Angolo del Gigio

marzo 13, 2007

Savoia, Sigarette, Evazione Fiscale “Strane Leggi” e impuniti…

Qualche mese fà, John Henry Woodcock, giudice del Tribunale di Potenza, ha deciso l’arresto, per associazione a delinquere, corruzione e sfruttamento della prostituzione del Principe Vittorio Emanuele Di Savoia, figlio dell’ultimo re d’Italia, recentemente rientrato in patria dopo 57 anni di esilio.

Italia e Tabacchi L’associazione criminale di cui Vittorio Emanuele pare facesse parte avrebbe corrotto i Monopoli di Stato (che oltre al mercato delle sigarette regolano il gioco d’azzardo sul territorio nazionale) versando 20 mila Euro per accelerare l’autorizzazione per alcune slot machines del Casino di Campione D’Italia.

Inoltre al casino incriminato i clienti potevano consolarsi con disponibili ragazze: pare ci fosse una squadretta di 6 o 7 elementi messa a disposizione dall’organizzazione. Cosa che ha fatto salire alle stelle l’attenzione degli Italiani per la piccante vicenda.

Ma in Italia ci sono cose molto piu’ “piccanti”, di cui nessuno parla e nessun giudice se ne occupa: per esempio una “maxi-tangente” del 1998, da 30 miliardi delle vecchie Lire (15 milioni di Euro), offerta da Philip Morris all’ex direttore dei Monopoli, per aggiustare una piccola faccenda di evasione fiscale.

La consegna a Vittorio Emanuele, ai tavolini di un bar all’aperto, della busta con 5 mila Euro, compenso personale per l’interessamento nella vicenda, e’ stata filmata dagli 007 italiani, che si erano appostati nella zona muniti di sofisticati teleobiettivi. Ed e’ stata proposta ripetutamente su tutte le televisioni nazionali.

Forse i “Padri della Patria” sono apparsi in sogno a Woodcock e lo hanno ispirato in questa proficua inchiesta, che e’ stata seguita con attenzione in ogni citta’ e villaggio dell’Italia Repubblicana.

E lo spasso e’ arrivato quando i testi delle piu’ piccanti intercettazioni telefoniche, nelle quali si parlava di tariffe e prestazioni delle disponibili ragazze, hanno illecitamente riempito le pagine di tutti i giornali.

Storie di milioni e di miliardi

Nel 1995 l’allora direttore dei Monopoli di Stato Ernesto Del Gizzo aveva trasmesso al governo la denuncia sul mancato gettito fiscale di Philip Morris in Italia: 60.591 miliardi di Lire (30 miliardi di Euro) in 20 anni, e aveva denunciato un profitto netto annuo per la multinazionale di circa 1.100 miliardi (650 milioni di Euro) derivante dal contrabbando di sigarette, comprensivi della remunerazione dei prodotti ceduti sul mercato illegale.

Ma tutto, a cominciare da una “maxi-tangente” da 30 miliardi delle vecchie Lire (15 milioni di Euro), offerta a Del Gizzo nel 1998 per mettere tutto a tacere, e’ stato incredibilmente dimenticato.

E il fatto piu’ intrigante e’ che oggi Philip Morris gode di un evidente trattamento di favore in Italia grazie al Prezzo Minimo* delle sigarette. Perche’?

Vedi: Top Story N. 45 – Italy: 37,5 Billion Dollars Lost

Il 10 Aprile di quest’anno si e’ mossa l’Unione Europea, che ha avviato una Procedura di Infrazione contro la’Italia, nella quale si afferma: “Il Prezzo Minimo delle sigarette falsa la libera competizione e tutela gli interessi dei produttori e i loro margini di guadagno” …a scapito delle entrate dello stato, ricordiamo noi.

Infatti, se il prezzo attuale delle sigarette fosse stato determinato da una maggior tassazione, le sigarette costerebbero quanto costano oggi, ma lo Stato, in un settore da 14 Miliardi di Euro di entrate fiscali all’anno, incasserebbe circa 1,5 Miliardi in piu’. Non a caso le tangenti, in questo settore, sarebbero decisamente abbondanti.

* Il “Prezzo Minimo”, con il pretesto della tutela della salute pubblica, costringe i produttori delle sigarette vendute a prezzo piu’ competitivo ad alzare il prezzo fino ad un minimo stabilito dallo stato e, in teoria, a guadagnare di piu’.


Nella realta’ i consumatori, con dei prezzi pressochè uniformati, sono portati a scegliere le sigarette piu’ famose e reclamizzate, alle quali non è stato imposto alcun aumento. Così il Prezzo Minimo porta maggiori introiti solo a Big Tobacco, lasciando a bocca asciutta sia la concorrenza che lo stato.

