Angolo del Gigio

marzo 5, 2007

E chi osava dire che era un termine impossibile passava pure per somaro…

Digitale Terrestre - Quell’asino di Berlusconi!L’operazione è riuscita, il paziente però non è fuori pericolo. Il “caso Cagliari”, dove nella notte tra il 28 febbraio e il 1 marzo è stato spento, per la prima volta in Italia, il segnale analogico di due tv nazionali – Rai 2 e Rete4 – subito convertito in digitale, è stata un esperimento faticoso ma utile a definire le prossime tappe della transizione al digitale.

Prima considerazione: grazie agli sforzi congiunti del Ministero delle Comunicazioni, degli Enti Locali, degli operatori televisivi e delle Poste si è riusciti ad arrivare al primo switch off parziale con una diffusione dei ricevitori vicina al 90% delle famiglie presenti nella zona interessata, quella di Cagliari e 120 comuni della Sardegna meridionale. Il Ministero ha sbloccato contributi per due milioni e 450 mila euro, pari a 70 euro per 35mila decoder, oltre a finanziare con un milione e 100mila euro le attività di Poste Italiane, che hanno gestito di due call center. Con altri due milioni il Ministero ha contribuito al lancio di servizi interattivi di pubblica utilità insieme al consorzio Sardegna Digitale, che vi ha investito altri 500mila euro.

Ad aprile, in base a quanto accadrà a marzo, si decideranno le prossime tappe. Quando, cioè, spegnere in analogico tutte le tv a Cagliari e quando anticipare la conversione al digitale di Rai2 e Rete 4 in tutta la Sardegna. Il traguardo finale è stato già fissato: al primo marzo 2008 l’intera regione Sardegna dovrà avere solo la tv digitale.

Due sono le questioni aperte che riguardano il Paese e il mercato e non solo i cittadini interessati. Questi ultimi saranno comunque decisivi per la risposta al primo quesito. Quale sarà l’effetto dell’operazione sui consumi televisivi? Attraverso il decoder digitale terrestre si possono vedere a Cagliari tutte le tv nazionali. In analogico, con il telecomando del televisore, ne mancano due ma ci sono le tv locali, a parte Videolina, unica locale presente anche in digitale. La maggioranza degli utenti preferirà fare zapping con il decoder digitale o passerà, ad esempio, da Canale 5 in analogico a Rai2 in digitale? Auditel darà il primo responso.

Se il consumo si sposterà massicciamente nel digitale, le tv locali hanno davanti un grande problema. Non hanno le frequenze, infatti, per trasmettere sia in analogico sia in digitale, in attesa del marzo 2008. Se anticipano lo spegnimento in digitale rischiano di perdere l’avviamento in analogico. In caso contrario, rischiano di perdere tutta la (“nuova”) audience digitale. È un effetto della concentrazione delle frequenze e della loro mancata pianificazione e assegnazione, ben poco contrastata dalle tv locali.

L’altra questione, del resto, riguarda il cosiddetto “dividendo digitale. Le fanfare, ai convegni degli anni scorsi, suonavano così: Voi detrattori del digitale terrestre (in genere si guardava l’autore di questa analisi, ndr) non capite che finirà l’era della scarsità delle risorse. Dove si trasmette un’emittente analogica se ne trasmetteranno cinque-sei in digitale.

Vi saranno frequenze a disposizione per nuovi soggetti e nuovi servizi: il dividendo digitale sarà un servizio reso al Paese.

Per ora, a Cagliari e dintorni, non vi è stato alcun dividendo. Mediaset ha scelto di convertire le frequenze da cui trasmetteva Rete4 in analogico, una con Rete4 in Alta Definizione e l’altra con Rete 4 in definizione normale. È quella che i tecnici chiamano “conversione 1 a 1” tra i due standard: ciascuno trasmette in digitale dai propri impianti analogici, senza liberare risorse. Se tale conversione si riproporrà nell’intera Isola, si riprodurranno sia la concentrazione sia l’impossibilità di pianificare e ottimizzare la gestione dello spettro radiotelevisivo, al di là del 40% che i gestori delle reti digitali dovranno riservare a editori indipendenti.

Il tutto mentre Sky, Mediaset e Telecom Italia usano tra standard di criptaggio diversi, mentre i decoder satellitari e quelli terrestri restano incompatibili, mentre i cittadini di Cagliari e zone interessate che hanno il digitale satellitare, se hanno la smart card di Sky vedono tutta Rai2 ma non quei programmi di Rete4 che Mediaset cripta in Seca. Chi ha il satellite free, senza la card di Sky, – in Italia sono 1 milione e 800mila su sette milioni di famiglie con parabola – non vede i programmi di Rai2, criptati in Nds.

Il Maiale e il Digitale TerrestreE pensare che, con tutti questi problemi, c’era chi voleva far passare l’intera Italia al digitale il 31 dicembre 2006. E chi osava dire che era un termine impossibile passava pure per somaro…

 

Fonte : ilSole24ore.com

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