Angolo del Gigio

febbraio 17, 2007

2 Pesi, 2 Misure. Se quelli di Genova sono terroristi (senza aver peraltro colpito nessuno), questi che invece hanno colpito eccome, cosa sono?!?

Lo Squadrismo di Ritorno?!? Forza Nuova, Storia Vecchi! Torna lo Squadrismo!!pubblicato il 6.02.07

Lecce: minacce al sindaco di Surbo ·

Da Il Meridiano

06.02.2007 ore 11:40:00.

«La tua casa salterà in aria»

Lecce Ancora minacce al sindaco di Surbo, Antonio Cirio. Ieri mattina davanti al Municipio i carabinieri della locale stazione, allertati da un passante, hanno rinvenuto un grosso petardo e un foglio su cui era scritto: «Stai attento, la tua casa salterà in aria. Fatti gli affari tuoi». E per firma, una svastica. Il materiale è stato sequestrato e consegnato nelle mani degli investigatori della scientifica, che adesso cercheranno di accertare la presenza di eventuali impronte digitali che potrebbero far risalire all’autore o agli autori dell’atto intimidatorio. Un episodio gravissimo, come ha sottolineato lo stesso primo cittadino, che segue di appena un mese (era il 27 di dicembre) quello che ha visto finire nel mirino sempre il primo cittadino di Surbo: una molotov lanciata contro il portone d’ingresso di Palazzo di città. Con quello di ieri salgono a tre le azioni intimidatorie nei confronti di Antonio Cirio, che guida un’amministrazione di centrosinistra. Il primo, il 26 settembre dello scorso anno, venne messo a segno contro l’abitazione del sindaco, in via De Giorgi. Ignoti, fecero esplodere un ordigno a basso potenziale che danneggiò il cancello del villino in cui vive con la famiglia. Adesso il nuovo, inquietante, messaggio all’indirizzo dell’esponente della Margherita che getta nell’angoscia l’intera comunità di Surbo, per anni al centro di gravissimi episodi di cronaca legati alla criminalità organizzata. Le indagini avviate dai carabinieri della stazione del comune salentino e coordinate dal reparto operativo del Comando provinciale di Lecce, diretto dal colonnello Carmine Caracciolo, ruotano a 360 gradi. Nessuna pista viene tralasciata, da quella politica a quella della malavita. E, stando alle poche indiscrezioni trapelate, quest’ultima sembra essere quella più battuta. Pare infatti che nei mesi scorsi il primo cittadino abbia ricevuto pressioni affinché si adoperasse per far assumere dall’azienda che gestisce il servizio rifiuti alcuni esponenti della criminalità locale usciti grazie all’indulto. Al momento, comunque, si tratta soltanto di ipotesi investigative a cui gli inquirenti cercheranno di dare risposte nel più breve tempo possibile. Il sindaco Cirio incontrerà il prefetto di Lecce, Gianfranco Casilli, subito informato di quanto accaduto. Sarà l’occasione per fare il punto sulla delicata vicenda ma potrebbe essere anche il primo passo del primo cittadino per consegnare nelle mani del rappresentante del Governo le dimissioni dall’incarico.

Telegatto & La Volpe - Se avessero vinto le elezioni, saremmo ritornati sotto gli Squadroni?!?pubblicato il 3.02.07
Fano Aggrediti 2 dirigenti DS
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FANO (Pesaro-Urbino) – Aggressione la notte scorsa a Fano. Quattro giovani, descritti con teste rasate, giubbotto nero e simboli celtici, hanno aggredito due dirigenti dei Ds: si tratta di Luca Serafini, segretario comunale, e Samuele Mascarin, dirigente nazionale dello stesso partito. I due sono stati giudicati guaribili in sette giorni per lesioni al volto.
(Agr)


DS chiedono le dimissioni del Sindaco
In seguito all’aggressione a Luca Serafini e Samuele Mascarin, il Gruppo Consiliare ha presentato una mozione urgente per chiedere a Stefano Aguzzi di dimettersi dalla carica di Sindaco della Città di Fano.

