanti e non gli vengano tagliate mani e piedi.

Da: www.antoniodipietro.com

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aprile 13, 2009

I crimini di Israele e la mission del Sionismo

I crimini di Israele e la mission del Sionismo
Quello che i vergognosi media occidentali non dicono
Marcello Pamio – 11 gennaio 2009

«Ma se gli israeliani non vogliono essere accusati di essere come i nazisti, devono semplicemente smettere di comportarsi come i nazisti»

[Norman G. Finkelstein, intellettuale ebreo i cui genitori furono vittime dell’Olocausto]

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«Alla fine degli Anni Cinquanta, quel grande pettegolo e storico dilettante che era John F. Kennedy mi disse che nel 1948 Harry Truman, proprio quando si presentò candidato alle elezioni presidenziali, era stato praticamente abbandonato da tutti. Fu allora che un sionista americano andò a trovarlo sul treno elettorale e gli consegnò una valigetta con due milioni di dollari in contanti. Ecco perché gli Stati Uniti riconobbero immediatamente lo Stato d’Israele».

Gore Vidal, prefazione del libro “Storia ebraica e giudaismo: il peso di tre millenni” di Israel Shahak

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Una piccola striscia di terra lunga circa 45 chilometri e larga 10 in cui vivono un milione e mezzo di palestinesi è martoriata da oltre 60 anni.
Tsahal, il fiero esercito israeliano da settimane sta letteralmente sterminando una popolazione inerme, come ripercussione, dicono, a lanci di missili da parte di Hamas in territorio israeliano.
Razzi che avrebbero provocato la morte di 5 militari (altri 4 sono stati uccisi dal “fuoco amico”[1], cioè dagli stessi soldati), mentre nelle fila degli arabi, gli assassinati dal democratico stato di Israele sarebbero oltre 900 con diverse migliaia di feriti[2].
Numeri purtroppo destinati ad aumentare con il passare del tempo e delle incursioni.

I crimini attuali dell’esercito israeliano

I bersagli preferiti dall’esercito israeliano in diciassette giorni di guerra sono scuole, moschee, abitazioni private e soprattutto ambulanze, queste ultime per impedire il soccorso e il salvataggio di migliaia di feriti, che muoiono agonizzando per le strade.
Quindi non solo obiettivi militari ma soprattutto civili, e questo non a caso, visto che tale strategia si chiamata “guerra psicologica”.
La cosa non deve sorprendere, perché l’85-90% dei morti in tutte le guerre che si ‘rispettino’, sono infatti civili (uomini, donne e soprattutto bambini).
L’esercito di Sion sta utilizzando a Gaza armi vietate dalle Convenzioni internazionali, come le bombe al fosforo bianco (usate in grande quantità in Iraq dalla colazione anglo-statunitense). Lo riporta anche il “Corriere della Sera” dell’11 gennaio.[3]
Nonostante la smentita del portavoce dell’esercito, il quotidiano Times di Londra ha pubblicato delle foto che non lasciano spazio a dubbi sull’uso appunto di queste vergognose e criminali bombe. Arriva infine la conferma da una fonte israeliana, ripresa dalla Radio svizzera italiana e riportata dall’agenzia Ansa (oggi 12 gennaio 2009) secondo la quale si tratta solo di bombe fumogene. Il tutto ovviamente per giustificare il fumo strano prodotto (vedi immagine sotto) dai bombardamenti dell’esercito.
Ma la fonte continua dicendo che “un po’ di fosforo nelle munizioni c’è“.
Non solo, ma a testimonianze di medici, a Gaza verrebbero utilizzate anche armi a forte potere esplosivo come quelle a base di stando lega di tungsteno.[4]
Insomma i “territori occupati” sono un ottimo “campo di battaglia” per decimare da una parte la popolazione araba e dall’altra per sperimentare nuove armi.

Perché tale guerra?

Qualcuno sostiene che tale criminoso attacco militare da parte di Israele sia per ripicca a causa della grama figura fatta contro Hezbollah in Libano nel 2006.
Purtroppo non è questo il motivo: si tratta di un progetto chiaro e lineare che stanno portando avanti da oltre un secolo i sionisti.
L’attuale attacco è stato preparato infatti con 6 mesi di anticipo, quindi molto tempo prima del lancio di razzi da parte di Hamas!
Lo confermano canali ufficiali come la CNN e giornali come il britannico The Guardian.
Il canale televisivo CNN ha denunciato che la tregua tra Hamas e Israele ha iniziato a vacillare agli inizi di novembre, quando un commando israeliano ha ucciso durante un’incursione sei membri di Hamas, scatenando la ovvia reazione.
Anche il quotidiano Guardian del 5 novembre ha confermato la notizia.
Quindi esistono le prove che a rompere la tregua non è stato Hamas ma bensì lo stato di Israele a novembre del 2008!
Ma per comprendere il quadro generale è necessario fare un passo indietro.

