Angolo del Gigio

febbraio 23, 2007

Depositati al processo “Talpe” i verbali delle intercettazioni con i commenti dei padrini su Miccichè, Cammarata, Lombardo

Le mosse politiche di Cosa nostra
Alessandra Ziniti

Hai la faccia come il Culo, Mr. UDC La microspia capta il capomafia:
“Ho incontrato più volte Cuffaro”

Il presidente avrebbe fatto nominare nel consiglio di amministrazione del Cerisdi il nipote del costruttore accusato di legami con le cosche

Bonura e Rotolo preparavano i loro candidati alle elezioni e parlavano dei referenti più alti.

Il governatore smentisce: “Quello lì? Mai visto”

Pronto, Totò sei tù? Il boss del triumvirato delegato ai rapporti con la buona società e con la politica, Franco Bonura, di politica parlava a lungo nel 2005 con Nino Rotolo nel box filmato e intercettato dalla polizia. I verbali sono stati depositati ieri al processo “Talpe” e riportano le parole del capomafia («Con Cuffaro ci siamo incontrati, siamo stati vicini, lui è venuto diverse volte a trovarmi»). Incontri che il governatore smentisce sdegnosamente.

Preparavano i loro candidati alle elezioni comunali e regionali, i boss di Cosa nostra, e parlavano dei loro referenti. E il nome di Salvatore Cuffaro viene fatto più volte, rendendo sempre più difficile la posizione giudiziaria del presidente della Regione. Bonura ricorda conversazioni di anni fa, quando il costruttore era in piena tempesta giudiziaria e pensava di lasciare Palermo. «Mi diceva: “Non ti preoccupare”, così parlando di cose, i problemi nostri. Minchia, gli ho detto, io appena mi sistemo queste cose me ne vado. “Ma perché te ne devi andare? – mi diceva lui – ora che le cose si stanno sistemando”… e poi a lui il culo glielo hanno stretto», commenta Bonura con evidente riferimento ai provvedimenti giudiziari a carico del presidente. Concludendo, quasi con stupore per il mancato arresto del presidente: «Io non lo so com´è combinato, io per questo ho paura… lui può stare fuori, ma se fossi io…».

Totò Cuffaro (un uomo mucio lindo)Erano ansiosi per la successione a Piero Grasso a capo della Procura di Palermo, i boss del triumvirato di Cosa nostra che dettava legge a Palermo, Bonura, Rotolo e Cinà. Cercavano nuovi contatti in Forza Italia e Udc, ma dei politici palermitani non avevano certo un gran concetto.

 

«Miccichè è un cornuto – diceva Bonura a Rotolo – ma vedi che Totò Cuffaro è più cornuto degli altri». «È più cornuto ma è sempre meglio degli altri», rispondeva Rotolo.

 

Avevano due candidati da piazzare, tra comunali e regionali, i boss di Cosa nostra, Marcello Parisi e Francesco Cerami. E per loro guardavano con interesse a un posto nelle file dell´Udc o in quelle di Forza Italia. Per questo cercavano un contatto con l´allora vice ministro dell´Economia Gianfranco Miccichè, oggi presidente dell´Ars.

Quelli di Forza Italia, però, a Nino Rotolo non è che piacciano poi tanto.

Diego Cammarata (quando non sbocca l’anima imbottito di cocaina) Racconta quello che gli hanno detto: «Cammarata, Miccichè, Fallica sono “fanghi”, sono proprio gentaglia, sono tutti cocainomani…

Cammarata, avantieri, alla “Cuba”, ubriaco che vomita sopra il tavolo. Ma che cos´è questa “Cuba”?», chiede Rotolo a Marcello Parisi. «È un locale che c´è qua, a piazza…», gli risponde l´aspirante candidato.

 

E il boss continua ancora, esprimendo tutta la sua indignazione: «Ho detto: minchia, il primo cittadino, il primo cittadino? È una cosa, sono una cosa schifosa. Ma la gente ha le tasche piene. Poi si sono fatti i fatti loro, non hanno pensato per nessuno, pensano per loro soli».

