Angolo del Gigio

aprile 6, 2007

Delinquenti in Parlamento (Una Vera Vergogna Italiana)

Andreotti GiulioAndreotti Giulio

Senatore a vita, nominato dal presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Politico democristiano, sette volte presidente del Consiglio. Ventisette volte messo in stato d’accusa dal Parlamento, sempre salvato (anche grazie al Partito comunista). Processato a Palermo con l’accusa di essere stato il massimo referente politico dell’organizzazione mafiosa siciliana Cosa nostra. In primo grado Ë stato assolto con formula dubitativa (che corrisponde all’insufficienza di prove del vecchio codice). La sentenza, pur assolvendolo, sottolinea che Andreotti ha più volte mentito al Tribunale e aveva stretti rapporti politici con i referenti siciliani di Cosa nostra, Salvo Lima e i cugini Salvo. La sentenza d’appello riforma in parte quella di primo grado, sostenendo che sono provati i suoi rapporti con gli uomini di Cosa nostra, almeno fino al 1980, anche se per pochi mesi scatta la prescrizione del reato. Nel novembre 2002 è condannato, in appello, a 24 anni di carcere come mandante dell’omicidio del giornalista Mino Pecorelli, che era a conoscenza di imbarazzanti segreti di Andreotti: i soldi ottenuti nella vicenda Italcasse, il memoriale di Aldo Moro…

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Delinquenti in Parlamento (Una Vera Vergogna Italiana)
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Berlusconi Silvio

Deputato della Repubblica. Eletto a Milano. Fondatore di Forza Italia. Presidente del Consiglio dei ministri nel 1994 e nel 2001. Il suo nome di compare nelle liste della loggia massonica segreta P2: fascicolo 625, numero di tessera 1816, data di iniziazione 26 gennaio 1978. In un’audizione alla commissione parlamentare sulla P2, Berlusconi ammette di essersi iscritto alla P2 all’inizio del 1978 su invito di Gelli. Conferma la sua iscrizione alla loggia al processo P2, nel novembre 1993.

• Nel settembre 1988, invece, in un processo per diffamazione da lui intentato contro alcuni giornalisti, Berlusconi dichiara al giudice:“Non ricordo la data esatta della mia iscrizione alla P2, ricordo che è di poco anteriore allo scandalo”. Per questa dichiarazione Berlusconi viene denunciato per falsa testimonianza. Il processo per falsa testimonianza si conclude nel 1990: Berlusconi viene dichiarato colpevole, ma il reato è estinto per intervenuta amnistia.

Berlusconi fu indagato già dal 1983, nell’ambito di un’inchiesta su droga e riciclaggio: la Guardia di finanza aveva posto sotto controllo i suoi telefoni e scritto nel suo rapporto: «è stato segnalato che il noto Silvio Berlusconi finanzierebbe un intenso traffico di stupefacenti dalla Sicilia, sia in Francia che in altre regioni italiane. Il predetto sarebbe al centro di grosse speculazioni edilizie e opererebbe sulla Costa Smeralda avvalendosi di società di comodo…». L’indagine non accertò nulla di penalmente rilevante e nel 1991 fu archiviata.

Berlusconi è stato accusato di aver pagato tangenti a ufficiali della Guardia di finanza, per ammorbidire i controlli fiscali su quattro delle sue società. In primo grado è stato condannato a 2 anni e 9 mesi per tutte e quattro le tangenti contestate, senza attenuanti generiche. In appello, la Corte concede le attenuanti generiche: così scatta la prescrizione per tre tangenti. Per la quarta (Telepiù), l’assoluzione è concessa con formula dubitativa, secondo il comma 2 art. 530 cpp. La Cassazione, nell’ottobre 2001, conferma le condanne per i coimputati di Berlusconi Berruti, Sciascia, Nanocchio e Capone (dunque le tangenti sono state pagate), ma assolve Berlusconi per non aver commesso il fatto, seppur richiamando l’insufficienza di prove.

• Per 21 miliardi di finanziamenti illeciti a Bettino Craxi, passati attraverso la società estera All Iberian, in primo grado è condannato a 2 anni e 4 mesi. In appello, a causa dei tempi lunghi del processo scatta la prescrizione del reato. La Cassazione conferma.

Berlusconi è rinviato a giudizio per aver falsificato i bilanci Fininvest (processo All Iberian 2). Il dibattimento, dopo molte lungaggini e schermaglie procedurali, è in corso presso il Tribunale di Milano. Ma intanto Berlusconi ha cambiato la legge sul falso in bilancio: il processo è sospeso in attesa che il tribunale di Milano decida se inviare alla Corte costituzionale e all’Alta corte di giustizia europea eccezioni d’incostituzionalitý e di incompatibilitý con le direttive europee. La richiesta è della procura di Milano, che chiede di giudicare se le nuove norme sui reali societari siano costituzionali e compatibili con le direttive dell’Unione europea. Se le eccezioni saranno respinte, il reato sarý dichiarato prescritto.

Berlusconi è stato indagato (anche sulla base di una voluminosa consulenza fornita dalla Kpmg) per la rete di 64 società e conti off shore del gruppo Fininvest (Fininvest Group B) che, secondo l’accusa, ha finanziato operazioni “riservate” (ha scalato societý quotate in Borsa, come Standa e Rinascente, senza informare la Consob; ha aggirato le leggi antimonopolio tv in Italia e in Spagna, acquisendo il controllo di Telepiù e Telecinco; ha pagato tangenti a partiti politici, come la stecca record di 21 miliardi di lire data a Craxi attraverso la societý All Iberian). La rete occulta della Finivest-ombra ha spostato, tra il 1989 e il 1996, fondi neri per almeno 2 mila miliardi di lire. Per questo Berlusconi è stato chiamato a rispondere di falso in bilancio. Ma nel 2002 ha cambiato la legge sul falso in bilancio, trasformando i suoi reati in semplici illeciti sanabili con una contravvenzione e soprattutto riducendo i tempi di prescrizione del reato (erano 7 anni, aumentabili fino a 15; sono diventati 4). CosÏ il giudice per le indagini preliminari nel febbraio 2003 ha chiuso l’inchiesta: negando l’assoluzione, poichÈ Berlusconi e i suoi coimputati (il fratello Paolo, il cugino Giancarlo Foscale, Adriano Galliani, Fedele Confalonieri) non possono dirsi innocenti; ma decidendo di prosciogliere tutti i 25 imputati, poichÈ il tempo per il processo, secondo la nuova legge, è scaduto. La procura ricorre in Cassazione, che all’inizio di luglio 2003 applica per la prima volta il “lodo Maccanico“, decidendo la sospensione del processo per Berlusconi.

