Angolo del Gigio

febbraio 17, 2007

Gay, botta e risposta tra Luxuria e Carfagna

Il deputato di FI: «Omosessuali costituzionalmente sterili».
La replica dell’onorevole del Prc: «Ragioni come Hitler»

Mara Carfagna ROMA -Nuovo scontro tra Wladimir Luxuria, deputato di Prc e Forza Italia. L’esponente di Rifondazione ha attaccato la collega Mara Carfagna perchè in un convegno aveva definito le coppie omosessuali come :

«costituzionalmente sterili»

Interpellata dai cronisti Luxuria ha detto «alla Carfagna bisogna ricordare un precedente pericoloso: una legge della Germania di Hitler che prevedeva l’internamento in campo di concentramento degli omosessuali».

E poi l’affondo «non mi sento di prendere lezioni da chi crede di difendere la famiglia proprio mentre ne sta sfasciando una, quella di Berlusconi».

«Esistono dei cuori così sterili e la mancanza di cuori si avverte soprattutto in politica. Purtroppo – aggiunge – da noi le coppie sterili secondo le leggi vigenti sono costrette ad una fecondazione esterologa, ovvero, da fare all’estero e solo chi può spendere soldi va nelle cliniche svizzere».

Mara CarfagnaPronta la controreplica della Carfagna che in una nota dice «il collega Luxuria o non ha capito o fa finta di non capire». «Le parole che mi attribuisce sono una esplicita citazione del professor Francesco D’Agostino, presidente onorario del comitato di Bioetica, che riguardano esclusivamente le coppie omosessuali». «In merito alle persecuzioni a danno degli omosessuali, ricordo al collega Guadagno, che attualmente vigono in alcuni Paesi guidati dalla sinistra».

012907-0137-2.jpgForza Italia inoltre fa quadrato intorno alla deputata.

Per il Coordinatore nazionale del partito, Sandro Bondi «Il cattivo gusto e la volgarità del Signor Guadagno hanno superato ogni limite di decenza. Nell’esprimere la mia solidarietà, amicizia e ammirazione per l’On. Mara Carfagna, considero le affermazioni del signor Guadagno l’ennesimo segno di degradazione della sinistra italiana».

Enrico La Loggia (Massonica P2 ?)Per La Loggia, vicepresidente del gruppo alla Camera «indigna che l’on. Guadagno si rivolga con parole pesantemente offensive nei confronti della collega Carfagna, soprattutto per il fatto che non è la persona idonea a dare lezioni dell’idea di famiglia, così come viene prevista dalla nostra Costituzione. Sarebbe meglio se Guadagno professasse le sue idee, che naturalmente non condividiamo, in altro modo».

E SI MARA CARFAGNA E’ UNA BELLA SCNACCHERONA!!

Comè felice il cicisbeo!

SU QUESTO NON SI TRANSIGE, PECCATO CHE SIA COSI LIMITATA CELEBRALMENTE!!

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10 commenti »

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  3. MARA grande bocchenara

    Commento di matrui — aprile 22, 2010 @ 8:10 pm

  4. ROMA – Politica, televisione, donne e servizi segreti. La miscela è altamente esplosiva. E l’ordigno, dalla Procura della Repubblica di Roma al Tribunale dei ministri, va maneggiato con cura. Tanto più quando il caso coinvolge il presidente del Consiglio in carica, Silvio Berlusconi, per fatti che risalirebbero a un periodo – fra il 2003 e il 2006 – in cui lui stesso era a capo del governo. Il Tribunale dei ministri è chiamato a pronunciarsi sulla denuncia per abuso d’ufficio e maltrattamenti presentata da Federico Armati, dipendente della Presidenza del Consiglio e agente segreto, ex marito di Virginia Sanjust di Teulada. Dopo aver iscritto Berlusconi nel registro degli indagati, il procuratore di Roma, Giovanni Ferrara, ha trasmesso l’atto al collegio speciale per i reati ministeriali, con una richiesta di archiviazione. Ma ora il Tribunale dei ministri si trova davanti un’altra memoria presentata da Armati che espone la sua versione dell’intera vicenda.

    Con tutte le riserve necessarie, si pu ricostruire la storia sulla base dei documenti presentati in passato alla magistratura romana. Trattandosi del capo del governo e di un agente segreto, e riguardando la Presidenza del Consiglio, la Rai e gli apparati di sicurezza, è senz’altro opportuno che l’affaire venga chiarito completamente in funzione della trasparenza e dell’interesse pubblico. I documenti sono quelli depositati nel 2006 presso la Procura di Roma dal difensore della Sanjust, Domenico de Simone, insieme alle memorie e alle dichiarazioni della signora di fronte al sostituto procuratore Olga Capasso che poi ha ritenuto di archiviare il caso per “la genericità delle accuse” e “la mancanza di adeguati riscontri oggettivi”.