Nascita del Sionismo

Nell’Europa della fine del XIX secolo una convergenza di ragioni storiche, fra cui le persecuzioni antisemite, spinse un gruppo di intellettuali ebrei a teorizzare la necessità della nascita di una nazione ebraica dove quel popolo potesse finalmente trovare maggior pace e sicurezza.[5]
Questa teoria, che non è rimasta tale ma è diventata una triste realtà, prende il nome di sionismo.
Il sionismo è per così dire un «movimento» molto complesso, ma dagli obiettivi semplici, nato verso la fine del XIX° secolo qui da noi in Europa.

Il “sionismo” è suddivisibile in tre categorie:

«Sionismo» propriamente detto, organizzato dal dottor Theodor Herzl, con lo scopo di ricostruire lo Stato ebraico di Gerusalemme in Palestina.
«Sionismo territorialista», organizzato da Israel Zangwill, con lo scopo di costituire una «terra ebraica» in qualunque parte del mondo, privilegiando però la Palestina.
«Sionismo socialista», organizzato da Moses Hess, che vuole conservare agli ebrei nel mondo l’identità nazionale, sforzandosi però tutti per un ritorno a «Eretz Israel».

Il «Sionismo territorialista», quello più recente, è stato fortemente voluto da Israel Zangwill (1864–1926), membro di prestigio della società sionistica l’«Antico Ordine dei Maccabei»[6] (1891) e fondatore della rivista umoristica «Ariel».[7] Alla “Dichiarazione Balfour”, che vedremo dopo, rivendicò per tutti gli ebrei del mondo il diritto inalienabile di colonizzare la Terra di Israele.
Il «Sionismo» per così dire ufficiale, è nato nel 1897 durante il primo «Congresso Sionista» di Basilea in Svizzera.

Fu però nel 1895/96 che compare per la prima volta il «Der Juden Staat» («Lo Stato degli Ebrei»)[8], il manifesto scritto da Theodor Herzl in persona.
Più che manifesto si tratta di un vero e proprio libro «scritto in poche settimane, in una specie di delirio misto di fervore mistico e considerazioni pratiche»[9], dove veniva esposto il piano ben preciso per una organizzazione ebraica mondiale.
Un piano precisissimo e completo di rimozione di tutta la popolazione araba, cioè non ebraica, dal futuro stato sionista: la “Gerusalemme liberata” (cioè “liberata” dai goym, dai gentili, dai “sub-umani”, dagli arabi).
Come mettere in atto questo spietato e criminale progetto?
Semplicemente attraverso l’espropriazione dei terreni e delle proprietà!

Quindi l’origine del gravissimo dissidio “israelo-palestinese” non si trova nel XXI° secolo, ma risale alla fine del XIX secolo. E’ proprio in quegli anni che fu ideato il progetto spietato di cacciare dalla Palestina tutti gli arabi, nessuno escluso, quindi ben cinquant’anni prima della nascita stessa dello Stato d’Israele e oltre un secolo prima dell’ennesima e ultima strage di stato che stiamo assistendo impotenti in questi giorni.

L’affare Dreyfus

Il periodo storico quando Theodor Herzl scrisse “Der Juden Staat” era molto caldo perché erano passati solo due anni dall’«affare Dreyfus».
Un affare delicatissimo perché riguardava le accuse (inventate ad hoc per scatenare appositamente l’antisemitismo…) di alto tradimento a carico di un capitano d’artiglieria ebreo (poi reintegrato nell’esercito dal tribunale), il francese Alfred Dreyfus: accusato di passare informazioni segrete all’esercito tedesco.
L’altro sionismo, quello «socialista» e l’«affare Dreyfus» hanno proprio nella Francia il comun denominatore: fu proprio a Parigi che Moses Hess, il padre spirituale del «socialismo sionista», lavorò come corrispondente per alcuni giornali socialisti di Germania e Stati Uniti.[10] Moses Hess viene anche ricordato per la sua opera omnia: «Roma e Gerusalemme», considerata un classico della teoria sionista, e pubblicata in Germania nel 1862.[11]

L’Alleanza israelita universale

Sempre nella capitale francese nasce una delle principali organizzazioni internazionali che promuove l’insegnamento e la cultura ebraica: l’«Alleanza Israelita Universale» (l’«Alliance Israélite Universelle»).
I fondatori di questa «Alleanza» furono «17» giovani e il «17» maggio 1860, grazie ai fondi di Sir Moses Haïm Montefiore e Lord Rothschild, organizzarono un manifesto politico sintetizzando le idee massoniche della «Rivoluzione Francese» del 1789 (il motto: «Liberté-Egalité-Fraternité» era scritto nelle logge massoniche francesi ancora 50 anni prima della Rivoluzione) e i principi del giudaismo.[12]

«L’Alleanza Israelita» promosse nel 1870 a Jaffa (Palestina) la nascita della prima colonia ebraica «Mikweh o Mikiveh Israel».[13] Ma le costruzioni in Palestina erano iniziate qualche tempo prima: il «Misgav Ladach Hospital», è un ospedale sorto nel 1854 e il cui nome originario era «Rothschild Hospital».[14]

E’ facile comprendere che il sionismo non è un semplice movimento politico e/o religioso, come vogliono farci credere, ma un vero e proprio movimento pericoloso il cui obiettivo è quello di liberare, con ogni mezzo lecito e illecito, la “Terra Promessa” dagli arabi (goym) per consegnarla nelle mani del popolo eletto.