Il mondo della politica palermitana e siciliana visto dai boss di Cosa nostra.

Dalle intercettazioni esce uno spaccato impressionante che rivela contatti ripetuti dei capimafia con il presidente della Provincia Francesco Musotto, «diretto interlocutore di Bonura», scrivono gli inquirenti. A lui Bonura si sarebbe rivolto per un problema di lavoro della nipote di un boss, impiegata della Gesap, società per la gestione dei servizi aeroportuali di cui la Provincia è socio di maggioranza. Il presidente avrebbe fatto nominare nel consiglio di amministrazione del Cerisdi Francesco Paolo Cerami, nipote di Bonura.

Tutti Assolti, nel nome del Padre...Rapporti anche con il deputato regionale dell´Udc Salvatore Cintola e con quello di Forza Italia Francesco Cascio, con Alberto Campagna, assessore al Personale di Forza Italia al Comune di Palermo.

Chiedono favori, candidature, contatti con esponenti dei due partiti, ma poi passano anche interi pomeriggi ad analizzare la situazione politica regionale e cittadina per capire che aria tira e da che parte conviene buttarsi.

Forza Italia o Udc? Ecco uno dei quesiti.

Rotolo e Bonura parlano dei loro candidati. Rotolo: «Io sono per farli traghettare all´Udc. Perché? Perché, secondo me, qualsiasi governo ci sarà, o che Forza Italia le perde o le vince, in Sicilia l´Udc, la Sicilia sarà governata dall´Udc». A Bonura non sfugge invece il ruolo che va ad assumere il Movimento per l´autonomia di Raffaele Lombardo: «Lombardo è quello che avrà nelle mani, assieme con l´Udc che sono d´accordo, il 30-35 per cento dell´elettorato. E sai che cosa significa questo? Significa che se arrivano a fare le elezioni come le vuole Totò Cuffaro, arrivato a un certo punto, avendo lui il 35 per cento nelle mani alle regionali, nel momento in cui si devono fare le nazionali, deterranno il 35 per cento dei collegi in Sicilia. Perciò quel cornuto di Miccichè dice: “No, le devono fare contemporaneamente”, perché… forte di quello che era il suo successo di allora può mettere le mani in questa situazione».

 

Fonte : espresso.repubblica.it

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6 commenti »

  1. “Francesco Musotto, «diretto interlocutore di Bonura»” impossibile, una perla d’uomo è.

    Commento di sissi — gennaio 9, 2008 @ 7:40 pm

  2. Prodi devi tener duro, questo governo non deve cadere, tra i due mali scegliamo il minore, Berlusca , Dell’Utri, Cuffaro e company devono essere isolati, messi nell’angolo, almeno si riducono i danni che potrebbero continuare a fare questi loschi individui dal passato discutibile .

    Commento di maria — dicembre 23, 2007 @ 9:16 am

  3. Ho letto l’articolo sul Giornale di Sicilia del 22.11. a
    firma Salvo Ricco in merito all’annullamento del bando per la
    ristorazione in aeroporto a Palermo.
    Trovo giusto che la gara sia stata annullata,
    in modo da dare la possibilità ad aziende del territorio e
    non soltanto a multinazionali di avere uno spazio in questa
    importante vetrina.
    Credo che aziende come “Spinnato”, “Costa”, “La Cubana” “Alba”
    “Massaro” solo per citarne qualcuna siano perfettamente in
    grado di gestire un bar od un self service in aeroporto.
    Evitiamo di globalizzare tutto, proviamo a dare una
    possibilità a qualche valido imprenditore siciliano e lasciare
    qualcosa in Sicilia oltre agli stipendi e neanche splendidi dei banconisti.
    Pietro.