    Tra gli allegati compare anche un esposto, datato 25 marzo 2006, che sarebbe stato preparato dallo stesso agente segreto e non più presentato “a seguito della destinazione dell’Armati al servizio presso il Cesis”, oltre ai cd-rom e alle trascrizioni di due conversazioni registrate dalla Sanjust all’insaputa dell’ex marito.

    Da queste conversazioni, secondo la memoria resa dalla signora il 12 settembre 2006 come “persona offesa”, risulterebbe un “comportamento ricattatorio” da parte di Federico Armati, per ottenere la remissione di una precedente querela per lesioni. E soprattutto, un presunto “comportamento estorsivo” rivolto non solo nei confronti della Sanjust; ma anche dell’allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nonché del direttore responsabile del Sisde, prefetto Mario Mori. In sostanza, come si legge nel testo, “l’Armati minacciava di propalare pubblicamente la falsa notizia di una relazione amorosa tra la signora Sanjust e l’onorevole Berlusconi (…), minaccia che era allora particolarmente sentita per via dell’imminenza della campagna elettorale”.

    In una successiva memoria del 29 settembre, l’avvocato de Simone afferma fra l’altro che “lo scandalo, anche se artatamente costruito ma fondato su elementi in parte veritieri, perché è innegabile il rapporto di amicizia tra la signora Sanjust e il presidente Berlusconi, avrebbe potuto arrecare un grave danno all’immagine del presidente Berlusconi”. E aggiunge che la minaccia della denuncia, come risulta dalla registrazione del 28 marzo, è stata rivolta non solo all’ex moglie, ma anche a persone dell’entourage del capo del governo: tra questi, Niccol Querci, presidente di Rti, la società titolare delle concessioni televisive di Mediaset; Dodo Torchia, ex segretario di Berlusconi, “ed altri esponenti di Mediaset e/o Forza Italia”.

    Quello stesso giorno, in qualità di persona informata sui fatti, la Sanjust dichiara di essere “stata contattata (in marzo – ndr) dall’avvocato Niccol Ghedini perché qualcuno dall’interno del quotidiano l’Unità aveva avvisato l’entourage del presidente del Consiglio che Federico Armati si era vantato di essere in possesso di notizie esplosive sul presidente”. Ma un mese dopo, il 26 ottobre 2006, la signora si ripresenta in Procura e mette a verbale: “Ricevo lettura di quanto da me dichiarato in data 29/9/2006 e voglio precisare che per paura avevo detto che era stato l’avvocato Niccol Ghedini a telefonarmi, in realtà è stato Silvio Berlusconi in persona, con tono molto preoccupato”.

    L’amicizia o la relazione tra la signora e il Cavaliere, in base all’esposto di Federico Armati, risalirebbe al 29 settembre 2003. Quel giorno, il presidente del Consiglio diffonde un messaggio televisivo a reti unificate per illustrare la riforma delle pensioni. A presentare la trasmissione su Rai Uno, è la neo-annunciatrice Virginia Sanjust, coniugata e all’epoca legalmente separata. L’indomani mattina il presidente del Consiglio fa contattare telefonicamente da una propria collaboratrice la signora Sanjust, per chiederle l’indirizzo presso il quale inviare un mazzo di fiori in segno di ringraziamento. L’annunciatrice indica quello di Campo dei Fiori 8, a Roma, dov’è ospite temporaneamente dell’ex marito per trascorrere alcuni giorni con il figlio nato dal loro matrimonio. Poco dopo, arriva l’omaggio floreale con un bigliettino di congratulazioni. Su sollecitazione dello stesso Armati che aspira a una promozione e di due amici, la signora Sanjust si mette in contatto con palazzo Chigi per ringraziare a sua volta il presidente del Consiglio, lasciando nome e numero di telefono.

