Angolo del Gigio

Maggio 12, 2008

Schifani Renato Giuseppe

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Riporto la “carta d’identità” tratta da “Se li conosci li eviti“, libro pubblicato da Chiarelettere e scritto da Peter Gomez e Marco Travaglio, dell’attuale Presidente del Senato.

Schifani Renato Giuseppe (FI)

Anagrafe: Nato a Palermo l’11 maggio 1950.

Curriculum: Laurea in Giurisprudenza; avvocato; dal 2001 capogruppo di FI al senato; 3 legislature (1996, 2001, 2006).

Segni particolari: Porta il suo nome, e quello del senatore dell’Ulivo Antonio Maccanico, la legge approvata nel giugno del 2003 per bloccare i processi in corso contro Silvio Berlusconi: il lodo Maccanico-Schifani con la scusa di rendere immuni le “cinque alte cariche dello Stato” (anche se le altre quattro non avevano processi in corso). La norma è stata però dichiarata incostituzionale dalla consulta il 13 gennaio 2004. L’ex ministro della Giustizia, il palermitano Filippo Mancuso, ha definito Schifani “il principe del Foro del recupero crediti”, anche se Schifani risulta più che altro essere stato in passato un avvocato esperto di questioni urbanistiche. Negli anni Ottanta è stato socio con Enrico La Loggia della società di Villabate, Nino Mandalà, poi condannato in primo grado a 8 anni per mafia e 4 per intestazione fittizia di beni, e dell’imprenditore Benny D’Agostino, poi condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo il pentito Francesco Campanella, negli anni Novanta:

il piano regolatore di Villabate, strumento di programmazione fondamentale in funzione del centro commerciale che si voleva realizzare e attorno al quale ruotavano gli interessi di mafiosi e politici, sarebbe stato concordato da Antonio Mandalà con La Loggia. L’operazione avrebbe previsto l’assegnazione dell’incarico ad un loro progettista di fiducia, l’ingegner Guzzardo, e l’incarico di esperto del sindaco in materia urbanistica. In cambio, La Loggia, Schifani e Guzzardo avrebbero diviso gli importi relativi alle parcelle di progettazione Prg e consulenza. Il piano regolatore di Villabate si formò sulle indicazioni che vennero costruite dagli stessi Antonino e Nicola Mandalà [il figlio di Antonino che per un paio d'anni ha curato gli spostamenti e la latitanza di Bernardo Provenzano, nda], in funzione alle indicazioni dei componenti della famiglia mafiosa e alle tangenti concordate.

Schifani, che effettivamente è stato consulente urbanistico del comune di Villabate, e La Loggia hanno annunciato una querela contro Campanella.

Postato da Antonio Di Pietro

Aprile 27, 2008

Israele: l’inganno continua

Israele: l’inganno continua
Israel Shahak “Storia ebraica e giudaismo: il peso di tre millenni“, prefazione di Gore Vidal

IsraeleGli studiosi moderni del giudaismo non soltanto hanno perpetuato l’inganno ma, rispetto ai vecchi metodi rabbinici, ne hanno addirittura raffinato l’impudenza e la menzogna. Ometto le numerose storie messe in circolazione dagli antisemiti perché indegne di essere prese in considerazione e mi limito a tre esempi specifici ed uno più generale degli inganni dei “dotti” più moderni.
Nel 1962, una parte del Codice di Maimonide il cosiddetto Libro della conoscenza, in cui sono esposte le regole fondamentali della fede e del rituale ebraici, fu pubblicato a Gerusalemme in edizione bilingue, con la traduzione inglese a fronte del testo ebraico (’).

Il testo era stato reintegrato, eliminando tutte le omissioni e le modifiche apportate in edizioni precedenti, e ricondotto alla sua originaria purezza. L’ordine di sterminare gli ebrei infedeli vi è riportato integralmente:

“E’ dovere di ogni credente sterminarli con le proprie mani”

Nella traduzione inglese si nota un leggero ammorbidimento: “E’ dovere prendere tutte le misure necessarie per distruggerli”.
Il testo ebraico prosegue con l’elenco di quelli che debbono essere sterminati: «Gesù di Nazareth e i suoi discepoli, Tzadog e Baitos (che si suppone, tradizionalmente, siano i fondatori della setta dei Sadducei) e tutti i loro discepoli, possa il loro nome malvagio essere estinto”.
Sulla pagina a fronte (78a), della traduzione inglese, non c’è una sola parola di questo testo e quel che è più significativo, anche in considerazione del fatto che questo libro è largamente diffuso tra gli studiosi nei paesi di lingua inglese, nessuno, che io sappia, ha mai protestato contro questo inganno così plateale.

Il secondo esempio viene dagli Stati Uniti, sempre dalla traduzione di un libro di Maimonide. Oltre alla codificazione del Talmùd, Maimonide era anche l’autore della famosa Guida per i dubbiosi che è giustamente considerata come l’opera massima della filosofia religiosa ebraica, letta e commentata anche oggi. Purtroppo, oltre alla sua ostilità nei confronti dei non ebrei in generale e dei cristiani in particolare, Maimonide era anche un vero e proprio razzista quando si trattava dei negri. Verso la fine della Guida, in un contesto fondamentale (Libro III, capitolo quinto), si discute come i vari popoli che formano l’umanità possono attingere al supremo valore religioso, la vera adorazione di Dio. Ecco chi c’è tra quelli che saranno sempre incapaci di questa teodicea:
«Una parte dei turchi (la razza mongolica) e i nomadi del Nord, i negri e i nomadi del Sud, e tutti quelli che, nei nostri climi, gli rassomigliano. La loro natura è come quella degli animali muti e sono convinto che non sono al livello degli esseri umani e che, nella scala dei viventi, siano al di sotto dell’uomo e al di sopra delle scimmie, visto che rassomigliano di più all’uomo di quanto si possa dire delle scimmie».

SionismoOra, come si deve intendere un passo di questo genere in una delle più importanti, e necessarie, opere del giudaismo? Siamo disponibili a far fronte alla verità e alle sue conseguenze? Nient’affatto. Facciamo come hanno fatto tanti studiosi cristiani in simili circostanze. E se invece riconoscessimo che una delle massime autorità religiose ebraiche era un rabbioso razzista anti-negro, quest’ammissione non servirebbe ad insegnarci cos’è la vera umanità? Neanche da parlarne. M’immagino come gli studiosi ebraici degli Stati Uniti si consultano tra loro appena si profila la possibilità che queste cose diventino di dominio pubblico.

Cosa fare? Visto che il libro doveva essere tradotto, considerato il declino della conoscenza dell’ebraico tra gli ebrei americani. La soluzione fu trovata, sia tramite consultazioni sia grazie all’ispirazione individuale. Nella traduzione americana della Guida, pubblicata nel 1925 a cura di un certo Friedlander e ristampata in molte edizioni, anche paperback, la parola ebraica Kushim, che vuole dire negro, appare traslitterata come Kushites, che non vuole dire nulla per chi non conosce l’ebraico o per chi non ha il privilegio di una spiegazione orale da parte di un rabbino (5).

Durante tutti questi anni, non si è mai detta una parola sull’inganno originario o sulla dinamica sociale che ne ha permesso la continuità. Neanche al tempo delle lotte per i diritti civili, quando tanti rabbini e personalità ebraiche che ben sapevano come il razzismo anti-negro sia parte della loro tradizione, appoggiarono con entusiasmo Martin Luther King (’).
Alla luce di questi fatti, nasce spontanea l’ipotesi che molti dei rabbini che appoggiavano Martin Luther King Jr. o erano razzisti che lo facevano per ragioni tattiche, per assicurarsi l’alleanza dei neri americani in difesa della politica d’Israele e degli “interessi ebraici”, oppure erano dei perfetti ipocriti, al limite della schizofrenia, capaci di passare dal rabbioso razzismo nascosto nei loro testi fondamentali e nel loro insegnamento all’adesione alla lotta antirazzista, avanti e indietro senza problemi.

Il terzo esempio è un lavoro di minor impegno culturale ma non per questo meno popolare: Le Gioie dell’Yiddish di Leo Rosten. Pubblicato nel 1968 negli Stati Uniti e ristampato in numerose edizioni, compreso in paperback dalla Penguin, è una specie di glossario delle parole Yiddish, spesso usato da ebrei e non ebrei nei paesi di lingua inglese. Per ognuna, oltre a una definizione dettagliata e a qualche aneddoto più o meno divertente legato all’uso, viene data l’etimologia dalla lingua di origine, con il suo significato. La parola Shaygets, che significa “un giovane, un ragazzo gentile”, fa eccezione: l’etimologia afferma cripticamente “l’origine ebraica” senza dare la forma o il significato della parola ebraica originale. Comunque, alla parola Shiksa, il femminile di Shaygets, vien dato il termine originario ebraico, Shequets, o nella traslitterazione, Sheques il cui significato, in ebraico, è definito “biasimevole”. Chiunque parla la lingua ebraica sa che questa è una spudorata menzogna. Il dizionario Megiddo ebraico-inglese, pubblicato in Israele, dà i seguenti significati per Shegets:

Zionism Armageddon“animale impuro, creatura spregevole, abominio (dialettale - pron. shaygets), mascalzone, anche ragazzo indisciplinato, giovane gentile”.

