Angolo del Gigio

novembre 27, 2007

La truffa della «Finta Class Action»

Class-Action all'italianaLa truffa della finta class action
Ing. Michele Trancossi – Università di Modena e Reggio Emilia

Finalmente una speranza di Class Action si apre anche in Italia. Anzi, con l’emendamento Bordon rischia di chiudersi definitivamente in Italia.
Che cosa significa il termine Class Action: significa permettere ai cittadini di poter avviare cause collettive nel caso di danni ricevuti da prodotti industriali, da eventi ambientali e da truffe finaziarie. Finalmente anche in Italia si apre lo spazio per i ricorsi collettivi, con un unico processo per tutti i cittadini coinvolti.

Cos’e’ la Class Action – aspetti positivi

Potremo attivare una class action per chiedere il risarcimento in caso di:

· danni da prodotti difettosi,
· danni da fumo,
· danni da medicinali,
· danni da abuso di posizione dominante,
·
truffe finanziarie.

I consumatori potranno chiedere finalmente risarcimenti alle grandi aziende. È la class action, terrore delle industrie americane , che dalla fine degli anni Sessanta sborsano cifre milionarie per pagare i danni a cittadini inferociti.

Storia della class action

La prima multinazionale messa sotto accusa fu proprio la General Motors , simbolo dell’industria statunitense, denunciata per l’inaffidabilità e l’insicurezza di un modello di auto che aveva prodotto. Era il 1965.
In Italia, il primo tentativo di inserire nel nostro ordinamento l’azione risarcitoria collettiva, risale solo al 2001. Ma da allora le associazioni di consumatori conducono una battaglia asprissima perché anche da noi sia possibile far valere i diritti di chi compra e usa i prodotti. Con la class action, il consumatore diventa parte civile, e con lui l’intera collettività: la causa, quindi, non è più quella del singolo contro un gigante, ma quella di una comunità contro un’azienda. Chissà che ne penserebbero Parmalat, Cirio, piuttosto che la banca popolare di Lodi, Nextra-Intesa, Unicredit-Capitalia di quest’asso nella manica dei cittadini consumatori.

Tex-Willer BordonLa class action illiberale di Tex Willer

Questo anche se l’emendamento proposto da “Tex Willer” Bordon e da Roberto Manzione e’ difficilmente applicabile e presenta numerosi e pesanti limiti. Dopo una enunciazione di principi degenera in un regolamento applicativo assolutamente limitativo dei diritti dei cittadini.
Si tratta di un modello fortemente limitativo e praticamente inutile, cosa ben diversa da quella americana, che fa tremare le grandi holding, le multinazionali, i cartelli e i poteri forti, grazie a un potere che è realmente dato in mano al consumatore e al cittadino. Ogni cittadino è legittimato a promuovere una class action, la cui regolarità deve essere vagliata e approvata dall’autorità giudiziaria che nomina un curatore. Non ci sono limitazioni riguardo alle tipologie di risarcimenti che saranno oggetto della class action.

La proposta Bordon-Manzione, purtroppo approvata in finanziaria, e’ altra cosa. La solita legge pasticcio all’italiana. Rispetto al modello statunitense limita fortemente il campo d’azione e il numero dei soggetti cui è data facoltà di intentare un’azione risarcitoria collettiva (class action).
I due eroici senatori, complici Dini e Mastella, hanno imposto la collocazione giuridica nel Codice del Consumo. Questa limitazione e’ fondamentale, in quanto permette la class action solo nel campo degli illeciti contrattuali, per cui ogni altro illecito di natura non contrattuale, che lede i diritti o arrechi dei danni a una pluralità di soggetti, non potrà essere materia di una simile procedura. Facciamo un esempio: se una centrale elettrica, un’industria o un inceneritore inquinando provocano malattie diffuse alla popolazione, tra cui silicosi e cancro, non potranno essere perseguite mediante class action, ma solo mediante azioni individuali che si sommeranno rallentando il corso della giustizia.

Solo le associazioni dei consumatori che fanno parte del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU), organo dello Stato, che fa capo al Ministero delle Attività Produttive, formato da 16 associazioni consumeristiche generaliste, potranno promuovere la class action. Si vede bene quindi che si assiste a una vera e propria delegittimazione e discriminazione nei confronti di tutti gli altri soggetti che potrebbero avere legittimo interesse a promuovere un’azione risarcitoria, tanto che su questo procedimento parecchi sono i dubbi riguardo la correttezza costituzionale.
La class action di Bordon e Manzione poi si comporta come un Robin Hood al contrario, infatti giunge ad un paradosso incredibile: la vittoria di un’azione risarcitoria non comporterà automaticamente il risarcimento delle parti danneggiate, ma richiede che ciascun cittadino, sulla base della sentenza collettiva, possa decidere se aprire autonomamente delle singole cause per ottenere il risarcimento. Ecco una nuova allucinante lungaggine… nuove parcelle ad avvocati e nuove spese legali. Un aborto giuridico di questo tipo e’ degno della repubblica delle banane.