Berlusconi è stato rinviato a giudizio per aver deciso il versamento in nero di una decina di miliardi dalle casse del Milan a quelle del Torino calcio, per l’acquisto del calciatore Gianfranco Lentini. Il dibattimento di primo grado si è concluso con la dichiarazione che il reato è prescritto, grazie alla nuova legge di Berlusconi sul falso in bilancio.

Berlusconi è accusato di comportamenti illeciti nelle operazioni d’acquisto della società Medusa cinematografica, per non aver messo a bilancio 10 miliardi. In primo grado è stato condannato a 1 anno e 4 mesi per falso in bilancio. In appello, assoluzione con formula dubitativa, confermata in Cassazione.

Berlusconi è accusato di appropriazione indebita, frode fiscale e falso in bilancio per l’acquisto dei terreni intorno alla sua villa di Macherio. In primo grado è assolto dall’appropriazione indebita e dalla frode fiscale. Per i due falsi in bilancio contestati scatta la prescrizione. In appello è confermata l’assoluzione per i due primi reati; è assolto per uno dei due falsi in bilancio, per il secondo si applica l’amnistia.

Berlusconi è accusato di aver pagato i giudici di Roma per ottenere una decisione a suo favore nel Lodo Mondadori, che doveva decidere la proprietà della casa editrice. Il giudice dell’udienza preliminare Rosario Lupo ha deciso l’archiviazione del caso, con formula dubitativa. La Procura ha fatto ricorso alla Corte d’appello, che nel giugno 2001 ha deciso: per Berlusconi è ipotizzabile il reato di corruzione semplice, e non quello di concorso in corruzione in atti giudiziari; concesse le attenuanti generiche, il reato dunque è prescritto, poiché risale al 1991 e la prescrizione, con le attenuanti genriche, scatta dopo 5 anni. Il giudice ha disposto che restino sotto processo i suoi coimputati Cesare Previti, Giovanni Acampora, Attilio Pacifico e Vittorio Metta.

Berlusconi è accusato di aver corrotto i giudici durante le operazioni per l’acquisto della Sme. Rinviato a giudizio insieme a Cesare Previti, Renato Squillante e altri. Il processo di primo grado si Ë celebrato presso il Tribunale di Milano, dopo che la Cassazione ha respinto la richiesta di spostare il processo a Brescia o a Perugia, per legittimo sospetto reintrodotto per legge nell’ottobre 2002. Un’altra legge, il “lodo Maccanico“, votata con urgenza nel giugno 2003, impone la sospensione di tutti i processi a cinque alte cariche dello Stato, tra cui il presidente del Consiglio. Ma il Tribunale ha accettato la richiesta di pubblico ministero e parte civile di chiedere alla Corte costituzionale di pronunciarsi sulla eventuale incostituzionalitý del “lodo”.

Berlusconi era accusato di aver indotto la Rai, da presidente del Consiglio, a concordare con la Fininvest i tetti pubblicitari, per ammorbidire la concorrenza. La Procura di Roma, non avendo raccolto prove a sufficienza per il reato di concussione, ha chiesto l’archiviazione, accolta dal Giudice dell’udienza preliminare.

Berlusconi era accusato di aver pagato tangenti a dirigenti e funzionari del ministero delle Finanze per ridurre l’Iva dal 19 al 4 per cento sulle pay tv e per ottenere rimborsi di favore. La Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione, accolta dal Giudice dell’udienza preliminare.

• Le procure di Caltanissetta e Firenze indagano da molti anni sui «mandanti a volto coperto» delle stragi del 1992 (Falcone e Borsellino) e del 1993 (a Firenze, Roma e Milano). Le indagini preliminari sull’eventuale ruolo che Berlusconi e Marcello Dell’Utri possono avere avuto in quelle vicende sono state formalmente chiuse con archiviazioni nel 1998 (Firenze) e nel 2002 (Caltanissetta). Continuano però indagini per concorso in strage contro ignoti e i decreti d’archiviazione hanno parole pesanti nei confronti degli ambienti Fininvest.

• La procura di Palermo ha indagato su Berlusconi per mafia: concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco. Nel 1998 l’indagine è stata archiviata per scadenza dei termini massimi concessi per indagare. Indizi sui rapporti di Berlusconi e Dell’Utri con uomini di Cosa nostra continuano a essere segnalati in molte sentenze.

Berlusconi, Dell’Utri e altri manager Fininvest, responsabili in Spagna dell’emittente Telecinco, sono accusati di frode fiscale per 100 miliardi e violazione della legge antitrust spagnola. Sono ora in attesa di giudizio su richiesta del giudice istruttore anticorruzione di Madrid, Baltasar Garzon Real. Il giudice Garzon ha chiesto di processare Berlusconi in Italia o di poterlo processare in Spagna. Di fatto, il processo è sospeso.