Un produttore che abbassa i prezzi, solo apparentemente favorisce la tendenza a fumare di più, ma in realtà crea la base affinchè lo stato possa aumentare le entrate fiscali aumentando semplicemente le tasse.

La “maxi-tangente” da 15 milioni di Euro

Ecco alcuni brani di una “piccantissima” intervista su evasione fiscale e tangenti, rilasciata dall’ex direttore dei Monopoli di Stato Ernesto Del Gizzo al quotidiano La Padania nel 2000. L’intervista apre uno spiraglio sui retroscena del business di Big Tobacco:

–Dottor Del Gizzo, il procuratore capo della Procura di Napoli, Cordova, aveva chiesto nel 1995 il rinvio a giudizio, per contrabbando ed evasione, dei vertici della Philip Morris.
«Proprio così. Poi però la quarta sezione del tribunale di Napoli decise di dichiarare la propria incompetenza sulla questione. La patata bollente è passata quindi a Milano, sono due anni che l’inchiesta è ferma».

–Ha ricevuto pressioni dopo quella sua clamorosa denuncia?
«Poco prima che iniziasse l’udienza dibattimentale a Napoli, hanno tentato di corrompermi. Volevano che durante la prima udienza, il 16 febbraio 1998, dichiarassi di essermi sbagliato. Mi offrirono 30 miliardi (15 milioni di Euro) e mi promisero il reintegro nel mio ruolo di direttore generale dei Monopoli».

–Lei era stato in effetti sospeso da Visco (Ministro delle Finanze del Governo di Romano Prodi).
«Già, ma nel luglio 1997 avevo vinto il ricorso che aveva annullato la sospensione. Inspiegabilmente, nonostante l’efficacia esecutiva immediata della sentenza, non sono stato reintegrato».

–Chi operò questo tentativo di corruzione?
«Si presentarono come emissari della Philp Morris. Non sono in grado di dire se questo sia vero, non spetta a me stabilirlo».

–Fu l’unico tentativo di convincerla a modificare la sua posizione?
«Il ministro Fantozzi (Ministro delle Finanze del governo Berlusconi) mi spiegò che se avessi continuato, l’avrei passata male. Poi il suo successore, Visco, mi offrì la nomina al Consiglio di Stato se avessi modificato il mio atteggiamento». «Philip Morris era interessata all’occupazione del mercato italiano. Lo stava occupando da anni, imponendo la sua politica dei prezzi, la sua politica commerciale, la limitazione della concorrenza delle altre marche, la pubblicità che faceva e noi dovevamo sopportare, la diversità dei prezzi sul mercato, dei costi di produzione e di tassazione rispetto ai criteri standard, l’esonero dal pagamento di imposte. Io mi sono opposto, ho proposto misure di contenimento della Philip Morris, ma il ministro non ne ha voluto sapere. Ci saranno state ragioni politiche, non discuto… Non ho elementi per pensare il contrario».

–Poi è stato rimosso dall’incarico…
«Sono stato rimosso dall’incarico il 28 febbraio 1997. Il Consiglio dei ministri ha adottato la decisione alle 12, alle 16 Scalfaro, (allora Presidente della Repubblica), aveva già firmato il decreto, la sera il tutto era registrato alla Corte dei Conti».

–Dopo la sentenza del Tar a lei favorevole, cosa ha fatto?
«Ho chiesto il reintegro. Il ministro non mi ha risposto. Io l’ho denunciato per omissione di atti d’ufficio, la vicenda è ora davanti al Tribunale dei ministri, ma non ho avuto comunicazioni. Nel frattempo Visco ha fatto ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar*. Il Consiglio di Stato non ha avuto il coraggio di esprimersi, e si è appellato alla Corte Costituzionale, che a sua volta, il 5 luglio ha ripassato la palla al Consiglio. La cosa è ferma lì».

*T.A.R.: Tribunale Amministrativo Regionale – Giudica sui ricorsi nei confronti di atti amministrativi, fatti da privati che si ritengono lesi in un proprio interesse legittimo.

–In molti non hanno fatto il loro dovere?
«Non lo so. Se alcuni non hanno fatto il loro dovere, non è detto che debbano essere per forza corrotti. Ricordo un direttore centrale che diceva alla mia segretaria: “Ma davvero Del Gizzo pensa di poter combattere la Philip Morris?”. Mi ha detto la stessa cosa anche un magistrato, al Tribunale dei ministri. Io gli ho risposto: quando lei persegue un crimine, si preoccupa di sapere se a commetterlo sia stato Davide oppure Golia?».