Sono una persona rispettabile (Miga)Governo e opposizione complici dell’ennesimo pateracchio

Il governo Mortadella, cioè il governo dei mille compromessi e degli equilibrismi puri, ha compiuto l’ennesimo aborto giuridico, complice anche l’opposizione, che ha votato contro o si e’ astenuta, non per sostenere un modello di class-action veramente liberale, ma per negarne anche il cenotafio, ovvero seppellendola completamente.

Troppo comodo per il signor Berlusconi dichiararsi a parole liberale, quando ogni sua azione va in direzione contraria, come in questo caso in cui ha guidato l’opposizione ad affossare con i denti anche questo primo, seppur sterile tentativo. Come scrive nel suo blog Stefano Pedica, deputato dell’Italia dei Valori, “Il Premier e il ministro Bersani, che ha anche presentato in proposito una PdL, hanno chiaramente già deciso che la class action si farà all’italiana, con buona pace delle procedure e del dibattito parlamentare, ma soprattutto delle legittime aspettative dei cittadini. Ora, devo denunciare, naturalmente, non solo il fatto di vederla diversamente dal governo sull’introduzione della class action in Italia, anche se in questo ritengo di stare dalla parte degli interessi del cittadino, ma anche e soprattutto il modo col quale sull’intera faccenda, e in misura ancora maggiore sul modello americano, è stato imposto il più assoluto silenzio. Per cui il cittadino non dovrà sapere, fino al fatto compiuto, che gli si sta tentando di rifilare una legge che sarà da lui scarsamente utilizzata, preferita, per ossequio ai poteri forti, ad altre proposte che realmente possono far valere diritti finora ignorati, e mi riferisco per esempio ai comitati delle vittime di disastri o attentati, ai risarcimenti per le vittime di contenziosi con la pubblica amministrazione o con gli enti locali, alle vittime di vere e proprie truffe finanziarie come i tango bond, Cirio o Parmalat, alle vittime di reati contro l’ambiente, alle vittime di violazioni contrattuali da parte di colossi della finanza e del mercato.”

Partito ConfindustriaIl commento di Confindustria

L’organo di stampa di Confindustria, il sole 24 ore si scaglia con violenza inaudita con questo provvedimento. Sembra l’ennesima operazione concordata tra i membri della casta, l’ennesima dichiarazione formale di fronte ad un testo inutile e dannoso:

Il testo approvato dal Senato sulla class action è un atto grave di ostilità all’impresa e sarà un disincentivo nell’attrazione di capitali stranieri. «È un provvedimento rozzo – dice un comunicato di Confindustria – che espone le aziende italiane e i loro lavoratori a gravi rischi. E i benefici per i consumatori saranno sostanzialmente risibili». Un testo definito «rudimentale», che metterà le imprese nelle condizioni di subire ricatti di ogni tipo, che presenta chiari profili di incostituzionalità, perché legittima associazioni ad agire per conto di singoli senza averne il diritto. La Costituzione prevede infatti la sola titolarità del singolo ad agire se danneggiato. «Si consente la possibilità di agire come soggetto collettivo ad associazioni da individuare – scrive Confindustria – senza stabilire alcun parametro in termini di rappresentatività. E contrariamente agli ordinamenti di altri paesi non si definisce la platea nei cui confronti l’eventuale provvedimento del giudice produrrà effetti». Azioni che, anche se basate sul nulla, potrebbero portare, in caso di società quotate, a turbative di mercato con conseguenze pesanti a danno dei risparmiatori e dei piccoli azionisti. Un «capolavoro negativo», dunque, che renderà ancora più complicata e difficile la vita a migliaia di piccole, medie e grandi imprese. «È grave – chiude il comunicato – che la maggioranza di governo abbia anteposto logiche di puro equilibrio parlamentare alle ragioni del mondo produttivo accogliendo una proposta improvvisata ed estemporanea che nulla c’entra con la legge finanziaria. Con una fretta sospetta, evitando qualsiasi dibattito e qualsiasi confronto, si è voluto approvare un provvedimento che rappresenta una pesante minaccia per gli unici soggetti che possono assicurare la crescita economica».