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Berruti Massimo Maria (Forza Italia)

Berruti Massimo Maria

Deputato della Repubblica. Eletto nel proporzionale, nelle liste di Forza Italia. Da ufficiale della Guardia di finanza, nel 1979 ebbe la sorte di interrogare un giovane imprenditore emergente di nome Silvio Berlusconi, a proposito della confusa situazione proprietaria e finanziaria della sua società Edilnord. Berlusconi rispose che della Edilnord era soltanto un “semplice consulente”. Berruti, nel suo rapporto conclusivo, prese per buona la versione di Berlusconi, permettendo così l’archiviazione dell’accertamento valutario che ipotizzava la dipendenza della Edilnord da società estere. Poi si dimise dalla Guardia di finanza e andò a lavorare per Berlusconi. Prima delle dimissioni, però, fece in tempo a essere arrestato con l’accusa di corruzione nell’ambito dell’inchiesta per lo scandalo Icomec, una storia di tangenti che scoppiò prima di Mani pulite (al processo fu assolto). Da consulente Fininvest, invece, è stato di nuovo arrestato, nel 1994, per favoreggiamento a Berlusconi nell’inchiesta sulle tangenti alla Guardia di finanza. Condannato in primo grado (10 mesi) e in appello (8 mesi). Come avvocato del gruppo Fininvest, ha trattato, fra l’altro, l’acquisto del calciatore Gigi Lentini (poi oggetto di un processo in cui è imputato). Nel gennaio 1994 Berlusconi gli ha affidato l’organizzazione della campagna elettorale di Forza Italia a Sciacca e nella provincia d’Agrigento. Con buoni risultati, tra i quali il coinvolgimento di Salvatore Bono (cognato del boss dell’Agrigentino Salvatore Di Gangi) e di Salvatore Monteleone, arrestato nel 1993 per concorso in associazione a delinquere di stampo mafioso e diventato, appena uscito dal carcere, referente di Forza Italia a Montevago. Per i suoi servizi, Berruti e stato premiato con un posto in Parlamento già dal 1996. Con il Berruti avvocato e poi politico, convive il Berruti uomo d’affari: in Sicilia possedeva una societa, la Xacplast, che un rapporto dei carabinieri indicava come partecipata da uomini d’onore delle famiglie mafiose di Sciacca. Il collaboratore di giustizia Angelo Siino ha parlato anche di un incontro tra Berruti e il boss Nino Gioè, proprio nel periodo di progettazione delle stragi del 1992-93.

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Biondi Alfredo (Forza Italia)

Biondi Alfredo

Deputato della Repubblica. Eletto in Lombardia, per Forza Italia. Avvocato, ex deputato liberale, ex ministro della Giustizia nel primo governo Berlusconi (quando tentò, invano, di far passare il famoso “decreto salvaladri“). Nel 1998 ha patteggiato la pena di 2 mesi di arresto e 6 milioni di multa per frode fiscale: aveva evaso le tasse su parcelle professionali per quasi 1 miliardo.

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Bonsigno Vito (Forza Italia)

Bonsignore Vito

(C.C.D.): condannato a 2 anni per corruzione

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Bossi Umberto (Lega Nord - Casa delle Libertà) - (Costo 70 Mlni di Euro)

Bossi Umberto

Deputato della Lega nord, eletto a Milano. Ministro per le riforme. Ha precedenti penali per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, ai quali somma il vilipendio alla bandiera. Ha detto in pubblici comizi che lui con il tricolore «si pulisce il c…». Dalla procura di Verona è stato indagato per attentato all’integritý dello Stato, per presunte attivitý eversive delle ´camicie verdiª. Per uscire da questa situazione, il ministro della Giustizia Castelli e altri esponenti della maggioranza hanno presentato proposte di leggi su misura per depenalizzare i reati commessi da Bossi e amici. Ma il leader indiscusso del Carroccio è stato condannato, con sentenza definitiva confermata dalla Cassazione, anche per tangenti: 8 mesi al processo per la maxitangente Enimont, per un contributo di 200 milioni regalati da Carlo Sama e incassati dal cassiere Patelli.

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Cantoni Gianpiero (Forza Italia)

Cantoni Giampiero

Senatore della Repubblica. Eletto per la Casa delle libertà in Lombardia. Banchiere, socialista, fu presidente della Bnl. è stato inquisito e arrestato per corruzione, bancarotta fraudolenta e altri reati. Se l’è cavata con alcuni patteggiamenti e un risarcimento di 800 milioni di lire.

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Carra Enzo (Forza Italia)

Carra Enzo

Deputato della Repubblica. Eletto nel proporzionale, nella lista della Margherita in Campania. Dopo essere stato portavoce della Dc durante la segreteria di Arnaldo Forlani, oggi è coordinatore della Margherita. Pregiudicato: condannato a 1 anno e 4 mesi per falsa testimonianza: per coprire l’emersione della maxitangente Enimont. Per quel reato fu arrestato durante Mani pulite e la sua fotografia in manette divenne un’immagine-simbolo di Tangentopoli.

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Marcello Dell'Utri (Forza Italia)

Dell’Utri Marcello

Senatore della Repubblica. Eletto nel 2001 nel collegio più chic di Milano. La legislatura precedente era deputato. Tra i collaboratori pi˜ vicini a Berlusconi fin dagli anni Settanta, Ë considerato l’´inventoreª, nel 1993, di Forza Italia. Accusato di bancarotta fraudolenta per il crac Bresciano (un’azienda del discusso finanziere siciliano Filippo Alberto Rapisarda). Arrestato nel 1995 dai magistrati di Torino per le false fatture di Publitalia (la societý che raccoglie pubblicitý per le tv di Berlusconi). Indagato per i fondi neri di Publitalia anche a Milano (nel 1994 aveva evitato l’arresto solo grazie alla soffiata del Tg5 di Enrico Mentana, che dando la notizia aveva fatto cadere le esigenze di custodia cautelare). A Milano Ë imputato pure di estorsione aggravata (per aver mandato il boss di Cosa nostra Vincenzo Virga a fare il “recupero crediti” nei confronti di Vincenzo Garraffa, titolare di una squadra di pallacanestro sponsorizzata da Publitalia). A Palermo Ë accusato di concorso esterno nell’associazione mafiosa Cosa nostra e di calunnia aggravata nei confronti di alcuni collaboratori di giustizia (Dell’Utri aveva assoldato due falsi pentiti perchÈ raccontassero di essere stati convinti in carcere ad accusare Dell’Utri di mafia). A Madrid, in Spagna, Ë accusato di gravi irregolarità nella gestione di Telecinco.