Il tutto nell’attesa della venuta del Messia…

La dominazione turco-ottomana

Alla fine del 1800 la Palestina era nelle mani dell’Impero turco-ottomano.
Nel 1915 il governo britannico chiese aiuto militare allo sceriffo della Mecca Hussein (esistono a tal proposito lettere firmate da Thomas Edward D’Arabia, famoso Lawrence d’Arabia, che confermano questo) per cacciare i turchi-tedeschi dalla regione.
In cambio promise la creazione di uno stato arabo indipendente!
Questo è un punto chiave: la promessa agli arabi da parte del governo di Sua Maestà di uno Stato arabo indipendente, in cambio di aiuto.
Gli arabi, vista l’importante promessa, parteciparono in massa e moltissimi persero la vita in combattimento proprio per questo motivo: la liberazione della Palestina assieme alle truppe inglesi.
L’esercito britannico, nonostante la Grande Guerra in corso, spostò un milione di soldati per portarli in Terra Santa. Ci deve essere stato un ottimo motivo per movimentare, cioè togliere dal fronte europeo, tutti quei soldati?
Il motivo c’era eccome!

Accordo Sikes-Picot

Dopo la scontro con l’esercito turco-ottomano, nel 1916 Russia, Francia e Inghilterra siglarono l’accordo di Sikes-Picot, il piano alleato per dividersi l’Impero ottomano in disfacimento.
Nell’accordo la Palestina doveva rimanere internazionalizzata sotto l’amministrazione di tutte e tre.[15]

Il tradimento al popolo arabo

Il vero e proprio tradimento del popolo arabo avviene il 2 novembre 1917 con la «Dichiarazione Balfour»: una lettera che Arthur Balfour, Ministro degli Esteri della Gran Bretagna, inviò al capo della Federazione sionista Lord Rothschild, dove Sua Maestà riconosceva ufficialmente ai sionisti[16], il diritto di formare uno Stato indipendente in Palestina.
Lettera importantissima perché legittimò e riconobbe il diritto internazionale ai sionisti di creare un «focolare nazionale del popolo ebraico…»[17]in Palestina.
Tale dichiarazione venne firmata da Pichon per la Francia , Wilson per gli Stati Uniti e Sonnino per l’Italia[18].

Pochi ricordano però come tale «Dichiarazione», cioè lo storico tradimento di tutta la popolazione araba della Palestina da parte inglese, specificava anche che per il raggiungimento dello scopo: «nulla dev’essere fatto a pregiudizio dei diritti civili e religiosi delle comunità non ebraiche esistenti in Palestina…».[19]
E’ avvenuto esattamente il contrario.
Nel 1919 gli inglesi entrano in possesso della Terra Santa e dal 1920 con gli accordi di Sèvres, inizia ufficialmente l’immigrazione ebraica.
La terra indipendente araba rimane una promessa non mantenuta!

Trattato di Sèvres

Nel 1920 il Trattato di Sèvres sancì la spartizione dell’area mediorientale che vide: la Siria assegnata alla Francia e la Palestina alla Gran Bretagna.
Nel 1922 l’Inghilterra ricevette dalla Società delle Nazioni il Mandato per l’amministrazione della Palestina, sotto la cui egida nacque la Jewish Agency (Agenzia Ebraica) per promuovere l’economia ebraica nell’area.[20]
E’ a questo punto che il padre del sionismo, Theodor Herzl, disse di voler: «sospingere la popolazione [ palestinese ] in miseria oltre le frontiere»[21]
Lo scopo dal 1895 ai nostri giorni è sempre stato questo espresso da Herzl.

Peel Report, White Paper e la “Soluzione a due Stati”

Gli anni che vanno dal 1936 al 1947 videro crearsi le basi per la storica guerra arabo-israeliana del 1948.
Cominciano infatti le proposte di formazione di due Stati separati.
Gli inglesi pubblicano il Peel Report (1936) che prevede una separazione di ebrei e arabi secondo la divisione demografica del momento. La proposta non soddisfa le ambizioni territoriali dei sionisti e neppure gli arabi l’accettano perché chiedono che sia fermata l’immigrazione e che s’impedisca l’acquisizione di ulteriori terre.[22]
Sempre gli inglesi pubblicano il White Paper sulla Palestina nel 1939, dove accettano di limitare l’immigrazione ebraica e l’acquisto di terre e promettono la transazione verso un futuro governo palestinese. Solo e sempre promesse come quella tradite dalla Dichiarazione Balfour del 1917.

Il terrorismo in Terra Santa

Prima dell’intervento britannico gli arabi e gli ebrei ottomani (ebrei assoggettati all’Impero ottomano turco) convivevano in una pace secolare, con alti e bassi, ma pur sempre pace.
Quando iniziò l’immigrazione ebraica, cioè quando i sionisti iniziarono a comperare terre e soprattutto dopo il gravissimo tradimento della Dichiarazione Balfour, era pressoché scontato che iniziassero gli scontri tra arabi ed ebrei.
Cosa che avvenne infatti dal 1920 in poi.
Nel 1921 per esempio gli scontri feroci fra arabi ed ebrei (a Jaffa 200 morti ebrei e 120 arabi) furono interpretati dagli inglesi come “scontri spontanei”, ma ovviamente non era così.

