Angolo del Gigio

novembre 14, 2007

Il lupo perde il pelo ma… non le tangenti… (Forza Italia)

Sono una persona rispettabile.Il lupo perde il pelo ma… non le tangenti…
Provincia di Palermo
Indagati Presidente e assessore… (Forza Italia)

La vicenda riguarda una scuola pronta da 10 anni ma da sempre inutilizzata. Una lunga inchiesta per falsa perizia e concussione…

Pronta da dieci anni, la scuola, 30 aule e una palestra olimpica, è da sempre inutilizzata: finora, invece di istruzione, ha prodotto inchieste giudiziarie. Nella prima, relativa alla vendita, sono imputati quattro tecnici dell’Ute per falsa perizia e l’ex segretario generale della Provincia per concussione.

L’altra, relativa all’affitto, sfumato anch’esso, vede indagati dalla Procura di Palermo il presidente della Provincia di Palermo Francesco Musotto (F.I.), l’assessore Carmelo Scelta e i componenti dell’ufficio tecnico Fabrizio Di Bella, Antonio Quagliana e Giuseppe Di Liberto. Sono tutti querelati dal proprietario della scuola, l’ing. Angelo Troia, autore di un esposto in cui sostiene che «se alla Provincia di Palermo si pagano tangenti l’immobile viene sovrastimato, se non si pagano viene sottostimato».

La vicenda ruota attorno al prezzo di affitto dei locali, in via Belmonte Chiavelli, fissato dalla Provincia, sulla base di una perizia redatta dai suoi uffici, in 108 mila lire al metro quadro. Secondo la querela tre perizie, una del Tribunale, una, precedente, dello stesso ufficio tecnico provinciale, la terza del consulente del pubblico ministero, avevano fissato il prezzo in 174 mila lire al metro quadro.

Nell’esposto-querela il proprietario cita il prezzo di affitto pagato dalla Provincia per un’altra scuola, l’Einaudi, e cioè 125 mila lire al metro quadro. «Non c’è proporzione – scrive l’ing. Troia – tra questo prezzo, relativo ad un immobile costruito nel 1970, indecente e inadeguato come scuola, ed il prezzo di 108.000 al metro quadro riferito ad un immobile del 1992 e adeguato ad utilizzo scolastico».


Altro che terza repubblica…

B. -da:www.politicaonline.net/forum/showthread.php?t=69515

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37 commenti »

  1. Ci voleva! Un bel centro scommesse in aeroporto, l’unico aeroporto in Italia ad avere un centro scommesse! Grazie Giacomo! E come diceva Giulio Andreotti, a pensare male si fa’ peccato ma molto spesso ci si azzecca!

    Commento di terranova — gennaio 1, 2009 @ 12:12 pm

  2. Un aeroporto che fa’ schifo, sporco, buio, senza servizi e negozi PERO’ c’è il centro SNAI! Una figata. E come è contento Giacomo Terranova di avere aperto l’unico centro SNAI in un aeroporto italiano! Pure l’aeroporto adesso è il più cool d’Italia!

    Commento di giacomo — dicembre 29, 2008 @ 8:45 pm

  3. Sono stati cacciati tutti i negozi storici in aeroporto come fiorentino, randazzo, buona sicilia, parrucca, etc per dare posto ad una discutibile società veneta, ma la camera di commercio di palermo azionista di gesap stà solo a guardare? vorrei vedere se in un altro aeroporto smantellerebbero le realta locali per dare posto a….
    ed ancora più incredibile che il comune la provincia e la camera di commercio continuino a sciupare risorse con aumenti di capitale nella ormai veneta gesap. vergogna! capisco che non parli cammarata visto giacomo terranova è uno suo ma che non parli neppure giovanni avanti che è l’azionista di maggioranza….la cosa puzza un poco.

