Angolo del Gigio

ottobre 31, 2007

Dall’Italia dei Dolori ecco il nuovo “Videogioco”: Inciucio e Fetenza

Antonio di Pietro - Clemente Mastella

Iciucio e Fetenza

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ottobre 30, 2007

Caso Mele, ragazza non assunse coca, se la sniffò! Che è “Diverso!!”

Caso Mele, ragazza non assunse coca, se la sniffò! Che è “Diverso!!”

Cosimo Mele (Udc) Perizia: “Droga presa 7-8 giorni prima”
Ma il metabolita è rintracciabile nelle urine solo 72 ore!!

La ragazza che raccontò di aver trascorso una notte di sesso e coca con il deputato Cosimo Mele, “al momento dell’arrivo in ospedale non era in uno stato di intossicazione acuta da cocaina e non era in pericolo di vita”.

A stabilirlo è una perizia effettuata su incarico di Mele, esaminando la documentazione medica del pronto soccorso di Francesca Zenobi. Nel sangue della Zenobi non sono state trovate tracce recenti di cocaina.

E’ stata male si, ma era una congiuntivite ipo-allergenica cosmo-tricologica!

Nella stessa perizia, effettuata dalla dottoressa Elia Del Borrello, risulta inoltre che “la positività riscontrata nelle urine è indicativa di un’assunzione pregressa” che può risalire anche a 7/8 giorni prima.

Peccato che il metabolita della “Cocaina” ovvero la sostanza che viene espelsa tramite le urine viene smaltita “Completamente” nell’arco massimo delle 72 ore.

Michela BrambillaUn risultato importante per la difesa di Mele, indagato per cessione di droga ed omissione di soccorso, in seguito alla denuncia presentata dalla ragazza che si intrattenè con lui, Francesca Zenobi. Il fatto che la donna, al momento del soccorso in ospedale, non fosse sotto l’effetto della cocaina potrebbe scagionare l’onorevole Mele dall’accusa di avere procurato la polvere bianca per il festino nella camera d’albergo.

Cocaina che potrebbe non essere mai comparsa in quell’occasione.
“POTREBBE” ma purtroppo è comparsa ed è scomparsa su per la narice!!

Un’altra perizia, disposta dal Gip, dovrà infatti verificare se sulla card d’ingresso della stanza dell’albergo e su una carta di ricarica telefonica è stata a contatto con della cocaina. Ci saranno altri 30 giorni da attendere per conoscerne il responso. (E vedremo se verrà data notizia!)

E a quanto pare anche lo stesso onorevole Mele non ha avuto a che fare con la cocaina. Secondo quanto riportato dal legale del parlamentare due tossicologi, uno dell’università di Milano ed uno di quella di Bologna, hanno svolto analisi su alcune “formazioni pilifere” di Mele. Inparticolare sono stati effettuati “riscontri tricologici” su peli delle ascelle e su alcuni capelli. “Sono punti questi caratteristico-strategici – ha detto l’avvocato Guagliani -che sono indicativi, in genere, per verificare se una persona abbia assunto o meno sostanza stupefacente”.

I risultati delle analisi hanno avuto tutte esito negativo.

NutellaE te credo è pelato, basta tagliarsi i capelli e dopo appena un mese lo strato che è ricresciuto dall’ultima assunzione di sostanza è privo di metaboliti indicatori…. I peli delle ascelle poi.. perchè non quelli del culo?!? O del “Grillo”?!? LOL

Insomma la morale è in fondo questa, la ragazza non è stata male, solo che siccome passava il “Senatore in Ambulanza” diretto verso gli studi di La7 la tizia si è imbarcata senza pensarci sull’ambulanza e una volta giunta in ospedale ha inventato tutto di sana pianta assieme ai medici mendaci che hanno combinato un complottone assieme al posto di polizia presidio dell’ospedale che ha mendacemente ricevuto segnalazione come prescritto dalla legge in caso di ricoveri per assunzione di sostanze stupefacenti, e che ne ha dato comunicazione alla prefettura, sempre come prescritto dalla legge in vigore “MENDACEMENTE

Insomma come il bimbo che mangia la “Nutella” il nostro Cosimo preso con le manine pacioccose nel barattolone gigante è imbrattato di marrone, solo che quel marrone è “Merda”. Imho

Articolo: TGCOM

ottobre 27, 2007

Vittorio Feltri e “Libero” una “Vergogna” sotto gli occhi di tutti!

