Angolo del Gigio

settembre 23, 2006

Mafia e corruzione: il mosaico nero Berlusconi, Previti, Dell’Utri

Filed under: Allam'atriciana, Berlusconi, Blogroll, Forza Mafia, P2, Politica Italiana, Storia, Uncategorized — Italiano Liberale @ 1:18 pm

di Marco Travaglio 

E così, nel giro di sedici ore, l’Italia apprende che Silvio Berlusconi è un corruttore, impunito e impunibile, di magistrati. Come il suo braccio destro Cesare Previti, già condannato a sedici anni in primo grado. In compenso, il suo braccio sinistro (in tutti i sensi) Marcello Dell’Utri, oltre a essere un pregiudicato per frode fiscale e false fatture, è pure un mafioso. Per almeno trent’anni, dal 1974 a oggi, secondo il Tribunale di Palermo ha protetto e rafforzato la mafia delle stragi e degli omicidi politici concorrendo dall’esterno nel reato di associazione mafiosa nella sua veste prima di segretario di Berlusconi, poi di numero tre del gruppo Fininvest, infine di fondatore, deputato, eurodeputato e senatore di Forza Italia. Cioè del partito di maggioranza relativa che governa l’Italia da tre anni e mezzo, dopo averlo governato per sette mesi nel 1994.

Con le sentenze dei Tribunali di Milano e Palermo sulla Santissima Trinità Berlusconi-Previti-Dell’Utri, le parole «mafia» e «corruzione» – non a caso impronunciabili sulle tv di regime (tutte) – si stampano a caratteri cubitali sulla bandiera di chi ci governa, come molti – basandosi sui fatti e anticipando i giudici – avevano detto e scritto per anni, tacciati di «demonizzatori», inseguitori di teoremi, disturbatori della quiete pubblica.

Mosaico nero

Le due sentenze, insieme a quelle emesse lo scorso anno nei processi a Previti, Squillante, Metta e Pacifico per la Mondadori e l’Imi-Sir, ricompongono le tessere di quel nero mosaico che è la carriera imprenditoriale e poi politica di Silvio Berlusconi. Spiegano come è nata e cresciuta la Fininvest, come Berlusconi si è impossessato di tutta l’informazione che conta, come – e soprattutto perché – nel 1993 ha realizzato un partito vincente in pochi mesi. Ma spiegano anche lo straordinario potere di condizionamento che due personaggi come Previti e Dell’Utri hanno avuto, hanno e ancora avranno sul Cavaliere, sul suo partito, sulla sua coalizione e sul Parlamento tutto.

Si parte dal 1974, quando Previti assiste la giovane orfana Anna Maria Casati Stampa che «decide» di vendere a poco prezzo la villa di famiglia a Berlusconi, di cui lo stesso Previti è amico e socio. In quella villa di Arcore, pochi mesi dopo, Dell’Utri infila un giovane e promettente mafioso, Vittorio Mangano, il famoso «stalliere» che chiamava «cavalli» le partite di droga (come Paolo Borsellino ricorderà nella famosa intervista a due giornalisti francesi, poco prima di morire ammazzato come Falcone).

Poi arriva la P2, l’unica avventura affrontata dal Cavaliere solitario, senza lo strascico di Cesare e Marcello. Poi la conquista delle tv, con i soldi freschi a palate che Dell’Utri procura grazie a Publitalia e, forse, anche agli amici siciliani. Poi arriva Craxi, che il Cavaliere è costretto a servire perché – come confessa in una telefonata del 1983 al condirettore del Giornale – «è quello che deve farmi la legge sulle televisioni». Invece della legge, Craxi gli fa subito due decreti, per neutralizzare le ordinanze dei pretori che hanno bloccato le trasmissioni illegali delle sue tv sul territorio nazionale. Nel 1985 Silvio si sdebita con Bettino ostacolando, su ordine di quest’ultimo, il suo nemico acerrimo Carlo Debenedetti nell’acquisto della Sme dall’Iri, anche perché il secondo decreto salva-tv deve essere ancora convertito in legge.