    Commento di Giovanni Avanti — dicembre 15, 2008 @ 10:53 am

  4. Non è mafia anche questa?: http://www.snomar.it

    Commento di terranova — dicembre 2, 2008 @ 6:38 pm

  5. MEDITATE GENTE MEDITATE:
    Gli indirizzi dei vertici Gesap nella valigetta del numero uno.
    ANCHE l’aeroporto di Palermo rientrava nella giurisdizione dei Lo Piccolo. Non è chiaro perché, nessun appunto o segnale fornisce un’indicazione al riguardo, ma nella valigetta ventiquattrore del boss, sequestrata a Giardinello, è stato trovato anche un “pizzino” con su appuntati gli indirizzi e i numeri di telefono dei vertici della Gesap. Indirizzo circonstanziato con tanto di punti di “vicinanza” per l’abitazione palermitana dell’amministratore della Gesap Giacomo Terranova , esponente di Forza Italia, e indirizzo e numero di telefono di casa di Carmelo Scelta, direttore generale della società che gestisce i servizi a terra dello scalo aeroportuale Falcone e Borsellino.
    27 dicembre 2007 Repubblica.it

    Commento di sissi — novembre 9, 2008 @ 8:55 pm

  6. Non ricevendo nessuna risposta dalla societa di gestione dell’aeroporto di Palermo (Gesap) provo con un blog.
    http://www.rosalio.it/2008/10/29/buona-sicilia-e-il-negozio-allaeroporto/
    Davide contro Golia?
    Cordiali saluti Alfredo Nocera
    http://www.snomar.it

    Commento di Alfredo — novembre 1, 2008 @ 4:18 pm

  7. La corte dei conti interviene soltanto a seguito di una segnalazione (che puo’ prendere il nome di “esposto”, “denuncia” o quant’altro) puo’ essere fatta senza particolari formalita’: basta inviare una lettera raccomandata a/r alla Procura della Corte dei Conti in cui si descrivono i fatti che si ritengono dannosi per le finanze pubbliche. La segnalazione non comporta alcuna conseguenza o onere (se non il costo della raccomandata). La Corte dei Conti e’ tenuta a mantenere il riserbo assoluto sulla provenienza delle segnalazioni. Pertanto la Corte dei Conti non si attiva da sola occorre che qualcuno segnali la cattiva gestione della Gesap.
    Saluti dall’Avvocato.

    Commento di Avvocato — ottobre 17, 2008 @ 4:00 pm

  8. Danno erariale corte dei conti.
    Avete idea di quanti soldi ha perso e continua a perdere la Gesap tenendo i negozi chiusi dopo che ha sfrattato i negozianti? Oltre al grave danno economico per la Gesap (danni per noi contribuenti che paghiamo le tasse) consideriamo quanta gente è stata licenziata a seguito della chiusura dei negozi Tim, Calzedonia, Blu Spirit, il Tabacchi, Parrucca, Fiorentino etc. Perchè non interviene la corte dei conti per vedere a quanto ammonta il danno erariale. (la Gesap è a capitale pubblico). Ben venga una indagine!

    Commento di sissi — ottobre 11, 2008 @ 8:17 pm

  9. MAFIA: IN 19 PIZZINI GLI AFFARI “ONLINE” DEI BOSS LO PICCOLO
    (AGI) – Palermo, 18 set. – I Lo Piccolo erano boss di nuova generazione, pronti a scaricare da internet l’elenco degli appalti in corso per affilare le armi delle estorsioni e delle infiltrazioni. E’ il quadro che emerge dai 19 pizzini inediti sequestrati nel covo di Giardinello. Salvatore e Sandro Lo Piccolo, attraverso il pc portatile a loro disposizione nel covo di Terrasini, tenevano sotto controllo i siti legati alle aste giudiziarie, alle compravendite di immobili, ma anche agli appalti. Da internet poi scaricavano i bandi, l’esito delle gare, l’elenco delle ditte che si erano aggiudicate i lavori pubblici. Tutti documenti che adesso sono al vaglio della Procura e degli investigatori della Squadra mobile. Che, una volta chiusa la prima parte delle indagini, stanno cercando di ricostruire anche questo nuovo filone. Fra i documenti trovati dagli investigatori, ad esempio, c’e’ una pagina stampata dal sito http://www.banchedati.biz: un appunto con decine di appalti, che i boss di San Lorenzo seguivano passo dopo passo. In altri fogli, invece, come scrive il mensile palermitano “S”, i due boss avevano appuntato tutte le coordinate legate ad altri lavori pubblici: la ditta appaltatrice con relativo indirizzo (seguito eventualmente anche da quello delle societa’ in associazione temporanea di impresa), la tipologia e la durata dell’appalto, con una breve descrizione dell’intervento e infine anche l’importo dei lavori a base d’asta. Nell’elenco, un colpo grosso su tutti: la manutenzione dell’aeroporto di Punta Raisi. (AGI)

