Angolo del Gigio

settembre 27, 2006

Vi siete mai chiesti come faceva mesi fa, in campagna elettorale, Berlusconi a sapere degli scheletri nell’armadio di Della Valle?

Chi ha dato incarico al cosiddetto “Spione” di spiare Della Valle? Sarà sempre lui? Come faceva comunque lui a sapere? Lo abbiamo chiesto a Matrix dal loro sito, avranno il coraggio di darci risposte che riguardano il “Padrone”? Il fatto è che Storace ha usufruito dei servizi degli spioni, e addirittura ne aveva di suoi gomito a gomito con questi e con Pollari e l’altro inquisito e guarda caso anche il Della Valle figura nell’affare. Callisto Tanzi riferiva di un imprenditore che gli avrebbe proposto una via d’uscita prima che scoppiasse il bubbone che poi è scoppiato offrendogli una cifra esorbitante per salvarlo, in quel periodo l’unico ad avere quei quattrini e una posizione “Presidente del Consiglio” era sempre lui, Silvio Berlusconi…. Sbaglierò ma secondo me i mandanti occulti sono sempre gli stessi delle stragi di Falcone e Borsellino, sempre gli stessi che nel marcio ci sguazzano…. e guarda sempre il caso oggi se ne esce quel lecchino di Giuliano Ferrara che prospetta ancora una volta come soluzione per uscire dall’impiccio di dare l’azienda Telecoma una cordata composta da De Benedetti e  Silvio Berlusconi, suo mentore e padrone… Quello ci manca, dare la rete che interconnette l’Italia al mondo in mano a un P2ista, uno spione e un mafioso, tutto in uno… ma siamo pazzi? Qui c’è puzza di marcio, e fosse la volta buona che lo stanano una volta per tutte sto marcio che attanaglia l’Italia da troppi anni? De Benedetti e Berlusconi, diceva oggi Giulianone…. Propio due bei tomi, soprattutto propio quelli da cui è partito tutto il fattaccio, Affaire Telecom Serbia, uscito guarda caso sotto forma di pizzini dall’ufficio del figlio di De Benedetti in TIM, e tutto ciò che ne è poi seguito… Avete visto Matrix stasera 27 Settemre ? Come la metti, metti, dove c’è del marcio c’è sempre la Destra. Sarà un caso? Secondo me no, secondo mè…. ma che orrore… non ho parole, mi vengono i brividi a pensare che se andasse come vorrebbero loro sarei intercettato anche ora scrivendo questa righe… Vade retro Ferrara, Bosgnone malefico!!

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settembre 26, 2006

Dette da Bossi su Berlusconi

Dette da Bossi su Berlusconi

Vi ricordate il Bossi forcaiolo di qualche anno fa, quello dei cappi in parlamento, quello del “terun terun”, quello che ce l’aveva duro??? Ecco. Quel Bossi ha detto queste frasi in cui ha accusato senza mezzi termini il neopremier Silvio B di essere un piduista,un peronista e un ladro e Gianfranco Fini di essere un fascista. Con il senno di poi, come si fa a dar del tutto torto a Bossi? 

1991 – Berlusconi è l’unico che ci fa passare in televisione

1994 – dopo avere stipulato il patto con Berlusconi “Sforza Italia” è la nuova d.c.

1994 – Berluscon de’ Berlusconi, il Berluskaiser.

1994 – Berluscàz ha solo una macchina di cartapesta, il nord è nostro. si levi dalla testa l’idea di fare il premier. non glielo permetteremo mai: non possiamo mandarci uno che è stato iscritto alla p2, uno che è nato per sconfiggerci, uno che ha un sacco di interessi economici. per carità, avremmo l’affarismo che governa il paese!

1994 – non abbiamo fatto l’accordo con Berlusconi perchè ci è simpatico. Ci siamo stati obbligati!!

1994 – da oggi ,13 marzo ,Berlusconi lo chiamerò sempre così: Berluscone o Berluscaz.

1994 – 20 marzo: “Berlusconi è un grosso imprenditore che ha mille interessi e se fosse presidente del Consiglio si troverebbe a discutere dei suoi interessi una legge sì ed una no”.

1994 – la vittoria del partito di Berlusconi è quella di un partito che non esiste e che nasce attraverso la manipolazione televisiva.

1994 – a quello là, Berlusconi, bisogna togliere le televisioni.

1994 – Berlusconi è un dittatore.

1994 – Buttiglione è sul libro paga di Berlusconi.

1994 – i fascisti salveranno il monopolio di Silvio in cambio del no alle autonomie.

1994 – Berlusconi si è dimesso : è l’ora di brindare!!!!

1994 – ho fatto la mia battaglia, quando nessuno mi capiva, ho fatto cadere un peronista (Berlusconi) uno che ogni sera, dal suo balcone , entrava in ogni casa a a fare il lavaggio del cervello. Il parlamento adesso sarà l’utero della seconda repubblica.

1994 – 30 dicembre – “Berlusconi imprenditore? Mi viene da ridere. Semmai faceva il prestanome. Il suo progetto non è altro che il piano di Gelli. Le due strategie sono sovrapponibili: Forza Italia è la P2”.

1995 – 14 gennaio (ANSA): “Berlusconi come presidente del Consiglio è stato un dramma”.

1995 – 16 febbraio:” l’Europa vuole che Fini e Berlusconi siano fermati sulla battigia e buttati a mare; fascisti erano, fascisti sono e fascisti rimarranno.”

1995 – Berlusconi ha preso soldi dalla mafia, è un delinquente.

1995 – 7 maggio: “L’elettorato leghista non vota i fascisti, i porci fascisti, e cioè Berlusconi e Fini”

1995 – Berlusconi? non voglio parlare di quel delinquente. io voglio andare nelle piazze a scatenare il nord contro di lui. Berlusconi è un mafioso. Il parlamento del nord sarà costretto ad intervenire con mezzi drastici.

1995 – Berlusconi è stato messo lì dalla mafia. Ha creato un partito per strangolare la lega.

1996 – Berlusconi è il garibaldo di Fini

1997 – io non voglio lasciare Venezia all’ulivo, ai comunisti e ai teocratici… Berlusconi e’ costretto a fare quello che gli dicono D’alema e i teocratici… se vuole tentare l’avventura venga e andiamo in giro …. ( Venezia tentato accordo per le
amministrative 1997 ).

1997 – agosto (ANSA): Berlusconi “un povero pirla”.

1997 – Berlusconi è un povero pirla. è un marmaglione che non capisce niente di politica.

1997 – Berlusconi è un brutto porco che dovrà rispondere al popolo del nord di essere sceso in politica al solo scopo di affossarci. la lega a Berlusconi lo ficcherà in quel posto.

1998 – 11 giugno – Ansa: “Fini e Berlusconi sono degli imbroglioni, c’è solo da schiacciarli nella cabina elettorale”.

1999 – Berlusconi cerca l’alleanza con la Lega per confondere i suoi problemi giudiziari con i nostri.

2006 – Berlusconi è un Santo, Fini un Moderato e Casini e Buttiglione due Calibrati, e Luca… Luca è Lu-Cazzo, lu-cazzo di bocca torta che ti è venuta per esserti miserrimamente smentito tapino.

settembre 24, 2006

Fastweb Full – Una vera e propia “Fregatura” per 19 € al mese 5 ore di navigazione, che con le 90 richieste per l’attivazione si alloca come “Fregatura Full”

Filed under: Allam'atriciana, Blogroll, Carne Marcia, Fastweb, gigiostars, Truffatori On-Line, Uncategorized — Italiano Liberale @ 11:30 pm

Ma se invece di spender migliaia di euro per spot inutili i mistificatori, pagando al Cavaliere e a Valentino Rossi (che con Fastweb, comincia anche lui a perdere)  fior-fior di quattrini, facessero un’offerta veramente conveniente, non farebbero prima? Ma chi vuoi che acquisiti sto pacco full-optional quando altre aziende, Tiscali e Telecom in testa per la stessa cifra o poco più ti danno 24 ore al giorno, tutti i giorni? Certo l’utente imprudente, potrebbe cascarci non leggendo attentamente l’offerta, che tra l’altro pubblico sotto, e credendo che per 19 € navigherà sempre a 20 Mb e in più telefonerà e vedrà la TV.. magari distratto ci casca pure, acquistandola on-line distrattamente per poi trovarsi il bel pacco per almeno un anno, perdendo la linea Telecom e quindi la possibilità di ritornare alla Libertà di sempre e con una bella spesa totale di oltre 200€ e un tempo massimo di connessione di 5 gioni su 375 con l’opzione di pagare altri euri per ogni ora di consumo… il sogno del Cavaliere insomma, spremerci per benino un tanto al minuto per il resto della nostra vita, facendoci pagare anche per vedere la TV. Fastweb, Valentino annatevene affan***o. E voi utenti, non comprate Fastweb perchè è un PACCO !! ( PACCO VUOTO ).

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Un film italiano fa luce sui misteri dell’11 settembre

Filed under: Allam'atriciana, Amerikan Century, Blogroll, Storia, Uncategorized — Italiano Liberale @ 10:37 pm

IL GIORNO DI DIONISO in anteprima al Milano Film Festival

Si potevano fermare i terroristi? Si, i servizi segreti sapevano molto più di quanto non ammettano.
Le telefonate dei passeggeri del volo United 93? Tecnicamente improbabili.
Le Torri Gemelle? I primi due grattacieli al mondo a crollare per un incendio.

Sono alcune delle verità che emergono in “Il giorno di Dioniso” (titolo provvisorio), docufilm in corso di realizzazione frutto della collaborazione tra “ Megachip – Democrazia nella Comunicazione ” , l’associazione dell’europarlamentare e giornalista Giulietto Chiesa , e da Telemaco, una casa di produzione indipendente romana, con la partecipazione di Dario Fo .

54 interviste, 2 anni di preparazione, ricostruzioni in 3D ma anche cartoni animati per raccontare cosa è realmente accaduto l’11 settembre 2001 al World Trade Center. Aspetti inediti, raccontati in 10 capitoli, introdotti dai monologhi del premio Nobel per la letteratura Dario Fo che avranno la regia teatrale di Davide Marengo, premio alla regia come miglior opera prima al Festival di Venezia.

Alcune sequenze di “Il giorno di Dioniso”, la cui uscita è prevista per questo inverno, verranno proiettate in anteprima al Milano Film Festival.

Supportato da una rigorosa documentazione il film fa risaltare le incongruenze delle ricostruzioni ufficiali degli attentati che 5 anni fa sconvolsero il mondo. Spiega Franco Fracassi, reporter romano co-autore con Giulietto Chiesa del film: “Nessun video o informazione tratto da internet ma solo materiale originale. Pur non avendo i mezzi dei grandi network con noi hanno parlato per la prima volta davanti ad una telecamera personaggi come Louie Cacchioli, uno dei pompieri che hanno soccorso le persone intrappolate nella seconda torre, scampato miracolosamente al crollo, e Brian Clarke, l’unico sopravvissuto tra coloro i quali si trovavano nei piani superiori al punto dell’impatto dell’aereo con la seconda torre. Ma anche esperti come Steven Jones, fisico di fama mondiale, e Annie Machon dell’MI5 i servizi segreti britannici”. Tante le tappe negli States della troupe romana: a New York per intervistare Philip Berg, l’avvocato dei sopravissuti e di tanti familiari delle vittime, che sta tentando di dimostrare la catastrofe ambientale e le centinaia di morti provocati dalla nuvola tossica di detriti del WTC; ad Arlington in Virginia per visitare la zona del Pentagono (dove le riprese dimostrano le difficoltà delle manovre che sarebbero state necessarie per centrarlo a quella velocità). A Shanksville, Pennsylvania, la località dove sarebbe caduto il volo United 93 mai mostrato in foto, per raccogliere le testimonianze dei residenti.

Diventa produttore, all’asta su e-bay compra una quota del film.

“Essendo un film totalmente autoprodotto, abbiamo deciso di dividere una parte del budget in piccole quote – spiega Thomas Torelli, co-produttore del film e proprietario della Xtend, la società che si occuperà della post produzione – aperte all’acquisto di tutti coloro che vorranno diventare proprietari di una percentuale del film.. Stiamo pensando di mettere su e-bay 15 quote all’asta.” Acquistando una quota si diventa coproprietario del film e si ha diritto alla corrispettiva percentuale sugli incassi lordi (al netto della distribuzione) di cinema, tv e home video in tutto il mondo.