L’ultimo, e più generale, esempio è, se possibile, ancora più sconvolgente degli altri: riguarda l’atteggiamento del movimento cassìdico nei confronti dei non ebrei. Il Cassìdismo, erede degenerato del misticismo ebraico, è ancor oggi vitale con centinaia di migliaia di aderenti, fanatici devoti ai loro —santirabbini”, alcuni dei quali esercitano una forte influenza politica, in Israele, tra i leader di quasi tutti i partiti e, in misura molto maggiore, tra gli alti gradi delle forze armate.

Come si pongono gli aderenti a questo movimento nei confronti dei non ebrei?

Prendiamo il famoso Hatanya, libro fondamentale del movimento Habad, uno dei rami più importanti dello Cassìdismo. Secondo questo testo chiave, tutti i non ebrei sono creature assolutamente sataniche “che non hanno nulla di buono” e persino i loro embrioni sono qualitativamente diversi da quelli ebraici. L’esistenza dei non ebrei è “inessenziale”, visto che tutto il creato è destinato “in funzione degli ebrei”.

Questo è un libro che circola in innumerevoli edizioni e le idee in esso contenute sono state popolarizzate nei numerosi “discorsi” del defunto Fùhrer ereditario di Habad, il cosiddetto rabbino Lubavitcher, Menachem Mendel Schneerson, che guidava la potentissima organizzazione dal suo quartier generale di New York.
In Israele, le idee dell’Hatanya hanno una diffusione di massa, sono insegnate nelle scuole e hanno un grande seguito tra le forze armate. Secondo la testimonianza di Shulamit Aloni, membri del Knesset, la propaganda di Habad si scatenò in modo particolare prima dell’invasione del Libano nel marzo del 1978, allo scopo di persuadere medici e infermieri a non occuparsi dei “feriti gentili”. Questa esortazione nazista non si riferiva specificamente agli arabi e ai palestinesi, ma semplicemente ai gentili, ai goyim, tutti (’).

Un ex presidente d’Israele, Shazar, era un fanatico seguace di Habad e numerosi uomini politici sia israeliani che statunitensi, a cominciare dal primo ministro Begin, lo appoggiavano e cercavano in ogni modo di guadagnarne la sponsorizzazione. E questo malgrado la forte impopolarità del rabbino Lubavitcher: criticato in Israele per il suo rifiuto di andare nella Terra Santa neppure in visita, per aver mantenuto a New York il suo quartier generale “per oscure ragioni messianiche”, e ben noto a New York per il suo razzismo nei confronti dei neri
L’appoggio di cui gode Habad, in Israele e negli Stati Uniti, da parte di tanti politici di primo piano è anche dovuto all’ambiguità con cui quasi tutti gli studiosi, specialmente quelli di lingua inglese, hanno sempre affrontato tutto quanto si riferisce al movimento cassìdico e alla sua derivazione Habad.

SionismoSi è sempre ignorata la sconcertante evidenza dei vecchi testi cassìdici, da cui derivano le implicazioni politiche contemporanee, che, nella stampa israeliana in lingua ebraica, vengono addirittura sbattute in faccia al lettore nelle pagine dedicate al Lubavitch Rebbe ed altri leader cassìdici in cui la giustificazione talmudica dell’odio sanguinario contro gli arabi si alterna alle esortazione ad agire.

In questo senso, uno dei maggiori mistificatori, ed ottimo esempio della potenza dell’inganno, fu Martin Buber. Nelle sue numerose opere in cui esalta l’intero movimento cassìdico, compresa Habad, non si ‘ trova una sola riga sulle vere dottrine cassìdiche che riguardano i non ebrei. L’inganno è più grave in quanto le apologie di Buber del movimento cassìdico furono pubblicate in tedesco nel momento del rigurgito del nazionalismo tedesco e della scalata al potere dei nazisti. Buber, che pubblicamente osteggiava il nazismo, esaltava un movimento che sosteneva e insegnava dottrine sui non ebrei non molto dissimili da quelle naziste nei confronti degli ebrei.

Naturalmente, si può sempre scusare Buber col fatto che, negli anni Trenta e Quaranta, gli ebrei cassìdici erano le vittime e quindi era giustificata 1a menzogna dei bianchi”, come dicono gli afroamericani, per cercare di difenderli. Invece, le conseguenze di quell’inganno furono incalcolabili. Le opere di Buber furono tradotte in ebraico e diventarono un formidabile strumento educativo nelle scuole d’Israele, aumentando il potere dei leader cassìdici, letteralmente “assetati di sangue”, nel promuovere lo sciovinismo israeliano e l’odio per tutti i non ebrei. Se si pensa a quanti esseri umani feriti sono morti perché gli infermieri militari israeliani, fanatizzati dalla propaganda cassìdica, non li hanno curati, una gran parte della responsabilità va attribuita proprio a Martin Buber e a quelli come lui. (…)

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Tratto da: www.disinformazione.it

L’omicidio massonico 2 - Il caso Pantani e il caso Fois

L’omicidio massonico 2 - Il caso Pantani e il caso Fois
A cura del Prof. Paolo Franceschetti - 21 aprile 2008 - http://paolofranceschetti.blogspot.com

Marco PantaniPremessa
In questo articolo approfondiamo alcuni degli argomenti trattati nel precedente articolo sull’omicidio massonico e chiariamo alcuni dubbi che l’articolo aveva suscitato specialmente in merito al caso Pantani.
In primo luogo l’articolo precedente terminava con una domanda. Mi chiedevo cioè il motivo dell’immenso numero di persone “suicidate” (come si dice in gergo) mediante impiccagione, e facendo toccare alla maggioranza di esse le ginocchia per terra.
Voglio poi rispondere alle molte domande che mi vengono spesso rivolte: come si distingue l’omicidio massonico? E perché dico che Pantani fu sicuramente ucciso?

Impiccagioni e avvelenamenti, overdose

In primo luogo un lettore mi ha inviato la sua spiegazione. Il “suicidio in ginocchio” rappresenta “l’omicidio consacrato” cioè la morte per “volere divino”… cosi come si viene investiti degli onori alla vita, cosi si viene investiti degli onori alla morte.
Mi è pervenuto inoltre uno scritto, tratto dal libro di un esoterista che ha, appunto, trattato questo argomento che riportiamo. Il libro è di Lino Lista e si intitola: “Raimondo di Sangro. Il principe dei veli di pietra”. In forma romanzata vengono rivelati alcuni aspetti del ritualismo massonico che hanno quindi dato una risposta alla mia domanda sul motivo dei tanti impiccati.
La corda e l’impiccagione sono i simboli di Giuda e del tradimento di Cristo.
Ma il lavoro di Lino Lista svela anche un altro mistero. Un’altra modalità frequente di uccisione, tanto frequente da gettare più di un sospetto, ad esempio, è quella dell’avvelenamento da overdose, in cui sono incappati, per fare qualche nome, il ciclista Pantani, poi di recente un altro componente della sua squadra, il ciclista Valentino Fois, e a Viterbo il medico Manca, ovvero il medico che pare abbia curato il boss mafioso Bernardo Provenzano.

Muoiono poi avvelenati anche molti testimoni di processi importanti. Morì avvelenato in carcere Sindona. E poi molti “malori” improvvisi, talvolta nell’anticamera di un giudice, in un tribunale, o nella buovette di Montecitorio come capitò al generale Giorgio Manes.
Voglio citare integralmente il passo del libro di Lino Lista:
La corda…(omissis)è il segno dominante, che mai deve mancare, di una vendetta massonica. Con riferimento alla leggenda di Hiram, volendo spandere un maggior numero d’indizi, convenientemente si potrebbero lasciare accanto al cadavere del giustiziato, seppur di veleno: dell’acqua, in ricordo della fontana alla quale il Vendicatore smorzò la sete; un osso spezzato di cane, in onore dell’Incognito che si mutò in tal bestia; un abito nero, in memoria del lutto per Padre Hiram. Volendo eccedere, ma mai una società segreta dovrebbe eccedere perchè troppi indizi talvolta sono considerati alla stregua di una prova, si potrebbe collocare sulla salma del traditore un mattone, simbolo muratorio.