–Cosa si aspetta ora da questa vicenda?
«Niente. Aspetto. Sono passati quattro anni, mi hanno fatto dare una pensione bassa, non ho avuto alcun incarico. All’ultimo fesso di direttore generale danno compiti da 4-500 milioni all’anno, a me niente. Mi è stata negata la possibilità di poter essere ricevuto dal Capo di quello Stato che ho servito per 25 anni come direttore generale e 15 anni come consigliere finanziario alla Comunità europea. Sono stato collocato a riposo. Se fossi andato al Consiglio di Stato, dove mi volevano i contrabbandieri, sarei rimasto in servizio fino a 72 anni. Ho 69 anni, il tempo passa. E poi bisogna ricordarsi di una cosa».

–Ovvero?
«Ogni anno che passa va in prescrizione un anno di evasione tributi. Ancora un po’ che si aspetta…».

I “mastini irriducibili”

A prima vista John Henry Woodcock, giudice del Tribunale di Potenza (e’ stato definito “Il terremoto di Potenza”), padre inglese e madre napoletana, considerato negli ambienti giudiziari un “mastino irriducibile”, sembrerebbe proprio il tipo adatto per far fronte a Big Tobacco e al suo esercito di lecca-culo.

Vittorio Emanuele Woodcock e’ titolare di tante clamorose inchieste, oltre a quella che ha portato all’arresto del principe Vittorio Emanuele di Savoia. In una precedente inchiesta aveva coinvolto Simeone II di Sassonia Coburgo Gotha, cugino e coetaneo di Vittorio Emanuele, ex premier della Bulgaria.

La sua inchiesta “tangenti del petrolio“, del maggio dell’anno scorso, aveva coinvolto politici di primo piano. Ma più eclatante e’ l’inchiesta, nota come «Vip-gate», che nel dicembre del 2003 portò all’iscrizione nel registro degli indagati di 78 persone tra cui numerosi politici, due ministri, personaggi dello spettacolo e del giornalismo, funzionari di Ministeri, Comuni, enti pubblici.

Più recente, del 2004, è invece un’altra clamorosa inchiesta, chiamata “Iene 2”, sui legami tra criminalità, politica e affari nella gestione di appalti. Un ulteriore terremoto politico, con 52 arresti.

In passato Woodcock voleva mettere in guardina, tra gli altri, il cantante Tony Renis, vincitore di un Festival di Sanremo, e il general manager della squadra corse della Renault, Flavio Briatore, ex fidanzato della top model Naomi Campbell.

E alcuni anni fa aveva pubblicamente contestato la decisione del Giudice delle Indagini Preliminari (GIP) di negare dei provvedimenti restrittivi da lui richiesti, e presentato ricorso al Tribunale del Riesame.

Evidentemente il “terremoto di Potenza” e’ un giudice che non molla la presa, uno che non guarda in faccia proprio nessuno, come ce ne sono tanti in Italia. Tutti decisi, determinati, impavidi, soggetti solo alla legge…

Special PriceVittorio Emanuele si, Philip Morris no

Mentre Woodcock indagava i Monopoli di Stato appena corrotti da Vittorio Emanuele con 20 mila Euro, e mentre gli 007 filmavano la consegna del “malloppo” di 5 mila Euro al figlio dell’ex Re d’Italia, nessuno si sarebbe domandato quante piccantissime “bustarelle”, di quanti milioni di Euro l’una, Philip Morris potrebbe aver versato e a chi.

Perche’ il povero e ingenuo principe si, e Philip Morris no per appassionare l’Italia? Non risulta che la legge italiana preveda trattamenti speciali per il “boss” Big Tobacco, che ha messo il “pizzo” su ogni pacchetto di sigarette.

Noi ci aspettavamo che qualcuno ne approfittasse, partendo dai Monopoli di Stato, per rivoltare come un calzino il mercato dei tabacchi lavorati in Italia (un business da 14 miliardi di Euro all’anno di entrate fiscali) ormai ridotto riserva di caccia di Philip Morris.

Fonte : www.yesmoke.eu

Per chi volesse saperne di più di questa ennesima legge vergogna del Gov. Berlusconi : QUI : 

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1 commento »

  1. Sono cose che ti fanno rimanere male,che non sono certo un esempio.Pare però che il sistema gratifichi queste persone.Io che non ho fatto niente e pur lavorando in banca ho preso quattro avvisi di garanzia,lo so bene!(diario di un esattore)bolognese.Grazie

    Commento di pociachi — aprile 2, 2007 @ 3:50 pm


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