Rosetta Fulvi, Claudio Uguccioni, Luca Stefanelli, Renzo Rovinelli, Palmiro Del Bianco e Daniele Sanchioni motivano così la loro richiesta: “Nonostante questo movimento professi ideali razzisti, xenofobi e neofascisti, il Sindaco di Fano, ha concesso la sala del consiglio comunale, le vie del centro e piazza XX Settembre per le manifestazioni del movimento sopracitato; in più occasioni i gruppi consiliari del Centro Sinistra avevano richiesto espressamente al Sindaco di non concedere spazi pubblici al Movimento Forza Nuova”.

“La città di Fano –concludono- è tradizionalmente città democratica e antifascista, e che il sindaco Aguzzi con le autorizzazioni concesse e la sua disponibilità si è posto fuori dal comune sentire e della cultura presente nella pubblica opinione, assumendosi nei fatti la responsabilità politica di aver aperto la città di Fano al Movimento di ispirazione fascista Forza Nuova e determinando un clima di intolleranza sconosciuto finora alla nostra città”.


3 articoli dal Corriere adriatico on line


La solidarietà di Ricci e lo sdegno di Silenzi: “Manteniamo alta la vigilanza”
I parlamentari dell’Ulivo interrogano Amato

ANCONA – Lo sdegno corre. I deputati Oriano Giovanelli, Massimo Vannucci, Fabrizio Morri (Ds) e Renzo Lusetti (Dl) hanno presentato un’interrogazione urgente al ministro degli Interni Amato sull’aggressione subita da due dirigenti dei Ds a Fano ad opera di elementi dell’estrema destra. L’episodio, secondo i parlamentari marchigiani, è “uno dei più gravi mai accaduti nella democratica e civile città di Fano”, e si inserisce “nel clima di tensione creato in città dal gruppo di Forza Nuova”. Nell’interrogazione si chiede al ministero quali iniziative intenda assumere “affinchè vengano assicurati alla giustizia i responsabili di un atto così grave”.

Il presidente del gruppo consiliare dei Ds-l’Ulivo in Regione, Mirco Ricci, esprime “la più profonda solidarietà” al segretario comunale dei Ds di Fano Luca Serafini e a Samuele Mascarin, dell’escutivo nazionale della Sinistra Giovanile, vittime di “un’aggressione fascista”.

Non ha fatto mancare la sua solidarietà il vice coordinatore nazionale di Forza Italia Giovani Mirco Carloni, che esprime “la più ferma condanna per l’incivile aggressione”. Il presidente della Provincia di Macerata Silenzi rivolge “un’appello alle istituzioni e ai partiti democratici affinchè sia mantenuta alta la vigilanza antifascista per prevenire il ripetersi di episodi inquietanti come quello di Fano”. Ferma condanna per il “brutale episodio” viene espressa anche da Katia Mammoli, consigliera regionale dei Repubblicani europei.


Dirigenti Ds aggrediti a Fano, Forza Nuova accusata querela. A Grottammare sit in di An
Curcio e squadristi, la politica s’infiamma

FANO – La politica infiamma e s’infiamma. A Fano due diesse finiscono sotto i colpi di cinque dell’estrema destra; a Grottammare per l’arrivo di Curcio An fa quadrato e sit in per togliere la parola all’ex br; ad Ancona anche la “Giornata del ricordo” fa scintille sulle Foibe.

Son tornati gli squadristi. Son tornati anche nelle Marche, quell’isola felice sbandierata da percentuali e statistiche d’ogni tipo. Sarà, anche se a Fano la notte scorsa hanno aggredito due dirigenti dei Ds: si dice che a colpire siano stati cinque dell’estrema destra. Cinque giovinastri: teste rasate, giubbotto nero e simboli celtici, così li avrebbero visti. Pugni in faccia, calci e insulti, così avrebbero colpito basso. Per la cronaca i due diessini, Luca Serafini, segretario comunale, e Samuele Mascarin, dirigente nazionale del partito, sono finiti in ospedale col volto e il corpo segnato da quella violenza che si nasconde dietro il colore di una bandiera. Per ricucire le ferite ci vorranno sette giorni, per ritrovare la tolleranza perduta chissà quanto.