Sette anti-cancro, o stampa di Regime?
Marcello Pamio – 26 ottobre 2007

Domenica 14 ottobre 2007 il quotidiano nazionale “Libero” si è occupato finalmente di noi.

In che termini potete già immaginarlo dal titolo: “Il ministero boccia la setta anti-cancro”.

Il merito va tutto al convegno che abbiamo organizzato sulla “Libertà di scelta terapeutica” tenutosi a Padova il 7 ottobre scorso.
Il tema centrale dell’articolo (scaricabile alla fine della pagina) è sempre il solito: attacco sistemico e sistematico (ovviamente preordinato) a tutto quello che esce dal paradigma ufficiale, che può mettere in seria crisi l’establishment medico-scientifico e soprattutto le lobbies del farmaco.

L’ordine di scuderia è il seguente: abbattere tutto quello che può far “svegliare le coscienze”!

L’esperto di medicina Peppe Rinaldi (autore di numerose inchiesta su tutto ciò che è alternativo) ha dissacrato la Nuova Medicina Germanica del dottor Geerd Ryke Hamer sparando a zero su tutti i suoi “seguaci” italiani, cioè su tutti quei Medici che in Scienza e Coscienza portano avanti la vera e unica arte medica, il Giuramente di Ippocrate e per ultimo la Dichiarazione di Helsinki (1964, Associazione Medica Mondiale. Articolo 5: (…) “il medico, con il consenso informato del paziente, deve essere libero di usare mezzi preventivi, diagnostici e terapeutici non provati o nuovi, se a giudizio del medico essi offrono speranza di salvare la vita, ristabilire la salute o alleviare la sofferenza”).

Sempre secondo il Rinaldi (che oltre a scrivere nel prestigioso quanto indipendente quotidiano milanese diretto da Vittorio Feltri, mette a disposizione la sua penna anche per il salernitano “Cronache del Mezzogiorno”), questi ‘stregoni della psiche’ o ‘sciamani delle case popolari’ (il corsivo è mio), che contemplano nella malattia non solo il corpo fisico ma anche gli aspetti più intimi dell’essere umano, come la psiche e la mente, sono pericolosi, e sapete perché? Lo dice in apertura del suo pezzo giornalistico: «In Europa sono 140 i morti, di cui 11 solo in Italia, finora. Tutti si curavano con la Nuova Medicina Germanica»!

Dopo aver sottolineato che in Italia sono ben 11 le morti, si dimentica però di dire quante sono le persone che ogni anno muoiono, sempre in Italia, a seguito dei trattamenti ufficiali per il cancro, quali radio, chemioterapia e chirurgia.

Come mai questo vuoto informativo?

Forse perché se comparava le 11 morti in Italia con le 150.000 ufficiali, e le 140 in Europa con 1.700.000[1], sempre ogni anno, il suo articolo perdeva di efficacia?

L’obiettivo si sfuocava?

Nonostante la tristissima realtà delle cure ufficiali – nemmeno sfiorata dal giornalista – ci si sofferma solo sulle 11 morti (tutte comunque da verificare singolarmente), causate da percorsi terapeutici non ortodossi e quindi esecrabili a priori (anche se la persona ha scelto di sua spontanea volontà, firmando il consenso informato).

Come detto: tutto ciò che può mettere in crisi il Sistema va bandito, screditato, attaccato mediaticamente, e i giornali lo sanno fare molto bene.

Il Sistema in questo caso è molto complesso, perché comprende non solo le carriere baronali delle università e le immancabili lobbies del farmaco (un solo ciclo di chemio costa circa 500 dollari. Una singola fiala di cisplatinum per fare un solo esempio, costava 1 milione di vecchie lire!), ma anche tutto l’enorme indotto che spazia dagli istituti di cura, alle cliniche private, alle visite, ecc.

Un giro di affari difficilmente calcolabile.