Complessa la sua vicenda processuale, costellata di leggi su misura. A Torino, nel 1998, Ë condannato in appello a 3 anni e 2 mesi per false fatture e frode fiscale continuata della società Publitalia. Ma prima che la sentenza diventasse definitiva, il Parlamento (a maggioranza Ulivo) approvò in tutta fretta una legge che permetteva il patteggiamento anche in Cassazione: Dell’Utri la usò, rimediando uno sconto che ridusse la pena a 2 anni e 6 mesi, sotto la soglia dei 3 anni oltre i quali si deve entrare in carcere. Restava aperto il problema delle pene accessorie: 5 anni d’interdizione dai pubblici uffici. Perso, in forza di quella pena, il seggio in Parlamento, Dell’Utri sarebbe finito in cella, perchè nel frattempo i giudici di Palermo avevano chiesto il suo arresto per la vicenda dei falsi pentiti. Dell’Utri chiede allora che gli sia applicato l’indulto del 1989 (anche se gran parte dei reati contestati sono successivi). La Corte d’appello di Torino respinge la richiesta, ma poi la Cassazione l’accoglie: così niente pene accessorie, niente arresto. La pena definitiva scende ancora, in sede d’esecuzione, a 1 anno e 8 mesi (sotto la soglia dei 2 anni, quindi senza neppure l’obbligo dell’affidamento ai servizi sociali), perchè il governo Amato (centrosinistra) depenalizza alcuni reati fiscali e finanziari. Da Milano, intanto, arrivano altre piccole pene per false fatture e falso in bilancio, considerate “in continuazione” con la condanna di Torino. La pena complessiva, dunque, risale oltre i 2 anni. Ci pensa la nuova legge sul falso in bilancio (2001, governo Berlusconi), che risolve il problema. A Palermo i due processi d’argomento mafioso (quello per concorso esterno squaderna una imponente mole di prove della vicinanza tra Dell’Utri e Cosa nostra) arrivano alle fase finali, quando una apposita legge (quella cosiddetta “d’attuazione” dell’articolo 68 della Costituzione, che con il contributo del verde Marco Boato dilata a dismisura i privilegi e le immunitý dei parlamentari) si rendono inutilizzabili, nei confronti di deputati e senatori, i tabulati telefonici. Proprio i tabulati erano la prova dei contatti tra Dell’Utri e i falsi pentiti assoldati per azzerare le accuse di mafia. L’accusa si oppone a gettare alle ortiche quelle prove, perchÈ raccolte comunque prima del provvidenziale arrivo della legge. Deciderý il tribunale.

 

Tutto questo non ha impedito a Silvio Berlusconi di candidarlo al Senato, nel collegio più centrale di Milano. Marcello lo aveva confessato in tv: “Mi candido per legittima difesa”. Tra un processo e l’altro, teggia a uomo di cultura: il 20 giugno 2003, per esempio, ha inaugurato la Biblioteca del palazzo del Senato, alla presenza del presidente del Senato Marcello Pera e del capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi.

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Del Pennino Antonio (Pri Cdl)

Del Pennino Antonio

Senatore della Repubblica. Eletto nel collegio di Milano-Niguarda-Sesto per la Casa delle libertà è tra i repubblicani che con Giorgio La Malfa sono passati con Berlusconi. In passato è stato vicesegretario nazionale del Pri e più volte parlamentare. Una testimone racconta che a fine anni Settanta Del Pennino era tra i frequentatori delle bische clandestine gestite a Milano da Angelo Epaminonda. Lì era chiamato “Del Pennazzo“. Il 13 maggio 1992, agli albori di Mani pulite, quando era deputato del Pri e capogruppo repubblicano alla Camera, è stato raggiunto da un’informazione di garanzia. L’ ipotesi di reato: ricettazione, per aver ricevuto denaro provento di tangenti. Nel 1993 la Camera ha respinto la richiesta di autorizzazione a procedere per violazione delle norme sul finanziamento pubblico dei partiti: i magistrati di Milano l’avevano richiesta per contributi in denaro che Del Pennino avrebbe ricevuto da fondi neri costituiti presso l’ Associazione industriale lombarda (Assolombarda). A luglio 1994 Ha patteggiato una pena di 2 mesi e 20 giorni (convertita nella sanzione di 4 milioni) nel processo per le tangenti Enimont. A ottobre 1994 altro patteggiamento: di una pena di 1 anno, 8 mesi e 20 giorni per tangenti relative alla Metropolitana milanese. Il 25 gennaio 2000 la settima sezione penale del tribunale di Milano lo ha prosciolto nel processo per le tangenti Atm, per le forniture di autobus all azienda dei trasporti milanese (in precedenza, lo stesso tribunale aveva respinto una sua richiesta di patteggiamento, perché la pena concordata con il pubblico ministero non era stata ritenuta congrua rispetto alla gravità dei fatti contestati). Alla fine del 2000 Antonio Del Pennino è rientrato nel Pri, giusto in tempo per partecipare al “ribaltino” che ha portato il glorioso partito ad allearsi con Berlusconi.

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De Michelis Gianni (Nuovo Psi - Cdl)

De Michelis Gianni

1 anno e 6 mesi patteggiati a Milano per corruzione per le tangenti autostradali del Veneto; 6 mesi patteggiati per finanziamento illecito Enimont.

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De Rigo Walter (Forza Italia)

De Rigo Walter

Senatore della Repubblica, Casa delle libertà. Importante imprenditore bellunese del settore degli occhiali, è stato processato per avere nei primi anni Novanta utilizzato in maniera illecita finanziamenti dell’Unione Europea. Se l’è cavata con una condanna patteggiata.