Alla violenza seguono le accuse: Serafini e Mascarin puntano il dito contro quelli di Forza Nuova. E’ Serafini a ricordare: “Giorni fa era uscito su un quotidiano on line un comunicato dei Ds con la mia foto, in cui contestavo la manifestazione di Forza Nuova di questa sera (ieri per chi legge, ndr) e la fiaccolata del 10 febbraio”. Sarebbe la prova. Ma il coordinatore regionale di Forza Nuova, Marco Gladi, annuncia una querela contro quei due diessini, il sindaco di Fano Aguzzi che revoca la manifestazione e prende le distanze dall’aggressione. Poi guai a chi tocca la manifestazione: sulle Foibe non si retrocede.

La scaletta scorre, tocca alle condanne con Spacca che fa la voce di popolo: “Un gesto intollerabile – dice – un atto di viltà da deplorare con la massima fermezza”. E aggiunge convinto: “Episodi come questi – va oltre – evidenziano quanto sia indispensabile non abbassare la guardia sui temi della democrazia e della civile convivenza”. Non porge certo l’altra guancia il governatore: “Il fascismo fa parte della storia buia del Paese, che non deve riemergere neanche attraverso atti isolati. Agli aggrediti e al partito dei Democratici di sinistra va la mia solidarietà personale e quella di tutta le Marche”. Gli fa eco il presidente del consiglio Bucciarelli: “E’un’offesa alla città, un insulto alla coscienza civile e democratica dei cittadini marchigiani”.

E’ la politica che sballa e fa scaldare gli animi. Che sia una voglia insana di barricate contro chi non si cura dei moti sommersi, compressi, repressi. E allora è tutto previsto e prevedibile come le barricate piantate a Grottammare per l’arrivo dell’ex bierre Renato Curcio. A organizzare il tutto è stata un’associazione culturale che avrebbe ricevuto qualche fondo dalla Provincia, che a sua volta avrebbe attinto dalle casse della Regione. Apriti cielo, con Spacca lì a dire che non ne sapeva nulla e il consigliere Castelli ad attizzare il fuoco. E tutti a disporsi in ordine sparso con Rifondazione che grida all’intolleranza.

Non c’è pace neanche per la Giornata del Ricordo. Che ad Ancona finisce nel mirino di Giovanni Zinni, capogruppo di An in Comune. Due gli appuntamenti il 10 febbraio a Villarey e due gli intellettuali negazionisti delle foibe che parleranno. “Un vero e proprio sfregio agli esuli”, sbotta Zinni. La politica infiamma, la tolleranza è bruciata.


Su manifestazione FN

La scesa in campo di Cgil, Cisl e Uil
Altro che manifestazioni è apologia del fascismo

ANCONA – Cgil, Cisl e Uil delle Marche e della provincia di Pesaro-Urbino sostengono la petizione dell’Anpi contestando la possibilità che Forza Nuova “possa trasformare la città di Fano in teatro di esibita ideologia neo-fascista”. “Non è soltanto una fiaccolata per le vie della città – spiegano, riferendosi alla manifestazione prevista per il 10 febbraio sulle Foibe – come da alcune parti si tenta di minimizzare. Si tratta piuttosto di una evidente apologia del regime fascista organizzata in quella che è stata la città di Bruno Venturini e di Leda Antinori, di Enzo Capalozza e di Valerio Volpini, di Dini, di Salvalai, di Baldrati e che è, e resterà, città di saldi principi democratici”. I sindacati si rivolgono pertanto al ministro degli Interni, al Prefetto, al Questore, all’amministrazione comunale “perchè nelle rispettive, autonome competenze si adoperino per evitare alla città e alla coscienza democratica di tutti i marchigiani questa intollerabile provocazione”. “Questo, a maggiore ragione – concludono – dopo il gravissimo episodio di violenza che si è verificato la notte scorsa”.