Queste morti da overdose, quindi, non sono un caso. Anche l’avvelenamento è una modalità “massonica” perché simboleggia la morte per mano del serpente, simbolo dell’infedeltà e dell’inganno.
Ecco quindi perché Pantani morirà dopo aver ingerito diverse dosi di coca.
Perché sostengo che sia un omicidio? Perché ogni qualvolta l’incidente, o il malore, o il suicidio, sono provocati, e sono quindi un omicidio, immancabilmente partono, a seguito del fatto, i depistaggi e gli occultamenti che solo un potere come quello massonico è in grado di fornire: sparizione dei fascicoli dai tribunali, morte dei testimoni, la pervicace volontà degli inquirenti nell’ignorare determinate prove (per collusione, paura, o per la mancata conoscenza del problema), le irregolarità procedurali, ecc…

Il caso Pantani

Esaminiamo il caso Pantani, così come ce lo descrive un giornalista, Philippe Brunel, in un recente libro “Gli ultimi giorni di Marco Pantani” su cui ci basiamo per la nostra ricostruzione.
E’ noto che Pantani morirà all’hotel Le rose di Rimini per una presunta overdose da cocaina.
Anche qui troviamo tutti gli elementi di un omicidio massonico, ovverosia le firme, nonché tutti le modalità procedurali investigative che gli inquirenti seguono quando il delitto è massonico.

Ad esempio troveremo:

- testimoni che cambieranno versione;
- gli inquirenti che ignorano particolari fondamentali nell’indagine: ad esempio nel cestino dei rifiuti della stanza dell’hotel verranno rivenuti resti di una cena presa da un ristorante cinese. Ma Pantani non mangiava cibo cinese. Allora chi c’era con lui quell’ultima notte?
- Sul corpo compaiono segni di colluttazione ma nessuno accerterà mai se, ad esempio, sotto le unghie compaiano o meno dei resti di DNA altrui per verificare se Pantani fu forzato a ingerire cocaina (v. pag. 278).
- Errori e omissioni varie nelle autopsie
;
- Una volante della polizia, con due agenti, interverrà sul luogo dell’incidente, ma non redigerà mai il verbale relativo. Perché questa irregolarità nelle procedure?
- Le varie perizie medico legali fanno una gran confusione sull’ora della morte che collocano tra le 11,30 (la perizia del dottor Fortuni) e le 19 (il medico Toni).
- Il medico legale che dopo l’autopsia si accorge di essere seguito.
- La camera fu trovata in disordine come se ci fosse stato un corpo a corpo.

Poi ci sono le domande irrisolte.

- Perché Pantani, volendosi suicidare, prende una stanza in un albergo a pochi chilometri dalla casa dove abitava?
- Perché prima di suicidarsi ci resta qualche giorno? Cosa lo fa rimanere in una stanza di albergo quando aveva la sua abitazione lì vicino?
- Uno degli inquirenti dichiara al giornalista di avere avuto pressioni dal Ministero dall’interno per concludere in fretta l’indagine. Ma il ministero non dovrebbe avere fretta di concludere; casomai dovrebbe avere la volontà di accertare la verità senza lasciare dubbi. Curioso poi che il Ministero si disinteressi del fatto che dopo decenni non sia mai venuta fuori la verità per stragi come Ustica, o per il sequestro Moro, e improvvisamente abbia fretta di concludere per un personaggio come Pantani. Difficile pensare che sotto ci sia una voglia di arrivare velocemente alla verità, dato che l’occultamento della verità è sistematico nella storia giudiziaria italiana. Mai abbiamo sentito un politico affermare che nel programma elettorale c’era la volontà di scoprire la verità sulle tante stragi impunite per dare giustizia alle migliaia di morti e alle decine di migliaia di famiglie delle vittime delle stragi. Mai. Anzi, in compenso alcuni degli autori di crimini assurdi, come l’ex terrorista D’Elia, hanno addirittura avuto incarichi istituzionali (sottosegretario alla camera nel governo Prodi). Personaggi che hanno avuto pesanti responsabilità in vicende come il sequestro Moro verranno addirittura fatti presidenti della Repubblica (Cossiga). Nessuna fretta di scoprire chi ha abbattuto l’aereo di Ustica, nessuna fretta di arrivare alla verità sul Moby Prince, nessuna fretta di scoprire chi c’è dietro ai delitti del Mostro di Firenze, dietro ai Georgofili, dietro a Piazza Fontana, dietro alla strage di Bologna. Ma una gran fretta di chiudere il caso Pantani. Curioso no?

Tutte queste contraddizioni, depistaggi, ecc., sono sempre l’indizio sicuro della presenza della massoneria.
In alternativa può ipotizzarsi che si tratti di incuria o superficialità nell’indagine.
Ma si tratta di incuria e superficialità troppo ricorrenti per essere casuali.
Poi ci sono le firme. Quelle firme che chi non si è mai occupato di massoneria non riesce a vedere. Ma immediatamente visibili per chi vive in mezzo a queste vicende.
Anzitutto Pantani muore all’hotel Le Rose, il cui nome potrebbe non essere casuale ma essere la firma della Rosa Rossa. D’altronde anche i suoi amici diranno che la morte di Pantani in quell’hotel non deve essere un caso, ma forse voleva lasciare un messaggio a qualcuno perché lui era un uomo che non faceva nulla a caso (pag. 52). Forse, aggiungo io, non era lui che voleva lasciare un messaggio, ma chi l’ha ucciso.

E poi viene trovato accanto al corpo un biglietto con una frase apparentemente senza senso: Colori, uno su tutti rosa arancio come contenta, le rose sono rosa e la rosa rossa è la più contata.
Non sono in grado di capire il senso di questo biglietto; ci vorrebbe un esperto e pochi in Italia sono in grado di capire questi messaggi. Ma indubbiamente sembra un messaggio in codice.
Probabilmente c’è un significato anche nel fatto che sia morto a San Valentino, giorno in cui tradizionalmente si regalano rose alla fidanzata.
Qualcuno ipotizza che abbia un senso anche la data della sua morte: 14/02/2004, data la cui somma fa 13, che nelle carte dei tarocchi non a caso è la carta della morte.
Nonostante non sia in grado di decodificare tutti i particolari è evidente però che Pantani fu in qualche modo costretto ad andare in quel preciso albergo affinché poi il delitto fosse firmato.

Ovviamente dire che dietro un delitto c’è la Rosa Rossa significa poco. Essendo la Rosa Rossa un’organizzazione internazionale, e contando centinaia di affiliati in Italia, è come dire che si tratta di un delitto di mafia o di camorra. Cioè significa affermare una cosa talmente generica da essere pressoché inutile a fini investigativi, e tuttavia dovrebbe essere un buon indizio perlomeno per non archiviare la cosa come suicidio.
D’altronde che gli attacchi a Pantani provenissero da ambienti massonici risulta evidente dal fatto che qualche anno prima ebbe un incidente anomalo nella discesa di Superga. Un auto entrò nella zona vietata al traffico e investì Pantani e altre due persone.
Un incidente casuale? Difficile, da pensarsi, perché sulla collina di Superga sorge quella cattedrale omonima, che venne costruita nel 1717, anno in cui venne ufficialmente fondata la massoneria. Una basilica e una collina, insomma, che hanno un particolare significato per la massoneria. Per chi sa anche solo poche cose sulla massoneria si tratta di una firma manifesta, specie alla luce delle stranezze di quell’incidente (inspiegabile ad esempio è come avesse fatto la macchina a inserirsi nella zona vietata, tanto che Pantani fece causa alla città di Torino per questo fatto).

L’attacco da parte di ambienti massonici risulta palese anche in un’altra occasione: il 9 ottobre del 2003 il suo amico Jader Del Vecchio muore in un incidente stradale, uscendo all’improvviso di strada col suo camion. Pantani quel giorno doveva essere con lui e solo per un miracolo, quindi, si salvò, avendo rinunciato al viaggio all’ultimo momento.

La parola ai testimoni
Per chi conosce le vicende delle stragi italiane gli incidenti stradali per rottura dei freni o dello sterzo, non sono una novità, I testimoni di queste stragi, i personaggi scomodi, muoiono sempre così: non solo impiccati e avvelenati, ma anche in incidenti banali in cui l’auto (o la moto) escono di strada all’improvviso per un malfunzionamento.
Qualcuno ogni tanto si salva.
Ricordo a memoria – tra gli scampati - il carabiniere Placanica (implicato nei fatti del G8), il giudice Forleo (ma non così fu per i genitori, che morirono in un incidente analogo senza ovviamente che gli inquirenti volessero indagare).

Persino il famoso Enrico Berlinguer disse di aver avuto un incidente da cui si era salvato per miracolo, durante un suo viaggio in Bulgaria nel 1973, in cui morirono però altre due persone; disse che l’incidente era voluto, ma nessuno gli credette.
Di recente Fabio Piselli, scampato al rogo della sua auto, più volte nominato nei miei articoli.
Ma in tanti hanno avuto “incidenti anomali” e non si sono salvati. Ne abbiamo parlato in precedenti articoli e non voglio ripetermi.
Voglio invece ricordare alcuni morti del mondo dello sport e dello spettacolo.
Ayrton Senna, cui fu montato male lo sterzo della sua Formula 1.
Per non parlare del Torino Calcio; l’aereo ebbe un guasto imprecisato e si schiantò contro – guarda tu che caso - la collina di Superga.

