Angolo del Gigio

dicembre 31, 2006

Paolo Guzzanti scrive:

  1. Paolo Guzzanti scrive:
    30 Dicembre 2006 alle 10:32 Buon anno anche a te, caro Gabriele.

    Da parte mia il riconoscimento di aver contribuito non poco, anzi moltissimo, a svelare un elemento cardine di questa vicenda, che non è Prodi, che non è Litvinenko, ma è Repubblica.

    Tu hai scoperto e documentato che la pretesa intervista POSTUMA a Litvinenko, preceduta da un cappello che la dichiarava “on the record” (e ogni lettore italiano ha capito che era registrata, non che fosse – demenzialmente – “autorizzata”) poggiava la documentazione della sua autenticità soltanto sulla parola del giornalista.

    Posso aggiungere che la moglie di Litvinenko ha chiesto l’assistenza di uno studio legale.

    L’intervista a Limarev, tenuta nel cassetto per quasi due anni e contente (se fosse vera) notizie di reato gravissime nei miei confronti e tali da imporre l’immediato intervento all’autorità giudiziaria, vedo dalla stampa francese citata in questo blog che è anch’essa disconosciuta dall’intervistato.

    L’intervista a Gordievsky – la DEVASTANTE intervista a Gordievsky – è stata dichiarata dallo stesso un falso al 90 per cento, e l’alto ufficiale dei servizi britannici (ex alto ufficiale del Kgb) ha definito il giornale “the dirtiest newspaper” del mondo, il più sporco.

    Ma ha detto anche di più, e questo lo vedremo più in là, per la soddisfazione del nostro Henry Smart.

    Poi Repubblica ha fatto credere che io abbia parlato di “un politico dietro l’attentato”, vero o presunto, che sarebbe stato organizzato contro di me, ed è totalmente inventato e falso.

    Ma disciplinatamente, come soldatini, giornali e giornalisti delle agenzie per un’intera giornata hanno seguito anche questa fabbricazione sostenendo un altro falso, e cioè che nell’interrogatorio Scaramella avrebbe parlato del “politico”, cosa anch’essa inventata di sana pianta. Il fato è che Repubblica traccia il solco, e il giornalismo italiano e probabilmente qualche servitore della giustizia si adegua e segue.

    Poi, sempre lo stesso organo di stampa, ha suggerito, soltanto suggerito, che se il povero capitano del Kgb Talik ha detto di essere innocente, e dunque è innocente, allora Scaramella ha creato un attenato su mio ordine affinché io potessi poi attribuirne la paternità ad un “politico” e dimostrare definitivamente la mia malvagità-

    Infine la storia della e-mail di Scaramella a Litvinenko, con un testo in italiano che riassumeva tutte le dichiarazioni dello stesso Litvinenko, affinché il poveretto potesse inviarlo firmato alla Commissione, fatta passare come una fabbricazione di Scaramella, quando esiste una sterminata intervista e analisi in russo di Litvinenko alla agenzia Novosti Ucraina del 28 dicembre 2005 che traccia un panorama dettagliatissimo e molto allarmante su tutte le attività russe in Europa e in Italia, compreso il ruolo e le attività attribuite a questo Talik.

    Ora, tu, caro Paradisi, hai dimostrato parte di queste fabbricazioni e questo è un lavoro per la verità, che non conosce parti politiche. Grazie.

    Quanto alle accuse a Prodi, lasciatemi dire che sono solo di carattere storico e non penale e che sono tuttavia molto più consistenti di quelle che trattengono in galera e in isolamento un consulete del Parlamento della Repubblica italiana accusato di aver calunniato un ex capitano operativo del Kgb in Italia, lo stesso sul quale Litvinenko dà notizie devastanti all’agenzia Novosti anno fa.

    Bel lavoro, Gabriele, e grazie per aver contribuito a dimostrare che due persone che sono politicamente molto lontane fra loro, come io e te, possono marciare insieme sulla verità dei fatti, la pura e semplice verità dei fatti che è il cardine di ciò che io ho chiamato e chiamo Rivoluzione Italiana.

    Buon anno rivoluzionario in nome della verità a tutti, cari amici (e nemici) di questo blog.
    PG – Tratto da Blog “Rivoluzione Napoletana

  2. Note del Blogger Gigio : Sterminate interviste ma senza alcun link, senza alcuna traduzion, senza interviste propio…. E meno male che sono sterminate, sembrerebbe più che siano “Terminate”
  3. Capitani Operativo, ma cosè una nuova forma di Windows?!?
  4. Ma quanti nick name hai Paolone?!? Comè che con 54 commenti non siamo mai riusciti a vederne on-line uno?!?! Sarà mica perchè sei un Moderato che moderi a tal punto che non ne riesca on-line nemmeno uno?!?

Buon Anno Paolone, mangia poco e bevi tanto del domani non vè certezza.

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Dopo Berlusconi che invita a evadere le tasse, Paolo Guzzanti invita a non pagare più in canone RAI

  1. fedeverano scrive:
    30 Dicembre 2006 alle 08:40 Ritorno sulla procedura legale per disdire l’abbonamento RAI, da me promossa a tutti gli amici di questo blog subito dopo la prima riunione con il Senatore Guzzanti il 17 novembre scorso.