    Nel giro di pochi minuti, alla presenza dell’ex marito e della coppia di amici, la signora Sanjust viene chiamata sul proprio cellulare direttamente dal presidente Berlusconi che la invita a colazione per il giorno successivo, alle ore 13, a palazzo Chigi. Al pranzo sarebbero stati presenti il ministro Giulio Tremonti e il sottosegretario Gianni Letta. Subito dopo, a quanto riferisce l’agente segreto nell’esposto, il presidente Berlusconi avrebbe invitato la sua ospite a seguirlo nel proprio studio privato: mentre le porge un pacchetto contenente un bracciale di diamanti del gioielliere Damiani, s’informa sulle sue condizioni prendendo appunti e domandandole come pu esserle d’aiuto. La Sanjust risponde che l’ex marito, dipendente della Presidenza del Consiglio in forza al Sisde, aspetta da anni una promozione. A novembre, ad Armati viene comunicato l’avanzamento al grado di Collaboratore. Prima, in via informale dall’ex moglie, informata personalmente dal presidente Berlusconi mentre è impegnato in un viaggio di Stato in Cina. E poi, l’11 novembre 2003, ufficialmente dal Sisde.

    Da quel momento, come afferma lo 007, si stabilisce un’intensa relazione tra Berlusconi e la Sanjust che durerà fino al gennaio 2005, durante la quale – sempre secondo Armati – il presidente del Consiglio chiama quotidianamente al telefono la signora, anche dopo la mezzanotte; le offre numerosi e costosi regali; la invita più volte nella sua residenza in Sardegna; le propone la conduzione di un nuovo programma di Rai Uno intitolato “Oltremoda”. Alla fine dell’estate 2004, la Sanjust decide per di rinunciare alla trasmissione. E poi, a novembre, si dimette anche da annunciatrice. Uscita definitivamente dalla Rai, Virginia Sanjust – stando alla ricostruzione di Armati – entra nella disponibilità di “quantità ingenti di denaro contante”, con cui provvede a estinguere numerosi debiti precedentemente contratti.

    Alla fine di settembre del 2004, la signora comunica al marito l’intenzione di chiedere per lui a Berlusconi un’ulteriore promozione che gli avrebbe assicurato un aumento di stipendio (circa 1.000 euro al mese), per consentire al figlio un migliore tenore di vita. Ma a causa di un violento litigio sull’educazione del bambino, i rapporti fra i due ex coniugi s’interrompono bruscamente. Lei gli giura che gliela avrebbe fatta pagare, bloccando la promozione e facendo ridurre il suo stipendio, per metterlo in condizione di non poter più mantenere il figlio.

    Il 26 gennaio 2005 il direttore del Sisde va a visitare i nuovi uffici e qui scoppia un incidente con Armati (“Levatemelo dai coglioni – urla Mori nel corridoio – questo … non lo voglio più vedere!”). Così l’indomani lo 007 apprende che “per cessate esigenze di servizio” sarà trasferito al ministero della Giustizia e destinato alla cancelleria presso la Corte di Cassazione: il suo stipendio si riduce da 4.481 euro a 1.700/1.800 mensili. Ma, proprio alla vigilia delle elezioni politiche 2006, Armati viene “ripescato”; ottiene una nuova promozione e passa al Cesis, il Comitato che coordina i diversi servizi segreti: lo stipendio sale a circa 5.500 euro al mese. E lo 007 rinuncia a presentare il suo esposto.

    C’è stato dunque o no un comportamento ricattatorio o estorsivo, contro il presidente del Consiglio? E in questa ipotesi, perché la Procura di Roma avrebbe archiviato il caso? La signora Sanjust ha fatto carriera in Rai perché era professionalmente capace o perché era raccomandata dall’alto? Federico Armati fu promosso, rimosso e poi riammesso nei servizi segreti per meriti o demeriti propri oppure per altre ragioni? In che cosa consisterebbero l’abuso d’ufficio e i maltrattamenti di cui si lamenta? Il presidente del Consiglio ha applicato effettivamente una forma di “mobbing” nei suoi confronti? A tutti questi interrogativi, dovrà rispondere ora in modo esauriente il Tribunale dei ministri.

    (8 luglio 2008)

    Commento di LEGGETE — luglio 18, 2008 @ 3:39 pm

  5. VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in
    partenza sull’utenza avente il numero XXX XXXXXXX in uso a F. C., come
    da decreto del 12.2.2008 emesso dalla Procura della Repubblica di
    Milano.

    LEGENDA

    S.P. = Segretaria de Il Presidente

    F.C. = (omissis)

    B. = Il Presidente

    23.04.2008 / Durata: 8:49 minuti

    F.C.: Pronto?

    S.P.: Si, segreteria…

    F.C.: Eh, sono io.

    S.P.: Ah! Le passo subito il presidente. Arrivederci, stia bene.