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Frigerio Gianstefano (Forza Italia)

Frigerio Gianstefano

Deputato della Repubblica. Eletto in Puglia. Un nome, una garanzia. Già, ma qual è il nome? Nel collegio dove Silvio Berlusconi l’ha candidato, in Puglia, è Carlo Frigerio, com’era scritto sui manifesti. A Milano, dove da decenni fa politica, è Gianstefano. Eppure è sempre lui: come segretario regionale della Dc in Lombardia (e cassiere occulto del partito) ha incassato decine di tangenti, è stato arrestato tre volte tra il 1992 e il 1993, è stato coinvolto in molti processi. è accusato di aver accettato mazzette per le discariche lombarde, per il depuratore di Monza, per gli appalti alle Ferrovie Nord. Alcune tangenti le ha ammesse, pur minimizzando il proprio ruolo. Ha confessato, per esempio, di aver ricevuto 150 milioni da Paolo Berlusconi, in cambio dei permessi alla Fininvest per gestire la discarica di Cerro Maggiore.

Ha accumulato tre condanne definitive: 1,4 anni per finanziamento illecito ai partiti, 1,7 per finanziamenti illeciti e ricettazione, 3,9 per corruzione e concussione. Ciò nonostante, dopo aver lasciato la Dc si è inventato una nuova vita come consigliere personale di Silvio Berlusconi e influente membro di Forza Italia, di cui dirige il centro studi. Mentre i giudici dell’esecuzione stavano esaminando le sentenze definitive che pesano su di lui per decidere il cumulo della pena da scontare, Gianstefano scompare e ricompare, in Puglia, Carlo: lì si è conquistato un bel seggio in Parlamento. Il 31 maggio, primo giorno di riunione della nuova Camera dei deputati, Frigerio, è stato arrestato. Dovrà scontare una pena di 6 anni e cinque mesi. Affidato poi ai servizi sociali, ha avuto il permesso dal giudice di sorveglianza di frequentare il Parlamento per qualche giorno al mese: come pratica di riabilitazione (ma il giudice forse non conosceva il tasso di devianza di quell’ambiente…).

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Galvano Giorgio (Psi)

Galvagno Giorgio

Ex sindaco socialista di Asti, nel ’96 ha patteggiato 6 mesi e 26 giorni di carcere per inquinamento delle falde acquifere, abuso e omissione di atti ufficio, falso ideologico, delitti colposi contro la salute pubblica (per l’inquinamento delle falde acquifere) e omessa denuncia dei responsabili della Tangentopoli astigiana nello scandalo della discarica di Vallemanina e Valleandona (smaltimento fuorilegge di rifiuti tossici e nocivi in cambio di tangenti).

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Jannuzzi Lino (Alleanza Nazionale / Mafia)

Jannuzzi Lino

Senatore della Repubblica. Giornalista, dopo essersi occupato negli anni Sessanta e Settanta di golpe e servizi segreti, è passato a occuparsi soprattutto di magistrati. Si è fatto notare insultando, quando era in vita, Giovanni Falcone, che poi ha glorificato da morto, per contrapporlo ai magistrati vivi, di Milano e Palermo, sempre da criticare. Nel 1991 infatti, mentre era in discussione la nomina di Falcone a capo della Procura nazionale antimafia e di Gianni De Gennaro a capo della Dia, Jannuzzi scrive sul Giornale di Napoli un articolo intitolato “Cosa nostra uno e due” in cui di Falcone e De Gennaro dice: «è una coppia la cui strategia, passati i primi momenti di ubriacatura per il pentitismo ed i maxi-processi, è approdata al più completo fallimento: sono Falcone e De Gennaro i maggiori responsabili della dèbacle dello Stato di fronte alla mafia… L’affare comincia a diventare pericoloso per noi tutti… dovremo guardarci da due Cosa nostra, quella che ha la Cupola a Palermo e quella che sta per insediarsi a Roma… Sarà prudente tenere a portata di mano il passaporto» ( 29 ottobre 1991). Dal boss di Cosa nostra Pippo Calò ha ricevuto 5 milioni per pubblicare un libro che poi non ha mai scritto. è pluriquerelato per una serie infinita di diffamazioni nei confronti di magistrati e uomini per bene. Ora cominciano ad arrivare le condanne definitive. Però niente carcere, per il giornalista viveur, che prima scappa a Parigi, poi ottiene una inedita immunità parlamentare assoluta, garantita dal presidente del Senato Marcello Pera: «Il senatore Jannuzzi gode dei privilegi e delle immunità discendenti dagli incarichi ricoperti nelle istituzioni europee. Ne deriva che in tutti gli Stati membri del Consiglio d’Europa e dell’Unione europea il senatore Jannuzzi gode di un’immunità assoluta dalla giurisdizione».

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Giorgio LaMalfa (Pri - Cdl)

La Malfa Giorgio

Deputato della Repubblica. Ex segretario del Pri ai tempi della “prima repubblica”, ha portato il suo partito ad aderire alla Casa delle libertà. Come tanti altri segretari di partito degli anni di Tangentopoli, è stato condannato a 6 mesi per aver percepito finanziamenti illeciti, provenienti dalla maxitangente Enimont.

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Maroni Roberto (Lega Nord - Cdl)

Maroni Roberto

Deputato della Repubblica. Eletto nel collegio di Varese. Leghista, ex ministro dell’Interno nel primo governo Berlusconi. è coinvolto in tre inchieste giudiziarie. Per gli scontri con la polizia, inviata a perquisire la sede della Lega a Milano, è stato condannato in primo grado a 8 mesi per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Come capo delle “camicie verdi”, è indagato dalla procura di Verona per reati come attentato contro l’integrità dello Stato. Infine, la procura di Roma lo vuole processare per favoreggiamento di una presunta compravendita di voti. Candidato al ministero della Giustizia nel governo Berlusconi, ha dovuto farsi da parte, tra le polemiche. Ma è comunque diventato ministro al Welfare.