    Nella busta da spedire a Torino si può aggiungere la lettera uguale per tutti come suggerito da speakeasy, cosa peraltro che io ho fatto autonomamente nel 1999 quando ho dato la mia disdetta.

    Questo, se fatto in massa, è un segnale forte e “rivoluzionario”, ma i PADRONI se ne fregheranno ed aumenteranno i canone per compensare le perdite, come hanno fatto ora.
    Buon anno a tutti.
    Federico Sorge.

    COME NON PAGARE LEGALMENTE “IL CANONE RAI”

    Lettera da inviare raccomandata A/R quando si intende far suggellare il televisore.

    La cessazione può essere effettuata in qualsiasi periodo dell’anno, se fatta entro e non oltre il mese di dicembre vale dal gennaio dell’anno successivo. Il pagamento d’euro 5,16 è unico, spetterà alla Agenzie delle entrate Ufficio Torino 1 – SAT Sportello abbonamenti TV – mandare i propri incaricati ad insaccare e sigillare il televisore che l’utente dovra’ mettere a loro disposizione.

    A – SE SI POSSIEDE IL LIBRETTO DI ABBONAMENTO ALLA RAI:
    1) Effettuare il pagamento di euro 5,16 mediante vaglia postale intestato a
    “Agenzie delle entrate Ufficio Torino 1 – SAT Sportello abbonamenti TV – Cas. Post. 22 – 10121 Torino”
    indicando sulla causale di versamento:
    “Intendo far suggellare il mio televisore ed indico il numero del mio abbonamento n……………………”.
    2) Cartolina contrassegnata con la lettera D (”D” = DENUNCIA DI CESSAZIONE DELL’ ABBONAMENTO), compilarla in ogni sua parte, e barrare la casella “Intende far suggellare il Televisore a Colori”.
    Spedire la cartolina “D” assieme alla copia della ricevuta del vaglia postale per mezzo di lettera Raccomandata A.R..
    Conservate con cura il vecchio libretto e tutti i documenti relativi alla pratica.

    B – SE NON SI POSSIEDE PIU’ IL LIBRETTO DI ABBONAMENTO ALLA RAI:
    1) Effettuare il pagamento di euro 5,16 mediante vaglia postale intestato a
    “Agenzie delle entrate Ufficio Torino 1 – SAT Sportello abbonamenti TV – Cas. Post. 22 – 10121 Torino”
    indicando sulla causale di versamento: “Intendo far suggellare il mio televisore ed indico il numero del mio abbonamento n……………………”,
    2) Raccomandata con ricevuta di ritorno a:
    Spett. “Agenzie delle entrate Ufficio Torino 1 – SAT Sportello abbonamenti TV – Cas. Post. 22 – 10121 Torino”

    Aspettate che il funzionario SAT, o la Guardia di Finanza su incarico della SAT, venga a suonare il campanello di casa vostra per chiedervi il televisore da infilare nel sacco di iuta.
    Il funzionario SAT, o la Guardia di Finanza, dovranno venire su appuntamento concordato poichè stanno espletando un servizio che voi avete richiesto, non hanno il mandato del Magistrato per entrare coattivamente a casa vostra e fare perquisizioni.
    Dovrete essere quindi collaborativi, farvi trovare in casa, indicare il televisore da suggellare e mostrare al funzionario SAT o alla Guardia di Finanza, che nelle altre stanze della vostra abitazione non ci sono altri televisori.
    Abbiamo ricevuto lamentele da utenti poichè, pur essendo passati anni di tempo dalla richiesta, nessuno è venuto a suggellare il televisore.
    Se il funzionario SAT, o la Guardia di Finanza, non viene comunque voi siete a posto, avendo ottemperato a tutto quanto previsto dalla normativa vigente, e non siete tenuti a pagare il canone.

    LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO
    Disciplina degli abbonamenti alle radioaudizioni – Regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246 (in Gazz. Uff., 5 aprile, n. 78). – Decreto convertito in l. 4 giugno 1938, n. 880, (in Gazz. Uff., 5 luglio 1938, n. 150).
    P.S.
    Non fate entrare in casa vostra nessuno senza che Vi mostri il mandato firmato dal magistrato (che non firmerà mai) – Fate trovare il Vostro televisore sul pianerottolo, in cortile, sul marciapiedi, ma non in casa. Tanto non verranno mai.

    Buon lavoro e buona rivoluzione.

    Tratto dal Blog di Paolo Guzzanti “Rivoluzione Italiana

DEMOCRAZIA ELETTRONICA – Il Dissenso al tempo di Forza Italia


Il blog di Paolo Guzzanti e’ molto bello ed interessante, soprattutto perche’ il rapporto segnale/rumore e’ molto alto. I commenti come si usa in casi simili, sono moderati ed e’ possibile inviarli al moderatore solo dopo essersi registati ed aver ricevuto una password apposita su un indirizzo email funzionante. E dopo questa ferrea trafila, che evidentemente sfinisce gli eventuali oppositori, il risultato finale e’ che i commenti pubblicati ai post di Paolo Guzzanti sono tutti, praticamente tutti, di fiero appoggio al senatore ed alle sue elucubrazioni. In un clima davvero “rivoluzionario”.