    Commento di pietro — novembre 29, 2007 @ 9:00 pm

  4. Il lupo perde il pelo ma… non le tangenti…
    Provincia di Palermo
    Indagati Presidente e assessore…

    La vicenda riguarda una scuola pronta da 10 anni ma da sempre inutilizzata. Una lunga inchiesta per falsa perizia e concussione…

    Pronta da dieci anni, la scuola, 30 aule e una palestra olimpica, è da sempre inutilizzata: finora, invece di istruzione, ha prodotto inchieste giudiziarie. Nella prima, relativa alla vendita, sono imputati quattro tecnici dell’Ute per falsa perizia e l’ex segretario generale della Provincia per concussione.

    L’altra, relativa all’affitto, sfumato anch’esso, vede indagati dalla Procura di Palermo il presidente della Provincia di Palermo Francesco Musotto (F.I.), l’assessore Carmelo Scelta e i componenti dell’ufficio tecnico Fabrizio Di Bella, Antonio Quagliana e Giuseppe Di Liberto. Sono tutti querelati dal proprietario della scuola, l’ing. Angelo Troia, autore di un esposto in cui sostiene che «se alla Provincia di Palermo si pagano tangenti l’immobile viene sovrastimato, se non si pagano viene sottostimato».

    La vicenda ruota attorno al prezzo di affitto dei locali, in via Belmonte Chiavelli, fissato dalla Provincia, sulla base di una perizia redatta dai suoi uffici, in 108 mila lire al metro quadro. Secondo la querela tre perizie, una del Tribunale, una, precedente, dello stesso ufficio tecnico provinciale, la terza del consulente del pubblico ministero, avevano fissato il prezzo in 174 mila lire al metro quadro.

    Nell’esposto-querela il proprietario cita il prezzo di affitto pagato dalla Provincia per un’altra scuola, l’Einaudi, e cioè 125 mila lire al metro quadro. «Non c’è proporzione – scrive l’ing. Troia – tra questo prezzo, relativo ad un immobile costruito nel 1970, indecente e inadeguato come scuola, ed il prezzo di 108.000 al metro quadro riferito ad un immobile del 1992 e adeguato ad utilizzo scolastico».

    Altro che terza repubblica…

    B.

    da:www.politicaonline.net/forum/showthread.php?t=69515

    Commento di pietro — novembre 14, 2007 @ 6:29 pm

  5. Che schifezza di politici, poi ci stupiamo che la sicilia sia così malmessa e succube… dalla strage delle ginestre voluta e servita dai cosiddetti alleati americani che diedero a questi mafiosi e banditi le armi per sparare sui lavoratori riunitisi per la festa del lavoro l’8 Maggio… tutto è andato a schifio! Che schifo, quando vedo questa gente e sento forza italia, o azzurri, o emilio fede mi vien voglia di vomitare anchio, e non come quel pirlone del cammarata (sindaco di Palermo?!?) ma a Palermo che cazzo hanno fatto dell’orgoglio e della dignità? poi si lamentano quando li chimi terroni, iperbole, hanno la terra nella testa al posto del cervello, e noi donne per loro talebani nostrani, zitte e mute dobbiamo stare. W Milano, teste di cazzo mafiosi e corrotti!!!

    Commento di Melina — febbraio 23, 2007 @ 2:38 pm

  6. Racconta quello che gli hanno detto: «Cammarata, Miccichè, Fallica sono “fanghi”, sono proprio gentaglia, sono tutti cocainomani…

    Cammarata, avantieri, alla “Cuba”, ubriaco che vomita sopra il tavolo. Ma che cos´è questa “Cuba”?», chiede Rotolo a Marcello Parisi. «È un locale che c´è qua, a piazza…», gli risponde l´aspirante candidato.

    Teniamo Prodi e i dissidi interni, ma ci pensate Cammarata Vice-Presidente del consiglio, con ministri Miccichè, Cicchitto, Dell’Utri, Previti Provolone, Cuffaro, Calderoli, Bossi lo storpione, Alfredo Vito….

    Ho i brividi!! Vado in bagno con la stufetta per una mezzora, almeno non devo più leggere ste cose qui..

    Commento di SolidSnake — febbraio 23, 2007 @ 11:54 am


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