    Commento di punta raisi — settembre 18, 2008 @ 12:49 pm

  10. E l’ assessore confidò al telefono ‘Forza Italia ricatta Marcelletti’

    Repubblica — 31 dicembre 2003 pagina 5 sezione: PALERMO
    Sembrava un’ inchiesta come tante in Procura, per verificare gli affitti delle scuole pagati dalla Provincia. Nelle scorse settimane è stata chiusa con due richieste di archiviazione del pm Paolo Guido per gli ex assessori Carmelo Scelta e Maurizio Pirillo. Eppure quell’ inchiesta, da quando è pubblica, è diventata l’ argomento di discussione preferito in molti salotti cittadini. La ragione è presto spiegata. è un video di 17 minuti, girato dalla squadra mobile a Palazzo Comitini, sede della Provincia, ad aver solleticato tanta curiosità. La telecamera era piazzata su ordine della Procura nell’ ufficio di Carmelo Scelta. è il 13 agosto 2002: si vede e si sente l’ assessore al telefono con un interlocutore rimasto sconosciuto, è un lungo monologo. Quei 17 minuti sono la prova che ha definitivamente scagionato Scelta dalle accuse di truffa e falso che venivano mosse nell’ esposto di un professionista. Ma sono anche l’ amaro sfogo di un personaggio pubblico cui sembra stare stretta la politica così come si fa in Sicilia: nel 2002 Scelta aveva rimesso pubblicamente in discussione il suo rapporto con Forza Italia, seguendo il percorso politico del presidente Musotto. Nelle carte della Procura, una battuta dell’ assessore è diventata anche uno spunto di indagine: così è nata l’ inchiesta sull’ architetto Gerardo Sineri e un presunto spaccio di cocaina nella Palermo bene, poi finita con un’ archiviazione. Quel giorno l’ assessore appariva deluso: «Ma tu la vedi questa città com’ è abbandonata? – diceva al telefono – Quelli se ne fottono, quelli devono fare grandi operazioni, cioè loro sono un comitato d’ affari». Poi citava Berlusconi: «Il 4 agosto il Parlamento fu pure aperto e ti ricordi per discutere cosa? Il falso in bilancio. Loro devono fare questo, che gli importa del resto?». Scelta sostiene di non riconoscersi nella riforma proposta dal Polo per restringere i poteri dei pubblici ministeri: «Anche a me scoccia pensare di essere pedinato – dice – ma, tutto sommato, se non ho nulla da temere~». Difende il proprio percorso politico e quello di Musotto: «Te lo posso giurare~ uno che non mi ha mai detto: “Piglia una penna”. Uno stronzo come me è stato messo in questo assessorato di spesa proprio per andare a interrompere i meccanismi di ruberia e clientela». Il monologo intercettato passa in rassegna i principali esponenti forzisti. Poi parla del cardiochirurgo Carlo Marcelletti e della sua esperienza in Consiglio comunale nel gruppo Musotto: «Marcelletti si è dimesso~ anche di un ricatto ovviamente. Marcelletti racconta, quelli se lo chiamarono e gli dissero: “Passa con Forza Italia, se no ti chiudiamo il reparto, te ne vai a raccogliere margherite”. Quello ha detto: “Io non cambio casacca, perché sono il professore Marcelletti, quello che posso fare è dimettermi da consigliere comunale”. E si è dimesso. A quel punto gli hanno potenziato il reparto di Cardiochirurgia. Ma lo avevano ricattato – sostiene Scelta – dicendo: “Chiudi bottega”~ma sai quanta gente~ hanno in mano la sanità». Infine l’ assessore parla di campagne elettorali. «Tu vai al Villaggio Santa Rosalia, allo Zen. Mi hanno detto che si chiamano capi bastone. Da 50 a 200 mila lire a voto. Quello te ne assicura 300. Esiste questo. Altro che democrazia». – SALVO PALAZZOLO

    Commento di giorgio — maggio 1, 2008 @ 8:39 pm

  11. Da ricerche su google risulta a mio nome la notizia falsa – per la quale sto procedendo nei confronti di terzi – di un mio presunto coinvolgimento in un’affitto della provincia.
    Posto che la pubblicazione di detta notizia con il mio nome e cognome reitera gli estremi di diffamazione, vi invito ad eliminare qualsiasi riferimento alla mia persona entro e non oltre 15 giorni dalla presente e.mail. In caso contrario avvierò iniziative legali al riguardo. Grazie

