Angolo del Gigio

marzo 26, 2007

Testimone: «Picchiato il mediatore di Emergency»

Nazisti torturatori e assassini passati e futuri...La notizia è di quelle non confermate e destinate a rimanere tali. Ma uno dei feriti nell’attentato kamikaze contro la polizia che stamane ha causato a Lashkargah, in Afghanistan, quattro morti, ha detto di aver partecipato al pestaggio in carcere del mediatore di Emergency Rahmatullah Hanefi, intervenuto attivamente nella vicenda del giornalista italiano Daniele Mastrogiacomo e ora nelle mani dei servizi segreti di Kabul.

 

A dichiararlo è stato lo stesso ferito, a un infermiere afghano nell’ospedale di Emergency di Lashkargah, dove è stato ricoverato e poi dimesso, secondo quanto raccolto dall’inviato di Peacereporter, il sito di Emergency.

 

«Il giovane, vestito in borghese, ferito lievemente alla testa, prima di venire dimesso dall’ospedale racconta a un infermiere afgano di Emergency di non essere un poliziotto, ma di lavorare come autista per la polizia e i servizi segreti -scrive Peacereporter– Ha 25 anni. Si vanta di aver partecipato, alcuni giorni fa, al pestaggio in carcere di Rahmatullah Hanefi, il dirigente locale di Emergency nelle mani dei servizi afgani dal 20 marzo. Dice che se non lo hanno ancora rilasciato, è solo perché aspettano che svaniscano dal suo volto i segni delle violenze subite». Riferisce ancora Peacereporter: «Il ragazzo ha pensato bene di andarsene, prima che l’infermiere facesse in tempo a riferire la cosa ai responsabili dell’ospedale. Una testimonianza non verificabile, che ha il valore che ha, ma che fa aumentare la rabbia tra i colleghi e gli amici, ogni giorno più in ansia per la sorte di Rahmat».

 

manifestazione a Roma di Emergency, foto ApE un appello è stato lanciato online da Emergency per la liberazione del mediatore Rahmatullah Hanefi e del giornalista e interprete Adjmal Nashkbandi. È sul sito – www.emergency.it – e da ieri ha già raccolto 30.000 adesioni. Oltre alle centinaia di persone che hanno manifestato ieri sera a Roma sotto il Campidoglio -dove è stata piazzata dal sindaco una foto di Nashkbandi – con lo stesso obiettivo sotto le bandiere con la “e” del logo dell’associazione di Gino Strada.

I talebani ieri hanno annunciato di essere pronti a negoziare per il rilascio dell’interprete del giornalista italiano Daniele Mastrogiacomo, il giornalista afghano Adjmal Nashkbandi, rapito con l’inviato di Repubblica tre settimane fa. La conferma che l’interprete sia ancora nelle mani del talebani arriva dall’agenzia di stampa indipendente afghana Pajhwok. Il portavoce del Mullah Dadullah, il più importante comandante delle province meridionali, nelle cui mani è Nashkbandi dal 5 marzo, ha detto che il governo finora non li ha contattati per trattare sulla sua liberazione. Il portavoce ha aggiunto che i talebani «non farebbero mai del male a un loro compagno». E una ulteriore conferma giunge dal cugino di Nashkbandi il quale ha detto all’Ansa che Adjmal ha chiamato la famiglia tre giorni fa e ha confermato al padre di essere nelle mani dei talebani. Il portavoce di Dadullah, Shahabuddin Atal, ha detto che il governo afghano è pronto «a qualsiasi cosa» pur di salvare uno straniero, ma si disinteressa dei suoi cittadini.

Fonte : www.unita.it

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