Il cantante Rino Gaetano che ebbe due incidenti identici, con la stessa auto; nel primo incidente si salvò; nel secondo morì, anche perché 5 ospedali si rifiutarono (misteriosamente) di prenderlo in cura. Il cantante morì il 2 giugno 1981 nello stesso identico modo in cui muore il protagonista di una sua canzone, La ballata di Renzo. Statisticamente le probabilità che un cantante descriva la morte di qualcuno perché viene rifiutato da 5 ospedali, e che poi muoia nello stesso identico modo sono…. nulle.
E statisticamente, le probabilità che qualcuno svolga veramente delle indagini sono le stesse di questi incidenti: nulle.

Mass Media e delitti
Molta strana è anche la morte del ciclista Valentino Fois, della squadra di Pantani. Anche lui muore per cause da accertare, ma alcuni giornali parlano di overdose. E già questo fa venire qualche sospetto, in quanto probabilmente muore nello stesso modo del suo ex amico.
Occorre a questo punto fare una considerazione di ordine generale sui mass media in Italia.
In Italia muoiono per omicidio circa 2500 persone all’anno. E altrettante ne muoiono suicide. Giornali e Tv si disinteressano di questi fatti, selezionando accuratamente solo le notizie che piacciono e sono funzionali al sistema.

Quando però su un fatto scatta l’attenzione dei media, in genere questo è un segnale che sotto c’è dell’altro.
Quindi viene spontanea la domanda. Perché i giornali si interessano alla morte di un ciclista poco conosciuto come Fois?
E perché poi, nei pochi secondi che i TG dedicano alla notizia, occorre precisare che
era implicato in un furto di portatili? Quand’anche si voglia dar risalto alla morte di un uomo, non c’è alcuna necessità di informare il pubblico che costui – forse – aveva rubato dei PC. In primo luogo perché la notizia è generica e posta in forma dubitativa. In secondo luogo perché non si capisce quale collegamento possa sussistere tra un furto di PC e una morte per overdose.

Il sospetto che sia un omicidio, e che la televisione abbia volutamente voluto riportare l’immagine di una persona drogata e dedita al furto, è molto forte. Il messaggio che si vuole trasmettere è questo: è morto un ladro e per giunta drogato e depresso.
Ma chi invece ha capito come funziona l’informazione in Italia capisce chiaramente un altro messaggio: probabilmente si tratta di un omicidio e c’è sotto qualcosa.
E allora il pensiero corre al fatto che qualche prima avesse rilasciato un intervista alle Jene (intervista che trovate a questo indirizzo: http://it.youtube.com/watch?v=RRvhdi1gHqk).
Aggiungiamo poi una cosa. Chi frequenta a livello professionistico il mondo dello sport sa che il doping è un fenomeno assolutamente diffuso, nel senso che probabilmente non è possibile partecipare a qualsiasi tipo di sport senza doparsi.

Nella mia esperienza del passato, per anni ho praticato Body Building e ho seguito corsi per diventare istruttore di questa disciplina. E il doping era una materia di studio assolutamente ufficiale, nel senso che nella preparazione atletica di uno sportivo professionista non si poteva prescindere dal doping. Il problema era solo come eludere i controlli, stare attenti ai tempi di eliminazione della sostanza ecc…
C’è quindi il forte sospetto che Fois sia morto in questo modo per aver “tradito”, come Pantani, e che i due abbiano pagato con la vita la loro maggiore pulizia e onestà intellettuale rispetto al resto dell’ambiente in cui vivevano.

Considerazioni finali
C’è anche (non il sospetto ma) la certezza, che la verità non verrà mai a galla. Anzi, a dire queste cose, purtroppo, si rischia di passare per matti o visionari.
La cosa che mi dà tristezza, in tutta questa vicenda, non è la gravità delle collusioni istituzionali a tutti i livelli, né la scarsa preparazione di molti inquirenti in materia che si traduce in una mancata tutela del cittadino. Questo ho imparato ad accettarlo, perché viviamo in una democrazia troppo giovane perché sia veramente una democrazia. Le mentalità e i costumi di secoli non possono cambiare in pochi anni. L’oligarchia mascherata in cui viviamo, in fondo, un giorno dovrà finire per dare spazio ad una nuova era.
Ciò che mi dà tristezza è pensare che la maggior parte
delle famiglie di queste vittime non saprà mai la verità.

La maggior parte muore senza che i familiari sospettino un omicidio. Io stesso dopo il primo incidente che mi capitò pensai ad un caso. E dopo il secondo pensavo che ce l’avessero con la mia collega e che avessero manomesso contemporaneamente sia la mia moto che la sua per maggior sicurezza di fare danni a lei. In altre parole; potevo morire senza sapere neanche perché e pochi avrebbero sospettato qualcosa. Solo dopo qualche tempo mi spiegarono chi ce l’aveva come me e perché. Ora, perlomeno, so che mi potrebbe succedere qualcosa e so anche il perché. Ogni volta che prendo l’auto sono consapevole che lo sterzo potrà non funzionare, che un auto che viene in senso inverso all’improvviso potrà sbandare e venire verso di me, o magari che potrò avere un malore nell’anticamera di una procura come è successo al capo dei vigili testimone della Tyssen Krupp. Ma all’epoca dei primi incidenti, non avevo neanche il sospetto di essere stato “condannato a morte”. Perché non ero consapevole di quale colpa avessi commesso e di quale peccato mi fossi macchiato.
Mi domando se Senna sapeva il destino che lo aspettava, se i familiari avranno capito. I familiari del Torino Calcio cosa penseranno di quell’incidente terribile? E i genitori di Fois? E la Forleo, cui scrissi “una lettera aperta” dalle pagine di questo blog… avrà capito esattamente cosa le è successo oppure penserà che il suo incidente d’auto sia stato casuale?
I familiari delle vittime di via dei Georgofili, di Ustica, del Moby Prince, hanno capito. Lì sono troppo grosse le collusioni, troppo evidenti gli omicidi e i depistaggi perché qualcuno non capisca.

Ma gli altri?
I familiari dei testimoni di processi apparentemente normali, come quelli della Tyssen Krupp, o del Mostro di Firenze, che apparentemente sembra un normale caso di un serial Killer? E i familiari di tutte quelle persone che parevano condurre una vita normale, perché il delitto è maturato in un luogo ove nessuno sospetterebbe l’ingerenza così pesante dei cosiddetti poteri occulti, come il mondo sportivo?
Ho telefonato ai genitori di Pantani prima di scrivere questo articolo. Dal loro silenzio successivo al mio fax presumo che abbiano pensato che io sia un folle, magari un mitomane in cerca di pubblicità.
E’ normale che lo pensino, come è normale che la maggior parte delle persone che leggeranno queste righe le prendano per un delirio.

Allora voglio ricordare le parole dell’onorevole Falco Accame, a proposito degli incidenti anomali (come quello capitato ai genitori del giudice Forleo) o dei suicidi dei vari testimoni di processi importanti. Parlavamo dell’incidente capitato al giudice Forleo, e mi disse “inizialmente, quando mi occupai di queste cose, credevo al caso. Non volevo credere che fosse una cosa voluta perché mi pareva fantascienza. Poi, quando mi accorsi che i testimoni morivano tutti, sistematicamente, ho capito… E’ una cosa che è difficile da accettare.”
Questo articolo, come il precedente, è scritto per tutti i familiari di persone suicidate, impiccate, morte in incidenti inspiegabili che hanno sempre capito che la versione ufficiale data dagli inquirenti non quadrava, affinché perlomeno loro sappiano la verità. Oramai sono troppe le vittime sparse per la penisola,
perché non si cominci a sospettare. E sono troppi i sopravvissuti perché qualcosa prima o poi non venga fuori.

Oramai parlo con tante persone esperte e mi confronto. Molti, tanti, hanno capito. Un mio amico medico legale, a cui ho raccontato le mie “scoperte” mi ha lasciato di stucco quando mi ha detto “si Paolo, lo sapevo. Lo sapevo perché da medico legale mi rendo conto quando ci prendono in giro in TV e sui giornali. Tutti quei suicidi in carcere per soffocamento con buste di plastica sono impossibili dal punto di vista di medico legale. Analizzando alcuni dei più importanti casi dal punto di vista medico legale mi sono accorto che ci prendono in giro. E poi sono un appassionato di esoterismo, e quindi i loro simboli e messaggi io li vedo. Vedi? L’esoterismo è un linguaggio. Se non lo conosci è come camminare per strade di una nazione straniera; vedi la gente, vedi le scritte, ma non ti dicono nulla; in certi casi potrebbero sembrarti innocui disegnini. Ma se invece lo conosci allora riesci a leggere oltre la superficie e capire i messaggi profondi che vengono lanciati e gli innocui disegnino diventano frasi precise. Capisci tutto, ma con la maggior parte delle persone non puoi parlare perché ti prendono per matto. E il problema principale, quando capisci il sistema, è continuare a fare la vita di sempre senza impazzire”.