    F.C.: Anche lei, grazie.

    (Secondi di attesa)

    B.: Carissimo! Come va?

    F.C.: Ciao, eh…non propriamente, diciamo, ecco…

    B.: Non mi…ci sono…hai altri problemi?

    F.C.: Si, purtroppo guarda…è una cosa che…

    B.: Già ma..e, e..vedrai che poi sistemiamo no? Si, si, si…Ora che
    abbiamo vinto di nuovo, insomma, non…c’è relativamente da preoccu…non
    avremo più problemi, li evitiamo ancora (omissis)…

    (2:37 minuti di conversazione non rilevante)

    F.C.: Vabbè…parlando di cose serie…la squadra di governo è
    pronta..dico c’è già..ci sono accordi, robe fatte?

    B.: Mah…da noi tutto liscio…c’è la Lega che rompe i coglioni, come al
    loro solito…lavoreremo di composizione…troviamo questa intesa sempre
    su quelle cazzate del federalismo, la sicurezza eccetera, gli arabi…

    F.C.: E le donne? (risata)

    B.: Cosa..?

    F.C.: (risata) Come cosa?

    B.: Beh…sinceramente di sicure da parte mia ce ne sono due…in
    particolare una…

    F.C.: Mi chiedo il perchè?

    B.: Senti, lascia perdere questo argomento…che, che…chè l’ultima
    volta, ieri, è stato un macello…un disastro salvato a metà…una mezza
    vergogna che spero…che lei non vada in giro e, e…ecco chiuda la bocca
    sennò mi rovinano, mi rovinano.

    F.C.: Gliela chiudi te la bocca sennò, giusto? (risate)

    B.: (Risate fragorose)

    F.C.: (Risate) Dai dimmi a me almeno, no?

    B.: Si, dai…se non te le dico io a te queste cose…Praticamente ero a
    Palazzo Grazioli…tra una riunione e l’altra, una rottura di palle
    indicibile e, e, e, cioè, mi è venuta questa particolare voglia e
    avevo un bre…una pausa, un’oretta di buco…(Voce sovrapposta)

    F.C.: Buco…in tutti i sensi eh! (risate) (versi gutturali)

    B.: …mi è venuta, ti dicevo, e…(risate) si, si, in tutti i sensi…
    allora ho fatto chiamare Mara…e le dico di venire dove sa lei, tempo
    cinque…dieci minuti è la nell’ufficio…non c’è n’è per nessuno proprio,
    zero chiamate, non ci sono per nessuno!…lei diciamo comincia a
    toccarmi il cazzo quando tiriamo un bel limone…e poi insomma fa in
    fretta, si inginocchia e comincia a sbottonarmi ma c’è qualcosa…quel
    problema solito che non mi si drizza, puttana eva, lei continua ma
    niente…prova anche a leccare le palle ma nulla…è tutto floscio…da
    vecchio proprio…

    F.C.: Porca troia! Cosa hai fatto? Che quella mica…non poteva restare
    a bocca asciutta…come tutte le altre volte, no? Ma c’avevi il farmaco,
    là…il (incomprensibile) che usi di solito…o quello nuovo?

    B.: No…quello vecchio ormai, l’alprostadil…non funzionava…tempo due
    minuti e ci voleva non so…neanche il padre eterno ci riusciva a
    tirarlo su di nuovo…comunque ti dico, ero in ufficio di fretta…la
    mattina sono partito da Arcore presto…non ho portato dietro quello
    nuovo, il cialis…cosa fare cosa non fare con questo pompino che…la
    cosa drammatica sai qual’è?

    F.C.: No, dimmi…

    B.: che, che, che tu sei lì, con la figa pronta…che è la ad annusarti
    le palle praticamente…magari ci sta la ciulata dopo…perchè no?….e
    insomma non va proprio, non ci riesci….cioè, psicologicamente ti
    esplode, poi non arriva…è come, credo, per una serie di deduzioni che
    si devono per il rispetto della logica…dell’intelligenza che, che, è,
    è,…è come (incomprensibile) con uno senza braccio che crede di averlo
    ma non riesce a…muovere…non può muoverlo perchè non cel’ha!

