Angolo del Gigio

aprile 4, 2007

Mafia & appalti – A Trapani. Arrestati mentre si preparavano alle Elezioni di Maggio con gli Amici del Centro-Destra Siciliano….

Mafia - Bartolo PellegrinoManette al leader del movimento politico autonomista “Nuova Sicilia”, Bartolo Pellegrino (già vice presidente della Regione, solo per corruzione), al direttore tributario dell’Agenzia del demanio e a 3 imprenditori. Pellegrino è agli arresti domiciliari perché ha 73 anni.

Le accuse: “affari” illeciti – fra i quali progetti per intere palazzine in aree invece destinate al verde – con il presunto boss Francesco Pace, già in carcere dal 2005

TRAPANI – Il leader del movimento politico autonomista “Nuova Sicilia”, Bartolo Pellegrino, è stato arrestato dalla Squadra mobile di Trapani in un’operazione antimafia che ha coinvolto anche il direttore tributario dell’Agenzia del demanio Francesco Nasca, 61 anni, e gli imprenditori Vincenzo Mannina 46 anni, Michele Martines, 37 anni, e Mario Sucamele, 52 anni, quest’ultimo in passato già indagato per mafia. A Pellegrino, che ha 73 anni, sono stati concessi gli arresti domiciliari in considerazione della sua età avanzata: è accusato solo di corruzione; l’accusa di associazione mafiosa non è stata riconosciuta dal giudice. I provvedimenti restrittivi, che fanno riferimento ai reati di associazione mafiosa, estorsione e corruzione, sono stati firmati dal giudice per le indagini preliminari di Palermo, su richiesta dei sostituti della Direzione distrettuale antimafia Gabriele Pace e Andrea Tarondo. L’indagine della squadra mobile trapanese, denominata «Progetto mafia e appalti Trapani» costituisce uno sviluppo di attività investigative che il 24 novembre del 2005 avevano già portato all’arresto di Francesco Pace, 65 anni, «reggente» di Cosa nostra a Trapani, e di altre 11 persone. A Pace oggi è stato notificato in carcere un nuovo ordine di custodia.

Bartolo Pellegrino, in passato socialista, è stato assessore regionale al Territorio, e anche vicepresidente della Regione e attualmente era impegnato in una serie di accordi politici in vista delle elezioni amministrative di maggio.

Pellegrino è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e di corruzione. Secondo alcune intercettazioni effettuate dalla Mobile, il leader autonomista avrebbe «mantenuto un rapporto stabile con Pace» e sarebbe stato «a disposizione per interventi di tipo amministrativo o politico in favore degli interessi della cosca». Per gli investigatori, «i continui e reiterati rapporti di Pellegrino con il capo-mandamento e con i suoi due uomini di fiducia, hanno permesso all’organizzazione di assicurarsi il controllo di rilevanti attività imprenditoriali nel settore edilizio e urbanistico, programmando la realizzazione di lucrose speculazioni mediante il mutamento della destinazione d’uso da verde agricolo a zona edificabile di ampie aree nel quartiere Villa Rosina di Trapani, modificandone gli indici di edificabilità nel Piano regolatore generale della città».

Nuova Sicilia, Vecchia Mafia...I fatti contestati risalgono ai primi anni del 2000. In particolare, Pellegrino, allora assessore regionale al Territorio e Ambiente, avrebbe accettato una promessa di denaro nella misura di 500 euro per ciascuno dei 600 appartamenti residenziali progettati dalla società «Mediterranea Costruzioni s.r.l.», nell’ambito di un ampio programma edilizio riguardante il quartiere Villa Rosina. Le intercettazioni in merito sarebbero state successivamente confermate da Antonino Birrittella, imprenditori arrestato nel 2005 assieme a Pace, e da altri due imprenditori. Proprio Birrittella avrebbe ricevuto l’incarico da Pace, di procedere con l’intera operazione, anche acquisendo la proprietà di tutti i lotti interessati alla speculazione.