Forse di cliniche private il signor Peppe Rinaldi dovrebbe saperne qualcosa visto che il suo editore (il proprietario del giornale Libero), cioè la famiglia Angelucci, è proprietaria della Tosinvest Sanità, che rappresenta un leader nella assistenza sanitaria a livello nazionale!!!
Tosinvest infatti è il re delle cliniche private in Italia, secondo solamente al gruppo Rotelli (dell’ing. Giuseppe Rotelli presidente del gruppo ospedaliero San Donato).

E quando parlo di reame intendo proprio quello:

26 strutture accreditate a livello nazionale (San Raffaele Portuense, San Raffaele Nomentana, San Raffaele Cassino, San Raffaele Velletri, San Raffaele Termini, Villa Buon Respiro, San Raffaele Sulmona, San Raffaele Rocca di Papa, San Raffaele Montecompatri, San Raffaele Trevignano RSA, Villa Monica RSA, San Raffaele Torricella, San Raffaele Alberobello, San Raffaele Andria, San Raffaele Sannicandro, San Raffaele Alessano, San Raffaele Crispiano, San Raffaele Locorotondo, San Raffaele Campi Salentina,San Raffaele Modugno, San Raffaele Troia, San Raffaele Ostuni, San Raffaele Sabaudia), Residenze Sanitarie Assistenziali e Hospice (luoghi di accoglienza e ricovero per malati terminali, soprattutto malati di cancro!)

Lungi da me l’idea che un giornale come Libero venga utilizzato come testa d’ariete per demolire tutto quello che potrebbe compromettere gli affari di famiglia
Non mi è neppure passato per l’anticamera del cervello.

Però dico al giornalista che ha firmato l’articolo e al suo direttore Feltri che ne ha avallato la pubblicazione, di portare maggior rispetto, non ai Medici che in Scienza e Coscienza portano avanti l’Arte Medica (loro rispondono alla propria Coscienza e a quelle dei propri assistiti), ma alle centinaia di migliaia di persone che ogni anno vengono colpite dalle malattie degenerative come il cancro!

Cosa rispondete loro? Quale messaggio avete il coraggio di dare?

Siete perfettamente a conoscenza dei grossi limiti della medicina materialistico-riduzionista (se non li conoscete cambiate argomento per cortesia): un fallimento di oltre trent’anni su tutta la linea, lo dicono i fatti e non le parole. Lo dicono i loculi e le tombe che ogni anno prendono posto. Decenni di inutili trattamenti e sofferenze e perché?
Perché il pensiero riduzionista, materialista e meccanicista è penetrato nei gangli vitali della scienza medica, riducendo l’essere umano in solo corpo fisico: cellule e organi.
Così facendo però non vi potranno mai essere dei risultati – e infatti non ci sono, nonostante le incoraggianti parole dei giornalisti e dei luminari di turno – ma solo sofferenza e dolore.

Anche voi giornalisti, una volta per tutte, prendetevi la responsabilità di quello che scrivete, ma non davanti al magistrato, troppo comodo per chi ha potere e soldi, ma davanti alle coscienze e alle sofferenze delle persone umane.
Esseri umani composti sì da corpo fisico, ma anche da anima o psiche (mondo dei sentimenti) e spirito (l’essenza spirituale individuale). Troppo difficile da capire?
Lo so che è più semplice vedere l’uomo come un ammasso cellulare fine a se stesso: è tutto tremendamente più semplice, ma quando ci tocca una malattia grave come il tumore – caro Peppe Rinaldi – l’arroganza, preconcetti e pregiudizi, forse è meglio metterli da parte, lasciando parlare il Cuore

Guai a quel medico che cura il corpo senza aver curato la mente, giacché da essa tutto discende” (Socrate citato da Platone, 480 a .C.)

