Angolo del Gigio

marzo 4, 2007

Correva l’anno 2004: il caso Chiara Moroni.

Chiara Moroni, chi è e perchè (o per come) sta in Parlamento con Berlusconi (non Paolo quello della Discarica, l’altro)Chiara Moroni, o lo scandalo

di Marco Ottanelli

Mentre si discuteva dell’Alitalia, alla Camera è scoppiata una gazzarra apparentemente tutta interna al centro-destra, nello specifico tra la Lega e il Nuovo (vecchio) Partito Socialista. A dire il vero, la miccia è stata accesa da un intervento di Intini, dello SDI, l’altro Vecchio_Nuovo Partito Socialista, accomunato con i confratelli ogni volta che c’è da difendere la storia craxiana. Come si sa, parte dello scandalo è stato per le parole rivolte nei confronti di Chiara Moroni. Esse sono state giudicate offensive e tutte le forze politiche le hanno espresso la loro solidarietà. Ma noi crediamo che sia il caso di esaminare la discussione del 31 luglio, e di fare delle osservazioni laddove necessario.

Il tema, come accennato, è la legge sul prestito-ponte alla compagnia di bandiera. La Lega è contraria, pur essendo il decreto voluto dal governo. A questo punto, parla Ugo Intini dello SDI, che spara senza riserve sulla gestione leghista della vicenda. Ecco parte delle sue parole: “la Lega vuole affossare Alitalia, vuole lasciarla fallire … la Lega è passata alle lottizzazioni in questi anni in modo più spregiudicato di quanto abbia fatto la prima Repubblica. La Lega ha preteso la presidenza di Alitalia, ha voluto che Alitalia fosse cosa propria, ha imposto ad Alitalia un presidente leghista, cioè il dottor Bonomi. Cosa ha fatto Bonomi? Perché non è intervenuto per cancellare le mostruose inefficienze che oggi la Lega denuncia? Perché, se non è riuscito ad intervenire, non si è dimesso? Non ha fatto né l’una né l’altra cosa. La Lega, dunque, ha gestito Alitalia con una logica di potere e adesso denuncia le inefficienze che non ha contrastato.”

Il colpo è duro, e, a nome della Lega, replica l’on. Ugo Parolo, che afferma: “Signor Presidente, mi corre l’obbligo di rispondere al ributtante intervento del collega Intini. Ho ascoltato una filippica che non finiva più, una chiamata in causa della Lega, ma vorrei chiedere all’onorevole Intini, che interviene sempre con tanta enfasi contro la Lega: dov’era lei qualche anno fa? Non era forse uno dei massimi dirigenti di un partito che usava proprio la compagnia di bandiera, come se gli aerei fossero dei charter, per portare in giro nani e ballerine in tutto il mondo, magari con la scusa della cooperazione internazionale?

Lei, caro Intini, non era forse un massimo dirigente di quel partito che aveva creato la «Milano da bere», dove le opere pubbliche per scelta politica costavano il cento per cento in più rispetto al loro costo reale!”

Milano da bere, dove le opere Pubbliche costavano almeno il doppio tra tangenti e bustarelle!!

A questo punto, ecco che la onorevole Chiara Moroni, pur non essendo nello stesso partito di Intini, ma nella stessa famiglia politica sì, decide di dire la sua, e la dice senza risparmio di retorica: “Signor Presidente, intervengo per ricordare all’onorevole e amico Parolo che quel partito socialista che oggi lui dileggia e oltraggia ha contribuito a fare grande questo paese e a diffondere nel mondo ideologie di libertà, di solidarietà, di uguaglianza e di fratellanza. Quando la Lega sventolava in quest’aula i cappi, oltraggiando il luogo e le istituzioni, c’era gente che moriva per sostenere la propria innocenza e per tenere alta la bandiera delle proprie idee e del socialismo!” A questa – per noi molto storicamente discutibile- affermazione, scatta l’applauso, come riportano le cronache parlamentari, di coloro che evidentemente approvano e condividono: PSI, SDI, Forza Italia e DS (!).

Dario Galli (Lega Nord)I leghisti non mollano: riparte alla carica Dario Galli, che afferma lapidario, riferito a Chiara Moroni e al fatto che sia stata eletta sull’onda emotiva del suicidio del padre Sergio, deputato socialista indagato per tangenti: “Ci sono persone giovani che sono qui, non si capisce per quali meriti, che evidentemente hanno la memoria abbastanza corta…” a queste parole, “la sinistra” reagisce, protesta addirittura con veemenza Marco Boato, che viene ripreso da Casini.

Ma Galli imperterrito: “Ricordo che nel periodo aureo, ricordato dalla collega, il debito pubblico è passato dal 75 per cento al 120 per cento.

Ancora oggi i contribuenti padani stanno pagando l’IRPEF superiore al 20 per cento della media europea, oltre a tutte le tasse doppie rispetto alla stessa media europea per coprire il debito pubblico che gli scienziati della politica e della cultura statale hanno creato in quegli anni.”