    Commento di Maurizio Pirillo — aprile 18, 2008 @ 9:49 am

  12. Ma questi non sono sogni! “Nessuno batte però Giacomo Terranova, che da amministratore delegato della Gesap, incassa 217 mila euro in un anno.” DA: http://palermo.repubblica.it/dettaglio/Spa-comunali-stipendi-doro-ai-manager-un-milione-e-mezzo/1374968
    Ma che fà per guadagnare tanto?

    Commento di sissi — aprile 11, 2008 @ 8:22 pm

  13. MEGLIO SOGNAREEEEEE!!

    “Palermo, ecco l’aeroporto del futuro.
    In 4 anni l’aeroporto di Palermo cambierà volto. Grazie agli investimenti previsti per 200 milioni di euro, il terminal passerà da 35 mila a 50 mila metri quadri con l’obiettivo di arrivare a 75 mila metri quadri entro il 2020. L’annuncio è stato fatto da Giacomo Terranova, ad della Gesap, nel corso del convegno organizzato dall’Enac. Nel giro di due anni è previsto anche lo sgombero di tutti gli uffici che saranno trasferiti in una nuova palazzina i cui lavori inizieranno dopo l’estate: l’opera verrà realizzata in un anno e mezzo. In questo modo l’aeroporto sarà dedicato interamente ai passeggeri. Qui ci saranno più aree commerciali e una nuova area per la ristorazione con vista sul mare. Nel piano di sviluppo è previsto anche un albergo con 200 camere e un centro congressi. Modifiche in vista anche per l’area esterna: entro un anno e mezzo sarà realizzato un parcheggio multipiano da 2.500 posti auto. Infine sarà realizzato un nuovo parco sul mare: tutti gli impianti verranno interrati e così i manufatti potranno essere demoliti compreso l’inceneritore e la centrale elettrica. L’aeroporto riacquisterà così la vista sul mare”
    MA NON si potrebbe iniziare con il pulire i cessi, dare qualche panino decente, aprire qualche negozio oltre al dutyfree, fare funzionare l’aria condizionata, sistemare l’incubo degli arrivi per chi deve prendere qualcuno con le valige…. MEGLIO SOGNAREEEEEEE !!

    Commento di manuel — aprile 11, 2008 @ 9:47 am

  14. A giorni al posto del banco di sicilia in aeroporto a palermo aprirà banca nuova. Ma, è vero che la moglie del direttore è un funzionario di banca nuova?

    Commento di giorgio — aprile 3, 2008 @ 7:27 pm

  15. Parto spesso sia da Fontanarossa che da Punta Raisi e posso assicurarvi che non c’è alcun paragone da fare.
    Purtroppo l’aeroporto Falcone Borsellino di Palermo sembra regredire, alla Gesap dovrebbero mettere qualche tecnico, qualcuno che capisca qualcosa di aeroporti invece di….

    Commento di sissi — aprile 2, 2008 @ 1:43 pm

  16. Punta Raisi è l’unico aeroporto del mondo dove non trovi una buona bottiglia di vino locale, se vuoi puoi comprare solo in un dutyfree liquori ignobili, cari e neanche siciliani. Ho letto che la Regione Sicilia spende milioni di euro per pubblicizzare i vini e poi non si cura di avere una enoteca nel principale aeroporto della Sicilia. Mah! (molto ma molto meglio Fontanarossa Catania)

    Commento di Filos — marzo 31, 2008 @ 4:01 pm

  17. Punta Raisi è l’unico aeroporto del mondo dove non trovi una buona bottiglia di vino locale, se vuoi puoi comprare solo al dutyfree liquori ignobili, cari e neanche siciliani. Ho letto che la Regione Sicilia spende milioni di euro per pubblicizzare i vini e poi non si cura di avere una enoteca nel principale aeroporto della Sicilia. Mah! (molto ma molto meglio Fontanarossa)

    Commento di Filos — marzo 31, 2008 @ 4:00 pm

  18. Finalmente niente più pane e panelle, arancine, cannoli e nero davola a punta raisi. Da oggi tiramisu e ottimo lambrusco! W la gesap!

