Angolo del Gigio

giugno 7, 2007

Speciale: Ultimo frutto avvelenato del “Governo dei pregiudicati”

Nel dibattito sul caso Visco il ministro ha difeso la legittimità del governo a rimuovere il generale
“Colpevole di mancanze gravi nei rapporti con il governo e autore di una gestione personalistica”

Senato, Padoa-Schioppa attacca Speciale La Gdf ormai era un corpo separato
“Nessun nesso con la vicenda Unipol, e ci sono mi portino prove contrarie”

Senato, Padoa-Schioppa attacca Speciale<br>

ROMA – “Opacità di comportamenti, una gestione personalistica e anomala” e ancora “la continua distorsione di regole e procedure ha portato il corpo dall’autonomia alla separatezza”. Un attacco duro, diretto all’ormai ex comandante generale della Guardia di Finanza è la strada scelta dal ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa nel suo intervento al Senato, sul caso Visco. Interrotto diverse volte dall’intemperanza dell’opposizione, il ministro ha difeso con forza la scelta del cambio ai vertici delle Fiamme Gialle. Ma il ministro non si è limitato al discorso politico, ha anche depositato in Senato un documento di 22 pagine con tutte le accuse al generale Speciale.

Legittimità della scelta. “La nomina e il mantenimento in carica” del generale della Guardia di finanza è “un potere del tutto legittimo in mano del governo”. Il ministro ha poi aggiunto di non avere dubbi “né perplessità sulla correttezza e fondatezza formale e sostanziale delle decisioni del governo”.

I rapporti con il governo. Per il ministro Padoa-Schioppa tra il vertice della Guardia di Finanza e il governo si era creata una situazione di “discrasia permanente” che andava corretta per restituire la piena efficienza alle Fiamme Gialle. Il generale Speciale – ha detto Padoa-Schioppa – è stato protagonista di una “reticenza e non operatività” che ha inciso nel rapporto tra il Corpo e l’esecutivo. “Tutta la vicenda – ha sottolineato il ministro – è stata caratterizzata da una assenza da parte del generale Speciale di una comunicazione serena, da mancanza di trasparenza, di prudenza e di riservatezza”.

“E’ inqualificabile – ha aggiunto Padoa-Schioppa – che le telefonate tra il comandante Speciale e il vice ministro fossero fatte ascoltare in viva voce dal colonnello Carbone e dal maggiore Cosentino”.

La gestione sleale e personalista della Gdf. Il generale Roberto Speciale viene accusato di “grave inadeguatezza” nella scelta dei collaboratori più stretti “tanto che per uno di essi è stato proposto di rinviarlo a giudizio per reati gravissimi”. A Speciale si attribuisce anche di avere “forzato le regole di attribuzione degli incarichi”, di avere praticato una “discutibile politica degli encomi” e di una “gestione personalistica”. Il generale, ha detto Padoa-Schioppa, è stato protagonista di comportamenti scorretti “nell’area dirigenziale, nel settore trasferimenti, nelle attribuzioni degli incarichi ed encomi solenni, una politica dei riconoscimenti attuata senza rispettare le procedure e con una pubblicità interna parziale e limitata: l’aiutante di campo di speciale ha ricevuto un numero enorme di encomi nonostante penda sul suo capo la richiesta di rinvio a giudizio per falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, peculato, soppressione, distruzione e occultamento di atti“.

Connessioni con Unipol. Quanto all’accusa fatta a Visco di aver fatto rimuovere gli ufficiali che indagavano sulla vicenda Unipol/Bnl Padoa Schioppa non ha dubbi: “Gli instancabili corifei non hanno saputo produrre a oggi un solo nesso con la questione Unipol che potesse sorreggere il loro canto. Questi nessi sono inesistenti. Se vi sono prove contrarie, le si producano e le esaminerò senza pregiudizi”.