Questo, signori, è il sistema in cui viviamo ma con un po’ di studio e di intuito si può imparare a capirlo. Il paradosso è che non sono mai stato un appassionato né di gialli, né di spionaggio, né di esoterismo; ma credo che neanche la più fervida fantasia di qualsiasi scrittore abbia mai immaginato un sistema del genere. La realtà, per chi la vuole vedere, supera sempre di gran lunga la fantasia. Anche quella di Stephen King, che forse non a caso ha scritto una serie di telefilm che si intitola The Red Rose, e che forse per i suoi libri non si è ispirato alla sua sola fantasia (ad es. nei “Lupi del Calla”, occorre proteggere una sola rosa rossa che sta in una Torre nera; e se la Rosa venisse distrutta per qualche motivo la Torre cadrebbe insieme alla Rosa).

PS finale. Quando facevo il quarto ginnasio rubai tre biscotti al mio miglior amico, Daniele. Voglio precisare, in caso di suicidio da parte mia, che i due fatti non sono collegati, al fine di evitare che i media mi facciano lo scherzo di Fois e che riportino la notizia e facendomi passare per un ladro di biscotti. Peraltro confessai il mio crimine a Daniele, il quale dopo 25 anni non manca mai di ricordarmelo.


Pag. 13 de “Il Giornale“, martedì 15 gennaio 2008

Tratto da: www.disinformazione.it

Aprile 14, 2008

Il Times attacca Silvio Berlusconi “E’ un Buffone, meglio il nuovo!”

Berluschino Pagliaccetto«Meglio votare Walter Veltroni»

ROMA - «Una vittoria elettorale di Silvio Berlusconi farebbe forse più notizia e magari sarebbe più divertente, ma non c’è alcuna garanzia che se lui andasse di nuovo al potere l’Italia vedrebbe i miglioramenti di cui ha bisogno. Il Paese deve perseguire le riforme con ferma determinazione e rinnovato vigore. Gli italiani farebbero bene a votare per Walter Veltroni, il diavolo che non conoscono, piuttosto che per un diavolo che già hanno sperimentato». Si conclude così, con un esplicito appello al voto per il Pd, un editoriale che oggi il “Times” di Londra dedica nella sua edizione online all’Italia.

Secondo il giornale, «è tutt’altro che sicuro che il candidato che vincerà, chiunque egli sia, sarà capace o vorrà cambiare abbastanza l’Italia». Ciò nonostante, afferma il “Times”, sebbene entrambi i candidati abbiano indicato simili priorità nei rispettivi programmi e tutti e due abbiano fatto appello all’elettorato centrista, «il candidato di centro sinistra, che ha 20 anni di meno del rivale di centro destra, rappresenterebbe un cambio generazionale e una novità alla guida dell’esecutivo».

Un altro quotidiano britannico, il “Guardian“, nella sua edizione online pubblica oggi un commento estremamente critico del candidato premier del centro destra, definendolo «un gaffeur che si crede al di sopra della legge», ma aggiungendo che potrebbe risultare più gradito alla maggioranza degli italiani rispetto a qualsiasi squadra di esperti economisti, «perchè è un diavolo che essi conoscono», rispetto al rivale Veltroni, benchè quest’ultimo, come carriera politica, possa vantare un’anzianità più lunga di quella di Berlusconi.

Forse, conclude il giornale, benchè Berlusconi sia favorito dai sondaggi, «alla fine le cose potrebbero non andare per il suo verso». Lo dimostra la scarsa affluenza di pubblico nel comizio tenuto da Berlusconi al Colosseo, «nel quale forse ha fatto una gaffe di troppo», accusando Francesco Totti di essere «fuori di testa» per il fatto di preferire Francesco Rutelli del Pd come sindaco di Roma. «Perchè in Italia la politica è quella che è, ma il calcio è un’altra cosa». Delle gaffe del leader del Pdl e del suo commento a proposito di Totti, peraltro, scrivono oggi con toni cronachistici o ironici vari organi di informazione inglesi, notoriamente attenti a tutto ciò che riguarda il calcio. «Autogol di Berlusconi su Totti», titola per esempio il Times, in un altro articolo dedicato alle elezioni italiane.

Tratto da: http://www.lastampa.it

Aprile 10, 2008

Altra legge “Vergogna” del Berlusconi, la Pisanu in “Abrogazione”

Mister ScamorzaUE, 43 ONG abbatteranno la data retention

Roma - No, la registrazione di massa di tutti i dati delle comunicazioni dei cittadini europei non piace, è anzi un danno gravissimo, un vulnus che colpisce i diritti dell’individuo e che pregiudica il corretto e aperto sviluppo della Società dell’Informazione. C’è questo e molto altro nella richiesta di annullamento della direttiva europea sulla data retention trasmessa alla Corte di Giustizia da 43 ONG impegnate sul fronte dei diritti civili e sostenute da associazioni professionali di 11 paesi europei.

La lettera firmata per l’Italia tra gli altri da Progetto Winston Smith e ALCEI, fa un riferimento esplicito alla richiesta di annullamento portata avanti dall’Irlanda nel 2006. Secondo i promotori della proposta di annullamento la Direttiva è illegale.

Sostengono infatti che la data retention viola il diritto al rispetto della vita privata e della corrispondenza, la libertà di espressione, e il diritto alla protezione della proprietà privata per i fornitori di accesso.

Quanto introdotto dalla data retention di massa non è solo un abuso, ma una vera e propria “minaccia”, così viene definitiva, senza una contropartita apprezzabile, con benefici “complessivamente minimi”. “Solo in pochi casi - dicono i firmatari - generalmente di importanza secondaria, la data retention può servire a proteggere i diritti individuali. Non è prevedibile un effetto permanente nella riduzione della criminalità”.

Ci sono poi rischi concreti nella vita di ciascuno, quello ad esempio di dover fronteggiare “false incriminazioni” oppure “abusi da parte delle autorità o di privati”.

Tutte ragioni, dunque, che spingono le 43 ONG, sostenute anche da numerosi Internet Service Provider, a chiedere un immediato intervento della Corte di Giustizia.

La mobilitazione in corso rappresenta ad oggi la più rilevante azione di contrasto all’intercettazione di massa voluta dalla UE. Come noto, infatti, la registrazione dei dati delle comunicazioni è considerata dagli organismi europei per la privacy niente più e niente meno che una forma di intercettazione. Come tale, hanno fin qui inutilmente avvertito i Garanti europei, è un tipo di misura che va considerata straordinaria e adottata solo a fronte di specifiche esigenze di indagine nei casi di maggiore gravità, e sempre dietro controllo diretto della magistratura.

Data retention, che in Italia si traduce Decreto Pisanu, significa nella Direttiva europea la conservazione di dati come l’ora di spedizione di un SMS, la localizzazione del cellulare, il numero chiamato nel corso di una telefonata piuttosto che il destinatario, l’ora e l’IP di un messaggio email. Tutti dati che permettono di monitorare la rete di relazioni dell’individuo, valutare quali siano i suoi interessi personali e, nei fatti, trarre conclusioni su dettagli anche intimi della sua vita privata.

Proprio a fronte di questo attentato all’integrità della persona, ricordano i promotori della mobilitazione di questi giorni, in Germania lo Arbeitskreis Vorratsdatenspeicherung, il Gruppo di lavoro sulla Data retention, ha organizzato già l’anno scorso una protesta, riuscendo a catalizzare il supporto di 15mila persone. La Corte Costituzionale federale tedesca lo scorso marzo come ricorderanno i lettori di Punto Informatico ha messo importanti paletti all’azione della data retention.

Secondo il Gruppo di Lavoro tedesco, peraltro, la richiesta di annullamento sarà accolta entro l’anno dalla Corte di Giustizia: se ciò avvenisse si potrebbe immediatamente passare alla “fase 2″, e ottenere nei singoli ordinamenti comunitari l’annullamento delle leggi che recepiscono la Direttiva.

Marzo 28, 2008

L’occultamento delle notizie ai tempi di internet

Burattini & MarionetteL’occultamento delle notizie ai tempi di internet: ovvero l’ingegneria genetica dell’informazione
A cura del Prof. Paolo D. B. - 26 marzo 2008

David Icke, ex giornalista ed ex deputato verde inglese, è un “complottista”, e cioè egli ritiene, con una documentazione riportata in più di 15 volumi, che il mondo occidentale sia occultamente dominato da una élite in grado di direzionare gli stati e grandi organismi internazionali (come ONU, Banca Mondiale, Banche centrali e ovviamente stampa e televisioni). Questa élite, dice Icke, è satanista e pedofila, pratica sacrifici umani e si esprime con simbologie esoteriche (i grandi attentati degli ultimi anni, dopo l’11 settembre, in Inghilterra, come in Spagna o in Algeria ricorrono col numero 11, oppure sono agli antipodi di settembre, cioè in marzo). Essa di fatto governa la politica e la storia. Icke fa i nomi di alcuni che stanno ai vertici, personaggi potenti, banchieri e petrolieri come i Rothschild, i Rockefeller e un ex segretario di stato influentissimo come Kissinger. Ciò che accomuna, ad esempio, questi tre nomi è il fatto che sono ebrei; quindi Icke è blandamente accusato di antisemitismo. Senonché Icke, con fare da new age demenziale, esprime un amore universale, che “perdona tutti” anche i propri nemici, e infatti a p. 551 di “La verità vi renderà liberi”[1] scrive un capitolo dal titolo “Ti amo dottor Kissinger”, alla fine di un libro che documenta come questo signore sia, all’interno dell’élite che domina il mondo, uno dei peggiori nemici dell’umanità, sia per le guerre e colpi di stato organizzati (Cile, Libano, ecc.), sia per i provvedimenti malthusiani ai danni dei paesi più poveri (vaccini defertilizzanti, virus manipolati geneticamente veicolati nell’aria e nel cibo, spargimenti di uranio impoverito). Icke dispone di una mole enorme di materiale di non facile reperibilità e sono proprio quelle informazioni di cui tanti seri ricercatori vanno a caccia, ma con fatica.