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Rollandin Augusto (Union Valdotaine / Cntro-Sinistra)

Rollandin Augusto

Senatore della Repubblica. Proviene dalla Valle d’Aosta e dal suo partito più forte, l’Union valdotaine. è stato presidente della giunta regionale della Valle d’Aosta, ma all’inizio degli anni Novanta è stato condannato per reati contro la pubblica amministrazione. è anche in attesa di un altro processo, accusato di essere socio occulto di una società finanziata dalla Regione. In quanto condannato, per legge non può più ricandidarsi negli enti locali (Comuni, Province, Regioni); allora si è candidato, con successo, al Senato. Ora, però, è in attesa di una “riabilitazione penale”. Se la otterrà, potrà ricandidarsi alla presidenza della Regione Valle d’Aosta per il centrosinistra, che evidentemente non ha trovato niente di meglio che un pregiudicato.

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Sgarbi Vittorio (Forza Italia)

Sgarbi Vittorio

Deputato della Repubblica, Forza Italia. Grande difensore di Craxi nel Parlamento del 1992 (allora vi era entrato come deputato liberale), è un pregiudicato per truffa ai danni dello Stato (assenteista, ha preso lo stipendio senza andare a insegnare). È stato indagato per aver avuto rapporti con uomini della ‘ndrangheta, quando è stato candidato in Calabria. È un collezionista di querele per diffamazione: suo pezzo forte è dare dell’assassino ai magistrati di Mani pulite, ma sa variare sul tema in modo molto creativo. Cacciato dal governo Berlusconi nel 2002 (era sottosegretario si Beni culturalei) per dissidi con il ministro Urbani.

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Sodano Calogero (CCD - Cdl)

 

Sodano Calogero

Senatore della Repubblica. Eletto ad Agrigento. Membro del Ccd, è stato sindaco di Agrigento. Nel 2003 ha subito una condanna in appello a 1 anno e 6 mesi di reclusione per avere permesso l’abusivismo edilizio in cambio di vantaggi elettorali. Con Sodano sono stati condannati a un anno di reclusione anche alcuni suoi ex assessori. Gli imputati, secondo l’accusa, non avrebbero posto in essere né provvedimenti né iniziative per bloccare l’abusivismo edilizio tra il 1991 e il 1998, non solo nella Valle dei Templi, ma in tutta la città. Imputato in un altro processo per irregolaritý urbanistiche in contrada Favara e nella realizzazione di un depuratore, ha cercato, invano, di bloccare il dibattimento appellandosi alla legge Cirami.

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Delinquenti in Parlamento (Una Vera Vergogna Italiana)
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Sterpa Egidio (Forza Italia)

Sterpa Egidio

Condannato a 6 mesi definitivi per tangente Enimont.

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Delinquenti in Parlamento (Una Vera Vergogna Italiana)
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Tomassini Antonio (Forza Italia)

Tomassini Antonio

Senatore della Repubblica, Forza Italia. Attuale responsabile della Sanità per Forza Italia. è stato condannato per falso, con sentenza definitiva, nel 2000, perché quando era medico a Busto Arsizio aveva contraffatto e poi distrutto un esame clinico di una bambina nata con problemi cerebrali. Una sentenza successiva ha tuttavia negato la responsabilità del medico e ora il senatore Tomassini vuole chiedere la revisione del processo.

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Delinquenti in Parlamento (Una Vera Vergogna Italiana)
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Visco Vinvenzo (Margherita - Centro Sinistra)

Visco Vincenzo

Condannato definitivamente dalla Cassazione nel 2001 per abusivismo edilizio, per via di alcuni ampliamenti illeciti nella sua casa a Pantelleria: 10 giorni di arresto e 20 milioni di ammenda. Piú l’“ordine di riduzione in pristino dei luoghi”. Cioè la demolizione delle opere abusive.

 

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Delinquenti in Parlamento (Una Vera Vergogna Italiana)
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Vito Alfredo (Forza Italia)

Vito Alfredo

Deputato della Repubblica. Eletto in Campania. Noto ai bei tempi della Prima Repubblica come “Mister centomila preferenze” della Democrazia cristiana, ora è parlamentare della Casa delle libertà. Ex impiegato dell’Enel, si buttò in politica, nella Dc, con grande impegno. Si dice che nel suo ufficio elettorale riuscisse a ricevere più di 200 persone al giorno. Il soprannome se lo guadagnò con i risultati elettorali conseguiti nel 1985, 1987 e 1992: fu eletto prima al Consiglio regionale della Campania (con 120 mila voti), poi alla Camera dei deputati (con 160 mila voti) e infine di nuovo al Parlamento (con 104 mila preferenze). Poi arrivò Mani pulite: fu indagato, arrestato e processato per tangenti. La Direzione distrettuale antimafia di Napoli chiese al Parlamento l’autorizzazione a procedere contro di lui anche per concorso esterno in associazione a delinquere di tipo mafioso, sospettando suoi rapporti con la Camorra. Alfredo Vito indossò allora il saio del pentimento: “Torno alla mia famiglia; con la politica ho chiuso”. Scrisse: “Lascio il mio vecchio partito, la Dc, e invito tutti i parlamentari inquisiti a seguire il mio esempio: fatevi da parte, perché solo così si potrà procedere al rinnovamento dei partiti e della classe politica”. Patteggiò una condanna e restituì più di 4 miliardi di lire. Sono stati impiegati per costruire un parco pubblico alla periferia di Napoli, ribattezzato dalla fantasia popolare “Parco Mazzetta“. Ma non ha mantenuto la promessa di stare lontano dalla politica: ha riallacciato i contatti di un tempo, ha riaperto un ufficio a Roma ed è tornato alla carica con la Nuova democrazia cristiana (fondata nel 2000 insieme con Flaminio Piccoli). Nel 2001 è stato accolto a braccia aperte nella Casa delle libertà, che lo ha portato in Parlamento.