Ricordare l’immenso buco e le ruberie degli anni ’80, però, sembra essere un tabù universalmente distribuito. Tutti rumoreggiano, tutti protestano, qualcuno definisce il dibattito “lunare”, Intini cerca di replicare… infine, interviene Giachetti della Margherita, che, invocando il regolamento della Camera, chiede giustizia per la giovane collega infamata dai leghisti cattivi: “esiste una parte dell’articolo 59 che afferma che, se un deputato pronunzia parole sconvenienti, oppure turba col suo contegno la libertà della discussione o l’ordine della seduta, il Presidente lo richiama nominandolo…le parole rivolte, non nei confronti miei o di un deputato dell’opposizione, ma di uno di noi, qualunque egli sia, come quelle pronunciate dall’onorevole Dario Galli, a mio avviso sarebbero state degne di un richiamo”.

Apriticielo! tutto degenera: Galli e i padani gridano, il capogruppo Cè definisce Giachetti “pezzo di m…”…Casini cerca di calmare le acque, e ricorda che ci son stati scambi ben più forti, in passato …Ma no: quasi tutta l’aula è in piedi e grida giustizia: non è tollerabile che si sia alluso ai motivi della elezione di Chiara Moroni, non è “evidentemente” tollerabile che si ricordino le cifre della gestione craxiana della cosa pubblica. Dai banchi della Lega, con maschia virulenza, si passa ai fatti: Camparini si getta su Ghiachetti, incontra l’altro margherito Lusetti e lo colpisce allo stomaco. Urla, grida, espulsione di Camparini, e la seduta viene sospesa. Sono le 11.50. Una vergogna.

Dieci minuti dopo, la seduta riprende. E’ tutto un susseguirsi di solidarietà e di scuse a Chiara Moroni, colpita nell’onore. Esprimono la loro partecipazione commossa Casini stesso, Castagnetti, Elio Vito, in parte Violante; poi riparte il consueto tiro incrociato di accuse e insulti reciproci tra destra, sinistra, e lega. Ma, al termine della serata, Rifondazione Comunista conclude con quella che poi sarà la condotta informativa dei telegiornali della sera, cioè che la Lega ha calunniato la Moroni e ha aggredito tutti quanti; parla Giovanni Russo Spena: “Signor Presidente, desidero soltanto aggiungere che esprimiamo la nostra solidarietà alla collega Moroni. Abbiamo sentito pronunciare parole persino volgari! Il punto è che è stata aggredita una parlamentare, una donna, una figlia! Scandalizza che sia stata aggredita una figlia! Le è stato detto, più o meno: «Lo sappiamo perché sei qui in Parlamento!». È gravissimo! Non indignarsi di fronte a simili comportamenti nei confronti di una donna, di una figlia, è gravissimo (Applausi dei deputati dei gruppi di Rifondazione comunista, dei Democratici di sinistra-L’Ulivo, della Margherita, DL-L’Ulivo, Misto-Comunisti italiani, Misto-socialisti democratici italiani)” E qua è necessaria una breve ricostruzione storica.

La prima cosa che ha scatenato l’ira dei deputati, è stata la citazione del malgoverno stile prima repubblica, in relazione, specialmente, alle ruberie.

Diamo alcune cifre:

Deficit dello Stato: nel 1980. il deficit pubblico era circa l’85% sul PIL; nell’1981-82, era schizzato al 100%; nel 1984, era già al 110% ; nel 1985 raggiunse il record del 125% (una cifra impressionante), per poi ridiscendere un po’ negli anni seguenti. Ma nel 1988, ricominciò a salire, fino al 109% circa del 1991-92. Ed eccoci a Mani Pulite. La curva del debito comincia a calare, e il debito arriva al 65% (cioè, dimezzato rispetto a nove anni prima) nel 1994. Poi, il Berlusconi 1.

Furti e ruberie: quanto è stato sottratto dalla corruzione alla Paese? La cifra totale, probabilmente, non la sapremo mai. Ma possiamo dare dei parziali oltremodo interessanti. Nel periodo esaminato dalla sola inchiesta Mani Pulite, si parla di 10/15 mila miliardi di lire incassati illegalmente a vario titolo. All’anno. Solo considerando il periodo 1984-1994, avremmo dunque un bottino di 100-150 mila miliardi. Cifre da capogiro. Entriamo nel dettaglio:

– le tangenti per la metropolitana milanese ammontarono a 50 miliardi;
– quelle dell’Atm, 33 miliardi
– quelle per la metropolitana di Roma a 300 miliardi!
– I fondi neri Eni scoperti erano circa 600 miliardi di lire
– Quelli Montedison, non meno di 400 miliardi
– La discarica di Cerro Maggiore era costata 200 miliardi di lire in tangenti. Paolo Berlusconi ne ha restituiti (quindi, confessando)

(fonte: Mani Pulite, la vera storia. Barbacetto, Gomez, Travaglio)

Utopia

Potremmo continuare a lungo, ma, tra i mille reati, troviamo quello di finanziamento illecito ai partiti, e troviamo, quindi, il socialista Sergio Moroni. Il padre di Chiara.