[1] Annals of Oncology, AIMAC, Associazione Italiana Malati di Cancro. http://www.aimac.it/notizie/visualizza.php?id_articolo=6814

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Articoli dello stesso autore Peppe Rinaldi

Il ministero boccia la la setta-anticancro Libero 14 ottobre 2007
Il pensiero cura il tumore. L’ultima truffa new age
Libero 25 settembre 2007
Cancro a Salerno spuntano strani guaritori “Cronache del mezzogiorno” 6 aprile 2007

Se volete scrivere, ecco gli indirizzi della redazione di Libero:

Redazione Milano, Viale L. Majno, 42 – 20129 Milano
Telefono: 02 / 999.666
Fax: 02 / 999.66.264
redazione@libero-news.eu

Redazione Roma, Via Barberini, 50 – 00187 Roma
Telefono: 06 / 999.333
Fax: 06 / 999.33.443

Tratto da: www.disinformazione.it

N.d.Bloggher: Il titolo è mio, e nasce dall’indignazione che mi sale dentro leggendo questa ingiustizia vergognosa che ciclica dai tempi di “Di Bella” attanaglia l’Italia, in mano a “Vergogne” come Feltri & Simili, finti “Liberisti” repubblichini fascio-P2isti.

Gigio

ottobre 24, 2007

FORZA ITALIA prepara l’invasione extracomunitaria dell’Europa, altro che l’idraulico Polacco il Frattini.. ci sarà da ridere con la Lega-Nord!

Franco Frattini (FI)La «carta blu» dell’Europa
per gli immigrati di talento

Il rilascio in un mese, consentirà anche l’arrivo dei familiari. Gli «specializzati» chiamati da un’azienda, alla faccia dei nostri “Bamboccioni”

BRUXELLES — Tanti, dall’Africa o dal-l’Asia, finiscono a Lampedusa o su altre scogliere mediterranee, senza una vera speranza né la capacità o l’istruzione per costruirne una: e possono far pena, o paura, a chi li vede arrivare. Ma tanti altri no, una speranza ce l’hanno già ben salda, con una laurea o un diploma, e hanno anche molto da offrire. Da trent’anni e più, ormai li calamita la Silicon Valley in California, o la bianca Sydney d’Australia, o qualche laboratorio di Toronto: laggiù trovano rispetto, buoni stipendi, una casa, la possibilità di ricostituire le loro famiglie. Ma ora, gli ingegneri elettronici, i chirurghi o i genetisti di Bangalore o Durban potrebbero scegliere Milano, Francoforte o Bruxelles, attirati dalle stesse porte spalancate e da una vita forse ancora migliore: senza depredare però di cervelli e capacità i loro Paesi natii, e senza imporre ai Paesi ospitanti una presenza non gradita, in competizione con le risorse locali. Tutto questo spera di realizzare l’Europa, anagraficamente sempre più vecchia e affamata di lavoro specializzato, con le due proposte di direttive comunitarie sull’immigrazione legale che oggi approdano sui tavoli della Commissione. Messe insieme, sono il primo concreto passo verso la Carta blu europea, in risposta alla mitica Green card o Carta verde americana: cioè un permesso unico di lavoro e residenza, concesso rapidamente, e riservato agli immigrati extracomunitari altamente qualificati.

I DIRITTI — La carta potrà essere rilasciata con una speciale procedura nel giro di un mese, al massimo due nei casi più complicati. E non sarà solo un documento burocratico: perché darà diritto a un salario adeguato — almeno il triplo di quello minimo vigente nelle varie nazioni — e a tutti i diritti comuni ai lavoratori del posto, come quello di avere un’assicurazione sociale, o iscriversi a un sindacato. Soprattutto, la Carta blu consentirà la ricongiunzione familiare: senza ulteriori formalità, il neo-assunto potrà chiamare accanto a sé la moglie, o il marito. «L’Europa si apre così al talento e al merito, in concorrenza con Stati Uniti, Canada e Australia — spiega il vicepresidente della Commissione Franco Frattini, architetto e mediatore dell’iniziativa — e anzi credo che la Carta blu potrà essere più attrattiva della stessa Green card. Ma non sarà un cavallo di Troia per far entrare anche chi non ne ha diritto».

LE CONDIZIONI — Per ottenerla, ci sarà infatti una serie di condizioni precise: la richiesta di assunzione da parte di un’azienda; la laurea o il diploma specialistico con almeno 3 anni di esperienza professionale nello stesso campo; naturalmente, una fedina penale pulita; e il rispetto delle quote numeriche che toccherà a ogni singolo Paese decidere annualmente, in base alle proprie esigenze di mercato e nel quadro della precedenza sempre assicurata ai cittadini comunitari. La Carta blu avrà valore per tutto il tempo del contratto di lavoro firmato, entro un periodo massimo di due anni. Quindi potranno essere concessi 3 mesi di «franchigia». E infine, il lavoratore qualificato potrà tornare al proprio Paese o emigrare in un altro Paese europeo, per poi anche rientrare nel primo, purché siano rispettate le condizioni di partenza.