Nel 1940 gli ebrei arrivarono a formare il 33% della popolazione in Palestina, e i sionisti già organizzati in gruppi di guerriglia, cominciano gli attacchi terroristici contro gli inglesi e contro i civili palestinesi.
I gruppi più noti furono l’Irgun, l’Haganah e lo Stern.[23]
Questo ultimo, chiamata “Banda Stern” è nata nel 1942 per opera dell’ebreo polacco Abraham Stern.
Una banda che incarnò la variante più violenta e terroristica del movimento sionista[24].
La loro azione più eclatante fu l’attentato alla sede dell’amministrazione britannica all’Hotel King David di Gerusalemme nel luglio 1946, dove venne fatta saltare una intera ala, con un bilancio di circa 200 vittime![25]
Tra i capi del comando vi era un certo Menachem Begin[26], che fu Primo Ministro israeliano e Premio Nobel per la Pace con il presidente egiziano Sadat…

Dopo questo e altri avvisi, nel 1947 gli inglesi rinunciano al mandato e lo consegnano nelle mani dell’ONU.
L’Organizzazione delle Nazioni Unite propone nella Risoluzione 181 l’ennesima divisione in Stati separati, gli arabi la rifiutano e di nuovo non senza motivo: agli ebrei sarebbe andato il 54% delle terre anche se erano solo il 30% della popolazione presente all’epoca.
Nella primavera del 1947 iniziano gli scontri militari tra arabi ed ebrei, dove i gruppi terroristici sionisti si distinguono per una lunga serie di crimini efferati: massacri, assassini e pulizia etnica documentati oltre ogni dubbio.
E’ infatti in questo periodo il massacro di 200 palestinesi a Deir Yassin, strage (di civili palestinesi) che passò alla storia e che fu perpetrata sotto la diretta responsabilità sempre di Menachem Begin.[27]

Nascita dello Stato d’Israele.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale e la Guerra d’Indipendenza (1948-49) nasce il 14 maggio 1948 ufficialmente lo Stato d’Israele con la «Dichiarazione d’indipendenza» firmata dal Primo Ministro David Ben-Gurion,[28] e preceduta da una risoluzione ONU, la numero 181 del 29 novembre 1947, che decise la spartizione (che non rispettava la demografia dell’epoca) dei territori.[29]
Inutile dire che tale spartizione territoriale ha accentuato gli scontri tra popolazione, perché più che spartizione possiamo parlare di vera e propria razzia: il 73% della Palestina era diventata territorio ebraico, con oltre 750.000 rifugiati palestinesi.

Dopo soli 2 anni, nel 1950, Israele vota la Legge sulla Proprietà degli Assenti (5710-1950), una legge vergognosa che espropria la terra a tutti i profughi fuggiti durante la guerra.

I palestinesi vengono espropriati di tutto: case, terreni e attività commerciali.

In totale violazione della Risoluzione ONU 194 (12/1948) che sancisce il diritto dei profughi di tornare e di essere risarciti da Tel Aviv. Non solo i risarcimenti non sono mai avvenuti, ma i profughi si sono visti privare della propria casa.

La guerra del 1947/48 era stata preconizzata dal Presidente (dal 1926) dell’Università ebraica di Gerusalemme, Judah Magnes, il quale ha dichiarato che la creazione di uno stato ebraico in Palestina avrebbe condotto «alla guerra contro gli arabi».[30]
Judah Magnes si riferiva al «Programma Biltmore» stilato a New York nel maggio del 1942 presso l’omonimo Hotel Biltmore, da un gruppo di sionisti americani appoggiati sia dai democratici che dai repubblicani statunitensi.
Tale programma del 1942 (ben prima che finisca la Seconda Guerra Mondiale) era appunto l’ennesimo tassello piazzato al posto giusto per la creazione dello Stato ebraico in terra palestinese!

Tra il 1917 e il 1948, e cioè tra la «Dichiarazione Balfour», il «Programma Biltmore» e la «Dichiarazione d’Indipendenza» avviene qualcosa che avrà ripercussioni in tutto il mondo e soprattutto nella causa ebraica: la Seconda Guerra Mondiale con l’Olocausto e l’immigrazione di massa.
Nel 1956 Israele, in accordo con le mire strategiche e gli interessi economici di Gran Bretagna e Francia attacca l’Egitto (che guarda caso aveva nazionalizzato il canale di Suez) conquistando Gaza e il Sinai, ma gli Stati Uniti costringono Tel Aviv a ritirarsi.
Nel 1964 gli stati arabi creano l’OLP (l’Organizzazione per la liberazione della Palestina), e presto questo gruppo darà inizio ad azioni di guerriglia contro Israele.