 

Fonte :  http://www.mantellini.it/

Raffaele Fitto – Una vera Cloaca Spagnola (di quelle dove si caga a cielo aperto ndr.)

Raffaele Fitto

Martedì 20 Giugno 2006

Raffaele Fitto

Quest’uomo, in qualità di Governatore della Puglia, con il suo piano di riordino ospedaliero ha sfasciato la sanità pugliese.
Ricordo quando il signorino in questione andava in giro per i paesi della Puglia a spiegare il suo progetto per “risanare” la sanità pugliese ed a cercare di giustificare la continua chiusura di decine di reparti ospedalieri e ricordo che le sue visite si concludevano spesso a “pomodori in faccia” da parte della popolazione indignata ed esasperata.
Il signore in questione accusava per queste azioni di protesta spontanee la solita “sinistra” sobillatrice, ma in realtà le proteste erano il frutto dell’esasperazione di coloro che, da un giorno all’altro, si ritrovavano senza un Ospedale vicino a casa con la giustificazione di dover “tagliare le spese”.
Ricordo anche il suo vergognoso tentativo di cedere la proprietà dell’acquedotto pugliese ad aziende private, ed infine ricordo la sua sconfitta alle elezioni regionali.
Anche lui perse per uno scarto di qualche decina di migliaia di voti, ed anche lui urlò ai brogli, salvo rimediare una vergognosa figuraccia, come ricorda questo vecchio articolo del Corriere della sera.
In tipico stile italiano anche nel merito della sanità pugliese e della vecchia maggioranza alla Regione giravano molte voci di tangenti e inciuci tra le persone, la gente intuiva che qualcosa non andava, certo erano solo pettegolezzi non supportati da prove, esattamente come erano pettegolezzi quelli legati al caso Moggi e ancora prima alla corruzione dei politici di tangentopoli.
Oggi la notizia della sua richiesta di arresto a cui seguono gli ormai rituali sbraiti del centro destra il quale si straccia le vesti davanti alla nuova “emergenza democratica” di cui i Berlusconidi vorrebbero essere, chissà perché improbabili paladini.
Come al solito attendiamo gli interminabili tempi della giustizia per trarre le dovute conclusioni, nel frattempo a lui il disonore di inaugurare la personale “Cloaca” del nostro sito.

N.B. Questo mio articolo, qui in parte riveduto è corretto è stato inserito anche su Onemoreblog

Fonte : http://www.doxaliber.it/date/2006/06/

dicembre 30, 2006

Se Tronchetti vende Telecom agli stranieri

L’ipotesi che Tronchetti Provera possa vendere le sue azioni a stranieri potrebbe l’inizio di un burrarscoso 2007.

[ZEUS News – http://www.zeusnews.it – 27-12-2006]

Per Telecom Italia il 2006 si chiude con una grande bonaccia dopo la tempesta: prima la decisione di recedere dall’aumento del canone, per tenersi buone le associazioni dei consumatori e l’Authority; poi le aperture al sindaco interno da parte del presidente Rossi, che hanno fatto revocare lo sciopero indetto per il 21 dicembre; infine un accordo interno tra il vicepresidsente Buora e l’amministratore delegato Ruggiero per evitare le dimissioni di quest’ultimo.

C’è grande pace dopo le tempeste dell’estate, ma potrebbe essere anche una bonaccia prima della tempesta: la voce che circola in queste ore è che Tronchetti Provera e Benetton sarebbero pronti a cedere la quota di Olimpia in Telecom a fondi privati esteri di investimento, o addirittura a società telefoniche straniere; se l’ipotesi si rivelasse fondata, l’inizio del 2007 potrebbe diventare subito rovente.

Il 2007 diventerebbe subito caldissimo per Prodi e per la sua maggioranza, appena usciti dalle vicende della finanziaria, alle prese con il possibile passaggio all’estero del maggiore e quasi monopolista gestore telefonico fisso, mobile e internet, dopo che lo stesso governo Prodi ha appena consentito che l’Enel uscisse completamente da Wind (ora completamente controllata dall’egiziana Orascom).

Prodi verrebbe messo sotto processo dall’opposizione: con lo scontro con Tronchetti avrebbe costretto il padrone di Pirelli a uscire e a lasciare il campo agli stranieri. Il sindacato scenderebbe sul sentiero di guerra, così come Rifondazione e il Pdci, e Telecom Italia diventerebbe davvero la buccia di banana su cui Prodi rischia di rompersi l’ossso del collo. (Imho, ti piacerebbe, povero illuso)

A Prodi non resterebbe che invocare una cordata di investitori italiani, di cui non potrebbe non far parte Berlusconi: se non come azionista di Telecom Italia, almeno come finanziere e banchiere, membro autorevolissimo della business community italiana. (Imho ma quante pasticche di acido ti sei inollato…. Mamma mia, fatti curare, sei peggio di Emilio Fede)

In qualunque caso, sarebbe una resa per il premier bolognese, che oggi spera che le voci sull’uscita di Olimpia da Telecom siano e rimangano tali.

