Angolo del Gigio

Gennaio 13, 2008

FASCISTI: “Giovani istigati dalla cattiva politica”

L’ira di Soru, barricato in casa
“Giovani istigati dalla cattiva politica”

Sporcaccioni & Puttanieri - Aka FascistiIl quantitativo di spazzatura (una decina di navi) è sopportabile.
Con un governo di centrodestra avrei tenuto lo stesso atteggiamento

CAGLIARI - “Ci sono esponenti della destra con responsabilità istituzionali che hannio istigato gruppi di facinorosi sollecitandone i peggiori istinti. Questa è pessima politica”. E’ l’una di mattina, Renato Soru è barricato da quattro ore nella sua villa a un tiro di schioppo dalla basilica di Bonaria, nel centro di Cagliari. Con lui, gli amici più stretti, gli affetti più cari, qualche parlamentare del centrosinistra. Fuori, scenari di guerriglia urbana. Mezzi blindati di polizia e carabinieri vigilano su alcune centinaia di giovani che cercano di gettare sacchetti d’immondizia nel giardino della casa del governatore. Scontri, feriti, cariche con lacrimogeni. Un inferno.

Ce l’ha con i parlamentari della destra, presidente Soru?

“Certo. Questi esponenti ieri se ne sono tornati a casa a vedere la tv e se ne stanno tranquilli con i loro lauti stipendi, mentre i padri di questi ragazzi, lasciati a fare a botte con la polizia, dovranno pagare gli avvocati per tirare fuori dai guai i loro figli”.

Cagliari città violenta?

“No, nella maniera più assoluta. Cagliari è una città civile, tranquila, vivibilissima. Questa pessima politica l’ha trasformata, per una sera, in una città violenta. Il compito della politica è quello di esaltare gli istinti migliori dei giovani, come il coraggio e la solidarietà. E invece, i “cattivi maestri” inculcano paura: tutto questo è riprorevole”.

Si aspettava una reazione così violenta?

“La Sardegna crede nella solidarietà, un valore morale presente anche nella Costituzione. Io ho giurato sulla Carta fondamentale dello Stato e intendo onorare quel giuramento”.

Prodi le ha chiesto di accogliere i rifiuti campani e lei ha detto subito di sì. L’hanno contestato anche per questa ragione.

“Se c’è da aiutare una Regione in difficoltà non c’è tempo da perdere, così come quando qualcuno sta affogando: bisogna agire subito ed è giusto che, chi può dare una mano e sa nuotare, partecipi al salvataggio”.

La Lombardia e il Veneto si sono messe di traverso: lei ha subito accettato. Perché?

“Non vorrei entrare nel merito delle scelte di altri”.

Mercoledì, dopo l’incontro a palazzo Chigi, l’assessore lombardo Romano Colozzi l’ha criticata per la sua immediata disponibilità.

“Lui l’ha buttata sul piano politico, evocando scenari di destra e sinistra. È una valutazione sbagliata: si tratta di essere solidali, a prescindere dagli schieramenti politici”.

Se l’aiuto gliel’avesse chiesto un governo di centrodestra, lei come si sarebbe comportato?

“Nello stesso modo”.
Comunque lei è stato fortemente criticato anche in Sardegna.

“Io ho assicurato al governo la disponibilità a smaltire qualche migliaio di tonnellate di rifiuti della Campania ma non so neanche se servirà proprio perché altri territori si apprestano a fare come noi: la solidarietà sta aumentando”.

Non è stato troppo frettoloso?

“No. Difendo con orgoglio la decisione, rapida come la contingenza richiedeva, di venire in soccorso di chi ha bisogno di una mano”.

L’accoglimento di rifiuti altrui non può compromettere lo smaltimento che avviene in Sardegna?

“La Sardegna è diventata un’isola virtuosa: in tre anni la quota di raccolta differenziata è passata dallo 0 al 30 per cento; e nel 2008 arriveremo al 40″.

Quante tonnellate di rifiuti arriveranno nell’isola?

“La cifra esatta non la posso quantificare: siamo comunque nell’ordine di qualche migliaio di tonnellate”.

Quante navi?

“Una decina. Rispetto alla quota smaltita nell’isola, si tratta di una quantità più che sopportabile. Anche la Sardegna, tra l’altro, esporta 470mila tonnellate di rifiuti tossici: rifiuti smaltiti in altre regioni d’Italia”.

Tratto da: www.Repubblica.it - di AUGUSTO DITEL

FASCISTI DELINQUENTI e SPORCACCIONI - AN per gli Amici della Cdl!

Villa Soru a Cagliari piena di rifiuti - foto Ansa - 220*168 - 12-01-08

Scontri nella notte a Villa Soru:
2 feriti e decine di fermati, gli istigatori di AN a casa col le loro puttanelle!

Davide Madeddu

Dopo le proteste verbali, la guerriglia urbana sotto la villa del Governatore. La polemica sui rifiuti campani che arriveranno in Sardegna si è spostata dai banchi del consiglio comuale di Cagliari (che annuncia di voler fare causa alla regione per danni all’immagine dell’isola e della città) agli scontri fisici, con cariche della polizia e feriti finiti all’ospedale.

Tutto inizia poco prima delle 23 di venerdì quando davanti alla residenza privata del governatore Renato Soru cominciano ad arrivare gruppi di contestatori. Davanti alla villa ci sono già i rappresentanti delle forze dell’ordine allertati dal tam-tam lanciato con sms in cui si invitavano tutti i contrari allo sbarco dei rifiuti campani nell’isola a manifestare alle 23 davanti alla casa di Renato Soru. Il tentativo era, come annunciato nell’sms quello di «lanciare sacchetti di rifiuti nel giardino della villa del presidente».

Un tentativo che alcuni sostenitori del presidente della regione, giunti davanti alla sua residenza privata con bandiere cercano di bloccare facendo un sit in alternativo.

Secondo una prima ricostruzione effettuata dagli inquirenti gli scontri sarebbero partiti quando un gruppo di ultras avrebbe cercato di strappare e bruciare le bandiere dei sostenitori del presidente. È questione di attimi e la strada che divide il sagrato della basilica di Bonaria dal parco della villa di Soru si trasforma in una sorta di teatro di battaglia. Polizia e carabinieri, solo una parte inizialmente in tenuta antisommossa, caricano gli aggressori e cercano di disperdere i violenti con i lacrimogeni. Non è che l’inizio della guerriglia cui seguono lanci di pietre, picchetti di lavori pubblici, vasi e piante e persino cartelli stradali divelti poco prima. Durante gli scontri vengono dati a fuoco anche alcuni cassonetti della spazzatura. Dopo una prima pausa gli scontri si spostano di qualche centinaio di metri dove viene devastato anche il gazebo situato davanti al bar dell’hotel Mediterraneo.

Il primo bilancio parla di un fotografo dell’Unione Sarda malmenato e derubato, una ragazza che viaggia con la sua auto finita all’ospedale perché colpita in testa da un sasso lanciato durante gli scontri e un telecineoperatore della Rai aggredito.

A tarda sera anche il commento di Renato Soru rientrato a casa un’ora prima degli scontri. «Ci sono uomini politici della destra, anche con responsabilità istituzionali, che hanno istigato - fa sapere - gruppi di facinorosi e violenti, solleticando i loro peggiori istanti. Loro se ne stanno tranquilli a vedere la televisione e si possono permettere tante cose grazie ai loro lauti stipendi mentre i padri dei ragazzi lasciati a fare a botte con poliziotti e carabinieri dovranno pagare avvocati per togliere dai guai i propri figli».

Gli scontri davanti alla residenza del presidente della regione cessano poco dopo le due del mattino.

Il bilancio è di due feriti e di decine di persone fermate dalla polizia.

La polemica sui rifiuti comunque continua. Mentre il governatore fa sapere che nell’isola arriveranno complessivamente non più di 5000 tonnellate il comune di Cagliari approva a maggioranza un ordine del giorno per valutare se ci siano le condizioni per fare causa alla regione per danni all’immagine della città. Non solo, alcuni esponenti del centro destra annunciano di voler presentare un esposto contro la regione per aver violato la norma del 2001 che vieterebbe lo sbarco e il transito di rifiuti extra regionali nell’isola. Per i prossimi gli indipendentisti annunciano nuove proteste per «fermare gli altri sbarchi dei rifiuti». La polemica comunque sembra destinata a continuare.

Tratto da: www.Unità.it

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