Lista unita per le elezioni 2006 - Lo Squadrismo Ri-Legittimato il danno ha portato!pubblicato il 1.02.07
Galatone attentato alla sede di Rifondazione comunista
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GALATONE (Lecce) – ATTENTATO CONTRO LA SEDE DI RIFONDAZIONE COMUNISTA

Le pareti della stanza completamente annerite, la televisione ridotta in frantumi, il pesante portone di ferro divelto

Le pareti della stanza completamente annerite, la televisione ridotta in frantumi, il pesante portone di ferro divelto. Insomma, un vero e proprio scempio. E’ così che è stata ridotta la sezione di Rifondazione Comunista di Galatone, dopo l’incendio appiccato da alcuni balordi l’altra notte.

Sull’episodio, il segretario Carlo Schiavone, non ha dubbi: «Si tratta di un atto intimidatorio e di matrice politica – dice ne sono sicurissimo. Anche perché proprio nei giorni scorsi sui muri della sede erano comparse scritte ingiuriose, accompagnate da disegni osceni. Purtroppo, è un copione che si ripete ogni volta in campagna elettorale».

L’incendio si è verificato in pieno centro, giacché la sede si trova proprio nel cuore storico della cittadina, in piazza Costadura, accanto al palazzo del Municipio. Stando ad una prima ricostruzione delle forze dell’ordine, il gesto sarebbe da attribuire a ignoti che, prima hanno scardinato il portone di ferro con un attrezzo, poi una volta all’interno hanno ammucchiato materiale cartaceo facendone un rogo. Le fiamme hanno intaccato il televisore facendolo esplodere. Di conseguenza, i muri sono stati anneriti e i mobili distrutti. «Hanno causato danni ingenti – sottolinea ancora il segretario di Rifondazione; Schiavone – Dell’accaduto, sono stato informato solo stamattina (ieri per chi legge, ndr)». Ad allertare i vigili del fuoco è stato qualche passante che si è trovato in piazza poco dopo l’attentato. I vigili del fuoco, insieme ai carabinieri, sono intervenuti subito, ma il danno era già fatto. «Fortuna che essendo un edificio antico con volte a botte non ha subito danni statici- aggiunge ancora Schiavone – ma, in ogni caso, la nostra sede è inagibile. Speriamo che i responsabili del gesto vengano scoperti. Una possibilità di individuarli potrebbe esserci, considerato che in piazza ci sono anche le telecamere a circuito chiuso, che potrebbero aver filmato l’episodio. Resto convinto che si tratti di un gesto legato alla politica. Forse il fatto che come partito abbiamo avviato un dialogo con le altre forze del centrosinistra può aver dato fastidio a qualche avversario estremista».

Sull’episodio la solidarietà del partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea, federazione di Lecce.

Fonte: M. Claudia Minerva, Nuovo Quotidiano di Puglia

info-salento

Colpire lo Statopubblicato il 1.02.07
Pescara: vandalismi nel quartiere San Donato
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Da Il Centro

I VANDALI A SAN DONATO

 

Parco di via Po, svastiche sui giochi dei bimbi

Gennaro Della Monica

Nuovo assalto nella notte dopo la denuncia dei residenti, rotti anche i vetri.
L’assessore Luciani «Piazzeremo telecamere contro le incursioni»

 

PESCARA. Svastiche, parolacce e vetri presi a sassate. I vandali sfidano così il quartiere di San Donato. A poche ore dalla denuncia dei cittadini contro i raid notturni, il parco tra via Po e via Moro, ancora da inaugurare, è stato bersaglio di un nuovo assalto.

 

I danni si aggiungono ai lampioni abbattutti qualche notte fa e ora il Comune punta sulle telecamere per proteggere l’area verde.

I vandali hanno approfittato del buio. Sono entrati senza incontrare ostacoli all’interno del parco, dove i lavori sono stati conclusi da poco più di una settimana e sono tuttora in corso i collaudi da parte dei tecnici comunali. Armati di bombolette spray e di sassi hanno completato la devastazione avviata con il primo raid notturno. Si sono accaniti contro i giochi per bambini, muretti e il chiosco posizionato vicino all’ingresso dell’area verde.

Con la vernice spray hanno disegnato svatische su altalene, scivoli e panchine.


