Angolo del Gigio

settembre 8, 2008

Violenze alla base Dal Molin: prove tecniche di regime militare?

Non si vedevano scene di violenza così estrema da Genova 2001. 

Sabato scorso, come allora, a Vicenza piuttosto che a Genova, la strategia è sempre la stessa: “pugno di ferro”, “violenza per innescare la violenza”, “far ricadere la colpa sui facinorosi, ecc.

Un settennio fa a Genova gruppi di black-block (infiltrati da esperti di guerra urbana delle questure), hanno innescato (per poi dileguarsi nelle viuzze) la reazione violentissima delle forze dell’ordine che si è abbattuta su ragazzi e anziani che erano lì pacificamente. 

L’altro giorno a Vicenza, non c’erano infiltrati, neppure persone violente, per cui la scusante mediatica è stata una piccola torretta che serviva per vigilare i lavori all’interno della base militare Dal Molin, che molto probabilmente sono già iniziati, in barba alla legge italiana!  

Questa pericolosissima, quanto dannosa “speculazione edilizia”, poteva certamente dare dei precedenti alla popolazione vicentina. Potete immaginare la città del Palladio invasa da torrette erette in tutti i giardini privati? 

Giammai ha pensato il Questore: le opere del Palladio, secondo l’Unesco, sono patrimonio dell’Umanità e vanno difese anche con la forza. 

L’unica eccezione per l’Unesco, per il sentimento artistico del Questore e per le speculazioni edilizie, sono ovviamente le basi militari statunitensi, gli hangar, le palazzine di diversi piani, e soprattutto le villette che ospiteranno i soldati (700.000 metri cubi di installazioni). 

Questo sì, le torrette invece no!

Ecco perché persone di tutte le età, sedute per terra e con le mani alzate sono state brutalmente attaccate da forze dell’ordine (o del dis-ordine) che avevano ricevuto precisi ordini e permessi dal Questore, e quest’ultimo dal Ministro padano dell’Interno Maroni. 

Forse ricordo male, ma Roberto Maroni non era quello che urlava “Padania libera”? 

Libera da chi, forse solo dai vucumprà? Ma anche in questo caso, i ‘merikani sono extracomunitari che hanno occupato il territorio nazionale!  In pratica vengono “malmenati” dalle polizie, cittadini vicentini (cioè padani secondo la visione del Carroccio), che lottano pacificamente nel nome della democrazia popolare e della sovranità territoriale. Il Ministro dell’Interno a testa bassa, come tutti i politicanti di Roma, risponde solo alla voce del Padre Padrone immigrato!

D’altronde lo hanno espressamente detto: “il governo vuole estirpare alla radice il dissenso locale” (Ansa, 8 settembre 2008)

Certamente siamo abituati all’ipocrisia della politica nei confronti del Potere economico, ma in questo caso stiamo raggiungendo il limite di sopportazione. 
Quando si vengono a sapere che donne trascinate per i capelli sono state malmenate dietro i furgoni della celere, per non parlare degli uomini e dei ragazzi, che dopo la fuga hanno trovato – grazie ad una cittadina consapevole di Vicenza che ha aperto loro il cancello di casa – rifugio e scampo dai manganelli. 
Perfino una povera donna in sedia a rotelle – scambiata probabilmente per una jihadista libanese – è stata malmenata sulle braccia nel tentativo di impedire che azionasse il detonatore… 

Il tutto ovviamente è riportato da testimonianze dirette e filmati video.

La stampa in tutto questo gioca un ruolo fondamentale: come in ogni dittatura che si rispetti, il controllo dei media è di primaria importanza. 
Cito solo un esempio di manipolazione linguistica eseguito dai principali quotidiani. 
Dal Molin, niente ampliamento. Gli USA: stop al piano-caserma” (La Repubblica del 4 settembre 2008) 
Dal Molin, legge regionale blocca l’ampliamento USA” (L’Unità del 4 settembre 2008) 
Da questi titoli si evince che la base Dal Molin non si fa più!

Incredibile, vero? Una notizia strepitosa! 
Purtroppo la realtà è molto lontana….

Si tratta di una chiarissima manipolazione e controllo mentale mediante il linguaggio. 
Lo spiega benissimo il medico psichiatra, ed esperto di illusionismo, Matteo Rampin: “Siccome l’attenzione umana non può concentrarsi che su pochissimi elementi alla volta, basta attirarla su qualcosa, spostandola contemporaneamente da ciò che si vuole nascondere, e il gioco è fatto”.
Ecco come hanno lavorato i media: hanno spostato l’attenzione su un aspetto particolare (la costruzione di ulteriori villette per i soldati), irrisorio se paragonato alla costruzione della base stessa! Il messaggio che è passato sembrava riguardare la base! 
Con il passare del tempo, la gente perderà di vista il fatto che questo aspetto è solo una parte del problema (…) nel frattempo ciò che interessava ai manipolatori è andato in porto”. 

Cosa che è puntualmente avvenuta.

Il premier Berlusconi ha ricordato al Sindaco di Vicenza Variati che “l’area è stata consegnata agli USA”. (Ansa) 
L’area demaniale – continua Berlusconi – dell’aeroporto Dal Molin è stata destinata dal governo all’ampliamento della base militare USA di Vicenza, nell’adempimento di precisi obblighi internazionali, e inoltre, nell’esercizio delle sue esclusive attribuzioni di politica estera, di difesa e sicurezza nazionale”. ” (RaiNews24 del 7 settembre 2008)

“Consegnata” perché edestinataa quali scopi?
Quali sarebbero queste
esclusive attribuzioni di politica estera?