LE QUOTE NUMERICHE Ogni Paese stabilirà ogni anno le quote numeriche di accesso di lavoratori con Carta blu dopo quello della Commissione: l’Euromed, o vertice dei ministri degli Esteri, il vertice Europa- Africa, il Parlamento di Strasburgo, il Consiglio europeo. Il testo del provvedimento potrà essere modificato. Vi sono segnali di malumore da parte di alcuni sindacati, o dei governi tradizionalmente più timorosi delle «interferenze » europee», come quello austriaco. Inoltre fuori d’Europa, a Pechino o a Mumbai, resta sempre alta la diffidenza contro i presunti «ladri di cervelli» basati in Occidente. Ma intanto la svolta c’è già, nell’approccio al problema, ed era una svolta attesa da molto. In Australia, gli immigrati sono il 9,9 per cento dei lavoratori altamente qualificati, negli Usa il 3,2% e in Canada il 7,3%. In Europa, solo il 2,3%. E in Europa, fra una quarantina d’anni, un terzo dei cittadini avrà più di 65 anni. Perfino in un’economia «giovane» come la Polonia, mancano braccia e cervelli: milioni di polacchi sono emigrati all’estero, ma nell’ultimo anno e mezzo l’11,5% delle piccole e medie imprese locali — lo ha svelato proprio ieri uno studio commissionato dalla Confindustria polacca— ha cercato di assumere dei lavoratori qualificati, senza trovarne.

Luigi Offeddu
23 ottobre 2007 – Corriere.it

ottobre 23, 2007

Senato, respinto lo sgambetto della Cdl (Casa dei Delinquenti)

Pierferdinando Casini Udc Ansa

Senato, respinto lo sgambetto della Cdl (Casa dei Delinquenti)

Per due voti e non uno, esattamente 158 a 156 l’aula del Senato ha respinto le due pregiudiziali di Costituzionalità di Forza Italia al dl collegato alla finanziaria. Il voto di scarto, a scorrere i tabulati, si è registrato sulla sospensiva proposta dal gruppo del Carroccio di palazzo Madama. L’aula è quindi passata al discussione generale del decreto e da mercoledì comincerà a votare i singoli emendamenti e gli articoli.

Stamane la Commissione Bilancio aveva dato il via libera al disegno di legge di bilancio al quale l’opposizione aveva presentato circa 200 emendamenti. Durante i lavori sul decreto, la Commissione ha approvato 104 emendamenti, di cui una trentina dell’opposizione.

Governo e maggioranza hanno deciso di ritirare tutti i propri emendamenti per l’aula ad eccezione di tre presentati da singoli senatori. L’opposizione ha presentato 446 proposte emendative delle quali la capogruppo dell’Ulivo, Anna Finocchiaro, ha chiesto il ritiro per consentire più agevoli lavori in aula e scongiurare l’ipotesi di un ricorso al voto di fiducia. Fra gli emendamenti abbandonati quello che introduce il garante per i prezzi, Mister Prezzi, ma i rappresentanti del governo hanno assicurato che l’esecutivo non intende abbandonare l’idea.

Tratto da: Unità.it

ottobre 22, 2007

Fontana rossa, preso il vandalo attivista di destra (Vicino ad A. Nazionale)

VANDALO FUTURISTAFontana rossa, preso il vandalo attivista di destra

Il desiderio di emulazione non ha limiti: aver dipinto la Fontana di Trevi non è stato l’unico episodio di un improvviso e anacronistico ritorno al futurismo. Anche a Piacenza un vandalo ha ritenuto di dipingere di rosso (peraltro lo stesso colore che è stato utilizzato a Roma) una fontana molto meno famosa ma non longeva: è stata costruita un anno fa.