Nel 1966 la Siria permise a guerriglieri palestinesi di operare sul proprio territorio. Israele ovviamente minacciò ritorsioni per cui la Siria fece un patto di difesa con l’Egitto. In seguito a rappresaglie israeliane in Cisgiordania, Cairo assume un atteggiamento bellicoso, ma non va oltre.
Nel maggio del 1967 Nasser, il presidente egiziano, stringe un patto di difesa con la Giordania , che sembra mirare solo ad un rafforzamento strategico, e non a un effettivo attacco contro Israele.

Israele non aspetta e nel giugno del 1967 attacca l’Egitto,[31] ben sapendo che avrebbe vinto in pochi giorni.

Questa è la nota Guerra dei 6 giorni, che segna l’umiliante disfatta araba.

In un attimo Israele occupa illegittimamente la Cisgiordania , Gaza, Gerusalemme Est, le alture del Golan ed il Sinai (poi restituito all’Egitto) e non si ritirò mai più nonostante le numerose risoluzioni dell’ONU (ad oggi sono circa 70).
Nel novembre dello stesso anno, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU condanna la conquista dei territori con la Risoluzione 242 imponendo il ritiro immediato dai Territori Occupati.
Israele accetterà 3 anni dopo tale Risoluzione senza però evacuare i territori, alla faccia del Consiglio di Sicurezza.
Il resto è storia…

Storia sono le condotte di Israele chiamate per ben tre volte “un insulto all’Umanità” dalla Commissione dell’ONU per i Diritti Umani (1977, 1985 e nel 2000).[32]
Storia è anche la Risoluzione ONU A7RES/37/133 che nel dicembre del 1982 definì il massacro di Sabra e Chatila sotto la “personale responsabilità di Ariel Sharon” un “atto di genocidio[33]
Stiamo parlando di 1700 civili massacrati per due lunghissimi giorni dentro i campi profughi, protetti dall’esercito israeliano, a colpi di machete dai cristiano-falangisti.
L’elenco potrebbe continuare a lungo.

Sionismo cristiano

L’altra cosa da sapere, che non tutti conoscono, è il movimento dei «sionisti cristiani»[34] (Christian Zionists).
Anzi, spesso e volentieri, sono stati proprio dei cristiani (come George Walker Bush junior per esempio) che si sono rivelati i più forti sostenitori del ritorno degli ebrei a Gerusalemme.[35]

La teologia dei cristiani fondamentalisti d’America professa e attende la seconda venuta del Cristo con la conseguente fine del mondo, secondo una interpretazione della bibbia (…)”.[36]

Ma quell’evento sarà possibile solo quando gli ebrei avranno stabilito uno Stato ebraico su tutta la Palesino , e cioè ben oltre gli odierni confini di Israele”.[37]

L’«International Christian Embassy Jerusalem» ha tenuto fino ad oggi almeno quattro congressi internazionali sionisti cristiani: uno a Basilea e tre a Gerusalemme (la città madre del sionismo religioso).
Quindi il sionismo non è solamente un fenomeno ebraico, ma anche cattolico; non è solo un movimento politico ebraico, ma anche occidentale.
Esiste una forte corrente sionista pure tra i membri dell’amministrazione statunitense di ieri e oggi.
Basta leggere con attenzione i nomi della squadra “scelta” dal futuro presidente Obama per capacitarsene.

Pensate che nel 1978 la Camera dei Rappresentanti americana proclamò l’«Education Day USA», cioè il «giorno dell’istruzione». Una festa mobile che un anno cade il 24 marzo, un altro il 2 aprile, il 13 aprile[38], ecc. Tale data non è fissa perché segue il calendario giudaico-babilonese invece del classico giuliano.[39] La data coincide con l’anniversario del rabbi Menachem Mendel Scheerson, il cosiddetto «rebbe», considerato dalla setta assidica dei Lubavitcher, il vero «Messia».[40]
Come mai tutti i presidenti, da Carter fino a George Walker Bush, hanno ripreso e mantenuto una tradizione «culturale» assai poco laica, per non dire ebraica?
C’è da dire che Carter, mediatore non ufficiale nel 2008 nei processi di pace in Medioriente, ha dichiarato ultimamente che Hamas ha tenuto fede al patto di 6 mesi cessando il lancio di missili, Israele invece no!

Strano a dirsi, ma Israele non ha mantenuto la pace…

L’antisemitismo

Dopo questa delicata trattazione è doverosa una parentesi sull’antisemitismo.
I «semiti» sono: «(…) gli Accadi (Assiri, Babilonesi), i Cananei, gli Arami (fra i quali emergono i Fenici e gli Israeliti), infine gli Arabi».[41]
«Affermare che gli ebrei sono semiti è pressappoco come affermare, per esempio, che i francesi sono europei
».[42]
Da questa precisazione si evince che pochissimi ebrei sono veramente dei semiti e che non tutti i semiti sono ebrei (infatti gli arabi sono effettivamente dei semiti).
Come non tutti gli ebrei sono sionisti, anzi i sionisti sono pochissimi, per fortuna!
Siccome oggi tra la popolazione ebraica non esiste praticamente quasi più nessun discendente originario di Sem, accusare qualcuno di antisemitismo equivale accusarlo di antiarabismo.
La conseguenza logica di questa affermazione è che oggi tra i più antisemiti – ironia della sorte – sono proprio i governi d’Israele!

