Angolo del Gigio

ottobre 13, 2006

Berlusconi: «Banditi». Gentiloni: «Prova a buttarla in caciara»

Banditi, urlava l’omino sparuto all’orizzonte, Banditi, Banditi, la mia roba, le mie cose, il mio Bottino!!! Silvio Berlusconi, disperato e stralunato mette subito da parte gli inviti al confronto parlamentare del governo e si calca l´elmetto in testa. Sulla riforma del sistema televisivo Forza Italia prepara già le trincee.

 Sembrano un ricordo lontano i giorni della Gasparri quando il nostro prode caballero propinava l’idea che non si stesse discutendo delle sue cose, del suo patrimonio… ma bensi di un’agzienda autonoma che lavora in grazia del mercato, che nulla ha a che spartire con lui, che quandomai potrebbe quindi farsi una legge ad personam, quando quel fumus di cui si trattava nella Merchant Bank di Palazzo Chigi di allora (l’unica, l’inimitabile, l’impareggiabile Vergognosa) non era assolutamente Conflitto di Interessi, in quanto tanto distante da lui quanto l’immagine di quei giorni da quella più realista e veritiera che ha fatto uscire finalmente allo scoperto il caballero, che ha chiaramente detto (manco ce ne fosse stato bisogno) che altro che Azienda di Mercato, quella è la sua Propietà Privata, il suo Patriminio, le sue Aziende…. La “Robba” come scriveva quel grand’uomo del Verga nei Malavoglia.

 Ma come, mentivi allora!! Mentivi sapendo di mentire, assieme a quel manipolo di “Compagni di Merende” che si spartiva il futuro economico e Morale dell’Italia delle Telecomunicazioni che da quel di ha perso ogni speranza di Libertà e Onestà di intenti ai quali potesse, come daltronde tutte le realtà Europee e Mondiali (Civili almeno), anelare.

Santissima trinità misericorsiosa, allora Spergiuro come allora, quando giurasti il falso sulla bibbia in tribunale dicendo di non essere un figlio del Gelli, e di non conoscere la P2, non hai cambiato nè il pelo ne il vizio tè passato di propinare a Destra e a Manca fregnaccie su fregnaccie…

Che vergogna, e mentre le dichiarazioni di guerra dell´ex premier si confondono con quelle della sua azienda, che vede messa per la prima volta in discussione la sua posizione di assoluto dominio sul mercato, Dunque per Berlusconi il via libera alla riforma Gentiloni «sarebbe un atto di banditismo». Di più: «un paese in cui una parte politica andasse al governo e intendesse colpire l’avversario politico attraverso le sue aziende e le sue proprietà private, non sarebbe più democrazia».

E mentre il fido Sando Bondi prepara «testimonianze morali e politiche» bontà sua «nonviolente», Mediaset attacca: «Per anni sono state criticate leggi definite “ad personam”, oggi il governo ne ha presentata una ‘contro un’aziendà che appare tagliata su misura come vendetta politica».

Banditismo? Vendetta? Giustizia Civile e Democratica dico io…

Il ministro Gentiloni non vuole sentirne parlare: «Parlare di banditismo e di esproprio mi sembra un modo di buttarla in caciara…», replica. E, ribadendo la «massima apertura» per quanto riguarda l’iter parlamentare, smentisce la ricostruzione secondo la quale Mediaset perderebbe con la riforma circa 440 milioni di euro: «No, il mercato trova sempre le sue dinamiche di stabilizzazione. Certamente quando si stabilisce una natura dominante in un settore ci sono conseguenze, ma non sono di questa portata». Certo le dichiarazioni di Berlusconi, con la conseguente grancassa di Forza Italia, An e Lega, non aiutano chi auspica un percorso parlamentare costruttivo. E se Enrico Letta continua a sperare in «un approfondito confronto in Parlamento perché è un testo di apertura ed equilibrato», molti esponenti dell´Unione respingono al mittente le critiche. Nella Cdl si differenza ancora una volta la sola Udc: «Se l’intendimento è di migliorare il pluralismo radiotelevisivo e di rendere più competitivo il sistema allora siamo pronti a discuterne costruttivamente in parlamento», dichiara il segretario centrista Cesa, pur rilanciando il monito a «non penalizzare Mediaset». E l´ormai ex Follini si augura « che la maggioranza disputerà la partita senza blindature» ma anche «che l’opposizione eviti a sua volta di rimanere ancorata all’anacronistica trincea della legge Gasparri».

Pubblicato il: 12.10.06 e Modificato il: 12.10.06 alle ore 17.48 su : http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=60233

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