Imho te sei veramente fuori di cranio…. Caro Tolardo, oltre che un gran leccaculo, sei fuori da ogni realtà. Telecom è un’azienda “Strategica” e per vincolo di legge, vincolo specificato chiarissimamente nel momento della privatizzazione, non può “Assolutamente” andare in mani straniere, quota Statale + Azionariato devono essere ITALIANI. Quindi, mettiti l’anima in pace, Berlusconi non otterrà mai questo ghiotto boccone, Sindacati e Governo piuttosto riacquistano il pacchetto di controllo e la statalizzano nell’infrastruttura. Ci mancherebbe che distruggesse anche le Telecomunicazioni quel delinquente.

Pier Luigi Tolardo – Quelli di Zeus

dicembre 28, 2006

Wi-max: si parte! Dopo le gabelle imposte dalle destre per 5 anni, qualcosa di buono nel WorldWide!!

Filed under: Blogroll, Grandi Uomini, Politica Italiana, Storia, Uncategorized — Italiano Liberale @ 7:40 am

Entro febbraio il calendario del lancio. Accordo per la cessione delle frequenze militari dalla Difesa alle Comunicazioni

Una bella notizia: finalmente i ministri della Difesa e delle Comunicazioni sono riusciti a trovare l’accordo per lo sviluppo del Wi-Max in Italia, la tecnologia senza fili che porterà finalmente internet a velocità massima sull’intero territorio nazionale. Si tratta di un processo complesso, che durerà cinque anni. Intanto si partirà a giugno prossimo, quando saranno disponibili le prime frequenze.

Wi-max: si parte! Dopo le gabelle imposte dalle destre per 5 anni, qualcosa di buono “W il Governo Prodi”

Il ministero della Difesa dovrà quindi liberare quelle occupate finora per funzioni militari, per poi passarle al dicastero delle Comunicazioni.

Quest’ultimo dovrà rimborsare la Difesa per le spese da affrontare per le modifiche tecnologiche dei propri sistemi radar. Ed è proprio questo il punto nodale: per recuperare le spese, il Governo tenderà a vendere le frequenze al miglior offerente? C’è da augurarsi che il Wi-Max, oltre a fondare la nuova era dell’«internet dappertutto», sia davvero la tecnologia che digitalizzi l’intero paese, spingendo l’intero sistema ad un recupero del ritardo tecnologico. E non ulteriore strumento di una élite: com’è, per ora, la nostra banda larga, la più cara (e lenta) dell’intera Unione Europea.

Si tratta quindi di una grande occasione per superare il nostro digital divide, dovuto soprattutto al ritardo delle infrastrutture per la banda larga.

In tutti i paesi sviluppati, i prezzi per accedere a internet stanno calando inesorabilmente, arrivando a Taipei, dove surfare sul web è del tutto gratuito, dappertutto. È per questo che il problema delle tariffe diventa fondamentale per lo sviluppo tecnologico del nostro paese. Il Wi-Max italiano potrà avere a disposizione 35 Mhz, con possibilità del raddoppio della velocità. Se pensiamo che Fastweb ha una banda larga intorno ai 10 Mhz, ci rendiamo conto della rivoluzione che arriverà con il nuovo sistema.

Già in alcuni paesi europei, il Wi-Max sta diventando un forte concorrente dell’Adsl, e chissà come reagiranno la nostra Telecom e compagnia alla notizia di questi 35+35 Mhz imminenti.

Eppure le frequenze radio, su cui viaggia questa nuova tecnologia, sono un bene statale, e quindi, in teoria, dovrebbe essere accessibile a tutti, per non dire gratuita. Ma il nostro è il paese dai mille cavilli, come c’insegna il precedente governo che ha finanziato l’acquisto di decoder per il Dtt che hanno però sviluppato soprattutto la pay-per-view. Per questo c’è da sperare che stavolta l’«internet dappertutto» possa diventare il «web per tutti».

Scaramella telefonò a Guzzanti: Tutti hanno in un cassetto un fascicolo su qualche politico.

Scaramellando, il nuovo programma MediasetQuando crepa il Caballero Mascarato vi beccherete me, che culo èh?!?Ehi Boys, tranquilli il Caballero Mascarato è qui….

“Pecoraro con gli agenti russi”
Il senatore del Polo: non gli diedi retta, ma difendo il suo lavoro
FRANCESCO GRIGNETTI

ROMA «Queste accuse del magistrato per Scaramella, scusate, io proprio non le capisco. Inscenando falsi attentati voleva accreditarsi presso la commissione Mitrokhin? Ma in che senso? Era già un nostro consulente. Godeva di piena fiducia. Non aveva affatto bisogno di accreditarsi». Il senatore Paolo Guzzanti non è rimasto troppo stupito quando ha saputo che il suo ex consulente era stato arrestato. «Me l’aveva detto lui perché la polizia inglese era stata chiarissima: i nostri colleghi italiani vogliono sapere esattamente con quale aereo arrivi. Tanto che io gli ho chiesto: ma se ti devono arrestare, che vieni a fare qui a Natale? Non ti interrogherà nessuno per tre giorni. Non si sapeva ancora che ci sarebbe stato lo sciopero dei giornalisti. Scaramella mi rispose: “Se mi vogliono arrestare per fare un bello show mediatico, pazienza”. Comunque era intenzionato a spiegare tutto, carte alla mano».