L’antisionismo

Per fortuna anche nel mondo ebraico il sionismo non è, e non era ben visto, ecco cosa diceva nel 1935 lo scrittore israelita Ettore Ovazza: «il miglior alleato della politica razzista è oggi, suo malgrado, il sionismo nazionalista. E’ nostra ferma convinzione che mai la politica antisemita sarebbe giunta agli estremi che ha toccato, se non avesse avuto fra i suoi principali argomenti probatori, il cosiddetto focolare nazionale ebraico. Lo stesso ideale ebraico, dal punto di vista puramente religioso, predica il ritorno a Sion come un ritorno spirituale; ma poiché la nostra dottrina nega il proselitismo, le minoranze ebraiche nel mondo rimangono le legittime depositarie dell’idea monoteistica e della legge mosaica che sta alla base della Bibbia e della moderna civiltà. Nel 1934, voler interpretare il ritorno a Sion in senso strettamente territoriale è segno d’incomprensione storica e religiosa. Noi, per funzione religiosa storica e civile, siamo e dobbiamo essere interamente cittadini delle nazioni dove viviamo da secoli e di cui formiamo parte indissolubile ed integrante. Noi respingiamo nettamente i sionisti nazionalisti che vivono rispettati in parità di diritti civili e politici con tutti gli altri cittadini nelle nazioni d’Europa, e che sospirano invece verso la Palestina ; che con un occhio guardano a Roma e con l’altro a Gerusalemme»[43]

Concludo con una grande speranza, quella che riguarda naturalmente la grande pacificazione in Palestina, l’abbandono di ogni crimine e soprattutto l’abbattimento del «muro della vergogna» che è stato innalzato per impedire la creazione de facto dello Stato palestinese.
«Udite governanti…della casa d’Israele, che costruite Sion sul sangue e Gerusalemme con il sopruso[44] perché «a causa vostra, Sion sarà arata come un campo e Gerusalemme diverrà un mucchio di rovine…».[45]
L’antisionista e antisemita che ha fatto questa affermazione è il profeta Michea, originario della Giudea e contemporaneo del grande Isaia (VIII a.C.).


Piovono missili israeliani (o bombe al fosforo bianco?) su Gaza, foto Ansa

Per approfondire l’argomento, consiglio di leggere questi due libri:


– “Perché ci odiano”, Paolo Barnard, ed. BUR
– “Storia ebraica e giudaismo: il peso di tre millenni”, Israel Shahak, ed. Centro Librario Sodalitium

Per approfondire:
– “Il Tradimento degli intellettuali”, Paolo Barnard www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=86
– “Una guerra non necessaria” Jimmy Carter www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5453
– “Gaza chi ha violato la tregua?” Miguel Martinez www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5455

[1]L’ONU sospende gli aiuti a Gaza”, Il Sole 14 ore, 9 gennaio 2009 [2] “Gaza ancora raid e razzi, oltre 900 le vittime”, Ansa del 12 gennaio 2009 [3]I carri armati israeliani a Gaza City”, Il Corriere della Sera, 11 gennaio 2009 [4] “Truppe USA controllano Rafah” di Maurizio Blondet, 6 gennaio 2009 ed. Effedieffe [5]Perché ci odiano”, Paolo Barnard, ed. BUR, pagg. 424 [6] «The Jewish Agency for Israel », www.jafi.org.il oppure www.us-israel.org [7] Idem [8] «The Nord American Review», vol.169, pag 513, agosto 1899. University of Northern Iowa [9] Associazione Culturale, libreria ebraica senza scopo di lucro – www.menorah.it [10] www.israele.net [11] www.israele.net [12] «Alliance Israelite Universelle»: www.aiu.org [13] «The Department for Jewish Zionist Education» www.jajz-ed.org [14] Jerusalem Archives www.jerusalem-archives.org [15] “Perché ci odiano”, Paolo Barnard, ed. BUR, pag. 243
[16] Movimento politico-religioso degli Ebrei sparsi nei vari paesi, tendente alla ricostituzione di uno Stato ebraico in Palestina (Dizionario della lingua italiana DeAgostini) [17] Traduzione della «Dichiarazione Balfour» [18] «Palestina e Sionismo», Vittore Querèl, Fratelli Bocca editori, 1939 [19] Idem [20] “Perché ci odiano”, Paolo Barnard, ed. BUR, pag. 244 [21] Idem [22]Perché ci odiano?” Paolo Barnard, ed. BUR, pag 146 [23] Idem [24] «Al Qaeda: chi è, da dove viene, dove va», Carlo Bersani, Malatempora edizioni, Roma 2005 [25] Idem [26] Idem [27]Perché ci odiano?” Paolo Barnard, ed. BUR, pag 247 [28] Jerusalem Archives www.jerusalem-archives.org [29] Jerusalem Archives www.jerusalem-archives.org [30] Norman Bentwich, «For Sion sake» biografia di Judas Magne, Filadelfia, Jewish Publication Society of America, 1954, p. 352 [31] Perché ci odiano?” Paolo Barnard, ed. BUR, pag 315 [32]Il Tradimento degli intellettuali”, Paolo Parnard, www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=86 [33] Idem [34] «International Christian Embassy Jerusalem » [35] Idem [36]Perché ci odiano”, Paolo Barnard, ed. BUR, pagg. 209 [37] Idem [38] Sito ufficiale «Lubavitch»: http://www.lubavitch.com/article.asp?ID=164 [39] «Chi comanda in America» di Maurizio Blondet ed. Effedieffe [40] Idem [41] «Vocabolario Illustrato della Lingua Italiana» G. Devoto e G.C. Oli – Milano 1974 [42] «Breve storia degli ebrei e dell’antisemitismo» di Eugenio Saracini, ed. Mondadori 1977 [43] «Sionismo Bifronte», Ettore Ovazza, Casa editrice Pinciana, Roma 1935 [44] Capitolo terzo del libro del profeta Michea (3,9 – 3,10) [45] Capitolo terzo del libro del profeta Michea (3,12)