“Ovviamente” non sono tutti….

… la lista è in aggiornamento

Fonte : http://whatisthematrix.altervista.org

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8 commenti »

  1. Ciao a tutti colori che amano la giustizia sono zaccagnino Giuseppe il servitore di cristo che mista facendo salvare le strage se non venesiete dimenticato la strage che cristo mia fatto salvare dicembre del duemila e otto le strage del duomo di Milano e i supermercati in frangia che cristo mia fatto salvare e anche il dodici dodici che dissero i miei sono sempre gli stesi destino di Geova coloro che anno fatto tutti le strage loro sono dei mostri loro facevano venire anche tutti gli africani il due di settembre a Catania e lambda

    Commento di Giuseppe zaccagnino — novembre 27, 2014 @ 5:29 pm

    • ALDO FERRARI, E’ INVISCHIATO IN UN’ALTRA TRUFFA MILIARDARIA CON FALSI AGENTI CIA E FUNZIONARI VERI DEL SISDE il nome è OSVALDO PEGORARO di ROMA adesso in pensione forzata e falsa. : uno scontro fra titani. DELLA TRUFFA, PRESIDENTE DELLA ONLUS http://WWW.ANADIMI.IT
      Allora, ALDO, roba vecchia??? AMICO E SOCIO IN AFFARI DI OSVALDO PEGORARO PRESIDENTE DELLA ONLUS http://WWW.ANADIMI.IT TRUFFALDINA CHE RACCOGLIE FONDI CON LO STESSO METODO DI ALDO FERRARI, racconta un po’ cosa hai combinato nel frattempo in TOSCANA OSVALDO PEGORARO hai fatto arrestare SIBIO che eri in affari con te un camion di 300 kg di cocaina, OSVALDO PEGORARO FUNZIONARIO SISDE in ROMA . Il tempo passa, ma TU NON CAMBI!!! Su, racconta. Oltre al commercio di PUTTANE E PEDOFILO, racconta un po’ come hai TRUFFATO E ROVINATO CON LE TUE TRUFFE le persone che dovevi coprire con il tuo servizio al SISDE in ROMA E TUTTE LE OPERE D’ARTE CHE HAI TRAFUGATO CHE TIENI IN CASA come va questo??? Orlando pegoraro ANADAMI
      Allora, FOTTUTA CAROGNA, parlaci delle TRUFFE con la ONLUS http://WWW.ANADIMI.IT TI FAI ESARCIRE OSVALDO PEGORARO SOLDI IN CONTANTI CONSEGNANDO RICEVUTE FALSE RUBANDO AI HANDICAPPATI E INADEMPIENTI E VECCHI CHE SONO SOTTO LA SOPRAVVIVENZA . VERGOGNA ANCORA
      AVVISO: Signore e Signori, questo blog non è per i deboli di spirito e di stomaco. QUI SI TRATTA DI UNA DELLE CAROGNE PIÙ SCHIFOSE CHE L’ITALIA ABBIA MAI VIOLA L’art. 18 della L. 269/98 (c.d. legge sulla pedofilia) , quale ipotesi aggravata, il fatto commesso su minore degli anni 18 GAY, avendo la medesima legge configurato lo sfruttamento ed il favoreggiamento della prostituzione minorile quale fattispecie autonoma di reato [Pedofilia]. OSVALDO PEGORARO PRESIDENTE DELLA ONLUS http://WWW.ANADIMI.IT TRUFFATORE e indagato per ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE. MENTITORE E TRUFFATORE OSVALDO PEGORARO .
      attivo di sfruttamento, induzione e favoreggiamento della prostituzione minorile;
      e in atti sessuali con minorenne, con corrispettivo;
      e reati gravi nei confronti di infrasedicenne;
      APPROFFITANDO DELLA CARICA REGRESSA DI FUNZIONARIO DEL SISDE DEL MINISTRO DELL’INTERNO FAI ARRIVARE IN CAMBIO DI SOLDI IN CONTANTI EXTRACOMUNITARI CLANDESTINI CON COLLEGAMENTO DELLA MAFIA, TEMPI NON LONTANI ANCHE UNA PRINCIPESSA SOMALA CON PASSAPORTO FALSO. Osvaldo Pegoraro ladro conclamato e MENTORE .
      NESSUNO SA’ DOVE VIVE HA SOLO UN PASSAPORTO (FALSO)
      LA SUA EMAIL ANADIMIONLUS@YAHOO.IT
      La mafia parla romano.  Un terremoto politico-giudiziario  destinato a riscrivere gli ultimi anni di vita istituzionale della Capitale. Un’inchiesta che come una bomba si abbatte su una ampia fetta della classe dirigente della città. Trentasette arresti, tra cui l’ex Nar di cui MASSIMO CARMINATI e il suo socio SALVATORE BUZZI , un centinaio di indagati, compreso l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno e sequestri milionari: avviso di garanzia al ex funzionario SISDE OSVALDO PEGORARO MENTORE presidente ONLUS http://WWW.ANADIMI.IT . sono i numeri di una indagine della Procura di Roma che è solo all’inizio, ma che è destinata a segnare per i prossimi mesi la vita politica della Capitale , OSVALDO PEGORARO nella fila della NDRAGHETA e MAFIOSO indagini per CONTRABBANDO DI ARMI e CORRUTTORE ONLUS http://WWW.ANADIMI.IT

      L’indagine, del sostituto procuratore Alberto Galanti di oggi 15 gennaio 2015 , è nata sulla base di alcune denunce, salvo poi ampliarsi e svelare un supposto giro di denaro che supererebbe i 2 milioni di euro truffa di OSVALDO PEGORARO della onlus http://WWW.ANADIMI.IT, infatti Centinaia di quintali di vestiti mai arrivati nelle mani di chi ne aveva bisogno.TRAFFICO ILLECITO DI RIFIUTI Chi avesse altri dettagli informi le autorità competenti affinchè questi mafiosi vengano arrestati con il complice OSVALDO PEGORARO presidente ONLUS http://WWW.ANADAMI.IT TRUFFA.