Senatore Guzzanti, è vero, c’è la questione del traffico di armi e degli attentati…
«Che se dovevano servire a qualcosa, di certo hanno terrorizzato mia moglie, spaventato me, e indotto chi di dovere a raddoppiarmi la scorta. Ora ho sempre dietro quattro agenti armati. Da due anni sono un sepolto vivo…».

Ma la cosa più grave riguarda i presunti dossier a carico delle personalità politiche. C’è il caso di Romano Prodi e di tanti altri leader del centrosinistra.
«Alt, distinguiamo. Su Romano Prodi, come è ormai arcinoto, io ho ritenuto fosse giusto indagare, ai sensi della legge istitutiva della commissione. Niente di misterioso. Tutto alla luce del sole. Ho chiesto ai consulenti di approfondire i rapporti di Prodi con Mosca e il Kgb. Alla fine dei nostri lavori ho anche presentato un esposto-denuncia alla magistratura, che poi è stato archiviato. Degli altri, nulla so. Anzi, a ben ricordare, mi sovviene di una telefonata su Pecoraro Scanio… Scaramella mi disse: guardi, presidente, che ho notizia che Pecoraro intrattiene rapporti con agenti segreti russi. Lo aveva appreso da non so quale delle sue fonti. Ma io gli risposi: caro Scaramella, chissenefrega, non so che farmene di questa informazione. Noi lavoriamo sul Kgb e quindi su quanto è accaduto fino al 1992. Non dopo. Ci rimase un po’ male. Lui: “Vabbé, ma queste notizie io le ho apprese e gliene dò conto”. E io: «Non le ricevo. Non interessano alla commissione”. Infatti nulla si troverà agli atti della commissione su Pecoraro».

Era il modo di lavorare di Scaramella, insomma, questo raccogliere notizie su tutto e tutti?
«Il tipo ormai l’avete capito. Aveva questi rapporti con un sacco di ex agenti russi. E a me interessava perché mi potevano dare ottime notizie di background. Ma io personalmente non li ho mai voluti incontrare. E posso dire che su quanto ha fatto Scaramella per la commissione, metto la mano sul fuoco. Ma se poi nel suo lavoro indagava su questo o quello, io non so. Mi dicono che a casa sua sono stati trovati dei dossier intestati a politici di oggi. Boh… Comunque sono perplesso. Esiste un reato di “compilazione di dossier”? Ma allora ogni giornalista italiano sarebbe nei guai. Tutti hanno in un cassetto un fascicolo su qualche politico. Altro è dire che se ne fa un uso calunnioso. Mi chiedo: dove e quando è stato fatto quest’uso calunnioso dei terribili dossier di Scaramella? Li avete visti circolare sotto elezioni? Già, perché se uno ha questi famosi dossier pronti sul tavolo, quello delle elezioni era il momento giusto, o no?».

dicembre 27, 2006

BANDA LARGA E WIRELESS – 10 obiettivi per lo sviluppo della connettività veloce.

Filed under: Allam'atriciana, gigiostars, Politica Italiana, Spettacolo, Storia, Uncategorized — Italiano Liberale @ 8:20 am

Burocrazia inutile o sveltimento della marcia contro il digital divide ?
Il comitato interministeriale per la Banda Larga
10 obiettivi per lo sviluppo della connettività veloce
27/12/2006


E’ stato istituito il 20 dicembre con un decreto del presidente del Consiglio dei ministri, il Comitato per la diffusione della banda larga sul territorio nazionale.
Del Comitato fanno parte i ministri delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, degli Affari regionali, Linda Lanzillotta, delle Riforme e delle Innovazioni nella Pubblica amministrazione, Luigi Nicolais.
L’obiettivo strategico e’ quello di garantire, entro la legislatura, l’accesso a tutti e ovunque alla banda larga. Le funzioni del Comitato sono di coordinamento, armonizzazione e monitoraggio delle iniziative gia’ intraprese, oltre all’individuazione degli interventi prioritari per il raggiungimento dei livelli essenziali di abilitazione tecnolgica sul territorio nazionale, attraverso il confronto con i rappresentanti delle Amministrazioni locali, degli utenti e degli operatori nel settore delle Comunicazioni.
Il Comitato per la sua attività, si avvarrà di un «Gruppo Tecnico», presieduto da un esperto, designato dal Ministro delle Comunicazioni, di concerto con gli altri due Ministri.
L’obiettivo è di portare la banda larga ovunque entro il 2011. Meglio sarebbe portarla in tutti i comuni almeno di pianura entro la fine dell’anno 2007.
Da sito del ministero delle Comunicazioni
Lo sviluppo della banda larga in 10 punti
1. La diffusione della banda larga in Italia e il posizionamento in Europa
2. I vincoli allo sviluppo della banda larga
3. Le iniziative pubbliche per l’infrastrutturazione
4. La banda larga come motore di sviluppo e servizio universale
5. La necessità di una rete informativa per il XXI secolo: da banda larga a ultralarga
6. Concertare e coordinare le iniziative territoriali per garantire la disponibilità della banda larga
7. Favorire le nuove tecnologie di rete e la concorrenza
8. Creare le condizioni per lo sviluppo dei servizi e dei contenuti digitali
9. Stimolare la domanda e alfabetizzare gli utenti
10. Monitorare l’attuazione dei piani di intervento e la diffusione della banda larga

Ndb. Questo Governo è un Governo, non lo spauracchio che negli scorsi 5 anni non ha saputo far altro che tassare i cd e dvd vergini per allisciare il pelo agli amici delle case conematografiche e musicali (si sa la TV è il loro miglior chliente, e Silvio non fa nulla x niente), sempre su questottica fare leggi per spaventare gli utenti e dulcis in fundo rafforzare i monopoli esistenti facendo si che si arrivasse ad ottenere l’esatto contrario di quello che invece questo Governo (Votato da noialtri “ILLUMINATI”) si accinge a fare.