La seconda cosa che ha scandalizzato i nostri parlamentari, e ha addirittura meritato un intervento di Berlusconi, è l’allusione che l’unico motivo per cui la parlamentare socialista sia stata eletta è la tragica fine del padre. Tale allusione di Galli è stata ritenuta inaccettabile, lesiva della dignità della deputata, volgare, greve, calunniosa e ingiuriosa.

Solo che, proprio lei, proprio la ingiuriata, la calunniata, la offesa e vilipesa Chiara Moroni, non ebbe dubbi, e, in una intervista piena di odio e veleno verso la inchiesta milanese e i giudici che la condussero, ebbe a dire:

“Io sto in parlamento perché mio padre si è suicidato. È un fatto indubbio, che non ho mai misconosciuto”

Era il 17 gennaio 2003, ed il giornale che raccolse tali parole era nientemeno che la Padania! Ah, beffardo destino! L’onorevole Russo Spena, Castagnetti, Casini, tutti quanti smentiti dalla stessa Chiara, sul quotidiano del nemico comune. (VEDI ARTICOLO)

La terza colpa addossata alla Lega, non esplicitamente ma fra le righe, è quella di aver offeso la memoria appunto di Sergio Moroni, che la figlia ricorda essere persona “che moriva per sostenere la propria innocenza e per tenere alta la bandiera del socialismo”.

La sua drammatica morte, però, il 2 settembre 1992, è accompagnata da una lettera di ammissione che il parlamentare lasciò al Presidente della Camera Napolitano.

Questo lo Sporcaccione!! In essa, una dignitosa e rigorosa spiegazione del suo gesto, oltre a rigettare il termine “ladro” e ad affermare con forza di avere “la serena coscienza di non aver mai personalmente approfittato di una lira”, l’esponente socialista milanese dichiarava che “un grande velo di ipocrisia (condivisa da tutti) ha coperto per lunghi anni i modi di vita dei partiti e i loro sistemi di finanziamento….

C’è una cultura tutta italiana nel definire regole e leggi che si sa non potranno essere rispettate, muovendo dalla tacita intesa che insieme si definiranno solidarietà nel costruire le procedure e i comportamenti che violano queste regole…. ho commesso un errore accettando il “sistema”, ritenendo che ricevere contributi e sostegni per il Partito si giustificasse in un contesto dove questo era prassi comune”

Insomma, aveva percepito tangenti non per sé, ma per il partito, visto che così fan tutte.

Nel terribile momento della sua decisione di morire, Moroni non aveva però avuto modo di considerare quanto devastate, in un sistema democratico, sia il finanziamento illegale di un partito.

Quanto forte fosse l’impatto sulla moralità e la funzionalità stessa della politica, e come l’esistenza di introiti illegali obbligasse a trattative illegali, appalti illegali, gestioni illegali, fiscalità illegali, obbligasse infine a comportamenti costantemente illegali da parte proprio dei legislatori, escludendo, di fatto, gli onesti, i puliti, i retti, sia per impossibilità di inserimento, sia per, diciamo così, concorrenza sleale.

Sergio Moroni Sergio Moroni, e poi dopo di lui, persino il presidente del Consiglio in carica, hanno sempre tentato di attribuire al reato di finanziamento illecito ai partiti un significato di venialità e quasi simpatia.

Questo la dice lunga sulla inadeguatezza etica e sulla meschinità personale dei rappresentanti della nostra classe dirigente, incapace di condannare una politica drogata e falsata anche nei suoi risultati finali da fiumi di denari sporchi, e sempre pronta ad autoassolversi senza nessuna esitazione.

E per lavacro, l’elezione di un’orfana è inteso essere sufficiente.

Fonte : www.democrazialegalita.it

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1 commento »

  1. CHIARA CHIARA
    Ma che carina è la moroni
    che si mostra in lucciconi
    che è felice negli abbracci
    che è maestra degli allacci
    che dà sfogo alle passioni
    che si scioglie nei bacioni
    verso il Fini e gli scudieri
    bei fascisti e proprio neri
    che in passato pure craxi
    assaltarono nel taxi
    che applaudirono l’esilio
    e hammamet il domicilio
    or lei punta su un cavallo
    che al tradire fece il callo
    ma assicura miglior sorte
    per dischiudere le porte
    or lei punta e lo riafferma
    candidarsi in riconferma
    ma soltanto in parlamento
    questo cogli nel lamento
    e si arrangi il berlusconi
    or le sta sopra i maroni
    lo vedremo alle elezioni
    se soddisfa le ambizioni
    aguriamo in bocca al lupo
    e che il futuro le sia cupo
    per gli incarichi e il partito
    perché chiaro è l’appetito
    alcambi

    Commento di alcamb — agosto 6, 2010 @ 10:11 am


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