Anche a Roma nel 1984 c’è un’inchiesta per antenne abusive sulla Fininvest. Ma lì non c’è problema. Se ne occupa il giudice Renato Squillante che interroga Berlusconi assistito da Previti e poi lo proscioglie a tempo di record. È lo stesso Squillante che la sentenza Sme dell’anno scorso ha condannato a sei anni e definito «stabilmente a libro paga della Fininvest». Poi, con calma, arriva la legge sulle tv. La famigerata Mammì, nel 1990. Ancora una volta è Craxi a imporla con la forza, complici Forlani e Andreotti (che rimpiazza in una sola notte i cinque ministri della sinistra dc, dimissionari per protesta). Anche Bettino avrà la sua bella convenienza. Fra il 1991 e il 1992 riceverà dalla All Iberian (Fininvest) 22 miliardi sui suoi conti personali in Svizzera.

Nel 1990 succede tutto, anche il passaggio di proprietà della prima casa editrice italiana, la Mondadori, che pubblica Espresso, Panorama, Epoca, Repubblica e quindici giornali locali. Ha il torto di dare fastidio a Craxi, dunque a Berlusconi. Niente paura. Il Cavaliere dà la scalata, complice il voltafaccia degli eredi Mondadori. Debenedetti, l’azionista di maggioranza, resiste. Si va all’arbitrato. Che dà ragione all’Ingegnere. Ma c’è la Corte d’appello di Roma, ci pensa l’amico Vittorio Metta. Annulla il lodo, scrive 270 pagine di motivazioni in una notte (o almeno così dice: in realtà la sentenza l’hanno scritta, prima, i legali di Berlusconi) e alla fine incassa 400 milioni in contanti da Pacifico.

Milioni che, tramite Previti, arrivano dai soliti conti esteri della Fininvest. Questo dice la sentenza del Tribunale di Milano che il 29 aprile 2003 ha condannato Previti a tredici anni di reclusione, insieme a Pacifico e ai giudici Metta e Squillante (anche per la compravendita di un’altra sentenza, quella che condannò l’Imi, cioè lo Stato italiano, a pagare un risarcimento non dovuto alla Sir di Nino Rovelli: mille miliardi, in cambio di una mazzetta di 67, o forse di 100, a giudici e avvocati, palesi e occulti). Soltanto l’intervento di Andreotti, allarmato dallo strapotere mediatico di Berlusconi (e quindi di Craxi) lo costringe a restituire parte del maltolto (Repubblica ed Espresso) al legittimo proprietario Debenedetti.

Il groviglio di poteri

Quel groviglio di poteri, quell’impasto di arroganza e impunità è immortalato, con l’autoscatto, nell’album di Stefania Ariosto: politici e faccendieri, avvocati e magistrati, tutti insieme appassionatamente in feste e spedizioni transoceaniche al seguito di Cesare e Bettino, tutti futuri clienti di procure e tribunali. Ma la migliore polaroid di quei rapporti illeciti è nelle contabili bancarie che giungono dalla Svizzera e dimostrano, nella sola primavera del ’91 tre decisivi versamenti. Il 14 febbraio 1991 Previti paga 425 milioni al giudice Metta tramite Pacifico. Il 6 marzo 1991 bonifica 500 milioni a Squillante. Il 16 aprile 1991, ancora tramite Pacifico, dirotta 500 milioni sul conto del giudice Verde (poi assolto). Sempre con denaro della Fininvest e del patrimonio personale di Silvio Berlusconi.

Nel 1992-1993 i nodi, con Mani Pulite, vengono al pettine. I vecchi padrini si dividono fra tribunali e latitanze. Anche Cosa Nostra perde i vecchi referenti politici così indeboliti da non garantirla più nei processi. Occorre un partito nuovo, ma anche vecchio. Dell’Utri, che mai si è occupato di politica in vita sua, si getta a capo fitto nell’impresa. Ingaggia un consulente ad hoc, Ezio Cartotto, sin dal maggio-giugno 1992. Che comincia a lavorare in segreto. In pochi mesi, grazie alle strutture e ai miliardi di Publitalia, il gioco è fatto.

Il Cavaliere, abbandonato dagli amici, indebitato fino al collo e terrorizzato dai giudici, confessa a Cartotto: «Di questo passo mi accuseranno di tutto, anche di essere mafioso. Ogni tanto, mi scopro a piangere da solo nella doccia». E poi, a Montanelli e a Biagi: «Se non entro in politica, mi mettono in galera». Ma provvede Marcello, l’amico siciliano. Le televisioni e i giornali fanno il miracolo. Il nuovo miracolo italiano. Forza Italia.