    Commento di sissi — marzo 16, 2008 @ 3:08 pm

  19. Negli aeroporti di tutto il mondo vengono valorizzati gli imprenditori locali che servono da volano per l’economia locale, a Punta Raisi la Gesap chiude i negozi per dare spazio alle catene commerciali del nord! Povera Sicilia. Ciccio (Francesco) Musotto, Diego Cammarata, Roberto Helg, i proprietari di Gesap cosa dicono?

    Commento di sissi — marzo 15, 2008 @ 6:42 pm

  20. Gli azionisti della Gesap, la camera di commercio, il comune e la provincia di Palermo che dicono di questo scempio?

    Commento di giorgio — marzo 11, 2008 @ 4:02 pm

  21. La regione siciliana spende milioni di euro per pubblicizzare i prodotti tipici siciliani e la gesap chiude i negozi in aeroporto. Ma sono pazzi! La gente giusta nei posti giusti!

    Commento di sissi — marzo 11, 2008 @ 9:34 am

  22. “GLI AEROPORTI SONO UN IMPORTANTE VOLANO PER L’ECONOMIA LOCALE” ma a Palermo non è così. Povera Sicilia! (gesap)

    Commento di gigi — marzo 10, 2008 @ 6:50 pm

  23. La gesap grazie a giacomo terranova e carmelo scelta invece di creare nuovi posti di lavoro chiudono i negozi in aeroporto. Ci voleva proprio quest’altra bella mazzata per l’economia locale. Bravi!

    Commento di giorgio — marzo 9, 2008 @ 7:23 pm

  24. Fatto! Giacomo terranova ha chiuso i negozi di punta raisi fregandosene completamente del danno all’occupazione ed all’intera economia siciliana.
    L’economia locale…. e chi se ne frega!
    Adesso ci saranno i nuovi gestori che lasceranno soltanto i miseri stipendi ai banconisti ed ancora una volta il bottino vola in padania! Questo sì che è fare qualcosa di buono per la propria terra! Mi raccomando il voto alle prossime elezioni, giacomo terranova è candidato (indovinate per quale partito) alla camera dei deputati. Un bel premio per quello che ha fatto!

    Commento di sissi — marzo 9, 2008 @ 7:51 am

  25. Chiudono i negozi dell’ aeroporto
    Mi riferisco all’artico pubblicato ieri da Repubblica, mi sembra incredibile come l’amministratore delegato di Gesap ( Forza Italia) si vanti di cacciare via i negozianti di Punta Raisi, nomi storici come Randazzo,Fiorentino, Flaccovio, Palazzolo, Parrucca etc. in favore del nuovo unico gestore (del nord Italia). Saremo sempre un popolo di colonizzati ed i proventi anzichè rimanere i Sicilia andranno ancora una volta al ricco nord. “GLI AEROPORTI SONO UN IMPORTANTE VOLANO PER L’ECONOMIA LOCALE” Significa che presto anche a Punta Raisi si troverà il tiramisù e non la cassata, il vin Santo al posto del passito di Pantelleria e la ceramica di Bassano del Grappa.

    Commento di giorgio — febbraio 14, 2008 @ 10:40 am

  26. Dopo Fiorentino un’altro imprenditore storico abbandona l’aeroporto di Punta Raisi. Randazzo presente in tutta Italia lascia a fine febbraio lo stand in aeroporto. Perchè questa fuga?