Ai simboli nazisti hanno aggiunto scritte, frasi volgari con cui hanno imbrattato le strutture in legno e plastica. Ma i danni più gravi sono stati provocati al chiosco, che dovrebbe ospitare un piccolo punto di ristoro nel parco. I vandali hanno preso a sassate i vetri, mandandoli in frantumi, e non hanno risparmiato neppure la porta, sfondata a calci. Ad accorgersi dell’incursione, che ha coinvolto anche alcuni lampioni di via Nenni sporcati con lo spray, si sono accorti i residenti. Sono stati loro a chiamare il 113 e a far arrivare sul posto una pattuglia della squadra volante per il sopralluogo e l’accertamento dei danni. «Il progetto è stato contestato da alcuni gruppi», spiega il presidente della circoscrizione 1 Camillo Sulpizio, «non vorrei che gli atti di vandalismo siano figli delle contestazioni iniziali». Secondo lui, i raid notturni potrebbero avere anche una matrice politica e le svastiche disegnate sui giochi alimenterebbero questo sospetto. «Siamo amareggiati per gli episodi di vandalismo», afferma l’assessore alle politiche comunitarie Massimo Luciani, «che si sono ripetuti nel parco lineare San Donato-Aternum».

L’opera è stata realizzata con i fondi di Urban 2, un programma di riqualificazione urbana varato dell’Unione europea. Della procedura si è occupato proprio l’assessorato di Luciani che ricorda il concorso di idee organizzato con il comitato di quartiere e riservato ai ragazzi per trovare insieme un nome all’area verde. I tecnici comunali ieri mattina hanno verificato l’entità dei danni e hanno richiamato la ditta esecurtrice dei lavori per sistemare le strutture. Gli 11 lampioni abbattuti saranno rimessi in piedi, il chiosco verrà riparato e i giochi saranno ripuliti dalle scritte. L’amministrazione cittadina studierà anche soluzioni per proteggere il parco, come il potenziamento dell’illuminazione e l’installazione di telecamere che scoraggino i raid dei vandali.

(01 febbraio 2007)

Il pericolo fascista nell’Italia del 2007 - Grazie Silvio per l’ennesimo “Scempio della Democrazia”pubblicato il 28.01.07
Aggressione a Ekidna S. Martino Secchia (Mo)
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Ciao a tutti, Ekidna ha convocato un’assemblea di coordinamento antifascista

mercoledì 7 febbraio h. 21 c/o sede di Ekidna per decidere insieme a tutte le forze antifasciste che cosa fare in seguito all’attacco neofascista di sabato.
che orrore. a presto.

Ricordiamo che l’ignoranza non ha confini. 27/1/07.

Sabato 27 gennaio verso l’una e trenta un gruppo di circa otto persone è Arrivato nella sede dell’associazione Ekidna a S. Martino Secchia.


E’ stato fatto notare che la presenza di simboli nazisti e fascisti non Sarebbe stata accettata all’interno dei locali del circolo . Perchè considerata da noi e dai nostri soci offensiva .

Le persone erano sconosciute ed indossavano toppe e simboli nazisti e fascisti . Gli otto hanno manifestato la volontà di entrare nello spazio di Ekidna .

Dopo aver preso visione del modulo di adesione hanno dichiarato di non Volerlo sottoscrivere e hanno insultato i principi di non violenza, autogestione e Rispetto dell’ambiente di cui si parla nel testo, hanno dichiarando che questa giornata era una nostra festa, riferendosi al giorno della memoria e non la loro , si sono dichiarati fascisti facendo il saluto romano ed anno iniziato a lanciare una serie di ingiurie ed offese nei confronti delle persone presenti .

Le ingiurie e le provocazioni verbali sono continuate per alcuni minuti ,con i fascisti all’esterno del locale nello spiazzo antistante l’ingresso che Minacciavano violenze verso le persone e gli spazi di Ekidna, mentre il gruppo composto dagli attivisti dell’Ekidna e dai soci sostava compatto sulle scale a difesa dell’ingresso sud.

Si è chiesto loro di andarsene perché non si sarebbero accettate quelle che ormai erano esplicite provocazioni mirate a cercare lo scontro fisico.

I neo nazisti hanno continuato le provocazioni ed uno di loro ( il più agitato del gruppo )ha aggiunto alla lista degli insulti l’irresponsabile lancio di 2 bottiglie di vetro vuote verso il gruppo che sostava all’ingresso .