 

Forse il “grembiulino di Arcore si riferisce all’autoproclamazione o autoincensamento degli USA a Sceriffo internazionale

Il Difensore a stelle (a sei punte) e strisce dei diritti occidentali, l’esportatore di democrazia a suon di bombe a grappolo e al fosforo che hanno causato decine di migliaia di morti civili in Afghanistan e milioni in Iraq? L’unico paese al mondo ad aver sganciato ben due bombe atomiche sopra la testa di una popolazione civile!

L’area demaniale è “stata consegnata all’ Amministrazione degli Stati Uniti il 30 luglio 2008 .

 

Perché tutto questo?

Come mai un Governo (destra o sinistra sono le due ali dello stesso avvoltoio: il vero Potere occulto) in barba alla Democrazia, alla Costituzione e alla Legge Penale,permette il pestaggio di cittadini consapevoli che difendono i sacrosanti diritti di tutti gli italiani (e non solo dei vicentini), per gli interessi degli USA? 

Si tratta di puro servilismo? Sono trattati internazionali così inderogabili?

Non solo, la base Dal Molin rientra in un progetto militare (di controllo globale) a più ampio respiro chiamato “Urban Operation- 2020. Un progetto NATO, redatto dalla RTO (Studies Analysis and Simulation Panel Group, SAS-030), l’Organizzazione per la Ricerca e la Tecnologia della NATO, che prevede entro il 2020 che “il 70% della popolazione mondiale vivrà all’interno di zone urbane”.

Siccome il numero delle persone nel mondo supererà, secondo gli esperti, i 7,5 miliardi “ciò sarà causa di una spaventosa crescita demografica nelle città e/o metropoli incrementando l’urbanizzazione, provocando povertà, scontri e tensioni sociali.

In pratica hanno già stabilito (in base alle dottrine eugenetiche del pastore anglicano Thomas Robert Malthus, portate avanti da personaggi come Al Gore junior) che le guerre del futuro prossimo avverranno in zone urbane e lungo le strade delle città. Ecco perché servirà avere l’esercito (Nato, caschi blu, mercenari, ecc.) a portata di mano. 

Un esercito, dice sempre il Rapporto, che potrà usare armi letali e non-letali (ad alta energia) e sarà libero di scorrazzare tranquillamente per le piazze e le vie del Veneto, per esempio.

Tutto questo lo stiamo già vedendo: militari italiani che girano sorridenti per Padova, con la totale compiacenza del gregge disorientato (termine usato da Noam Chomsky per designare il popolo addormentato). Sarà così normale tra un po’ di tempo la loro presenza che non ci faremo più caso, anche quando saranno sostituiti da militari NATO o mercenari privati.

Strategia psicologica di massa, che si nasconde dietro la tanto sbandierata “sicurezza dei cittadini” o “problema immigrazione”. 
Prima creano il problema dell’immigrazione clandestina, permettendo a milioni di disperati di sbarcare in Europa (esistono documenti degli anni ’70 che dimostrano come l’immigrazione è un piano ben preciso e congegnato), e poi ci offrono come soluzione l’esercito armato. (Ci sono centinaia di satelliti tra militari e civili in orbita costante attorno alla Terra: pensiamo veramente che i tutori dell’ordine ordine non sono in grado di osservare quando e da dove partono i barconi o gommoni?).

Ecco perché opporsi alla base Dal Molin è un diritto legittimo e un dovere morale, non solo dei vicentini ma di tutti i cittadini d’Italia, perché non si tratta di una base militare, dietro c’è il piano del controllo dell’uomo.

Opporsi alla base non significa essere contro gli americani, anche perché il popolo americano neppure conosce l’esistenza di questa base e non gliene può fregare di meno. Anzi, il popolo americano è assolutamente pacifico e non vuole le guerre, viene infatti trascinato nell’onda emotiva di criminali operazioni interne dette false-flag (falsa bandiera, attacchi navali, terroristici, indotti o provocati, ecc.) come Pearl Harbor del 1941 (gli USA entrarono nella Seconda Guerra Mondiale), Golfo del Tonchino del 1964 (inizio alla guerra in Vietnam), l’11settembre del 2001 (Terza Guerra Mondiale la guerra contro i terrorismi), ecc.

Dire di NO ad una occupazione militare straniera, tenendo conto che gli accordi internazionali (lo ricordo alla tessera numero 1816 della loggia massonica deviata P2) non hanno più alcun senso, è di fondamentale importanza per non trovarsi tra qualche anno in uno stato di polizia militarizzato
A quel punto, basterà un attentato terroristico di medie o grosse dimensioni, come l’intera intelligence occidentale ha già paventato, per instaurare la “legge marziale”. 
Dopo sessant’anni di occupazione straniera illegittima, non è forse arrivato il momento di svegliarci da questo letargo mentale e pretendere quella libertà e sovranità territoriali sancite dalla Costituzione della Repubblica italiana?

Diciamo NO in maniera assolutamente pacifica: la violenza lasciamogliela a coloro che si nutrono di violenza! Anzi, attendono proprio l’uso della violenza per poter schiacciare i colpevoli con tutta la forza del Sistema, e i mezzi non gli mancano.
In questi giorni, fino al 14 settembre c’è il Festival No Dal Molin, organizzato dal Presidio Permanente, con dibattiti, conferenze e concerti: andiamo numerosi a sostenere, anche solo moralmente, questo gruppo coscienzioso di persone che sta facendo quello che tutti noi dovremo fare.

Qui troverete il programma del festival: 
http://festival.nodalmolin.it 
http://festival.nodalmolin.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1&Itemid=2


 “Al gusto di cioccolato: come smascherare i trucchi della manipolazione linguistica” del medico psichiatra Matteo Rampin
 Idem

Di Marcello Pamio – 8 settembre 2008 per www.disinformazione.it

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