Dispone di informazioni dettegliatissime su: guerra di Panama, Hitler, colpo di stato in Cile, storia e politica di Inghilterra e Usa, guerra del Golfo, rapporti Usa-Urss, conosce tutto su Consiglio delle relazioni estere (CFR), Trilaterale, Bilderberg, Club di Roma, storia della massoneria, la vicenda di Lady D., Mitterand, Sinn Fein, Merovingi, storia del Cristianesimo, storia della Bibbia, storia dei popoli antichi (egizi, sumeri, ecc), attentato di Oklahoma, attentato a Kennedy, questione Iran-Contra, guerra Vietnam, Mossad; sul caso Moro e la P 2, lui ne sa molto di più di noi italiani; es: “il 10 novembre 1982 la corte sentì una testimonianza sconvolgente da una persona molto vicina a Moro, Corrado Guerzoni. Egli affermò che un politico delle alte sfere statunitensi aveva minacciato Moro che se non avesse cambiato la sua linea politica, avrebbe dovuto vedersela con loro…Anche la moglie di Aldo Moro, durante la sua deposizione, disse che ’una figura politica statunitense di alto livello’ aveva detto a suo marito ‘O abbandoni la tua linea politica o la paghi cara’. Chi fu l’uomo di cui fece il nome Corrado Guerzoni in Tribunale? Henry Kissinger. Di questo si parlò molto sui giornali italiani, ma non una sola parola apparve sul New York Times o sul Washington Post” (E la verità vi renderà liberi, p. 321).

Il Burattinaio “7-Stagioni”Egli ha perfino le prove del silenzio della stampa americana del tempo; cosa che ad una verifica –è da scommetterci- deve risultar vero. Inutile dire che dispone di informazioni proibitive su Calvi, Sindona, il Vaticano, Gelli, ecc. E’ indicativo che su queste cruciali e delicate vicende della storia italiana non indichi la fonte da cui le trae. A lui tutta questa roba viene fornita, con ogni verosimiglianza, dai Servizi; il tipo non ha neppure la faccia dello studioso e del ricercatore, gobbo e occhialuto, che passa le giornate a raccogliere e catalogare documentazione. E quei Servizi non solo gli danno accesso alle più proibitive informazioni, ma anche gli consentono di stare anni a scrivere migliaia e migliaia di pagine senza doversi preoccupare di sbarcare il lunario, consentendogli, inoltre, di recarsi tranquillamente da un angolo all’altro del mondo a fare conferenze (con finti gruppetti di protesta fuori la sala, che lo accusano blandamente di antisemitismo).

Icke è usato dall’élite che lui denuncia affinchè quelle informazioni (delle quali chiunque può verificare la fondatezza) non vengano utilizzate e non siano citate da alcuno. In che modo si compie questo? L’autore, dopo aver esposto quella mole di documenti e quella credibilissima ricostruzione, a cui molti ricercatori, per uno o più aspetti,stavano arrivando, la scredita, accreditando se stesso come paranoide. E allora eccoti verso la fine del libro (”Figli di Matrix“, p. 336) il capitolo dedicato alle “regine che mutano forma” , dove dà piena attendibilità a testimonianze di chi afferma aver visto la regina Elisabetta e suo figlio Carlo trasformarsi in giganteschi lucertoloni intenti a mangiare carne umana. Icke stesso dice di aver visto il presidente Bush trasformarsi per un attimo in lucertolone durante un’intervista; e accredita anche quelle testimonianze di donne che avrebbero avuto rapporti con persone che durante l’atto si sarebbero trasformate in lucertoloni.

E a pag 552 di “La verità vi renderà liberi” conclude con un liberatorio: “Ti amo dottor Kissinger. Vi amo D. Rockefeller, G. Bush e B. Clinton..un amore senza condizionamenti o possessioni. E’ l’amore che nutriamo nei confronti dei nostri figli. Non siamo sempre d’accordo su quello che fanno, ma li amiamo lo stesso“. In America la Società psichiatrica americana è ad un passo dall’includere nel novero delle patologie psichiatriche, come paranoia, l’idea complottista e cospirativa della storia e della politica, quella che insomma dubita delle verità ufficiali (tipo quelle fornite dal governo su l’11 settembre) e vede il mondo governato da una élite che sta dietro le quinte. Icke, che fa di tutto, e ci riesce, per accreditarsi come paranoide, vuole essere la prova che coloro che vanno in cerca di notizie nascoste e manipolate sono da patologia psichiatrica.

Di quale argomento “proibito” ci si potrebbe occupare (dai vaccini, alla storia delle religioni, dalla finanza alla politica, dalla storia alla medicina) che non si trovi trattato nell’opera di Icke, il più paradigmatico e il più sistematico (volumi su volumi) dei complottisti e dei cospirativi? Icke e i Servizi hanno lavorato perchè nessuno le citi, nessuno le prenda sul serio, nessuno vi acceda. Anzi, chi le adotta seriamente è da considerare in odore di malattia mentale. Un tempo certe verità venivano semplicemente nascoste, oggi al tempo di internet dove non si riesce a nasconder nulla, vanno avvelenate e rese inutilizzabili con quella tecnica. Le plateali declamazioni di amore cosmico di Icke fanno parte della strategia volta ad accreditarsi come paranoide. In realtà non ama nessuno, perchè lavora per nascondere la verità, per renderla incomunicabile.

Sentiamo ora come Icke demolisce l’altra sua importante opera:”E la verità vi renderà liberi”, con la solita tecnica dell’accreditare se stesso come psicotico-paranoide per screditare e rendere in-citabile (non citabile) tutto quel che di valido ha esposto, rendendo così inattingibile la vastissima e veridica documentazione portata. Egli descrive alla fine del libro il suo incontro casuale a teatro con l’ex presidente Jimmy Carter, che gli si sarebbe seduto accanto:”constatai che l’energia che emana da chi è veramente impegnato nella trasformazione spirituale è talmente forte che il nuovo ordine del mondo non ha alcuna speranza di successo.

Tommaso Padoa SchioppaMr. Rockefeller, dottor Kissinger, Mr Carter e compagnia, per voi è finita…durante lo spettacolo dissi ad Ayem che percepivo l’energia emanata dall’aura di Carter. Non sapevo esattamente cosa fosse ma c’era effettivamente un flusso d’energia che da lui arrivava fino a me. Alla fine dello spettacolo ero leggermente agitato e in seguito la mia agitazione aumentò. Mi ritrovai a contorcermi sul letto, urlando e ringhiando come un animale impazzito. Due amici, tra cui Ayem, si inginocchiarono al mio fianco proiettando amore verso di me.”(pagina 559).

Oltre ai ringhi e urla, si noti come il tipo voglia screditare se stesso anche lasciando evidenziato, per il lettore non distratto, che il presidente invece di stare seduto accanto ad uno dei suoi uomini di scorta, oppure accanto a qualche amico o parente si sarebbe seduto distrattamente accanto ad un pinco pallino sconosciuto, al quale avrebbe stretto la mano.. Insomma, al lettore devono poter cader le braccia e deve provare una sensazione di discredito verso Icke e di conseguenza verso tutto ciò che ha scritto per migliaia di pagine documentate e veridiche. Tutto va buttato al macero, nulla è utilizzabile, nulla è credibile: è tutto avvelenato dal marchio della paranoia. E sono questi stessi Servizi, che imboccano Icke, a riempire il web di siti complottisti e cospirativi i cui titoli e rubriche portano la dicitura “paranoia” e sue varianti (ho trovato siti nei quali sotto il link “paranoia” si trova una ricostruzione della storia e della politica guidate da una élite che sta dietro le quinte). Il terreno è pronto per poter additare tutta questa gente come malata e bisognosa di Prozac o TSO. Sentiamo ora come sapientemente sa avvalersi dell’elemento ridicolo-demenziale.