      Commento di silvio — gennaio 16, 2015 @ 10:39 am

    • La mafia parla romano.  Un terremoto politico-giudiziario  destinato a riscrivere gli ultimi anni di vita istituzionale della Capitale. Un’inchiesta che come una bomba si abbatte su una ampia fetta della classe dirigente della città. Trentasette arresti, tra cui l’ex Nar di cui MASSIMO CARMINATI e il suo socio SALVATORE BUZZI , un centinaio di indagati, compreso l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno e sequestri milionari: avviso di garanzia al ex funzionario SISDE OSVALDO PEGORARO MENTORE presidente ONLUS http://WWW.ANADIMI.IT . sono i numeri di una indagine della Procura di Roma che è solo all’inizio, ma che è destinata a segnare per i prossimi mesi la vita politica della Capitale , OSVALDO PEGORARO nella fila della NDRAGHETA e MAFIOSO indagini per CONTRABBANDO DI ARMI e CORRUTTORE ONLUS http://WWW.ANADIMI.IT

      questa è la politica corrotta, non cambiano mai , paga sempre pantalone.
      se qualcuno capisce il nostro stato d’ animo, aspetto vostre considerazioni

      Commento di giuseppe — gennaio 16, 2015 @ 4:34 pm

  2. cosa c è da commentare lloro ci hanno fregato si sono fatti le leggi e l hanno fatta franca quindi cosa fare ci vuole una vera e propia pulizia ci vuole gente pronta a sacrificarsi meglio un giorno da leone che una vita da coglione ci vogliono i fatti come negli anni 80 !!!!!!!! e finiamola con queste manifestazioni pacifiche non facciamo altro che prenderci per il culo noi stessi hooooooo!!!!! xd . scusate se sono troppo grezzo ma io non sono un laureato la mia scuola e la strada però se decido di fare qualcosa mi piace essere in prima linea a costo della mia vita stessa perciò dico quello che penso .

    Commento di mirabile angelo — gennaio 5, 2012 @ 11:50 pm

  3. il dilagare della delinquenza e disonestà dei parlamenteri è stata regolarizzata e disciplinata dal presidente del consiglio..è chiaro che chi gli sta intorno e lo salva dalle varie vicissitudini giudiziarie fa anche gli sporchi cazzi suoi con la logica che se tu approfitti del potere anche io faccio i cazzi miei…lo stato italiano pertanto è in mano ai faccendieri e disonesti di destra e di sinistra ..oggi c’è un’arrembaggio alle istituzioni sdoganando anche i mafiosi(ricordiamo che dell’utri , fondatore di forza italia oggi al governo, è stato condannato a più di 9 dico nove anni per concorso esterno in associazione mafiosa)…i politici italiani per un buon 90% sono andati in parlamento per accrescere le loro ricchezze e privilegi e questo governo più degli altri gli ha reso facile l’intento,mai come in questa legislatura abbiamo assistito a cambi di bandiere…prima almeno l’opposizione aspettava di andare al governo per cercare di arraffare…adesso invece c’è fretta.. e se poi non vengono rieletti????…allora per affrettare la partecipazione al banchetto cambiano casacca.. immaginate se ciò accadesse nello sport rischieremmo che in una partita di calcio un giocatore gioca il primo tempo con una squadra e il secondo tempo con la squadra avversaria (chiaramente con una offerta di soldi nell’intervallo).
    nel governo però i cambi di casacca vengono motivati, ci sono i così detti ” RESPONSABILI” tanto responsabili e onesti che dopo una consultazione ponderata “HANNO ELETTO IL LORO RAPPRESENTANTE AL GOVERNO” ma guardate chi hanno scelto…… il ministro romano, un personaggio in odor di malaffare,..beh c’è da costatare che in realtà tanto responsabili non sono …oppure come “PURTROPPO” oramai è costume, il mandato di comparizione è uno dei requisiti da cui non si può prescindere per ricoprire incarichi di governo, garantendo di fatto “LA REALE APPARTENENZA ALLA CASTA”.

    con sommo rispetto di questo governo che ci invidia tutto il mondo..reniolauterio

    Commento di reniolauterio — luglio 24, 2011 @ 6:59 am

  4. Il nostro sistema giudiziario è garantista, troppo garantista.
    La nostra democrazia è ostaggio di un riformismo sempre alla ricerca della prova fumante che nella realtà è il passaporto per l’impunità.
    I tempi della giustizia non si conciliano con quelli della politica, questo fa sì che molti politici in odor di reato siedano in Parlamento(oltre a coloro già condannati nei vari stadi di giudizio).
    Codici etici(rispettati)nei partiti,potenziamento degli organici nella magistratura e una rivisitazione dell’articolo 27 della Costituzione possono aiutare lo Stato a preservarsi dalla corruzione ormai diffusa.

    Commento di eleuteriopagano — novembre 27, 2010 @ 11:46 am

  5. Tutto ciò, è quel che negli ambienti sanitari viene tristemente definito METASTASI…..C’è tanta informazione al riguardo, sono svariati i giornalisti che hanno tentato di farci capire chi veramente sono queste persone e molteplici i magistrati che nell’assolvimento del loro dovere continuano,invano, a perseguire penalmente le loro condotte. Tuttavia, purtroppo, l’amara verità è che siamo noi “Popolo-ellettorato passivo” a consentire che costoro, in assenza di una legge ad hoc che glielo impedisca, continuino a stare in parlamento.
    Italiani svegliamoci!

    Commento di eugenio forgione — novembre 4, 2007 @ 12:23 am


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