    F.C.: Capisco…ma sai, Silvio, sai…alla nostra età dico…non si è più
    dei ragazzi…

    B.: Eh…

    F.C.: E’ anche normale avere questo tipo…questi problemi…

    B.: Guarda, preferivo farmi di nuovo il Lodo Mondadori che non
    riuscire a farmelo succhiare dalla Mara…che cazzo! (risate)

    F.C.: (risate) Già…magari ancora facciamo il processo Sme…

    B.: O quello dello stragi…

    F.C.: …Ancora meglio! Che se non c’avevamo quegli stronzi dei
    democristiani…baciapile maledetti con le loro…le loro grandi pretese
    democratiche…andassero a fare….bah…poi com’è finita? No ma scusa…le
    altre volte riuscivi scusa?

    B.: Si, si, si, alla grande…è proprio…ogni tanto mi stancavo perchè
    quella se inizia mica la fermi eh, ’sta strappona!

    F.C.: Ma si vede, si vede! Anche un esterno…dall’esterno dico che si
    vede! Il paese intero, eh!

    B.: Tornando a bomba…ti dicevo che ho dovuto chiamare…una cosa
    imbarazzante perchè di solito sai che mi porto dietro qualche
    pastiglietta…magari tac, vedi che c’è un’attricetta da piazzare…da
    mettere in qualche pertugio e anche tu devi metterglielo…e trac…serve
    sempre…ma ’sto giro niente, non pensavo finchè non è venuta questa
    voglia…e ho saputo che la Mara era a Roma e mi dico: perchè no?…ho
    dovuto chiamare la segretaria, una cosa che non ti auguro…imbarazzante
    al massimo proprio…e dopo quindici venti minuti è arrivato il
    miracolo…

    F.C.: E cosa hai fatto nel frattempo?!

    B.: Ma niente, qualche palpatina sulle tette…il culo…qualche sditata…
    si era rasata questa volta eh!

    F.C.: Ebbrava la Carfagna! (risate) Poi, dai, finisci di raccontare,
    che mi fai stare così senza finire?

    B.: Ti sto dicendo…ti sto dicendo…e poi, e, e, e ecco…insomma in
    qualche attimo è tornato come quando avevamo venti anni…come eravamo
    venti anni fa…non drittissimmo ma si poteva fare…

    F.C.: Yes, we can! (risate)

    B.: (risate) …poi alla fine ha anche ingoiato…ovviamente…le è andato
    anche un pò nell’occhio (risate) e sul tailleur…quello color panna
    sai, che si mette spesso…ma comunque solo pompino che non c’era il
    tempo più per, per…niente scopata, cazzo, mi era venuta una voglia…il
    solo pensiero di dovermi incontrare di lì a poco con Fini e altri di
    An guarda…vuoi mettere…il pompino della Mara che oh…è brava forte…e
    vedere la faccia là di Fini…dimmi te…

    F.C.: Li fa meglio la Mara, no?

    B.: (risate) Carogna…Col culo che abbiamo…Ci intercettano, magari che
    dici ste cazzate…

    F.C.: Vabbè…stai tranquillo…chi ha vinto le elezioni?

    B.: Ho capito…ma un conto sono le porcate…ho anche una famiglia…
    l’onorabilità di fronte agli italiani…poi pensa anche alla Mara,
    poveretta…quella me la distruggono…

    F.C.: Noi siamo abituati alle cose indegne, effettivamente…alle accuse
    infamanti…ma una persona normale, voglio dire…

    B.: Vedi, vedi…se esce metti caso il pompino…mi rovinano…perchè finchè
    è…ti faccio l’esempio…finchè si parla di corruzione, ecco…tanto a
    nessuno frega un cazzo…detto brutalmente, ma lo sai anche tu…è da
    tempo immemore che ci conosciamo…

    F.C.: Si, si, le scopate…quelle mica le perdonano gli italiani…ma
    magari sai…vorrebbero gli italiani…gli italiani una soubrette se la
    sognano…la ciulatina con la stelletta della tv…con la Carfagna…
    vorrebbero farsela tutti…

    B.: Figurarsi con un futuro ministro…gnocca!

    F.C.: (risate) Ecco, lo vedi!

    B.: Vabbè dai…ascolta…ti lascio che devo lavorare per dare un governo
    all’Italia…

    F.C.: Si, si…ti lascio che c’ho anche io due, tre meeting…non vedo
    l’ora di andare a casa guarda…

    B.: Oh, senti…io dopo quasi quasi me la chiavo di nuovo la Mara…

    F.C.: Ma fai bene! Fai bene!

    B.: Lo so…eccome se lo so!

    F.C.: Ciao Silvio, ci sentiamo presto, ciao, ciao…grazie.

    B.: Ciao (omissis), ciao, grazie a te…ciao.