    Commento di giorgio — febbraio 11, 2008 @ 7:36 am

  27. A proposito di Carmelo Scelta, il testo originale da Repubblica:
    La Provincia rifiuta di acquistare un edificio scolastico, il costruttore va all’ attacco
    Braccio di ferro su un istituto Musotto finisce tra gli indagati
    Il reato ipotizzato è di falsa perizia. Secondo il costruttore il prezzo fissato era troppo basso l’ inchiesta
    a. r
    IN PROCURA Musotto ancora non si è visto, nessuno lo ha chiamato per interrogarlo. Ma il nome del presidente della Provincia figura nel registro degli indagati, assieme a quelli dell’ assessore Carmelo Scelta, del suo ex collega Maurizio Pirillo e di tre componenti dell’ ufficio tecnico, per il reato di falsa perizia. Il tutto nasce da un esposto-querela che ruota attorno a una scuola che un privato, dopo l’ accordo iniziale, cerca da anni con insistenza di cedere alla Provincia. Ma l’ affare non è mai andato in porto. A raffica sono partite invece le accuse, con indagati da una parte e dall’ altra. Adesso i magistrati hanno deciso di vederci chiaro, se non altro per mettere fine a una vicenda che, tra una querela e un dossier, continua ad avere strascichi giudiziari. Da dieci anni il proprietario, l’ ingegnere Angelo Troja, a sua volta indagato per calunnia e diffamazione, torna puntualmente alla carica, tanto che la Provincia nelle sue repliche parla di «persecuzione». Ma il suo edificio, con 30 aule e una palestra olimpionica in via Belmonte Chiavelli, non ha mai convinto i tecnici della Provincia. Adesso l’ amministrazione di Palazzo Comitini annuncia che provvederà a tutelarsi in ogni sede giudiziaria. «Annunciamo sin d’ ora l’ ennesima querela nei confronti di Angelo Troja», rispondono gli interessati. C’ è già un’ inchiesta relativa alla trattativa per la vendita e nella quale sono indagati per falsa perizia quattro impiegati dell’ Ufficio tecnico erariale. Per l’ affitto, invece, il prezzo era calcolato in 108 mila lire al metro quadro. Un prezzo giudicato da Troja troppo basso: secondo la querela, altre tre perizie, fatte dal Tribunale, dallo stesso Ufficio tecnico anni prima e dal consulente del pubblico ministero poi, avevano fissato il prezzo in 174 mila lire al metro quadro. Nell’ esposto-querela Troja cita il prezzo di affitto pagato dalla Provincia per l’ Einaudi, e cioè di 125 mila lire al metro quadro. «Non c’ è proporzione – scrive il costruttore – fra questo prezzo per un immobile del 1970, indecente e inadeguato come scuola, e il prezzo di 108 mila al metro quadro per un immobile del ’92 adeguato a utilizzo scolastico». Così aveva replicato Scelta: «Nessuna perizia falsa, sono invenzioni di un uomo mosso dalla rabbia per non aver concluso l’ affare». Oggi la Provincia non aggiunge altro.La Repubblica 09 Ottobre 2003, pagina 4, sezione PALERMO

    Commento di giorgio — gennaio 7, 2008 @ 9:55 am

  28. In un paese civile questi Terranova e Scelta li avrebbero già mandati a casa.
    E’ evidente che non siamo in un paese civile.

    Commento di pietro — gennaio 5, 2008 @ 9:27 am

  29. INTERNATIONAL MAFIA AIRPORT oppure FORZA ITALIA AIRPORT facciamo un sondaggio?

    Commento di sissi — gennaio 3, 2008 @ 5:48 pm

  30. continuate così e vedrete che a terranova giacomo e scelta carmelo daranno lo status di perseguitati politici

    Commento di giorgio — dicembre 31, 2007 @ 6:45 pm

  31. L’aeroporto della MAFIA!
    GESAP, Giacomo Terranova presidente, Carmelo Scelta direttore area politica? FORZA ITALIA!

    Commento di pietro — dicembre 29, 2007 @ 3:22 pm

  32. ANCHE QUESTE SOLO COINCIDENZE SONO.
    La Repubblica
    12-12-07, pagina 11, sezione PALERMO
    le lettere
    Aeroporto, il trasporto dei dipendenti Gesap Ufficio stampa
    Gesap Spa Palermo A seguito dell’ articolo di Salvo
    Palazzolo pubblicato il 2 dicembre dal titolo “I bus
    dell’ aeroporto gestiti dai Di Maggio” la Gesap Spa,
    società che gestisce lo scalo palermitano, precisa di non
    aver assegnato il servizio di trasporto dei propri
    dipendenti a nessuna ditta che faccia capo a Gaspare
    Di Maggio. Ci siamo limitati a riportare quanto scrive il
    gip Maria Pino nell’ ordinanza di custodia cautelare per
    Gaspare Di Maggio. Nel capitolo intitolato “I bagagli
    all’ aeroporto” è scritto: «è opportuno specificare che
    Di Maggio Gaspare è il titolare firmatario dell’ omonima
    impresa individuale di autonoleggio da rimessa con
    conducente che si occupa del trasporto dei dipendenti
    dell’ Alitalia e della Gesap presso l’ aeroporto
    Falcone-Borsellino». s. p.

