Angolo del Gigio

novembre 30, 2006

Dietro l’assassinio di Litvinenko

Movisol – www.movisol.org 

La storia secondo cui il presidente russo Vladimir Putin avrebbe “ordinato” l’assassinio di Alexander Litvinenko a Londra è talmente screditata che persino qualche giornale britannico, come il Daily Telegraph, si è cominciato a chiedere se il giornalista non sia stato “sacrificato” proprio per scatenare una campagna contro Putin. I fatti salienti del caso:


1. I tempi: il caso Litvinenko è esploso subito dopo che Russia e Inghilterra hanno sottoscritto un trattato straordinario che renderà possibile l’estradizione dell’oligarca russo Boris Berezovsky e del leader dei ribelli ceceni Ahmed Zakayev. La notizia della morte di Litvinenko è giunta il 23 novembre, nel momento in cui ad Helskinki si teneva il vertice Russia-UE con la partecipazione di Putin. Il caso non poteva ottenere maggiore risonanza.

2. Tutti gli amici di Litvinenko sono sulla busta paga di Berezovsky. Il suo vicino ed amico Zakayev lo ha portato all’ospedale all’apparire dei sintomi dell’avvelenamento. Ambedue vivono in abitazioni che avrebbero ottenuto da Berezovsky. All’ospedale Litvinenko ha ricevuto la visita di Andrei Nekrasov, il produttore cinematografico impegnato in un documentario sulla Russia insieme a David Satter dell’Hudson Institute. Le public relations di Litvinenko sono state svolte da lord Timothy Bell, anch’egli sulla busta paga di Berezovsky. In passato Bell si è occupato delle PR di Margaret Thatcher, quando questa era domiciliata a Downing Street, e di quelle di lord MacAlpine, quando questi ospitò diversi anni fa il capo dei ribelli ceceni.

3. Tutte le dichiarazioni e interviste rilasciate sul letto di morte da Litvinenko, in cui questi ha accusato Putin di averlo fatto avvelenare, sono state rilasciate ad Alex Goldfarb, un russo che a New York dirige l’International Foundation for Civil Liberties di Berezovsky. Prima di ciò Goldfarb aveva lavorato in una delle tante fondazioni di George Soros.

4. Il ruolo più equivoco in tutta la vicenda è quello di Mario Scaramella, il quale avrebbe incontrato Litvinenko in un ristorante londinese ed avrebbe riferito a Scotland Yard di averlo informato di essere sulla stessa lista della giornalista russa Politkoskaya, recentemente assassinata, assieme naturalmente allo stesso Scaramella e Berezovsky. Una squadra dei servizi russi FSB sarebbe stata messa alle loro calcagna da Putin, ha riferito Scaramella a Scotland Yard. Scaramella ha riferito che le notizie provengono da Evgenij Limarev, ex funzionario del FSB, che vive tra Parigi e Venezia. Ovviamente Limarev ha prontamente negato le asserzioni di Scaramella in una intervista a La Repubblica.

5. Scaramella è parte di una struttura privata d’intelligence che vanta collegamenti con il vice presidente USA Dick Cheney. Egli lavora infatti per la “Environmental Crime Prevention Program” (ECPP) di Washington. Questa, secondo Limarev, “nasce nel 1997 su accordi personali tra soggetti che, nei rispettivi paesi, hanno appoggi istituzionali in materia di intelligence militare, civile, ambientale”. Limarev riferisce che Scamarella gli aveva detto che “possono contare sul team di Cheney alla Casa Bianca”. Attraverso l’ECPP Scaramella ha cercato di coinvolgere sia Limarev che Litvinenko nel fabbricare dei dossier contro i politici contrari alla guerra in Italia, fatti arrivare alla Commissione d’indagine “Mytrokhin” del Parlamento. Scaramella è consigliere di Paolo Guzzanti, presidente della Commissione.

6. Fonti del governo e mezzi d’informazione in Russia hanno indicato in Berezovsky il probabile mandante contro Litvinenko. “Se vi chiedete chi ha beneficiato maggiormente da tutto ciò la risposta può essere soltanto Berezovsky”, ha detto una fonte del Cremlino al Sunday Times il 26 novembre. Komsomolskaya Pravda ha scritto: “Questa morte è nell’interesse di coloro che vogliono rovinare i rapporti tra la Russia e l’occidente”.

7. Alla conferenza stampa che ha dato al termine dell’incontro di Helsinki, il presidente Putin ha fatto riferimento per la terza volta all’assassinio di Paul Khlebnikov (il nipote del banchiere John Train molto vicino a Berezovsky). Ricordando l’assassinio della Politkovskaya, Putin ha detto: “Dobbiamo anche pensare ad altri assassinii di questo tipo. E’ stato assassinato anche un altro giornalista, l’americano Paul Khlebnikov. L’indagine è stata aperta e il caso è stato portato di fronte alla giustizia. Purtroppo gli accusati sono stati liberati dalla giuria. La procura ha riaperto il caso. Ma non dobbiamo dimenticare i crimini politici in altri paesi europei”.

www.disinformazione.it

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1 commento »

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