Insomma, la morale è sempre quella, con la Destra ci si fa solo del male, e anche delle seghe… ma questa è un’altra storia.

dicembre 19, 2006

Attacco ai revisionisti e silenzio sulle testate atomiche di Sion..

Marcello Pamio – 16 dicembre 2006I media – come sempre compiacenti al Sistema – si stanno occupando a pieno regime del Convegno di revisionisti tenutosi in suolo iraniano. Non si parla d’altro. Con tutto quello che sta succedendo in giro per il mondo, sembra che la cosa più importante sia criminalizzare una convention.
Apro una parentesi sul revisionismo, perché tale termine indica qualsiasi posizione che tenda a mettere in discussione e quindi “rivedere” gli esiti storiografici precedentemente dati per certi. Fin qui nulla di male.

Anzi, con una definizione simile mi considero anch’io un revisionista, perché la storia, come la conosciamo oggi, e cioè quella che ci viene inculcata a scuola, andrebbe rivista nella quasi totalità. Ma quando il revisionismo tocca certi argomenti e non altri, come per esempio l’Olocausto e/o la nascita dello Stato d’Israele, bè il discorso cambia eccome.
Non sto dicendo, come fa invece qualche personaggio molto più accreditato di me, che l’Olocausto è una mera invenzione, ma semmai che tale crimine è stato astutamente politicizzato e strumentalizzato da una ristrettissima cerchia di signori molto pericolosi chiamati sionisti.

Con l’avvallo di influenti organizzazioni infiltrate nel tessuto societario (come il B’nai B’rith) e con i soldi di potentissime famiglie (come i Rothschild) i sionisti hanno cinicamente e criminalmente ‘sfruttato’ i propri morti per giungere da una parte alla nascita dello Stato ebraico in Palestina, e dall’altra alla creazione del ‘tabù ebraico’, in pratica si sono detti: con
la Shoà dietro le spalle, chi potrà mai più criticare l’operato, qualunque esso sia, di Israele?

E’ importante sottolineare che lo Stato d’Israele è stato voluto solamente dal movimento sionista! Operazione questa prettamente politica, che ha astutamente sfruttato la religione giudaica e gli ebrei in buona fede (che nulla c’entrano con la propaganda di Sion). Lo possono testimoniare le dichiarazioni di rabbini dell’epoca che NON volevano assolutamente uno Stato ebraico in terra santa, ma essere ebrei nel mondo. Moltissime critiche e accuse alla Federazione Sionista, proprio per questo motivo, sono state inutili, perché alla fine assieme ai colonizzatori inglesi (prendendo in giro la popolazione araba con la promessa di uno stato arabo, ovviamente mai mantenuta, e facendosi pure aiutare a cacciare i turchi ottomani), hanno sacrificato la popolazione del luogo per creare il focolare ebraico. Lo scopo per l’Impero di Sua Maestà, e soprattutto dell’Arab Bureau (istituzione vicina all’intelligence, nata nel 1916 in cui lavorarono personaggi come T.E. Lawrence, detto Lawrence d’Arabia, e Bernard Lewis l’ideologo dello “scontro di civiltà”) era quello di estendere il controllo britannico in pieno Medio Oriente… E certamente la creazione di uno ‘Stato controllato’ in Palestina avrebbe aiutato tale missione…

Da quel momento in poi – due popoli una terra, grazie all’ingerenza dell’Impero Britannico – gli scontri, il terrorismo e gli attentati (da entrambe le parti) sono purtroppo diventati un dato di fatto. 
Ma tornando al convegno dei revisionisti, fa specie sapere, nel Terzo Millennio, che non si può toccare l’argomento dell’Olocausto senza venire tacciati di ‘antisemitismo’, di ‘apologia del nazismo’ o quant’altro, ma la cosa peggiore è che non è possibile criticare i crimini commessi dall’esercito israeliano (in Palestina, in Libano, ecc.), proprio in virtù della catastrofe umanitaria patita dal popolo ebraico (come se fossero stati soltanto di religione ebraica i morti nei campi di concentramento), e invece nessuno ricorda gli altri tremendi olocausti che hanno soppresso la vita a decine di milioni di persone: nativi americani, africani, ecc.