Si può sostenere il film anche con un’offerta libera su http://www.megachip.info cliccando sull’icona”dossier 9/11” e presto su http://www.tpftelemaco.it . Per i versamenti superiori a 25 euro verrà inviato al momento della pubblicazione copia del DVD . Sottoscrittori e azionisti riceveranno via email settimanalmente il diario di lavorazione del film.

La Telemaco e Megachip possono contare sul sostegno di un nutrito gruppo di intellettuali, che hanno firmato un manifesto pubblicato on-line sul sito http://www.megachip.info (e ripreso dal Blog di Beppe Grillo ), dal titolo “Rompere il muro del silenzio”. Tra i tanti nomi figurano anche Oliviero Beha, Sigfrido Ranucci, Roberto Morrione, Gianni Minà, Lidia Ravera, Franco Cardini . Gli ispiratori dell’iniziativa, Giulietto Chiesa e Franco Fracassi, hanno inoltre partecipato alle due puntate di Matrix che Enrico Mentana ha dedicato all’argomento prima dell’estate.

Per info: stampatelemaco@yahoo.it

Dopo le MarKette su la7 adesso le “Marchettare” su Mediaset!!

Notizia fresca fresca di signorini/a su Radio Parlo Anchio (no tu no) è Ufficiale Elisabetta Gregoraci (aKa la Sottile Gentildonna) e la Varone (aKa SciupaMariti) nel Cast di stalle fi Buona Domenica, che debutta nella sua nuova veste con un solo (Madonna) residuato della passata legislatura, e Pardòn… lapsus Spazzatura che ha visto un’accozzaglia tale di mister nessuno e brutti davvero che al pari, una cenetta con Pietro Pacciani e gli Amici di merende con invitati Mara Venier e Sanda Milo, con l’immancabile amica di Silvio, la Loredana Lecciso e magari qualche altra crosta dello spettacolo riciclato auto-riciclante, non avrebbe avuto tanto appeal verso il popolino Italiano che come si sà ama l’orrido quanto l’inciucio… e Tra Gay, Lesbiche e Travestiti eccellenti che sparlano di tutto e di tutti… ora con l’aggiunta di due Zuqqulelle d’avanspettacolo di lap-dance… ha Veramente raggiunto il suo Apice Culturale e di Contenuti… Se arriva anche la Sig.ra Reality con il suo Circo appresso abbiamo fatto il nuovo “Venghino signori, venghino” c’è di tutto qui da noi, c’è anche Mister non voglio pagar la tassa sul lusso, che ovviamente sarà al fianco della sua pulzella a pagamento preferita, la Sottilissima Gregoraci….. Che Teneri!!!

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Dai Salvo, Marcello, Cesare, Roberto… Venite siete tutti riabilitati, giocatevele bene stavolta le carte, e non barate come al solito. Presto (se il Giudice glielo concede) anche la Top-Entry Principe Emanuele di Savoia e Soci, dopodichè lo Zoo mediatico è al completo e a Regime. Gaudio, Gaudio il Miracolo c’è stato ancora, Silvio Berlusconi per sua intercessione ha raccattato davvero tutti i peggiori con questi, per darci un’Italia Migliore…

Virtualmente almeno stavolta… Buona fortuna, più che Buona Domenica !

settembre 23, 2006

Mafia e corruzione: il mosaico nero Berlusconi, Previti, Dell’Utri

Filed under: Allam'atriciana, Berlusconi, Blogroll, Forza Mafia, P2, Politica Italiana, Storia, Uncategorized — Italiano Liberale @ 1:18 pm

di Marco Travaglio 

E così, nel giro di sedici ore, l’Italia apprende che Silvio Berlusconi è un corruttore, impunito e impunibile, di magistrati. Come il suo braccio destro Cesare Previti, già condannato a sedici anni in primo grado. In compenso, il suo braccio sinistro (in tutti i sensi) Marcello Dell’Utri, oltre a essere un pregiudicato per frode fiscale e false fatture, è pure un mafioso. Per almeno trent’anni, dal 1974 a oggi, secondo il Tribunale di Palermo ha protetto e rafforzato la mafia delle stragi e degli omicidi politici concorrendo dall’esterno nel reato di associazione mafiosa nella sua veste prima di segretario di Berlusconi, poi di numero tre del gruppo Fininvest, infine di fondatore, deputato, eurodeputato e senatore di Forza Italia. Cioè del partito di maggioranza relativa che governa l’Italia da tre anni e mezzo, dopo averlo governato per sette mesi nel 1994.

Con le sentenze dei Tribunali di Milano e Palermo sulla Santissima Trinità Berlusconi-Previti-Dell’Utri, le parole «mafia» e «corruzione» – non a caso impronunciabili sulle tv di regime (tutte) – si stampano a caratteri cubitali sulla bandiera di chi ci governa, come molti – basandosi sui fatti e anticipando i giudici – avevano detto e scritto per anni, tacciati di «demonizzatori», inseguitori di teoremi, disturbatori della quiete pubblica.

Mosaico nero

Le due sentenze, insieme a quelle emesse lo scorso anno nei processi a Previti, Squillante, Metta e Pacifico per la Mondadori e l’Imi-Sir, ricompongono le tessere di quel nero mosaico che è la carriera imprenditoriale e poi politica di Silvio Berlusconi. Spiegano come è nata e cresciuta la Fininvest, come Berlusconi si è impossessato di tutta l’informazione che conta, come – e soprattutto perché – nel 1993 ha realizzato un partito vincente in pochi mesi. Ma spiegano anche lo straordinario potere di condizionamento che due personaggi come Previti e Dell’Utri hanno avuto, hanno e ancora avranno sul Cavaliere, sul suo partito, sulla sua coalizione e sul Parlamento tutto.

Si parte dal 1974, quando Previti assiste la giovane orfana Anna Maria Casati Stampa che «decide» di vendere a poco prezzo la villa di famiglia a Berlusconi, di cui lo stesso Previti è amico e socio. In quella villa di Arcore, pochi mesi dopo, Dell’Utri infila un giovane e promettente mafioso, Vittorio Mangano, il famoso «stalliere» che chiamava «cavalli» le partite di droga (come Paolo Borsellino ricorderà nella famosa intervista a due giornalisti francesi, poco prima di morire ammazzato come Falcone).

Poi arriva la P2, l’unica avventura affrontata dal Cavaliere solitario, senza lo strascico di Cesare e Marcello. Poi la conquista delle tv, con i soldi freschi a palate che Dell’Utri procura grazie a Publitalia e, forse, anche agli amici siciliani. Poi arriva Craxi, che il Cavaliere è costretto a servire perché – come confessa in una telefonata del 1983 al condirettore del Giornale – «è quello che deve farmi la legge sulle televisioni». Invece della legge, Craxi gli fa subito due decreti, per neutralizzare le ordinanze dei pretori che hanno bloccato le trasmissioni illegali delle sue tv sul territorio nazionale. Nel 1985 Silvio si sdebita con Bettino ostacolando, su ordine di quest’ultimo, il suo nemico acerrimo Carlo Debenedetti nell’acquisto della Sme dall’Iri, anche perché il secondo decreto salva-tv deve essere ancora convertito in legge.

Anche a Roma nel 1984 c’è un’inchiesta per antenne abusive sulla Fininvest. Ma lì non c’è problema. Se ne occupa il giudice Renato Squillante che interroga Berlusconi assistito da Previti e poi lo proscioglie a tempo di record. È lo stesso Squillante che la sentenza Sme dell’anno scorso ha condannato a sei anni e definito «stabilmente a libro paga della Fininvest». Poi, con calma, arriva la legge sulle tv. La famigerata Mammì, nel 1990. Ancora una volta è Craxi a imporla con la forza, complici Forlani e Andreotti (che rimpiazza in una sola notte i cinque ministri della sinistra dc, dimissionari per protesta). Anche Bettino avrà la sua bella convenienza. Fra il 1991 e il 1992 riceverà dalla All Iberian (Fininvest) 22 miliardi sui suoi conti personali in Svizzera.

Nel 1990 succede tutto, anche il passaggio di proprietà della prima casa editrice italiana, la Mondadori, che pubblica Espresso, Panorama, Epoca, Repubblica e quindici giornali locali. Ha il torto di dare fastidio a Craxi, dunque a Berlusconi. Niente paura. Il Cavaliere dà la scalata, complice il voltafaccia degli eredi Mondadori. Debenedetti, l’azionista di maggioranza, resiste. Si va all’arbitrato. Che dà ragione all’Ingegnere. Ma c’è la Corte d’appello di Roma, ci pensa l’amico Vittorio Metta. Annulla il lodo, scrive 270 pagine di motivazioni in una notte (o almeno così dice: in realtà la sentenza l’hanno scritta, prima, i legali di Berlusconi) e alla fine incassa 400 milioni in contanti da Pacifico.

Milioni che, tramite Previti, arrivano dai soliti conti esteri della Fininvest. Questo dice la sentenza del Tribunale di Milano che il 29 aprile 2003 ha condannato Previti a tredici anni di reclusione, insieme a Pacifico e ai giudici Metta e Squillante (anche per la compravendita di un’altra sentenza, quella che condannò l’Imi, cioè lo Stato italiano, a pagare un risarcimento non dovuto alla Sir di Nino Rovelli: mille miliardi, in cambio di una mazzetta di 67, o forse di 100, a giudici e avvocati, palesi e occulti). Soltanto l’intervento di Andreotti, allarmato dallo strapotere mediatico di Berlusconi (e quindi di Craxi) lo costringe a restituire parte del maltolto (Repubblica ed Espresso) al legittimo proprietario Debenedetti.

Il groviglio di poteri

Quel groviglio di poteri, quell’impasto di arroganza e impunità è immortalato, con l’autoscatto, nell’album di Stefania Ariosto: politici e faccendieri, avvocati e magistrati, tutti insieme appassionatamente in feste e spedizioni transoceaniche al seguito di Cesare e Bettino, tutti futuri clienti di procure e tribunali. Ma la migliore polaroid di quei rapporti illeciti è nelle contabili bancarie che giungono dalla Svizzera e dimostrano, nella sola primavera del ’91 tre decisivi versamenti. Il 14 febbraio 1991 Previti paga 425 milioni al giudice Metta tramite Pacifico. Il 6 marzo 1991 bonifica 500 milioni a Squillante. Il 16 aprile 1991, ancora tramite Pacifico, dirotta 500 milioni sul conto del giudice Verde (poi assolto). Sempre con denaro della Fininvest e del patrimonio personale di Silvio Berlusconi.

Nel 1992-1993 i nodi, con Mani Pulite, vengono al pettine. I vecchi padrini si dividono fra tribunali e latitanze. Anche Cosa Nostra perde i vecchi referenti politici così indeboliti da non garantirla più nei processi. Occorre un partito nuovo, ma anche vecchio. Dell’Utri, che mai si è occupato di politica in vita sua, si getta a capo fitto nell’impresa. Ingaggia un consulente ad hoc, Ezio Cartotto, sin dal maggio-giugno 1992. Che comincia a lavorare in segreto. In pochi mesi, grazie alle strutture e ai miliardi di Publitalia, il gioco è fatto.

Il Cavaliere, abbandonato dagli amici, indebitato fino al collo e terrorizzato dai giudici, confessa a Cartotto: «Di questo passo mi accuseranno di tutto, anche di essere mafioso. Ogni tanto, mi scopro a piangere da solo nella doccia». E poi, a Montanelli e a Biagi: «Se non entro in politica, mi mettono in galera». Ma provvede Marcello, l’amico siciliano. Le televisioni e i giornali fanno il miracolo. Il nuovo miracolo italiano. Forza Italia.

Fonte : http://www.uonna.it/mafia-corruzione-mosaico-nero.htm

Marcello, Il grande intermediario

Filed under: Allam'atriciana, Berlusconi, Blogroll, Forza Mafia, Politica Italiana, Storia, Uncategorized — Italiano Liberale @ 12:08 pm

Marco Nebiolo – Fonte : www.narcomafie.it

L’11 dicembre 2004 il senatore Marcello Dell’Utri è stato condannato dalla seconda sezione del tribunale di Palermo alla pena di 9 anni di reclusione per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Una sentenza pesante, giunta a dieci anni dall’iscrizione nel registro degli indagati dell’imputato, per un processo a dir poco complesso: sette anni di dibattimento, 257 udienze, centinaia di testimoni ascoltati, 12 giorni di camera di consiglio per raggiungere il verdetto, 1800 pagine di motivazioni. E per ora siamo solo al primo round. Prima di avere la parola fine su questa complicata vicenda ci vorranno diversi anni: ci sarà l’Appello, quasi certamente un ulteriore ricorso in Cassazione, e non è detto che finisca lì.
Per il principio di presunzione di innocenza, il sen. Dell’Utri deve essere considerato non colpevole fino al verdetto definitivo. Tuttavia, avendo ben chiara tale premessa, riteniamo che questa sentenza – solo un passaggio intermedio sulla strada che porterà alla verità processuale – meriti di essere divulgata e conosciuta, fondamentalmente, per tre motivi. Primo, perché riguarda un uomo al centro di alcune delle vicende politiche e imprenditoriali più rilevanti degli anni 80 e 90 e al culmine della sua parabola umana e professionale (non un ex potente, come, per esempio, era ormai Giulio Andreotti a metà degli anni 90). Secondo, perché si fonda non solo su dichiarazioni di pentiti, ma su una serie di fatti, di ammissioni dello stesso imputato, di documenti scritti, fotografici, filmati difficilmente contestabili (al limite diversamente interpretabili). E terzo, perché fornisce uno spaccato incredibilmente nitido di come la mafia e il potere “legale” (politico, finanziario, economico) si tocchino, interagiscano e si nutrano a vicenda grazie ad alcune figure di “raccordo”, solitamente personaggi insospettabili, ben noti agli studiosi del fenomeno mafioso e ai sociologi, ma sempre molto abili a districarsi tra le maglie del processo penale.

Amicizie pericolose.Le motivazioni della sentenza dipingono uno scenario articolato, all’interno del quale Dell’Utri gioca sempre lo stesso ruolo: quello del mediatore tra gli interessi di Cosa Nostra e quelli del grande imprenditore del Nord (e principale uomo politico della cosiddetta seconda Repubblica) Silvio Berlusconi. Un ruolo ambiguo, che Berlusconi in parte avrebbe subito, e del quale, in parte, si sarebbe avvantaggiato.
Ma Dell’Utri com’è entrato in contatto con la mafia? Principalmente attraverso due amicizie pericolose: quella di Gaetano Cinà, presunto mafioso della famiglia del quartiere di Malaspina – imparentato tramite la moglie con boss del calibro di Stefano Bontate e Mimmo Teresi (boss di Santa Maria del Gesù) – coimputato al medesimo processo per associazione mafiosa e condannato a sette anni di reclusione; e quella di Vittorio Mangano (deceduto nel 2000), mafioso della famiglia di Porta Nuova, entrato ed uscito dal carcere più volte tra gli anni 70 e 80 per diverse imputazioni. Amicizie strette a Palermo nei primi anni 70 nell’ambiente della squadra di calcio dilettantistica della Bacigalupo, nella quale Dell’Utri svolgeva l’attività di allenatore e di direttore sportivo. Sono questi due dei nomi più importanti che segnano il processo Dell’Utri. Perché furono, assieme a lui, gli attori principali dell’avvicinamento della mafia a Berlusconi.

Il Cavaliere poteva servire. Sono diverse le ragioni per cui Stefano Bontate (ai vertici di Cosa Nostra negli anni 70) e i suoi sodali erano interessati al Cavaliere. Innanzitutto a scopo di estorsione. Berlusconi era già un importante costruttore e il suo patrimonio faceva gola alla mafia. Ma non solo. Tra la seconda metà degli anni 70 e primi anni 80 Cosa Nostra accumulava ingenti somme di denaro attraverso molteplici attività illecite, ma in primo luogo grazie al businness del narcotraffico. Necessitava quindi di canali sicuri di riciclaggio. Un imprenditore in espansione come Berlusconi, che stava inventando la televisione commerciale, e che presumibilmente aveva bisogno di grandi somme di denaro, poteva, nell’ottica dei mafiosi, servire allo scopo. Non esiste la prova che Berlusconi, entrato in contatto con Cosa Nostra come “vittima”, abbia fatto buon viso a cattivo gioco e si sia prestato come “riciclatore”, accettando Cosa Nostra come socio occulto della sua avventura imprenditoriale. Tuttavia, i periti dell’accusa e della difesa non sono stati in grado di ricostruire l’origine di circa 113 miliardi di vecchie lire affluiti nelle Holding Fininvest tra il 1975 e il 1983 (vale a dire circa 250-300 milioni di euro attuali) e dei quali non è stato possibile ricostruire l’origine. Il perito della difesa, il dott. Iovenitti, ha dichiarato che alcuni di quei finanziamenti sono inspiegabili e «potenzialmente non trasparenti».

I timori per l’Anonima sequestri. Ma quando inizia l’avvicinamento tra Berlusconi e la mafia? Nel 1974 Dell’Utri, nonostante la recente promozione negli uffici della direzione generale di Palermo della Sicilcasse, si dimette per trasferirsi nel capoluogo lombardo dall’amico Berlusconi (conosciuto all’Università Statale di Milano) e diventare il suo segretario particolare. Deve seguire i lavori di ristrutturazione della villa di Arcore, ma il vero problema che assilla il Cavaliere in quel periodo è quello della sicurezza: teme, per sè e la sua famiglia, di essere, in quanto imprenditore lombardo emergente, nel mirino dell’“Anonima sequestri”. Timore fondato visto che tra il 1972 e il 1979, nel milanese, vengono perpetrati oltre 70 rapimenti a scopo di estorsione. Per far fronte a tale minaccia, secondo i giudici, inizia, il rapporto con Cosa Nostra e inizia a delinearsi il ruolo di Dell’Utri. Questi infatti, su suggerimento di Cinà, propone a Berlusconi di assumere ad Arcore, come fattore, proprio Vittorio Mangano. Il quale, naturalmente, non si sarebbe limitato alla cura del parco e degli animali della villa, ma avrebbe rivestito il ruolo di garante di Cosa Nostra presso Berlusconi. Secondo il pentito Di Carlo (il cui racconto è confermato da altri collaboratori) la decisione di assumere Mangano viene presa dopo un incontro avvenuto a Milano tra Berlusconi, Mimmo Teresi e il super boss Stefano Bontate, a cui partecipa personalmente lo stesso Di Carlo. Al di là dei racconti dei collaboratori, tuttavia, non esistono riscontri ulteriori di questa riunione. Quel che è certo è che grazie a Cinà e a Dell’Utri, Mangano si trasferisce ad Arcore. È plausibile che la personalità criminale dello stalliere fosse ignota a Dell’Utri? Secondo i giudici no: Mangano, durante il suo soggiorno a villa San Martino viene arrestato per scontare una condanna per truffa. Tuttavia, dopo il suo rilascio torna tranquillamente al suo posto di lavoro e non viene licenziato. Non solo, un amico di Berlusconi, il principe D’Angerio, subisce un tentativo di rapimento uscendo dalla villa dopo una serata con il Cavaliere. I giornali locali cominciano a parlare del siciliano residente ad Arcore. Solo allora – è il 1976 – Mangano, nonostante che Fedele Confalonieri e Dell’Utri avessero tentato di dissuaderlo, decide di lasciare Berlusconi.
Tuttavia, anche dopo questi episodi, i rapporti con Mangano sarebbero continuati per molti anni, almeno fino al 1993-1994.

Lo “stalliere” ritorna.
Nel 1980 Mangano viene arrestato da Giovanni Falcone nell’ambito di indagini sul traffico di stupefacenti tra Italia e Usa. Poco prima del suo arresto, la Criminalpol di Milano intercetta una telefonata tra l’ex fattore e Dell’Utri in cui il primo dice al secondo di avere un affare da proporgli e di «avere il cavallo che fa per lui». Molto si è discusso sul significato di questa espressione. In una intervista concessa pochi giorni prima di essere ucciso, Paolo Borsellino dichiarò che Mangano, parlando di cavalli, faceva riferimento a partite di droga. Quel che è provato è che dopo l’allontanamento da Arcore Dell’Utri continua ad avere rapporti con il mafioso di Porta Nuova. E che questi rapporti continuano anche dopo il lungo periodo di carcerazione degli anni 80.
Mangano infatti ricompare prepotentemente in questa storia circa 20 anni dopo i primi contatti con Dell’Utri e Berlusconi. Quando Berlusconi decide di entrare in politica e la costituzione di Forza Italia è già in una fase operativa, l’ex stalliere, secondo i pentiti Cannella e Calvaruso, contatta Dell’Utri in nome e per conto di Cosa Nostra, che, dopo la caduta della Prima Repubblica, è in cerca di nuovi referenti politici. Dell’Utri nel 1993 non è più solamente il segretario personale di Berlusconi, il tramite per raggiungere le sue aziende e il suo denaro. È diventato il suo braccio destro politico, l’organizzatore di Forza Italia, ed è tra coloro che più si sono battuti per la discesa in campo del Cavaliere. Intanto Mangano è diventato reggente della famiglia di Porta Nuova.
Cosa vuole da Dell’Utri? Cerca garanzie sul fatto che il nuovo partito, in cambio dell’appoggio elettorale della mafia, risponderà ad alcune esigenze politiche di Cosa Nostra: alleggerimento del 41 bis (carcere duro), della legge sui beni confiscati e del 416 bis (associazione di stampo mafioso). Ne parla tra gli altri il pentito Savatore Cucuzza, ritenuto dai giudici «un collaborante di sicura attendibilità, dotato di notevoli capacità intellettive e dialettiche, già positivamente apprezzato con riferimento ad altri argomenti». Cucuzza ha parlato di un paio di incontri avvenuti prima di giugno del 1994, tra Mangano e Dell’Utri. Di questi incontri esiste una prova documentale: le agende dello stesso Dell’Utri, che riportano due appuntamenti avvenuti il 2 e il 30 novembre 1993. Il senatore ha cercato di giustificarsi dicendo che Mangano (noto mafioso, già imprigionato per truffa e narcotraffico…) era solito andare a trovarlo nel suo ufficio (a Milano, non proprio comodo per chi vive a Palermo…) per esporgli non meglio precisati problemi di carattere personale.
Dopo questi incontri alcuni pentiti affermano che dentro Cosa Nostra è circolato l’ordine di appoggiare Forza Italia in quanto Marcello Dell’Utri avrebbe dato ampie rassicurazioni circa la possibilità di assecondare le richieste fatte dalla mafia.

La raccomandazione dell’amico Cinà. Sicuramente quella con Mangano non è l’unica frequentazione pericolosa di Dell’Utri. Il 19 aprile 1980, a Londra, partecipa al matrimonio tra Girolamo Maria Fauci e Shanon Green. Fauci è un pregiudicato che gestisce il traffico di stupefacenti per conto delle famiglie Caruana-Cuntrera tra Canada, Gran Bretagna e Italia. Dell’Utri è accompagnato da Cinà. Al ricevimento sono presenti anche Mimmo Teresi e il futuro pentito Di Carlo (quello che parlò dell’incontro a Milano nel 1974 tra Berlusconi, Dell’Utri, Bontate e Teresi). Della partecipazione al matrimonio londinese di Fauci ha parlato il Di Carlo, ma è lo stesso Dell’Utri a confermare la sua presenza, dicendo però che lui si trovava a Londra per visitare una mostra sui Vichinghi e che fu condotto al ricevimento dall’amico Cinà.
Ma già nel 1977 Dell’Utri, dopo aver lasciato Silvio Berlusconi, che, secondo l’imputato, non credeva abbastanza nelle sue capacità manageriali, va a lavorare presso Filippo Alberto Rapisarda, «personaggio complesso – scrivono i giudici – i cui rapporti con diversi soggetti vicini alla criminalità organizzata, più volte emersi nel corso del dibattimento, non paiono sufficientemente chiariti». Secondo quanto emerso nel processo, il senatore azzurro viene assunto grazie alla raccomandazione di Cinà, evidentemente persona capace di influenzare Rapisarda, allora alla guida della Inim (terzo gruppo immobiliare italiano) nonostante sia – ufficialmente – solo il modesto titolare di una lavanderia. Dell’Utri diventa amministratore delegato della “Bresciano costruzioni”, un’azienda del suo gruppo, che in poco tempo fallisce. Rapisarda fugge all’estero, ospite in Venezuela dei narcotrafficanti Cuntrera-Caruana e si muove grazie a un passaporto intestato al fratello gemello di Dell’Utri, Alberto.
Lo sconto sul pizzo.
C’è poi il capitolo del pizzo pagato a Cosa Nostra da Berlusconi e dalle sue aziende. Secondo diversi pentiti, Berlusconi pagava sia all’epoca di Bontate sia dopo la sua uccisione (1981) quando, dopo la seconda guerra di mafia, a comandare erano i Corleonesi. Lo stesso Rapisarda ha dichiarato di aver saputo da Dell’Utri che, grazie alla sua mediazione, Berlusconi aveva pagato meno di quanto gli fosse richiesto. Dell’Utri ha ammesso di aver formulato queste dichiarazioni a Rapisarda, ma sostiene di averlo fatto per mera “vanteria”. Difficile capire la mentalità di chi si vanta di conoscere grandi boss mafiosi e di essere in grado di trattare con loro. Comunque le affermazioni dei pentiti unite alle dichiarazione del testimone Rapisarda, confermano ancora una volta il ruolo svolto da Dell’Utri: mediatore tra Cosa Nostra e Gruppo Berlusconi.
All’improvviso, Berlusconi all’inizio degli anni 80 richiama Dell’Utri alla sua corte e lo nomina in un ruolo strategico per il suo Gruppo: ai vertici di Publitalia 80, la società concessionaria della pubblicità per la Fininvest. Iniziativa curiosa, viste le perplessità precedentemente dimostrate sulle sue capacità dirigenziali e considerata la cattiva prova di sé data presso la “Bresciano costruzioni” di Rapisarda.
Quello che il tribunale ritiene pienamente provato è che anche sotto il dominio di Riina, la Fininvest, tramite Dell’Utri e Cinà, continua a pagare Cosa Nostra. E i rapporti continuano negli anni 90. Nel 1990, per esempio, la Standa di Catania subisce alcuni attentati a scopo estorsivo. Dietro queste azioni c’è Nitto Santapaola, capomafia di Catania, molto vicino a Riina. Secondo i pentiti e un testimone, Dell’Utri incontra Santapaola per cercare una mediazione. Quel che è certo è che gli attentati cessano all’improvviso e che la Standa non sporge denuncia.

I buchi neri. I fatti presi in considerazione dai giudici Leonardo Guarnotta (componente, negli anni 80, assieme a Falcone, Borsellino, Di Lello, del pool guidato da Caponnetto e già presidente del collegio che ha assolto in primo grado Calogero Mannino), Gabriella Di Marco e Giuseppe Sgadari sono innumerevoli, è non è possibile trattarli tutti in questa sede, neppure sommariamente. Rinviamo per l’approfondimento alla lettura degli stralci che pubblichiamo di seguito, e al nostro sito Internet (www.narcomafie.it) per il testo integrale della sentenza.
Cio che va ribadito è che il quadro probatorio è complesso, fondato su prove documentali, filmati, fotografie, dichiarazioni di pentiti e di testimoni, nonché su dichiarazioni e ammissioni dello stesso imputato. Il quale ha tenuto una condotta processuale tutt’altro che encomiabile, visto il tentativo di inquinamento delle prove effettuato cercando di minare la credibilità di alcuni collaboratori attraverso dichiarazioni pilotate di falsi pentiti.
Rimangono tuttavia dei buchi neri in questa ricostruzione processuale. Dell’Utri è stato una pedina utile alla mafia, anzi fondamentale, esclusivamente per il suo ruolo di amico e collaboratore dell’attuale Presidente del Consiglio, che interessava alle cosche sotto diversi profili. E nonostante non si trattasse di un processo contro Berlusconi, la sua presenza ha aleggiato nell’aula del tribunale in tutti questi anni e rimbalza continuamente nelle pagine della sentenza. Berlusconi avrebbe potuto chiarire molti lati poco chiari di questa vicenda e diradare ogni fumus, ogni sospetto sul suo conto. Avrebbe potuto chiarire nei dettagli le modalità e il contesto dell’assunzione e dell’allontanamento di Mangano; avrebbe potuto chiarire la natura del rapporto con Dell’Utri, prima considerato un manager poco dotato e dopo il fallimento di Rapisarda nominato a capo di Publitalia; avrebbe potuto spiegare il senso di tante intercettazioni telefoniche in cui parla con disinvoltura di attentati e richieste di estorsione mai denunciate; avrebbe potuto chiarire l’origine di certi oscuri finanziamenti delle holding Fininvest tra il 1975 e il 1983. E tanto altro ancora. Purtroppo il 26 novembre 2002, quando i magistrati si recarono a Palazzo Chigi per sottoporgli queste e altre domande, il Presidente del Consiglio scelse di avvalersi della facoltà di non rispondere. Un suo diritto, senza dubbio. Il cui esercizio ha lasciato intatto, intorno alla verità, una densa coltre di nebbia.

“Un consapevole e valido apporto a Cosa Nostra”

Pubblichiamo di seguito alcuni stralci tratti dalla sentenza di condanna del senatore Dell’Utri. I titoletti di inizio paragrafo sono a cura della redazione. Eventuali errori di forma sono invece da attribuirsi all’originalità del documento.

LA CONOSCENZA CON CINÀ GAETANO E MANGANO VITTORIO

L’arrivo di Mangano ad Arcore. […] Alla stregua delle emergenze probatorie finora richiamate, costituisce un dato sostanzialmente non più contestabile (stante le sostanziali ammissioni provenienti dai soggetti direttamente protagonisti della vicenda) l’arrivo di Mangano ad Arcore per intermediazione dell’imputato Dell’Utri e del coimputato Cinà, come pure le particolari mansioni che il Mangano medesimo era stato chiamato a svolgere in quella tenuta.

Questi innegabili dati di fatto, considerata la particolare caratura criminale che in quegli anni Mangano stava assumendo, per la fitta trama di rapporti con personaggi di spicco all’interno della organizzazione mafiosa “cosa nostra” e operanti in quel periodo nel milanese (si tratta, anche in questo caso, di acquisizioni probatorie in parte definitivamente accertate anche in altri procedimenti e che sostanzialmente non possono essere più messe in discussione, sulle quali ci si soffermerà in modo più specifico in altra parte della sentenza), rimarrebbero privi di una ragionevole spiegazione ove si trascurasse di tenere conto di un particolare “modus operandi”, negli anni ’70, della criminalità organizzata di stanza a Milano.

Trattasi di numerosi sequestri di persona a scopo di estorsione, posti in essere in quel periodo, in relazione ai quali si deve univocamente intendere (come peraltro è dato leggere tra le righe delle dichiarazioni dello stesso imputato, sopra richiamate), la funzione di “garanzia e protezione “ che Mangano era chiamato a svolgere, a tutela della sicurezza del suo datore di lavoro e dei suoi più stretti familiari, in un momento in cui si era deciso il trasferimento di Berlusconi nella tenuta di Arcore, appena acquistata, trasferimento che in sé comportava inevitabili ricadute in termini di sicurezza anche per i familiari dell’imprenditore rispetto alla precedente sistemazione milanese.

Un canale di collegamento. […] Tutte le considerazioni che precedono non lasciano residuare alcun dubbio circa la “mediazione” concretamente svolta dagli odierni imputati i quali, costituendo uno specifico canale di collegamento tra l’organizzazione mafiosa “cosa nostra” (nella persona del suo più importante esponente dell’epoca, Stefano Bontate) e l’imprenditore milanese Silvio Berlusconi (in evidente e rapida ascesa sulla scena economica di quella ricca regione) hanno con ciò posto in essere una condotta idonea a costituire un consapevole e valido apporto al consolidamento e rafforzamento del sodalizio mafioso, sempre pronto a cercare nuovi canali attraverso i quali riciclare i (già allora) imponenti introiti ricavati dalle attività illecite gestite ma anche, e più semplicemente, nuove fonti di guadagno attraverso la imposizione di indebite esazioni, con la conseguente configurabilità a carico di entrambi gli imputati del reato associativo in contestazione, nei termini che verranno più adeguatamente tratteggiati nella parte della sentenza riservata alle considerazioni conclusive.

Secondo il disegno di Bontate. […] In conclusione, se l’attivo coinvolgimento del Mangano nella organizzazione del sequestro D’Angerio poteva costituire agli occhi di Berlusconi violazione di quel mandato di garante assunto all’atto del suo trasferimento ad Arcore (tanto da indurlo, secondo quanto riferito da Cocuzza, ad un irrigidimento dei suoi rapporti col Mangano), il complesso delle emergenze probatorie finora richiamate lascia chiaramente intendere che questo episodio, in realtà, era destinato ad inserirsi in una più complessa strategia destinata ad avvicinare e legare maggiormente l’imprenditore Berlusconi alla organizzazione criminale, secondo un disegno al quale non appaiono affatto estranei i vertici di quel sodalizio, ed in particolare lo stesso Stefano Bontate, come viene confermato dalla attiva partecipazione al sequestro dei Grado e dello stesso Vernengo Pietro, tutti uomini d’onore della “famiglia” di Santa Maria di Gesù a capo della quale era appunto il Bontate.

Per quanto riguarda il periodo immediatamente successivo al sequestro D’Angerio, è certo che Mangano rimase nella villa di Arcore almeno fino al 27 dicembre 1974, data in cui venne tratto in arresto per scontare una pena di mesi dieci e giorni 15 di reclusione (alla quale era stato condannato per il reato di truffa) e in quel luogo fece ritorno quando venne scarcerato il 22 gennaio 1975.

Gli elementi che si ricavano dalle emergenze processuali non sono invece univoci nel dimostrare il successivo periodo di permanenza del Mangano nella villa di Arcore e non consentono di datare con certezza il suo allontanamento.

[…] Peraltro, è bene non dimenticare che il dato concernente l’allontanamento di Mangano da Arcore non riguarda la posizione dell’imputato Dell’Utri, il quale non ha mai interrotto i suoi rapporti con il Mangano, pur essendo ben consapevole, alla luce delle sue stesse ammissioni, della caratura criminale del personaggio.

settembre 22, 2006

Versione integrale del discorso di Ahmadinejad alle Nazioni Unite

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Fonte: Radio in lingua italiana della Repubblica islamica dell’Iran

Dopo aver ribadito il rispetto al Papa ed aver gettato acqua sul fuoco delle polemiche tra mondo islamico e Stato Pontificio, il giorno seguente, alla 61ima seduta dell’assemblea generale dell’Onu, il presidente della Repubblica islamica dell’Iran Mahmoud Ahmadinejad rivela come la struttura delle Nazioni Unite oggi sia stata indebolita da alcune potenze. Come aveva annunciato dà le indicazioni che potrebbero servire per governare il mondo e soprattutto renderlo più ricco di pace e meno assillato da guerre e conflitti.

La Radio in lingua italiana della Repubblica islamica dell’Iran, vi propone la versione integrale del discorso del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad all’assemblea generale delle Nazioni Unite.

In nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso
Illustri Capi di Stato, Spettabili Rappresentanti

Eccellenze, Signore e Signori,
ringrazio Dio, il Saggio, l’Invincibile ed il Misericordioso per avere concesso al presente l’occasione di divulgare un’altra volta il messaggio del grande popolo dell’Iran. Altresì, ringrazio il Signore per il crescente risveglio dei popoli e la loro coraggiosa presenza sulla scena internazionale che dà a loro la possibilità di esprimere le proprie opinioni in merito alle questioni d’interesse globale.

La voglia di giustizia, la voglia di verità, la ricerca del Divino ed il sostegno della dignità umana sono oggi le richieste gridate dai popoli del mondo. Il rigetto della prepotenza, la difesa degli oppressi e la voglia di pace, sono le caratteristiche del pensiero dei popoli e soprattutto sono il volere delle giovani generazioni che aspirano ad un mondo privo di inquinamento, prepotenza ed ingiustizia; un mondo che sia invece ricolmo di amore ed affetto. I giovani ed i giovanissimi hanno il diritto di chiedere giustizia e verità ed hanno il diritto di costruire il proprio futuro con l’amore, la pace e l’affetto.

Io ringrazio Dio anche per questo.

Spettabili Signore, Egregi Signori
quel che oggi l’umanità sopporta non è degno della dignità umana; Dio non ha creato l’uomo affinché alcuni gruppi di uomini impongano ingiustizia ad altri gruppi.
(Dio non ha creato l’uomo/ndr). Affinché un gruppo creando guerra e violenza riesca a derubare la risorse, arricchirsi ed espandere il proprio dominio mentre l’altro gruppo sia costretto a sopportare la povertà e le disgrazie che ne provengono.
O (Dio non ha creato l’uomo/ndr). Affinché un gruppo forte delle sue armi e delle sue minacce comandi il mondo mentre altri siano costretti a rimanere sempre sotto l’ombra della minaccia e dell’insicurezza.

Certuni si spingono a migliaia di chilometri di distanza dal proprio paese ed occupano la terra altrui per controllarne il petrolio o le altre risorse; altri ogni giorno devono assistere alla distruzione delle loro case ed alla morte dei loro bambini nella loro stessa terra.
Questi comportamenti non sono all’altezza della dignità umana e si rivelano contrari alla verità ed alla giustizia.
La domanda ora è questa: in simili circostanze gli oppressi del mondo dove devono rivolgersi? Quale persona o quale organizzazione difende i diritti degli oppressi e punisce gli oppressori? Dove si trova la corte della giustizia mondiale?
Ricordando qualche esempio ed effettuando un ripasso delle questioni mondiali di maggiore rilievo intendo chiarire i pensieri espressi.

Primo: la proliferazione inarrestabile delle armi nucleari, microbiche e chimiche
Alcune potenze vantano la produzione di armi nucleari della seconda e della terza generazione. A cosa servono queste armi? La produzione di queste armi micidiali e riempire i depositi di queste servirà forse alla diffusione della pace e della democrazia? Oppure queste armi serviranno a minacciare i governi ed i popoli?
Fino a quando i popoli del mondo dovranno vivere minacciati dalle bombe nucleari, batteriche e chimiche? Le potenze produttrici di queste armi quali responsabilità hanno e come vengono chiamate a rispondere delle proprie azioni dinanzi alla comunità internazionale? Mi chiedo se i popoli di questi paesi siano d’accordo sul fatto che la loro ricchezza venga impiegata per la costruzione di queste armi distruttrici.

Invece di appoggiarsi alle armi micidiali ed alle bombe, non si potrebbe contare sulla giustizia, l’etica e la ragione?
Quale dei due sono più vicini alla pace, le bombe o la ragione?
Se ci fosse ragione, etica e giustizia, le radici dell’oppressione andrebbero bruciate e le minacce distrutte. Non rimarrebbe nulla in grado di causare conflitti dato che la maggior parte dei conflitti nel mondo sono causati dalla mancanza di giustizia e dall’ambizione. Tutti i popoli amano la giustizia, la accolgono a braccia aperte e sono disposti a fare sacrifici per difenderne l’esistenza.
Se le potenze mondiali innalzassero la bandiera della reale giustizia, della pace e dell’affetto non sarebbero più amate del loro oggi, dedicato invece alla produzione ed alla diffusione di armi chimiche e nucleari? L’esperienza purtroppo esiste già e le conseguenze delle minacce e dell’uso delle armi le abbiamo già viste in passato. L’uso delle armi quale altro esito ha avuto se non quello di diffondere l’odio e la vendetta tra i popoli?

Secondo: l’occupazione dei paesi e l’aumento dei conflitti
Come era successo ad altri paesi, anche l’Iraq è stato occupato e sono 3 anni che l’occupazione continua. Non passa giorno senza che in Iraq gente innocente venga uccisa a sangue freddo. Le forze che occupano il paese non sono in grado di garantire la sicurezza. Nonostante la formazione del governo e del parlamento regolare, mani nascoste lavorano per istigare le divergenze esistenti nella società iraqena e creare una guerra civile.
Non esistono elementi che possano testimoniare un serio interesse delle forze di occupazione alla lotta contro l’insicurezza. Infatti, un numero elevato di terroristi sono stati arrestati dalle forze irachene ma per ragioni sconosciute le forze di occupazione hanno disposto la liberazione di questi individui.

Appare che la fomentazione delle violenze ed il terrorismo costituiscano una giustificazione per la presenza delle forze straniere in Iraq. In simili circostanze, a chi si deve rivolgere il popolo iraqeno? Dove deve sporgere denuncia il governo iraqeno?
Chi è garante della sicurezza dell’Iraq? L’insicurezza in Iraq influenza negativamente l’intera regione. Il consiglio di sicurezza è in grado di fare qualcosa per per l’instaurazione della pace e della sicurezza in Iraq mentre le potenze che lo occupano sono a loro volta membri permanenti del consiglio di sicurezza?
Il consiglio di sicurezza è in grado di prendere decisioni imparziali su questo tema?

Osservate la Palestina.
La radice dei problemi di questa terra va trovata nella storia della seconda guerra mondiale. Con la scusa di sostenere parte dei reduci del conflitto, la terra palestinese è stata occupata e milioni di autoctoni della zona sono stati costretti alla fuga. Le terre occupate sono state regalate ad un numero ridotto di reduci del secondo conflitto mondiale e poi gente proveniente da tutto il mondo che non aveva avuto nulla in comune con la guerra è stata radunata in Palestina dove è stato fondato un governo. Un governo creato in una terra che non era sua e con una popolazione che non apparteneva a quella terra e che proveniva dalle diverse parti del mondo; e questa fondazione (è avvenuta/ndr) a costo di sottrarre la terra a milioni di persone. Questa è una grande tragedia che non ha precedenti nella storia umana. Ancora oggi i profughi vivono nei campi ed alcuni di loro hanno detto addio alla vita senza vedere avverato il sogno di ritornare nella loro terra d’origine.

Esiste una qualsiasi forma di ragione o legge in grado di definire legale una simile azione? Esiste tra i membri delle Nazioni Unite, un paese che accetterebbe che al suo paese venisse riservato un trattamento simile?
Il pretesto per la fondazione del regime che occupa la Palestina è talmente mediocre che alle persone non viene nemmeno dato il permesso di parlarne;
  altrimenti, con il chiarimento della questione, inizierebbe a mancare una filosofia per l’esistenza del regime sionista; ed infatti oggi questa filosofia non esiste più.
Ma la tragedia non si conclude con la fondazione di un regime nella terra di un’altro popolo. Purtroppo dal primo giorno della fondazione, questo regime è stato usato dalle potenze come uno strumento per la creazione di instabilità, guerre, violenze e come un freno allo sviluppo dei paesi della regione. È probabile che alcuni dei sostenitori di questo regime si offendano ma queste sono le verità, non si tratta di leggende. La storia è dinanzi ai nostri occhi.

Ma ancor più importante di quanto detto, vi è il sostegno illegale a questo regime. Osservate la terra palestinese. La gente viene bombardata nelle proprie case. I loro bambini vengono uccisi nelle vie e nelle strade e nessuno è in grado di difenderli, nemmeno il consiglio di sicurezza. Perchè?
Dall’altra parte un governo viene eletto direttamente dal popolo in una piccola parte della Palestina ma invece di essere sostenuto da coloro che si dichiarano i difensori della democrazia, viene decimato; i suoi membri, i suoi ministri, i suoi deputati vengono arrestati sotto gli occhi del mondo. Quale consiglio o organizzazione ha sostenuto questo governo oppresso? Perchè il consiglio di sicurezza non può alzare nemmeno un dito? Proprio ora voglio parlare del Libano:

Per 33 giorni il popolo libanese viene bombardato ed un 1 milione e mezzo di persone rimangono senza tetto. Alcuni membri del consiglio di sicurezza di fatto si muovono in maniera tale da permettere all’aggressore del Libano di realizzare i suoi obbiettivi militari e per questo nei primi giorni il consiglio di sicurezza non può far nulla per stabilire un cessate il fuoco. Il consiglio di sicurezza rimane ad osservare la scena tragica delle aggressioni ed i crimini di Qana si ripetono. Perchè?
In tutti questi casi la risposta della domanda è ovvia. Fino a quando la causa del conflitto è all’interno del consiglio di sicurezza, questo consiglio non può assolvere ai propri doveri.

Terzo: il mancato rispetto dei diritti dei membri delle organizzazioni internazionali
Eccellenze,
ora voglio ricordare alcuni dei soprusi che sono stati fatti al popolo iraniano:
La Repubblica Islamica dell’Iran è membro dell’agenzia internazionale per l’energia atomica e firmatario del trattato NPT. Il nostro programma nucleare è trasparente, pacifico e si sviluppa sotto l’occhio attento degli ispettori dell’Aiea. Perchè a noi vengono negati i diritti riconosciutici esplicitamente dalle leggi internazionali? Quali sono i governi che ostacolano la nostra attività? Sono i governi che possiedono il ciclo di produzione di combustibile. Alcuni di questi paesi hanno usato la scienza nucleare a scopi non-pacifici come la fabbricazione di bombe nucleari ed hanno persino nel loro passato il demerito di averle usate contro gli esseri umani.

Quale organizzazione o quale consiglio deve occuparsi di questa ingiustizia? Il consiglio di sicurezza è nelle condizioni di farlo? Può impedire che il diritto dei paesi non venga negato loro e che alcune potenze non impediscano lo sviluppo degli altri paesi?
L’uso del consiglio di sicurezza come uno strumento per la minaccia è molto preoccupante. Alcuni dei membri del consiglio di sicurezza che sono molte volte una delle parti in causa in una contesa internazionale, usano facilmente il consiglio per condannare la parte alla quale si oppongono e si sentono anche fieri di questo. La domanda è questa: ma che senso ha la strumentalizzazione del consiglio di sicurezza; quest’uso non mette in pericolo la credibilità del consiglio? Questo comportamento non influenza la vera capacità di questo consiglio nel creare la sicurezza?

Eccellenze,
la riflessione sulle verità citate ci guida in direzione di un’amara conclusione: la giustizia è stata sacrificata a favore della prepotenza.
Le relazioni internazionali, sotto la pressioni dei potenti, oggi sono anomale, ingiuste e discriminatorie. La minaccia nucleare delle potenze ha preso il posto del rispetto reciproco e della pace. La difesa dei diritti umani e della democrazia da parte delle potenze avviene solo quando questa difesa può essere strumentalizzata per fare pressioni sugli altri popoli ed umiliarli. Ma se sono in gioco gli interessi delle potenze, concetti come la democrazia, il diritto dei popoli all’indipendenza, il rispetto dei diritti delle persone ed il rispetto dei diritti internazionali non hanno più alcun valore. L’esempio è il comportamento riservato al governo eletto della Palestina e quello riservato al regime sionista. Se in Palestina le persone vengono uccise, vengono costrette a lasciare le loro case, se vengono imprigionate senza motivo o vengono assediate nelle loro case e città, ciò non ha importanza ed in questo caso i diritti umani non vengono danneggiati minimamente.

I paesi non sono giudicati in base alle leggi esistenti ed internazionalmente accettate; il fatto che un paese possa usufruire dei suoi diritti legittimi dipende dal volere delle grandi potenze. Apparentemente, il consiglio di sicurezza è solamente utile come garante degli interessi di alcune grandi potenze, ma se gli innocenti muoiono a migliaia sotto le bombe, il consiglio di sicurezza deve fare silenzio e non approvare il cessate il fuoco. Ma per il consiglio di sicurezza, che dovrebbe garantire la sicurezza nel mondo, questa non è forse una tragedia storica?
Il sistema dominante oggi è tale da elevare al di sopra della volontà di 180 nazioni, quella di un’unica nazione che si autodichiara pari al volere della comunità internazionale. Questo paese si sente padrone del globo e ritiene di seconda classe le altre popolazioni.

Eccellenze,
la domanda è questa: se il governo statunitense e quello inglese che sono membri permanenti del consiglio di sicurezza violano la legge internazionale quale ente dell’Onu è in grado di giudicarli? Un consiglio di cui loro stessi fanno parte ed in cui hanno un potere speciale può condannare i loro crimini? È mai successa una cosa del genere?
Ma al contrario abbiamo visto che quando loro hanno un problema con un governo o un popolo lo trascinano al cospetto del consiglio di sicurezza ed assumono sia il ruolo di pubblico ministero, sia il ruolo di giudice e sia il ruolo di colui che mette in atto il verdetto della corte.

Questo sistema è realmente giusto? Ma esiste una discriminazione o un’ingiustizia più palese di questa?
Purtroppo l’insistenza adoperata da alcuni paesi imperialisti per imporre le loro politiche alle organizzazioni internazionali, tra cui il consiglio di sicurezza, ha screditato l’Onu dinanzi all’opinione pubblica mondiale ed ha messo in discussione l’efficienza ed il prestigio di questa organizzazione.

Eccellenze,
fino a quando questa condizione è sopportabile? Osservate che il comportamento di alcune potenze, è oggi il più grande problema delle Nazioni Unite e degli enti collegati ad essa come il consiglio di sicurezza. La struttura e la metodica del consiglio di sicurezza non può soddisfare le necessità della generazione attuale e le necessità dell’uomo di oggi. Questa struttura è una struttura che risale ai tempi del secondo conflitto mondiale.
Oggi nessuno può negare che il consiglio di sicurezza dell’Onu ha una grande necessità di credibilità e di efficienza. E bisogna ammettere che fino a quando questo ente non potrà rappresentare la comunità internazionale in maniera chiara, equa e democratica, non sarà ne credibile ne efficiente. Inoltre oggi è più che chiara la relazione diretta che esiste tra il diritto di veto e la perdita di credibilità del consiglio di sicurezza. Fino a quando questa struttura non verrà modificata, non si può pretendere che il mondo venga ripulito dall’ingiustizia e dall’oppressione.

Ma la popolazione mondiale oggi merita di essere governata con le leggi di 60 anni fa? Le nuove generazioni non hanno il diritto di decidere per il mondo in cui hanno intenzione di vivere?
Oggi la riforma all’interno delle Nazioni Unite è necessaria più che mai. La giustizia e la democrazia ordina di rispettare il ruolo dell’assemblea generale dell’Onu come il principale organo di decisione di questa organizzazione ed è proprio il compito di questa assemblea salvare il consiglio di sicurezza dalla sua condizione attuale. Altrimenti almeno il movimento dei non-allineati, l’organizzazione dei paesi islamici e il continente africano devono avere ognuno un seggio permanente al consiglio di sicurezza con il diritto di veto in modo da bilanciare le forze all’interno del consiglio ed impedire l’oppressione dei paesi meno potenti.

Spettabile Direzione, Eccellenze
d’altro canto, reputo necessario che l’etica ritorni a svolgere il ruolo che deve avere. Senza etica e senza tenere in considerazione gli insegnamenti dei profeti del Signore, non si possono garantire la giustizia, la libertà ed i diritti umani. La chiave dei problemi dell’uomo di oggi è la religione e l’etica. Se il rispetto dei diritti umani sarà veramente un valore, non ci sarà spazio per l’ingiustizia, la violenza e la guerra.
Gli uomini sono stati creati tutti da Dio e tutti hanno dignità e tutti sono degni di rispetto.

Nessuno è superiore. Una persona o un governo non può riservarsi un trattamento speciale e nessun governo deve ignorare i diritti degli altri governi. Non è giusto che un governo cerchi di dominare le organizzazioni internazionali e si contrapponga dinanzi alla volontà della comunità internazionale. I cittadini europei, africani, asiatici ed americani sono tutti uguali. Siamo più di 6 miliardi e siamo tutti uguali.
La giustizia e la difesa della dignità sono le colonne sulla quale si può costruire l’edificio della pace e della sicurezza mondiale.

Per tale motivo il nostro messaggio al mondo è questo:
La pace e la sicurezza duratura nel mondo è possibile solo se prima si crea la giustizia, si da spazio all’etica, si rispetta la dignità umana e si impara ad amare.
La pace, il progresso e la sicurezza è un diritto di tutti i popoli e tutti i governi.
Tutti noi siamo membri della comunità internazionale e abbiamo il diritto di creare un mondo pieno di amore, affetto e giustizia.

Tutti i rispettabili membri delle Nazioni Unite sono influenzati dai fatti dolci o amari del mondo. Noi possiamo rendere migliore la vita di questa generazione e di quella che dovrà venire con decisioni ragionevoli e decise.
Noi aiutandoci, possiamo distruggere alle radici le cause dei mali che ci circondano e rendere dolce per le nostre popolazioni la vita.
In base al loro istinto, i popoli sono alla ricerca del bene, della perfezione e della bellezza.
Noi, appoggiandoci ai nostri popoli saremo in grado di fare grandi passi per cambiare il mondo e spianare la strada per il progresso dell’umanità. Che ciò sia gradito o no da noi, primo o poi per volere del Signore la terra verrà dominata dal bene e dalla pace. L’importante è assumere un ruolo e dare un contributo a ciò che primo o poi si avvererà.

Il Signore, l’Onnipotente, il Clemente, che è il creatore dell’Universo è anche il possessore di questo mondo. Lui ci ordina di essere giusti; Lui chiede ai Suoi servi di operare il bene e di non commettere ingiustizie. Egli chiede ai Suoi servi di incoraggiarsi a vicenda nelle opere di bene e di sconsigliarsi a vicenda le opere ingiuste. Tutti i profeti del Signore, Adamo(la pace sia con lui), Mosé (la pace sia con lui), Gesù(la pace sia con lui) ed infine Mohammad (la pace sia con lui) hanno invitato l’uomo ad adorare l’Unico Dio, alla giustizia, alla fratellanza, all’amore ed all’affetto. In base al monoteismo e a valori come la giustizia, l’amore e il rispetto dell’uomo non si può costruire un mondo migliore e trasformare l’odio in amicizia?

Io dichiaro ad alta voce che oggi il mondo ha bisogno più che mai di uomini giusti che amino la libertà e l’uomo e soprattutto dichiaro che il mondo aspetto veramente il Salvatore che tutte le religioni attendono.
O Dio, gli uomini sono Tuoi servi e a Te è affidata la loro guida e la loro felicità. Dona all’umanità il Salvatore atteso, e collocaci tra coloro che spianano la strada per il Suo arrivo.

Imperialismo americano: 60 anni per un nuovo ordine mondiale

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Jacopo Barbarito – tratto da “Rinascita” – www.rinascita.info 

Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti – coadiuvati o meno dai propri alleati – si sono messi immediatamente all’opera per la creazione di un “mondo nuovo”, un nuovo sistema di stati, di potenze e di rapporti internazionali che garantisse la propria supremazia. Nacque così un progetto – ispirato a quello dell’ormai estinto nemico nazionalsocialista forse? – teso al raggiungimento di tale obiettivo. Nonostante la presenza del rivale sovietico, la “piovra a stelle e strisce” non si è mai fermata e, dal 1989 in poi, ha allungato ancor più i suoi tentacoli. Molti dei piani statunitensi sono andati in porto, basti pensare al mondo economico, militare ed energetico, ove attualmente incontriamo sempre la presenza egemone nordamericana. Non basterebbe un’intera enciclopedia per riassumere le tappe di questa progressiva conquista ed espansione. Quello su cui voglio far soffermare l’attenzione del lettore, sono i modi in cui alcuni di questi processi si sono potuti realizzare.

Modi disumani, violenti, repressivi, ingerenti. I dati che seguono fanno ormai parte della storia: sarebbe assurdo negarli e solo pochi sciocchi o ciechi – magari volutamente – si ostinano a volerli mistificare. Abbiamo voluto riportare solo cifre sicure (omettendo gli eventi di questi ultimi anni che, purtroppo, sono in continua evoluzione), nella speranza che l’elenco non debba essere aggiornato. Queste cifre, questi eventi, non hanno colori politici. Sono semplicemente numeri, che documentano gli interventi degli USA nella politica nazionale, il sovvertimento di regolari elezioni, la pianificazione di colpi di stato, lo scatenamento di guerre e la fomentazione di odi intestini. Non vengono risparmiati gli stessi statunitensi. Tutto in nome del profitto, del potere. Questi sono solo numeri, ma dietro questi numeri ci sono milioni di uomini, che hanno avuto la sfortuna di veder cambiato il proprio destino da una ristretta elite di politici, banchieri, militari e affaristi senza scrupoli. Costoro vedono in ogni uomo solo una pedina di scambio: consumatori, lavoratori, pedoni di una grande scacchiera. Per noi, invece, l’uomo ha in sé tante caratteristiche che convivono alla perfezione: da quella economica, a quella politica, a quella guerriera a quella religiosa. Ma forse questo è troppo anche per loro

Interventi USA nel mondo: bombardamenti

Cina 1945-6
Corea 1950-3 (Guerra di Corea)
Guatemala 1954
Indonesia 1958
Cuba 1959-61
Guatemala 1960
Vietnam 1961-73
Congo 1964
Laos 1964-73
Perù 1965
Cambogia 1969-70
Guatemala 1967-69
Grenada 1983
Libano 1983-84
Libia 1986
El Salvador anni ‘80
Nicaragua anni ‘80
Iran 1987
Panama 1989
Iraq 1991-2002
Kuwait 1991
Somalia 1993
Bosnia 1994-5
Sudan 1998
Afghanistan 1998
Jugoslavia 1999
Afghanistan 2001-200?
Iraq 2003-200?

Utilizzo di armi non convenzionali

Uranio impoverito utilizzo nella guerra del Golfo 1991 e in Jugoslavia 1999, Afghanistan 2001-200?
Bombe a grappolo utilizzo in Laos 1965-73, Vietnam 1961-73, Cambogia 1969-70, Jugoslavia 1999, Afghanistan 2001-200?, Iraq 2003-200?

Aggressioni chimiche e batteriologiche su paesi stranieri

Bahamas anni ‘40-50 esperimento: segreto di stato
Canada 1953 esperimento: diffusione di solfuro di zinco-cadmio sulla città di Winnipeg
Cina e Corea anni ‘50 attacco batteriologico, bombardamenti con napalm
Corea anni ‘60 cospargimento dell’erbicida diossinico Agente Orange
Vietnam anni ‘60-70 cospargimento dell’erbicida diossinico Agente Orange, bombardamenti con Napalm
Laos anni ‘70 utilizzo del gas nervino Sarin (CBU-15 o GB)
Panama anni ‘40-’90 svariati test di Agent Orange, Iprite, VX, Sarin, Cianuro di Idrogeno e altri gas nervini ed erbicida
Cuba anni ‘50-60 probabile diffusione di zanzare portatrici di febbri dengue e febbre emorragica poi effettivamente verificatesi, contaminazione dello zucchero, contaminazione di allevamenti di tacchini con il morbo di Newcastle, contaminazione degli allevamenti di maiali con virus della febbre del maiale africano, diverse contaminazioni delle coltivazioni


Appoggio ad aggressioni chimiche e batteriologiche di altri paesi

Egitto anni ‘60 addestramento e supporto all’attacco con gas venefici sullo Yemen
Sudafrica anni ‘70 addestramento e supporto
Iraq 1984-89 addestramento ed esportazione dei progetti e delle attrezzature necessarie a produrre virus e batteri e installarli su testate missilistiche, nonchè degli stessi virus e batteri Bacillus Antracis (Antrace), Clostridium Botulinum (Botulino), Hitoplasma Capsulatum, Brucella Melitensis, Clostridium Perfringens , Clostridium Tetani (Tetano)

Test chimici sulla popolazione interna

New York 1950 test per provocare epidemia di ruggine dei cereali
San Francisco 1957 test di attacchi batteriologici di Bacillus globigii e Serratia marcescens
Minneapolis 1953 test di rilasci di zinco-cadmio
St. Louis 1953 test di rilasci di zinco-cadmio
Washington DC 1953 test di rilasci di zinco-cadmio
Florida 1955 test di epidemia di pertosse
Florida 1956-58 test di diffusione di zanzare
New York City 1956 test di irrorazione nella metropolitana del Bacillus subtilis variant niger
Chicago 1960 test di irrorazione nella metropolitana del Bacillus subtilis variant niger
Sperimentazioni dirette su persone migliaia di esperimenti di sostanze chimiche e batteriologiche, agenti nervini, radiazioni nucleari, droghe su persone parzialmente inconsapevoli

Tortura

Grecia anni ‘40-’70 CIA: addestramento e attrezzature per la tortura
Iran anni ‘50-’79 CIA: costituzione e addestramento alla tortura del SAVAK (servizio segreto)
Germania anni ‘50 tortura direttamente praticata dalla CIA
Vietnam anni ‘60-’70 tortura direttamente praticata dalla CIA e dall’Esercito
Bolivia 1967 CIA: supervisione e addestramento
Uruguay anni ‘60-’70 CIA e Agenzia internazionale per lo sviluppo: addestramento
Brasile anni ‘60 CIA e Agenzia internazionale per lo sviluppo: addestramento
Guatemala anni ‘60-’90 CIA: addestramento e attrezzature
El Salvador anni ‘80 CIA: addestramento e attrezzature
Honduras anni ‘80 CIA ed Esercito: addestramento, attrezzature e ‘operatività’
Panama anni ‘90 tortura direttamente praticata dall’Esercito USA

Sovvertimento delle elezioni in paesi stranieri

Filippine anni ‘50
Libano anni ‘50
Indonesia 1955
Vietnam 1955
Guyana 1953-64
Giappone 1958-anni ‘70
Nepal 1959

Laos 1960
Brasile 1962
Repubblica Dominicana 1962
Guatemala 1963
Bolivia 1966
Cile 1964
Portogallo 1975
Australia 1974
Giamaica 1976
Panama 1984, 1989
Nicaragua 1984, 1990
Haiti 1987-88
Bulgaria 1990-91
Albania 1991-92
Russia 1996
Mongolia 1996
Bosnia 1998

Ingerenze in paesi stranieri

Cina 1949-51 addestramento, logistica, organizzazione, reclutamento a sostegno dei nazionalisti di Chaing Kai-Shek nella guerra civile contro Mao
Francia 1947-50 ostacolata la presenza politica e sindacale dei comunisti tramite finanziamenti, consulenze, addestramento ai socialisti e ai sindacati non comunisti e ricorrendo ad operazioni segrete dirette e tramite gli indipendentisti corsi
Isole Marshal 1946-1958 trasferita la popolazione per consentire i numerosissimi test di bombe nucleari
Italia dal 1947 finanziamento della Democrazia Cristiana e organizzazione dell’apparato politico e propagandistico per influenzare l’elettorato
Grecia 1947-9 intervento decisivo nella guerra civile a favore dei neofascisti e organizzazione dell’agenzia per la sicurezza interna, KYP
Filippine 1945-53 combattimento diretto contro le forze di sinistra Huk e pilotaggio delle elezioni fino alla dittatura di Ferdinando Marcos
Corea 1945-53 soppressione delle organizzazioni popolari precedentemente alleate e sostegno alle forze conservatrici precedentemente collaborazioniste con i giapponesi
Albania 1949-53 tentativo di organizzare il rovesciamento del governo comunista
Europa Occidentale anni ‘50-’70 costituzione dell’organizzazione segreta Stay Behind, finanziamento da parte della CIA tramite fondazioni e istituzioni a favore di partiti, riviste, agenzie di stampa, sindacati, gruppi studenteschi, associazioni di giuristi e avvocati
Iran 1953 rovesciamento di Mossadeq
Guatemala dal 1953 rovesciamento del governo, istituzione e protezione di un governo filo Usa responsabile di 200 mila vittime
Costarica 1955, 1970 tentativi di rovesciare Figueres
Medioriente 1956-8 tentativi di rovesciamento del governo siriano, pressioni sui governi di Libano e Giordania, sbarco di 14 mila soldati in Libano, cospirazione per rovesciare Nasser
Indonesia 1957-8 tentativi di rovesciare Sukarno
Haiti 1959 uso di forze armate USA per fermare la rivolta contro il dittatore Duvalier
Guyana 1953-64 rovesciamento di Jagan
Iraq 1958-63 organizzazione del colpo di stato contro Kassem
Cambogia 1955-73 assassini politici, organizzazione del rovesciamento di Sihanouk, sostegno a Pol Pot e ai khmer rossi
Laos 1957-73 organizzazione di colpi di stato nel 1958, 59 e 60; costituzione della milizia clandestina
Thailandia 1965-73 invio di consiglieri militari per il mantenimento della dittatura e per la repressione della popolazione civile e della guerriglia; finanziamento, armamento e addestramento della polizia e dell’esercito
Ecuador 1960-63 estromissione del leader Josè Velasco
Congo/Zaire 1960-65 e 77-78 estromissione ed assassinio del premier Patrice Lumumba; sostegno all’insediamento e al mantenimento della dittatura Mobutu
Francia Algeria anni ‘60 appoggio all’insurrezione dell’OAS, per impedire che De Gaulle concedesse l’indipendenza all’Algeria; tentativo poi abortito della CIA di assassinare De Gaulle
Brasile 1961-64 approvazione e supporto del colpo di stato contro Joao Goulart; sostegno della dittatura militare
Perù 1965 eliminazione di formazioni di guerriglieri ad opera dell’esercito americano
Repubblica Domenicana 1963-65 sostegno al rovesciamento del governo Bosch e invio di 23 mila soldati per sedare la rivolta contro i golpisti
Cuba dal 1959 quarant’anni di attacchi terroristici, attentati dinamitardi, invasioni militari sanzioni, embargo, isolamento ed assassini
Indonesia 1965 sostegno all’insediamento della dittatura Suharto e consegna ai militari indonesiani della lista di 5000 nomi di comunisti da eliminare
Ghana 1966 colpo di stato appoggiato dalla Cia per rovesciare Nkrumah
Uruguay 1969-72 addestramento e organizzazione della repressione contro i Tupamaros
Cile 1964-73 sabotaggio della campagna elettorale di Allende nel 1964, destabilizzazione del governo Allende dal 1970 e sostegno al colpo di stato e alla dittatura Pinochet
Grecia 1967-74 attiva collaborazione della CIA e delle forze armate USA al colpo di stato
Sudafrica anni ‘70-’80 intensa collaborazione della CIA con i servizi segreti per la repressione dell’African National Congress e per la cattura di Mandela; violazione dell’embargo sulle armi verso il Sudafrica disposto dall’ONU
Bolivia 1964-75 aiuto della CIA e del Pentagono nel rovesciamento del governo Paz; conduzione da parte della CIA dell’operazione di eliminazione di Che Guevara
Australia 1972-75 USA e Inghilterra riescono a far allontanare dal governo il premier laburista Whitlam
Iraq 1972-75 Gli USA dispongono ingenti aiuti militari agli oppositori Kurdi per indebolire l’Iraq coinvolto nella guerra con l’Iran, tranne ritirare loro ogni aiuto nel momento in cui gli USA approvarono il riavvicinamento Iran-Iraq
Portogallo 1974-6 destabilizzazione del governo nato dalla rivoluzione dei garofani e intimidazione della popolazione fino al successo dei candidati appoggiati e finanziati dalla CIA
Timor Est 1975-99 sostegno del governo degli USA all’invasione da parte dell’Indonesia e del successivo genocidio attuato nei confronti della popolazione
Angola anni ‘60-’80 Il governo USA entra in sostegno di una delle parti in causa nella guerra civile, inducendo l’URSS a sostenere l’altra parte; la guerra provocherà più di 500 mila morti
Giamaica 1976 tentativo di impedire la rielezione di Manley
Honduras anni ‘80 invio di migliaia di soldati per sostenere le operazioni antiguerriglia in Salvador e Guatemala e per servire come centro di addestramento e rifornimento per i contras del Nicaragua; stretto controllo sulla politica interna honduregna da parte dei diplomatici americani
Nicaragua 1978-90 sostegno attivo alla guerriglia dei contras, oppositori del neogoverno sandinista; interferenza massiccia nelle elezioni del 1980 che videro la sconfitta dei sandinisti
Filippine anni ‘70-’90 finanziamenti e sostegno alla stabilizzazione del governo responsabile di repressioni, miseria e torture
Seychelles 1979-81 coinvolgimento della CIA in un tentativo di invasione
Yemen del Sud 1979-84 sostegno aiuti e addestramento alle forze paramilitari che miravano a far cadere il governo
Corea del Sud 1980 attivo sostegno al governo di Chun responsabile della repressione della contestazione studentesca, sfociata nell’uccisione di duemila persone
Grenada 1979-83 destabilizzazione e invasione dell’isola per il rovesciamento di Maurice Bishop
Suriname 1982-84 organizzazione di un invasione poi abortita da parte della CIA
Libia 1981-89 abbattimento di due aerei libici nello spazio aereo libico, bombardamento della residenza di Gheddafi, tentativi di assassinio del leader, sanzioni economiche
Isole Fiji 1987 organizzazione del colpo di stato Rabuka contro il governo Bavrada
Panama 1989 invasione di Panama con centinaia di civili uccisi e migliaia di feriti ufficialmente per catturare l’ex alleato, il dittatore Noriega, in realtà per intimidire il Nicaragua alla vigilia delle elezioni
Afghanistan 1979-92 massiccio sostegno ai Talebani opposti al governo laico filosovietico
El Salvador 1980-92 coinvolgimento effettivo di truppe americane nei combattimenti della guerra civile, finanziamenti per 6 mld di dollari alle forze filo regime
Haiti 1987-94 sostegno alla dittatura Duvalier e condizionamento del governo Aristide
Bulgaria 1990-91 finanziamento per 1,5 mld di dollari al partito di opposizione; organizzazione da parte dell’organizzazione USA NED di sommosse popolari per rovesciare il risultato delle elezioni fino alle dimissioni del governo
Albania 1991-2 organizzazione da parte del NED del rovesciamento del risultato delle elezioni fino alle dimissioni del governo
Somalia 1993 intervento diretto delle truppe americane contro il ‘signore della guerra’ Aidid, volto in realtà a ripristinare il controllo delle compagnie americane sui campi petroliferi
Jugoslavia 1999 bombardamenti sulla Serbia per consentire la secessione del Kosovo dalla Federazione Jugoslava
Iraq 1991-2002 bombardamenti per 40 giorni e notti sull’iraq pari a 80.000 tonnellate di esplosivo, tra cui molti con uranio impoverito; un milione di bambini morti in dieci anni a causa delle sanzioni economiche e della distruzione delle infrastrutture; continuano le ‘missioni’ da parte di USA e Gran Bretagna, in attesa dell’attacco finale
Perù 1990-2000 sostegno tramite consulenza e addestramento militare, fornitura di armamenti e finanziamenti al governo repressivo Fujimori, responsabile di violazione dei diritti umani e uso della tortura
Messico 1994-1998 addestramento finanziamento e approvvigionamento di armi alle forze paramilitari e ai servizi segreti opposti agli zapatisti
Colombia 2002 terzo paese destinatario di aiuti militari americani, centinaia di militari USA presenti nel paese, invio di armi, coordinamento e addestramento dell’esercito e delle forze paramilitari opposte alle FARC, sostegno al governo responsabile di violazione dei diritti umani e di tortura 

Jacopo Barbarito – Fonte : www.disinformazione.it

settembre 17, 2006

LADRI E BUFFONI!

Filed under: Blogroll, Leccapiedi e Lacchè, Lega Nord, Politica Italiana, Storia, Uncategorized — Italiano Liberale @ 1:14 pm

17 aprile 2005

I LADRONI DEL NORD

“CrediNord – ha detto Bossi – sarà una banca che saprà tenere gli occhi bene attenti allo sviluppo. Avanzano iniziative importanti per quel che riguarda la Padania. E una banca popolare può avere un destino luminoso se sapremo pensare in grande.”

“Il mio compito è quello di far convogliare sulla banca i quattrini dei padani che lavorano.”

17 aprile 2005

La Padania chiede a Gianmaria Galimberti che risponde:

“Quali saranno i rapporti con le banche del Sud?

Con Credinord non succederà come avviene al Sud dove le banche a forza di concedere prestiti sono tutte esposte e per salvarle si sono costretti gli istituti del Nord a comprarle. Noi non compreremo mai una banca del Sud in queste condizioni. L’importanza di avere una banca del Nord e non “del Sud”, si misura nell’aiuto che sa dare allo sviluppo della società padana”.

Tutto questo avveniva quando il giudizio della Lega su Fazio era quello che riportava la Padania, ad esempio, del 2 novembre 2003:

Banche: ecco perché Fazio non controlla il sistema

Come mai Antonio Fazio, il governatore di Bankitalia che dovrebbe essere il vigilante “censore” delle banche italiane ha dimostrato tanta indulgenza per gli istituti di credito coinvolti nello scandalo dei bond Cirio?

………………….

Sono i grandi banchieri i “padroni” di Fazio.

Queste sono le premesse.

Si fa la banca con il benestare di Fazio (Opus Dei) che entra in esercizio il 19 marzo 2001.

Si rastrellano i soldi da migliaia di imbecilli padani (leghisti e non).

Naturalmente la Credinord ricambia i dirigenti della Lega facendo propaganda, ad esempio, per il nazileghista (ed un poco ottuso) Calderoli:

POI LA CATASTROFE

Tratto dal quotidiano ‘La Provincia di Como’ del 25 Febbraio 2005

Banca padana, duecento comaschi nel crac

(di Maria Castelli)

… Michele Beretta, già commissario provinciale: “Respingo ogni strumentalizzazione politica: mai la Lega ha sollecitato sezioni o militanti a sottoscrivere azioni della Banca Popolare CrediEuroNord, società cooperativa a responsabilità limitata, soci vicini a noi o consiglio d’amministrazione presieduto da un estraneo al movimento. Sono stati compiuti investimenti azzardati, come nel Calcio Monza poi fallito. La Società cooperativa ha ceduto il ramo d’azienda bancario alla Banca Popolare di Lodi, sono salvi i depositi sui conti correnti e le obbligazioni. Non è certo lo scandalo Parmalat.” E chi si trova briciole? “E’ stata costituita la Spa EuroNord Holding – afferma Beretta – e il consiglio d’amministrazione ha il compito di promuovere azioni legali”.

Tratto dal quotidiano ‘La Provincia di Como’ del 26 Febbraio 2005

IL SEGRETARIO MOLTENI – Nessun legame tra Lega e banca Credieuro Nord

(di Maria Castelli)

«La Banca Credieuro Nord non è la banca della Lega. Il Movimento non ha azioni, non è coinvolto in affari con la Credieuro Nord»: il segretario provinciale Nicola Molteni smentisce qualsiasi legame tra il Carroccio e l’istituto di credito nelle grane per gravi irregolarità nella gestione. Duecento i comaschi che avrebbero perso gran parte dei loro risparmi convertiti in azioni della Banca Popolare Credieuro Nord, 2.600 soci e 19 miliardi di lire capitale.

«I comaschi sarebbero molto meno – precisa Molteni – ad ogni modo, siamo di fronte alla solita strumentalizzazione politica demagogica da campagna elettorale». Come mai, allora, la CredieuroNord è stata identificata da tutti come Banca della Padania? «Forse perché è una realtà creditizia che nasce in un contesto del Nord – precisa Molteni – ma con il Movimento non c’entra niente. La Lega Nord è tutt’altra struttura politica rispetto a questa banca».

Eppure, il comitato dei creditori “Amici della CredieuroNord” che ha organizzato per oggi la presentazione di un esposto collettivo in Tribunale a Milano, ha chiamato a garanti per la salvaguardia del capitale rimasto il Consiglio Federale e lo stesso Umberto Bossi.

«Questo Comitato dei creditori – spiega il segretario – è formato, come sembrerebbe, da fuoriusciti dalla Lega. Beninteso: sono io il primo a sollecitare azioni civili e penali nei confronti di chi ha sbagliato. Ma le solleciterei per chiunque si comporti in malo modo».

I soci sono tutti militanti della Lega. «A titolo personale, potevano aderire tutti. Si trattava di una banca popolare, non di uno strumento o di una funzione della Lega nel mondo finanziario», ribadisce Molteni. I piccoli azionisti sono scandalizzati perché hanno acquistato cento o seicento azioni a 25.000 lire l’una.

I maggiorenti, un’azione, della quale hanno perso l’85% come gli altri. Inoltre, secondo i giornali finanziari, sono coinvolti Maurizio Balocchi, sottosegretario agli Interni e tesoriere della Lega e nel consiglio d’amministrazione c’erano altri nomi illustri, Brambilla, Stefani, Giorgetti…

Erano a titolo personale? «Presumo di sì. E se è vero che ci sono leghisti tra i soci fondatori, resta il fatto che banca e Movimento sono due realtà distinte e differenti». La Lega non ha mai nascosto le ambizioni di protagonismo in un istituto di credito, inteso come salvadanaio del risparmio padano e sostenitore dello sviluppo della Padania. «La Lega ha una serie di iniziative per dare sostanza e immagine al territorio padano. Ma la Credieuro Nord non è affine e vincolata alla Lega».

Quanto segue è ciò che scriveva la Padania quando a fallire era una Cooperativa “rossa”:

“di EDOARDO PANIZZA (Responsabile Federale delle attività produttive) – 22 Dicembre 2004

……………………..

Come possiamo definire chi ha approfittato di questi piccoli investitori?

Quale aggettivo trovare?

Certamente dovranno essere giudicati al pari di quei “Signori” del latte e dei pomodori e messi finalmente al loro posto per scontare i danni perpetrati ad onesti cittadini.

Non è giusto che la gente comune non sappia di altre malefatte commesse in una zona dal “colore” intoccabile.

No, cari signori non accettiamo che questo grosso scandalo venga messo a tacere solo perché è coperto da una colorazione politica. I rossi si devono prendere le loro responsabilità.

Mi associo all’iniziativa di un politico di formare una commissione che abbia a far conoscere con dovizia di particolari lo stato dei “lavori” della giustizia in questo grave caso di malcostume in cui sono state colpite centinaia di famiglie, la cui unica colpa è quella di avere creduto nell’onestà degli amministratori di questa grossa azienda, e di avere ceduto all’inganno.

Noi siamo stati in questa località ed abbiamo parlato con la gente, rassegnata a perdere tutti i loro averi accumulati attraverso anni di duro lavoro, frutto delle liquidazioni di fine rapporto.

…………………….

Vi dico sin d’ora che non rispetteremo nessuno, neppure le banche, ma soprattutto gli amministratori che avrebbero dovuto gestire con la massima oculatezza i risparmi di tanti onesti cittadini”.

Ma Bossi è abituato e pregiudicato, può non rendere conto dell’ammanco di 20 miliardi di vecchie lire alla Credinord. Prima venne la condanna quando la Cassazione gli confermò 8 mesi per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti (200 milioni da Carlo Sama, tangente Enimont). Poi il Piccolo di Trieste comunicò che La Hypo Alpe Adria Bank di Klagenfurt aveva messo all’asta lo Skipper Residence, un complesso turistico da 100 miliardi in costruzione nei pressi di Salvore, in una striscia di terra croata, ma contesa dai nazionalisti sloveni. Ne era titolare la Ceit, società italiana di cui sono comproprietari, la moglie del leader carismatico dei padani, Manuela Marrone, e una decina di altri esponenti della Lega, tra cui il sottosegretario all’Interno Maurizio Balocchi e quello alle Attività Produttive Stefano Stefani. Poi la banca “amica” del governo per trovare a tasso felicissimo questi benedetti soldi da restituire ai creditori e permettere così alla signora Marrone di non perdere l’investimento e al marito di poter continuare a gridare a destra e a Manca che i politici sono tutti corrotti. Il capo dei corrotti era il “potere forte” Fazio contro il quale la Lega aveva scatenato più di una campagna mediatica. Inoltre aveva votato contro il rinnovo del suo incarico a vita ai vertici della Banca d’Italia. Poi … ha cambiato idea. Si, in cambio del salvataggio delle Credinord da parte della Banca di Lodi, la Lega ha votato a favore di Fazio a vita. Quando si dice interessi personali in atti d’Ufficio!

Alla fine della storia, il sud paga i fallimenti dei ladri padani. Tutti paghiamo la presenza di Fazio, il medievale opusdeista che sta permettendo il furto delle banche ITALIANE a tutti i cittadini, e lo pagheremo a vita. E nel modo più vergognoso ci viene portato questo conto. La Credinord avrebbe dovuto chiudere ed i libri dovevano passare alla magistratura con molti padani, ancora a spese nostre ma questa volta felici, nelle carceri (queste si) padane.

Dal corriere.it

Chi ricorda i titoli della «Padania» e le fiaccolate lumbard contro il Governatore Antonio Fazio dopo i crac Cirio e Parmalat potrebbe anche restare sorpreso dal voto compatto della Lega che ieri ha detto no al mandato a termine e al trasferimento delle competenze antitrust. Però la puntata precedente, l’annuncio cioè della retromarcia del Carroccio, risale in realtà a un mese fa. E’ stato il ministro del welfare Roberto Maroni a dire: Fazio va difeso, garantisce «lo stop agli stranieri». In campo bancario, si intende, dov’è in corso una «partita in terra padana». Il dietrofront leghista avrebbe insomma anche radici «tecniche», nel senso che troverebbe ragione in una sorta di emergenza-estero nel settore del credito. Le parole di Maroni sembrano affermarlo in modo esplicito. Ma probabilmente l’intreccio fra fatti recenti e un po’ meno recenti è abbastanza corposo.
La partita in terra padana di cui ha parlato il responsabile del welfare prende spunto dal famoso «pranzo di lavoro» di metà gennaio al quale hanno partecipato il premier Silvio Berlusconi e il Governatore. Incontro concluso con una sorta di patto da un lato sulla difesa della italianità delle banche e dall’altro sulla conservazione delle prerogative di Bankitalia (in termini appunto di mandato illimitato e antitrust). Un segnale forte, uno stop esplicito alle banche straniere, che è stato subito riferito a due partite in gioco nel credito, nelle quali sono protagonisti anche istituti esteri: Bnl (dove si contrappongono il patto guidato dagli spagnoli del Bbva e il contropatto degli immobiliaristi) e Antonveneta, la banca di Padova che ha come primo azionista gli olandesi di Abn Amro. E dove, per preservare appunto le radici nazionali, è entrata la Popolare di Lodi di Gianpiero Fiorani con alcuni alleati.

Ecco, dunque, la «partita padana». Giocata dallo stesso Fiorani, che nell’ottobre dell’anno scorso ha salvato (rilevandola) la Credieuronord, la banca popolare di ispirazione leghista nata nel 2001 e in tre anni messa ko dalle perdite. Un problema che poteva diventare parecchio spinoso per il Carroccio.

La svolta di Maroni era giunta (questa sì) abbastanza a sorpresa. Perché solo dieci giorni prima la Lega, che pure era sembrata già in qualche modo più morbida nei confronti di Fazio, non aveva mancato di rimarcare la propria soddisfazione per il mandato a termine del Governatore. Era stato il ministro delle Riforme Roberto Calderoli a dire che forse solo «per il Papa una nomina a vita è cosa credibile». Una presa di posizione che aveva ricordato quelle durissime ricorrenti ai tempi dello scontro fra l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti e l’autorità di Via Nazionale.

E si torna così ai tempi dei titoloni e delle fiaccolate. I tempi cioè nei quali la Lega, che ora è con il Fazio garante dell’italianità, lottava per le sue dimissioni. Basta ricordare i cartelli che inalberava il capogruppo alla Camera Alessandro Cè mentre il Governatore era in audizione in commissione bicamerale d’indagine sul crac Parmalat. Le parole del Governatore allora erano semplicemente «una vergogna». E’ passato un anno. Tremonti non è più ministro. Fra Berlusconi e Fazio ora c’è sintonia. E le partite padane del credito lo richiedono. I lumbard sono con Fazio.

Sergio Bocconi

LADRI E BUFFONI!

Roberto Renzetti

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