A questo gesto che ha messo in pericolo l’incolumità fisica dei presenti e che avrebbe potuto avere conseguenze gravi, gli attivisti di Ekidna si sono visti costretti ad intervenire fisicamente, per allontanare i neonazisti, per Impedire nuovi lanci. Grazie a questo intervento deciso in poco tempo si è riusciti s liberare lo spazio da questa infestante presenza.

Sono poi intervenuti i carabinieri di San Prospero che hanno consigliato di sporgere denuncia e di recarsi al pronto soccorso per le medicazioni del caso. Cosa che è stata fatta il giorno seguente.

Ora risulta chiaro che siamo stati attaccati da un gruppo fascista/neonazista .
Sono venuti col preciso intento di sopraffare e cercare di imporre la propria volontà con la forza .
Credevano forse di trovare Ekidna impreparata o incapace di difendersi in quanto associazione pacifista e pacifica.
Pensavano forse che ci saremmo sentiti intimoriti e che avrebbero potuto spadroneggiare a piacimento negli spazi che con tanta fatica abbiamo ricostruito.
Beh si sono sbagliati!
Si sono trovati di fronte un gruppo compatto e determinato , eterogeneo nell’aspetto ma unito negli intenti , che non si è scomposto , non ha reagito in modo inconsulto ma ha mantenuto la freddezza necessaria a gestire la situazione .

Abbiamo trovato nell’ amicizia e nell’unità la forza per sconfiggere la prepotenza .

I soci e gli attivisti di Ekidna hanno saputo opporsi con coraggio all’attacco dimostrando con un comportamento esemplare, una solida tenuta di gruppo, grande coraggio e capacità di autocontrollo.
Si è risposto con tempismo e proporzione riuscendo a allontanare i provocatori dai nostri spazi limitando i danni alle cose ed alle persone .
Abbiamo cercato con ogni mezzo di evitare lo scontro violento .
Abbiamo reagito solo quando è stata messa a repentaglio l’incolumità dei nostri soci e la nostra, rimanendo fedeli ai nostri principi.
Ora chiediamo ai singoli , alle associazioni , alle istituzioni , di prendere atto di quanto e successo e di mettere in pratica , insieme, le politiche che impediscano il ripetersi di episodi come questo che riportano il grado di civiltà dell’uomo indietro di secoli .
Ciò che è avvenuto a Ekidna circolo culturale autogestito che da anni opera sul territorio nel campo artistico culturale è emblematico. L’arroganza dimostrata da questi gruppi neonazisti rappresenta una pericolosa distorsione politica .
La strategia è la solita: attaccare violentemente per puntare a creare insicurezza ed ottenere così la facile vittoria della forza sulla ragione. Settimanalmente proviamo a costruire una situazione di socialità, nella nostra sede. Sperimentiamo con altalenante successo e molta fatica un modello di società che non basa tutto sul denaro. I nostri valori tendono alla costruzione di mondo equo, antirazzista, rispettoso dell’ ambiente e degli animali. Attaccare noi significa attaccare questi valori. Nelle nostre scelte e attività cerchiamo di sperimentare concretamente questi valori. Difendere noi significa difendere la possibilità di sperimentare differenti sistemi sociali indipendentemente dal fatto che li si condivida.

Per questo crediamo che nessuno che abbia un briciolo di coscienza civile, si debba sentire immune da questi attacchi . Ci chiediamo da quale terra possano germogliare queste idee .

Occorre tenere alta la guardia imparare a difendersi, lanciare un’offensiva con lo scopo di sradicare questa mala radice prima che possa ri-­­­attecchire .

___________________________________________________

E ce ne sono decine, centinaia di “Aggressioni” a sfondo “Terrorista” e “Fascista” documentate, successe sotto gli occhi chiusi quando non strizzati con l’occhiolino di molti “Giudici” che a differenza della “Comunista” Ilda Bocassini sono collusi quando non solo assenti….

Archivio 2006

Archivio 2005

Casi di Aggressioni Fasciste giorno x giorno : http://www.ecn.org/antifa/

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