A pagina 351 di “Figli di Matrix” egli accredita la testimonianza di un tal Walden che nei termini che seguono viene a sapere che George Washington apparteneva agli Illuminati (il vero gruppo occulto dominante la civiltà occidentale dal Settecento in poi): “Una notte, ero sdraiato supino e guardavo il soffitto nel tentativo di addormentarmi quanto sentii un forte sibilo. Qualcosa si mosse dentro di me alla velocità della luce, e una grande immagine di George Washington a figura intera, si fermò proprio davanti al mio viso, toccandomi il naso. Sentii una forte voce autoritaria che diceva: Washington fu uno di noi”. Poco sotto la testimonianza prosegue: “Walden fece esperienza di un rettile interdimenzionale. Era alto tra i due metri e mezzo e i tre metri e sessanta centimetri, e aveva piedi allungati. Aveva una membrana tra il tronco e le braccia, come un pipistrello, che a volte assumeva l’aspetto di un paio di ali e un’ appendice a forma di pinna sul dorso. La sua testa era grossa e allungata come un cocomero, la pelle era ruvida, a chiazze verdastre, e a Walden parve di vedere una coda. Questa entità sosteneva di essersi incarnata in molti corpi umani e disse: i miei occhi hanno assistito all’evoluzione del genere umano.”(E darwinista il pipistrello?) Si noti che per dare al lettore la sensazione del demenziale e del discredito, nella scenetta del Walden disteso la foto di Washington non si limita ad apparirgli di fronte, ma gli tocca pure il naso, dando il senso del ridicolo! Mentre nella descrizione del pipistrello, che pare ripresa dalla letteratura potteriana, il dettaglio demenziale sta in quel “gli parve di vedere la coda” (poteva mancare una bella coda?). Si noti la valutazione volutamente pressappochista dell’altezza, con 110 cm di scarto, per accreditare una situazione allucinatoria (onde evitar testate, poteva il pipistrello interdimensionale scegliersi almeno una statura conforme ai soffitti delle abitazioni americane!). Insomma si vuole che il lettore, arrivato a quel punto della lettura, si domandi dentro di sè: “ma che cavolo sto leggendo!? Ma questo che scrive?”. A questo punto le veridiche e allarmanti politiche genetiche odierne (quelle basate sul DNA mitocondriale), quelle che sono drammaticamente in corso e che nessuno può denunciare, restano occultate e innominabili.

Baciami il CuloIn questo senso l’opera di Icke è un capitolo di quella inquietante “strage dei genetisti” di cui Maurizio Blondet ha avuto il coraggio di scrivere. Un ricercatore che volesse difendere pubblicamente i contenuti del libro di Icke, che volesse farne una recensione, che volesse citarlo in un volume, volesse parlarne in una sede istituzionale esporrebbe la sua credibilità intellettuale ad una dura stroncatura, quale si potrebbe fare con una recensione come questa. Icke è un ingegnere genetico. Come gli ingegneri della Monsanto mettono nei semi il gene terminator, affinchè quei semi si mescolino con quelli naturali, per arrivare a un tempo in cui esisteranno solo semi brevettati e autodistruggenti, così l’ingegnere Icke, confeziona notizie sulla élite (satanista e pedofila) col gene dell’autoscreditamento (standosene sull’isola di Wight, che è dell’élite, e facendosi finanziare da David Solomon- chi ha orecchie intenda). Questo perchè l’élite sa che all’epoca di internet vari ricercatori qua e là nel mondo stanno per arrivare a completare il puzzle su di lei,smascherandola, ciascuno portando una parte (pezzi facili da mettere insieme, grazie alla rete). Allora essa ha giocato d’anticipo, affidando all’ingegnere Icke il compito di rivelare il puzzle tutto intero, ma col terminator dell’autoscreditamento, in modo che nessuno di questi ricercatori seri possa rivelare quel che ha scoperto dell’élite senza che qualcuno gli possa obiettare che si tratta di “roba di Icke”, che di queste notizie ha il brevetto. Nessuno potrà andare in giro a profferire pubblicamente queste notizie modificate col gene della demenza e della paranoia, senza rischiare discredito, quando va bene, forse un trattamento sanitario obbligatorio o un prozac, quando andasse meno bene. Queste notizie biotech sulla élite, sparpagliate nella rete, grazie a tanti siti civetta, e nelle editorie mondiali, devono condurre al giorno in cui della élite sarà sconsigliato solo pronunciarne il nome (della rosa,ovviamente e per chi ha capito).

[1] I volumi di Icke che cito sono tradotti in Italiano da Macro Edizioni, S. Martino di Sarsina, E la verità vi renderà liberi, uscito a Cambridge e finanziato da David Solomon, esce in traduzione italiana nel 2001 con la consistenza di 589 pagine. Esce l’anno successivo in italiano Figli di Matrix, pubblicato stavolta in Usa, ma sempre per i tipi della Bridge of Love Publications, con la consistenza di 617 pagine. Se poi qualcuno volesse approfondire ulteriormente il tema del complotto globale, c’è anche Il segreto più nascosto, della consistenza di 656 pagine; anche questo testo verosimilmente destinato a rivelare cose importanti, ma in modo che siano non utilizzabili; così che quelle cose le rivela mantenendole nascoste.

Tratto da: www.disinformazione.it

Marzo 18, 2008

Le strane dimissioni dello sceriffo di Wall Street (che Sapeva troppo!)

SPITZER SEX SCANDALLe strane dimissioni dello sceriffo di Wall Street
17 marzo 2008 - tratto da Etleboro Italia

http://etleboro.blogspot.com/  Si dimette Eliot Spitzer, Governatore di New York, dopo che uno scandalo di sesso e prostituzione ha infangato la sua illustre carriera di “sceriffo di Wall Street“. La faccenda è così strana che pochi riescono a credere che un procuratore impegnato in indagini finanziarie a grandissimi livelli, possa essere implicato in uno scandalo sessuale, mentre le Istituzioni lasciano che si dimetta senza fare i dovuti accertamenti. Lo hanno dato in pasto ai media, che hanno costruito l’impeachment e ne hanno chiesto le dimissioni.

Tuttavia, fonti dell’intelligence russa, affermano che il Governatore Spitzer è stato “eliminato” dalla scena politica perché costituiva una minaccia per il sistema economico e finanziario degli Stati Uniti, ma soprattutto perché aveva valide prove sul legame tra l’attentato alle Torri Gemelle e i gli interessi di potenti entità economiche statunitensi, raccolte sul filone delle indagini sulle manipolazioni della Borsa di Wall Street scoppiata nel 2003.

Delinquenti SpietatiCosì a smentire la propaganda statunitense, interviene la FBS (Servizio di Sicurezza Federale della Federazione Russa) che apre scenari ben più sinistri sulle forze che hanno portato alle dimissioni del Governatore Spitzer, come le nuove prove su Larry Silverstein, proprietario del World Trade Center, e i membri del Carlyle Group della Famiglia Bush.

Il fulcro delle investigazioni del Governatore Spitzer si basa sulla crisi crescente del Carlyle Group, che si avvicina sempre più al crollo e all’insolvenza a causa del prelevamento da parte di Larry Silverstein di più di 14 miliardi dalla tesoreria del Gruppo provocando una grossa perdita nel Fondo Pensioni dello Stato di New York di oltre 10 miliardi.

Il Governatore Spitzer ha per molto tempo indagato l’ex responsabile di vigilanza dei fondi pensione dello Stato di New York, Alan G. Hevesi, di cittadinanza israelo-americana, chiedendo approfondite indagini dalle autorità investigative della US Federal Probe sulla distrazione di 100 miliardi di dollari dal fondo verso destinazioni non chiare, e per la quale Hevesi è stato già condannato a pagare una multa di soli 5,000$.

Pasqualone 9 BellezzeLe recenti indagini sul Carlyle Group sembrano così riprendere la linea investigativa del 2002, quanto lo “sceriffo di Wall Street” portò alla luce la truffa sulle operazioni di titoli e collaterali falsi per miliardi di dollari da parte di società di intermediazione, di brokers e di società di Trading che operavano per conto di grandi gruppi di investimento.

Spizter denunciò un sistema finanziario fatto di operazioni d’investimento, tecniche bancarie non solo “fondamentalmente corrotte” ma anche fraudolente, tale da chiedere per Wall Street delle urgenti “riforme strutturali” e minacciando misure ben più gravi di “multe” e di revoca delle licenze.

Allora Merrill Lynch e Citigroup furono condannate per frode a pagare multe per 400 milioni di dollari, dopo aver conseguito profitti per oltre 15 miliardi di dollari. Come procuratore di Stato aveva fatto del Sistema Tecnico bancario degli Stati Uniti la sua più grande vittima, vincendo decine di cause contro Bear Stearns, Credit Suisse First Boston, Deutsche Bank, Goldman Sachs, J.P. Morgan Chase, Lehman Brothers, Merrill Lynch, Morgan Stanley, Salomon Smith Barney e UBS Warburg.

Gli stessi giganti del sistema bancario internazionale oggi coinvolti nella crisi finanziaria dei subprimes, che ha aperto il vaso di pandora dei titoli e dei collaterali che reggono il nostro sistema economico.

China e Saudi Arabia ringraziano gli USAÈ chiaro che il sabotaggio del sistema bancario rappresenta una delle minacce più pericolose per i grandi gruppi bancari, soprattutto in questo delicato momento in cui si prepara la bolla di derivati di oltre 516 bilioni di dollari. Dati rilevati dalla Bank of International Settlements (BIS) , la clearinghouse mondiale delle banche centrali di Basilea, spesso definita come la “cassa” del grande casinò del mercato finanziario internazionale.

Gli Stati Uniti, sulla base di quanto detto dalla Bis, presenta in questo momento la più alta concentrazione di deficit finanziari, contratti in particolare nei confronti dell’Arabia Saudita e della China. A questo occorre aggiungere un sospetto traffico di collaterali e titoli emessi dalla Federal Reserve e dal Tesoro Americano denominati per milioni di dollari, in circolazione nelle piazze finanziarie svizzere tramite una rete di broker e società fiduciarie di grandi gruppi bancari. Ne è una prova i titoli che vi mostriamo, emessi dalla FED, sui quali non è stata fatta ancora chiarezza da parte delle autorità interrogate sulla loro natura e autenticità.

Federal ReserveSulla base di tale documentazione la Federal Reserve prende in custodia i suddetti titoli, per un valore complessivo di 1 miliardo di dollari, emettendo un “custodial safekeeping receipt” ( ricevuta di deposito ) , autenticato dalle firme del Governatore Bernard Bernanke e del Vice-Governatore Roger W. Ferguson.

Eppure, la pubblicazione di tali titoli, come pure di molti collaterali depositati presso illustre banche hanno causato la distruzione di miliardi di dollari di capitalizzazione, come dimostrato dalle recenti svalutazioni effettuate dalla UBS Bank e dalla successiva emissione di Bonds, collocati per la maggior parte presso fondi e borse asiatiche. Al di là della rete bancaria e finanziaria, circondata da una costellazione di società, esiste dunque un canale invisibile all’interno del quale ogni operazione portata a termine accade perché è il sistema che lo permette, in quanto le regole all’interno cui muoversi sono prestabilite. Da lì hanno inizio le operazioni di finanziamento del terrorismo, delle guerre, delle privatizzazioni e delle acquisizioni selvagge da parte delle grandi multinazionali. È naturale, dunque, che dietro gli scandali sessuali vi è la complessa macchina che, utilizzando le sporche armi dei media e della propaganda, va a proteggere gli interessi e l’esistenza stessa di potenti centri di potere finanziario.

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Affare Eliot Spitzer: la vendetta di Israel Singer
Tratto da http://www.voltairenet.org/article155931.html 

SPITZER SEX SCANDALIl governatore di New York, Eliot Spitzer, è stato costretto alle dimissioni a seguito della rivelazione secondo la quale avrebbe ricorso al servizio di una prostituta. 
Al di là del carattere erotico della vita politica statunitense che giudica la competenza di un governatore in base al suo comportamento al letto, questo affare rivela invece i confronti persistenti nell’ambito del movimento sionista. 
Eliot Spitzer era la speranza della Comunità ebraica US, che lo immaginava un giorno Presidente degli Stati Uniti. Splendido giurista, era stato l’assistente ad Harvard di Alan Dershowitz (il consigliere giuridico dello Stato di Israele), ed aveva diretto ad Harvard il prestigioso Law Review. Diventato procuratore aggiunto di Manhattan, brillò smantellando il clan Gambino (una delle cinque famiglie di Cosa Nostra). 

Nel 2005-2007, il procuratore Eliot Spitzer dirige un’indagine sui conti segreti del Congresso ebraico mondiale.
In una relazione di 35 pagine, stabilisce che il segretario generale Israel Singer (d’altra parte presidente dell’organizzazione ebraica mondiale di restituzione) si è dirottato a suo profitto almeno 5 milioni di dollari dell’associazione.  
Nella sua difesa, Israel Singer rivela l’esistenza di un fondo nero di 2 milioni di dollari annui, creata a beneficio del presidente Edgar Bronfman.
Di fronte allo scandalo, i due uomini si dimettono uno dopo l’altro…
Alcuni giorni fa, il Congresso ebraico mondiale ha rinunciato al procedimento, impegnandosi all’incontro con Israel Singer. Essendo quest’ultimo fuori causa, i suoi amici hanno trasmesso al procuratore Johnson III delle informazioni su una società di scorta, in modo che spetti al sig. Spitzer dimettersi….

Marzo 13, 2008

Votate “Berlusconi Delinquente” ehmm “presidente”

Io sono ioLui è luiNessuno lo puo’ giudicare

Riporto un brano tratto da “Mani Sporche“, libro pubblicato da Chiarelettere e scritto da Barbacetto, Gomez e Travaglio, dal titolo “Nessuno lo puo’ giudicare” (pag. 106).Il 2003 è forse l’anno più nero della politica italiana in tutta la storia della Repubblica. Mai si era assistito a tali e tante lesioni delle libertà fondamentali e dei principi costituzionali. Con il pretesto della sua imminente promozione a presidente di turno dell’Unione Europea, Silvio Berlusconi manomette la Carta fondamentale e i Codici penale e procedurale, oltre a piegare continuamente il Parlamento alle sue personali esigenze processuali e affaristiche e a produrre una catena interminabile di censure ed epurazioni nel mondo dell’informazione.
L’anno si apre con dodici condoni fiscali (per gli evasori dell’Irpef, dell’Ici e così via) varati dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti nella finanziaria appena approvata, per «fare cassa» e tentare di mantenere la promessa di non aumentare le tasse. «Le mie aziende non si avvarranno del condono», giura il premier. Bugia. Per mettersi in regola con il fisco, che reclama da lei 197 miliardi di lire, la Fininvest approfitta del condono e ne paga solo 35.

Un affarone.

Anche perché il vantaggio resta tutto in famiglia. La Fininvest infatti appartiene al 100 per cento ai Berlusconi e si era impegnata, al momento della quotazione di Mediaset, a pagare tutte le tasse dovute dalla nuova holding televisiva (che, essendo quotata, ha anche altri soci) per i fatti precedenti all’entrata in Borsa. La stessa strada del condono viene poi battuta da altre società personali del Cavaliere, come, l’Immobiliare Idra che controlla le sue ville sparse per l’Italia. Non contento, il premier usa il condono per cancellare le sue ulteriori pendenze col fisco, versando appena 1850 euro in due comode rate per evitare ogni accertamento sulle sue presunte evasioni (contestate dalla Procura di Milano nel processo sui bilanci di Mediaset) relative al periodo 1997-2002. Nel 2005 arriverà addirittura il condono erariale, per consentire ai politici e ai pubblici amministratori condannati in primo grado dalla Corte dei conti di sistemare le loro pendenze pagando dal 10 a1 20 per cento del danno quantificato dalla sentenza.

Un danno, per le casse dello Stato, da centinaia di milioni di euro.

Ma il 2003 è soprattutto fanno del lodo Maccanico-Schifani, che immunizza le alte cariche dello Stato dai processi e rende invulnerabili i parlamentari, grazie all’annessa legge Boato, anche dalle intercettazioni indirette. È l’anno della legge Gasparri e del decreto salva-Rete4, che perpetuano il monopolio di Mediaset sulla tv commerciale e il suo oligopolio sul mercato pubblicitario. Berlusconi DelinquenteÈ l’anno della controriforma della seconda parte della Costituzione, pilata in estate da quattro «saggi» (il forzista Andrea Pastore, Francesco D’Onofrio, il leghista Roberto Calderoli e Domenico Nania di An) in una baita di Lorenzago del Cadore (Belluno), per rompere l’unità nazionale in nome di un federalismo in salsa padana e dotare il premier di poteri di vita o di morte sul Parlamento (la riforma sarà sonoramente bocciata dai cittadini italiani referendum confermativo dell’estate 2006). Sempre nel 2003 il creativo Tremonti vara una riforma fiscale che detassa le plusvalenze da partecipazione, subito utilizzata da Berlusconi quando, nel 2005, cederà il 16,88 per cento di Mediaset detenuto da Fininvest per 2,2 miliardi di euro, risparmiando milioni di tasse. E un’altra legge à la carte del 2003 è il decreto «salva calcio», che è anche «salva-Milan»: i club indebitati potranno ammortizzare sui bilanci 2002 e «spalmare» nei dieci anni successivi la «svalutazione» del cartellino dei calciatori conseguente al generale stato di crisi in cui versano quasi tutte le società (tra serie serie B, il deficit sfiora i 4 mila miliardi di lire).
Il risultato è ottenuto grazie a un doppio conflitto d’interessi: quello tra il Berlusconi presidente del Consiglio e il Berlusconi presidente del Milan; e quello tra il Galliani vicepresidente del Milan e il Galliani presite della Lega Calcio. Il decreto del presidente del Consiglio fa risparmiare al presidente del Milan 242 milioni di euro.
Tratto da: AntoniodiPietro.it

Marzo 11, 2008

Miseria umana della pubblicità

Miseria umana della pubblicità:
Il nostro stile di vita
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