    Commento di giorgio — dicembre 28, 2007 @ 4:57 pm

  33. Coincidenze, soltanto coincidenze!
    Gli indirizzi dei vertici Gesap nella valigetta del numero uno.
    ANCHE l’aeroporto di Palermo rientrava nella giurisdizione dei Lo Piccolo. Non è chiaro perché, nessun appunto o segnale fornisce un’indicazione al riguardo, ma nella valigetta ventiquattrore del boss, sequestrata a Giardinello, è stato trovato anche un “pizzino” con su appuntati gli indirizzi e i numeri di telefono dei vertici della Gesap. Indirizzo circonstanziato con tanto di punti di “vicinanza” per l’abitazione palermitana dell’amministratore della Gesap Giacomo Terranova , esponente di Forza Italia, e indirizzo e numero di telefono di casa di Carmelo Scelta, direttore generale della società che gestisce i servizi a terra dello scalo aeroportuale Falcone e Borsellino.
    27 dicembre 2007 Repubblica.it

    Commento di giorgio — dicembre 27, 2007 @ 5:13 pm

  34. Re:Il lupo perde il pelo ma… non le tangenti…
    Provincia di Palermo
    Indagati Presidente e assessore… (Forza Italia)
    La vicenda riguarda una scuola pronta da 10 anni ma da sempre inutilizzata. Una lunga inchiesta per falsa perizia e concussione…
    Pronta da dieci anni, la scuola, 30 aule e una palestra olimpica, è da sempre inutilizzata: finora, invece di istruzione, ha prodotto inchieste giudiziarie. Nella prima, relativa alla vendita, sono imputati quattro tecnici dell’Ute per falsa perizia e l’ex segretario generale della Provincia per concussione.
    L’altra, relativa all’affitto, sfumato anch’esso, vede indagati dalla Procura di Palermo il presidente della Provincia di Palermo Francesco Musotto (F.I.), l’assessore Carmelo Scelta e i componenti dell’ufficio tecnico Fabrizio Di Bella, Antonio Quagliana e Giuseppe Di Liberto. Sono tutti querelati dal proprietario della scuola, l’ing. Angelo Troia, autore di un esposto in cui sostiene che «se alla Provincia di Palermo si pagano tangenti l’immobile viene sovrastimato, se non si pagano viene sottostimato».
    La vicenda ruota attorno al prezzo di affitto dei locali, in via Belmonte Chiavelli, fissato dalla Provincia, sulla base di una perizia redatta dai suoi uffici, in 108 mila lire al metro quadro. Secondo la querela tre perizie, una del Tribunale, una, precedente, dello stesso ufficio tecnico provinciale, la terza del consulente del pubblico ministero, avevano fissato il prezzo in 174 mila lire al metro quadro.
    Nell’esposto-querela il proprietario cita il prezzo di affitto pagato dalla Provincia per un’altra scuola, l’Einaudi, e cioè 125 mila lire al metro quadro. «Non c’è proporzione – scrive l’ing. Troia – tra questo prezzo, relativo ad un immobile costruito nel 1970, indecente e inadeguato come scuola, ed il prezzo di 108.000 al metro quadro riferito ad un immobile del 1992 e adeguato ad utilizzo scolastico».
    Altro che terza repubblica…
    B. -da:www.politicaonline.net/forum/
    showthread.php?t=69515

    I bravi delinquenti non lasciano impronte,solo i scassapagghiari vengono arrestati

    Commento di giorgio — dicembre 23, 2007 @ 9:19 am

  35. ciao Gigio, non lo avevi capito che dopo “Mani Pulite” tutti quellui che avevano le mani sporche sono andati afinire in Forza Italia?

    Commento di giancarlo — dicembre 14, 2007 @ 10:28 pm

  36. Carmelo Scelta? Bravo!
    Promosso direttore dell’aeroporto di Palermo.

    Commento di pietro — novembre 18, 2007 @ 12:05 pm

  37. Non e’ giusto indagare forza italia, sono i soliti giudici comunisti. Poi in Sicilia hanno avuto piu’ voti di tutti, deve governare la mafia, non la magistratura.

    Commento di Natalino — novembre 18, 2007 @ 8:44 am


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