Quanti per esempio hanno mai sentito parlare dell’Olocausto canadese?
Il Rapporto pubblicato da The Truth Commission into Genocide in Canada ha documentato come oltre 50mila bambini nativi (indiani d’America) sono stati assassinati, con la complicità della chiesa locale. I bambini furono esposti intenzionalmente al contagio di malattie trasmissibili come la tubercolosi, senza poi ovviamente cercare di curarli! Scopo era l’eliminazione delle popolazioni indigene.
L’elenco potrebbe andare avanti con lo sterminio dei nativi americani, le deportazioni di milioni di schiavi, le truci guerre che hanno sconvolto il continente africano, e massacrato milioni di ‘indigeni, tutte foraggiate e finanziate sempre e solo dall’Occidente per puri interessi territoriali e subterritoriali (acqua, oro, diamanti, rame, manganese, petrolio, coltan, uranio, vanadio, ecc.).
Come mai non se ne parla? Forse perché questi sono dei semplici ‘incivili’ e non appartengono all’occidente o alla cosiddetta ‘razza eletta’? O perché i soldi per smembrare tali popolazioni (smentendo il famoso “pecunia non olet”) puzzano eccome di Occidente? Perché ci si ricorda solo della Shoà e non si ricordano tutti i crimini commessi in nome di un dio, in nome del denaro o del petrolio?
Oggi i media e tutte le istituzioni occidentali filo-sionisti sono impegnati a criticare aspramente l’Iran, non solo per aver organizzato il convegno dei revisionisti, ma soprattutto per via dell’arricchimento di uranio, ma si dimenticano di amplificare le recentissime dichiarazioni del premier Ehud Olmert durante un’intervista alla televisione tedesca.
“L’Iran – ha detto il Premier sionista – minaccia apertamente, esplicitamente e pubblicamente di voler cancellare Israele dalle carte geografiche. Quali pensate che siano le sue intenzioni, quando aspira ad avere armi nucleari come l’America,
la Francia , Israele e
la Russia ?”.
So bene che non si tratta di una notizia visto che lo sanno perfino i bambini, che Tsahal, l’esercito d’Israele, ha in dotazione un arsenale stimato dalle 150 alle 200 testate nucleari!
Per la precisione lo sappiamo dal 1986, e cioè da quando l’ingegnere israeliano Mordechai Vanunu – che ha lavorato proprio al programma atomico – lo ha rivelato al mondo attraverso il Sunday Times. Dichiarazione questa, che gli è costata molto cara.
Rapito (o sequestrato?) in segreto a Roma dal braccio armato dell’intelligence sionista, il Mossad, espatriato a casa e processato in gran segreto a porte chiuse. Risultato: diciotto anni di carcere per aver detto quello che oggi è stato confermato dal Premier israeliano! Alla faccia della democrazia e della libertà di parola.
Dov’erano nel 1986 i grandi giornalisti che oggi tanto si scandalizzano del convegno iraniano?
Perché i media, tanto bravi a scrivere articoli senza firma per protestare contro i padri-padroni editori, non hanno difeso un cittadino incarcerato ingiustamente (addirittura in suolo italiano) semplicemente per aver detto quello che sapeva?
Forse perché lo Stato in questione è Israele?
E se invece di un ingegnere israeliano fosse stato un ingegnere irakeno o iraniano? Cambiava qualcosa se la denuncia riguardava Mahmud Ahmadinejad, invece dell’allora Premier Simon Peres? Detto per inciso, Peres è l’uomo che ha portato tutte le atomiche in Israele, e che – sempre secondo Vanunu – lo ha fatto rapire! Insomma un personaggio da Premio Nobel per
la Pace …e infatti, purtroppo, nel 1994 è stato proprio insignito con l’onorificenza svedese!
Certamente a livello mediatico, e quindi a livello d’opinione pubblica, sarebbe cambiata!
Tutto il mondo occidentale si sarebbe scagliato contro il governo iraniano, come sta facendo proprio in questi mesi. Visto però che in quel caso si trattava (e si tratta) di Israele, nessuno ha avuto il coraggio di parlare, di alzare la testa e porre alcuni interrogativi.
Come per esempio domandare come
mai Israele , che possiede le testate atomiche, non ha firmato il TNP, Trattato di Non Proliferazione Nucleare!!!
Bella domanda, vero?
Il Trattato fu sottoscritto da USA, Gran Bretagna, Unione Sovietica il primo luglio 1968. Successivamente e dopo molto tempo aderirono Francia e Cina. Poi toccò alla Corea del Nord nel 1985. Stando alle pubblicazione dell’USPID, l’Unione Scienziati Per Il Disarmo, tra gli Stati che non hanno ancora aderito al TNP si segnalano: Brasile, India, Pakistan e Israele.
La cosa interessante, che pochi faticano a ricordare, è che lo ‘stato canaglia’ per antonomasia, l’Iran, ha firmato il TNP il 2 febbraio 1970!
Quindi oggi i media si scandalizzano se a Teheran si invitano settanta storici revisionisti, ma non dicono nulla delle migliaia di persone arrestate (in piena ‘democrazia’) nel mondo ogni anno semplicemente per aver messo in discussione alcuni fatti storici; si accaniscono contro l’arricchimento di uranio della teocrazia iraniana (che però ha firmato il TNP) ma non dicono nulla delle 200 testate atomiche di Sion (che non ha mai firmato il TNP). Non solo, tengono nascosto perfino le immagini, censurate del Canale 10 TV, dove si vede il premier sionista Olmert istruire il Capo del Governo Romano Prodi su cosa dire durante la recentissima conferenza stampa in merito ad Hamas. Secondo voi, il supino Prodi, ex uomo della banca ebraica più potente del mondo, Goldman Sachs, cosa avrà mai risposto? 