La casta unita per affossare definitivamente una possibilità per i cittadini

Gli oligarchi riuniti, adesso faranno finta di scontrarsi, di discutere sulla costituzionalità o meno della class-action. Cercheranno di farci credere che si tratti di un provvedimento vero, che tuteli veramente qualcuno, ma oscureranno tutti i limiti, che di fatto ne impediscono l’esercizio.
Siamo in Italia, basta parlare di una cosa, basta appropriarsi di un nome, per fare credere al popolo meno educato alla democrazia governante del mondo di avere fatto qualcosa. Il tam-tam dei giornali di regime farà il resto: cioè riuscirà a far credere alla casalinga di Voghera che potrà essere risarcita se il robot da cucina funziona male… Ma non spiegherà che per ottenere anche un solo euro occorreranno vent’anni e tante spese legali.

TruffatoriFinalmente sappiamo quali sono
le associazioni consumatori legate alla CASTA

Per fortuna ora, dopo le dichiarazioni delle diverse associazioni consumatori, i cittadini avranno il modo di scegliere a chi rivolgersi per l’assistenza legale.
Per la maggior parte delle associazioni dei consumatori si tratta di una “vittoria dei cittadini”. Uniche voce fuori dal coro sono quelle dell’Aduc e del Codacons secondo le quali, invece, la norma approvata produrrà “effetti contrari a quelli sperati”.

Siamo molto soddisfatti del voto al Senato a favore della class action – commenta il Presidente dell’Adoc Carlo Pileridopo anni di battaglie finalmente il consumatore italiano potrà avere a sua disposizione un ulteriore e fondamentale strumento di tutela per far valere i suoi diritti e per ottenere un comportamento più corretto da parte di imprese spesso troppo spregiudicate verso i consumatori“. Positivo anche il commento del Movimento consumatori e Movimento difesa del cittadino che definiscono l’approvazione “una conquista non solo per i consumatori, ma per il mercato e per uno sviluppo economico equilibrato del Paese. E’ una svolta decisiva verso una migliore tutela dei diritti dei consumatori e anche uno stimolo per le aziende ad operare nell’offerta di beni e servizi senza clausole vessatorie, senza pubblicità ingannevoli e all’insegna della qualità e della trasparenza“. Sulla stessa linea anche Confconsumatori che definisce l’ok del Senato “una gran bella notizia per i consumatori. Ci auguriamo che la Camera possa velocemente approvare a sua volta l’introduzione di questo importantissimo strumento“. Per Paolo Landi dell’Adiconsum, “l’approvazione in Finanziaria è un fatto storico. Non solo i consumatori saranno più tutelati, ma anche le imprese che operano correttamente nel mercato“. Secondo Elio Lannutti di Adusbef e Rosario Trefiletti di Federconsumatori, “la class action tutela le imprese più serie modernizzando un paese di troppi furbetti, che sguazzano nelle truffe e nei raggiri a danno del mercato e dei consumatori“. Questa norma, aggiungono le due associazioni in una nota, è “una sconfitta per Confindustria, banche ed altre lobby che invece di difendere l’illegalità avrebbero fatto bene ad appoggiare strumenti di modernizzazione utili a competizione e al mercato“.

Lamberto DiniSconfitta, si ma di Pirro viene da dire.

Qualche altra associazione e una buona fetta del movimento Beppe Grillo la pensa in modo diverso.
Di segno opposto le dichiarazioni di Codacons e Aduc.

Codacons afferma: “purtroppo l’Italia avrà la class action all’italiana, ossia una schifezza. Ben lungi dall’essere un’azione collettiva dei consumatori simile a quella americana, il Senato ha approvato un pastrocchio. Non c’è danno punitivo ed i consumatori potranno avere un risarcimento solo se giovani, visto che dovranno aspettare almeno 20 anni prima di poter avere una liquidazioneAlmeno 3, infatti, i giudizi, con almeno 3 gradi l’uno, per un totale di 9 processi dei danni. “.

Giudizio negativo anche per l’Aduc che sottolinea: “con questo voto vengono favorite delle corporazioni che avranno il monopolio dell’azione giudiziaria a dispregio dell’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge”.

Su questa questione manca solo la voce di Beppe Grillo. Non avrà le mani in pasta anche lui con qualche lobby consumeristica? Speriamo di sentirlo presto, come ha fatto su altre questioni. Sviare l’attenzione sul suo scontro con Mastella non mi sembra opportuno, almeno in questo momento.

Michele Trancossi / Università di Modena e Reggio Emilia
(
www.micheletrancossi.net)

Articolo tratto da: www.disinformazione.it

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2 commenti »

  1. Class action di stato e indennizzo diretto all’italiana: due facce della stessa medaglia

    Data: 7 Dicembre 2007

    Una lenzuolata sul Ministro Bersani e sulle associazioni dei consumatori del CNCU

    Class Action e Indennizzo Diretto: su questi temi il Ministro Bersani e le associazioni dei consumatori del CNCU, presiedute per legge dal ministro stesso o da un suo delegato, non hanno più alibi per non recitare un mea culpa o per non dimettersi seduta stante per le responsabilità da loro stessi ammesse.

