Angolo del Gigio

dicembre 3, 2007

Morte di Federico Aldrovandi, la madre accusa la polizia.

 Federico AldrovandiLa madre accusa in aula la polizia

«Ci hanno mentito». Ha parlato per più di due ore Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi, nella seconda udienza che si è aperta al tribunale di Ferrara con le disposizioni dei testimoni chiamati dal Pubblico Ministero Nicola Proto. I fatti: il ragazzo, di 18 anni, è morto a Ferrara il 25 settembre 2005 durante un arresto della polizia. E ci sarebbe stata la scoperta di una collutazione avvenuta con i quattro poliziotti ora imputati per omicidio colposo nella morte del ragazzo. Gli imputati: Enzo Pontani, Luca Pollastri, Monica Segatto e Paolo Forlani.

In un primo momento in cui le versioni ufficiali sembravano convergere sulla tesi della morte per malore – forse dovuto all’uso di sostanze stupefacenti – la donna con un suo blog aveva fatto riaprire l’inchiesta. Giovedì, in aula, ha ripercorso le tappe della vicenda.

Davanti al giudice Francesco Maria Caruso e in un’aula stipata dal pubblico, i genitori del 18enne ricostruiscono i fatti avvenuti a partire da quando Federico morì dopo la colluttazione con gli imputati. Dalle parole dei genitori emergono i rapporti complicati con la questura, con l’ispettore Nicola Solito e l’allora questore Elio Graziano. In particolare, Solito è un conoscente della famiglia Aldrovandi ed è incluso tra i testimoni del processo.

Lo sfogo della madre. Sarebbe stato lo stesso Solito che – dando alla famiglia la notizia della morte – ha parlato a Lino Aldrovandi, il padre (che ha reso una deposizione più breve e puntellata di pause per l’emozione) di un malore. Ma poi sarebbe lo stesso Solito ad avere suggerito agli Aldrovandi di procurarsi un perito di parte che possa partecipare all’autopsia del figlio.

Il che è successo. Il perito è Antonio Zanzi, il primo a riferire ufficialmente alla famiglia «che Federico era stato picchiato brutalmente», dice Moretti. Ancora prima dell’autopsia (il 27 settembre), su un quotidiano locale esce la notizia che il corpo di Federico è sfigurato; e la famiglia viene immediatamente convocata in questura da Elio Graziano: «Pensavamo che fosse per darci conforto, ma la premessa è stata aggressiva: “Che cavolo andate a dire ai giornali?”. Ma noi – dice Moretti – non sapevamo ancora nulla delle percosse, mio cognato quando ha riconosciuto il corpo di Federico pensava che fosse stato investito da un’auto». Quanto alle cause della morte apparse sulla stampa, il questore parla alla famiglia di «un trattamento di favore, quasi foste qualcuno di noi». Il riferimento, spiega Moretti, «era al malore, perché per loro nostro figlio era morto per droga». Di qui il pesante giudizio su Graziano: «Sapeva benissimo quello che era successo, ma ha scelto di mentire».

Se i genitori paiono sapere poco riguardo all’assunzione di droghe da parte del figlio (gli amici del ragazzo «mi hanno detto che quella sera Federico aveva detto di volere comprare qualcosa, ma nessuno mi ha detto d’averlo visto comprarla o assumerla», dice Moretti) non manca una carrellata sui presunti testimoni di cui Moretti è a conoscenza: dalla madre di Emiliano Spada (segnalata da quest’ultimo sul blog della famiglia) a Lucia Bassi a una donna immigrata e suo figlio, Chanel.

Tratto da: www.Unità.it 

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