Intanto per quanto concerne la vicenda svoltasi in Capitale, la Digos ha denunciato il “futurista”, un 54enne vicino a un consigliere di An che però si professa innocente prefigurando uno scambio di persona: “Gli somiglio, è uno scambio di persona”. L’accusa che pende sul capo di Graziano Cecchini è di danneggiamento.

Inoltre gli inquirenti sono portati a ritenere che il 54enne non fosse solo al momento di compiere quel gesto stigmatizzabile, bensì in compagnia di altre due o tre persone facenti parte della destra capitolina e, sembra, legati ad un consigliere comunale di An. La polizia è sulle tracce degli altri componenti della organizzazione denominata FTM Azione Futurista 2007.

Cecchini da par suo non si rassegna per l’imputazione a proprio carico: “Mi hanno perquisito casa e sono stato ascoltato dalla Digos per una semplice somiglianza con chi l’altro giorno ha compiuto quel gesto”. Cecchini per cercare di alleggerire la propria posizione ha annunciato che terrà una conferenza stampa sul marciapiede. Comunque gli investigatori guardando attentamente i filmati sono sempre più convinti che l’autore del folle gesto sia proprio il “futurista” 54enne.

Clemente Calabrese

ottobre 21, 2007

Identificato il vandalo della Fontana di Trevi (Sorpresa!)

Siamo Sempre noi Il gesto dimostrativo è stato
ricondotto agli ambienti
della destra extraparlamentare

ROMA – Gli agenti della Digos romana dopo aver visionato i vari filmati delle telecamere puntate sulla fontana di Trevi hanno identificato l’autore del gesto vandalico che ha colorato l’acqua di rosso. Si tratta di C. G., 54 anni, già conosciuto per aver aderito a molte iniziative indette da formazioni dell’estrema destra. L’uomo è stato denunciato nella tarda serata di ieri e il pubblico ministero De Falco della Procura di Roma ha ipotizzato il reato di danneggiamento su edifici pubblici, di interesse storico e artistico, oltre che deturpamento e imbrattamento di cose altrui.

Nel corso della notte gli agenti della Digos di Roma hanno eseguito una perquisizione nell’abitazione di C.G. su disposizione della Procura. L’uomo è stato riconosciuto comparando le immagini delle telecamere fisse e quelle delle numerose fotografie scattate al momento dell’atto vandalico. Gli uomini della Digos, dei vigili urbani del primo gruppo e gli agenti del commissariato trevi dopo l’episodio hanno ascoltato numerosi testimoni ed hanno acquisito anche i filmati delle telecamere di esercizi commerciali nelle vie limitrofe alla Fontana di Trevi.

Il gesto dimostrativo è stato rivendicato con un volantino scritto in ciclostile e firmato da «Azione Futurista». Gli esperti della Digos hanno da subito ricondotto il gesto agli ambienti della destra extraparlamentare. Nel volantino il gruppo Azione Futurista viene esaltato come «avanguardia» destinata a creare un nuovo modello di società contro quella attuale definita «grigioborghese e mercatocentrica» e sono espresse critiche contro il sindaco di Roma Walter Veltroni in merito alla festa del Cinema.

Articolo tratto da: www.lastampa.it 

Berlusconi: Clemente passa con noi, tu sei come noi “Delinquente”

Mastella, scontro con Di Pietro. Vado con Silvio, lui è come me, siamo Delinquenti

NAPOLI – Scontro tra Antonio Di Pietro e Clemente Mastella. Il ministro della Giustizia rilancia sulla crisi di governo e torna a difendersi sul caso De Magistris all’indomani della avocazione da parte della Procura generale delle indagini “Why Not” condotte finora dal pm per il quale lo stesso ministro (che risulta indagato) ha chiesto il trasferimento al Csm. Poi Mastella tira in ballo Di Pietro definendolo un “analfabeta del diritto” e suscita la reazione dell’ex pm che scrive a Prodi chiedendogli una “assunzione di responsabilità”. “Ci troviamo – scrive Di Pietro in una lunga nota – di fronte ad un bivio che, se non affrontato subito e con determinazione, ci travolgerà tutti”. Insomma, una richiesta esplicita di allontanamento dall’esecutivo di Mastella.

