Angolo del Gigio

luglio 7, 2007

Scandalo Sismi-magistrati. Fassino punta Berlusconi “Il Burattinaio”

Secondo il segretario nazionale dei Ds, il presidente del Consiglio in carica all’epoca delle schedature illegali dei giudici “di sinistra” non poteva essere all’oscuro delle operazioni illecite e comunque deve rispondere politicamente dell’operazione. L’attuale premier, Romano Prodi, invoca «verità e chiarezza», mentre i leader della sua maggioranza chiedono l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta

Il Delinquente comincia a tremare, l'ora di ROMA – Sulla vicenda dei dossier illegali del Sismi bisogna fare «verità e chiarezza». Parola del presidente del Consiglio Romano Prodi, più determinato che mai ad evitare che lo scandalo finisca nel dimenticatoio. Nell’occhio del ciclone è sempre più l’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha negato di aver mai chiesto al Sismi di schedare i potenziali nemici politici, ma non ha convinto il centrosinistra della sua estraneità alle macchinazioni. Il segretario dei Ds Piero Fassino lo accusa infatti di essere oggettivamente responsabile di quanto è avvenuto al Sismi durante la sua permanenza a Palazzo Chigi.

Al centro dello scandalo la denuncia del Csm – il Consiglio superiore della magistratura – che all’unanimità ha rivelato l’attività di spionaggio e schedatura di magistrati “di sinistra” (le «toghe rosse») da parte di funzionari del servizio segreto militare durante gli anni del Governo Berlusconi (Cdl – Centrodestra)

Per Fassino «c’è un principio di responsabilità di un capo del governo di tipo oggettivo. Un capo di governo risponde di tutto ciò che accade sotto la sua amministrazione, sia che ne sia a conoscenza sia che non lo sia».

La tesi è che un presidente del Consiglio non può nascondersi dietro il «non sapevo» riguardo agli atti compiuti dai funzionari alle dirette dipendenze del governo. Tanto più che, come ricorda il senatore Massimo Brutti, vice presidente del Copaco, un fax di Pio Pompa a Berlusconi, sequestrato tra le carte dell’agente segreto, mostrerebbe che l’ex premier era in rapporti con l’uomo dei dossier.

Il centrodestra reagisce duramente: Sandro Bondi parla di «polverone assurdo», mentre il suo vice Fabrizio Cicchitto accusa Fassino di stalinismo, visto che la responsabilità oggettiva era l’escamotage con il quale il dittatore sovietico eliminava i suoi nemici politici. In più Cicchitto ha chiesto come Brutti sia venuto in possesso del fax che proverebbe i rapporti tra Pompa e Berlusconi, adombrando legami tra il senatore ed i magistrati di sinistra presenti nel Csm. Alfredo Mantovano, di An, osserva che, in base al principio della responsabilità oggettiva del premier dovrebbe dimettersi il ministro dell’Interno Amato, «perché le attività di dossieraggio di Pio Pompa sono cominciate nel 2001, quando lui era presidente del Consiglio».

Il centrosinistra chiede a gran voce l’istituzione di una Commissione di inchiesta parlamentare che si occupi della vicenda dei dossier illegali.

Nel frattempo il Comitato parlamentare di controllo dei servizi segreti si riunirà giovedì prossimo, convocato dal presidente Scajola: ascolterà i sostituto procuratore di Roma Pietro Saviotti, titolare dell’inchiesta sui dossier del Sismi, e l’attuale direttore del Sismi, Bruno Branciforte, succeduto a Niccolò Pollari.

L’opposizione sostiene che la vicenda può essere benissimo trattata dal Copaco, senza creare una nuova commissione ad hoc. Bene, dice l’Udeur, a patto che ci sia un cambio al vertice del Comitato: via Scajola, al suo posto il leader dell’Udc Casini. Ma il resto del centrosinistra spinge perché si istituisca una commissione. «Deciderà il Parlamento», osserva il premier Prodi.

La Commissione ha tra i suoi sponsor i ministri Mastella, di Pietro e D’Alema e tutta la sinistra radicale.

La Casa delle Libertà teme che si tratti di un processo politico a Berlusconi e chiede dunque che la Commissione, se ci sarà, indaghi anche «sull’uso politico della giustizia». Intanto il sottosegretario Micheli, che ha la delega sui servizi segreti, smentisce che il governo abbia intenzione di «smantellare» le strutture degli 007. Mentre l’ex capo dello Stato Cossiga se la prende con il Csm, colpevole di aver diffuso le notizie sui dossier illegali violando le regole, e invoca l’intervento del capo dello Stato Napolitano.

7/7/2007 – Fonte Articolo : www.lagazzettademezzogiorno.it

Annunci

Lascia un commento »

Non c'è ancora nessun commento.

RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: