Angolo del Gigio

settembre 17, 2006

LADRI E BUFFONI!

Filed under: Blogroll, Leccapiedi e Lacchè, Lega Nord, Politica Italiana, Storia, Uncategorized — Italiano Liberale @ 1:14 pm

17 aprile 2005

I LADRONI DEL NORD

“CrediNord – ha detto Bossi – sarà una banca che saprà tenere gli occhi bene attenti allo sviluppo. Avanzano iniziative importanti per quel che riguarda la Padania. E una banca popolare può avere un destino luminoso se sapremo pensare in grande.”

“Il mio compito è quello di far convogliare sulla banca i quattrini dei padani che lavorano.”

17 aprile 2005

La Padania chiede a Gianmaria Galimberti che risponde:

“Quali saranno i rapporti con le banche del Sud?

Con Credinord non succederà come avviene al Sud dove le banche a forza di concedere prestiti sono tutte esposte e per salvarle si sono costretti gli istituti del Nord a comprarle. Noi non compreremo mai una banca del Sud in queste condizioni. L’importanza di avere una banca del Nord e non “del Sud”, si misura nell’aiuto che sa dare allo sviluppo della società padana”.

Tutto questo avveniva quando il giudizio della Lega su Fazio era quello che riportava la Padania, ad esempio, del 2 novembre 2003:

Banche: ecco perché Fazio non controlla il sistema

Come mai Antonio Fazio, il governatore di Bankitalia che dovrebbe essere il vigilante “censore” delle banche italiane ha dimostrato tanta indulgenza per gli istituti di credito coinvolti nello scandalo dei bond Cirio?

………………….

Sono i grandi banchieri i “padroni” di Fazio.

Queste sono le premesse.

Si fa la banca con il benestare di Fazio (Opus Dei) che entra in esercizio il 19 marzo 2001.

Si rastrellano i soldi da migliaia di imbecilli padani (leghisti e non).

Naturalmente la Credinord ricambia i dirigenti della Lega facendo propaganda, ad esempio, per il nazileghista (ed un poco ottuso) Calderoli:

POI LA CATASTROFE

Tratto dal quotidiano ‘La Provincia di Como’ del 25 Febbraio 2005

Banca padana, duecento comaschi nel crac

(di Maria Castelli)

… Michele Beretta, già commissario provinciale: “Respingo ogni strumentalizzazione politica: mai la Lega ha sollecitato sezioni o militanti a sottoscrivere azioni della Banca Popolare CrediEuroNord, società cooperativa a responsabilità limitata, soci vicini a noi o consiglio d’amministrazione presieduto da un estraneo al movimento. Sono stati compiuti investimenti azzardati, come nel Calcio Monza poi fallito. La Società cooperativa ha ceduto il ramo d’azienda bancario alla Banca Popolare di Lodi, sono salvi i depositi sui conti correnti e le obbligazioni. Non è certo lo scandalo Parmalat.” E chi si trova briciole? “E’ stata costituita la Spa EuroNord Holding – afferma Beretta – e il consiglio d’amministrazione ha il compito di promuovere azioni legali”.

Tratto dal quotidiano ‘La Provincia di Como’ del 26 Febbraio 2005

IL SEGRETARIO MOLTENI – Nessun legame tra Lega e banca Credieuro Nord

(di Maria Castelli)

«La Banca Credieuro Nord non è la banca della Lega. Il Movimento non ha azioni, non è coinvolto in affari con la Credieuro Nord»: il segretario provinciale Nicola Molteni smentisce qualsiasi legame tra il Carroccio e l’istituto di credito nelle grane per gravi irregolarità nella gestione. Duecento i comaschi che avrebbero perso gran parte dei loro risparmi convertiti in azioni della Banca Popolare Credieuro Nord, 2.600 soci e 19 miliardi di lire capitale.

«I comaschi sarebbero molto meno – precisa Molteni – ad ogni modo, siamo di fronte alla solita strumentalizzazione politica demagogica da campagna elettorale». Come mai, allora, la CredieuroNord è stata identificata da tutti come Banca della Padania? «Forse perché è una realtà creditizia che nasce in un contesto del Nord – precisa Molteni – ma con il Movimento non c’entra niente. La Lega Nord è tutt’altra struttura politica rispetto a questa banca».

Eppure, il comitato dei creditori “Amici della CredieuroNord” che ha organizzato per oggi la presentazione di un esposto collettivo in Tribunale a Milano, ha chiamato a garanti per la salvaguardia del capitale rimasto il Consiglio Federale e lo stesso Umberto Bossi.

«Questo Comitato dei creditori – spiega il segretario – è formato, come sembrerebbe, da fuoriusciti dalla Lega. Beninteso: sono io il primo a sollecitare azioni civili e penali nei confronti di chi ha sbagliato. Ma le solleciterei per chiunque si comporti in malo modo».

I soci sono tutti militanti della Lega. «A titolo personale, potevano aderire tutti. Si trattava di una banca popolare, non di uno strumento o di una funzione della Lega nel mondo finanziario», ribadisce Molteni. I piccoli azionisti sono scandalizzati perché hanno acquistato cento o seicento azioni a 25.000 lire l’una.

I maggiorenti, un’azione, della quale hanno perso l’85% come gli altri. Inoltre, secondo i giornali finanziari, sono coinvolti Maurizio Balocchi, sottosegretario agli Interni e tesoriere della Lega e nel consiglio d’amministrazione c’erano altri nomi illustri, Brambilla, Stefani, Giorgetti…

Erano a titolo personale? «Presumo di sì. E se è vero che ci sono leghisti tra i soci fondatori, resta il fatto che banca e Movimento sono due realtà distinte e differenti». La Lega non ha mai nascosto le ambizioni di protagonismo in un istituto di credito, inteso come salvadanaio del risparmio padano e sostenitore dello sviluppo della Padania. «La Lega ha una serie di iniziative per dare sostanza e immagine al territorio padano. Ma la Credieuro Nord non è affine e vincolata alla Lega».

Quanto segue è ciò che scriveva la Padania quando a fallire era una Cooperativa “rossa”:

“di EDOARDO PANIZZA (Responsabile Federale delle attività produttive) – 22 Dicembre 2004

……………………..

Come possiamo definire chi ha approfittato di questi piccoli investitori?

Quale aggettivo trovare?

Certamente dovranno essere giudicati al pari di quei “Signori” del latte e dei pomodori e messi finalmente al loro posto per scontare i danni perpetrati ad onesti cittadini.

Non è giusto che la gente comune non sappia di altre malefatte commesse in una zona dal “colore” intoccabile.

No, cari signori non accettiamo che questo grosso scandalo venga messo a tacere solo perché è coperto da una colorazione politica. I rossi si devono prendere le loro responsabilità.

Mi associo all’iniziativa di un politico di formare una commissione che abbia a far conoscere con dovizia di particolari lo stato dei “lavori” della giustizia in questo grave caso di malcostume in cui sono state colpite centinaia di famiglie, la cui unica colpa è quella di avere creduto nell’onestà degli amministratori di questa grossa azienda, e di avere ceduto all’inganno.

Noi siamo stati in questa località ed abbiamo parlato con la gente, rassegnata a perdere tutti i loro averi accumulati attraverso anni di duro lavoro, frutto delle liquidazioni di fine rapporto.

…………………….

Vi dico sin d’ora che non rispetteremo nessuno, neppure le banche, ma soprattutto gli amministratori che avrebbero dovuto gestire con la massima oculatezza i risparmi di tanti onesti cittadini”.

Ma Bossi è abituato e pregiudicato, può non rendere conto dell’ammanco di 20 miliardi di vecchie lire alla Credinord. Prima venne la condanna quando la Cassazione gli confermò 8 mesi per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti (200 milioni da Carlo Sama, tangente Enimont). Poi il Piccolo di Trieste comunicò che La Hypo Alpe Adria Bank di Klagenfurt aveva messo all’asta lo Skipper Residence, un complesso turistico da 100 miliardi in costruzione nei pressi di Salvore, in una striscia di terra croata, ma contesa dai nazionalisti sloveni. Ne era titolare la Ceit, società italiana di cui sono comproprietari, la moglie del leader carismatico dei padani, Manuela Marrone, e una decina di altri esponenti della Lega, tra cui il sottosegretario all’Interno Maurizio Balocchi e quello alle Attività Produttive Stefano Stefani. Poi la banca “amica” del governo per trovare a tasso felicissimo questi benedetti soldi da restituire ai creditori e permettere così alla signora Marrone di non perdere l’investimento e al marito di poter continuare a gridare a destra e a Manca che i politici sono tutti corrotti. Il capo dei corrotti era il “potere forte” Fazio contro il quale la Lega aveva scatenato più di una campagna mediatica. Inoltre aveva votato contro il rinnovo del suo incarico a vita ai vertici della Banca d’Italia. Poi … ha cambiato idea. Si, in cambio del salvataggio delle Credinord da parte della Banca di Lodi, la Lega ha votato a favore di Fazio a vita. Quando si dice interessi personali in atti d’Ufficio!

Alla fine della storia, il sud paga i fallimenti dei ladri padani. Tutti paghiamo la presenza di Fazio, il medievale opusdeista che sta permettendo il furto delle banche ITALIANE a tutti i cittadini, e lo pagheremo a vita. E nel modo più vergognoso ci viene portato questo conto. La Credinord avrebbe dovuto chiudere ed i libri dovevano passare alla magistratura con molti padani, ancora a spese nostre ma questa volta felici, nelle carceri (queste si) padane.