L’inchiesta. “Sono io a volere che l’inchiesta vada avanti con celerità, non ho alcuna difficoltà, voglio che vada avanti e mi tolga di dosso gli schizzi di fango che mi sono arrivati – ha detto il ministro della Giustizia – non invocherò cavilli. Potrei invocare il fatto che, essendo parlamentare, appena visto che c’era il mio nome nel tabulato dovevano interrompere e chiedere l’autorizzazione. Ma non mi appellerò a questo”.

L’attacco a Di Pietro. Duro l’attacco contro il collega di governo Antonio Di Pietro, che non “capisce di diritto, è un analfabeta della materia e se leggesse qualche libro eviterebbe le gaffe”. Mastella, a margine della Messa celebrata dal Papa in piazza del Plebiscito a Napoli, ricorda al ministro delle Infrastrutture che “avocazione non significa interruzione dell’inchiesta”. “Di sicuro non debbo rispondere di 100 milioni, né della Mercedes”, conclude riferendosi a una vecchia inchiesta giudiziaria che aveva coinvolto l’ex pm di Mani pulite poco prima della sua discesa in campo.

La replica. Passano poche ore e Di Pietro risponde. Il leader dell’Idv scrive: “Non è scaricando contumelie ed insulti su di me che il ministro della Giustizia può pensare di riuscire a sfuggire alla responsabilità politica di aver provocato un corto circuito politico giudiziario che ha provocato una caduta di credibilità delle istituzioni e che rischia di travolgere l’intero governo”. Poi la conclusione: “Ci troviamo di fronte ad un bivio che, se non affrontato subito e con determinazione, ci travolgerà tutti, giacché, così facendo, stiamo rischiando di mettere in pericolo lo Stato di diritto, come giustamente hanno fatto e fanno osservare oramai molti autorevoli osservatori e la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica”.

De Magistris. Ma Mastella non si è limitato ad attaccare Di Pietro. ha rispostao anche a de Magistris che, dopo aver perduto l’inchiesta, ha detto di temere per la sua sicurezza. “Quanto ai toni esasperati, il tritolo eccetera, quasi che qualcuno di noi o qualcuno legato a bande possa mandar tritolo, stesse tranquillo”, ha detto Mastella. E ancora: “Mi ha iscritto scientemente perché sapeva che iscrivendomi gli veniva tolta l’inchiesta e diventava un eroe nazionale. Probabilmente voleva dare l’idea che è molto più facile esaltarsi nel dire ‘mi hanno tolto la cosa’”.

Al voto. Poi il ministro torna a minacciare la crisi: “Laddove non si possa tenere in piedi la maggioranza, io non sono per governi tecnici di larghe o strette intese: si vada al voto”. “Non ho detto che la maggioranza non c’è – precisa – la regola aurea nel bipolarismo dice che laddove la maggioranza non è in piedi e il capo dello Stato consulti le parti, bisogna andare al voto. Io non sono per governi tecnici, né per governi di piccole, grandi e medie intese. Io sono per andare al voto.

Tutto qui“.

(21 ottobre 2007)

ottobre 20, 2007

Crollo dello stato di diritto…. Il “Centro” della tazza!

Clemente Mastella un Vergogna Italiana

Catanzaro, la Procura toglie l’inchiesta a De Magistris

Incompatibile a indagare su Mastella. Luigi De Magistris costretto dalla Procura di Catanzaro a lasciare l’inchiesta Why not. È l’ennesimo colpo di scena della saga che vede coinvolti il pubblico ministero calabrese e il ministro della Giustizia. Dopo che venerdì si era avuta notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati di Clemente Mastella, sabato mattina, il procuratore generale di Catanzaro, Dolcino Favi, ha avocato l’inchiesta al pm Luigi De Magistris. Il motivo sarebbe proprio l’incompatibilità del pm a indagare sul ministro che ne ha chiesto il trasferimento.

