Angolo del Gigio

dicembre 4, 2006

Storace-Mussolini, tra spy story e banda del buco.

STORACE-MUSSOLINI

TRA SPY STORY E BANDA DEL BUCO

Alessandra Valentini

Roma, 18 marzo 2005

Tra una spy story e le imprese della banda del buco, qui si inseriscono le vicende scaturite dall’inchiesta sulle presunte firme irregolari raccolte da Alternativa Sociale nel Lazio. Storace, terrorizzato dai sondaggi che davano la Mussolini tra il 3 e il 5% (oggi salita addirittura all’8%), denuncia irregolarità nella raccolta delle firme. I due partono con una battaglia furibonda senza esclusione di colpi. “Una lotta tra identici, proprio per questo appassionante”, come afferma Eugenio Scalfari. Fascista l’uno, ma ora istituzionalizzato e che tenta di dare lezioni di democrazia, fascista l’altra, con tanto di certificazione. Per mettere sottoscacco le firme della Mussolini, non si è atteso il normale svolgimento delle indagini, ma qualcuno, un misterioso hacker, è entrato addirittura nel banca dati dell’anagrafe di Roma. Qualcuno che però ha lasciato più di qualche impronta che ad oggi riconduce alla società Laziomatica.

Società che, così recitava l’opuscolo di presentazione, “accorcia le distanze tra istituzioni e cittadini. Mettendo tutte le proprie conoscenze in rete”. Ora le distanze si sono talmente accorciate che il reato ipotizzato è di accesso abusivo ad un sistema informatico e telematico e violazione della legge in materia di dati personali.
La società in questione è una creatura di Storace, affidata ad un parente di un assessore della stessa giunta Storace. Tutte coincidenze sulle quali però Laziomatica da più giorni tenta di dare spiegazioni, le stesse che non arrivano dal governatore Storace che comunque, dopo tutto il polverone scatenato sul rispetto delle regole da parte della Mussolini, dovrebbe darle ai cittadini ed alle altre istituzioni. Insomma da una parte si è palesato il detto “chi è senza peccato scagli la prima pietra”; dall’altro, dal caso dalle firme di As, ha avuto origine un effetto domino che potrebbe far venire alla luce il senso delle istituzioni e la considerazione delle regole che la destra – sia quella di Storace che quella della Mussolini – ha. Il ministro Pisanu ha attivato un’inchiesta promettendo “risultati certi e verifiche rigorose sui terminali di Laziomatica”.
Questa la cronaca di una vicenda grave dal punto di vista dell’etica della politica e del rispetto delle leggi, ma singolare e quasi divertente se guardiamo agli aspetti del costume.
Su questo fronte Alessandra Mussolini, con grande abilità si è conquistata da giorni le prime pagine dei principali quotidiani nazionali. Per rispondere agli attacchi ha scelto lo sciopero della fame, che – non ce ne vogliano i Radicali – ma fa più effetto sulla bionda e florida Alessandra che sulla Bonino. Davanti alla sede del Tar la Mussolini ha parcheggiato da giorni il suo camper, assistita da fan e televisioni che le hanno regalato una pubblicità senza precedenti, e tutto sommato economica. Tra i due contendenti, se non mancano le affinità politiche (nonostante le liti), non ci sono affinità scenografiche e di staff. Da una parte un nervoso e potente Storace con i suoi assessori e consiglieri, alcuni anche che parlano troppo; dall’altra la “squadra Scicolone” che ha fatto quadrato intorno alla politica di casa, rinunciando al babà e ad altre delizie napoletane (come non capirne il sacrificio?). Una squadra al completo, che ha assoldato anche il cardiologo Magid Tamiz, addetto al controllo dei valori di Alessandra, ma soprattutto secondo marito di mamma Maria Scicolone. In questo quadretto si inseriscono gli hacker nostrani, che nottetempo violano l’anagrafe romana con accessi nei giorni del 10, 11 e 13 (domenica) marzo, accessi fatti direttamente dalla palazzina della presidenza della Regione Lazio. Grazie a Storace e Mussolini, l’Italia – forse già cosciente che qualche irregolarità nella raccolta delle firme è sempre esistita – “scopre” la pirateria informatica, terreno ancora inesplorato e nuovo almeno per la politica, ma sicuramente molto moderno. Insomma tra password e cappuccini il Lazio ha offerto una campagna elettorale inedita, nella quale Storace invece di spiegare cosa ha fatto e cosa farà nel Lazio, ha giocato la sua battaglia su un altro piano e con un altro candidato, ha distolto l’attenzione dai veri problemi buttandola su una bagarre tra fascisti. Noi ci auguriamo che anche in questo caso vinca la politica vera.

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