    Commento di LEGGETE — luglio 18, 2008 @ 3:09 pm

  6. il lodo Alfano è l’ennesima riprova di quanto il premier abbia da nascondere, perché se avesse la coscienza a posto affronterebbe il processo con serenità ed obiettività, accettandone tutti gli eventuali risvolti e conseguenze. E invece il premier-padrone si avvia a farsi approvare da un parlamento supino ai suoi ordini una legge vergogna che lo escluderà per i prossimi cinque anni dal processo Mills e dal giudizio del giudice incaricato di portarlo avanti. E questo comportamento non può che avere conseguenze pesanti sulla credibilità internazionale dell’Italia, la quale si è già guadagnata un giudizio umiliante da parte del suo supposto migliore alleato al G8, gli USA, che l’hanno definita un paese di corrotti e di viziosi e un paese guidato da gente che detiene interessi promiscui ai diversi rami dell’attività del paese, come politica industria, comunicazione. Quindi l’Italia non può contare su nessuna ripresa né nel né nel lungo termine, perché oltre alla depressione galoppante dell’economia mondiale, non può contare nemmeno su uno o più partner di fiducia pronti a stringere con lei salde relazioni, perché in un sistema politico-economico e giudiziario dove la corruzione e il congflitto d’interessi sono la regola nessun paese che faccia assennatamente i propri interessi può aver voglia d’investire i propri capitali o avviare una qualche attività che miri a dei risultati concreti, visto che i capitali possono “sparire” da un momento all’altro. Le prospettive per il futuro dell’Italia sono nere e fanno prevedere un fallimento come quello dell’Argentina. Tutto ciò dovuto al pensiero del nostro premier così concentrato sul bene comune.

    Commento di Stefano — luglio 18, 2008 @ 11:05 am

  7. Silvio è un buffone pupazzo che pensa solo ai suoi interessi e non guarda per niente all’interesse dei cittadini. Da quando è al governo ogni giorno succedono nuovi scandali, nuove figuracce, per cui la gente è stufa. Lui dice di avere la soluzione per tutti i problemi ma poi se ne infischia, le sue parole vanno al vento, perché non puoi patrlare della cordata alitalia e poi non parlarne più dopo che hai cacciato bvia air france e poi dire che air france è un ottima soluzione. E poi vuole riformare la giustizia con l’impunità nei processi oppure con leggiche lo mettono al sicuro dai processi. Tutto questo è incredibile, solo qui in Italia avviene, dove un solo uomo detiene il possesso di tre reti televisive private, controlla le altre tre pubbliche, possiede svariati giornali e riviste, ha messo uomini a lui sottomessi nei principali nodi del potere e con ciò si appresta a stringere in una morsa tutti quanti i cittadini italiani sotto il suo controllo, per mandare l’economia della nazione nella direzione che a lui fa più comodo, creando società fasulle con cui gonfiare i prezzi dei prodotti, facendo il falso in bilancio e il riciclaggio e soffocando tutta quanta la concorrenza. Io dico basta a questo stato di cose e credo che i cittadini debbano sveghliarsi e prendere coscienza di come il premier opprima la pubblica possibilità di una vita civile ed uguale per tutti.

    Commento di Stefano — luglio 18, 2008 @ 10:32 am

  8. Mara è ‘na fica e se Berlusca se la fa fa bene, a se stesso e alla natura. Ai ricchioni piace lo sperma, come a Mara, perciò invito ad una maggiore solidarietà (tanto non c’è concorrenza perché i ricchioni vanno coi ricchioni e l’altri co’ la Carfagna).

    La Carfagna lavora con la fregna
    per far contenti i coglioni del commendador Silvio Brusconi
    che al governo nun fa un cazzo
    ma che cor cazzo ce lavora.
    CARFAGNAFREE…GNA AHAHAHAH

    Commento di Giovanni — luglio 18, 2008 @ 9:49 am

  9. caro gigione, siam tutti d’accorso che M.C. sia una gnoccolona, ma per fare il saccente spiritosoni dovresti almeno conoscere l’italiano, e scrivere ceRebro correttamente, non con la L.

    Commento di luca — luglio 10, 2008 @ 2:13 pm

  10. […] che poteva. Ma che si vuole cavare sangue dalle rape? Intanto la ragazza per non comparire su siti come questo se ne è fatta uno tutto […]

    Pingback di Mara Carfagna, Questa me la ero persa « “IL mio BLOG LIBERO” — gennaio 5, 2008 @ 9:52 pm


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