La richiesta in corso di trasferire De Magistris da Catanzaro avrebbe dovuto, secondo la Procura, far desistere il pm dall’iscrivere il ministro Mastella, ovvero colui che ha chiesto di mandarlo via dalla Calabria, nel registro degli indagati. Ma non è andata così, e il procuratore Favi ha sentito il bisogno di intervenire direttamente. Favi ha applicato l’articolo 372 lettera A del codice di procedura penale, secondo il quale il procuratore è obbligato a disporre l’avocazione dell’inchiesta nel momento in cui si presenti una situazione di incompatibilità con il titolare dell’inchiesta stessa. «Il giudizio terzo arriva», ha commentato Mastella, che si è detto «sereno in attesa di giudizio». «Bisogna che ognuno rispetti la legalità e i principi – ha concluso – nessuno oltrepassi la linea di demarcazione dei principi legali».

Aveva destato scalpore venerdì la notizia che nella sterminata lista degli iscritti al registro degli indagati dell’inchiesta Why Not fosse finito anche il nome di Mastella. Sì, proprio il ministro che da settimane porta avanti una dura campagna contro il pubblico ministero Luigi De Magistris, quello che sostiene l’esistenza di una sorta di “nuova tangentopoli”, una vera e propria associazione a delinquere che coinvolgerebbe politici e imprenditori, non solo calabresi. Un terremoto che aveva avuto una nuova scossa con la decisione del ministro Mastella di chiedere il trasferimento del pm calabrese, per la sua «vigilanza assai inefficace» sull’iter di alcune inchieste, nonché per «comportamenti svincolati dalle norme processuali, ordinamentali e deontologiche».

Ma ad oggi, gli ispettori del ministero della Giustizia non hanno trovato nulla, e sul caso De Magistris si era alzato il polverone: in molti, dalle associazioni ai parenti delle vittime di mafia, fino al gip Clementina Forleo, sostengono che l’unica colpa di De Magistris sia quella di essere arrivato dove non doveva arrivare. Mastella, comunque, venerdì si era detto tranquillo, sereno e soprattutto estraneo ai fatti. Dalle prime indiscrezioni, pare che al centro delle accuse contro Mastella ci siano i suoi presunti rapporti con l’imprenditore Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle opere della Calabria e pedina centrale dell’inchiesta Why Not, dal nome dell’agenzia interinale intestata allo stesso Saladino.

Ora, l’intervento della Procura rimette in gioco tutte le carte. Il pm De Magistris, intanto, dice di non sapere nulla dell’avocazione: «Ancora una volta – ha detto – vengono rese pubbliche a mezzo stampa notizie riservate che riguardano il mio ufficio, le mie indagini, e la mia persona. Se è vero quello che l’Ansa ha scritto, non avendo io ricevuto alcuna notifica – conclude – ci avviamo al crollo dello stato di diritto, registrandosi anche, nel mio caso, la fine dell’indipendenza e dell’autonomia dei magistrati quale potere diffuso».

Gentiloni fa chiarezza, non siamo in Cina!!

Paolo GentiloniInternet. Un errore da correggere

L’allarme lanciato da Beppe Grillo e ripreso da molti commenti al mio blog è giustificato: il disegno di legge sull’editoria, proposto dalla Presidenza del Consiglio e approvato una settimana fa in Consiglio dei Ministri, va corretto perchè la norma sulla registrazione dei siti internet non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive.
Naturalmente, mi prendo la mia parte di responsabilità -come ha fatto anche il collega Di Pietro nel suo blog- per non aver controllato personalmente e parola per parola il testo che alla fine è stato sottoposto al Consiglio dei Ministri.
Pensavo che la nuova legge sull’editoria confermasse semplicemente le norme esistenti, che da sei anni prevedono sì una registrazione ma soltanto per un ristretto numero di testate giornalistiche on line, caratterizzate da periodicità, per avere accesso ai contributi della legge sull’editoria. Va bene applicare anche ai giornali on line le norme in vigore per i giornali, ma sarebbe un grave errore estenderle a siti e blog
Ho sempre sostenuto questa tesi, sia in parlamento che nei dibattiti pubblici (anche martedi scorso, rispondendo a una domanda di Fiorello Cortiana).
Il testo, invece, è troppo vago sul punto e autorizza interpretazioni estensive che alla fine potrebbero limitare l’attività di molti siti e blog. Meglio, molto meglio lasciare le regole attuali che in fondo su questo punto hanno funzionato.
Riconosciuto l’errore, si tratta ora di correggerlo. E sono convinto che sarà lo stesso sottosegretario alla Presidenza Levi a volerlo fare.

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