«Tale iter amministrativo, con gli opportuni adattamenti e frazionato in tre distinti piani di lottizzazione, – sottolineano gli investigatori – ha avuto concreta attuazione ed è attualmente in corso di realizzazione». Per un secondo progetto di speculazione edilizia, previsto nella zona di via Virgilio a Trapani, Pellegrino avrebbe dovuto essere invece ricompensato per il proprio interessamento con la cessione di un’intera palazzina di tre piani, da utilizzare per uffici e sede di “Nuova Sicilia”. Ma il progetto non venne poi realizzato per la mancata cessione del relativo terreno da parte del proprietario.

Nel corso delle indagini, la Squadra Mobile ha ulteriormente approfondito la vicenda relativa al tentativo di Cosa Nostra di rientrare in possesso della «Calcestruzzi Ericina srl», confiscata al boss trapanese Vincenzo Virga, arrestato il 21 febbraio 2001. All’attuazione di questo progetto, avrebbe fornito il proprio contributo il direttore tributario dell’Agenzia del Demanio, Francesco Nasca, che secondo gli investigatori si sarebbe adoperato per impedire o rallentare le procedure amministrative previste dalla legge per la gestione e la destinazione dei beni confiscati alle organizzazione mafiose, in particolare avrebbe predisposto, pur non avendone i poteri, una relazione con la quale veniva sottostimato il valore della «Calcestruzzi Ericina», allo scopo di boicottare l’azienda, consentendo a Vincenzo Mannina di proporre l’acquisto della società a un prezzo notevolmente inferiore rispetto al valore reale. Ma l’offerta venne respinta dall’allora prefetto di Trapani, Fulvio Sodano, che anzi aveva contattato i rappresentanti di vari settori imprenditoriali e di Confindustria, per dare slancio alla «Calcestruzzi Ericina srl» incoraggiando gli imprenditori locali ad acquistare il calcestruzzo prodotto dall’azienda confiscata.

4/4/2007 – Fonte : www.lagazzettadelmezzogiorno.it

Nuova Sicilia (Casa delle Libertà)

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Nuova Sicilia è un partito politico regionale siciliano, fondato in gran parte da ex-esponenti del Partito Socialista Italiano e del Partito Siciliano d’Azione che basa la sua lotta politica principalmente sull’attuazione integrale dello statuto siciliano, e sul riscatto economico, sociale, culturale e politico della Sicilia e la tutela delle tradizioni popolari della regione.

Il presidente del partito è Bartolo Pellegrino.

Coalizione Casa delle Libertà

Elezioni politiche del 2001

Alle elezioni politiche del 2001 Nuova Sicilia si alleò alla coalizione di centrodestra, eleggendo un deputato, Nicolò Nicolosi. Nicolosi, però, nel 2005 lasciò il partito per fondarne un altro, Patto per la Sicilia.

Elezioni politiche del 2006

Alle elezioni politiche del 2006 Nuova Sicilia si alleò con la Casa delle Libertà, presentando le sue liste nella sola circoscrizione Sicilia per il Senato. Al contempo, in Sicilia il partito strinse un accordo con il Nuovo Psi: in cambio di un appoggio alle proprie liste al Senato, il partito di Bartolo Pellegrino si impegnò a sostenere i socialisti alla Camera dei deputati.

Al Senato, Nuova Sicilia ottenne l’1,3% dei consensi, e dunque non superò la soglia di sbarramento, non aggiudicandosi alcun seggio.

Alle successive elezioni regionali siciliane, ancora nel 2006, il partito strinse un accordo con il Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo: i due partiti, schierati sotto il simbolo del movimento di Lombardo, portarono all’Assemblea regionale siciliana. L’accordo stipulato prevede la formazione di un unico partito regionalista, un soggetto a tutt’oggi non ancora nato.

Il 4 aprile del 2007 il leader del movimento, Bartolo Pellegrino, venne arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa: secondo l’accusa avrebbe fatto da tramite fra Cosa nostra e la politica, in particolare per agevolare alcuni piani edilizi a Trapani[1].

Fonte : wikipedia.org

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