Diciottenne stuprato nel parco Lambro
«Hai una sigaretta?», poi l’aggressione. Arrestati due giovani egiziani che avevano già compiuto diverse rapine in zona..
MILANO – Diciott’anni, violentato al parco. Uno studente universitario è stato stuprato ripetutamente da due individui che lo hanno anche rapinato. Gli aggressori — dopo quindici giorni di indagini — sono stati arrestati. Si tratta di due egiziani clandestini. È forse il primo caso di un «maschio adulto» a finire sulle pagine di cronaca a Milano. «Ma non si tratta di un caso isolato — spiega la dottoressa Alessandra Kustermann, la ginecologa che alla clinica Mangiagalli guida il «soccorso di violenza sessuale» —. Su 2600 casi passati dal nostro reparto in 11 anni, il 4 per cento riguarda il sesso maschile. È vero, però, che gli adulti sono una percentuale minore. Direi una ventina di casi in tutto. Gli uomini hanno più difficoltà a denunciare un abuso».
Torniamo al giorno della violenza. È il 29 settembre, un sabato. È già buio. Lo studente percorre via Crescenzago, periferia nord-est. Una grande strada che costeggia il parco Lambro, uno dei grandi polmoni verdi della città. Gli si avvicinano due ragazzi. L’approccio è banale: «Hai una sigaretta?» Poi il tono cambia. Francesco Messina, capo della mobile, spiega e non spiega: «Hanno tentato un approccio molesto, lui li ha respinti ». Gli aggressori cambiano atteggiamento. In mano ad uno degli sconosciuti compare un coltellaccio. L’universitario viene costretto ad entrare al parco Lambro. I due africani sembrano conoscere molto bene la zona. Uno si ferma a fare da palo, il secondo porta il ragazzo in una zona appartata.
È qui che, con un coltello puntato alla gola, lo studente universitario viene stuprato. «Una brutta cosa» dice a denti stretti il capo della mobile. Dopo la violenza la rapina: 20 euro e il cellulare. Il ragazzo fotografa tutto nella sua mente: il palo, seppur straniero e con la pelle scura, aveva i capelli biondi; il violentatore aveva delle strane basette. Particolari che si riveleranno fondamentali per incastrarli.
Una volta libero lo studente torna a casa e racconta tutto ai genitori. I quali lo caricano in auto e lo portano alla Mangiagalli. I medici confermano che il giovane è stato ripetutamente abusato. Dopo la clinica la questura. La notizia viene nascosta nonostante a Milano, nel 2006 (ultimi dati disponibili), ci siano state ben 322 violenze sessuali con un incremento del 14,59 per cento sull’anno precedente.
Le indagini scattano subito. In mano agli investigatori, oltre alla descrizione fatta dalla vittima, la convinzione che «biondino» e «basettone» siano frequentatori abituali del parco. Dieci giorni la svolta nelle indagini: due rapine in rapida successione sempre al parco Lambro con autori «biondino» e «basettone». La pista è quella giusta. È la pattuglia di una volante a individuare il biondino per strada. Lo ferma: è Samh Melslhe Ganm, 21 anni, senza fissa dimora. Dal «biondino» si risale a un appartamento vicino, in via Padova 70, dove la polizia trova il complice, Htem Darwish, 19 anni. In casa il bottino delle ultime rapine.
Alberto Berticelli