Ve lo dico io. In pratica Ehud Olmert (il cui intervento, censurato dai canali nazionali, si può vedere e/o ascoltare nel video in esclusiva http://www.infolive.tv/web_player.php?id=1882&content=7) ha chiesto (ovviamente imposto) a Romano Prodi di dire le seguenti affermazioni durante la conferenza stampa:
Romano Prodi: “Italia a Israele sono impegnati fortemente per la pace, e lo fanno in conformità ad alcuni principi essenziali, che sono i principi della Road Map. Io debbo aggiungere (Prodi a questo punto deglutisce in maniera assai vistosa! Forse il rospo è più grosso del previsto? E infatti lo è) anche il riconoscimento dello Stato d’Israele come Stato Ebraico”

Cosa c’entra affermare che l’Italia, rappresentata (?) dal premier Romano Prodi, riconosce lo Stato d’Israele come Stato Ebraico? 
E’ così importante per i sionisti che Israele non è uno Stato, ma è “Lo Stato Ebraico” per antonomasia? Ebbene sì, per i sionisti, e cioè per coloro che si basano sul “Der Juden Staat” (“Lo Stato degli Ebrei”), il libello o manifesto scritto nel 1896 da Theodor Herzl (padre spirituale (?) del Sionismo), è assai importante!!!


Romano Prodi e il suo mentore

Ehud Olmert

Tutto questo per far capire, una volta per tutte, come i mass media e i governi sono tutti sottomessi, non al padre-padrone editore, ma ai Poteri Forti che stanno dietro.
Poteri che sono in grado:
– a livello mediatico di decidere quello che va detto e quello che va filtrato;
– a livello politico di influenzare i governanti;
– a livello storico di mitizzare accadimenti per renderli tabù da utilizzare all’occorrenza;
– a livello sociale di affibbiare etichette infamanti a chi non segue i dogmi imposti;
– a livello economico di movimentare enormi quantità di soldi per finanziare operazioni utili alla causa.

dicembre 18, 2006

Olanda: premiati i soldati che non impedirono il massacro di Potocari..

Donne in Nero - BelgradoSenza verità sui crimini non può esserci una pace giusta
Olanda: premiati i soldati che non impedirono il massacro di Potocari..
(Governo di Destra ovviamente)
Mercoledì 27 dicembre 2006, di Giovanna Romualdi

Pubblichiamo il testo della ettera di Stasa Zajovic, Donne in Nero di Belgrado, all’Associazione delle Madri di Srebrenica dopo la decisione del governo olandese di decorare soldati che avevano assistito passivamente al genocidio di Potocari, nella zsona protetta di Srebenica.

Care sorelle nella pace,

condividiamo la vostra giusta collera in seguito alla decisione del governo di destra olandese di decorare 350 soldati che hanno osservato passivamente il genocidio praticato da forze armate serbe comandate dal criminale di guerra Ratko Mladic nel 1995.

Il crimine di Potocari è considerato come uno dei crimini di guerra più gravi del 20° secolo. Questo non sarebbe accaduto se i membri del battaglione olandese recentemente decorato avessero svolto il loro compito. Erano stati posti nella Zona protetta di Srebrenica per proteggere i civili. Invece di adempiere ai loro obblighi, i soldati olandesi ben remunerati hanno partecipato direttamente consegnando dei civili disarmati ai soldati fascisti di Mladic.

Tutto ciò è una ragione sufficiente perché i comandanti del battaglione olandese si ritrovino nel box degli accusati del Tribunale dell’Aya. Ma invece di questo, si accordano loro degli onori.

Tutto ciò prova la verità del proverbio un corvo non strappa l’ala a un altro corvo. La solidarietà tra i militaristi di tutte le nazioni continua ed è dimostrata da questa decorazione vergognosa. Ancora una volta, la solidarietà prevale sulla giustizia. Nello stesso tempo, ciò conferma la verità dei principi etici delle Donne in Nero “Non in nostro nome! Non vogliamo essere prese in giro dai nostri!”.

Noi speriamo che il movimento per la pace nei Paesi Bassi rifletterà seriamente su questo principio e si metterà ad applicarlo. Solo così la società civile olandese potrà attenuare le sue responsabilità per la partecipazione olandese al genocidio.

Noi continuiamo a controllare continuamente i fatti concernenti i crimini commessi in nostro nome. Riteniamo che sia un dovere della società civile, e in particolare del movimento per la pace olandese, fare la stessa cosa.

Noi continueremo, come abbiamo sempre fatto, a reclamare innanzitutto l’accertamento delle responsabilità dei crimini commessi in nostro nome.

Continueremo anche ad esprimere la nostra compassione, la nostra solidarietà e il nostro rispetto per le vittime di questi crimini e le loro famiglie. Continueremo a sostenere le vittime del genocidio di Srebrenica. Come abbiamo fatto finora, costruiremo una pace giusta insieme con le donne di Srebrenica, con i membri delle famiglie di coloro che sono stati uccisi.

Senza la verità su tutti i crimini, senza punire tutti i criminali, senza rispettare la dignità delle vittime, non può esserci democrazia, riconciliazione, né una pace giusta.

Belgrade, 13 dicembre 2006

Fonte : http://www.womenews.net/spip/spip.php?article1058

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