    Infatti il CNCU, pomposamente denominato Consiglio Nazionale Consumatori ed Utenti, organismo creato e voluto dallo stesso Bersani nel 1998, ha contribuito ad far varare un quadro normativo, nel campo della RC auto, che, negli ultimi sei anni:

    ha ridotto la possibilità per le Vittime della Strada che hanno subito lesioni fisiche di ottenere giusti ed equi risarcimenti, tramite l’approvazione di leggi e decreti che ne hanno eroso il valore economico e con il varo di restrittive tabelle medico legali frutto dei lavori di commissioni ministeriali presidiate da fiduciari di Compagnie;
    contribuito a far esplodere gli utili delle compagnie, i cui bilanci (dati ANIA) dal 2000 ad oggi sono passati da una passività di 1,3 miliardi di EURO ad un attivo di 1,3 miliardi di EURO;
    eliminato quella conquista, quella si consumeristica, che consisteva nel diritto delle vittime della strada a farsi assistere gratuitamente da un professionista nella delicata fase stragiudiziale.
    Tutto ciò è avvenuto e avviene in una cornice di mirabolanti pirotecnici aumenti dei premi assicurativi, denunciati dalle stesse associazioni dei consumatori e, recentemente, dall’autorità di controllo, altro “nume tutelare” dell’indennizzo diretto. Ricordiamo inoltre al CNCU e al suo Ministro-Presidente che, grazie alle norme sostenute ed approvate con maggioranze trasversali, si è favorito un vorticoso processo di concentrazione del mercato assicurativo, attualmente dominato da quattro grandi operatori, i quali, comportandosi come razionali attori in un contesto di oligopolio di fatto, hanno puntualmente trasformato i risparmi conseguiti sia dai minori risarcimenti che dallo smantellamento delle controparti professionali, in succulenti profitti, come manna piovuta dal cielo.

    Quale è la punizione che il Ministro pare desideri infliggere alle imprese, che ora minacciano ulteriori aumenti?

    Vuole forse rispolverare il famoso decreto blocca-tariffe del 2000 che, pochi lo ricordano, conteneva un articolo vergognoso e beffardo sul risarcimento del danno alla persona?

    Oppure, nel silenzio assordante del CNCU, vuole accelerare il varo della tabella medico legale ed economica per le lesioni gravi e gravissime che, dagli elementi in nostro possesso, provocherà ulteriori e pesanti decurtazioni dei risarcimenti anche per le Vittime della Strada meritevoli di maggiore tutela?

    Non sarebbe meglio, già in sede di approvazione del bersani ter, eliminare la procedura di indennizzo diretto senza ulteriori tentennamenti? Esistono, su tale materia, articolati progetti di legge.

    Siamo d’altra parte in attesa, con viva preoccupazione, delle conseguenze di questa nuova sceneggiata tra governo, CNCU e imprese che, con cadenza annuale, è sempre stata prodromica di solenni fregature per i danneggiati e gli assicurati da una parte e di intese, concertazioni, accordi di conciliazione, finanziamenti pubblici o class action “di stato” per le Associazioni dei Consumatori dall’altra.

    Di una liberalizzazione c’è un bisogno immediato e consiste nell’eliminazione, possibilmente già in finanziaria, dell’art. 136 del Codice del Consumo che istituisce il Comitato nazionale consumatori ed Utenti, lo fa presiedere da un ministro e addirittura lo colloca in un ministero. Una lenzuolata sulle associazioni dei consumatori del CNCU, di fatto “governative”, alle quali si spera che il legislatore non conceda la possibilità di occuparsi di una class action che corre il rischio di essere influenzata politicamente.

    Ricordiamo che proprio Ralph Nader, padre della Class Action, invitato in Italia a ritirare un premio, ha recentemente dichiarato che le Associazioni dei consumatori non devono essere assolutamente collegate al governo.

    Suggerimento di cui il legislatore dovrebbe assolutamente fare tesoro.

    Commento di stefano mannacio — dicembre 12, 2007 @ 12:43 pm

  2. C’e’ un “eroe” moderno in USA e si chiama Ralph Nader. E’stato lui a concepire tale impalcatura legale e vinto diverse battaglie contro i giganti del capitalismo. Ha fondato PUBLIC CITIZEN che continua a denunciare le diverse magagne del capitalismo…Ha protestato a suo tempo contro NAFTA, ma come per tutti i profeti le sue erano grida nel deserto.Ho scritto questo perche’ per me Nader e’ un esempio di integrita’ personale e umana che rasenta l’eroismo, in questo mondo senza eroi.

    Commento di lia — dicembre 6, 2007 @ 1:38 pm


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