Angolo del Gigio

giugno 6, 2007

Piano Eversivo della nuova P2 dai Burattinai ai Pio Pompa e Tag-Team

Da sconosciuto generale imposto da Pollari allo strappo finale
L’ultima partita del Comandante
Andarmene? Non ci penso neanche” sono “Protetto IO

di CARLO BONINI

NELL’EPILOGO, dunque, il generale di fanteria Roberto Speciale da Petraperzia (Enna), “Ciccio il comandante”, come ama farsi vezzeggiare dai suoi amici forzisti e di Alleanza nazionale, non batte i tacchi. Nella sua uscita non c’è traccia di uno di quei suoi “Ossequiosamente obbedisco”, “Subordinatamente La saluto”, con cui per dodici mesi ha omaggiato un nuovo padrone politico cui scavava la fossa. In trenta minuti di colloquio in via XX Settembre, comunica al ministro dell’Economia Padoa-Schioppa, che gliele chiede, che lui alle dimissioni “non ci pensa nemmeno”. Si fa mettere alla porta e destituire dal comando con effetto immediato lasciandosi offrire un posticino alla Corte dei conti (che forse accetterà, o forse no).

Perché questo contemplava il format che il centro-destra aveva scritto e che con diligenza lui ha interpretato in queste due settimane. L’uscita di scena doveva essere rumorosa. E rumorosa è stata. Perché, da oggi, in un’ultima operazione di “spin”, rumore possa chiamare altro rumore (“La destituzione è un golpe”. “Un attentato alla Costituzione”. “Un’esecuzione gappista”) convincendo il Paese di essere rimasto orfano di un generale “spezzaferro”, di un “civil servant”, che non si è piegato all’arroganza della politica.

Roberto Speciale non è stato né l’uno, né l’altro. Roberto Speciale è un fungo cresciuto nel sottobosco in cui, per cinque anni, il centro-destra ha coltivato un disegno di controllo degli apparati che doveva avere nell’intelligence politico-militare, il Sismi di Nicolò Pollari, e nelle Fiamme Gialle, un nuovo potente e pervasivo strumento di controllo e intervento a uso politico. Un grumo di potere non più misterioso almeno da quattro anni. Di cui il governo di centro-sinistra conosceva e conosce uomini e coordinate. Di cui ha fatto le spese (la campagna sul caso Unipol, le intrusioni abusive nelle anagrafi tributarie, il sistema di spionaggio illegale in Telecom).

Ma a cui sin qui non ha voluto (o potuto) mettere mano. Per insipienza, per miopia, per divisioni interne. E a cui oggi sacrifica, non a caso, il viceministro Vincenzo Visco (l’unico, a quanto pare, ad aver avvistato per tempo “criticità” che altri non hanno voluto vedere).

Eppure, non era necessario un indovino per intuire come sarebbe andata a finire. Per comprendere quale fosse la posta in gioco. Nell’autunno scorso, con l’uscita di Pollari dal Sismi, Speciale perde il suo mentore e rimane unico custode della potente macchina che, nel luglio 2003, gli era stata consegnata con ben altre e per lui più consone mansioni. E’ un Carneade, “Ciccio il comandante”. E, in quell’estate, quando decidono di nominarlo comandante generale della Finanza, Berlusconi e Tremonti ne ignorano persino l’esistenza.

Nicolò Pollari, una delle pagine più Nere dal Dopo-Guerra ad oggi, peggio dei capi P2 della prima P2 quella del Gelli e di Villa Vanda, Costanzo, e Berlusconi che a quanto pare perde il pelo ma non il Vizio

E’ Nicolò Pollari, siciliano come Speciale, che garantisce per lui.

Che ne sollecita e impone la nomina.

E’ l’uomo giusto, al posto giusto, al momento giusto, ragiona l’allora direttore del Sismi. E’ una muffa degli Stati Maggiori della Difesa che a fatica ha superato l’Accademia militare di Modena.

Un burocrate furbissimo con un debole per le belle cose (arredi e orologi), la bella gente, i bei luoghi (Capri).

Che in dieci anni (dal 1993 al 2003), da poltrone di nessuna visibilità, ha coltivato una fitta rete di benevolenze. Ha comandato infatti il primo Reparto dello Stato maggiore Esercito e quindi il primo Reparto dello Stato maggiore Difesa, da dove ha controllato “il personale” (avanzamenti e stato giuridico della truppa e dei quadri ufficiali. Per un periodo anche la leva).

Nell’estate 2003, Pollari ha bisogno di una testa di legno che governi per conto terzi (per suo conto) la Guardia di Finanza. Il tempo necessario al governo di centro-destra per varare la riforma che (come per l’Arma dei carabinieri) dovrebbe consentire di nominare al comando del corpo un proprio generale. Che prepari cioè a Pollari, generale di corpo d’armata delle Fiamme Gialle, il suo grande rientro quando si tratterà di lasciare il Sismi.

E’ un piano di cui Pollari si compiace e che Speciale racconta in giro, vantandosene.
Pollari dispone. “Ciccio” esegue.

Generale Speciale tira dentro il figlio incompetente, e gli Italiani Pagano. Mettiamo quella resga del padre alla Corte dei Conti, e siamo veramente al clouIl Sismi si gonfia di ufficiali della Finanza e, va da sé, anche del figlio di Speciale, cui per qualche tempo viene affidato (con esiti disastrosi) il centro di Abu Dhabi.

Speciale ridisegna i vertici del Corpo con organigrammi dettati da Pollari e dal suo delfino, il generale Emilio Spaziante, che dalla Lombardia (di cui controlla ogni ufficiale) viene portato a Roma, come capo di Stato Maggiore.

Speciale fa e disfa, ritenendo di non dover neppure informare il suo comandante in seconda.

Poi, il piano Pollari va a farsi benedire. E con lui la direzione del Sismi e l’osmosi tra la nostra intelligence militare e le Fiamme Gialle. Speciale resta il solo garante, con pieni poteri di comando, di una ragnatela pazientemente tessuta per quattro anni. Di un apparato che è stato il braccio operativo dell’esecutivo di ieri, oggi opposizione. Il tentativo di Visco di cominciare a intaccarne i gangli (Milano) è troppo.

Ma è anche una magnifica occasione.
L’operazione può cominciare. E Speciale ne conosce l’epilogo.

Si aggiusterà la fascia in vita e si farà saltare come un martire nel governo di centro-sinistra. Forse, farà qualcosa di più. Se è vero, come dicono quando ormai è notte, che oggi, da destituito, sederà ai Fori imperiali nel palco autorità della Festa della Repubblica. Se è vero che in queste ore lo accende l’idea di mummificarsi in Viale XXI Aprile ricorrendo a qualche tribunale amministrativo contro la decisione del governo.

(2 giugno 2007)
Fonte : www.repubblica.it

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1 commento »

  1. Non c è nient’altro di SPECIALE ??Possibile ?
    é solo un fungo del sottobosco ecc…
    é mai possibile secondo voi convincere ancora la gente dipingendo, come fa Repubblica, la storia della nostra democratica nazione a proprio uso e consumo e dividendo i buoni da una parte ed i cattivi dall’altra ?
    Ma vi credete che veramente siamo scemi ?
    Come si fa a commentare un evento così visibilmente grave come quello di Visco offrendo una sola versione dei fatti..
    é questa la dittatura mediatica a cui vi riferite ?
    Forse sì avete ragione, di gente Speciale ce n’è troppo poca….

    Commento di Lupo nero — giugno 6, 2007 @ 1:47 pm


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