La ragione degli avvicendamenti. La lunga permanenza dei vertici della Guardia di Finanza di Milano nella stessa città e i “dubbi per l’inevitabile cristalizzazione di amicizie e conoscenze con ambienti dell’economia, della politica e dell’informazione in una sede particolarmente importante e delicata come Milano”. Queste alcune delle ragioni secondo il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa “sufficienti per indurre il vice ministro a far valutare l’opportunità di inserire anche questi ufficiali tra quelli da avvicendare” che invece riguardava altri importanti comandi come Roma, Torino, Bologna, Firenze e Cagliari. E’ stato anche depositato un rapporto di 22 pagine nel quale si spiega nel dettaglio la situazione.

Secondo il documento Visco

“cercò di approfondire il motivo per cui, mentre venivano cambiate le posizione di vertice di diverse importanti sedi, si mantenevano fermi tutti gli incarichi a Milano”.

Il riferimento storico. “Là dove sono i generali o i colonnelli a determinare la sorte dei governanti e non viceversa siamo fuori della democrazia”. Ha ricordato Padoa-Schioppa per difendere la legittimità della scelta del governo “se un prefetto viene rimosso, non rimane neppure un momento al comando della sua prefettura senza l’avallo del Viminale. In guerra e in pace – ha aggiunto – la politica è intervenuta per rimuovere un comando. McArthur fu rimosso durante una guerra”.

La citazione. In conclusione del suo intervento il ministro ha citato il filosofo Eraclito. “Combattere a difesa della legge – ha detto Padoa-Schioppa – è necessario per il popolo proprio come la difesa delle mura. Ritengo di avere combattuto a difesa della legge affinchè la difesa delle mura continui a svolgersi nel modo migliore”.

(6 giugno 2007)
Fonte : www.repubblica.it

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3 commenti »

  1. Possibile che non si riesce a capire l’inganno?
    Formulo solo 3 domande:
    1) come mai a questo Generale vengono contestate tutta questa serie di nefandezze e quindi si decide di defenestrarlo solo quando lo stesso dichiara che ebbe delle pressioni da Visco in merito al cambiamento dei 4 funzionari che indagavano sulla Unipol? Un buon governo se è vero che vuole proteggere lo stato, non lo fa solo quando viene messo sotto accusa. Rischiando di sollevare gravi sospetti sulla decisione, come infatti è avvenuto?
    2) Da quello che emerge, secondo la tesi di Padoa schioppa, l’operato del Ministro Visco è stato più che corretto; allora perché levargli le deleghe? …il sospetto si aggrava.
    3) Ora il caso si fa ancora più incomprensibile e, diciamo pure più losco, quando il Generale, macchiatosi di tali nefandezze, non viene dismesso, come ci si aspetterebbe, ma viene assegnato alla Corte dei Conti!!!
    Ma voi credete davvero che sia tutto coerente e corretto? Io vi suggerisco di riflettere e darvi una risposta sola: qui qualcuno ci sta manovrando e ci sta raccontando che esiste la Befana e quindi di stare buoni perché alla fine ci porterà anche i doni sognati… SVEGLIA ragazzi!!! Io non credo assolutamente ad una sola delle parole di Padoa Schioppa e di tutti coloro che lo hanno sostenuto. La storia non è assolutamente difendibile, c’è troppo marcio attorno.

    Commento di Yago — giugno 11, 2007 @ 5:33 pm

  2. ciao, innanzi tutto ti ringrazio per avermi messo tra i tuoi link! ricambio tra un istante!

    Per quanto riguarda la storia della gdf qui in italia siamo abituati ai fatto oscuri… la tesi della “quasi p2” mi trova d’accordo. spero venga fatta chiara luce nel tempo.. quando pero’ nn sia tropo tardi 😦
    x il resto il comandante Speciale saluta ancora berlusconi dicendo: sempre agli ordini!
    ..si commenta da se no?
    ciao

    Commento di salvo — giugno 8, 2007 @ 2:17 pm

  3. mi è piaciuto il discorso del ministro: fermo e deciso. ha ragione. spero che la GdF scovi tutti gli evasori d’italia.

    Commento di graziano — giugno 7, 2007 @ 7:13 am


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