Tratto da: www.disinformazione.it

Da: www.disinformazione.it

aprile 12, 2009

Italia dei Valori: grave l’attacco a Santoro! – Impregilo Premiata, non c’è il 2 senza il 3!

Sono i due capigruppo parlamentari dell’Italia dei Valori a criticare il premier: «L’attacco di un capo di governo ad una trasmissione televisva è un fatto molto grave per una democrazia», dice Massimo Donadi, presidente dei deputati Idv.

«Berlusconi e la sua maggioranza – afferma il presidente dei senatori dipietristi Felice Belisario – stanno strumentalizzando il terremoto anche per regolare i conti con Michele Santoro colpevole, nell’ultima puntata di Annozero, solo di aver fatto il proprio dovere».

Secondo Donadi «in altri paesi europei un comportamento del genere non sarebbe tollerato né dai cittadini né dai mass media. Qui invece è un film già visto. Siamo ad un nuovo ’editto bulgaro’. Purtroppo in Italia c’è ancora una sconcertante anomalia: il presidente del consiglio controlla tv e giornali e finché non sarà approvata una seria legge sul conflitto d’interessi persisterà un deficit di democrazia».

Belisario aggiunge che «a fronte di commenti quasi unanimi sullo straordinario lavoro della protezione civile, gli eredi del pensiero unico, Berlusconi e Fini, a cui si è aggiunto anche qualche esponente del Pd, hanno lanciato un nuovo editto, dall’Aquila, solo perché nella puntata di Annozero sono state raccolte testimonianze critiche nei confronti di alcuni disservizi».

Il presidente dei senatori Idv aggiunge: «Per fortuna esiste Santoro, altrimenti nelle case degli italiani arriverebbe solo la verità del governo. Chi ha visto oggi tg1 e tg2, ad esempio, ha assistito a veri e propri spot elettorali da parte della strana coppia Berlusconi-fini. Promesse, rassicurazioni, pacche sulle spalle. le stesse che proprio Berlusconi dispensò dopo il terremoto in Molise».

Belisario avrebbe voluto dal premier «invece delle solite promesse da marinaio, qualche spiegazione, ad esempio, sul ruolo di Impregilo, l’impresa che ha partecipato alla costruzione dell’ospedale dell’Aquila, crollato come un castello di carta, a cui è stata affidata anche la costruzione del ponte sullo stretto di Messina».

Infine, conclude il presidente dei senatori Idv, bisognerebbe capire «perché il prossimo cdm si debba tenere all’Aquila se lo stesso presidente del consiglio ha chiesto alla politica di non fare passerelle. Come al solito i buoni comportamenti valgono per gli altri ma non per lui»

Tratto da: www.LaStampa.it

aprile 11, 2009

Dissequestrato l’archivio di Genchi ( Berlusconi è un Buffone! )

Si aggiudica il primo round giudiziario Gioacchino Genchi, il vicequestore e già consulente informatico palermitano indagato dalla Procura di Roma. Il tribunale del riesame ha infatti accolto la richiesta presentata dal legale Fabio Repici: la corte presieduta da Francesco Taurisano ha infatti disposto il dissequestro dell’archivio del consulente di numerose procure italiane e funzionario di polizia attualmente sospeso dal servizio: il sequestro era stato disposto l’11 marzo ma era stato eseguito due giorni dopo. Due i provvedimenti del tribunale romano in relazione ai due distinti procedimenti in cui Genchi è indagato a seguito della sua attività di consulente nelle inchieste Why Not e Poseidon condotte dall’ex magistrato della Procura di Catanzaro Luigi De Magistris che da qualche giorno si è dimesso dalla magistratura per dedicarsi alla politica: sarà candidato alle euuropee nelle liste di Italia dei Valori. Le inchieste a carico di Genchi, cooordinate dai procuratori aggiunti Achille Toro e Nello Rossi sono condotte dal sostituto procuratore Andrea De Gasperis secondo cui Genchi avrebbe commesso i reati di abuso di atti d’ufficio, violazione della legge sulla privacy e violazione della norma della legge Boato che prevede la richiesta di autorizzazione da parte della Camera per acquisire i tabulati dei parlamentari sotto inchiesta.