Dal corriere.it

Chi ricorda i titoli della «Padania» e le fiaccolate lumbard contro il Governatore Antonio Fazio dopo i crac Cirio e Parmalat potrebbe anche restare sorpreso dal voto compatto della Lega che ieri ha detto no al mandato a termine e al trasferimento delle competenze antitrust. Però la puntata precedente, l’annuncio cioè della retromarcia del Carroccio, risale in realtà a un mese fa. E’ stato il ministro del welfare Roberto Maroni a dire: Fazio va difeso, garantisce «lo stop agli stranieri». In campo bancario, si intende, dov’è in corso una «partita in terra padana». Il dietrofront leghista avrebbe insomma anche radici «tecniche», nel senso che troverebbe ragione in una sorta di emergenza-estero nel settore del credito. Le parole di Maroni sembrano affermarlo in modo esplicito. Ma probabilmente l’intreccio fra fatti recenti e un po’ meno recenti è abbastanza corposo.
La partita in terra padana di cui ha parlato il responsabile del welfare prende spunto dal famoso «pranzo di lavoro» di metà gennaio al quale hanno partecipato il premier Silvio Berlusconi e il Governatore. Incontro concluso con una sorta di patto da un lato sulla difesa della italianità delle banche e dall’altro sulla conservazione delle prerogative di Bankitalia (in termini appunto di mandato illimitato e antitrust). Un segnale forte, uno stop esplicito alle banche straniere, che è stato subito riferito a due partite in gioco nel credito, nelle quali sono protagonisti anche istituti esteri: Bnl (dove si contrappongono il patto guidato dagli spagnoli del Bbva e il contropatto degli immobiliaristi) e Antonveneta, la banca di Padova che ha come primo azionista gli olandesi di Abn Amro. E dove, per preservare appunto le radici nazionali, è entrata la Popolare di Lodi di Gianpiero Fiorani con alcuni alleati.

Ecco, dunque, la «partita padana». Giocata dallo stesso Fiorani, che nell’ottobre dell’anno scorso ha salvato (rilevandola) la Credieuronord, la banca popolare di ispirazione leghista nata nel 2001 e in tre anni messa ko dalle perdite. Un problema che poteva diventare parecchio spinoso per il Carroccio.

La svolta di Maroni era giunta (questa sì) abbastanza a sorpresa. Perché solo dieci giorni prima la Lega, che pure era sembrata già in qualche modo più morbida nei confronti di Fazio, non aveva mancato di rimarcare la propria soddisfazione per il mandato a termine del Governatore. Era stato il ministro delle Riforme Roberto Calderoli a dire che forse solo «per il Papa una nomina a vita è cosa credibile». Una presa di posizione che aveva ricordato quelle durissime ricorrenti ai tempi dello scontro fra l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti e l’autorità di Via Nazionale.

E si torna così ai tempi dei titoloni e delle fiaccolate. I tempi cioè nei quali la Lega, che ora è con il Fazio garante dell’italianità, lottava per le sue dimissioni. Basta ricordare i cartelli che inalberava il capogruppo alla Camera Alessandro Cè mentre il Governatore era in audizione in commissione bicamerale d’indagine sul crac Parmalat. Le parole del Governatore allora erano semplicemente «una vergogna». E’ passato un anno. Tremonti non è più ministro. Fra Berlusconi e Fazio ora c’è sintonia. E le partite padane del credito lo richiedono. I lumbard sono con Fazio.

Sergio Bocconi

LADRI E BUFFONI!

Roberto Renzetti

Leggi tutta pa pagina da sito da cui è tratto il materiale : su www.fisicamente.net

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1 commento »

  1. Oggi alla celebrazione patocca dei Leghisti con l’acqua marcia del Pò ( e io sono di Parma ) oltre 100 persone che protestavano con punte ogniuno di 40 miliardi di lire contro il saccheggio da parte degli sdentati della lega.. solo RAI3 ha dato la notizia… Altro che emergienza democratica, fuori dalle palle i pezzenti veduti, li paghiamo noi sti pezzenti… Vogliamo lenotizie, una signora, quella appunto dei 40 miliardi di lire perse con i cialtrini minacciava il suicidio parlando con me e con altri…. cosa dobbiamo aspettare che ci scappi il morto???? Dai allora signori, calci in culo ai malandrini e sveglia ai coglioni!!! Se mi ritrovo davanti Calderoli gli pianto due sbarbini nei denti marci a quel pezzo di merda… Altro che voti, iela spacco del tutto quella boccaccia marcia. Cialtroni.

    Commento di Italiano Liberale — settembre 17, 2006 @ 11:26 pm


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