Fonte : http://www.uonna.it/mafia-corruzione-mosaico-nero.htm

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3 commenti »

  1. […] Pubblicato da sdrammaturgo su Sabato 1 Dicembre 2006 Giovedì sera ad AnnoZero le facce indifferenti dei giovani di Forza Italia intervistati da Alberto Nerazzini tra dibattiti e cubiste al Convegno Nazionale de Il Circolo Giovani (creato da Marcello Dell’Utri). “Ma se a Marcello Dell’Utri, già condannato in via definitiva per frode fiscale e false fatturazioni, venisse confermata anche la condanna di primo grado a nove anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, tu cambieresti idea?” “Chi è senza peccato scagli la prima pietra” “Nessuno è perfetto” “Tutti possono sbagliare” “La mia ammirazione resterebbe immutata” Peccato che la domanda non fosse: “Lei lo sa che il fondatore del suo club ha tradito la moglie?”. E poi gli occhi tristi di un ragazzo il cui padre è stato assassinato dalla ‘Ndrangheta. Nel dubbio si è iscritto ad un Partito i cui leader sono indagati per collusione con la criminalità organizzata. A volte il dolore compie strani percorsi. Era chiaro che non si sentisse a proprio agio nella mondanità discotecara dei rampanti rampolli dell’Italia che conta. Eppure ci stava. Chissà. In studio i sorrisini spregevoli di complicità tra Pier Ferdinando Casini, Antonio Polito de La Margherita (nonché già giornalista de L’Unità e fondatore e direttore de Il Riformista) ed un deputato dei DS, uniti contro la ricostruzione fatta da Marco Travaglio (non secondo fantasia, ma basata sulle carte processuali) delle vicende losche del trio Berlusconi-Previti-Dell’Utri. […]

    Pingback di Meditazioni e divagazioni sui fantasmi italiani « Squillino le trombe, trombino le squillo — febbraio 5, 2008 @ 1:58 pm

  2. Il problema e che la gente dimentica,da una settinana all’altra le notizie anche di un certo spessore. Berlusconi non è un politico non l’ho è mai stato ,e mai lo sarà .é un opportunista! probabilmente ha uno staf di persone che gli dicono quando è il momento di adare in onda, in base a sondaggi ,dopo aver testato l’umore del popolo
    su questo è un vincente. la sinistra probabilmente non è così tecnologicamente avanzata alcune volte subisce,sopratutto negli scontri diretti in tv nella sinistra non ci sono politici che sanno tenere testa all’arroganza e la maleducazione di berlusconi personalmente lo considero un TANO CARIDDI molto iù sveglio

    Commento di Riccardo Mazzarini — gennaio 14, 2008 @ 6:07 pm

  3. credo che la cosa piu’ facile al mondo sia criticare il prossimo e parlare male degli altri… una cosa sbagliatissima e’ anche parlare per interessi personali oppure perche si sta dall’altra parte, sicuramente le persone oneste, quando parlano di qualcuno dovrebbero guardare prima di tutto alle cose positive che sono nate grazie all’operato di queste 3 persone, che a mio modesto avviso, sono persone stupende, eccezzionali, che hanno dato ricchezza a centinaia di famiglie e all’Italia intera. Quindi direi prima di tutto che, Berlusconi, Previti e Dellutri non sono assolutamente un Mosaico nero. VIVA BERLUSCONI, VIVA DELLUTRI E VIVA L’AVV. PREVITI. VIVA FORZA ITALIA E TUTTO IL POPOLO DI DESTRA. BERLUSCONI E DELLUTRI ANNO DATO VITA A UN PARTITO CHE INQUESTO MOMENTO HA IL MAGGIOR CONSENSO DEI CITTADINI ITALIANI E VISTO CHE IL POPOLO E’ SOVRANO, MI SEMBRA PROPRIO CHE TUTTO IL RESTO POSSA CONTARE DEVVERO POCO… L’ITALA E GLI ITALIANI AMANO BERLUSCONI, AGLI ITALIANI NON INTERESSANO TUTTI GLI INFINITI TENTATIVI (DELLA SINISTRA) DI DELEGITTIMARE FORZA ITALIA E IL SUO LIDER. FORZA ITALIA TORNERA’ AL GOVERNO, QUESTO E’ IL VOLERE DEL POPOLO SOVRANO.

    Commento di Fida Gerardo — gennaio 5, 2008 @ 2:17 pm


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