Il dispositivo del Tribunale del riesame capitolino riguarda sia il sequestro ordinato per il reato di abuso d’ufficio (eseguito sulla base della relazione del Ros dei carabinieri) per quanto riguarda l’utilizzazione di tabulati relativi a deputati e servizi segreti sia per il reato di accesso abusivo all’archivio informatico il cui procedimento è scaturito dalla denuncia di un dipendente dell’Agenzia delle entrate che avrebbe rilevato gli accessi abusivi.

Soddisfatto del risultato il legale di Genchi, secondo cui «il tribunale del riesame confermando la nostra censura all’operato della Procura di Roma afferma il principio di legalità violato in ordine da: i magistrati della procura generale di Catanzaro, il Ros dei carabinieri, da un funzionario dell’agenzia delle Entrate e dalla procura di Roma. Preciso che in questa ultima Procura lavorano anche magistrati integerrimi ed eroici. Ma questa indagine dimostra come la direzione di questo ufficio abbia riportato il calendario ai tempi del porto delle nebbie».

«Ho sempre avuto fiducia nella Giustizia e nelle Istituzioni dello Stato – scrive Genchi sul suo blog Legittimadifesa all’indirizzo www.gioacchinogenchi.blogspot.com –. Mi sono difeso nel processo da accuse infamanti, ordite da chi ha cercato e sta cercando in tutti i modi di colpirmi per quello che è stato il mio impegno al servizio della Giustizia, nell’esclusivo interesse di ricerca e di affermazione della verità. Confermo la mia più assoluta stima ed incondizionata subordinazione al Capo della Polizia, alle Istituzioni dello Stato e ringrazio i tantissimi colleghi della Polizia, dell’Arma dei carabinieri, del Ros, della Dia e della Guardia di finanza, con i quali ho avuto l’onore di collaborare in oltre 20 anni della mia attività professionale». La Procura di Roma, secondo quanto riportato dall’Ansa, si riserva di leggere il dispositivo prima di commentare.

Tratto da: www.IlSole24ore.it

La nuova P2 – L’Avvento del Multi-Delinquentismo Bipartisan

Luigi de MagistrisSono convinto che è il momento che i cittadini debbano riflettere su un fatto. Il Piano di Rinascita Democratica di Licio Gelli, individuato da coraggiosi magistrati di Milano nel 1981, presso la residenza di Gelli, è stato in gran parte attuato. Per altra parte lo stanno attuando e per altra parte ancora lo hanno perfezionato.

I cittadini si devono ribellare a questa nuova P2. Perchè? Perchè innanzitutto opprime tutti gli spazi di libertà. Punta al pensiero unico, all’omologazione del pensiero, al culto della personalità del leader. Ne abbiamo avuto alcuni segnali inquietanti, in versione contemporanea, anche negli ultimi giorni, quando il Presidente del Consiglio ha sostenuto che devono manifestare la propria opinione politica solamente i capigruppo. Questo è pericoloso perchè ogni parlamentare è portatore di proprie idee, di proprie opinioni, di propri ragionamenti, quindi è un modo per restringere gli spazi di libertà all’interno del parlamento.

Così come vogliono restringere gli spazi delle autorità di controllo, della Corte Costituzionale, e dare invece spazio alle figure apicali, alle figure presidenziali, perchè stanno costruendo il mantello per quello che dovrà essere il futuro premier designato di tutto il popolo italiano.

Ma il popolo italiano questo non lo vuole. Il popolo italiano si deve ribellare a questa nuova deriva autoritaria, e deve far sì che gli spazi di libertà non vengano annichiliti.

La nuova P2 passa attraverso la soppressione di due baluardi dello stato democratico: l’indipendenza e l’autonomia della magistratura, e la libertà di stampa. Ridimensionare l’autonomia della magistratura significa sopprimere l’Art. 3 della Costituzione che vuole che tutti i cittadini siano uguali di fronte alla legge, significa che non ci sarà più la distinzione dei poteri come voluta da Montesquieu tra potere esecutivo, potere legislativo e potere giudiziario. Annientare, sopprimere definitivamente il pluralismo dell’informazione significa dare la cornice formale all’omologazione del pensiero, e ovviamente il popolo italiano potrà intuire quale sarà il pensiero dominante, il pensiero unico, che sarà quello del futuro Presidente della Repubblica.

A questo ci dobbiamo ribellare, in modo pacifico, in modo democratico, manifestando sempre il nostro pensiero fin quando ci sarà l’Art. 21 della Costituzione, e soprattutto mandando a casa i signori della nuova P2 attraverso uno strumento piccolo ma eccezionale: il voto.

Italia dei Valori ha scelto una strada importante, che è quella di aprire le liste alla società civile, a personaggi di cultura democratica sincera, con sensibilità diverse, magistrati, giornalisti, intellettuali, professori, sindacalisti, esponenti della società civile. Questo è il momento nel quale ognuno si deve sentire protagonista di un cambiamento epocale che spazzi via i signori della nuova P2 e apra il paese a quel fresco profumo di libertà.

Autore Luigi de Magistris
Tratto da: www.antoniodipietro.it

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